Audiolibro - Tafti la sacerdotessa. Camminando dal vivo in un film di Vadim Zeland

Il libro audio, narrato da Tafti, la sacerdotessa, presenta un sistema esoterico‑pratico per prendere il controllo della propria realtà, descritta come un film cinematografico. Il nucleo del metodo è l’autosviluppo: attraverso la consapevolezza del proprio "stato" e l’allineamento con i principi di Lada/ADA (armonia, piacere, attrazione) si può influenzare il flusso degli eventi. Vengono introdotti concetti chiave – la "treccina", i "flussi energetici", i "marker pensiero", l'"attreccina" – e una serie di esercizi concreti (visualizzazioni della freccia, respirazione con flussi ascendente/descendente, algoritmo dei 3 movimenti, algoritmo della treccina con i flussi, pratica in bagno o doccia di contrasto). Si spiega il "principio del beneficio" (dichiarare in anticipo il risultato, accettare anche il fallimento) e la tecnica dei 3 movimenti per consolidare progetti. Il testo collega questi strumenti a una visione più ampia della realtà: un insieme di pellicole interconnesse, dove fenomeni come l’effetto Mandela o il déjà‑vu sono il risultato di sovrapposizioni di film. Si afferma che ogni individuo possiede un diritto ereditato dalle incarnazioni passate – una forza personale che può essere reclamata mediante dichiarazioni, attreccina e marker pensiero. L’autore avverte di non abusare della treccina, di mantenere l’umiltà e di non divulgare le tecniche a chi non è pronto. Il libro si conclude con un invito a praticare costantemente, a creare un’atmosfera di Lada/ADA e a riconoscere la propria capacità di impostare il risultato finale del film della vita.
Chapters
Bentornati cari, come poteva mancare questo testo letto da Nadia e super richiesto da voi. Ecco che torna Tafti. Come al solito vi ricordo di iscrivervi, attivare la campanella, condividere il canale per la crescita. In dettaglio nella descrizione come al solito del canale e dettagli anche nel caso qualcuno volesse leggere Un abbraccio e buon ascolto. Vadim Zeland, Tafti la sacerdotessa, camminando dal vivo in un film. Primo incontro. Salve, salve, miei piccoli mostriciattoli e mostriciattole! Voi di me non vi ricordate? Sono Tafti, sono venuta da voi dal tempo. Il tempo è eterno e dall'eternità si può andare e venire quando si vuole e ci si può spostare ovunque si voglia. 3.000 anni fa ero una sacerdotessa del tempio di Iside. Chi sono io adesso? Ve lo dirò più tardi. La cosa più importante è che io so chi siete voi e ve ne parlerò quando sarà il momento. Perché infatti voi non sapete chi siete, non è vero? Siete stati messi al mondo ma non vi hanno corredato delle istruzioni per l'uso di voi stessi. Oh sì, sicuramente vi hanno insegnato che dovete lavarvi per bene le manine, cambiare il pannolino per tenere il culetto retto, pulito, ma di più non sapete né su voi stessi né su questo mondo. Vi sembra, ad esempio, di avere una vostra propria opinione, ma in realtà quest'opinione vi è stata impiantata. Credete di essere in grado di controllare le vostre azioni, ma di fatto è molto più importante controllare i propri pensieri. Riuscite a farlo? No, siete solo dei piccoli idioti senza cervello. Per questo mi viene voglia di prendervi a sculacciate. Oh, so che siete soli ed infelici e nessuno vi vuole bene, ma io ve ne voglio e adesso vi racconterò una storia. Vi parlerò di come funziona il mondo e di cosa succede in esso. Vi dirò perché siete qui e cosa dovrete fare della vostra vita. Perché infatti è vero che non sapete cosa fare della vostra vita? Vedete che ho ragione? Ebbene, sistematevi comodamente sui vostri vasini e ascoltatemi. Con attenzione. Per cominciare, sappiate che la realtà non è esattamente quella che voi vi immaginate che sia. È a più strati, è come una cipolla. Voi conoscete solo due strati: la realtà materiale, quella in cui vivete, e lo spazio dei sogni, quello che sognate ogni notte. Lo spazio dei sogni non è una vostra fantasia, è Esso esiste realmente sotto forma di archivio di pellicole, un archivio in cui è conservato tutto ciò che è stato, sarà e potrebbe essere. Quando fate un sogno significa che state guardando uno di questi film. In questo senso il vostro sogno è un'illusione e una realtà allo stesso tempo. Il film che guardate è virtuale, mentre la pellicola cinematografica è materiale. La realtà effettiva è qualcosa che non è mai stato e mai sarà, ma solo è, una volta e ora. La realtà effettiva esiste solo un istante, come un fotogramma su una pellicola cinematografica che si sposta dal passato al futuro. Anche la vostra vita, o per meglio dire, la vostra essenza, l'anima, si muove spostandosi da un'incarnazione all'altra. Un tempo eravate tutti pesci, dinosauri e rettili striscianti di ogni genere, ma anche adesso non crediate di essere avanzati di molto, ne avete ancora tanta di strada da fare prima di arrivare alla perfezione, al mio livello per esempio. Non ricordate le vostre incarnazioni passate perché ogni incarnazione è come una vita separata dalla nostra anima, o un sogno separato se preferite. Per l'anima la presenza di un corpo è facoltativa. L'anima nel corpo è solo una delle forme della sua esistenza. In questo caso il corpo figura come una sorta di bioscafandro. Potreste chiedervi: perché sono necessarie tutte queste trasformazioni? Perché questa è la proprietà originaria della realtà e della vita. Movimento e trasformazione. Il fotogramma si muove sulla pellicola, il bruco si trasforma in farfalla, la farfalla depone le larve, esse si trasformano in bruchi e poi di nuovo in farfalle. E in questa fase della vostra evoluzione siete come dei bruchi, piccoli, schifosetti, ma così è, Così siete, che vi posso dire? Certo, con voi avrò il mio bel da fare. Ebbene, ascoltatemi: il sogno e la realtà che vedete ad occhi aperti sono quasi la stessa cosa. Nei primi anni di vita voi non facevate distinzioni tra sogno e realtà. Adesso non ve lo ricordate, ma allora vi sembrava che non vi fossero confini e differenze tra quel mondo è questo. Poi però gli adulti vi hanno spiegato che il mondo dei sogni è solo una vostra fantasia. Non è vero! È così che vi hanno installato una falsa credenza, perché invece quel mondo è reale quanto questo. Esso esiste, ma in un altro spazio. Quando ci addormentiamo e ci risvegliamo, ci spostiamo da uno spazio all'altro. La cosa non vi sorprende? Non vi spaventa? Ormai ci siete abituati, ma sappiate che il sogno e il risveglio che lo segue sono cose dello stesso piano della vita e della morte. La vita è un sogno, la morte è un risveglio. È proprio così e non il contrario, capite? Oh, va bene miei cari, non tutto in una volta, andiamo per ordine. Ci sono 3 somiglianze e una differenza tra il sogno e la realtà che si vede ad occhi aperti. Delle differenze vi parlerò un po' più tardi, mentre le somiglianze sono le seguenti: Prima, sia nel sonno sia nella realtà delle cose che succedono intorno a voi, voi dormite e per questo sia lì che qui siete impotenti. Entrambe queste realtà esistono indipendentemente dalla vostra volontà. Vi insegnerò a risvegliarvi sia nel sogno sia nella realtà delle cose che succedono intorno a voi. Seconda: sia lì che qui la realtà si muove come un fotogramma su una pellicola cinematografica. Ma voi non ve ne rendete conto perché sapete guardare solo per terra. La capacità di guardare avanti l'avete persa nel momento in cui avete creduto agli adulti quando vi dicevano che il sogno era irreale. Terza: sia lì che qui il movimento del fotogramma si può gestire. Voi di solito non lo fate perché la vostra attenzione è bloccata nel fotogramma in corso. Cosa significhi ciò? Lo scoprirete presto, anche se scoprire ancora non equivale a capire, ma quando capirete potrete muovere la realtà. Due schermi. Ebbene, miei cari, c'eravamo fermati su tre postulati: sia nel sonno sia nella realtà che si vede ad occhi aperti Voi dormite. Sia il sogno che la realtà sono il movimento di un fotogramma. Il movimento del fotogramma si può gestire, ma voi non lo fate. Voi non gestite né i vostri stupidi sogni né la vostra miserabile vita in primo luogo perché siete addormentati e in secondo luogo perché non sapete che ciò è possibile. Iniziamo dalla cosa più semplice: cos'è il sonno? Vi ricordate che vi avevo detto che quando siete stati messi al mondo non vi hanno corredato del manuale d'uso di voi stessi? Ebbene, voi avete due schermi, uno interno e l'altro esterno, e in più avete l'attenzione, essa è sempre o dentro o fuori e molto raramente nel centro. Ed ecco perché dormite sempre. Quando sprofondate nella vostra riflessione, la vostra attenzione è completamente immersa nello schermo interno. Potete non notare ciò che sta accadendo intorno a voi e agire in modo macchinale. E al contrario, quando la vostra attenzione è occupata da qualcosa di esterno, vi dimenticate di voi vostri stessi e di nuovo potete agire in modo incontrollabile. Proprio questo è il sonno, uno stato incontrollabile in cui la vostra attenzione è immersa o nello schermo esterno o in quello interno. Permanendo in questo stato siete indifesi e incapaci di gestire voi stessi e ciò che vi sta accadendo. E in questo senso sonno e sogno non sono la stessa cosa. Il sonno è una condizione di anabiosi in cui vi trovate. Il sogno è ciò che sognate o nello spazio dei sogni o nello spazio reale. La realtà e il sogno invece in sostanza sono la stessa cosa. Anche la realtà si sogna, la realtà è un sogno e il sogno è una realtà. Perché? Lo capirete presto. E adesso passiamo alle istruzioni. Per svegliarsi nel sonno o nella realtà bisogna distogliere l'attenzione dallo schermo esterno o interno e spostarla al centro della coscienza. Potete farlo facilmente. Fate schioccare le dita vicino al naso. Allora, dove eravate un secondo fa? Eravate con la testa tra le nuvole, lontano nella vostra immaginazione? O forse eravate persi nell'ammirazione della mia meravigliosa persona? E allora, dove era incollata la vostra attenzione? A quale schermo? E adesso dov'è? Trovate il punto mediano tra gli schermi. Da questo punto potrete osservare al contempo sia i vostri pensieri sia ciò che vi sta accadendo. Potrete vedere la realtà che vi circonda e voi stessi in questa realtà. Nulla vi impedisce di guardare entrambi gli schermi contemporaneamente. È una cosa che siete perfettamente in grado di fare. È solo che nessuno vi ha mai detto che è possibile, del resto voi stessi non avete mai riflettuto sul motivo per cui ne avreste bisogno. Gli adulti vi hanno dato degli ordini: "Guarda qui, ascoltami bene, fai quello che ti dico" e in questo modo vi hanno addestrato a fissare l'attenzione sullo schermo esterno. E quando qualcosa non funzionava, cadevate nella disperazione e rimanevate soli con i vostri tristi pensieri e vi sentivate miseri, indifesi e infelici. E in questo modo vi siete addestrati da soli a guardare il vostro schermo interno, il vostro unico rifugio. Col tempo la vostra attenzione si è abituata a restare incollata ora all'uno ora all'altro lo schermo senza fermarsi al centro e alla fine avete completamente smesso di controllare l'attenzione con il risultato che essa ormai non vi obbidisce e fluttua in modo arbitrario. Per questo cadete costantemente in uno stato di incoscienza. In un tale stato non siete in grado di agire in modo efficace. Potreste venire ingannati, offesi, spaventati, derubati e persino picchiati senza essere in grado di reagire in modo adeguato. Permanendo in questo stato vi troverete a lottare continuamente con complessi interni e a dipendere da circostanze esterne e a rincorrere la buona fortuna. Ma sapete chi rincorre la buona fortuna? I perdenti, i perdenti siete voi perché permanendo in uno stato di inconsapevolezza la vostra efficienza non supera il 5-10%. Oh su via, miei piccoli infelici, non piangete, a tutto si può porre rimedio e ora vi dirò cosa fare. Una passeggiata nel sogno. Dunque, miei cari, nell'ultima lezione avete saputo che il sonno è uno stato di immersione dell'attenzione nello schermo. Dormire e non dormire è possibile sia nel sogno sia nella realtà. Al fine di svegliarsi è necessario spostare l'attenzione sul centro della coscienza. Il centro della coscienza è il punto di osservazione da cui potete vedere dove si trova in un determinato momento la vostra attenzione e di cosa si sta occupando. Allo stesso tempo potete vedere cosa sta succedendo intorno a voi e cosa state facendo voi stessi. Ed ora svegliatevi e chiedetevi: Dove sono? Cosa sto facendo? In cosa è sprofondata la mia attenzione? In questo momento vi siete risvegliati e vi trovate nel punto di consapevolezza. Eccomi, qui sono io e qui è la realtà circostante. Ne sono consapevole, vedo me stesso e vedo la realtà. È uno stato insolito per voi, miei preziosi amici, esso appare solo di rado, occasionalmente, è come un lampo isolato, uno pranzo, perché tutto il resto del tempo siete immersi nello schermo interno o in quello esterno. Ora cercate di trattenervi in questo stato di consapevolezza per almeno un'ora e vedrete cosa accadrà. Sarà interessante. Consiglio di fare quest'operazione al mattino dopo una bella dormita, quando vi sentite svegli ed allegri. Se siete di cattivo umore e non state bene, non vale la pena di provarlo, non ne avverrà fuori nulla di buono. Ebbene, entrate nel punto di consapevolezza dicendovi: "Vedo me stesso e vedo la realtà". Datevi questa impostazione e ditevi: "Oggi andrò a camminare in un sogno ad occhi aperti". Quindi uscite e andate dove volete. Al lavoro, all'università, ovunque, permanendo in questo stato di lucidità. Per ottenere un maggiore effetto sarebbe meglio andare in un posto dove nessuno vi conosce, in un centro commerciale o di divertimenti per esempio. La vostra dovrà proprio essere una libera passeggiata nel sogno. Quando siete immersi in uno degli schermi non siete voi stessi, non siete in grado di gestire né voi stessi né la situazione. Al contrario, qualsiasi situazione si trasforma in un sogno e finisce col possedervi. Ma cosa succede quando vi rendete conto di voi stessi? Succede che vi liberate e a partire da questo momento il vostro sogno, non importa se esso sia nel sonno o o nella realtà del quotidiano diventa consapevole. Siete diventati padroni di voi stessi e, cosa più importante, avete acquisito la capacità di padroneggiare la situazione. Oh, ma di questo vi parlerò dopo. Ora provate a camminare e ad osservare. Facciamo un esempio: ecco che avete attivato la vostra consapevolezza e siete entrati in un negozio. Salutate, camminate per la sala, vi guardate intorno, magari chiedete qualcosa e osservate la reazione dei commessi. L'importante è che non vi addormentiate. Prima di parlare con qualcuno, assicuratevi di aver posizionato la vostra attenzione sul centro. Vedo me stesso e E vedo la realtà. Ebbene, scoprirete che le persone intorno a voi vi guardano con curiosità e per qualche motivo vi trattano manifestandovi una simpatia particolare come prima non accadeva. Cos'è successo allora? Le persone intorno a voi, a differenza di voi, stanno continuando a dormire. La loro attenzione è dispersa in una certa situazione. Esse sono trattenute e coinvolte dal loro scenario quotidiano come in un film e i loro pensieri non sono chiari, le loro azioni sono inconsapevoli. Si può dire che esse vivano come i personaggi di un film. Invece voi A differenza di quelli che vi stanno intorno, vi siete svegliati nel sogno, quasi foste fuori usciti dallo schermo del cinema per entrare in sala. In questo momento potete uscire, così come potete rientrare nel film e passeggiare liberamente tra i personaggi, indipendentemente dalla sceneggiatura. Quando siete in questo stato, le persone vi percepiscono come delle creature aliene, non di questo mondo. Sentono vagamente che in voi c'è qualcosa di diverso, ma non possono capire di cosa si tratti. Non preoccupatevi, loro non si rendono conto che vi stanno trattando con curiosità e simpatia. E voi però non fate vedere che sapete qualcosa che loro non sanno. Sapete da dove trae origine la simpatia che la gente prova per voi? Specialmente le persone che non vi conoscono, dal fatto che per loro voi siete come delle lucciole nel regno delle ombre. Quando vi trovate in uno stato di consapevolezza, la vostra energia scorre in un modo diverso. È una cosa che non si vede chiaramente, ma si percepisce inconsciamente. Quindi camminando semplicemente nel sogno della realtà in corso otterrete come minimo l'attenzione e la simpatia della gente che vi sta intorno. Potrete addirittura stringere amicizia con persone piacevoli, socializzare e passare il tempo in serenità. Ma questo è solo l'inizio. Siate bravi, imparate a muovere e spostarvi testare la realtà. Attenti però a non spostarvi troppo di testa. Ehi, tranquilli, ho solo scherzato, non abbiate paura, miei adorati. La prima uscita nella realtà. Ebbene, miei cari, se avete già camminato in un sogno ad occhi aperti, dovresti aver capito che confrontare la realtà con un film non è affatto un'allegoria. Siete stati per davvero lì come un personaggio animato mentre il resto dei partecipanti ha continuato a muoversi come nel sonno, sottomettendosi a una qualche sceneggiatura esterna. Potrebbe sembrare che non sia proprio così, Voi ed io comprendiamo bene che le persone dormono veramente solo di notte, nel loro letto, mentre durante il giorno agiscono più o meno consapevolmente. E del resto vi siete convinti da soli che questo "più o meno" è in realtà trascurabile dopo aver constatato come la vostra stessa attenzione tenda a profondare continuamente ora nello schermo esterno, ora in quello interno. Senza dubbio l'avete constatato e ora sapete come accade. D'ora innanzi, ogni volta che andrete a fare una passeggiata in un sogno, vi dovrete continuamente cogliere sul fatto di essere nuovamente caduti nello schermo e di esservi addormentati. Qualcosa vi ha distratto, ha distolto la vostra attenzione oppure avete cominciato a pensare a qualcosa e basta! Non esistete più come individui consapevoli, non appartenete più nemmeno a voi stessi. Ma allora a chi appartenete? A chi obbedite? A guidarvi è una certa sceneggiatura esterna intessuta in un certo film nel quale voi come personaggi vi trovate nel dato momento. Che cosa significhi tutto ciò? Ve lo spiegherò un poco per volta, non posso dirvi tutto subito. Ora dovete capire una cosa semplice: sia nella realtà del sonno che in quella delle cose che succedono intorno a voi, vi trovate all'interno di un film e siete trascinati dal flusso della sceneggiatura. Non appartenete a voi stessi perché la vostra attenzione non vi appartiene. Ma non appena vi risvegliate e riprendete il controllo dell'attenzione, la sceneggiatura perde immediatamente il suo potere su di voi. Certo, come al solito dovrete andare a lavorare, a studiare, a svolgere i vostri doveri, Doveri quotidiani, ma lo farete in modo più flessibile, non come previsto dalla sceneggiatura. A differenza dei personaggi che stanno dormendo intorno a voi, voi vedete voi stessi, vedete la realtà e potete controllare consapevolmente la vostra volontà, cosa che non avete fatto fino ad ora. Questa è la vostra prima uscita a un nuovo livello di gestione di voi vostri stessi e della realtà. Dal sonno normale vi siete risvegliati già molte volte, ma non avete mai cercato di elevarvi ad un livello superiore, vero? In un sogno normale, se non capite che si tratta di un sogno, siete impotenti. Vi trovate all'interno del film e siete completamente in balia di quanto sta accadendo. Perché la vostra attenzione è immersa nello schermo. Ma voi, al contrario dei personaggi che vi circondano, siete in grado di portare la vostra attenzione ad un livello superiore, cioè di risvegliarvi nel sogno stesso e addirittura di salire di 2 livelli, risvegliarvi nella realtà. I personaggi dei sogni non lo possono fare, In cosa differiscono dalle persone viventi? Nel fatto che essi non hanno coscienza, non sono consapevoli di sé come individui. Essi sono privi di volontà, non sono liberi nelle loro azioni ma sono soggetti a una sceneggiatura. Essi non hanno un'anima, sono solo dei modelli. Dei manichini. Quando imparerete a svegliarvi in un sogno, provate a fare questo esperimento: provate a chiedere a un manichino del sogno "Chi sei?". Vedrete che adesso cercherà di evitare di rispondervi oppure nominerà il suo ruolo nella sceneggiatura, ma non potrà dire "Io sono io". Perché esso non ha un suo io. Allo stesso modo gli potrete chiedere: "Sai che io adesso dormo e tu mi appari in sogno?" E anche questa domanda lo metterà in crisi perché esso non si è mai addormentato e non si è mai svegliato. Il manichino del sogno vive nel suo film come un personaggio ripreso al suo tempo in una pellicola cinematografica. L'unica differenza sta nel fatto che i film ordinari vengono girati da persone viventi, mentre le pellicole cinematografiche dei sogni vengono conservate nell'archivio dell'eternità. Lì sono sempre state e lì rimarranno per sempre, fintanto che esisterà questo universo. Le persone viventi hanno un'anima, una volontà e un'autocoscienza. Possono dire "Io sono io", anche se questo è tutto ciò che possono dire di se stessi. Le persone viventi hanno consapevolezza di sé, ma come avrete ormai capito, la loro autocoscienza dorme mentre la volontà viene utilizzata solo occasionalmente quando bisogna mobilitarsi per un qualche tipo di azione. Non solo, ma la volontà viene utilizzata solo all'interno del fotogramma corrente e questa è la cosa più sostanziale. Comunque ne parleremo un po' più tardi. Già vi sto facendo un gran favore a spendere tutto questo mio tempo con voi, miei piccoli indegni. Oh, su, forza, sfruttate l'occasione! Veneratemi, elogiatemi, ossequiatemi, sono Tafti, la vostra sacerdotessa suprema. Sorvegliare l'attenzione. Allora, miei cari, ripassiamo le lezioni precedenti. Normalmente, nello stato ordinario in cui permane la coscienza, voi siete personaggi di un certo film. Se la vostra attenzione non appartiene a voi, voi non appartenete nemmeno a voi stessi. Siete guidati da una sceneggiatura esterna intessuta nel film. Utilizzo tali termini per rendervene più comoda e accessibile la percezione perché nel sonno e nella realtà che accade voi fate approssimativamente la stessa stessa cosa. Guardate un film e vi prendete parte come personaggi che hanno un ruolo e non hanno il diritto di comportarsi a loro piacimento. Se ancora continuate a dubitare del fatto che agite in modo non autonomo ma coatto, date un'occhiata alla vostra attenzione. Dov'era appena adesso? A chi apparteneva? Vi siete convinti che non apparteneva a voi? E allora a chi o a cosa? Proprio a questa stessa sceneggiatura, voi o più precisamente il vostro io e la vostra attenzione. Se non controllate voi stessi, vi trascina la sceneggiatura, che ciò accada nel sogno o nella realtà del quotidiano non ha importanza. Il sogno è la stessa cosa della realtà e la realtà è lo stesso sogno. Possiamo dire che la realtà che accade è un sogno ad occhi aperti, mentre il sogno ordinario è un sogno nel sonno. Un sogno può essere conscio o inconscio. Nel sogno inconscio si è stupidi e impotenti come dei conigli. Ma basterà prendere il controllo dell'attenzione per potersi rianimare nel film, acquisendo la capacità di agire di propria iniziativa, a propria discrezione. In questo modo diventate personaggi lucidi, capaci di intendere e volere e ora potete andare a spasso liberamente nel sogno. Nella realtà che accade lo avete già provato. Col tempo imparerete a fare la stessa cosa nel sonno. Va detto che possedere una tale abilità nella realtà che accade è molto più importante, perché le scene del sonno, sebbene abbiano una pellicola reale nell'archivio dell'eternità, sono comunque virtuali, mentre la vita è vera e vivendo in essa o vi trovate a scalpitare nei limiti di una sceneggiatura all'istante vostita da altri o realizzare la vostra personale. L'unica cosa che ve lo può impedire è la vostra abitudine a sprofondare nello schermo esterno o interno. La vostra attenzione non può resistere a lungo nel centro della consapevolezza. Purtroppo per voi questa è già una normalità, non c'è niente da fare, così siete fatti, piccoli mostriciattoli deficienti. Dovreste però sviluppare una nuova abitudine, quella di riportare l'attenzione al centro. Andando a passeggiare nel sogno, datevi l'impostazione di non dimenticare che dovete svegliarvi. Ponetevi questo obiettivo letteralmente, altrimenti vi dimenticherete di quello che dovete fare, vi volerà semplicemente via dalla testa. Se sarete pigri e ve ne dimenticherete, non imparerete nulla. Durante la passeggiata vi toccherà cogliervi sul fatto di avere costantemente la tendenza a sprofondare nel sonno. Niente di grave, non vi scoraggiate. Riportate di nuovo l'attenzione sul centro, ancora e ancora una volta. Organizzate un'operazione di sorveglianza della vostra stessa attenzione, cioè mettete voi stessi sotto sorveglianza. No, non è necessario cercare di mantenere l'attenzione sul centro per tutto il tempo e ininterrottamente. Ha importanza e valore un'altra cosa: la vostra capacità di reagire a ciò che sta accadendo. Di solito qualsiasi evento, anche il più piccolo, vi porta ad immergervi nel film esterno o a rifugiarvi in un rimuginio interno. Qualunque sia la circostanza, essa vi induce ad assopirvi. Ora dovrete invece acquisire un'abitudine contraria: Non cadere nel sonno per effetto di quello che sta succedendo, ma risvegliarvi. Qualsiasi evento, persino un leggero soffio dello spazio circostante dovrà mettervi all'erta. È un segnale di risveglio. Allo stesso modo, qualsiasi vostra azione dovrebbe ricordarvi che occorre tenere sotto controllo l'attenzione. Avete a disposizione due attivatori: uno esterno, non appena succede qualcosa vi svegliate; uno interno, prima di fare qualcosa vi svegliate. Ed ecco alcuni esempi di attivatori esterni: avete incontrato qualcuno, qualcuno si è rivolto a voi, è successo qualcosa vicino a voi, non importa cosa, un suono, un un qualche movimento tutto ciò che prima vi attraeva e coinvolgeva. Ebbene, non appena succede qualcosa, dirigete immediatamente la vostra attenzione verso l'evento ma senza perdere il controllo su di esso, tenendolo al centro. Ecco alcuni esempi di attivatori interni: state andando da qualche parte o a fare qualcosa, a parlare con qualcuno. Prima di intraprendere qualsiasi azione, posizionate la vostra attenzione sul centro. Fatelo proprio prima di, perché dopo sarebbe già tardi. Scoprireste solo che all'inizio vi siete addormentati e poi vi siete risvegliati e vi siete accorti che avevate dormito. Tutto questo si può imparare solo attraverso molteplici ripetizioni, come nelle arti marziali. Non c'è altro modo e d'altra parte quando avrete imparato a controllare l'attenzione riuscirete a gestire anche la vostra mediocre vita e solo allora, forse, essa cesserà di essere mediocre. Nel frattempo vi do un avvertimento: vi siete svegliati in un sogno, avete preso coscienza e forza mentre gli altri continuano a dormire. Ma non considerate il vostro vantaggio come superiorità, non trattate i dormienti con arroganza e sufficienza. Questo è permesso solo a me, perché io sono Tafti, la vostra sacerdotessa, e voi siete miei sudditi e dovrete ubbidirmi e contemplarmi in eterno. Beh? Mi state contemplando o no? Guai a voi se non lo fate! Badate bene! Impostare la realtà. Dunque, miei carucci, ora sapete già alcune cose e potete fare già qualcosa. Vedete? Anch'io vi lodo! Nell'ultima lezione abbiamo studiato il concetto di sorveglianza dell'attenzione. Ponetevi il fine di non dimenticarvi dell'attenzione. Non appena succede qualcosa, risvegliatevi. Prima di fare qualcosa, di nuovo risvegliatevi. Così facendo acquisirete l'abitudine di gestire la vostra attenzione e, alla fin fine, la vostra vita. Tuttavia questo non vi dà il diritto di guardare coloro che dormono dall'alto in basso. Osservateli senza farvi vedere e non dimostrate di sapere cose che loro non sanno. Fingete di essere addormentati come loro. Questo vale per tutte le passeggiate, sia nella realtà che nel sonno. Ricordatevi che prima di uscire a passeggiare nel sogno dovrete essere ben disposti verso gli altri. Diversamente verrete puniti. L'arrogante, lo spocchioso, l'astioso, il presuntuoso, il borioso, l'altezzoso, il trofio, lo sprezzante, lo schizzinoso, il compiaciuto sapientone si beccherà una bella botta sul naso. Non da me, dalla realtà. Avete voglia di aspettarvi qualcosa da me? Figuriamoci se io mi abbasso a rendervi tanto onore! Ma adesso ascoltatemi bene. Al nostro primo incontro vi avevo detto questa frase: "La realtà effettiva è ciò che non è mai stato e mai sarà, ma solo è una volta e ora. La realtà esiste solo un istante, similmente ad un fotogramma su una pellicola che si sposta dal passato al futuro. Come si può comprendere tutto questo? Ciò significa che è reale solo il calco istantaneo della realtà, il fotogramma illuminato, tutto il resto è virtuale, sia il passato che il futuro, e tutto questo viene conservato in interno nell'archivio del film dove è registrato tutto ciò che è stato sarà e potrebbe essere. Il passato e il futuro sono informazioni. L'informazione non è materiale, non può essere toccata, ma i portatori di informazione sono materiali, possono essere aperti. Questo è il motivo per cui i chiaroveggenti sono in grado di vedere immagini del passato e prevedere il futuro. L'archivio del film esiste davvero, sebbene sia intangibile come l'etere. La sostanza eterea è sospesa nello spazio dei sogni. Lo spazio dei sogni è uno sia per i sogni che per la realtà. Nel sonno vedete cosa sarebbe potuto accadere nel passato o potrebbe accadere nel futuro, ma che ciò sia veramente successo o che ciò possa mai succedere non è un dato di fatto. Le varianti sono innumerevoli. Ciò che può accadere nel sonno potrebbe avverarsi nella realtà e viceversa. In questo senso lo spazio dei sogni è un archivio unitario di film. Potete vederli o potete esistere in essi sia nel sonno che nella realtà ad occhi aperti. Ma resta il fatto che esistete in ogni fotogramma una sola volta. Ogni inquadratura successiva è una nuova realizzazione, un upgrade, una versione aggiornata e potenziata di tutto il vivente e il non vivente fino al livello degli atomi. Restano invariate solo le anime delle creature viventi. Essi sono in grado di guardare i film dei sogni o di spostarsi in essi nella realtà insieme al fotogramma. Pertanto il vostro io è lo stesso che era nel passato, volava nel sonno e appariva in futuro. Il nostro mondo esiste in forma animata e inanimata. La vita s'insinua nella realtà materiale infiltrandosi goccia a goccia. La realtà è una sostanza inanimata. La vita è animata. La vita può influenzare il corso della realtà. La vita può impostare la realtà. L'ultima tesi, miei piccoli amici, è la cosa più importante che dovreste capire. Impostare significa determinare in quale direzione si muoverà il fotogramma su quella pellicola. È una possibilità che avete ma non usate, proprio come non usate la funzione di gestione dell'attenzione. Bisogna proprio impostare la realtà in anticipo, predisporla e non lottare contro la realtà in corso. E invece voi cosa fate? Cercate di cambiare la realtà data nel fotogramma in corso. Vi rendete conto di quello che fate? Ripetiamo ancora una volta: cos'è la realtà effettiva? È qualcosa che non è mai stato e mai sarà, ma solo è, una volta e ora. La realtà effettiva esiste solo nella misura in cui è già avvenuta. Non potete cambiare ciò che si è già compiuto, ma è proprio quello di cui vi occupate, giacché tutto ciò che vi circonda è ciò che si è compiuto. Il presente non è molto diverso dal passato. Il passato è già molto lontano, mentre il presente esiste solo un istante e anche con esso c'è ben poco che possiate fare. Trovandovi nel momento presente, siete sempre nel passato. La vostra attenzione rimane impantanata nel fotogramma in corso. Questa illusione finisce per catturarvi ed impedirvi di entrare nel futuro. Per questo il futuro dipende non da voi. Vi potrà sembrare di compiere azioni consapevoli, di intraprendere mosse decisive, addirittura di risolvere problemi e di raggiungere obiettivi, obiettivi. Ma tutto ciò esiste nel fotogramma in corso e in uno stato inconscio e per questo la sceneggiatura vi trascina lungo un film che non avete scelto voi. E per questo, impotenti e smarriti, non riuscite a fare altro che scalpitare. Ecco come stanno le cose, ecco come siete, miei teneri coniglietti. Uffa! Come mi avete stancato! La treccina dell'intenzione. Come sempre, miei carissimi amici, ripassiamo le lezioni. La realtà è qualcosa che si è già compiuto. Non potete cambiare ciò che si è già compiuto. E tuttavia cercate di cambiare la realtà che vi è stata data nel fotogramma in corso. Per questo il futuro non dipende da voi. Cosa dovreste fare allora? Impostare la realtà in anticipo e non lottare con la realtà in corso. Molte cose qui vi suoneranno strane. Per la prima volta vi siete trovati ad affrontare una realtà insolita e sconosciuta. Tutta è la stessa realtà a cui siete abituati, ma al contempo è diversa e incomprensibile, vero? Allora adesso ascoltate bene quello che ho da dirvi e non assillatemi con le vostre domande. Per quale motivo esista un archivio di film? Chi li abbia girati e sigillati in eterno, a voi mocciosi non è dato sapere. Siete piuttosto grati al Creatore Supremo che vi ha dato il permesso di muovere il fotogramma e questa è già cosa non da poco, d'altra parte siete così in ritardo nel vostro sviluppo che non usate nemmeno quello che avete. Ricordo ancora una volta che cosa significa muovere il fotogramma. Come sapete, il passato non può essere cambiato. Anche del presente potete dimenticarvi, s'è già compiuto e non vi serve. Per contro c'è l'opportunità di impostare il futuro, di scegliere un film su cui si muoverà il prossimo fotogramma. Come fare questo? Avete a disposizione due funzioni di controllo: l'attenzione e l'intenzione. Per quanto riguarda l'attenzione ci siamo già chiariti, essa è responsabile della vostra lucidità. L'intenzione invece è responsabile delle vostre azioni. Per intraprendere qualcosa dovete innanzitutto averne l'intenzione. Quando state già facendo qualcosa, l'intenzione si realizza nell'azione. Tuttavia le vostre azioni riguardano il fotogramma in atto e vengono realizzate in esso perché l'intenzione attenzione è rimasta bloccata in questa inquadratura. È come quando la vostra attenzione si incolla a uno degli schermi. È proprio come l'attention a due schermi, l'intention a due centri, uno interno e l'altro esterno. Il centro interno è responsabile di tutte le solite funzionalità e si trova nella parte frontale del cranio, Si tratta dell'intenzione ottusa limitata. Quando vi concentrate la fronte si corruga, quando siete intenzionati a fare qualcosa i muscoli sono tesi. I muscoli vi consentono di eseguire azioni primitive nell'ambito del fotogramma corrente. Il centro esterno voi non lo usate affatto nonostante sia responsabile del movimento del fotogramma futuro. Dove si trova il centro esterno? Lo potete determinare immediatamente, proprio ora. Ognuno di voi possiede la treccina dell'intenzione. Si tratta di un intreccio energetico del tutto simile ad una normale treccina di capelli. Oh no, non è visibile, ma siete in grado di percepirla come una parte fantasma del vostro corpo, una parte che un tempo c'era e che in un certo senso c'è ancora. Oh no, non penzola mica, ma sporge inclinandosi verso la spina dorsale. È una treccina proprio buffa. Alla sua estremità si trova il centro esterno dell'attenzione. È posto tra le scapole, non in prossimità della schiena, ma a una leggera distanza. Dove si localizzi con esattezza lo capirete intuitivamente, la distanza precisa non ha una grande importanza. È sufficiente prestare attenzione a questo punto e lo percepirete. Se ancora non riuscite a sentirlo, leggete più avanti il capitolo "La treccina con i flussi" e capirete tutto. Il principio di azione del centro esterno è molto semplice: bisogna spostare l'attenzione sulla punta della treccina e immaginare la scena di un evento che vorreste attirare nella vostra vita. Ciò facendo finirete per illuminare il fotogramma futuro ed esso si incarnerà nella realtà. Potreste chiedermi: Miei cari, come tutto ciò sia possibile? Come mai è una cosa così semplice e voi non la conoscevate e non la usevate? Il fatto è che vi trovate profondamente impantanati nel fotogramma in corso. Siete abituati a guardare ciò che vedono i vostri occhi ed essi vedono solo ciò che è di fronte a voi. E in più vi sembra che tutto quello che potete fare lo potete fare solo con quello che vedono i vostri occhi. Ma dove sono i vostri occhi? Guardano fissi lo schermo esterno. Se poi c'è qualcosa che non va, vi immergete nello schermo interno delle vostre riflessioni e dei vostri rimugini. E qual è l'oggetto delle vostre riflessioni e dei vostri rimugini? Di nuovo è tutto ciò che state vedendo o vi sta succedendo. Ecco quindi che risulta che l'attenzione non vi appartiene e l'intenzione subordinata non alla vostra sceneggiatura. Siete in grado di inventarvi una vostra personale sceneggiatura, però poi non sapreste come realizzarla. A volte sognate o volete qualcosa dal futuro, ma il fotogramma futuro può essere illuminato solo dal centro esterno dell'intenzione, mentre voi siete abituati ad usare solo quello interno, quello della vostra intenzione frontale ristretta. Il fotogramma in corso è la vostra illusione, la vostra trappola. Proprio così. Bene, basta, non piangete, miei piccoli stupendi amici. Non scuotete così le vostre treccine! Vi insegnerò io a uscire dalla trappola e a gestire la vostra treccina. Imparerete tutto! Su via, forza, fatemi un bel sorriso! Come gestire la treccina. Già ci siamo, su, forza, veloci, miei piccoli infelici! Eccoci giunti alla nuova lezione Prima, però, ripetiamo quello che abbiamo già studiato. L'intenzione ha due centri, uno interno e l'altro esterno. L'interno si trova nella fronte, l'esterno è sulla punta della treccina. L'intenzione interna risponde delle normali azioni nel fotogramma in corso. L'intenzione esterna è in grado di muovere il fotogramma futuro, di impostare la realtà. Insomma, volete o non volete imparare ad impostare la realtà? Certo che volete! Ed allora abbiate la pazienza di ascoltare. Supponiamo che abbiate un sogno nel cassetto. Nel nostro repertorio folkloristico per questi casi si ha un detto: "Sognare non fa male a nessuno", frase che allude inoltre al fatto che sognare è assolutamente inutile, Questa affermazione sta forse a significare che lo stupido proverbio è giusto e i miei mocciosetti non abbiano nulla in cui sperare? Dunque, perché i sogni non si avverino ve lo spiegherò nella prossima lezione, mentre ora passeremo direttamente alla tecnica "prima fate, poi capite". Per voi è così? È meglio? Allora ascoltatemi attentamente. Primo: svegliatevi e entrate nel punto di consapevolezza. Come al solito dite a voi stessi: "Vedo me stesso e vedo la realtà". Secondo: attivate la treccina. La sentite? Eccola, non appena gli si presta attenzione Eccola che si alza immediatamente inclinandosi verso la schiena e che si attiva. Terzo: senza distogliere l'attenzione dalla treccina, immaginate una scena del futuro, con pensieri, parole sullo schermo, come vi viene meglio. Impostate la realtà. Potete notare che quando attivate la treccina i vostri occhi entrano in una modalità diversa. Provate a sentirli. Ecco, avete alzato la treccina, cosa succede agli occhi? Si aprono leggermente ed è come se iniziassero a irradiare. Ecco, questa è la vostra nuova modalità di funzionamento. Insolita per voi? Prima guardavate solo il film esterno e ne eravate assoggettati. Adesso invece siete in grado di girare le vostre pellicole. Ancora una volta ripeto come bisogna fare: dovete svegliarvi, prestare attenzione alla vostra treccina e poi, senza perdere il contatto con essa, dovete rappresentare sul vostro schermo la realizzazione di un evento desiderato. Così facendo illuminerete il fotogramma futuro ed esso finirà per incarnarsi nella realtà. E in seguito imparerete a compiere ciò in un istante, in un solo movimento. La trecina funziona alla stregua di un proiettore cinematografico. Potete far girare quanto volete sullo schermo interno i vostri desideri e i vostri sogni, ma scarsa sarà l'efficacia, sarà come girare a vuoto. Il proiettore funziona a pieno regime nel momento in cui i vostri pensieri, le vostre parole e le vostre immagini provengono dal centro esterno dell'intenzione. Pertanto, se non vi accontentate di sguazzare solo nei pensieri ma volete lavorare sulla realtà, attivate la treccina. Non è obbligatorio mantenere l'attenzione sulla punta della treccina, sarà sufficiente percepirla tutta intera come una parte fantasma del corpo. Comunque potete attivarla come meglio vi pare, le sensazioni sono individuali, non è nemmeno obbligatorio prestare attenzione agli occhi che possono essere chiusi o anche non vedenti, non importa, l'importante è che i pensieri, le parole e le immagini vortichino e nel loro movimento si intersichino con la treccina, Dunque, miei cari coniglietti, miei pesciolini, siete prossimi a diventare i governatori dell'universo! Sono così in estasi che non so se svenire o se farvi una riverenza! Su, forza, sorprendetemi con le vostre capacità! Prima però dovrete sorprendere voi stessi e per far questo dovrete acquisire le abilità pratiche di gestione del movimento del fotogramma. Cominciamo con le cose più elementari, con la realizzazione dei desideri a breve termine. Supponiamo che sulla pellicola del giorno si stia avvicinando un evento che può avere esiti positivi o negativi. All'inizio prendete la cosa più semplice, quella che può stare dentro un singolo fotogramma, fare le compere in un negozio, per esempio, oppure trovare un posto per parcheggiare la macchina, o una qualsiasi altra azione del vostro quotidiano a lavoro, nello studio, per strada, a casa. Il vostro potere è far muovere il fotogramma sul film positivo dove tutto è riuscito. Cosa fare? Lo sapete già. Dovete svegliarvi, attivare la vostra treccina e, mantenendovi in contatto con essa, immaginarvi la realizzazione dell'evento impostato. Poi potete distogliere l'attenzione dalla treccina ed agire come al solito, oppure potete ripetere l'operazione di illuminazione del fotogramma più volte per sicurezza. Ciò che seguirà Lo vedrete di persona. Non fatevela addosso, tenetevi pannolini ben asciutti. Si provano sentimenti molto contrastanti quando ci si rende conto che è successo qualcosa che non poteva essere. Vi sarà difficile credere che la realtà esterna si sia sottomessa alla vostra volontà. Di solito accade il contrario: voi vi assoggettate alla realtà esterna. Una statistica di successo dei vostri esperimenti dipenderà, e qui attenzione, dal vostro senso della realtà di quanto sta avvenendo. Il criterio di realtà per voi è la normalità, l'abitudine. Reale è ciò che è successo molte volte, mentre ciò che non è mai successo non può essere. Giusto? In altre parole, per voi è possibile solo ciò che rientra nel modello della vostra visione del mondo. Se voi non sapeste che si può andare in bicicletta, non ci andreste. La stessa cosa succede con il movimento del fotogramma: non siete in grado di controllarlo fintanto che per voi è irreale. Ma cosa fare perché diventi reale? Che cos'è? Lo saprete presto presto, miei meravigliosi amici. L'illusione dell'azione scenica. Eccoci di nuovo, miei cari, eccoci a ripetere. La ripetizione per voi è un tormento, ma per me è un divertimento. Ricordiamo cosa bisogna fare. Svegliarsi, attivare la tricina e, mantenendosi in contatto con essa, impostare la realtà. Che in ciò si riesca o meno dipende dalla vostra accettazione o non accettazione di ciò che sta accadendo. Per voi è possibile solo ciò che si iscrive nel modello della vostra visione del mondo. Siete strutturati in modo piuttosto primitivo, A voi non potrebbe succedere nulla che non sia incluso nelle vostre rappresentazioni del mondo e di voi stessi. In un sogno succede l'incredibile solo perché la criticità della valutazione è ridotta. Nella realtà ad occhi aperti, al contrario, tutto è rigorosamente sottoposto a verifica rispetto ad un modello accettato. Pertanto la vostra capacità di muovere il fotogramma dipende da quanto permettete incondizionatamente l'esistenza di questa possibilità o da quanto ne dubitate. Semplici miracoli vi riusciranno facilmente. Avrete successo con tutto ciò che è coerente con la vostra esperienza quotidiana di tutti i giorni. La vostra esperienza è proprio quello stesso modello di cui si diceva, ma per i movimenti più complessi del fotogramma vi sarà necessaria una nuova configurazione. Uff, ora mi tocca ripetervi sempre le stesse cose, molte volte, di nuovo, ancora e ancora finché non ne arriverete a capire. E se alla fine comunque non capirete, ordinerò che vi taglino la testa. Non ho bisogno di gente come voi. Ehi, va bene, su forza, non piangete miei poveri miserelli, ascoltate ancora. Una volta ho pronunciato questa frase, la sceneggiatura vi trascina lungo un film che non avete scelto voi. Il film è, in parole povere, la vostra linea della vita, mentre la sceneggiatura è il destino. E voi non solo non scegliete il vostro destino, ma addirittura non provate nemmeno a cambiarlo anche se potreste. In vano vi lasciate consolare dalla speranza che il destino, per quanto sia predeterminato, sia comunque nelle vostre mani. Nella realtà dei fatti le cose stanno molto peggio. Siete trascinati da una sceneggiatura tutta tutt'altro che flessibile. Vi sembra solo di agire a vostro piacimento, ma in realtà si tratta di un'illusione, verosimile ma pur sempre illusione. Illusorio può essere non solo ciò che vedete, ma anche ciò che fate. È un'illusione che non siete in grado di riconoscere perché siete dentro costantemente. Vi ricordate che abbiamo parlato dei manichini dei sogni? I manichini vivono nelle immagini dei vostri sogni proprio come i personaggi di un film impressi una volta per sempre sulla pellicola. Quando guardate un sogno i manichini si muovono, quando guardate un film i personaggi prendono vita, ma una volta che il sogno o il film finiscono tutti i personaggi si fermano, diventano immobili fino ad un'eventuale prossima televisione o per sempre. Cosa pensate? Secondo voi i personaggi di un film o di un videogioco capiscono di essere in un film e che voi li state guardando? No! I manichini dei vostri sogni si rendono conto che voi li state vedendo in sogno? Certo che no! E allora chiedo: A voi. Voi stessi. Chi siete voi? Lo sapete? Non si può porre questa domanda agli eroi di un film. La si può fare ai manichini, ma sarebbe inutile. Voi vi differenziate dai primi e dai secondi perché siete in grado di cogliere, quantomeno vagamente, il significato della domanda e anche per il fatto che sapete rendervi conto di voi stessi. Ma quando vi rendete conto di voi stessi? Solo nel momento in cui vi ponete questa domanda. Per tutto il resto del tempo dove siete? Chi siete? Ebbene, voi siete personaggi del film di quella vita che vi accade e subite. Non siete voi a vivere la vostra vita, ma è la vita che vi accade. Né il manichino del sogno né l'eroe del film sono in grado di riconoscere l'illusione delle loro azioni, o più precisamente l'illusione dell'azione scenica. E perché voi pensate di esserne capaci? No, voi ne siete certamente capaci, miei bravi amici, Ma non lo fate! Finché non vi ponete la domanda "dove siete?" e "chi siete?" non siete più lucidi e responsabili dei personaggi di un film o di un sogno. La vostra attenzione è costantemente immersa in uno degli schermi mentre l'intenzione è invischiata nel fotogramma corrente. Per questo le vostre motivazioni e le vostre azioni non sono affatto fatte vostre. Lo capite? Succede letteralmente questo: a un certo punto avete voglia di fare qualcosa e vi precipitate a farlo. Credete che i motivi e le azioni siano vostri personali, dettati da voi stessi. In realtà così è scritto nella sceneggiatura. Vi potrebbe sembrare di avere concepito qualcosa, E invece questo è il colpo di scena del vostro ruolo: la realtà in corso riesce a catturarvi al punto tale che voi non ve ne rendete conto e non notate l'illusione. Nel film che giaciono nell'archivio dell'eternità avete i vostri manichini personali. Quando guardate una di queste pellicole nel sonno, la vostra coscienza trova il suo manichino e sopprendivita e inizia così a muoversi. Finché dura il sogno vivete nel corpo del manichino del sogno come in una delle innumerevoli varianti. Provate a guardarvi in uno specchio nel sogno, non vi riconoscerete. Nel film in cui si muove la vostra vita succede la stessa cosa. La vostra coscienza entra nell'ennesima versione del manichino, esso prende vita e diventa a voi nel fotogramma corrente. Ma ecco la domanda: in cosa vi differenziate dai manichini del sogno, se anche nella realtà che accade intorno a voi vivete come in un sogno? Più in generale, in cosa voi siete migliori delle chiocciole? Delle chiocciole disgustose e viscide che a tutti gli irritanti esterni reagiscono in modo ugualmente primitivo, ritraendo le antenne e nascondendosi nel loro guscio? Allo stesso modo anche il vostro destino è predeterminato tanto quanto voi stessi siete prevedibili. Già quel poco che avete imparato, miei cari, per voi è inconcepibile non rientrando nel vostro modello e fintanto che questo è per voi incomprensibile sarete liberi nei vostri sogni ma non liberi nel vostro destino, Però, quando finalmente maturerete e vi libererete dalle illusioni, sarete in grado di camminare nella realtà come esseri viventi all'interno di un film e potrete scegliere per voi stessi una nuova realtà come una nuova pellicola dell'archivio. E adesso è ora dell'intervallo. Esco dal mio film e mi dirigo nel libro. Ci vediamo lì, eh? Ciao ciao, chioccioline! Come uscire dalla trappola. Prima il piacere e poi il dovere, miei buffi amici. Chi ha detto il contrario? Il vostro tormento è il mio divertimento e persino il mio passatempo. Guardate un po'. C'è l'illusione dell'immagine e c'è l'illusione dell'azione scenica. L'azione scenica non è ciò che fate, ma ciò che vi accade. Non siete voi a vivere la vostra vita, ma è la vita che vi accade. Vi trascina a una rigida sceneggiatura e pertanto siete liberi nei vostri sogni e nelle vostre fantasie, ma non siete liberi nella scena. Scelta del destino. Che altro posso dirvi per offendervi ancora un po'? Vi ricordo la tesi chiave dell'ultima lezione: potreste avere l'impressione di essere i padroni di voi stessi e di agire in modo consapevole. In realtà vi rendete conto di voi solo nel momento in cui vi ponete la domanda su chi siete. Nel resto del tempo la vostra coscienza è addormentata ed è sottomessa ad una sceneggiatura esterna. Di conseguenza, la capacità di rendervi conto di voi stessi per il tempo di un istante non vi libera dalla sceneggiatura. Siete personaggi all'interno di un film e ciò è al contempo la vostra illusione e la vostra trappola. Indipendentemente da ciò che pensate di voi stessi, voi siete là e la trappola vi vi tiene nelle sue maglie. Cosa vi impedisce di uscirne? Principalmente 3 cose: 1) l'ignoranza del fatto che siete personaggi, 2) riflessi psichici istintivi del genere, le antenne di chiocciola, 3) il vostro modello limitato dai confini del possibile e dell'impossibile. Nessuno vi ha mai parlato dell'illusione dell'azione scenica e voi non ne avete sospetto perché una cosa così, secondo voi, non può essere. Ora però lo sapete, ma questo non è abbastanza. Supponiamo che siate delle chiocciole e che voi questo l'abbiate scoperto. Forse che dopo questo fatto smettereste di essere delle chiocciole, Se urlaste "Oh, che disgrazia, non voglio essere una chiocciola!" cambierebbe forse qualcosa? No! Non potete prendere semplicemente vita in un film e iniziare a fare quello che vi passa per la testa senza obbedire alla sceneggiatura. Bisogna fare le cose diversamente. Infatti è necessario superare altre due barriere: le abitudini e le rappresentazioni. Di fatto non siete voi a possedere loro, ma loro a possedere voi. Comunque niente paura, pian pianino vi tireremo fuori dal coma. Vi rende chiocciole l'abitudine di non impostare la realtà ma di aspettare sempre qualcosa e sperare sempre sempre in qualcosa: funzionerà o no? Riuscirà o no? Questo è un atteggiamento passivo. Da questa posizione tutto ciò di cui potete essere capaci è sondare la realtà e appena succede qualcosa ritrarre immediatamente le antenne. Per smettere di essere viscidi e bavosi come lumache e diventare invece belli e felici bisogna passare ad una modalità attiva. Non aspettare e sperare di impostare la realtà. In questo è l'impedimento, il modello mentale secondo cui la realtà non può essere impostata. Questo è il vostro guscio, la vostra casetta, ma io da essa vi tirerò fuori, brutti e bavosi che non siete altro. Le nuove abitudini e le nuove rappresentazioni si formano allo stesso modo in cui si sono radicate le vecchie, per il tramite di continue ripetizioni. Dunque, da ora in poi, invece di fissare la realtà e seguirla, dovrete controllare attivamente il movimento del fotogramma. Di quale fotogramma parlo? Lo indovinate? No, non di quello in cui vi trovate in questo momento, ma di quello in arrivo, Come sapete bene, non potete cambiare la realtà del fotogramma in corso perché essa si è già realizzata. Potete però impostare solo la realtà imminente. Pertanto l'attenzione dovrà essere indirizzata verso alcuni fotogrammi futuri. Così come avete organizzato la sorveglianza dell'attenzione, ora dovrete organizzare la vigilanza sul fotogramma imminente, Per questo caso ci sono 3 attivatori: l'attesa, qualcosa dovrebbe accadere, state aspettando o sperando in qualcosa; l'intenzione, avete intenzione di andare da qualche parte, di fare qualcosa; il problema, è successo qualcosa che richiede delle soluzioni. Ogni volta che vi aspettate qualcosa, non aspettate, non sperate, ma impostate la realtà. Ogni volta che avete intenzione di fare qualcosa, non abbiate fretta di farlo, prima impostate la realtà. Ogni volta che sorge un problema, di nuovo non aspettate, non sperate e non agitatevi, ma impostate la realtà. Ecco l'algoritmo di illuminazione del fotogramma. 1. Cogliere se stessi in uno degli attivatori. 2. Svegliarsi: vedo me stesso e vedo la realtà. 3. Attivare la treccina e, senza perdere il contatto con essa, impostare la realtà. 4. Staccare il contatto con la treccina. 5. Se l'evento è importante, ripetere l'illuminazione alcune volte. Cercate di ricordarvi costantemente del fotogramma in arrivo. Non riuscirete a farlo ogni volta, all'inizio ve ne dimenticherete sempre. Non sarà facile staccarsi dalla vecchia abitudine, bisognerà eliminarla sostituendola con quella nuova. Non siate pigri, siate bravi, fatelo, se no vi elimino io, eh! A chi servite così come siete? E poi, a parte me, nessuno vi vuole bene. La riconfigurazione. Non arrabbiatevi, non arrabbiatevi miei cari, ma applicatevi diligentemente. Su, forza, ripassiamo quanto abbiamo imparato. Nella trappola del fotogramma in corso vi trattengono le antennine e il guscio da chiocciola. Per uscire dalla trappola dovete riconfigurarvi, passare ad una modalità attiva. Non aspettate e sperare, ma impostare la realtà. A questo fine si richiede: una pratica costante di gestione del fotogramma prossimo futuro. L'algoritmo, non appena si è in uno stato di attesa, si ha un'intenzione o compare un problema, bisogna immediatamente attivare ed illuminare illuminare il fotogramma. Bisogna impostare non solo gli eventi di cui non si conosce l'esito, ma anche ciò che ha tutte le probabilità di avverarsi. Ad esempio: state andando da qualche parte e avete intenzione di entrare da una porta. Sapete che questo evento avverrà in ogni caso, ma illuminatelo lo stesso. Con pensieri, parole e ancora meglio visivamente. Immaginatevi di aprire la porta, e di entrare. Non siate preghi, non battete la faccia! Vi siete nascosti nei vostri gusci e pensate che Dio non vi veda? Vi tirerò fuori lo stesso da lì, perché c'è bisogno di ripetere all'infinito per inserire una nuova configurazione del vostro modello di chiocciole, perché so bene che non crederete che la realtà vi può obbedire fino a quando non ve ne convincerete da soli. Da soli, peraltro molte volte. La gestione del movimento del fotogramma relativo a semplici eventi è la forma più efficace di allenamento grazie al quale imparerete a svegliarvi e a controllare l'attenzione. Svilupperete il contatto con la vostra trecina, la vostra capacità di visualizzazione e l'intenzione. Passerete alla modalità attiva e infine acquisirete la capacità di liberarvi dalla sceneggiatura che vi guida e di impostare la vostra realtà. Che succederà dopo che vi sarete attivati? Diventerete gli unici personaggi del vostro entourage che non obbediscono ad una sceneggiatura esterna. E al contrario, non appena vi dimenticherete di voi stessi e sprofonderete nella scena, vi identificherete immediatamente con essa diventandone una parte integrante, per di più dipendente, non autonoma, insomma un manichino. Ma ecco, ancora una volta avete distolto l'attenzione dal fotogramma in corso e avete illuminato il fotogramma futuro. In questo momento avete preso vita nel film e avete iniziato a muovervi liberamente a vostra discrezione. Siete sempre nello stesso manichino ma in una qualità completamente diversa. Avete presente il manichino di un negozio che a un certo punto esce dalla vetrina e se ne va via per i fatti suoi? Ebbene, anche a voi succede una cosa del genere. Rimanete ancora nel film ma allo stesso tempo uscite dalla sequenza, come se il vostro singolo fotogramma potesse muoversi liberamente per la pellicola. In altri termini possiamo dire che ora la vostra frequenza di fotogrammi è cambiata rispetto alla frequenza dei fotogrammi della realtà e ciò vi permette di staccarvi dalla sceneggiatura principale. Avete mai visto al cinema o alla TV come viene rappresentata la rotazione di una ruota o di un'elica? Esse possono ruotare lentamente o in direzione opposta perché la frequenza e la fase di rotazione non vanno al ritmo della ripresa del fotogramma, un effetto simile al time-lapse. Allo stesso modo le vostre manipolazioni con l'attenzione e la trecina vi distolgono dalla frequenza e dalla fase della realtà e in questo senso finite per camminare liberamente nel film. Il futuro non ancora arrivato vi trascina fuori dalla serie del presente quando afferrate questo stesso futuro e cercate di influenzarlo. La realtà imminente, per quanto si trovi registrata nell'archivio dell'eternità, è pur sempre multivariante e inoltre non è stata definitivamente determinata e non è stata impostata da nessuno. Non appartiene ancora a nessuno. Se si trova qualcuno che le imposti, essa ubbidirà e se questo qualcuno sarete voi, essa diventerà vostra. Volete che la realtà sia vostra? Bene, allora prendetevela e impostatevela. Questo per voi è un modo fondamentalmente nuovo di reagire, comportarsi ed esistere. La differenza sta nel fatto che la vostra attenzione non resta più bloccata nel fotogramma corrente, ma si spinge in avanti. Il seguito viene sostituito dall'anticipazione mentre l'attesa passiva diventa influenza attiva. Ora non seguite più la realtà come tenuti al guinzaglio, ma voi stessi la dirigete e la spronate. Tuttavia, prima che la realtà diventi effettivamente vostra, è necessario, miei banditi, che vi facciate una reconfigurazione. O non posso farlo io per voi? Non vi riuscirà tutto e subito. Realizzerete solo quello che si accorda con la vostra esperienza quotidiana. Finché non vi convincerete in modo definitivo che siete in grado di impostare la realtà, essa vi sfuggirà e non vi si darà. Potete ridisegnare il modello solo nello stesso modo in cui è stato formato, con la pratica quotidiana di tutti i giorni. Monitorare il fotogramma imminente, monitorare se stessi è impostare la realtà. Se voi darete retta ai miei consigli, la realtà darà retta a voi. Eseguite bene e costantemente le vostre ripetizioni finché non saranno diventate un abitudine. Diversamente non imparerete nulla e se alla fin fine non imparerete vi porterò via i vostri gusci di chiocciole e vi trasformerò in creature ancora più schifose: in lumache! Sono Tafti, la vostra padrona, e con voi posso fare tutto quello che mi pare e piace. La trasfigurazione. Su, venite qua, sbarbatelli birbantelli, su su forza, usciamo dai gusci, raduniamoci in gruppi, ricoltiamo l'ultime lezioni. L'algoritmo di risveglio e illuminazione vi aiuta a staccarvi dalla sceneggiatura. Siete come manichini che usciti dalla vetrina se ne vanno via per i fatti loro, rimanendo nel film allo stesso tempo ne uscite dalla sequenza. Staccandovi dalla pellicola avete l'opportunità di impostare il vostro proprio film. La gestione del movimento del fotogramma relativo a semplici eventi è il vostro allenamento e la vostra riconfigurazione. E per giunta tutto ciò che la vostra trasfigurazione, Da chiocciole vi state trasformando gradualmente in lucciole. Quando illuminate il fotogramma, emettete una luce interna e gli eventi desiderati volano a tratti verso di voi come falene alla luce. Creature luminose tese a guardare in avanti, così vi ha pensato il Creatore e tali eravate. Prima di rimanere invischiati nell'illusione dell'azione scenica. Molto è andato perduto, ma qualcosa si può ancora recuperare. Volete diventare lucciole? E allora forza, sbrigatevi a monitorare il fotogramma venturo, a monitorare voi stessi e a impostare la realtà. Coloro che vi circondano, quelli che restano ancora chiocciole, allungheranno verso di voi le loro anti- pennine e viveranno vicini presi dalla curiosità. In un primo momento non tutto andrà bene. Potete anche capire di essere in grado di impostare la realtà, ma da qualche parte, nelle profondità della coscienza, in voi si anniderà il dubbio. Ciò significa che la riconfigurazione non è stata ancora completata. L'allenamento serve proprio per rimettere vi in modalità attiva, per abituarvi a guardare avanti e non per terra e infine anche per— no, non finirvi, anche se le mani un po' mi prudono, ma per convincervi definitivamente che voi veramente, sorprendentemente, sbalorditivamente siete in grado di impostare la realtà C'è solo un aspetto da tenere in considerazione: dovreste sforzarvi, ma senza investire sforzi, miei cari e diligenti allievi. Per un'illuminazione di successo l'importante non è lo sforzo, ma la concentrazione. Riuscite a concentrarvi almeno per un paio di minuti? Beh, almeno per un minuto? Ecco, questo è tutto ciò che vi si richiede. Eseguite l'algoritmo dell'illuminazione in modo tranquillo e rilassato. Non vi do il permesso di essere in tensione. No, non si può, nel modo più assoluto. Non si può, non si può. Ho detto che non si può! Perché? Perché investendo sforzi coinvolgereste il centro interno dell'intenzione, mentre la realtà, come abbiamo già studiato, è controllata dal centro esterno. Cosa fate di solito quando vi sforzate al massimo? Cercate di combattere contro una realtà che si è già compiuta, E che cosa intendete fare con la realtà imminente? Esattamente la stessa cosa. Avete questa abitudine: aspirate a cambiare tutto secondo la vostra volontà. Volete che tutto sia come pare a voi. Ma non potrete cambiare né ciò che si è compiuto né ciò che è al di là da compiersi. Forse che è possibile cambiare un film che si è già finito di girare? Il futuro si può solo scegliere come una pellicola dall'archivio. Capite la differenza? Scegliere in modo tranquillo e rilassato. Fate attenzione: se durante il processo di illuminazione del fotogramma sentite di avere i muscoli tesi, significa che sta lavorando l'intenzione frontale, quella limitata e ristretta. E invece bisogna lavorare esclusivamente con il centro esterno, con la treccina, ed essa non è un elemento che bisogna mettere in tensione o maneggiare. La treccina si attiva facilmente senza sforzo. Sarà sufficiente ricordarsene, percepirla, concentrarsi con calma su di essa. Quindi, senza distogliere il contatto dalla treccina, bisogna concentrarsi sul fotogramma che si desidera impostare e, in modo altrettanto semplice, senza sforzo, immaginare la scena desiderata. I muscoli dovranno essere rilassati, questi non sono affatto necessari, sono superflui. Una concentrazione rilassata sulla treccina e sul fotogramma è tutto quello che vi serve. Il vostro compito non è costringere la realtà ad obbedirvi, ma permettere ad essa di venire da voi. Forzandola non la costringerete. Il principio è quello di non aggrapparsi alla realtà, ma solo illuminarla con il centro esterno, la vostra treccina. Così siete contemporaneamente sia un proiettore cinematografico che uno spettatore. Da dietro proiettate il fotogramma, ma, ed avanti guardate il film. Peraltro dovreste operare come se niente fosse, come se voi stessi non aveste relazione alcuna con quest'operazione. Il centro esterno, dovreste averlo notato, è come se fosse al contempo vostro e non vostro. La trecina non si può tendere, la si può solo attivare e far rilasciare da essa il flusso di pensieri. Non dal davanti, ma da dietro la schiena. Non dalla fronte testarda e stupida come siete abituati a fare, ma dalla treccina. Capite? Voi dovete semplicemente illuminare il fotogramma e poi a materializzarsi ci penserà da voi non c'entrate nulla, proprio così ve l'assicuro. Perché è così importante che voi non siate coinvolti? Lo ripeto ancora una volta, miei cari amici, affinché a lavorare non sia il centro interno ma quello esterno. Qui infatti entra in gioco un meccanismo completamente diverso. Il vostro centro esterno è più vicino a ciò che viene chiamato il vostro Io Superiore. Voi stessi siete governati attraverso questo centro. La punta della treccina è il vostro gancio per il quale potete venire presi e manovrati come una marionetta. Quando voi non siete consapevoli di voi stessi, venite guidati da una sceneggiatura esterna, o da burattinai che manipolano la vostra mente, ma nel momento in cui voi siete diventati consapevoli di voi stessi, il vostro gancio è a vostra completa disposizione e voi potrete muovere voi stessi. Nel vostro stato normale voi non muovete voi stessi ma solo le braccia e le gambe cercando di spostare fare tutto ciò che si trova innanzi a voi e senza prestare attenzione al fatto che voi stessi venite tenuti per la collottola. Così compare l'illusione dell'azione scenica. Ma invece adesso vi afferrate al vostro gancio da soli e iniziate a muovere la realtà senza fare alcuno sforzo e come se non stesse facendo nulla. Cosa succede in questo caso? L'illusione dell'azione scenica viene invertita, capovolta. Non venite mossi, ma voi muovete voi stessi. Non siete voi a fare qualcosa con la realtà, ma è essa a farsi da sola. È proprio così, miei fantastici amici, l'illusione si disperde, perde, svanisce. La metaforza. E allora miei tesorucci, state già iniziando a luccicare come lucciole o continuate a restare umidici come lumache? Su veloci trasformiamoci! Siete stati concepiti come esseri luminosi che guardano in avanti. Per illuminare con successo il fotogramma non è importante lo sforzo, lo sforzo, ma l'intensità della concentrazione. Se i muscoli sono tesi e coinvolgono il centro interno dell'intenzione, eseguite l'algoritmo dell'illuminazione con calma e in modo rilassato. Il principio è: non forzare la realtà, ma permetterle di svolgersi. Permetterle di svolgere il vostro compito, di realizzare quanto da avete voi impostato. Non dimenticate che voi dovete solo illuminare il fotogramma perché poi esso si materializza da solo. Vi è richiesto veramente poco: impostare la realtà e spostarvi di lato come fa un osservatore esterno. Non bisogna mettersi in mezzo o stare in piedi. Voi, per vostra solita abitudine, credete che per domare il futuro basti investire sforzi. Invece bisogna fare in modo diverso. La forza fisica, così come la forza di volontà, funziona solo nella realtà del fotogramma in corso. Con la realtà compiuta potete combattere con tutte le vostre stupide forze, se proprio vi piace, ma con la realtà in arrivo questo non funziona. Ci vuole qualcosa di diverso, Voi miei tormentati dovete capire, e io vi dovrò spiegare, che esiste il lato opposto della forza: la metaforza. È una sorta di forza agli antipodi, ma non si tratta di debolezza o apatia, bensì di ciò che agisce sul retro della realtà. Per facilità di comprensione, Guardate uno specchio. Sul lato frontale, dove vi trovate, tutto è materiale, si può toccare con mano. Sul lato opposto, nel riflesso, tutto è intangibile ma altrettanto reale. Se c'è un'immagine, allora c'è un riflesso. L'immagine è reale? Quindi, Quindi anche il riflesso è reale. Questo ve lo spiego affinché comprendiate che reale non è solo ciò che può essere toccato. Lo specchio della realtà è come uno specchio normale, solo al contrario. Lì l'immagine e il riflesso si scambiano di posto. Il riflesso si può toccare mentre l'immagine No, il riflesso si trova sul lato frontale, anteriore, mentre l'immagine è sul retro. Il lato frontale è la realtà effettivamente materiale, mentre il lato opposto è lo spazio dei sogni o l'archivio delle pellicole. La realtà effettiva materiale, come già sapete, è un fotogramma che si muove lungo una pellicola. Ma la pellicola è primaria mentre il film è secondario, per questo la realtà effettiva risulta essere un riflesso dell'immagine che si trova da qualche parte dall'altro lato. È sempre lì, nell'archivio delle pellicole, che si trovano molte varianti di futuro. Ora giudicate voi stessi: se il futuro si trova dal lato opposto dello specchio della realtà, È possibile influenzarlo applicandovi la forza normale, quella che agisce solo qui, sul lato frontale? Certo che no! È impossibile, impossibilissimo! E invece scoppiare dalla tensione, senza peraltro riuscire ad ottenere alcun risultato, è possibile? Certo che sì, è possibilissimo! Dunque, se non volete scoppiare ma volete invece ottenere il futuro che vi aggrada, bisogna agire dal lato opposto dello specchio e secondo le leggi di quel luogo, non queste. Ma come fare per finire dall'altra parte dello specchio? Non ve ne ho ancora parlato, ma in realtà in realtà lì ci siete già stati. Quando voi risvegliandovi vi emancipate dalla sceneggiatura, di fatto passate attraverso lo specchio. È una cosa che non si vede chiaramente e che del resto non può essere vista perché la superficie dello specchio della realtà non è affatto una superficie o una parete che può essere vista, ma un confine percettibile di transizione tra l'immagine e il riflesso. Da entrambi i lati tutto è uguale e si vede allo stesso modo, solo che da un lato è materiale e dall'altro no. Dal lato frontale c'è il vostro manichino materiale, mentre dal lato opposto c'è quello virtuale. Quando vi risvegliate, la vostra attenzione passa attraverso il confine dello specchio, suo specchio e si trova nel suo manichino virtuale. Non è il corpo a spostarsi, ma l'attenzione e tuttavia questo è più che sufficiente, già che la vostra attenzione siete voi. Entrambi i corpi, il virtuale e il materiale, da entrambi i lati dello specchio si muovono in modo sincrono. La questione è dove si trova l'attenzione. Se essa è dal lato frontale nel fotogramma dell'incarnazione significa che siete pienamente in balia della sceneggiatura. Se invece è dal lato opposto nel fotogramma dell'immagine allora siete liberi di muovere sia voi stessi sia la realtà futura in arrivo. Muovere voi stessi nel senso di essere consapevoli e gestire autonomamente le vostre motivazioni ed azioni. Non solo, ma all'interno del fotogramma vi muoverete come al solito, con le mani, le gambe, la forza. Mentre invece per muovere la realtà dovrete fare in modo molto diverso. Utilizzando l'attenzione, l'intenzione e la meta-forza. Che cos'è la meta-forza? Lo capirete gradualmente man mano che la percepirete. Del resto non potrei spiegarvi che cos'è la forza se voi non l'aveste mai provata. La stessa cosa riguarda la meta-forza, bisogna prima sentirla e svilupparla parla. Strumento della Metaforza è la vostra treccina. L'algoritmo di illuminazione del fotogramma è un esercizio per lo sviluppo della Metaforza e al contempo un modo per impostare la realtà che vi serve. Più avanti vi spiegherò dettagliatamente le regole e i principi dell'oltrespecchio. Imparerete e scoprirete Saprete tutto, ma nel frattempo non dimenticatevi di eseguire l'algoritmo il più spesso possibile. Volete imparare ad impostare la vostra realtà? Sì o no? O forse non lo volete? Come non lo volete? Cos'è sta storia? Una rivolta di schiavi? Se è così, preparatevi, ci saranno vittime e sacrifici, un vero solatio! State bene attenti, carucci! Io sono Tafti, la vostra sacerdotessa. Il mio dispottismo lo dovrete ben sopportare. Anch'io, del resto, mi sono rassegnata ad avere a che fare con chiocciole, rane e anfibi del par vostro. Ullalà! La simulazione dell'azione scenica. Ebbene miei cantatrici e danzatrici, miei cantori e danzatori, continuiamo a cercare di capire al suon di quale musica ballate. È reale non solo ciò che si può toccare. La realtà è uno specchio al contrario, qui c'è il riflesso, lì c'è l'immagine. Dal lato frontale c'è la realtà, realtà, dal lato opposto c'è l'archivio delle pellicole. Nella realtà effettiva materiale agisce la forza, mentre oltre lo specchio agisce la metaforza. Al momento del risveglio l'attenzione si sposta sul suo manichino virtuale, oltre lo specchio. Siete forse un po' sconcertati per il fatto che sprofondate in una certa dimensione oltrespecchio senza accorgervene? E addirittura non un po' sconcertati, ma un bel tantinello? Tranquilli, non preoccupatevi più del necessario, tanto lì ci finisce ogni notte quando vi addormentate. Al momento del risveglio nella realtà delle cose, quando l'attenzione si posiziona sul centro di consapevolezza, conoscenza, voi, o piuttosto il vostro io, capitate nel corpo del manichino virtuale, dalla parte opposta della realtà. Al momento dell'immersione nel sonno succede la stessa cosa. La differenza sta nel fatto che nella realtà delle cose su entrambi i lati dello specchio si ha una realtà, quella materiale e quella virtuale, ma una sola. Nel sonno, invece, la realtà e l'oltrespecchio non sono simmetrici. Il mondo materiale rimane al suo posto mentre l'attenzione vola via lontano verso altri mondi. A ciò si aggiunge il fatto che nel sonno finite per inoltrarvi ancora più in profondità nella sceneggiatura, mentre risvegliandovi nella realtà la realtà delle cose, vedo me stesso e vedo la realtà, ve ne staccate. Vi ricordate che abbiamo detto che quando non vi rendete conto di voi stessi significa che la sceneggiatura vi sta guidando tirandovi per la punta della treccina? Ma chi o cosa guida il vostro manichino materiale da questo lato quando il vostro gancio diventa a vostra opposizione e voi stessi siete nel manichino virtuale dall'altra parte? Voi stessi vi guidate da soli, avete la possibilità di muovere a vostro arbitrio sia voi stessi che la realtà futura proprio perché vi trovate dalla parte in cui si trova l'immagine, perché il riflesso lo può muovere solo l'immagine stessa e non viceversa. Capite? A rigor di termini, il manichino materiale e la realtà effettiva non sono tanto un riflesso quanto un'incarnazione dell'immagine. L'incarnazione della realtà che si è compiuta la potete in qualche modo padroneggiare nel fotogramma dell'incarnazione dalla parte frontale dello specchio. Invece la realtà futura per il momento è solo un'immagine e l'immagine può essere gestita solo nel fotogramma dell'immagine dal lato opposto, dal retro, laddove si trova questa immagine. Ecco perché è necessario spostarsi nell'oltrespecchio. Ora il quadro generale vi dovrebbe essere chiaro. Qui in qualche modo potete riuscire a padroneggiare la situazione, Lì invece potete impadronirvene, dirigerla. E adesso ci stiamo avvicinando al concetto di metaforza. Nutro la speranza in un seppur debole cenno di comprensione da parte vostra, miei poveri mentecatti. Va bene, basta, non lamentatevi e non piangete, miei intelligentoni. Questa è la differenza principale tra realtà effettiva e oltre specchio? Qui, nella realtà effettiva, è tutto materiale. Lì, nell'oltre specchio, è tutto virtuale. Per quanto riguarda la forza, non sarete in grado di applicarla ad un oggetto o a uno spazio non materiale. Perché qui agisce la forza e lì la metaforza. Da questo lato l'azione scenica e dall'altro la simulazione dell'azione scenica. Cosa significa tutto questo? Il significato della simulazione è che non avete il diritto di violare l'ordine stabilito. In base a quest'ordine Infine, voi dovete partecipare all'azione scenica obbedendo alla sceneggiatura. A nessun personaggio è permesso di saltare fuori dalla pellicola o di cambiare nel film quello che gli passa per la mente. La sceneggiatura non è la volontà soggettiva di qualcuno, ma una realtà oggettiva dalla quale non si può sfuggire. Disobbedire. La realtà oggettiva è tale che siete condannati a esistere in essa come personaggi in un film. Potete anche non essere d'accordo, potete lamentarvi, ma sarà tutto inutile. Anche se cercherete di disobbedire, non ne verrà fuori nulla. Ciò che è stato filmato sulla pellicola accadrà. Non si può evitare l'azione è impossibile! Però simulare si può. Siete in grado di ingannare la realtà. Provate ad immaginare questa situazione: siete entrati nel punto di consapevolezza e vi siete ritrovati dalla parte dello specchio. Vedete tutto quello che vi circonda come lo vedevate prima. Non vi sembra nemmeno di stare osservando quanto avviene intorno a voi da una prospettiva al di là dello specchio. Tuttavia però siete lì. E ora da quella posizione acquisite la capacità di impostare la realtà, di scegliere la pellicola. Non cambiare quella in cui vi trovate, non evitare l'azione scenica che vi si svolge, ma scegliere un'altra pellicola. Quella che serve a voi. Capite? Voi continuate come prima a svolgere il vostro ruolo prescritto dalla sceneggiatura e ad adempiere alla vostra funzione quotidiana, ma a differenza degli altri personaggi, voi trovandovi in uno stato di consapevolezza ottenete qualcosa di più, ossia la possibilità di sostituire la pellicola in corso, peraltro rimanendo come in disparte e come se non c'entraste nulla e in questo modo l'ordine non viene violato, voi non venite visti e sgamati e tutto si svolge come volevate voi. Questo è il gioco della simulazione. Camminate nel film come un personaggio animato fingendo di essere non viventi e cambiate la pellicola a vostra discrezione. E nessuno sospetta nulla, né la sceneggiatura né gli altri personaggi. Del resto non potrete scappare comunque dalla sceneggiatura. Invece, impostando la realtà, ne iniziate una nuova. Anche la nuova sceneggiatura però non è vostra, siete di nuovo in suo potere. Tuttavia essa vi condurrà al risultato desiderato. Bisognerà nascondersi dal resto dei personaggi? Chiederete voi. Per quanto grande sia in voi la voglia di distinguervi, non vi consiglio di pubblicizzare la vostra abilità. Nel Medioevo per queste cose si veniva arsi sul rogo, mentre oggi vi potrebbero relegare in un rifugio isolato e Tranquillo, o già siete un po' svitati di vostro. Per questo, miei piccoli amici, vedete di non svegliare i dormenti. Non tradite la vostra presenza. Date retta alla vostra sacerdotessa. Vi amo così tanto che vi ammazzerei tutti. La Presenza. Ehi, muovetevi su, dai, venite un po' più qui da me. Miei astuti simulatori e perfide truffatrici, maniaci segreti e depravate mascherate, vi è piaciuto il gioco alla simulazione? Su, ripassiamo quello che abbiamo studiato. La realtà effettiva materiale è accessibile qui nel fotogramma dell'incarnazione, L'accesso al futuro è aperto solo dall'altro lato, nel fotogramma dell'immagine. Siete condannati a esistere nella realtà come personaggi in un film. Non potete aggirare la sceneggiatura, ma potete svegliarvi e farne partire un'altra. Cambiate le pellicole, ma continuate a svolgere il vostro ruolo. Nascondendo la vostra presenza. La presenza nel film, di cosa si tratta? Prima di tutto è la presenza della vostra consapevolezza, del vostro io, la presenza di voi in voi stessi come individui viventi, consapevoli e responsabili in una scena immutabile. La scena, anche se gira dinamicamente, è infatti già predeterminata così come come predeterminato è il comportamento di tutti i suoi personaggi. La vostra presenza lì vi mette in risalto come risvegliati tra i dormienti. Voi siete consapevoli della vostra separatezza e vi rendete conto di ciò che sta accadendo. Anche il vostro comportamento all'interno di questa scena è predeterminato dalla sceneggiatura, tuttavia lo stato di presenza vi dà l'opportunità di cambiare la pellicola, di saltare dall'una all'altra. Per entrare nello stato di presenza dovrete prendere vita, risvegliarvi e capire dove vi trovate: nel fotogramma dell'immagine o nel fotogramma dell'incarnazione? In altre parole dovrete capire dove si trova la vostra attenzione: nel punto centrale di consapevolezza o su uno degli schermi. Nella vostra sostanza voi siete degli esseri duali, potete trovarvi sia da un lato che dall'altro dello specchio. Siete presenti qui quando vi trovate lì. Ecco che bel paradosso! In caso contrario siete assenti, cioè siete in uno stato di non lucidità e completamente alla mercè della sceneggiatura. Se ben vi ricordate vi avevo detto: quando vi svegliate nella realtà delle cose la vostra attenzione attraversa il confine dello specchio e si trova nel suo manichino virtuale. Quando vi addormentate nel vostro letto e fate un sogno succede la stessa cosa, solo che la qualità realtà è diversa. Nel sonno potete solo spostare la realtà virtuale, non vi è possibile influenzare la realtà materiale stando in quello stato. Ovvero, a essere più precisi, è possibile ma è molto difficile, non è un compito per chiocciole. In uno stato di presenza nella realtà delle cose invece acquisite la capacità di impostare la realtà futura che si diventerà realtà effettiva. Come vedete ripeto costantemente questo pensiero in modo che possiate capire per benino che impostare si può e si deve. Ma dovete capire ancora un'altra cosa: quando impostate la realtà determinate non la catena degli ma l'obiettivo finale, cioè il fotogramma futuro. Impostare la realtà non significa gestire la sceneggiatura, ma scegliere la pellicola. La sceneggiatura non è in vostro potere. Non solo non vi è dato sapere quale dovrebbe essere la sceneggiatura al fine di raggiungere il vostro fine, e saperlo non vi servì nemmeno. State lavorando in modalità a forma di proiettore cinematografico. Quando nel vostro proiettore si illuminerà il fotogramma del fine, il corso degli eventi svolterà da solo lì dove serve, al punto giusto. Quando scegliete una pellicola, mettete in moto una nuova sceneggiatura, però non è la vostra, bensì quella che è registrata sulla pellicola. Pellicola, peraltro a vostra insaputa. Vostro è solo il fotogramma del fine. La pellicola stessa viene selezionata in base al fotogramma impostato. Non siete obbligati a sapere come avvenga questo processo. Piuttosto continuate ad illuminare il vostro fotogramma ancora e ancora una volta. In questo modo vi sposterete da una pellicola all'altra e alla fin fine arriverete alla vostra destinazione. Nell'archivio dell'eternità le pellicole sono disposte in parallelo. Le sceneggiature delle pellicole adiacenti differiscono di poco, di piccolissime sfumature. Quando impostate la realtà vi spostate gradualmente dall'una all'altra di queste pellicole. All'inizio vi ritroverete su una pellicola il cui risultato è vicino ma non è ancora a quello desiderato. In seguito vi ci avvicinerete sempre di più. Tutto ciò accade in modo impercettibile per i vostri occhi e con diverse velocità di realizzazione a seconda della complessità del fine. I fini semplici si danno quasi immediatamente mentre per quelli difficili da raggiungere, quelli che stanno lontano e richiedono molta strada da fare, ci vuole tempo e pazienza. Il vostro compito comunque è quello di fissare l'attenzione sul fotogramma futuro. La sceneggiatura non deve essere affar vostro. Se proverete ad impostarla o ad opporle resistenza, essa vi catturerà nella sua trappola. Cercando di influenzare il corso degli eventi finirete per afferrarvi con una presa amortala la realtà del fotogramma in corso e tutto questo è perfettamente inutile. Più fortemente vi ci aggrapperete, tanto più saldamente verrete trattenuti per la collottola, cioè per la treccina. Analogamente non ha senso fare pressioni sulle persone, è un'occupazione ingrata e ignobile che può farvi finir male o farvi ottenere l'effetto opposto di quello da voi previsto. I personaggi agiscono in base al loro copione. Cercando di influenzarli finirete per cadere nuovamente nella trappola. Non dovete farlo! Correranno lo stesso da voi e faranno quello che vorrete. Ma di questo parleremo più avanti. Ripeto, bisogna influenzare non gli eventi e le persone, ma il risultato finale, il fotogramma imminente in arrivo. Anche se temo che lo farete lo stesso per questione di abitudine. Avete questa mania di insistere perché vada sempre tutto secondo il vostro piano. Italiano. Ma ve la toglierò ben io questa abitudine! Però come siete noiosi e fastidiosi! Vi dissezionerei tutti con mio gran piacere, vi infilzerei con uno spillo su un foglio bianco come si fa con gli insetti velenosi o vi rinchiuderei in un bel vaso pieno di formalina a servirvi da monito per tutte le altre creature. Vedete dunque di comportarvi come si deve e non dimenticate: Io sono Tafti, la vostra sacerdotessa. Lodatemi, adoratemi, non fatemi arrabbiare. Il beneficio. Uffa, come mi avete scocciato! Che viziati che siete, che capricciosi! E adesso provate solo a dire che vi sono venuta noia. Vabbè, andiamo avanti, ripassiamo la lezione subito. Siete esseri duali capaci di trovarvi da entrambi i lati dello specchio. Siete qui quando siete lì. Per entrare nello stato di presenza bisogna spostare l'attenzione al centro. Nello stato di presenza siete in grado di saltare da una pellicola pellicola all'altra. Impostare la realtà non significa gestire la sceneggiatura, ma scegliere la pellicola. L'aspirazione e influenzare la sceneggiatura vi lega ad essa. Ancora una volta consolidiamo il programma finora svolto: bisogna influenzare non gli eventi e le persone, ma è il risultato finale, il fotogramma in arrivo. Voi dovete limitarvi ad illuminare il fotogramma del fine perché il corso degli eventi svolterà da solo dove serve. La sceneggiatura non è vostra. Non è vostra sempre, anche quando credete di essere stati voi a idearla. Se provate a cambiarla, opporle resistenza, essa vi prenderà nella sua trappola. La sceneggiatura è come una ragnatela: quanto più cercherete di resisterle, tanto più vi impiglierete nei suoi fili. Affinché la sceneggiatura vi rilasci, voi per primi dovete lasciarla. Del resto non riuscite a sbarazzarvene completamente, se ben vi ricordate quando parlavamo della Simulazione, vi avevo detto che la sceneggiatura non è la volontà soggettiva di qualcuno, ma una realtà oggettiva da cui non si può sfuggire. E infatti non bisogna fuggire da nessuna parte, perché sarà proprio la sceneggiatura a lavorare al compimento del vostro fine, a condizione che voi lo impostiate. Quando impostate la realtà, la sceneggiatura si allineerà esattamente in conformità alla vostra impostazione, anche se potrebbe sembrare diversamente. A voi viene solo richiesto di illuminare sistematicamente il fotogramma del fine. Peccato che voi insistiate sempre a fare in modo che tutto vada assolutamente secondo il vostro piano e così facendo finite per interferire nella realizzazione della vostra impostazione. Inoltre sappiate che anche quando non impostate la realtà ma vi lasciate vi lasciate passivamente trasportare dalla corrente degli eventi, la sceneggiatura non aspira affatto a nuocervi perché apportare danni è un processo energeticamente costoso. La sceneggiatura si muove sempre lungo il percorso di minor resistenza, ma voi opponete resistenza e alla fine rovinate tutto. Rovinate perché esprimendo una posizione di non accettazione, involontariamente e inconsciamente impostate una realtà negativa. Non lo fate in modo così efficace come quando operate con l'intenzione e la consapevolezza, cioè con la vostra treccina, ma comunque date un'impostazione: esprimete non accettazione ogni volta che qualcosa va contro delle vostre idee e dei vostri piani. Ecco come siete, miei cari fastidiosi e noiosi amici. Ebbene, per non distorcere la realtà ma semmai trasformarla in un mondo meraviglioso e piacevole a tutti gli effetti, dovrete introdurre nella vostra abitudine un semplice principio: trovare beneficio in ogni cosa. Con ciò intendo dire che dovete letteralmente trovare beneficio da qualsiasi situazione sfortunata e in generale da un qualsiasi evento che susciti una vostra benché minima avversione. Ponetevi questo fine: trarre beneficio. Il fatto che ogni evento o situazione qualunque essi siano portano in sé non solo il negativo ma anche il positivo, La realtà in gran parte è duale. Dove c'è il nero c'è il bianco. Piuttosto che cruciarvi e stizzirvi, prendete e traete beneficio dalla situazione. Questo è il vostro compito. Non farò nemmeno degli esempi. Provate da soli e capirete immediatamente quanto questo funzioni a meraviglia. Figlia. Ma perché funzioni a dovere, come dovreste aver già capito, bisogna svegliarsi per tempo e posizionare la propria attenzione sul centro. Gli attivatori in questo caso sono per lo più esterni: qualcuno vi dice qualcosa, qualcuno fa qualcosa o intorno a voi succede qualcosa. Tutto ciò che potrebbe suscitare la vostra avversione, da una lieve insoddisfazione ad un vero e proprio sentimento di rabbia. Come sono le chiocciole arrabbiate? Sarebbe interessante vederlo. Sentimenti attivanti possono essere, tra l'altro, l'irritazione, lo sconforto, l'ansia, l'aggressività, la paura. Dunque, in questi casi l'attenzione viene trasferita sul centro per poi successivamente staccarsi la sceneggiatura del film in corso e saltare così su un altro film alternativo. Il problema è che nel vostro film standard vige il vostro solito copione. Reagite istintivamente opponendo resistenza o per difetto di carattere o per tendenza alla negatività o per abitudine all'autodifesa o per un senso senso di alta autoimportanza o quantomeno perché le cose non vanno secondo i vostri piani. Di conseguenza, come al solito, rovinate la vita a voi stessi e agli altri. Sulla pellicola alternativa, al contrario, tutto si sviluppa a vostro favore perché vi siete fermati al momento giusto e avete scelto di optare per il beneficio. È tutto molto semplice: ottenete quello che scegliete. Per fare una scelta dovete solo trovare un momento per riflettere e chiedervi: "Quale beneficio si potrebbe trarre da questa situazione?". In seguito vi basterà non opporre resistenza alla sceneggiatura e provare a seguirla. Alla lettera: seguire il consiglio di qualcuno, ascoltare le opinioni altrui, approvare qualcosa, optare per qualcosa, accettare tutto quello che in precedenza avreste rifiutato o sarebbe potuto diventare motivo di discussione. L'algoritmo per trarre beneficio il seguente: 1. Cogliere sé stessi in un contesto attivatore dell'avversione. 2. Svegliarsi: vedo me stesso e vedo la realtà. 3. Porsi la domanda: quale potrebbe essere il beneficio? 4. Se la risposta viene trovata, 4. Accettare e trarre beneficio dalla situazione. 5. Se non c'è risposta, provare ugualmente ad accettare la situazione. L'ultimo punto potrebbe suscitare in voi qualche dubbio. Dopotutto, nella vita non si può sempre concordare con tutto e non tutte le situazioni recano in sé un beneficio. Supponiamo che qualcuno voglia dare a voi, chiocciole, una bella tirata di antenne, non bisognerà mica rendersi disponibili. Tuttavia nella realtà esiste una legge immutabile. La legge dice: se ci si lascia guidare dal principio del beneficio che si può trarre da una situazione, nella vita gli eventi perniciosi così diventeranno sempre di meno, compresi quegli venti che vi potrebbero far finire in obitorio con un bel muso bluastro e un simpatico contorno di membra fredde. Uh lalà! Il permesso. Dunque, miei tesori, nell'ultima lezione avete imparato che le chiocciole stupide cercano sempre di insistere sui propri scenari di sviluppo degli eventi e quando qualcosa cozza contro i loro piani esse si indignano e diventano persino furiose. Ma ovviamente non si tratta di voi, non è vero miei fantastici amici? Affinché la sceneggiatura vi lasci la lasci, voi dovete lasciarla per primi. Se il fine è stato posto, la sceneggiatura da sola si compone e si allinea in modo tale da raggiungerlo. Insistendo sul vostro piano, interferite nella realizzazione della vostra impostazione. Manifestando avversione, vi impostate da soli una realtà ancor Per contro, scegliendo di trarre beneficio da ogni evento, otterrete beneficio. Ripetiamo questo principio paradossale: bisogna impostare non la sceneggiatura ma il fotogramma del fine. È paradossale perché non si adatta alle vostre solite idee fondate sulla convinzione che che si possa e si debba lottare con la realtà compiuta mentre non si può ed è impossibile impostare la realtà futura. In realtà tutto esattamente l'opposto. In che modo verrà raggiunto il fine non vi è dato sapere e non vi serve nemmeno saperlo, soprattutto nella fase iniziale, perché qualora le probabili risposte alla domanda domanda "in che modo?" vi suscitassero paura o vi gettassero nello sconforto, alla vostra capacità di impostare la realtà del fine verrebbe posto anche un blocco psicologico. Non potete sapere quale dovrebbe essere la sceneggiatura per raggiungere proprio il vostro fine e proprio da voi. Come potete saperlo se Voi stessi siete personaggi del film e se siete guidati dalla sceneggiatura? Vostro compito è sapere il risultato, ciò che volete ottenere e impostare l'inquadratura corrispondente della realtà in pensieri, parole, immagini utilizzando la vostra trecina. Allora la sceneggiatura stessa vi guiderà. Vi mostrerà in che modo. In poche parole, non avete nemmeno bisogno di essere intelligenti, potete anche restare stupide chiocciole, la cosa più importante è essere risoluti e ovviamente anche essere chiocciole coscienti, perché quando il fine sarà impostato, la sceneggiatura potrebbe scioccare. Vi. A un certo punto potreste anche avere l'impressione che tutto stia andando in malora. In realtà è solo l'effetto del vecchio ciappame che viene buttato fuori dalla vostra realtà per fare spazio a cose nuove e meravigliose. Tale scenario di sviluppo degli eventi, come se tutto andasse in malora, è assolutamente possibile. È possibile. E in questo caso vi sarà di grande aiuto la consapevolezza per applicare il principio del beneficio. Agendo secondo questo principio non solo non interferirete con la sceneggiatura, ma addirittura accelererete il processo di avvicinamento al fine perché, nel momento in cui cercherete il beneficio incluso in una determinata determinata situazione, vi staccherete al contempo dal vostro solito copione dannoso e passerete così ad una pellicola utile, anche senza la treccina. Se invece eseguirete anche l'algoritmo del beneficio per il tramite della treccina, le cose si svolgeranno in modo più veloce e migliore. Ancora meglio sarebbe poi non essere chiocciole, ma lucciole, eroi animati dei film. Monitorare una situazione per capire come trarne beneficio è quindi uno dei modi per risvegliarsi. Gli eventi, qualsiasi essi siano, non dovrebbero assopirvi e farvi scivolare nel sonno, ma al contrario, mettervi in guardia, servire come segnale per il risveglio. Il vostro compito è svegliarvi per tempo, vedere la realtà, impostare la realtà. Prima, non appena qualcosa non andava per il verso giusto, vi indignavate. Ah, ah, ah! E cominciavate ad agitare le mani e pestare i piedi. Ora, non appena qualcosa non va per il verso giusto, esclamate mentalmente o a voce alta, come preferite: Beneficio! E dopo permettete al mondo di organizzarvi qualcosa di carino o aiutarvi o avvicinarvi al vostro fine. Fine. Questo non significa affatto che voi dobbiate trasformarvi nel permesso fatto persona e piegarvi ad ogni tipo di situazione. È ovvio che non in tutti i casi si può trarre un beneficio, non sempre è opportuno permettere e non bisogna sempre andare d'accordo con tutto. Comunque non vi preoccupate, sarete in grado di prendere la decisione appropriata, e quindi permettere o meno a seconda del caso, e ciò perché vi troverete in uno stato di lucidità: "Vedo me stesso e vedo la realtà". Come vi comportate di solito quando succede qualcosa? O vi inalberate o accondiscendete obedientemente. In entrambi i casi agite in modo inconscio, conscio, seguendo la sceneggiatura. La differenza con l'algoritmo del beneficio sta nel fatto che, quando lo seguite, fate una scelta consapevole e in uno stato di presenza e ciò significa che camminate in un film messo in pausa come un personaggio che ha ripreso vita ma, al contempo, finge di non essere vivente. Il principio del beneficio trappole, tutto in un unico flacone: monitoraggio, simulazione, presenza e impostazione della realtà. Eseguendo questo algoritmo potrete monitorare voi stessi, la realtà e impostare la direzione in cui si muoverà il fotogramma successivo. Tra re-beneficio e simulazione allo statu perché rispettate la sceneggiatura ma lo fate di vostra iniziativa, in modo intenzionale e consapevole. Fate attenzione! Quando monitorate il beneficio incluso in un certo evento è come se con la coda dell'occhio osservaste la realtà. Nessuno sospetta nulla, né la sceneggiatura né i personaggi circostanti. Voi, come tutti questi dormienti, recitate diligentemente nel vostro ruolo, svolgete le vostre funzioni quotidiane, ma nel frattempo, con la coda dell'occhio, seguite quanto avviene intorno a voi. Siete presenti senza tradire la vostra presenza, Questo è esattamente ciò che serve fare: rimanere inosservati e fare come se il caso non fosse vostro è molto, molto importante. Perché? Vi siete già dimenticati del perché? Ecco come siete fatti! Eppure ve l'avevo ben spiegato. Va bene, lo ripeterò anche adesso: Adesso e ancora molte altre volte. Fare come se il caso non fosse vostro è il principio fondamentale del camminare dal vivo in un film. In primo luogo non bisogna tradire la propria presenza in modo che gli altri non vi trattino con sospetto e circospezione. Fingete di essere addormentati. In secondo luogo non bisogna agire frontalmente come siete abituati a fare, cioè prendere la realtà per la gola, lottare con gli eventi di personaggi del fotogramma in corso col risultato di sprofondare nuovamente nella sceneggiatura come nel sonno. Camminate dal vivo in un film solo quando siete presenti con l'attenzione, mentre con l'intenzione spostate il fotogramma in arrivo e cambiate la pellicola. Ma con quale intenzione? Con quella esterna, questo è l'importante. Spiando di soppiatto la situazione e facendo finta di nulla finirete infatti per coinvolgere il centro esterno dell'intenzione. La sceneggiatura. Eccoci di nuovo. Salve salve miei inutili creature. Siete inutili e dannose perché in ogni caso siete inclini a vedere il danno piuttosto che il beneficio. Ma a tutto si può porre rimedio. Chi cerca il beneficio lo troverà e lui stesso diventerà utile. Impostare la sceneggiatura è conoscere la risposta alla domanda: "In che modo?" Non è affar vostro. Vostro compito è sapere cosa volete ottenere e impostare il risultato, il fotogramma del fine. Quando sembra che tutto stia andando in malora, ora è un bene, in realtà si sta ripulendo. Camminate in un film quando siete presenti con l'attenzione e muovete con l'intenzione. Il permesso è un lavoro dell'intenzione esterna dove voi non c'entrate niente. Svegliarsi, vedere, Impostare. Non appena qualcosa va storto, ricordatevi: beneficio. Se non vi svegliate per tempo e non approfitterete della situazione, in molti casi capirete sì in cosa consisteva il beneficio, ma sarà ormai troppo tardi. Lo capirete quando ricorderete a cosa e come avete opposto resistenza, attenzione e poi invece avete perso l'opportunità o avete ricevuto una bella botta in testa. Sì, sì, sì, vi dimenticherete senz'altro e vi ricorderete il ritardo ancora molte, molte volte fino a che la vigilanza sull'attenzione non diventerà un'abitudine. E per quale motivo vi dimenticate costantemente della vostra attenzione? Ve lo siete dimenticato? Eccovi un indovinello: in cosa consiste la domanda più semplice e al contempo più importante che tormenta le chiocciole anche se esse non si rendono nemmeno conto di esserne tormentate? Non curgate la fronte inutilmente, tanto non lo indovinerete! Perché non è tutto come voglio io? Questa è la domanda. E qual è la risposta? Perché vi guida una sceneggiatura, perché di questo non siete al corrente, perché non impostate la realtà ma in essa vivete semplicemente come pesci in un acquario. Anzi, come chiocciole. Il fatto che siete costantemente in uno stato di non-lucidità e solo occasionalmente vi svegliate e vi rendete conto che stavate dormendo dimostra perfettamente che a guidarvi è una sceneggiatura. E avete pensato perché mai vi dimenticate delle vostre attenzioni? Per distrazione? No, proprio perché a guidarvi è la sceneggiatura. Vi sembra di agire autonomamente, di fare quello che volete, ma tutto ciò è un'illusione. L'illusione dell'azione scenica, ve lo ricordo, sta nel fatto che la realtà vi assorbe al punto tale che voi non notate in questa illusione e non vi rendete conto di essere personaggi coatti di una certa recita. Proprio come succede in un film, anche gli eroi cinematografici non si rendono conto della loro situazione. No, non intendo gli attori, ma proprio i personaggi di un film. Gli attori possono essere morti da molto tempo, ma i personaggi di cui hanno interpretato il ruolo prendono ogni volta che il film viene guardato. Non lo trovate strano? Tecnicamente qui non c'è niente di strano, le scene della vita sono state riprese su una pellicola. Eppure è molto strano, non è vero? Avete inventato il cinema non perché l'avete ideato voi, ma perché esiste è un tale aspetto della realtà. Non potete diare nulla che non sia nella realtà visibile o in quella non ancora manifesta. Avete il cinema per il semplice motivo che voi stessi vivete in un film. Il cinema è un modello della realtà. Altrettanto strana è la contraddizione in base alla quale Voi, essendo personaggi, a differenza degli eroi del film, siete dotati di autocoscienza. Questo è un paradosso, una beffa della realtà e allo stesso tempo è una chance per voi. Tuttavia vi rendete conto di voi stessi solo nel momento in cui vi ponete questa domanda. Il resto del tempo la vostra coscienza conoscenza, è addormentata ed asservita alla sceneggiatura esterna. Sorprende notte il fatto che non vi sconvolge l'idea dell'esistenza di una sceneggiatura in cui voi siete solo personaggi dormienti. Però dovrebbe! Ma non vi sconvolge perché non siete in grado di riconoscere l'illusione dell'azione scenica e Clarissa, infatti, è molto forte. Voi semplicemente non prendete sul serio tutte queste parole sul fatto che vi sta guidando una sceneggiatura, ma pensate che sia uno scherzo o addirittura una trovata esoterica. Bene, bene. E persino credendo alle mie parole comunque non vi rendete conto fino in fondo di voi stessi. Come gli eroi del film che non si rendono conto di essere tali. Ma forse un giorno, dopo tutti i vostri esperimenti con la realtà, arriverà il momento in cui lo capirete chiaramente. E allora sì che rimarrete veramente sconvolti. Nel frattempo avete solo un vago sospetto dell'esistenza della sceneggiatura Fenomeno del destino. Ma il destino è solo una direzione generale. Il destino può essere scelto come una strada, ma voi siete così fastidiosi che lo scegliete in direzione dell'aggravamento, perché in tutto vedete non il beneficio, ma il danno. E anche perché non scegliete, ma volete a tutti i costi gestire. In tal modo aggiungendo ancora più danno. La sceneggiatura, a differenza della vostra comprensione del destino, è più concreta e più rigida. È il programma di tutti i vostri comportamenti e di tutte le vostre azioni sulla data pellicola. In generale è impossibile gestire la sceneggiatura, potete solo sceglierne un'altra, impostando la realtà appropriata. Sì, esiste una forte tentazione di gestire la sceneggiatura insieme alla vostra abitudine a farlo e all'illusione che avete di essere in grado di farlo. Ma quando tentate di influenzare direttamente gli eventi e le persone, commettete un errore che comporta una serie di atti sbagliati e conseguenze sensazioni negative. La sceneggiatura infatti comincerà a svolgersi sino a oscurare il vostro orizzonte, ricoprendolo di nuvole dense e allora diventerete come topi in un labirinto. Andrete alla ricerca affannosa di scappatoie, una cosa arci difficile e controproducente. Mettetevi dunque bene in Basta, non si può influenzare direttamente né la sceneggiatura locale né il corso generale degli eventi. Ci si può solo afferrare al bordo del telo della realtà e usarne alcuni dei suoi aspetti. Il beneficio è uno di questi. E se non lo capite, vi cancellerò io. Non ho bisogno di gente come voi. Ho un pulsante, si chiama Delete, che può annullare tutto o eliminare o non mi ricordo bene, dovrei controllare. La scintilla del Creatore. Ripetiamo e ripetiamo, miei tesorucci belli, la ripetizione è un beneficio per per me invece è un tormento. Anzi no, com'è che avevo detto prima? Ah sì, ecco, la ripetizione per voi è un tormento e per me un divertimento, miei cari mostriciattoli. Voi non vedete e non impostate la realtà ma vivete in essa come pesci in mezzo immersi in un acquario. Vi dimenticate dell'attenzione perché vi sta guidando una sceneggiatura. Avete inventato il cinema solo perché voi stessi vivete in un film. Il cinema è solo un aspetto della realtà, letteralmente un suo modello. La sceneggiatura è il programma del vostro comportamento in una data pellicola. Non si può gestire la sceneggiatura, si può solo impostare il fotogramma del fine. Di nuovo ritorniamo alla domanda sacramentale: perché niente va come voglio io? La risposta vi è già nota e consiste nel fatto che non sapete in quale posizione vi trovate. Quanto meno non lo sapevate fino ad ora, Ora, ma è possibile fare in modo che le cose vadano come volete voi? La risposta è affermativa, peccato che voi facciate tutto in modo sbagliato. Immaginate di esservi svegliati in un film. Cosa siete in grado di cambiare lì dentro? Il film gira indipendentemente da voi. È impossibile influenzare eventi e persone. Tutto è già stato predeterminato. Tuttavia questo è proprio quello che tentate impetuosamente di fare. L'impeto si presenta nel momento in cui avete un barlume di consapevolezza e capite che niente sta andando come desiderate, ma qui il barlume svanisce in forza del fatto che voi, pur essendo personaggi non lucidi, comunque possedete una consapevolezza di voi stessi, siete mossi dalla forte tentazione di controllare il corso degli eventi e le persone direttamente. Per questo cercate di influenzarle e far loro pressione nell'ambito del fotogramma in corso. Del resto finite presto col convincervi che ciò è impossibile e allora la domanda in che modo inizia a tormentarvi. Ma anche questo non vi è dato sapere perché non avete letto la sceneggiatura. Dunque, se la sceneggiatura è sconosciuta e non potete gestire né essa né le persone, allora cosa bisogna fare? Prima, 1° muovere il fotogramma imminente, 2° muovere se stessi, 3° muoversi. Questo è quanto avete a vostra disposizione. Il primo punto vi è già noto: impostare il fotogramma del fine. Vi siete chiesti perché ripeto questo pensiero così Lo dici spesso? Perché siete a tal punto saldamente trincerati nel vostro guscio di chiocciole, nel vostro modello secondo cui la realtà prossima avventura non si può impostare mentre invece si può combattere con la realtà in corso, che io devo continuamente ripetermi. Dunque tutto è esattamente l'opposto. Quando impostate la realtà ottenete un film in cui la sceneggiatura funziona a vostro beneficio, a patto, ovviamente, che voi non interferiate e piuttosto ne traiate vantaggio. Del terzo punto parleremo più avanti e affrontiamo ora il secondo. Cosa significa muovere se stessi? Immaginate di essere al cinema. Il film gira, cambiarlo non potete, ma niente vi impedisce di cambiare voi stessi. Non credete a coloro che cercano di convincervi a rimanere voi stessi, ovvero, in una certa misura sì, è vero, nel senso che non dovete perdere il vostro centro, la vostra identità, la vostra unicità. Ma ciò significa dunque che si debba restare chiocciole per tutta la vita? È questo quello che volete? Bisogna cambiare se stessi senza tradire se stessi. Capirete cosa intendo. Perfezionare se stessi non significa tradire essi stessi. Siete stati originariamente creati da Madre Natura come perfezione fatta persona, nonostante i difetti e le carenze che ognuno ha, ma il dove non c'è sviluppo c'è degrado. Questa è la legge. Dovreste sapere che dovete lavorare su voi stessi, sviluppare voi stessi sul piano fisico umano e spirituale se non volete trasformarvi in lumache brutte e rugose. Dal vostro perfezionamento dipende molto. In ognuno di voi è racchiusa la scintilla del Creatore e dunque accendetela. Non la scintilla del signore padrone, ma quella del Creatore. Comandare è un'altra delle tentazioni ma adesso non si deve cedere. Create la vostra realtà e voi stessi come perfezione. Il Creatore Supremo non viola questa regola. Egli non vi comanda, tanto a che servirebbe? Voi non ubbidireste lo stesso. Egli crea e anche voi ne siete capaci. Come e perché occuparsi di autosviluppo fisico lo sapete benissimo anche senza di di me. A chi possono servire delle lumache bavose e rugose, eh? Cosa potrebbero fare? Solo aggrottare la fronte e lamentarsi del destino. Suona duro e sgradevole, ma questa è la realtà, una verità da cui non ci si può nascondere ritraendosi nel guscio. Sul piano spirituale bisogna diventare lucciole in un regno di tenebre, Tenebre. Ho già spiegato come dovete fare: illuminare la propria attenzione, cioè monitorarla per tempo, vedere se stessi e vedere la realtà. Già solo facendo così inizierete a brillare e in aggiunta poi comincerete ad irradiare. Che cosa esattamente? Ah beh, ovviamente ciò che attrae anche irradiare gioia, amore e festa. Sarà così che le chiocciole dell'intero circondario finiranno per strisciare verso di voi allungando le loro antennine. Anche senza cambiare pellicola sarete in grado di conquistare la simpatia generale. Il film gira, è sempre lo stesso, ma voi in esso siete dei delle mega star. E per far ciò basta veramente poco, un non nulla: imparare a monitorare la propria attenzione e convogliarla nella giusta direzione. Accendere dentro di sé la scintilla del creatore è un'occupazione molto piacevole e un fine virtuoso, non è vero? Aggiungo ancora un paio di sfumature. 1. Dovrete non solo impostare la realtà, ma anche fare ciò che vi è richiesto dalla sceneggiatura. Prima impostare e poi, dopo essere saltati su una nuova pellicola, intraprendere prendere tutto il necessario, andare, dire, fare. Tutto ciò nel contesto del fotogramma in corso. Non avrete mica pensato che ve la potevate cavare con semplici rappresentazioni mentali stando stesi sul divano, eh? 2. Non solo trarre beneficio per sé, ma consentire alle altre chiocciole di fare lo stesso. Beneficio per sé e per gli altri è un motto che deve entrare nel vostro credo, diversamente ricomincerà di nuovo lo stesso assurdo tira e molla con la vostra tendenza a controllare gli eventi e le persone. È proprio così, miei cari, proprio così. I comandi della forza. Su, forza, venite qui da me, chioccioline mie. Voglio farvi felici. Sapete qual è il piano principale della sceneggiatura dopo i vostri vent'anni? Il vostro degrado. Siete felici? Perché no? Ma non disperate, voi avete una speranza, Chiaese: Voi avete me! Non siete in grado di cambiare una data pellicola in corso anche se vi siete risvegliati in essa, ma impostando la realtà ne otterrete un'altra con una sceneggiatura che va a vostro favore. Se non c'è sviluppo ci sarà degrado. Siete stati originariamente creati come perfezione fatta persona. In ognuno di voi è racchiusa la scintilla del Creatore. Occupandovi di autosviluppo, accendete in voi la scintilla del Creatore. Avete una scelta: o permettere alla sceneggiatura di muovere voi, o prendervi voi stessi in mano per muovere voi stessi e con ciò stesso ritardare in modo significativo l'esecuzione del piano. Ora, prima di iniziare a spiegare cosa significa muoversi, devo tornare alla questione della vostra tendenza a gestire la sceneggiatura, perché si tratta di un problema importante e anche perché è una vostra paranoia, miei fastidiosi amichetti. Mi tocca ogni volta spiegarvi cosa fare, non si può e cos'è quello che non è consentito fare. Avanti, aguzzate bene le vostre antennine e ascoltatemi attentamente. Voi volete costantemente ottenere qualcosa dalla persona o dagli eventi Cercate sempre di costringere o di esercitare pressioni sugli altri per far andare tutto come volete voi e peraltro, allo stesso tempo, vi tormentate con la domanda: "In che modo realizzare tutto ciò?". Facciamo un esempio: come vi comportate quando volete fare colpo su un individuo del opposto per indurlo ad accettare un appuntamento con voi? Architettate un corteggiamento simile alla danza nuziale della ghiandaia. E il risultato? Ricevete in cambio un clamoroso "ben servito". Ma perché? Essendo dotati di autoconsapevolezza, Clarissa, vi ponete la domanda: "In che modo?" e costruite un'intera strategia di seduzione sulla base delle vostre idee. Certo, nel momento in cui vi ponete questa domanda in voi si risveglia l'autocoscienza ed essa stessa vi disturba perché voi tenete in testa non il fine ma le vostre idee folli su come realizzarlo. Lo scenario che voi avete ideato cade in contraddizione con quello reale, ma voi insistete sul vostro e alla fine rovinate tutto. La ghiandaia, a differenza di voi, agisce in modo completamente inconscio, sottomettendosi completamente alla sceneggiatura cura come a un istinto. La ghiandaia ha più chance di voi perché nella sua testa c'è solo il fine e sono assolutamente assenti speculazioni personali sul tema: "In che modo?". Non avete mai provato a fare come la ghiandaia, vero? Allora provateci! Andate semplicemente dall'oggetto dei vostri desideri e senza pensare a niente, dite e fate quello che vi viene in mente. Se in testa avrete solo il fine, lo scenario da solo vi condurrà ad esso. L'unica differenza tra una ghiandaia e voi è che il vostro comportamento dovrebbe includere un'osservazione consapevole di voi stessi. Dovete sempre monitorare voi stessi e la vostra attenzione, in modo che non si perda ad inventare qualche altro piano e invece segua la spinta appena percettibile della sceneggiatura come se fossero i comandi della forza. È una cosa difficile ma allo stesso tempo facile a farsi. È difficile da una parte perché si tratta di una qualcosa di insolito e sconosciuto, Rifiutare le proprie motivazioni e conformarsi alla forza esterna. Ma dall'altra parte è facile perché sentirete voi stessi questi comandi della forza se in modo consapevole e intenzionale permetterete ad essa di guidarvi. Adesso vi rendete conto di cosa vi sto dicendo? Stai capendo? Continuo a parlare della stessa cosa, del principio del camminare dal vivo in un film. Si tratta di principi paradossali e lo sono perché sono contrari al vostro modo di pensare e alla vostra abitudine. Voi, anche in uno stato inconscio, ponete resistenza alla sceneggiatura e quando vi risvegliate ancora di più non vedete l'ora di agire secondo la vostra volontà. E invece bisogna agire e pensare al contrario: non opporre resistenza istintivamente e inconsciamente, ma obbedire deliberatamente e consapevolmente. Provate ad immaginare di essere un manichino, di avere un volto cereo, uno sguardo cereo, Ecco, e di muovervi come se foste un giocattolo a carica inanimato. Ecco però che all'improvviso entrate in uno stato di consapevolezza, i vostri occhi si illuminano e— e questa è l'unica cosa che dovrebbe distinguervi. Ovviamente risplenderete di una luce speciale interiore suscitando nei dormienti gli eventi che stanno intorno un'inconscia simpatia verso la vostra persona. Per il resto non dovrete distinguervi ma seguire, come tutti gli altri, il flusso del film. Dunque risvegliandovi dovete continuare a muovervi meccanicamente in mezzo alla folla degli altri manichini, a fare quello che fanno tutti senza però tradire la vostra presenza, ma poi, mentre fate finta di essere addormentati, dovrete cambiare furtivamente la pellicola. Non vi siete dimenticati di come si chiama tutto questo? Si chiama simulazione dell'azione scenica, permettendo consapevolmente alla sceneggiatura chieda di guidarvi, in realtà vi guidate da soli sfruttando la forza e la saggezza della sceneggiatura e allora tutto andrà liscio e per il verso giusto. Se invece non lo permettete finirete per rovinare tutto. Le cose non vanno così come volete perché non lo permettete voi. Qualcuno potrebbe obiettare: ma perché mai dovrei fidarmi e contare parlare sulla forza e la saggezza di una sceneggiatura che non si sa dove conduca e non si sa nemmeno se è dotata di forza e saggezza? Tanto più che non si capisce nemmeno se essa abbia interesse a che sia tutto come voglio io? Ovviamente la sceneggiatura non ha un interesse in quanto tale, ma in un certo senso essa vi obbedirà se voi le obbedirete. Del perché lo farà e perché bisogna contare su di essa parleremo un po' più tardi. Nel frattempo risponderemo ad una semplice domanda: è possibile in linea di principio opporre resistenza alla sceneggiatura? E ne vale la pena? Supponiamo che l'oggetto dei vostri desideri abbia accettato il vostro appuntamento. Cosa fate voi di solito preparandovi ad un incontro? Costruite il vostro piano e le vostre aspettative. Dagli eventi volete che tutto vada secondo il vostro piano e dell'oggetto dei vostri desideri vi aspettate che si comporti a vostro gradimento. Però nella realtà delle cose tutto spesso va in modo diverso e ciò genera il vostro malcontento, oltre a reazioni e conseguenze negative. Ma giudicate voi stessi: perché gli eventi dovrebbero svilupparsi come pianificato da voi e le persone dovrebbero comportarsi secondo le vostre aspettative? È come guardare un film film o una serie televisiva e pretendere che la trama si sviluppi in conformità a uno scenario che voi avete in mente e che i personaggi agiscano in accordo con le vostre aspettative. Potete ottenere una cosa del genere? Ovviamente no! La stessa cosa succede nel film che voi considerate la vostra vita. Seguire. Ehi, forza! Su col morale! Sapete già molte cose, miei cari, anche se non abbastanza per camminare liberamente in un film. Avanti, ripetiamo, ripetiamo! La domanda "in che modo?" vi allontana dalla finalità e dal fine stesso. Il desiderio che tutto sia come voglio io rovina tutto e anch'esso vi allontana dal fine. La resistenza alla sceneggiatura vi causa una massa di problemi. Se tenete in mente solo il finale, la sceneggiatura stessa vi condurrà ad esso. Non bisogna opporre resistenza, ma sorvegliare se stessi e seguire il flusso della pellicola. Bisogna imparare a sentire i comandi della forza e a seguire i comandi della forza. Se non è possibile gestire eventi e persone nel film in corso, cosa si dovrebbe fare? Lasciar andare sia gli uni che le altre, permettere alla pellicola di girare come gira e alla gente di vivere come vive. E che vi serve la pellicola in corso se siete in grado di cambiarla? E perché mai avete deciso di avere il diritto di influenzare le altre persone? Lasciate andare tutti, loro vi lasceranno andare e poi verranno da voi e faranno tutto quello che vorrete. Ma di questo più avanti parleremo. Ricordo ancora una volta: in mente dovete tenere non il corso degli eventi o il comportamento, gli atti, delle persone, ma il risultato finale, il fotogramma del fine. Non si può ed è impossibile opporre resistenza alla sceneggiatura anche permanendo in uno stato di presenza. Tutti i cambiamenti nella realtà che si verificano in base alla vostra volontà sono il risultato del passaggio ad un'altra pellicola. Nella pellicola in corso non potete fare nulla con la sceneggiatura. Qualcuno obietterà: io invece mi sono svegliato e consciamente e deliberatamente ho deciso di emanciparmi dalla sceneggiatura per fare qualcosa di straordinario, per esempio dare una bella botta in testa a qualcuno, così, senza motivo. Magari me le prenderò anch'io di rimando, però intanto ho violato la sceneggiatura trovandomi in uno stato di presenza. Innanzitutto non potete affermare con cognizione di causa che questa vostra bravata non facesse parte della sceneggiatura. E in secondo luogo, bene, orchestrate pure le bravate che volete, ma che senso hanno? Noi qui stiamo parlando di risolvere i vostri problemi in merito al raggiungimento di fini difficili da raggiungere, al perché i vostri sogni non si avverano. Le bravate con la realtà non porteranno a niente di utile. Con la realtà è meglio non scherzare, è meglio trattarla con competenza. Ecco come stanno le cose. Tutto il resto sono bazzecole, nonché insignificanti eccezioni alle regole che, naturalmente, sono presenti e che voi, durante i vostri esperimenti, avrete modo di notare. Ma si tratta di regole che non meritano attenzione, attenzione. È meglio concentrarsi sulle cose più importanti, sulle cose che hanno fondamentale importanza. Perciò è ora di passare al sodo. Il significato e il principio del camminare in un film non sta nell'atto di svegliarsi e cominciare a far bravate arbitrarie, ma al contrario nell'obbedire consapevolmente consapevolmente. Impostare la realtà e cambiare la pellicola, ecco in cosa consiste il vostro arbitrio. Per tutto il resto, svegliarsi, osservare e seguire. Svegliarsi al fine di fare consapevolmente 3 cose: 1. Rinunciare alla gestione della sceneggiatura, 2. Cominciare a seguire la sceneggiatura. 3. Impostare il fotogramma del fine. Osservare al fine di: 1. Sorvegliare la propria attenzione. 2. Sorvegliare e trarre beneficio. 3. Sorvegliare e illuminare il fotogramma imminente. Seguire al fine di sfruttare la forza e la saggezza della sceneggiatura. La sceneggiatura come un fiume si muove sempre lungo un percorso ottimale. Il vostro primo compito sarà quello di indicare ad essa la destinazione, il fine. Voi non siete in grado di calcolare come raggiungere questo obiettivo. Troppe sono le varianti, le sfumature, le persone, le circostanze, gli eventi elementi in gioco e tutti questi elementi sono incognite di una stessa equazione. La scienza di Artura risolverà questo problema con facilità. Pertanto il vostro secondo compito è quello di seguirla. Per seguire non s'intende qui ciò di cui abbiamo parlato discutendo dei principi del beneficio e del permesso. Seguire è la capacità di sentire i comandi della forza ed obbedire ad essi. E non sempre è richiesto sentire. Spesso è semplicemente sufficiente osservare coscientemente come si sviluppano gli eventi e semplicemente accettarli, agire in conformità di essi e non opporre resistenza. Per sentire dove vi spinge la sceneggiatura è sufficiente entrare in uno stato di presenza, vedere se stessi e vedere la realtà. Se la realtà non dà una risposta chiara, non mostra dove andare, come proseguire, allora bisognerà ascoltare con attenzione se stessi, le proprie sensazioni. In uno stato di presenza lo potete fare con facilità, Difficile è solo sorvegliarsi in tempo per svegliarsi. Qui vi saranno d'aiuto tutti i tipi di attivatori che abbiamo coinvolto negli algoritmi per vigilare sull'attenzione, illuminare il fotogramma e trarre beneficio dagli eventi. Gli attivatori devono essere usati tutti e costantemente per farli entrare nelle vostre abitudini. Abitudini. Solo in questo modo si potrà imparare a svegliarsi per tempo. Se non ci si farà una tale abitudine, non succederà nulla. L'importante è sapersi svegliare per tempo. In aggiunta a quelli soprelencati, vi segnalo gli attivatori del controllo. La vostra abitudine più dannosa è l'aspirazione a controllare tutto: la sceneggiatura, gli eventi e le persone. 1. Voglio qualcosa dalle persone o dagli eventi. 2. Voglio che tutto vada secondo il mio piano. 3. Qualcosa non sta andando nel modo in cui voglio. L'abitudine di controllare deve essere sostituita da una nuova abitudine: Lasciare andare e seguire. Ed ecco l'algoritmo per seguire: 1. Cogliere se stessi in una situazione dominata da un attivatore del controllo. 2. Svegliarsi. Vedo me stesso e vedo la realtà. 3. 3. Porsi la domanda, provare a sentire: cosa dice il primo comando? 4. Se viene trovata la risposta, seguire il comando. 5. Se non c'è risposta, impostare il fotogramma del fine e cercare nuovamente di seguire. La forza esterna. Bene, miei calmi e rassegnati amici, avete capito che camminare dal vivo non è una baccanale del tipo "faccio quello che mi pare e mi piace", ma è al contrario una passeggiata mansueta all'insegna del piano, mi comporto in modo tranquillo, Tranquillo, senza dar segno della mia presenza, osservo e seguo. E forse avrete anche capito che in realtà tutto ciò è una totale finzione, è un'assoluta simulazione. Ripetiamo i principi: svegliarsi, osservare, seguire. Impostare il fotogramma del e seguire la sceneggiatura. Seguire per sfruttare la forza e la saggezza della sceneggiatura. Ricorrere costantemente agli Attivatori per farli diventare un'abitudine. Sostituire l'abitudine di controllare con quella di lasciar andare è seguire. Il seguire è la capacità di sentire i comandi della forza e obbedire ad essi. Non bisogna tuttavia confondere il comando della forza con il desiderio di assecondare le proprie debolezze e cattive inclinazioni, miei dolci amici. Seguendo il primo impulso, comando, com'è ancora viene chiamato l'intuizione, il presentimento, farete il passo giusto. Se invece non obbedite al comando, commetterete un errore. Essere disobbedienti non equivale ad essere liberi. Voi infatti disobbedite alla sceneggiatura solo per un istante, il tempo di commettere un errore, errore ed in seguito essa comunque vi reincluderà nel suo giro, ma già con un programma peggiore che tiene conto del vostro errore. Il motivo della vostra disobbedienza in questo caso è la vostra autoconsapevolezza o piuttosto la vostra alta considerazione di voi stessi. Essa in questo caso vi serve a vostro detrimento perché non è usata per lo scopo previsto e invece di spingervi a compiere azioni giuste vi guida verso quelle sbagliate. La vostra alta considerazione di voi stessi non sa dov'essa si trovi e in quale posizione. Io peraltro vi dico dettagliatamente che siete in un film nella posizione di personaggi e inoltre vi spingo come bisogna bisogna comportarsi correttamente per uscire da questa situazione. Nelle lezioni precedenti abbiamo parlato del fatto che la sceneggiatura è un programma che coinvolge tutto il vostro comportamento e le vostre azioni in una data pellicola. Ma proprio tutto e tutte? Ci sono due eccezioni: l'utile e la dannosa. L'eccezione dannosa l'ho già menzionata, si tratta della disobbedienza alla sceneggiatura. L'eccezione utile sorge nel momento in cui vi risvegliate e impostate consapevolmente la realtà. Questa è l'unica cosa che non rientra nella sceneggiatura. La sceneggiatura non prevede l'eccezione in base alla quale voi Voi potete cambiare la pellicola e in questo modo ritrovarvi in possesso di un'altra sceneggiatura. Vedete in che modo interessante è strutturato il mondo? La sceneggiatura non sa della vostra capacità di cambiare la pellicola. Il Creatore vi ha donato questo privilegio. Nessun'altra creatura vivente, tranne l'essere umano, gode di un privilegio del genere. Voi stessi siete delle eccezioni alle regole generali, ma purtroppo non sfruttate la vostra posizione. Persino la sceneggiatura, come ho già detto, può diventarvi obbediente. In che senso? Quando impostate la realtà, la sceneggiatura in corso vi lascia andare e lascia il posto ad un'altra sulla stessa pellicola in cui vi spostate al momento dell'illuminazione del fotogramma del fine. Come sapete, avete due centri di intenzione, uno interno e l'altro esterno. Il centro interno si trova nella fronte, quello esterno è posto sulla punta della vostra treccina. L'intenzione interna risponde della vostra normale funzionalità del fotogramma in corso. Dell'intenzione esterna per ora abbiamo parlato solo di sfuggita, quando si trattava del principio di fare come se non c'entraste nulla. Ricordo ancora una volta: voi camminate dal vivo nel film quando siete presenti con l'attenzione e muovete con l'intenzione. Muovete il fotogramma ma non con la vostra intenzione interna, frontale e limitata, sibbene con quella esterna. L'intenzione esterna è così chiamata perché non è vostra, non vi appartiene e non vi obbedisce. E allora come muoverla e, in generale, cos'è mai essa? Si potrebbe supporre che la sceneggiatura sia proprio questa stessa intenzione esterna, tuttavia non è del tutto vero. C'è qualcosa che sta sopra la sceneggiatura. L'intenzione esterna è una certa forza, il motore della realtà. La sua componente attiva gira le pellicole così come sono state predestinate a girare. Di chi e perché sono state predestinate è una domanda vasta e complessa di cui non ci occuperemo. Per noi è più importante capire cosa possiamo fare con questo concetto di predestinazione. Non si può influire o in qualche modo agire direttamente sulla Forza, ma la si può usare in modo indiretto. Avete in voi un punto di accesso alla Forza, il vostro centro esterno, la treccina. Se non siete lucidi, la Forza vi prende per la treccina, vi guida per le sceneggiature come una marionetta. Ma quando voi risvegliandovi entrate in uno stato di in presenza e prendete la treccina nelle vostre mani, nella forza compare la sua componente reattiva, la metaforza. Proprio essa mette in moto l'altra pellicola in accordo con il fotogramma che voi avete impostato. L'algoritmo per gestire la treccina l'abbiamo già studiato, ma ripetiamolo ancora una volta: 1. Risvegliarsi ed entrare nel punto di consapevolezza, presenza. 2. Attivare la treccina, prestare ad essa attenzione, sentirla. 3. Senza distogliere l'attenzione dalla treccina, impostare il fotogramma del fine. Non appena sarete entrati in uno stato di presenza, la vostra attenzione comincerà ad appartenere a voi. Non appena avrete attivato la treccina, anche il filo della marionetta si troverà nelle vostre mani. Dunque voi, senza mollare il filo, dovrete rivolgere portare la vostra attenzione allo schermo interno e disegnare lì una scena del futuro, impostare il fotogramma del fine. L'attenzione si trova contemporaneamente sullo schermo interno e sulla treccina. L'attenzione sente il contatto con la treccina mentre sullo schermo visivamente e/o in parole, pensieri, ieri, disegna. Non disegna dal centro interno, ma da quello esterno che è come se fosse vostro anche se non lo è. Così facendo voi non applicate una forza chiara e tangibile, ma una meta-forza immaginaria e intangibile che agisce da qualche parte alle alle vostre spalle e indipendentemente da voi. Voi non c'entrate nulla, non fate nulla direttamente, ma solo indirettamente favorite il processo e osservate come tutto si fa da solo. Non forzate, non permettete che tutto si faccia da solo. Ebbene, cercate dunque di cogliere e ricordare la sensazione che si genera alle vostre spalle e indipendentemente da voi, perché essa è il vostro contatto con la forza. Se imparerete a padroneggiare questa sensazione, la forza rimarrà con voi. L'Uomo di Carta. Bene, continuiamo a studiare. Cosa? Ehi voi, non vi sarete mica addormentati? Non vi sarete forse dimenticati di cosa stiamo parlando? Cosa stiamo studiando? La tecnica del camminare dal vivo! Oh su via, non siate preoccupati, miei teneri amici, non è poi così difficile, richiede solo una pratica costante e sistematica. Se non l'avete ancora provata ma vi siete limitati a a leggere o ad ascoltare o a fissarmi negli occhi, provatela, vedrete che vi riuscirà facilmente. Il fotogramma non è mosso dall'intenzione interna ma da quella esterna. L'intenzione esterna è una certa forza, il motore della realtà. La metaforza è la componente reattiva della forza. La treccina è il vostro centro esterno, il punto di accesso alla forza. La forza viene usata indirettamente come metaforza per il tramite della treccina. La metaforza viene messa in moto quando attivate la treccina e impostate la Dunque camminate dal vivo in un film quando siete presenti con l'attenzione e muovete con l'intenzione. In caso contrario non siete del tutto viventi e non camminate affatto ma eseguite solo il ruolo che vi è stato assegnato. In quale altro modo potrei offendervi? Ah, ecco! Ecco, quando siete assenti con l'attenzione voi non siete voi, anzi voi non siete proprio, siete solo personaggi, come l'illustrazione di un libro. Potete ritagliare degli omini di carta ed inserirli tra le pagine di un libro. Ecco, questi sareste voi. Cosa possono fare un uomo di carta o una chiocciola di carta? Che è poi la stessa cosa? Starsene fermi, imprigionati nel libro e basta. L'unica cosa che vi distingue da un personaggio vero e proprio sono i rari barlumi di autocoscienza quando vi indignate e vi chiedete: "Perché niente è come voglio io?". Ma in ciò si esaurisce la differenza tra di voi Le cose non vanno come vorreste perché agite sempre di petto, frontalmente, con la vostra intenzione limitata. Volete essere amati, rispettati, aiutati, beneficiati e lo pretendete direttamente, come fanno i bambini: "Ah, mamì, rispettami, aiutami, dammi!" Dall'esterno la scena appare in questo modo: voi in piedi di fronte a uno specchio, tenendo le mani dite "dammi" cercando di attirare l'immagine riflessa verso di voi, ma l'immagine riflessa in risposta fa esattamente lo stesso: non dà ma toglie. Nella realtà in realtà come in uno specchio ottenete sempre l'immagine riflessa dei vostri atteggiamenti mentali e delle vostre azioni. Il riscontro è tale quale è il messaggio. Voi forse non ricordate, è vero infatti che non ricordate, ma io avevo già detto che pur trovandovi in uno stato di non lucidità voi comunque in qualche modo impostate la realtà. Non così efficacemente come quando agite nell'intenzione e nella consapevolezza, con la treccina, pur tuttavia qualcosa impostate. Specialmente quando esprimete il rifiuto e non accettazione con tutto il vostro cuore. In questi casi la realtà, di norma, reagisce in modo in modo speculare e voi alla fine ottenete quello che avevate inviato. Ma la realtà è uno specchio non semplice, è uno specchio paradossale e lo è per il fatto che voi guardandovi in esso non vedete voi stessi dall'esterno, perché l'immagine riflessa è la realtà che vi circonda, il fotogramma in corso e voi con la vostra attenzione siete completamente immersi in questa immagine riflessa e ciò significa che il vostro "io" è letteralmente incollato nel film come un personaggio o come l'illustrazione di un libro. Essendo voi personaggi all'interno di un film non siete in grado di cambiarlo in muoverlo, non potete neanche muovervi da soli perché il vostro "io" lì si dissolve e non esiste più. Ottenete l'abilità di muovervi e muovere solo quando distogliete l'attenzione dal film o dallo specchio che poi è la stessa cosa. Il vostro corpo rimane lì all'interno nel riflesso mentre l'attenzione risulta essere qui, all'esterno, dal lato dell'immagine. E così voi vedete voi stessi in piedi di fronte ad uno specchio e vedete la realtà come il riflesso di tutti i vostri pensieri, di tutte le vostre azioni. Solo vedendo voi stessi qui di fronte allo specchio avete l'opportunità di muovervi in modo tale da ottenere nell'immagine riflessa tutto come voglio io. Io. Come forse non avete indovinato, è vero infatti che non avete indovinato, qui si parla di nuovo e ancora una volta del discorso della vostra presenza. Voi siete la vostra attenzione, voi siete o un individuo vivente e quindi siete, o un personaggio di carta e quindi non siete. Siete presenti al cinema quando vi trovate con l'attenzione nella sala cinematografica dove vedete voi stessi e la realtà. Dove c'è uno schermo, in sostanza, c'è uno specchio. La differenza tra lo schermo e lo specchio della realtà e i normali specchi e schermi sta nel fatto che l'immagine e il riflesso della realtà sono sono combinati. Osservate intorno a voi una singola immagine, non suddivisa in due da una superficie, ma la sostanza comunque non cambia. La realtà che vi circonda è formata dall'immagine dei vostri pensieri e delle vostre azioni. Se mentre state di fronte ad uno specchio schermo vi muovete consapevolmente, otterrete un riflesso corrispondente. Di fatto girate il vostro film, la vostra realtà. La prima cosa da fare per girare il proprio film è svegliarsi ed entrare in uno stato di presenza. Immaginate di aver preso vita in un film. Non guardate il film come al solito, ma vivete al suo interno, provate a sentire dentro di voi questa sensazione. Aprite gli occhi e guardate in modo nuovo tutto ciò che vi circonda. Rinfrescate il vostro sguardo, vedete che i colori sono diventati più intensi ed ora provate a sentirvi non il personaggio di un film ma un ospite estraneo. Siete entrati nel film come un insider, un clandestino, nessuno ne sa niente, lo sapete solo voi. Con il corpo siete all'interno del film e con l'attenzione ne siete all'esterno. Provate a sentire la vostra singolarità, la vostra separatezza, la vostra presenza. La seconda cosa da fare è la seguente: Prima di chiedere, volere, aspettarvi qualcosa dalle persone e dalla realtà dovete immaginare di trovarvi di fronte ad uno specchio e chiedere: cosa bisogna fare affinché il riflesso mi si muova incontro? Ovviamente fare per primi il primo passo. Invece della solita abitudine di tirare a proprio vantaggio la coperta e ripetere stupidamente "dai dai dai" vi dovete svegliare e rendervi conto che lo specchio della realtà ripete solo i vostri movimenti. Ne consegue che se volete tenere una cosa qualsiasi dovete prima dare qualcosa dello stesso genere. Non importa nemmeno cosa, sostituite semplicemente il vostro "dai" con il contrario Prendi! E allora nell'immagine riflessa, come per magia, otterrete tutto ciò che volevate. Il riscontro è tale qual è il messaggio. L'impostazione dell'immagine. Come sempre, miei carucci, ripassiamo diligentemente ciò che abbiamo studiato finora. La realtà, come uno specchio, riflette tutti i vostri pensieri e le vostre azioni. Se i vostri pensieri e le vostre azioni sono: "Amami, aiutami, dammi", nel riflesso otterrete letteralmente lo stesso: "Dammi, dammi, dammi". Agendo mossi dall'intenzione frontale e limitata, non vi vedete dall'esterno, Per vedersi dall'esterno bisogna entrare in uno stato di presenza. Rinfrescate il vostro sguardo, cercate di sentire fino in fondo dentro di voi la vostra singolarità, la vostra separatezza nel film. Sostituite categoricamente tutti i vostri "dama" Dami in prendi. Alla luce di quanto sopra consegue che bisogna conformare tutte le proprie azioni con la proprietà speculare della realtà, prima di volere qualcosa e chiederlo agli altri bisogna entrare in uno stato di presenza e chiedersi: cosa si dovrebbe fare per far sì che il riflesso mi si muova in ovviamente fare il primo passo. Che passo dovreste fare nel vostro caso? Le chiocciole stupide conformano le loro azioni solo quando stanno di fronte ad uno specchio normale dove si vedono riflesse. Ma voi ora, miei tesorucci, siete diventati così intelligenti, o almeno ora diventerete Sarete così scaltri che capirete bene: bisogna allineare i pensieri e le azioni tenendo conto dello specchio persino se esso non è chiaramente visibile. Facciamo un esempio: supponiamo che abbiate bisogno di amore e simpatia. Immaginate di stare di fronte a uno specchio e di dovervi muovere in modo da ottenere nel spesso quello che vi serve. Come vi dovreste muovere correttamente? Non esigendo amore, ma irradiando amore e amando. Non pretendendo simpatia, ma irradiando fascino e provando simpatia. Potete provare questo principio su voi stessi. Chissà. Chi vi è più simpatico? Chi vi vuole bene o chi esige il vostro amore? Chi vi dà disinteressatamente qualcosa o chi chiede insistentemente? Chi si interessa di voi sinceramente o chi pretende attenzione per sé? Utilizza la tabella che segue per impostare l'immagine desiderata. Voi volete, impostate l'immagine, ottenete nel riflesso una comunicazione e un piacere. Ascoltate con interesse, piacevole comunicare con voi. Essere interessati, manifestare interesse, destate interesse. Ottenere aiuto, aiutate, vi aiutano; ottenere comprensione, cercate di comprendere, vi comprendono; ottenere empatia, provate empatia, vi ricambiano; ottenere approvazione, approvate, vi approvano. Ottenere rispetto: rispettate, vi rispettano. Ottenere gratitudine: ringraziate, vi ringraziano. Piacere a chi vi sta intorno: manifestate simpatia, voi piacete. Ottenere ammirazione: ammirate, vi ammirano. Essere amati, amate, vi amano. Allineate semplicemente tutti i vostri pensieri e le vostre azioni con il segno +. Tutti i vostri "dammi" hanno un segno - e non funzionano, o meglio, funzionano al contrario. Allo stesso modo, in questo modo tutti i vostri pensieri e le vostre azioni negative vi ritornano indietro come boomerang. Se non volete, non fate, affrontare situazioni di aggressività non dimostrate aggressività, subire una critica non criticate, essere giudicati non giudicate, subire un danno, non recate danno, aver paura, non minacciate nessuno, essere una persona sgradevole, non procurate situazioni sgradevoli. Non vorrete mica che vi caschi in testa una pioggia di boomerang provenienti da non si sa dove? Bene, e allora non lanciateli contro lo specchio. Lo specchio non sempre restituisce tutto esattamente. I rapporti causa-effetto dei guai spesso non si possono chiaramente tracciare nel loro percorso di sviluppo. L'unica cosa che funziona inevitabilmente è il ritorno del boomerang. Prima o poi a voi in una forma o in un'altra. Hai fatto del male a qualcuno? Aspettati di prendertelo indietro tutto e in varianti diversi. Hai fatto bene al prossimo? Ne verrai ricompensato. Ed ora ecco l'algoritmo specifico dell'immagine: non appena vi accorgete di volere qualcosa dalla risvegliatevi e mettetevi di fronte allo specchio. Cosa bisogna fare perché il riflesso si muova incontro? Dare agli altri quello che vorreste ricevere voi. 1. Cogliervi nel momento di pensare: voglio ottenere qualcosa da qualcuno. 2. Entrare in uno stato di presenza: Voler non ha senso, bisogna dare. 3. Porsi la domanda: cosa posso dare di simile? 4. Se si trova qualcosa di simile da dare, dare subito e dare d'ora in avanti. 5. Se non si trova qualcosa di simile, dare qualsiasi altra cosa. Non sempre è possibile o opportuno dare esattamente ciò che si desidera ricevere, o almeno qualcosa di simile. Si può dare qualsiasi cosa di cui una persona può avere bisogno o che sarà felice di ricevere, dal semplice complimento ad un regalo concreto. Determinare ciò di cui la persona potrebbe avere bisogno Il sogno è semplice, per questo basta solo dimostrare sincero interessamento ad essa e in seguito tutto andrà liscio, con il segno più. Il principio generale per impostare l'immagine è il seguente: non avanzate pretese verso il mondo, ma amore. In realtà tutto ciò di cui avete bisogno è amore, ma voi fraintendete queste parole. Volete che tutti vi amino. Pensate che prima dovete essere amati voi e poi voi amerete il mondo. Invece bisogna fare esattamente il contrario. Quando voi amate e irradiate amore senza senza pretendere nulla in cambio, solo dopo e solo allora l'amore verrà da voi. Allo stesso tempo c'è un tipo di persone che sfrutterà volontariamente il vostro amore senza darvi nulla in cambio. Da questi individui bisogna tenersi ben lontani, non avete bisogno di loro, piuttosto Fatevi vicini a me, miei meravigliosi amici. Sono Tafti, la vostra sacerdotessa. Comunicare con lo specchio. Ed eccoci finalmente, miei cari e belli. Ora sapete come muovervi. Non aspettare, non chiedere e non esigere, ma muovere la propria immagine in modo tale da ottenere alla fine quello che volete, come se stesse di fronte ad uno specchio. Le azioni devono essere conformate alla proprietà speculare della realtà. Cosa bisogna fare perché il riflesso vi muova incontro? Dare agli altri quello che avreste voluto ottenere voi. Tutti i vostri "dammi" hanno un segno meno e funzionano al contrario: non otterrete I pensieri negativi e le azioni negative vi ritorneranno indietro come boomerang. Allineate tutti i vostri pensieri e le vostre azioni con il segno +. Ebbene, cosa potete fare nel fotogramma in corso oltre ad impostare la realtà futura? Muovere voi stessi e muovere per vi. Se siete impegnati in un programma di sviluppo personale ed in più conoscete la tecnica di impostazione dell'immagine, non avrete uguali tra le altre chiocciole, sarete uniche nel vostro genere. I miserabili tentativi di spostare il fotogramma stesso in corso, cioè di influenzare direttamente il corso degli eventi, non porteranno a nulla nulla di positivo o sortiranno un effetto opposto. Puntare a far pressione ed influenzare le persone darebbe gli stessi risultati. Sono personaggi, sono guidati da un copione, come del resto voi stessi. Giudicate da soli secondo la vostra esperienza, forse che è possibile influenzarvi in qualche modo? Anche se vi ficcano un palo in La testa. Se non volete una cosa, non c'è verso di farvi cambiare idea, non è così, miei irrimovibili amici? Deviare il corso degli eventi al cinema si può in un unico modo: solo cambiando la pellicola stessa, ma non agendo all'interno del film. E sulle persone potete far pressione solo in indirettamente. Ovviamente non prendiamo qui in considerazione i metodi di coercizione. Entrando in relazione con esse secondo il principio speculare. Questo è l'unico modo per convincere loro stessi a volere fare ciò di cui avete bisogno voi. Ma perché le persone vorrebbero fare o dare da sole quello che serve a voi? Perché questa è la caratteristica della realtà, che non è semplicemente un film, ma anche uno specchio. Impostare l'immagine è simile al concetto di impostare la realtà, solo che qui agisce un altro meccanismo, un meccanismo speculare. Non sarete in grado di impostare il comportamento delle persone così come fate con la realtà, Scelta. Se impostate il fotogramma del vostro fine includendovi una certa persona, è come se costringeste forzatamente tale persona a ballare al suono della vostra musica. E questo molto probabilmente non sortirà alcun effetto, o sortirà un effetto contrario perché, ciò facendo, finireste col creare una doppia violazione delle regole e invadereste così la sceneggiatura altrui. A vostra disposizione è solo la vostra realtà separata, singola, che riguarda voi personalmente. Per questo nel fotogramma del fine la figura centrale dovreste essere solo voi stessi, così come vi immaginate nei vostri sogni. Come delle star sul palcoscenico, per esempio, oppure ben piazzati sulla in una poltrona da direttore o addirittura al timone del vostro yacht privato. Tutte le altre figure nel fotogramma dovrebbero essere sullo sfondo come decorazioni o elementi di uno scenario. Ricordatevi bene: si può impostare la realtà ma non si possono impostare le persone. Con esse si può solo entrare in relazione speculare. Volete qualcosa di specifico da persone specifiche? Andate da loro e comunicate con loro all'interno del dato film considerando che esso è speculare. Per esempio, non è possibile in alcun modo forzare una persona concreta a sposarvi, però potete benissimo immaginare nel vostro fotogramma trama del film che state convolando a nozze con una persona astratta, immaginaria, a un certo ideale, o che vivete felicemente nella vostra futura casa con la vostra futura famiglia, allora la vostra pellicola cambierà in un'altra dove incontrerete una persona con la quale un tale scenario può trovare realizzazione. Se invece avete incontro una persona specifica, non impegnatevi troppo a girare un film con lei/lui, tanto non vi riuscirebbe. Piuttosto sarebbe meglio andare a parlare con questa persona come con uno specchio, impostando la propria immagine. La cosa principale, non mi stancherò mai di ripeterlo, miei smemorati, innamorati, e lo ripeterò ancora e ancora una volta, è non dimenticare di dove vi trovate. Siete in un film e siete circondati da personaggi guidati da una sceneggiatura. Questo film è da un lato una pellicola che può essere cambiata, mentre dall'altro è una realtà realtà speculare, ingannevole per il fatto di non avere una superficie visibile che separi l'immagine e il suo riflesso. Siete in grado di svegliarvi in questo film, di guardarvi intorno e di iniziare a camminare dal vivo come individui coscienti agendo sulla realtà a vostra discrezione. In caso contrario, miei poverini, sarete come gli altri personaggi condotti dalla sceneggiatura sceneggiatura e agirete come se foste immersi in una nebbia o in un sogno dove da voi poco dipende. Oh, c'è un'altra cosa che bisogna sapere e ricordare: a differenza dei personaggi del sogno sottoposti interamente alla sceneggiatura o degli animali sottoposti all'istinto e quindi ancora una volta ad un copione, voi siete dotati di autoconsapevolezza. È vero che si risveglia di tanto in tanto, eh? Però essa comunque c'è. Pertanto non vi guida solo un motore esterno, la sceneggiatura, ma in parte anche una sorta di motivatore interiore. Cos'è? È molto semplice: è il bisogno di autostima e aspirazione dell'autorealizzazione. Pensate un po', siete venuti al mondo per fare cosa? Prima di tutto per dimostrare a voi stessi e a tutti gli altri che non siete uno zero e non siete nati in vano. Questo è ciò a cui dedicate l'intera vostra vita. Le forme ed i metodi sono diversi in ognuno, ma il la differenza è la stessa. Da qui si fa strada un altro principio speculare molto efficace: se volete conquistare la disponibilità delle persone o ottenere qualcosa da loro, impostatevi il fine di sottolineare la loro importanza e di aiutarle nella loro autorealizzazione. Ovviamente per un po' dovrete dimenticare la vostra importanza e occuparvi di quella degli altri. Il principio è paradossale perché qui agisce lo stesso specchio: ottenete beneficio per voi stessi quando non pensate al vostro beneficio ma al beneficio per gli altri. Al tempo stesso, se non volete farvi nemici, guardatevi bene dal toccare il senso di importanza degli Gli altri. Come vi ho già detto, il beneficio per gli altri dovrebbe essere una parte integrante del vostro credo. Allora con la vostra autorealizzazione non ci saranno problemi. Non solo, la vostra propria realizzazione avrà successo se, e solo se, anche per gli altri ci saranno benefici. Viceversa, Viceversa, se ciò che fate non reca beneficio agli altri, anche voi stessi non ve ne gioverete. Le manipolazioni. Ecco come stanno le cose, miei belli. Di nuovo voi non c'entrate nulla. Dunque non si devono influenzare le persone e gli eventi su Forza, mani dietro la schiena, muoviamoci! Si può impostare la realtà ma non si possono impostare le persone. Con le persone si può solo comunicare tenendo in considerazione i principi dello specchio. Si può impostare la realtà con persone astratte e con decorazioni. Guardatevi in tutti i modi dall'offendere il senso dell'importanza degli gli altri. Puntate a sottolineare l'importanza delle persone ed aiutarle nella loro autorealizzazione. La vostra realizzazione personale si può considerare riuscita solo quando reca beneficio agli altri. Non dimenticate il discorso della presenza, ricordatevi dello specchio. Ricordatevi semplicemente che esso restituisce sia il bene che il vi farà del male, come un boomerang. In uno stato di presenza per i dormienti voi siete come delle lucciole, leggiadre ed invitanti e se in aggiunta riuscite a comunicare con essi come con lo specchio allora diventerete i beniamini di tutti. Conoscete già molti segreti della realtà, però non rilassatevi, eh, vi potrebbero sovrastare altre chiocciole molto proprio avanzate che potrebbero cercare di manipolare la vostra coscienza, soprattutto quelle che, in base alla sceneggiatura, sono investite da potere e mezzi di informazione di massa. Pertanto tenete le vostre antennine ben diritte, non lasciatevi guidare e non addormentatevi. La manipolazione della coscienza di un personaggio nel fotogramma in corso è ben possibile, Impossibile! Come adesso sapete, siete condotti da una sceneggiatura esterna e da un motivatore interno, da quest'ultimo in misura molto minore. Il motivatore imposta fondamentalmente il vettore del vostro movimento, ma a muovervi è la sceneggiatura. Tuttavia le chiocciole più avide, in conformità alle loro motivazioni o al loro copione, potrebbero tentare di cambiare la direzione del vostro vettore nei loro interessi. Proprio questa è la manipolazione: il controllo da parte di un vettore estraneo. Ciò può essere realizzato, per esempio, per mezzo di informazioni furbianti o le creazioni di falsi fini e valori o giocando addirittura sulle debolezze e bisogni degli altri. Altri. A differenza dei principi speculari che non toccano il vostro vettore, al contrario lo aiutano, i manipolatori vi allontanano dai vostri fini e vi sfruttano. Pertanto, ogni volta che percepite che vi stanno imponendo qualcosa, chiedetevi: "A chi e perché posso essere conveniente?" Non ci occuperemo delle manipolazioni delle persone, è un affare vergognoso, ma delle manipolazioni della realtà invece ci occuperemo perché è un discorso che è addirittura giusto affrontare. La realtà con le sue illusioni vi porta sempre fuori strada, ma anche voi non dovete far di meno e questo discorso a voi, piccoli e perversi maniaci occulti, dovrebbe piacere. Vi racconterò come si fa. La realtà ha una duplice natura: da un lato è come un film e dall'altro invece è come uno specchio tridimensionale. Sia una cosa che l'altra confondono. L'illusione principale sta nel fatto che l'autentica natura della realtà è nascosta. Lo spazio delle pellicole non è evidente e lo specchio riflesso non è visibile. Ma se si sa e ci si ricorda di questo, l'illusione smetterà di avere potere su di voi. Dunque, stando di fronte ad un normale specchio piano, osservate simultaneamente l'immagine e il suo riflesso e per questo la corrispondenza tra di essi, per voi, è ovvia. Tuttavia questa corrispondenza non è sempre stata ovvia. Non ricordate le vostre impressioni? Non ricordate com'erano quando stavate per la prima volta davanti allo specchio? Vi dirò solo che allora non capivate nulla. Per voi tutto era una grande illusione perché il principio di funzionamento allora vi era sconosciuto. L'illusione di uno specchio comune ancora oggi rimane incomprensibile comprensibile se la si osserva al di fuori dell'abitudine, mentre l'illusione dello specchio della realtà è addirittura molto più complicata. Lo spazio non è diviso a metà e non si nota alcun confine visibile tra il reale e l'immaginario. Vi trovate allo stesso tempo fuori e dentro lo specchio. Inoltre questo specchio funziona con ritardo e non si tratta di uno sfasamento di uno ad uno. Ogni vostro messaggio non funziona immediatamente e le relazioni causa-effetto non sono sempre tracciabili. Pensate a quanto sia astuta questa illusione. Tutta l'astuzia e la perfidia sta nel fatto che l'area in realtà finge di non essere uno specchio. Eppure persino questa illusione si può padroneggiare. Ora conoscete il principio di funzionamento dello specchio tridimensionale e sapete inoltre che l'immagine e il suo riflesso sono combinati al suo interno. Cosa ne consegue? Ne consegue che l'immagine creata da voi può diventare il riflesso e il riflesso a sua volta può confluire nell'immagine. In altre parole, siete in grado di trasformare il riflesso in immagine dopo aver finto di avere ciò che non avete o di essere ciò che non siete. Se per esempio volete avere una bella casa di vostra proprietà dovrete andare in giro per i negozi di arredamento lento, guardare i mobili e gli accessori come se aveste già in mano questa casa. Se volete diventare una persona ricca, ve dovreste interessare ad oggetti costosi, status symbol come automobili di lusso, jet, resort esclusivi. Dovreste fare in modo che la ricchezza entri nella vostra vita. Se volete diventare un big in qualsiasi campo professionale, personale, comportatevi come se lo foste già, vivete la vita di un big, quantomeno nell'immaginazione. Che non vi imbarazzi il fatto che tutto ciò sia come un gioco o persino un autoinganno? Se ci giocate sul serio, la realtà sarà costretta a prendere tutto sul serio. Infatti essa è uno specchio, non ve ne siete dimenticati, vero? Vero? Il vostro compito è quello di entrare in uno stato in cui avete ciò che desiderate o siete coloro che vorreste essere. Dovete fingere e vivere in questa finzione. Per finta ma non per scherzo. Senza scherzare. Capite? E cosa accadrà dopo? Cosa verrà dunque? A poco a poco il quadro della realtà si allineerà a quello della vostra finzione. La realtà ama creare illusioni, ma non sopporta quando lo servono con illusioni. Troverà un modo per trasformare in realtà effettiva l'illusione creata da voi. L'impostazione del riflesso. Ebbene, mie ingannevoli simulatori e perfide imitatrici, Capite che camminare in un film non è solo una simulazione assoluta, ma anche una mascherata? La manipolazione della coscienza è il controllo del vettore di qualcun altro. Ponetevi la domanda: a chi e perché può essere conveniente? La natura della realtà è duplice e nascosta e allo stesso lo stesso tempo un film e uno specchio tridimensionale. Nella realtà siete al contempo al di fuori dello specchio e al suo interno. Entrate nello stato giusto e fate finta di avere già e di essere già quello che volete. La realtà gradualmente si allineerà alla vostra finzione. Sì, questo è proprio un gioco con la realtà. Ma il gioco è serio e vero, eh? Eh sì, è una mascherata. La realtà ha molte facce e anche voi avete per essa le vostre maschere: la simulazione e la presenza, il permettere e il seguire, la sorveglianza e l'impostazione, l'immagine immagine e riflesso. È tutto come se fosse per finta, ma al contempo è molto, molto reale. Vediamo più in dettaglio il significato di ciò che è stato detto nell'ultima lezione. Siete in grado di trasformare il riflesso in immagine fingendo di avere qualcosa che non avete o di essere quello che non Ciò significa che siete in grado di impostare sia l'immagine che il riflesso. Nel primo caso l'immagine confluisce nel riflesso, mentre nel secondo caso avviene il contrario, il riflesso confluisce nell'immagine. Perché confluisce? È perché questo processo può essere bilaterale? Perché in uno specchio tridimensionale l'immagine immagine e il riflesso sono combinati. L'immagine, se con ciò si intende la vostra capacità di influenzare la realtà, siete voi stessi, l'immagine dei vostri pensieri e delle vostre azioni. Il riflesso siete sia voi stessi che ciò che vi circonda, cioè siete voi nella realtà. Il primo processo diretto, il riscontro è tale qual è il messaggio, messaggio: quello che date lo ricevete, quello che di fatto siete lo avrete. Il secondo processo inverso: la realtà è tale qual è il gioco, ciò che simulate lo ottenete, la persona che fingete di essere è quella che finite per diventare. Direttamente: l'immagine confluisce nel riflesso, l'impostazione dell'immagine è il messaggio che voi inviate della realtà. Riceverete come risultato ciò che avete inviato. Inversamente, il riflesso confluisce nell'immagine. L'impostazione del riflesso è la vostra finzione e simulazione. Vi siete realmente trasformati in chi avevate finto di essere. Tutte queste manipolazioni con lo specchio sono ciò che viene chiamato muoversi. E qual è la differenza tra l'impostazione dell'immagine e del riflesso e l'impostazione della realtà? Impostate l'immagine e il riflesso lavorando con lo specchio mentre impostate la realtà illuminando il fotogramma in arrivo. Sia lì che là vengono usate caratteristiche diverse della realtà realtà. Nel primo caso lo specchio, nel secondo caso il film. I meccanismi sono diversi ma il risultato è uno: quanto desiderato finisce per incarnarsi nella realtà. Potrebbe sorgevi una domanda o un dubbio: ma davvero la nostra finzione, in qualche modo miracoloso, potrebbe tradursi in realtà effettiva? Non preoccupatevi, miei piccoli timorosi, la realtà è plastica ed in essa si troveranno le opportunità e i modi. Dopotutto, e se sia un film multivariante, sia uno specchio illusorio? È se l'illusione stessa che diventa gestibile se ci si ricorda di questa sua caratteristica e se la si utilizza in modo intelligente. La prima condizione necessaria è giocare fare in tutta serietà. Un bravo attore quando recita si trasforma nel suo personaggio, si immedesima in esso letteralmente perché recita sul serio. Il vostro compito è quello di compiere un viaggio al contrario: da personaggi quali siete e che non vi piace essere, dovete diventare attori, interpretare il ruolo di un personaggio un personaggio immaginario ed entrare in questo ruolo fino a trasformarvi in un personaggio vero. Proprio questo è il processo inverso di trasformazione del riflesso in immagine. La seconda condizione necessaria è giocare sistematicamente. Lo specchio della realtà agisce non all'istante ma con un certo ritardo, pertanto è necessario agire in modo mirato, metodicamente e regolarmente. Se vi siete messi a giocare con la realtà, dovete avere pazienza. All'inizio toccherà agire alla cieca senza sperare in risultati immediati. I risultati però appariranno inevitabilmente ma solo a condizione che la realtà, osservando il vostro gioco, gioco perda per prima la pazienza. Quindi impostare il riflesso significa creare per la realtà la propria illusione. Volete entrare in possesso di qualcosa? Allora fate finta di averlo già in tasca. Volete diventare qualcuno? Comportatevi come se già voi lo Come degli attori imparate a entrare in tutta serietà in una certa condizione e a viverla fino in fondo. Vivetela nei pensieri virtualmente e se possibile nelle azioni realmente finché non crederete voi stessi nell'illusione che avete creato. Non appena ci crederete anche la realtà finirà per crederci e sarà allora che accadrà il miracolo. Ed ora ecco l'algoritmo per il riflesso, eh sì, ancora e ancora, di nuovo e di nuovo, miei noiosi amici: 1. Cogliere sé stessi nel pensiero di voler ottenere qualcosa o di Diventare qualcuno. 2. Entrare in uno stato di presenza. Volere è assurdo, bisogna impostare. 3. Fingere e agire come se quanto desiderato sia già stato raggiunto. Come fare esattamente a fingere non ha importanza, decidetelo da soli a vostra discrezione. Inventate! I miei consigli qui sono inopportuni. Quanto più sarete creativi, tanto più produttivi saranno i risultati. L'impostazione dell'immagine si usa fondamentalmente con le persone. L'impostazione del riflesso invece si usa quando si ha a che fare con la realtà, perché con le persone è meglio non fingere ma essere sinceri, essere se stessi fino in fondo. Per contro, fingere davanti allo specchio della realtà si può fare quando si vuole, ovviamente nei limiti ragionevoli, senza perdere il senso della realtà. Inoltre, bisogna non dimenticare che i giochi con lo specchio e il fotogramma in arrivo non sono sufficienti. Oltre a questo, bisogna infatti fare fare tutto quello che vi viene richiesto per la realizzazione del fine nel fotogramma in corso, cioè interpretare azioni concrete e non solo mettersi a sognare stando stesi sul divano. Dilemma fatale. Nell'ultima lezione io, così divina e splendida, ho detto a voi, così insignificanti e odiosi, Lisi che la realtà è l'illusione stessa. Ciò non significa che non sia vera. La realtà è reale per se stessa. Per voi invece è illusoria ed incontrollabile perché voi non conoscete le sue proprietà e non le usate. È come non sapere che si può andare a cavallo. Se non lo usate, il cavallo corre da solo, non è vostro e anche la realtà non è vostra, non dipende da voi, ma se la conoscete e la userete, l'illusione diventerà subordinata a voi, diventerà vostra. L'immagine è l'immagine dei vostri pensieri e delle vostre azioni ed è sempre primaria. Il riflesso siete voi stessi e tutto ciò che vi circonda. Onda, la vostra vita. Impostare l'immagine è il vostro messaggio. Ottenete ciò che date. Impostare il riflesso è la vostra finzione e simulazione. Ottenete ciò che simulate. Diventate coloro che fingete di essere. Condizioni necessarie. Il gioco, ma sistemate pratico è condotto con la massima serietà. L'immagine e il riflesso confluiscono l'uno nell'altro. Confluiscono nel senso che l'immagine dei vostri pensieri e delle vostre azioni influisce sulla vostra intera vita e la vita, a sua volta, influenzerà il vostro comportamento e il vostro pensiero. Se questo processo viene trascurato, allora sia voi che la vostra vita comincerete ad affrontare un processo di degrado, come di solito accade, perché osservando una tale vita i pensieri diventano sempre più cupi e quanto più i pensieri sono cupi tanto peggiore è la vita e così via secondo questo triste feedback. Di qui il dilemma fatale: Volete essere belli e felici o volete finire in pasto ad un ippopotamo? Se non volete la variante dell'ippopotamo, allora muovetevi, non perdete tempo a soffrire ma sbrigatevi ad impostare. L'impostazione dell'immagine, del riflesso e della realtà si possono utilizzare separatamente, a seconda delle circostanze oppure complessivamente. Ad esempio, per raggiungere un fine specifico si può impostare sistematicamente il fotogramma del fine, fingere contemporaneamente che il fine sia già stato raggiunto e inoltre allineare tutti i propri pensieri e le proprie azioni esclusivamente sotto il segno "più". La capacità di utilizzare tutto complessivamente verrà con l'esperienza. Per acquisire esperienza Per farlo è necessario esercitarsi a camminare dal vivo costantemente e sistematicamente, tenersi costantemente sorvegliati, risvegliarsi ed eseguire gli algoritmi. Potrebbe sorgervi una domanda: perché tutti questi algoritmi? Perché gli algoritmi vi aiutano ad elaborare nuove abitudini. Perché le abitudini vi governano. Governare e gestire voi stessi e quindi la realtà voi non lo sapete fare, per questo vivete sulla base delle vecchie abitudini che avete sviluppato e quindi dovete creare abitudini che funzionino a vostro favore. Non potete trovarvi sempre in uno stato di presenza, in uno stato inconscio per voi, per voi lavorano le vostre vecchie abitudini. Dunque, se la consapevolezza non è sufficiente, è necessario che le azioni giuste vengano eseguite meccanicamente. A questo scopo è necessario come minimo sostituire l'abitudine di volere con l'abitudine di dare, sostituire l'abitudine di rifiutare con l'abitudine di accettare. Sostituire l'abitudine di addormentarsi con l'abitudine di svegliarsi. Gli algoritmi, oltre ad aiutarvi a liberarvi dalla sceneggiatura ed animarvi nel film, installano in voi utili automatismi. Persino il proverbio lo conferma: le buone abitudini sono meglio delle buone maniere. L'abitudine più utile è: non volere qualcosa dalla realtà ma impostare la realtà. Questo è fondamentale ed ecco i suoi non meno importanti derivati: non temere ma impostare, non aspettare ma impostare, non sperare ma impostare. Impostare. Non scoraggiarsi ma impostare. Non appena vi siete colti sul fatto di essere in attesa di qualcosa, di sperare in qualcosa, di temere qualcosa, di sentire il peso di qualcosa, risvegliatevi e rendetevi consapevoli: vi sta conducendo una sceneggiatura esterna, non la vostra. Vostra e proprio questo vi pesa. Sentite inconsciamente di non essere liberi, sentite che dipendete dalla realtà, che vi ritrovate ristretti nei limiti delle circostanze. Sentite tutto questo ma non potete rendervene perfettamente conto e non sapete cosa fare. Per questo non potete far altro che aspettare e sperare. Ma ora che sapete che ci si può staccare dalla sceneggiatura e si può saltare su un'altra pellicola. L'abitudine di aspettare e sperare perde il suo senso. Bisogna svegliarsi e impostare la realtà. Analogamente scoraggiarsi non ha senso. Bisogna svegliarsi e trarre beneficio. E addirittura indovinare non ha senso. Bisogna svegliarsi e seguire i comandi della forza. Per ogni caso avete a disposizione un attivatore ed un algoritmo corrispondenti. Bisogna avere ben chiaro quanto segue: sperare che qualcosa si realizzi o meno, riesca o meno, è inutile e anche stupido. È il vostro potere impostare l'immagine o il riflesso o la realtà o tutto insieme. Impostate quello che desiderate avere. Avanti, da soli, forza impostate! E non dimenticatevi di venerarmi, eh? Voi siete i miei preferiti, i miei incantevoli amici, mentre io sono la vostra Tafti, fantastica e semplicemente meravigliosa. Siete magnifici! In una delle precedenti lezioni io, così magnifica e brillante, di fronte a voi così inetti e squallidotti, mi sono espressa dicendo che la realtà finge di non essere uno specchio. Allo stesso modo la realtà finge di non essere un film. Ed è una cosa che le viene facile, facile. Provate a dire ai vostri vicini, lumache dormienti, che stanno vivendo in un film. Oppure provate un po' voi, nel sonno, a dire ai manichini del sogno che voi state dormendo e li state sognando. Negli uni, negli altri vi capiranno e non vi crederanno, ma non serve affatto convincerli. Prima convincetevi voi stessi fino in fondo. Insomma, insomma, urge riconfigurarsi. Sentite di essere guidati da una sceneggiatura esterna e proprio questa vi pesa. Tutti i tipi di impostazione possono essere utilizzati sia separatamente che complessivamente. Camminare dal vivo è una pratica che deve essere eseguita costantemente, sistematicamente. Gli algoritmi vi installano nuove abitudini finalizzate a lavorare al vostro favore. È insensato e stupido sperare che qualcosa sia veri o temere che non sia veri. Bisogna non volere, non aspettare e non sperare, ma impostare la realtà. L'ultima volta ci siamo tormentati su un dilemma molto difficile e complesso: cosa è meglio, vivere infelici o essere felicemente divorziati? Anzi no, no, non era così. Cosa è meglio? Un affascinante ippopotamo o una dispotica sacerdotessa? No, di nuovo non era così. Forse la scelta era tra un ippopotamo diligente e tenero e una sacerdotessa maligna e malvagia in tutti i sensi? Ma voi sapete bene che io non sono cattiva, sono così brava e buona che vi mangerei io stessa tutti in un boccone. Sono spietatamente buona con voi. Siete voi ad essere così miseri e infelici. E perché? Perché nella vostra vita gira un film che non è il vostro. E non solo voi non piacete a me, ma non piacete nemmeno a voi stessi. Vi stessi. Ecco ancora una causa delle vostre disgrazie. Perché nella vostra vita non gira il vostro film? Perché non capite che proprio questo è in realtà il film. Potete anche saperlo, ma non ve ne rendete conto fino in fondo. Quindi di nuovo, ancora e ancora una volta, vi ricordo dove vi trovate. Miei cari noiosetti, affinché vi entri bene in testa: nella vita ordinaria siete abituati a guardare il film sullo schermo, ma ora immaginate di trovarvi dentro il film stesso. Provate a sentire fino in fondo questa sensazione. Qui siete in balia della sceneggiatura ma disponete di un certo grado di libertà. Libertà. In uno stato di presenza siete in grado di eseguire azioni non previste dalla sceneggiatura in corso. Il grado di libertà lo ottenete al momento del risveglio. In questo momento siete in grado di riscuotere e mettere una nuova pellicola e in seguito sarete di nuovo in balia della sceneggiatura, ma se avrete tempestivamente preso la palla al balzo, il vostro film comincerà a girare. E perché non vi piacete? Perché da tutti gli schermi e da tutte le copertine vengono esibiti ideali di bellezza, successo, felicità e voi miei creduloni cascate in queste illusioni e mirate obbedientemente su di voi dei parametri altamente altrui, non i vostri, convincendovi una volta di più di non rientrare negli standard pubblicizzati. In realtà la bellezza, il successo e la felicità non possono essere standardizzati perché sono cose che devono essere cucite su misura, ma voi lo stesso preferite credere alle illusioni e conformarvi vi siete mai chiesti perché è così difficile cambiare se stessi o migliorare? Perché tante volte dovevate iniziare una nuova vita dal lunedì ma poi di fatto non l'avete iniziata? Per pigrizia? No, per il fatto che vi conduce una sceneggiatura. Per quale motivo la sceneggiatura dovrebbe cambiare solo perché perché voi volete cominciare una nuova vita? Il vostro desiderio è il vostro vettore, ma non è previsto dalla sceneggiatura e non la influenza in alcun modo. Oppure perché voi, uscendo da un cinema, sentendovi ispirati dal film appena visto, vi dite: "Posso farlo anch'io, diventerò anch'io come lui o lei!" E magari cercate di imitare gli attori visti senza però riuscire a diventare come come loro. Così succede perché volevate solo, ma non sapete che esiste una tecnologia di imitazione o come preferiamo chiamarla, la simulazione e che essa funziona davvero a patto che ci si approcci con competenza. Prima di tutto è necessario sapere precisamente cosa è possibile in linea di principio, principio: è possibile impostare non solo la realtà, ma è possibile impostare se stessi, il proprio manichino. Sarà il manichino a cambiare. Spostandovi lungo la serie di pellicole e di riflessi voi diventerete altri, coloro che sognate di diventare. Vi è difficile credere a queste cose, vero? Vero, miei increduloni? Questo perché avete già provato a fare qualcosa di simile ma non vi è riuscito perché lavoravate a vuoto. Nei vostri sogni vi eravate dipinti tra i raggi della gloria, ma questo è inefficiente. Come sapete ora, dovete usare la treccina. Forse avrete anche cercato di imitare i vostri idoli ma non lo avete fatto seriamente perché non sospettavate che il riflesso si può impostare per davvero e non vi siete esercitati in questo sistematicamente perché non avete visto risultati immediati. Migliorare se stessi o fare di se stessi qualcosa di nuovo è assolutamente possibile, ma per fare ciò dovete dar retta alla vostra sacerdotessa, Caspita, muovendovi potete diventare magnifici, muovendo voi stessi potete diventare magnifici, mentre muovendovi in questo modo e muovendo al contempo il vostro film potete trasformare tutta la vostra vita in una magnificenza. Caspita, già vi invidio! E perché poi ve ne parlo? Parlo. Dunque, ecco l'algoritmo del movimento passeggiata in versione complessiva: 1. Impostare una nuova realtà e dei nuovi sé stessi in una nuova realtà. 2. Fingere di avere già in mano una tale realtà e di essere già tali. 3) è ovviamente agire, fare se stessi, accendere dentro di sé la scintilla del Creatore. Questo è tutto ciò di cui abbiamo parlato prima, ciò di cui siete capaci nel film. Muovere il fotogramma in arrivo, muovervi, muovere voi stessi. Dovete fare tutto ciò seriamente, sistematicamente e per un tempo abbastanza lungo, cioè sempre. E allora di pellicola in pellicola, di riflesso in riflesso, il vostro manichino e la vostra vita finiranno per cambiare, senza alcunissimo dubbio. Lo vedrete. Siete la perfezione fatta persona. Spero che abbiate capito qualcosa, miei carucci. Se siete sfortunati, infelici, se nessuno vi vuole bene, se nessuno ha bisogno di voi, se vi trovate in una situazione disperata e vi sembra che non ci siano vie di uscita, ebbene, una via di uscita l'avete. Non essere invidiosi guardando gli altri, non scoraggiarsi guardando se stessi, vostri pensieri, ma diventare lucciole e muovere voi stessi perfezionandovi. Non guardate la realtà in cui dovete vivere come qualcosa al di fuori del vostro controllo, ma impostatevela da soli muovendo con la treccina la realtà in arrivo e muovendovi con la vostra immagine e il vostro riflesso. Non vi piace perché vi confrontate con gli standard altrui. La bellezza, il successo e la felicità sono diversi per ognuno, sono individuali ed unici. È difficile per voi rifare voi stessi perché vi guida una sceneggiatura. I vostri desideri non sono iscritti nella sceneggiatura e non influiscono su Clarissa. Impostando il proprio riflesso si può cambiare se stessi, il proprio manichino. Il movimento passeggiata va fatto in modo complessivo, sul serio, sistematicamente, sempre. Nell'ultima lezione è stato espresso questo pensiero: si può impostare non solo la realtà ma anche se stessi, il proprio manichino. Se non stavate dormendo, questa affermazione avrebbe dovuto sorprendervi. Come la si può intendere? Ve lo ricordo: sulle pellicole conservate nell'archivio dell'eternità avete i vostri manichini personali. Quando guardate una di queste pellicole in sogno, la vostra coscienza trova il suo manichino e sopra e inizia a muoversi. Fintanto che continuate a sognare vivete nel corpo del manichino del sogno come in uno degli insiemi delle vostre varianti. La stessa cosa accade nella realtà effettiva, sulle pellicole su cui si muove la vostra vita. In ogni nuova pellicola la vostra coscienza entra nell'ennesima versione di manichino e sopprendevi svanita e diventa voi nel fotogramma in corso. Vi ricordate che una volta vi ho detto che se vi guardate in sogno allo specchio potreste non riconoscervi? Questo significa che non avete un manichino solo, tipico, ma ne avete una moltitudine, uno particolare e persino specifico per ogni pellicola. Sulle pellicole vicine siete più o meno uguali, vi assomigliate, mentre nelle pellicole anomalmente lontane siete delle persone completamente diverse. Non è che una volta eravate giovani e poi siete invecchiati o prima eravate magri e poi siete ingrassati. Il manichino può cambiare aspetto anche adesso e non prenderà su di tempo. Siete in grado di cambiare voi stessi rapidamente fino a raggiungere incredibili trasformazioni. Al contempo possono cambiare le vostre qualità e abilità, come ad esempio la fiducia in voi stessi, il fascino, la capacità di comunicazione, il coraggio, l'intelligenza, la professionalità. Ma prima di spiegare come si fa, vorrei dirvi una cosa: cambiare se stessi non significa affatto rinunciare rinunciare a sé stessi, o gettar via quelli che eravate prima. Qui parliamo di sviluppo, soprattutto se appartenete al caso raro di coloro che si piacciono e non intendono cambiarsi. Anche infatti se così fosse, non ci si deve fermare nel proprio sviluppo, perché diversamente comincerebbe un processo di degrado. Bisogna cambiare sé stessi senza tradire se stessi, la propria identità, i propri principi, le proprie convinzioni e il proprio credo. Farsi migliori non significa tradirsi. Si può progredire rimanendo se stessi, non rifacendo se stessi, ma facendo, accendendo dentro di sé la scintilla del Creatore, non conformandosi a standard altrui, altrui, ma creandosene dei propri, in modo che le altre lumache vi guardino e vi invidino. Si possono creare standard propri se si accetta la propria unicità. L'unicità è tutto ciò che possediamo, ma questo, per molti aspetti, è già abbastanza. L'unicità è già perfetta di per sé perché non esiste una cosa simile da nessun'altra altra parte. Ha valore ciò che nessuno ha e che non si trova da nessun'altra parte? Certissimo che sì! È un vantaggio che può essere utilizzato o che può anche essere gettato in un armadio a prendere polvere. Ed è solo una questione di scelta. Tuttavia, capire e accettare di essere unici, autosufficienti e perfetti. È difficile come rendersi conto di trovarsi all'interno di un film. Tenete inoltre presente che quando c'è qualcosa in voi che categoricamente non vi piace, ciò potrebbe diventare il vostro vantaggio. Ad esempio, rimanendo sul piano degli standard, qualcuna delle caratteristiche del vostro aspetto, del vostro carattere o del vostro modo di fare potrebbe poteva essere considerata un'imperfezione. Ma le imperfezioni possiedono una proprietà paradossale: se le si accetta, esse diventano una preziosa qualità individuale, un valore aggiunto, e se invece non le si accetta e si comincia a combatterle, esse si trasformano in difetti. Questo è il modo in cui esse vengono percepite dagli dagli altri, o come valore o come difetto. Voi siete la perfezione fatta persona, come concepito dalla natura e dal Creatore. La perfezione è l'individualità nella sua unicità e in accordo con se stessa. Lì dove c'è accordo compare armonia. Al contrario, al contrario, ogni rifiuto genera disarmonia che diventa visibile a tutti. Quindi rivalutate per bene le vostre imperfezioni prima di affrettarvi ad eliminarle. Forse, se le accetterete, si trasformeranno proprio nei vostri pregi distintivi, nelle vostre peculiarità. Osservatele bene e fino in fondo senza rapportarle all'istante gli standard comuni. Provate almeno per qualche giorno a rilassarvi e ad accettarvi come siete. Vedrete voi stessi cosa succederà e magari la cosa vi piacerà. Oh certo, bisogna ancora distinguere i difetti dai vizi. Un vizio esplicito o punto debole che danneggi direttamente, ad esempio, ad esempio la vostra salute o la vostra immagine o danneggi gli altri dovrà essere sradicato. Ci sono cose ovvie di cui non parleremo qui nel dettaglio. Per il resto, non si dovrebbe lottare con i difetti, ma si dovrebbe puntare a potenziare i pregi. Concentrarsi sulle imperfezioni, comprese quelle fisiche, che non possono essere eliminate finirà solo con l'esasperarle. Se i difetti possono essere eliminati dall'autoperfezionamento, bisogna perfezionarsi, ma solo a condizione che voi ne abbiate il desiderio. Se non c'è un desiderio particolare, lasciatevi in pace e concentratevi sui vostri pregi, diversamente la vita si trasformerà in una lotta continua continua. Sviluppare i pregi esistenti è molto più produttivo che eliminare i difetti cercando di fare qualcosa con essi, perché il potenziamento dei pregi probabilmente finirà per oscurare le carenze o per eliminarle automaticamente e allora la questione dei difetti scomparirebbe semplicemente. Da sola. Il metodo dei 3 conseguimenti. Allora, miei cari amici imperfetti, vi siete già immaginati magnifici? No? Perché sono io qui, la Magnifica! Però anche voi potete diventarlo se vi permetterete l'audacia di esserlo. Siete voi a determinare chi siete, Di questo siete capaci e io ve lo insegnerò. Con me sarete i più belli e i più felici. Sono Tafti, la vostra sacerdotessa. Per questo scopo sono venuta. Vivete nel corpo di un manichino, come in uno degli insiemi delle vostre varianti. Bisogna perfezionarsi rimanendo se stessi, se stessi, cambiarsi senza tradirsi. L'unicità è tutto ciò che si ha e questo per molti versi è abbastanza. I difetti vanno o eliminati o accettati. Se si accetta il difetto esso può tradursi in vantaggio. Non bisogna lottare con i difetti ma potenziarli. I pregi. Prima di raccontarvi come fare per impostare il proprio manichino, vi spiegherò perché farlo, giacché la questione non è banale. Abbiate pazienza, amici miei, avrete il tempo per sapere tutto. Esiste una formula universale ed efficace al 100%: la vita si sistemerà se ci si accetterà come un miracolo, miracolo unico della natura, con tutti i difetti che si hanno, se ci si prenderà così come si è, e poi si potrà godere di sé stessi e della vita. Se sarete in grado di godervi semplicemente voi stessi e la vostra vita, allora sia voi che la vita migliorerete automaticamente. Però è una cosa piuttosto difficile da liberarsi. Fin dalla nascita siete stati oppressi dal peso troppo forte di ogni tipo di modello e standard, convenzioni e restrizioni. Per liberarvi da questa zavorra occorrerà fare 3 azioni specifiche. La speculazione non serve ad eliminarla. Prima, non ci si deve concentrare sui Non ci si deve trovare in uno stato che induce a sentire la propria inferiorità in qualcosa. Si tratta di uno stato distruttivo. I difetti ne risulterebbero solo aggravati e si verificherebbe un peggioramento ancora maggiore. Pertanto bisogna entrare in uno stato diverso e costruttivo. Per accedervi sarà d'aiuto la seconda azione: Seconda: nella vita ci deve essere un fine che infonda ispirazione ed entusiasmo e porti beneficio a voi stessi e agli altri. Se provate per tutto apatia significa che non avete un fine. O viceversa, quando non c'è un fine si è in uno stato di apatia. Se non c'è un fine non si vorrà nulla. Nulla, ma se non ci sono aspirazioni non ci sarà movimento e se non c'è movimento non ci sarà energia, se non c'è energia non ci sarà vita. Per questo è necessario trovare il proprio fine recondito, la propria missione e iniziare a muoversi verso di essa. Senza una missione una qualsiasi. Non siete nulla, solo un punto vuoto. Se la missione non è stata ancora trovata, vi aiuterà la terza azione. Terza: che abbiate trovato la vostra missione o meno, in ogni caso dovrete concentrarvi sullo schermo, sul fare voi stessi. Bisogna fare se stessi costantemente, sempre, sempre, accendere in sé la scintilla del Creatore e svilupparsi e perfezionarsi. Questo è il metodo che porta subito a 3 conseguimenti immediati: uscire dalla sensazione di inferiorità, trovare una missione, realizzare una missione. Del resto cosa volevate? La bacchetta magica non non c'è. Al suo posto c'è la treccina, ma bisogna lavorarci sopra. Se si sta sdraiati sul divano non ne verrà fuori nulla. Come ora sapete, i fini si raggiungono in un movimento a tre: muovere la realtà, muoversi, muovere se stessi. L'autosviluppo è già un fine degno, è una via da percorrere. La missione la situazione si troverà da sola strada facendo, ma anche quando essa verrà trovata non dovrebbero esserci battute d'arresto. Ricordate: c'è o progresso o regresso. Non bisogna pensare che l'autosviluppo sia un onere gravoso o un duro lavoro. Al contrario, è molto più faticoso rimanere fermi, senza far nulla, in uno stato di inattività e pigrizia. Fare se stessi non è un lavoro, ma una piacevole preparazione a qualcosa di ancora più piacevole. In fondo, quando andate a una festa vi fate belli, non è vero? Ebbene, la festa è oggi, ma per quello che arriverà domani, tra un mese, tra un anno, una preparazione fatta una volta da sola non sarà più sufficiente. Cerchiamo di riassumere ciò che è stato detto: per diventare magnifici e trasformare la propria vita in uno splendore bisogna uscire da uno stato di stagnazione e degrado. La via di uscita è trovare la propria missione, il proprio fine recondito ed avanzare verso di esso. La vostra missione è il vostro vettore di realizzazione personale. Senza una missione, la vita si trasforma in un'esistenza priva di significato. Potete anche non conoscere la vostra missione, però la scintilla del Creatore che cova in voi la conoscete, quindi bisogna accenderla. Dopo aver acceso in voi stessi la scintilla del Creatore, facendo voi stessi, otterrete tutti e tre i risultati: uscirete dalla stagnazione, troverete la vostra missione, realizzerete la vostra missione. Ecco perché bisogna impostare non solo la realtà, ma il vostro stesso manichino. Ricordate l'algoritmo del movimento camminata nel complesso ciò che viene detto lì, seguite l'algoritmo e tutto nella vostra vita si sistemerà. Anche se non si prende in considerazione la missione, c'è un altro buon motivo per seguire l'algoritmo: l'autosviluppo e movimento. Senza movimento, ripeto, non c'è energia, energia. Senza energia non c'è la vita stessa, ma c'è spegnimento. Anche per innescare la Metaforza bisogna avere a disposizione una quantità sufficiente di vostra energia personale. Trovandovi in movimento, sviluppando voi stessi, ottenete questa energia. In quale direzione svilupparsi? Eh, nessuno lo sa meglio di per voi. Se non lo sapete, ponetevi la domanda e l'obiettivo: sviluppare se stessi, quindi lo verrete a sapere. Riguardo alla missione, ci sono ancora alcune sfumature da tenere in considerazione: 1. Seguire il percorso che vi indica il cuore. Lo troverete e capirete cos'è veramente vostro e cosa solo sembra essere vostro. 2. Seguire il vostro percorso e non seguire le orme degli altri. Non copiate le esperienze altrui. Concedetevi il lusso di essere unici in tutto. Ma questo è già un tema singolo per un intero libro. Dovrete anche leggere altri libri. Oh, non siate pigri, miei cari, e impegnatevi nello studio. Non vorrete mica restare lumache? Siete geniali! Vi ho già detto che non mi piacete? Ma no, scherzavo, siete i miei beniamini, i miei pupilli, lì, ma non deludetemi e anche io non vi deluderò. Non bisogna trovarsi in una situazione che porti a sentirsi in uno stato di inferiorità in qualcosa. Dovete trovare il vostro fine più autentico, la vostra missione e iniziare a muovervi verso di essa. Una missione è ciò che vi ispira e porta benefici a a voi e agli altri. Potete anche non conoscere la vostra missione, ma la scintilla del Creatore la conoscete, dunque bisogna accenderla. L'autosviluppo permette di: uscire dalla stagnazione, trovare la propria missione, realizzare la propria missione. Senza movimento, senza sviluppo, gruppo, non avrete la forza per innescare la metaforza. Volete diventare migliori? Migliorare la vostra forma fisica e il vostro aspetto? Sviluppare la vostra abilità e i vostri talenti? Oppure siete dei pigri e non avete voglia di farlo? Come? Non avete voglia di farlo? Ma guardatevi un po' come siete, con le gambe storterelle, quelle vostre stupide antenne, la pancetta prominente e la boccuccia avida. D'altra parte siete al contempo la perfezione fatta persona, perché in voi è presente la scintilla del Creatore. Però la perfezione la dovreste anche manifestare, dovete attizzare la scintilla che in voi. In quale forma si manifesterà questa perfezione dipende dalla vostra individualità e che si manifesti o no dipenderà dalle vostre intenzioni. Supponiamo che vogliate avere un corpo bellissimo, trasformarvi in una persona affascinante e piacevole a tutti gli effetti, diventare in qualche sfera un professionista super pagato. In sostanza ciò significa che dovrete entrare nella versione perfezionata del vostro manichino e su una pellicola fondamentalmente diversa. Un tale manichino e una tale pellicola esistono davvero, potete esserne certi, bisogna solo arrivare ad essi. Questo fine viene raggiunto in un movimento a 3: muovere la realtà, muoversi, muovere se stessi. Analizziamo ciascuno delle 3 componenti. 1. Muovere la realtà. Con l'aiuto della treccina impostate la realtà in cui avete ciò che volete e siete coloro che vorreste essere. Impostate dei nuovi voi stessi nella nuova realtà. Letteralmente dovreste, alcune volte durante il giorno e anche di più, entrare nello stato di presenza, attivare la treccina e senza rilasciare il contatto con essa, disegnare l'immagine desiderata. Il risultato finale è il fotogramma del futuro. Fine, in pensieri, parole, visivamente, come potete. Dovreste fare tutto ciò senza essere in tensione, non più di un minuto alla volta, ricordando che ad agire non è lo sforzo, ma la meta-forza, non la tensione, ma la concentrazione. Non esitate a fissare fini e ambizioni, perdete tempo in sciocchezze. Impostate subito un fine di alto livello, per esempio quello di risvegliare in voi la genialità, diventare un genio in una sfera particolare o in generale e allora, indipendentemente dalle vostre abilità, inizierete ad agire in modo geniale. Ovviamente se le abilità per qualcosa che vi attrae, sono completamente assenti in voi, allora dovreste riflettere bene per capire se il percorso prescelto è veramente il vostro. Ma se voi seguirete il percorso del cuore e se il fine è realizzabile in linea di principio, significa che può essere realizzato. Il resto dipende solo dalla vostra perseveranza. Impostate dei nuovi voi stessi nella nuova realtà in modo conseguenziale e sistematico. Ricordate: la scintilla del Creatore è in voi, è il vostro potere attizzarla in fiamma e creare capolavori. Dopo un po' vi convincerete da soli che cominciate a fare cose che prima non sapevate fare e che evidentemente non sareste riusciti a fare. Ciò vi sorprenderà molto anche se qui non vi è nulla, eh, di soprannaturale. Non è infatti una questione di miracoli, ma di tecnologia. Impostando una realtà in cui voi siete geniali, finite per trasferirvi su quelle pellicole dove agite genialmente, ripeto, non perché ne possediate le capacità, «Ma perché la sceneggiatura è così?» Semplicemente: sulle altre pellicole avrete ciò che ancora non avete e che nemmeno potete indovinare. Lì, in un nuovo manichino, si manifesteranno le vostre nuove abilità e si troveranno nuovi modi di realizzazione di quanto desiderato. Se non dormirete, li vedrete. 2. Muoversi. Ricordo che per muoversi rispetto alle persone bisogna impostare l'immagine, per muoversi rispetto alla realtà bisogna impostare il riflesso. In generale muoversi significa essere consapevoli dei propri propri motivi e delle proprie azioni. Quando non siete consapevoli di voi stessi e vi muovete secondo la sceneggiatura, tutti i vostri messaggi nello specchio in relazione alle persone si riducono ad un "dammi, dammi, dammi" e in relazione alla realtà in un "voglio, voglio, voglio". Allo stesso tempo avete a disposizione un momento in cui siete in distaccarvi dalla sceneggiatura. Entrate nello stato di presenza e ricordate: l'algoritmo dell'immagine è l'algoritmo del riflesso. Nei rapporti con le persone sostituite il vostro "dammi" con "prendi". Dopo una serie di allenamenti insistenti questo vostro nuovo modo di essere diventerà un'abitudine e farà già impressione di per sé, diventerete una personalità affascinante e addirittura senza fingere. Le vostre abitudini comprendono anche il vostro manichino e vedrete che un bel giorno, parallelamente alla vostra trasformazione, anche i problemi che vi tormentano scompariranno o troveranno risoluzione. Studiate per viene ancora una volta il capitolo "L'impostazione dell'immagine" dove sono descritti tutti i "dammi" e le loro alternative "prendi". Lo stesso vale per la realtà. Qualunque cosa accada avete a disposizione l'algoritmo per impostare il fotogramma del fine, i principi del beneficio, del permettere e del seguire. Ricordate anche che tutti i pensieri e i messaggi negativi vi tornano indietro come un boomerang. Cercate così di trasformare tutti gli svantaggi in vantaggi per il vostro stesso bene e allora ciò diventerà un'abitudine che nuovamente diventerà parte del vostro nuovo manichino. Bene, e cosa fare se in questo momento preciso non avete nulla nulla che possa essere dato o inviato alla realtà? Per questo caso è a disposizione la tecnica della simulazione. Siete in grado di trasformare il riflesso in immagine fingendo di avere ciò che non avete e di essere coloro che non siete. La realtà è tale qual è il gioco: otterrete quello che simulate e diventerete coloro che fingete di essere. Il riflesso confluisce nell'immagine. Maggiori informazioni nel prossimo capitolo. La tecnica della simulazione. Non avete l'impressione, miei adorati amici, che con tutti questi algoritmi si rischi di diventare simili a manichini a carica? Oh, niente paura, miei trottolini e trottoline, è meglio essere manichini a carica ma con le giuste abitudini che non marionette incapaci di intendere e volere. Il nuovo manichino si acquisisce in un movimento a tre: muovere la realtà, muovere se vostri stessi e muoversi. Con l'aiuto della Treccina impostate dei nuovi voi stessi nella nuova realtà. Non spendete tempo in cose spicciole ma fissate fini realistici. Presto inizierete a fare cose che prima non sapevate fare e non sareste stati in grado di fare. Sulle nuove pellicole appariranno e si manifesteranno le vostre nuove abilità. I modi e i mezzi di realizzazione di quanto concepito si troveranno da soli. È utile ripetere una volta di più i capitoli che descrivono cosa significa muoversi. All'ultima lezione ci siamo fermati sul fatto che la tecnica della simulazione vi permette di avere delle qualità che voi ancora non possedete. Ricordiamo quali fini c'eravamo posti: acquisire un corpo bellissimo, trasformarsi in una persona affascinante e piacevole in tutti i sensi, diventare in una certa sfera un professionista super pagato. Se non avete tutto questo, potete simulare di averlo già adesso e dopo, come ormai sapete, Lo ripeto: la realtà troverà un modo per trasformare in realtà l'illusione che avete creato. Dovete letteralmente immaginare di avere già tutti i pregi elencati, nonostante per ora questo sia solo un gioco. Osservate coloro che possiedono queste qualità. All'inizio copiate pure il loro modo di comportarsi se non ne avete una vostra decisione personale. Come esempio primario da seguire andrà bene anche l'esperienza di qualcun altro. In seguito anche la vostra individualità si manifesterà in dette qualità. Prestate attenzione a ciò che ammirate nelle altre persone. Non importa che esse appartengono al vostro stesso campo di attività o meno. Da esse potete prendere a esempio la genialità e dirvi: "Sto facendo questo o quell'altro nello stesso modo geniale in cui lo fanno Tizio o Caio. Questo modo di essere mi entusiasma? Perfetto, allora lo posso utilizzare anch'io e posso creare per me stesso la stessa vita brillante che hanno loro". Assorbite tutto lo splendore che vi attrae e trasferitelo in voi nella vostra vita, vita come se fosse una proiezione. Proclamate la vostra intenzione servendovi della treccina. Non dovete copiare per filo e per segno tutto quello che fanno gli altri, ma solo riprendere, fotografare la proiezione della genialità. La proiezione è l'essenza, non la forma concreta. Sottolineo che bisogna copiare non l'intero modello da ma il suo stato, il suo benessere, la sua percezione di sé, il suo umore. Entrate nello stato in cui vi piace: avete un bel corpo, siete una persona affascinante, un professionista super retribuito. Come vi vi sentite in questo stato? Ebbene, questo è lo stato richiesto in cui dovete operare. Permanendo in esso, comportatevi come se aveste già ciò cui aspirate. Create nei vostri pensieri una realtà virtuale, illuminatela di tanto in tanto con la treccina. Ricordatevi di tale realtà virtuale più spesso, fatela girare sullo sfondo dei vostri pensieri e fatelo sistematicamente. Sistematicamente, anche se il vostro corpo fisico e tutto il resto sono ben lontani dall'essere perfetti, vivete comunque in questo stato, immedesimatevici, abituatevi ad esso. È una simulazione? Certo, pura al 100%, ma se lo farete in tutta serietà e sistematicamente, la realtà vi prenderà sul serio. Essa non tollera le illusioni se non sono di sua stessa produzione. Pertanto le illusioni che creerete voi verranno o tradotte in realtà o distrutte. Oh, non preoccupatevi mie gioie, questa seconda alternativa è molto improbabile se non esagereremo. E non calcherete la mano. Dopotutto anche bambini sono consapevoli del fatto che il gioco è gioco e non superano i confini del reale. Determinerete da soli e facilmente i confini della realtà del vostro gioco. Siete più che in grado di interpretare il ruolo di una personalità affascinante quanto meno con l'aiuto della tecnica di impostazione dell'immagine. Certo, pirouettare in virtuosistici balletti sulle punte o volteggiare con perizia sulla pista da hockey non l'avete mai fatto prima e sicuramente ancora non potrete, perché non sarete ancora arrivati a raggiungere la pellicola necessaria. Tuttavia, il vostro gioco alla simulazione non diventa per questo meno efficace. A tempo debito otterrete tutto. A questo fine avete a disposizione il terzo movimento. 3. Muovere se stessi. Bisogna essere realistici e capire che la metafisica da divano, da sola, non basta. Viviamo in un mondo duale, pertanto dobbiamo agire in quel modo anche sul piano materiale. Bisogna intraprendere tutto ciò che è necessario per raggiungere il fine del fotogramma corrente e fare se stessi. Perfezionare se stessi non solo con l'aiuto della treccina e dello specchio della realtà, ma anche fisicamente attraverso esercizi specifici, addestramento, nonché attraverso la cura dell'alimentazione e in generale del proprio stile di vita. Di qui non si può scappare! Una volta che avrete imboccato il percorso dello sviluppo personale, verrete a sapere cosa e come fare tutto. Le informazioni stesse giungeranno a voi. È un aspetto ancora particolarmente importante, importante è che sul sentiero dello sviluppo anche la vostra missione si rivelerà da sola. Oh, potete rompervi la testa quante volte volete ponendovi le domande: qual è la mia missione? In cosa consiste? Come trovarla? Quando avrete impostato il fine di muovere voi stessi, perfezionarvi, vi, riceverete automaticamente tutte le risposte. Potete anche non preoccuparvi dei modi e dei mezzi per attuare la vostra missione. Non ne avete ancora un'idea perché per il momento essi giacciono su altre pellicole che spetta a voi raggiungere. Le raggiungerete senza ombra di dubbio se userete tutti e tre i movimenti. Avete un enorme vantaggio perché i vostri concorrenti di solito di solito usano un movimento solo. Il terzo: molti, peraltro, investono una montagna di sforzi senza poi ottenere alcunché. Cosa funziona meglio qui? Il primo, il secondo o il terzo movimento? Dipende, va in modi diversi. I media vanno tutti bene quando i movimenti vengono usati alla pari, ma se si utilizzano insieme, complessivamente, il risultato sarà sicuro al 100%. In ogni caso il movimento A3 aiuta a raddrizzare tutta la vostra realtà e ad assestare la vita sotto tutti gli aspetti. Quanto tempo ci vuole per fare questo?? La risposta è sempre, perché come sapete o c'è sviluppo o c'è degrado. Le forme pensiero. Voi miei fastidiosetti probabilmente non avete ben chiaro in cosa l'impostazione della nuova realtà di deruisce dall'impostazione di nuovi se stessi. Infatti in entrambi i casi voi impostate sia nuove pellicole che nuovi manichini, ma presto presto saprete tutto. Prestate attenzione a ciò che ammirate nelle altre persone. Trasferite su voi stessi il loro stato e la loro sensazione di sé come come fosse una proiezione. Permanendo in questo stato, comportatevi come se aveste già ciò cui aspirate. Vivete in questo stato, immedesimatevici, abituatevi. Parallelamente al lavoro metafisico, fate voi stessi sul piano fisico. Eseguite tutto ciò che è necessario per raggiungere il fine nel fotogramma corrente. Imboccando il percorso dello sviluppo riceverete le risposte a tutte le vostre domande. Nell'impostare per voi stessi una nuova realtà, illuminate il fotogramma in arrivo. Qui la realtà funziona come una pellicola cinematografica. Simulando se stessi in un nuovo manichino, impostate il riflesso che poi confluisce nell'immagine. In questo caso la realtà funziona come uno specchio, in entrambi i casi si può e si deve operare con la treccina. Solo che la realtà la dovete impostare in modo mirato, dedicando a questo un tempo speciale, alcune volte al giorno ma quanto basta per non mettervi in tensione. Mentre nella simulazione dovete vivere. Fingete, giocate, immedesimatevi nel nuovo ruolo ma in tutta serietà e sistematicamente. Se al contempo a volte vi dimenticate della treccina, niente di grave, l'importante è che viviate in questo ruolo, come fanno gli attori prima delle riprese. A questo fine, apritevi a tutte le informazioni che riguardano il vostro nuovo manichino e la vostra nuova realtà e provate, provate voi stessi in un nuovo ruolo per quanto ve lo permettano le circostanze, nei pensieri, visivamente e naturalmente. In qualità di supporto vi potrebbero servire dei modelli di costruzione mentali, le enorme pensiero che dovreste ripetervi il più spesso possibile. Per esempio: sono uno specialista di alto livello, unico nel mio genere, le mie prestazioni sono molto richieste, dal mio lavoro traggo il massimo piacere, il mio lavoro è molto apprezzato e faccio tutto in modo geniale. Geniale e brillante. Io non vado a lavorare fuori. Il mio lavoro è la mia casa, è la mia famiglia, sono i miei bambini. Sono una moglie e una madre da invidiare. Mio marito è innamorato di me. I miei bambini mi adorano. Anch'io amo tutti e mi prendo cura di loro. In casa so creare un'atmosfera di festa, so tirar su il morale a tutti. Ho una salute eccellente e un corpo forte, slanciato e sexy. Non importa quanti anni ho, ho un fisico da ventenne e così sarà sempre. Io ho sempre vent'anni perché ho deciso così. Mi sento benissimo, ho un'alta vitalità e un'energia potente. Sono una persona molto affascinante, emetto una radianza metafisica che le persone sentono, per questo provano simpatia per me. Ho un fascino speciale, sono una persona molto attraente, carismatica. Tutti sono contenti di comunicare con me. Con me porto sempre dietro la gioia e la "Le persone sono attratte da me, piaccio a tutti". Potete inventare forme e pensieri simili a queste, come vi pare piace. Attivate la treccina e pronunciatele o mentalmente o a voce alta, non importa, e allo stesso tempo cercate di comportarvi in modo da corrispondere alle affermazioni anche se sapete che si tratta si tratta di un gioco, ma di un gioco condotto con la massima serietà. Al tempo stesso fate voi stessi, cercate di conformarvi anche sul piano fisico. Il pieno successo si ottiene nel movimento a tre. Qualità come il fascino, la perspicacia, l'intelligenza, la sicurezza, la genialità, qualità si manifestano abbastanza facilmente già solo con l'aiuto dei primi 2 movimenti. Con i parametri fisici la situazione diventa un po' più complicata e qui bisogna necessariamente concentrarsi sul terzo movimento. Anche se, va notato, la capacità di attrarre dipende in gran parte dalla qualità interiore che per voi considerati difetti e che vi erodono l'anima. I complessi di inferiorità lasciano un'impronta molto visibile sia sul viso che sulla figura. Con l'acquisizione dei pregi i complessi scompariranno da soli e la gente non vi riconoscerà più, tanto vi sarete trasformati. Ma anche con tutte le eventuali limitazioni fisiche il corpo del vostro manichino potrà essere notevolmente migliorato. Operato e più precisamente si tratterà di un altro manichino in cui si dovrà entrare. Con la dovuta perseveranza tutto è possibile, compreso il ribaltamento del processo di invecchiamento. I vostri parametri fisici sono inseriti nel DNA, ma non proprio tutti. Il DNA non può contenere un numero di informazioni tali da determinare tutte le sfumature del vostro ritratto. Esso contiene solo le caratteristiche di base che impostano ciò che vi rende un essere umano o una chiocciola e anche ciò che vi distingue più o meno dagli altri come voi. Più precisamente, le informazioni del DNA sono appena sufficienti sufficienti per descrivere l'embrione. E dov'è allora tutto il resto? Il resto per la scienza ufficiale rimane un mistero, giacché essa non desidera riconoscere l'esistenza dello spazio informazionale che noi chiamiamo l'archivio dell'eternità. Beh, sono molti i fenomeni che la scienza non riconosce perché si è incollata all'ONU di spiegare tutto scientificamente e quello che non è in grado di spiegare lo rifiuta o lo ignora, anche se i fenomeni inspiegabili non smettono certo di esistere per questo. Ebbene, una parte considerevole delle informazioni relative al vostro progetto è contenuta proprio in questo stesso spazio informazionale, personale e il vostro progetto può essere corretto. Come fare? Lo saprete presto presto, miei carucci! Il marker pensiero. Confessatelo, mi invidiate per il fatto che sono così meravigliosa e incomparabile mentre voi invece siete piccoli sciocchi e goffi. Oh sì, certo, potete invidiare pure me, però non vi permettete di invidiare gli altri. Piuttosto fate voi stessi. Impostando per voi stessi una nuova realtà, usate l'aspetto del film. Simulando voi stessi in un nuovo giardino usate l'aspetto dello specchio. In entrambi i casi dovete attivare la treccina e pronunciare le forme pensiero. Immagazzinate nuove informazioni e immedesimatevi in un nuovo ruolo. Allo stesso tempo fate voi stessi, raggiungete la corrispondenza sul piano materiale. I parametri fisici possono essere significativamente migliorati grazie al metodo dei 3 movimenti. Prima di spiegare come si può correggere il progetto in cui vi siete sviluppati dopo aver attraversato la fase embrionale, facciamo una digressione. Ricordo che vi avevo esortato a inventare le vostre le vostre forme pensiero secondo il vostro gusto e il vostro umore. Al di là del vero, la vostra mente non è in grado di inventare nulla, cioè letteralmente non è in grado di costruire in modo autonomo. Può solo leggere le informazioni gestendo l'attenzione. Avete dimenticato chi siete? Siete solo dei personaggi, Il cervello ha 3 funzioni principali. Le prime 2 sono la percezione della realtà circostante e la sua interpretazione. La terza, meno nota, è la sintonizzazione. La sintonizzazione della memoria, del pensiero e dello stato. Il cervello non genera i pensieri e non conserva i ricordi. Funziona come un ricevitore radio o televisivo. Ricordando qualcosa si sintonizza su un blocco di informazioni che si trova nell'archivio dell'eternità. Anche quando si pensa a qualcosa il nostro cervello si sintonizza, scansionando prendendo le informazioni e accorpandole in un flusso che si manifesta come un corso di pensieri. I pensieri e i ricordi non sono archiviati all'interno, ma al di fuori del cervello, lì dove devono trovarsi le informazioni, nello spazio informazionale. Lo stato, invece, è già qualcosa di più interessante, è la sensazione di sé da parte di voi stessi, ovvero la vostra sensazione di voi stessi così come siete stati creati secondo natura e più precisamente in accordo con il progetto. Se vi rassegnate e accettate ciò che vi è stato dato dalla natura rimarrete oppure potete cambiare in peggio o in meglio. Qui ha importanza sia il vettore delle vostre aspirazioni che la società. A seconda delle vostre qualità personali e delle circostanze della vita, potete essere o sentirvi belli e fortunati oppure falliti e astiosi. Ansiosi. Questo è il vostro stato. Ogni volta che vi sentite in un modo o nell'altro ha luogo la sincronizzazione del vostro stato con il progetto. Se ci sono incongruenze, il progetto si corregge in un verso o nell'altro. Dunque, indipendentemente dei parametri iniziali del progetto, effetto potete trasformarvi da beniamino della fortuna ad antipatico brontolone, da brutti anatroccoli a pupilli di tutti. E ora ecco una domanda: è possibile controllare intenzionalmente la sincronizzazione? La risposta probabilmente la conoscete siete già. I personaggi incapaci di intendere e volere fluttuano secondo la sceneggiatura facendo affidamento su condizioni che non dipendono da loro, della serie: riuscirà? Non riuscirà? Avrò fortuna? Non avrò fortuna? Dibattendosi impotentemente entro i margini del programma corrente. La sincronizzazione in questo caso si verifica involontariamente e indipendentemente dal personaggio. E allora colui che ha avuto fortuna diventa una stella, mentre colui che non l'ha avuta rotola in un fosso. Invece voi, miei adorati, non solo impostate per voi stessi una nuova realtà, ma impostate anche dei nuovi voi stessi, fate dei nuovi voi stessi, vi sintonizzate sui nuovi voi stessi, il che significa che entrate intenzionalmente nel vostro nuovo stato. Ma questa non è ancora la sincronizzazione propriamente detta. Cosa succede nel momento in cui dichiarate le vostre forme pensiero? Impostate una nuova realtà che non si è ancora compiuta. Persino praticando la tecnica della simulazione non entrate fino in fondo nello stato richiesto. E cosa succede dopo? Dopo vi trasferite su nuove pellicole, entrate in nuovi manichini, occhini e con i vostri stessi occhi potrete misurare i passi in avanti. Li vedrete senza ombra di dubbio e allora direte: "Ma funziona sul serio!" E sarà allora che entrerete per davvero nello stato. Quando vi trovate automaticamente nello stato, le vostre forma e pensiero si trasformeranno in Marker Pensiero. Risulta che io imposto la mia realtà, effettivamente la mia intenzione funziona, veramente entro in un nuovo manichino. I Marker Pensiero constatano che sta accadendo un fatto piuttosto che un altro, lo constatano riportano, cioè a dire confermano che il fatto ha avuto luogo. A differenza delle forme pensiero, il marker pensiero fungono da segnalibro, da descrizione di ciò che è già accaduto e che non necessita di prove. Le forme pensiero, al contrario, sono affermazioni che aspirano a dimostrare la loro correttezza. Aspirare a dimostrare qualcosa a sé stessi o agli altri non è convincente. Chi vorreste convincere? Voi stessi o la realtà? In entrambi i casi si tratterebbe di uno sforzo inutile. Potete fingere, ma non potete convincere voi stessi. Le esortazioni non vi aiuteranno ad entrare in uno stato è stato puro, senza ombra di dubbio. L'unica cosa che funziona al 100% è la conferma. Il Marker Pensiero rappresentano ciò che è stato confermato. Certamente anche le forme pensiero come affermazioni esercitano una certa influenza sul progetto, forma più debole perché la sincronizzazione avviene precisamente nel momento in cui vi scontrate con lo stato reale delle cose, quando affrontate i fatti. Le forme pensiero sono efficaci nella fase iniziale per innescare la realtà. Invece dopo, quando vedrete i primi risultati, i passi in avanti, non esitate a prestarci un'attenzione particolare e di nuovo lavorate con la treccina, constatate per il suo tramite che tutto sta funzionando per davvero. In questo modo siete veramente in contatto con l'intenzione esterna e proprio in questo momento avviene la sincronizzazione con il progetto. Le forme pensiero impostano la la realtà, mentre il marker pensiero correggono il progetto. Eseguite pertanto tutti e tre i movimenti, osservate i passi in avanti e rafforzateli con il marker pensiero. Risulta che di giorno in giorno mi avvicino al mio fine. Davvero faccio Faccio tutto brillantemente, la mia professionalità è in crescita. In effetti la mia forma fisica sta decisamente migliorando. In verità sto diventando una persona affascinante e attraente. Gli avidi accalappiatori. Il tema della nostra ultima lezione era: come dire, abbastanza complesso. Non volete che lo ripetiamo? Come? Cosa significa che non volete? Oh su, forza, muovetevi, uscite dai vostri gusci, antenne dritte in zucca e avanti marsh, se no sarete puniti! La mente non inventa nulla, nulla, legge solo le informazioni dell'archivio dell'eternità. 3 funzioni principali del cervello: percezione, interpretazione, sintonizzazione. Il cervello funziona come un ricevitore sintonizzandosi sulla memoria, sul pensiero e sullo stato Lo stato è una sensazione di voi stessi come siete, con tutte le vostre sfaccettature. Lo stato non è uno stato d'animo momentaneo, ma proprio la sensazione che si ha di se stessi. Il progetto, come lo stato, può cambiare in meglio o in peggio. Nel momento della consapevolezza del proprio stato avviene la sincronizzazione con il progetto. Indipendentemente dal progetto iniziale, potete o spiccare il volo o ruzzolare giù. Eseguendo la tecnica dei 3 movimenti vi portate intenzionalmente in un in un nuovo stato. La simulazione diventa autentica quando osservate i risultati. I marker pensiero sono la prova che si stanno facendo passi in avanti e i progressi stanno avendo luogo. Le forme pensiero attivano la realtà mentre i marker pensiero correggono il progresso. Ricordate che una volta vi ho detto che quando usate la tecnica della simulazione create per la realtà un'illusione? Ve lo ripeto: se volete possedere qualcosa, fate finta di averlo già. Se volete diventare qualcuno, comportatevi come se già lo foste. Come attori in tutta serietà, entrate nello lo stato e vivete in esso. Viveteci nei pensieri, virtualmente, e possibilmente nelle azioni, realisticamente. Finché non crederete voi stessi nell'illusione che avete creato, non appena ci crederete voi, lo crederà anche la realtà. E quando ci crederete? Quando ravviserete le conferme reali vuol dire che la tecnica funziona. Proprio per questo io consiglio vivamente di prestare sempre particolare attenzione ai passi in avanti. Appena li vedrete, attivate immediatamente la trecina e assaporatene con massimo piacere tutti i risultati in tutti i loro dettagli. E poi quale miracolo accadrà? Avverrà la correzione del progetto. Diventerete un po' o forse molto diversi. Sarà come entrare in un nuovo corpo e nuovi abiti. Se eseguirete regolarmente tutti e tre i movimenti, passerete gradualmente a livelli sempre più salti. E ora, miei fastidiosi amici, ecco l'algoritmo ancora e ancora una volta: l'algoritmo della sincronizzazione. 1. Eseguite tutti e 3 i movimenti separatamente o tutti insieme, come preferite. 2. Osservate attentamente, accalappiate con avidità le conferme dei vostri successi. 3. Non appena le avete individuate, attivate la treccina e fissate il passo in avanti con il marker pensiero. I passi in avanti si coglieranno sia sul piano dell'incarnazione di quanto concepito, sia sul piano dei modi della sua realizzazione. La realtà vi suggerirà questi modi e vi spingerà ad usarli. Oh, ci saranno anche sconfitte! E come potrebbe essere altrimenti? Un altro discorso, invece, sarà come voi vi rappresenterete ad esse. Se avete subito una sconfitta, le vostre condizioni saranno cambiate, vi sentirete dei perdenti. E cosa succederà al progetto in questo momento? Fa paura solo il pensiero! Ebbene, non permettete che si compia una simile sincronizzazione. Come evitarla? È molto semplice. Ehi, vi siete forse dimenticati di quel meraviglioso principio che avete ad a disposizione? Il beneficio! Inoltre probabilmente non avete ancora eliminato la vostra stupida abitudine di insistere sulla vostra sceneggiatura. Bene, se è così aspettate che adesso vi faccio vedere io, vi concerò bene io per le feste o meglio vi metterò a bagno nella formalina e così immortalati vi mostrerò a i miei altri allievi, non come esempio edificante, bene inteso, ma a titolo di ispirazione, diventeranno immediatamente intelligenti e obbedienti. Viceversa, se avete avuto la fortuna di vincere, custodite gelosamente questo stato di successo e assaporatevelo, ma senza dimenticare la tricina. Potete esser certi che il vostro progetto verrà corretto e in seguito si svilupperà ulteriormente per il miglior verso. Pertanto, siate attenti e responsabili nei confronti del vostro stato, gestitevelo con cura. E mi ricordo ancora di avervi detto che se avete impostato un fine specifico, specifico, la sceneggiatura potrebbe scioccarvi. Vi potrebbe sembrare infatti che tutto vada in malora, mentre in effetti è solo il vecchio ciarpame che viene buttato fuori dalla vostra realtà per lasciare spazio a cose nuove e meravigliose. E poi, come fate voi a sapere che, in che modo dovrebbe essere realizzata raggiunto il vostro fine. Potrebbe sembrarvi che non stia succedendo nulla di positivo, mentre invece qualcosa sta prendendo forma, ma non nel modo che voi avevate pianificato, giacché in generale nessuno ha promesso che il vostro percorso sarà cosparso di rose. Non vi confonda neppure il fatto che potreste non aspettare risultati a breve termine, eh? Tenete sempre ben presente che l'aria altaria agisce con un certo ritardo. Abbiate pazienza, siate tenaci e coerenti. Se una situazione non riesce in linea di principio e vi lascia l'impressione di star bussando ad una porta chiusa per voi, varrebbe Val la pena di riflettere su questa: è davvero la vostra strada? È davvero la via del vostro cuore? L'unico percorso che non vi deluderà mai è quello dell'autosviluppo. Ovviamente non si dovrà scegliere un percorso qualsiasi, purché sia come imparare il greco antico, ma quello che vi sarà d'ispirazione. Attenzione e vi porterà veri frutti. E ancora una sfumatura: impostare sé stessi si può solo nello specchio della realtà usando la treccina. Non si può impostare il proprio manichino guardandosi ad uno specchio normale. Io vi proibisco di farlo, non funzionerà o funzionerà al al contrario, stando di fronte a uno specchio piatto si possono solo constatare i cambiamenti positivi, avendo cura di ignorare al contempo i difetti. Non si deve concentrare l'attenzione sui difetti di cui ci si vuole sbarazzare. I difetti o li si elimina perfezionando se stessi, o li si deve accettare considerandoli una propria peculiarità. Se non riuscite a far niente con i vostri difetti, vi restino pure. Lada. Sì, sì, so benissimo che siete avari di lodi sperticate ed elogi entusiastici, anche il mio sommo indirizzo, spilorci e taccagni che non siete altro, mentre invece non vi risparmiate per dichiarare i vostri successi. Ecco come siete fatti! Ma non vi preoccupate, anche io non rimarrò in debito. Accumulerò la mia rabbia rabbiosa contro di voi in un sacco sotto nel letto e quando sarà ben pieno ve la farò vedere, così saremo pari. Prestate particolare attenzione ai passi in avanti. Il progetto viene corretto nel momento in cui viene rafforzato dal marker pensiero. Accalappiate avidamente le prove dei i vostri successi, assaporatele, godetene. La conferma dei risultati vi introdurrà nello stato autentico. La tecnica dei 3 movimenti, se eseguita in modo sistematico e regolare, perfeziona il vostro progetto. Il fallimento non si deve considerare un fallimento, è e la sconfitta non si deve considerare una sconfitta. L'unico percorso che non vi deluderà mai è la via dell'autosviluppo. O controllate voi il vostro stato o sarà il vostro stato a controllarvi. L'ultima tesi è estremamente importante, importante. Spero che voi ne capiate il significato. Rapportatevi al vostro stato con molta attenzione e responsabilità perché esso è in primo luogo la chiave del vostro progetto e in secondo luogo qualcos'altro ancora di cui parleremo adesso. Il fatto che vi siate svegliati in un film non vi rende vulnerabili. Dal momento che siete lì, vi può accadere tutto ciò che lì accade. Il film non cambia per il fatto che vi siete risvegliati. Il vostro compito è quello di impostare un film in cui tutto vada per il meglio. E se si è prodotta una circostanza sfortunata, allora avete sempre a disposizione un principio cui fare Sfidamento. Il Beneficio. A proposito, in aggiunta all'algoritmo del beneficio per ciò che è già successo, potete impostare il beneficio per ciò che ancora non è successo. Non vi tedierò con un altro algoritmo e vi segnalo solo il principio che è Semplice: se una cosa riesce, bene, se non riesce, è ancora meglio. Ciò è da applicare a quegli eventi che per voi sono così importanti da essere ostacolati nella loro felice riuscita proprio da questa stessa importanza al punto che persino la Treccina non riesce d'aiuto. Bene, stando così le cose, dichiarate in anticipo qualsiasi risultato dell'evento utile riuscito per voi. Ciò contribuirà a rimuovere l'importanza e a sollevarvi l'umore. Dopotutto non sapete quale svolta nella sceneggiatura vi è veramente utile. Ne abbiamo già discusso più di una volta. L'impostazione costanti di pellicole dove tutto per voi va per il meglio è una buona abitudine, ma a volte può essere noiosa e stressante. Che fare allora? Non ci si può un po' rilassare? Ma certo che si può! E come! Oltre a tutti i principi che abbiamo visto sinora ce n'è un altro, un aspetto la realtà: il tempo atmosferico in casa, ovvero l'atmosfera che regna nel film in corso. Non si tratta del tempo stesso, ma dello stato generale della realtà, che potrebbe essere o aggressivo o mite, peraltro esclusivamente per voi, perché tutti gli altri si troverebbero in condizioni relativamente diverse, e il tempo atmosferico sarebbe quindi differente per tutti. Ad esempio, trovandovi in una stessa area geografica, per voi l'ambiente potrebbe essere quello di una laguna blu, mentre per altri potrebbe essere quello di un deserto ghiacciato. Dunque, il tempo atmosferico nella vostra realtà attuale è determinato dal vostro stato. Qui abbiamo in mente non solo lo stato di cui abbiamo recentemente discusso, ma anche la disposizione del vostro spirito, così come la vostra disponibilità verso l'intero ambiente circostante. Il vostro stato in particolare e lo stato della realtà in generale possono essere definiti con un unico termine. Lada. Lada non ha niente a che vedere con la marmellata. Questa parola ha molti significati. Lada è prima di tutto armonia. Tutto andrà per il meglio e si svilupperà in massima armonia. Ladno. Lada è anche piacere e delizia, uslada. Ladit significa vivere in pace e in armonia. Lad è quando nel mondo regna la pace, l'ordine e la prosperità, quando tutto va bene. Lada è anche la persona amata, se amate la la vita sarà per voi lada. Se vi amate otterrete delizia, uslada, e se invece non vi amate fate lada e vi amerete. Ricordate la legge? Se vi farete guidare dal principio del beneficio nella vostra vita ci saranno sempre meno eventi portatori di danno. Ovunque sarà l'ADA. Ma è ancora meglio creare questa l'ADA intenzionalmente, cioè fare in modo di trovarsi nello stato corrispondente. Non è per caso che vi ho consigliato di copiare le sensazioni di sé e lo stato dei vostri idoli, perché lo stato non è solo la chiave del progetto, ma anche ciò che attrae. Che cosa vi attrae nei vostri idoli? Probabilmente lo stato di festa, successo, bellezza, fascino, piacere. Il piacere è la prima cosa che le persone cercano e infatti vengono attratte da chi irradia questo piacere. In generale tutti sono attratti dalla Lada. E cosa ancora è attratto dalla Lada? La realtà, anch'essa la ama e diventa mite vicino alle persone e per le persone che irradiano la Lada. Invece l'insoddisfazione, l'irritazione, la malevolenza e altre manifestazioni analoghe, al contrario, respingono stringono le persone e turbano la realtà. Di qui a quale conclusione vogliamo arrivare? A questa: cercate di permanere in uno stato di lada, cercate il piacere in ogni inezia e lo troverete, organizzate momenti di festa per qualsiasi occasione e otterrete la festa, create un'atmosfera feconda e leggera dentro di voi e intorno a voi. Già solo un atteggiamento benevolo nei confronti delle persone le renderà ben disposte verso di voi, mentre un atteggiamento benevolo verso la vostra realtà, qualunque essa sia, renderà ben disposta verso di voi la realtà stessa. Create un'atmosfera favorevole intenzionalmente. Createvi una tale abitudine, questa è probabilmente l'abitudine più utile tra quelle che abbiamo studiato finora. Irradiando piacere, amore, benessere e festa e in generale e più precisamente l'ADA attirerete a voi le persone e allo stesso tempo una reale alta di successo. Dopotutto le persone vogliono la stessa cosa. La gente è attratta dai fortunati che sanno irradiare l'ADA. Quando sugli schermi e sulle copertine patinate vedete personaggi di successo realizzati belli e felici fino alla nausea, guardando poi voi stessi vi sembra che la vostra vita non sia uscita. Ma credetemi, tutta questa bellezza e felicità ostentata è perlopiù un bluff. Invece voi ora sapete come assicurarvi una vera e autentica Lada. E la cosa più importante è che lo potete fare. Oh, d'accordo, Ladno, allora ho ragione, Ho ragione? Beh, ovvio che ho ragione, perché a parlare sono io, Tafti, la vostra sacerdotessa, la treccina con i flussi. E allora, miei armoniosi amici, spero che abbiate capito che l'Ada è quando tutto va bene come dovrebbe andare, ma non solo perché non solo quando tutto va veramente bene e come dovrebbe essere, ma perché voi dovete e potete portarvi ad uno stato di Lada intenzionalmente e allora sì che per voi tutto sarà Lada. È un po' come la capacità di comandare il tempo atmosferico. Impostate il beneficio in anticipo. Se funziona funzionerà? Bene, ma se non funzionerà? Sarà ancora meglio! Il tempo atmosferico nella vostra realtà corrente dipende direttamente dal vostro stato. L'Ada è piacere, benessere, amore, cordialità, festa. Le persone sono attratte dai fortunati, da coloro che sanno irradiare radiare l'Ada. La realtà diventa ben disposta verso coloro che irradiano l'Ada. Gestite il vostro stato, non lasciatelo andare alla deriva. In verità, lasciare andare alla deriva il proprio stato equivale a starsene appesi come marionette di pezza nelle mani di qualcuno e pencolare per caso o per volere altrui. Createvi la vostra Lada personale. Portate con voi la luce in qualsiasi ambiente vi troviate. Create la vostra oasi, nel vostro fotogramma un'oasi di festa. La mia oasi è sempre con me. Dove vado io viene anche essa. Iniziate la vostra giornata con la parola Lada. Entrate sempre nello stato che essa presuppone, indipendentemente dalla circostanza, la da e basta. Se venite invincibilmente sopraffatti da irritazione, paura, rabbia, non combattete contro le vostre emozioni, ma iniziate ad osservarle. Tutti i fenomeni di disharmonia che hanno luogo intorno a voi dovrebbero spingervi a osservare ciò che sta accadendo, a voi e alla realtà. Quando iniziate a esaminare la vostra paura con una lente di ingrandimento, essa comincia a perdere il potere che aveva su di voi. La realtà non ama essere osservata. Essa comincia a scivolare via, a svanire e al contempo cessa di possedervi. Però dovrete fare in modo di guardare la realtà senza fissarla, dovrete spiarla di sott'ecchi in modo da non irritarla. Infine voglio darvi alcuni chiarimenti in merito alla treccina. Prima di tutto non vi consiglio di stressarvi troppo se non la sentite letteralmente come una treccina o se la sentite in modo molto vago e indistinto. Le sensazioni sono tutte individuali ed è normale che sia così. Ad esempio, la mia amica Matilda non percepisce una treccina, ma una sorta di languore dietro la schiena, una certa presenza di qualcosa, non di fisico, ma di fantasma. La presenza può manifestarsi in modi diversi. Potrebbe essere qualcosa di tangibile, ma anche se fosse qualcosa di puramente immaginario andrà bene lo stesso. Immaginate che vi abbiano fissato sulla nuca una treccina fitta e dritta. Scuotendo la testa ne avete sentito nettamente la presenza, ma quando, dopo poco, la treccina vi viene tolta e non è più al suo posto, la sensazione che fosse appena prima lì vi è comunque rimasta. Ed ecco, proprio questa è la sensazione fantasma. Ma anche se la sensazione fantasma fosse assente, non importa, provate a praticare il procedimento che segue. Immaginate che dalla nuca penda verticalmente una freccia fino a metà della schiena, semplicemente una freccia come se fosse un vettore. Ora inspirate e mentre espirate immaginate che la freccia si sia girata in modo da inclinarsi verso la schiena. Sentite la sensazione fantasma? Se sì, potete usare questo trucco come spediente per azionare la treccina. O non importa con quale inclinazione e a quale distanza dalla schiena si trovi la vostra freccia. Il vostro stesso corpo energetico ve lo suggerirà e determinerà la sua posizione nello stato attivo. Ma anche senza la freccia potete attivare la vostra treccina prestando semplicemente attenzione a un certo punto ad una distanza di circa un gomito o anche meno dal centro delle Anche questo sarà sufficiente. Nel corso del tempo, dopo un certo periodo di pratica, imparerete a percepire la vostra treccina in modo sufficientemente sensibile. Ricordate inoltre che la treccina deve essere ben allineata. Infatti si è atrofizzata per non essere stata a lungo utilizzata. Ed ecco a voi un altro trucco per chiocciole progredite e una tecnica per rendere la treccina ancora più efficace. Provate ad immaginare che lungo l'asse centrale del vostro corpo un flusso energetico risalga dal basso verso l'alto. Inspirate e provate a percepire viverlo, accogliere il suo movimento dai piedi verso la testa. E ora immaginate un flusso inverso che scorra dall'alto verso il basso. Espirate e cercate di cogliere il suo movimento verso il basso. Esercitatevi più volte. Inspirando il flusso sale, espirando spirando scende. Si tratta di sensazioni fantasma ma i flussi energetici sono assolutamente reali per quanto siano difficili da percepire senza un allenamento adeguato. Ed ora invece immaginate che dal vostro corpo sporgano due frecce opposte. Una si diparte dal petto o dall'addome addome, in avanti, e l'altra dal centro delle scapole o appena più sotto, all'indietro. Inspirate e quando espirate immaginate che la freccia anteriore giri verticalmente verso l'alto mentre quella posteriore giri verticalmente verso il basso. Sentite come questi movimenti innescano contemporaneamente entrambe entrambi i flussi energetici? Il flusso ascendente, innescato dalla freccia anteriore, si muove lungo l'intero corpo leggermente di fronte all'asse centrale, mentre il flusso discendente, innescato dalla freccia posteriore, si muove anch'esso lungo tutto il corpo ma leggermente dietro l'asse, oppure entrambi scorrono contemporaneamente contemporaneamente, l'uno verso l'alto, l'altro verso il basso senza alcuna collocazione precisa, ma così come vi è più comodo immaginarveli. Ripetete questo esercizio più volte per coglierne fino in fondo le sensazioni. Quindi, espirando, provate ad avviare entrambi i flussi contemporaneamente semplicemente bruscamente così, senza frecce, poi attivate la treccina come avete fatto per il tramite della freccia sulla nuca e infine, espirando, abbassatela bruscamente verticalmente verso il basso innescando simultaneamente entrambi i flussi. Con un po' di allenamento dovrebbe riuscirvi. Però, di nuovo, sia lavorando con la treccina che con i flussi, non sforzatevi troppo, non siate in tensione. Avviate i flussi ma poi lasciate che scorrano pure da soli. Avviateli e permettete tranquillamente che si muovano da soli. Ed ora ecco l'algoritmo della treccina con i flussi. 1. Inspirate e quando espirate immaginate che la freccia sporgente dalla nucca si giri inclinandosi verso la schiena. La treccina verrà attivata. 2. Senza lasciare andare il contatto con la treccina impostate la realtà. Facendolo potete respirare liberamente. 3. Senza lasciare andare il contatto con la treccina/freccia, inspirate ed espirando abbassate bruscamente la freccia verticalmente verso il basso attivando in questo modo entrambi i flussi. 4. Percependo il movimento del flusso ascendente, e di quello discendente, pronunciate mentalmente o ad alta voce la forma pensiero: "La mia intenzione si sta realizzando". 5. Lasciate andare tutte le sensazioni. Cosa succede in questa situazione? Non solo avete impostato la realtà con l'aiuto della treccina, ma avete anche innescato, inviato la vostra intenzione come un messaggio nello spazio. I flussi in questo modo miglioreranno le prestazioni dell'attreccina. Se riuscite a praticare e la cosa vi piacerà, potrete usare sempre questa variante. Se invece non vi sarà facile, non importa, anche l'algoritmo di base sarà sufficiente. Un altro metodo efficace per usare la treccina è in vasca da bagno o in un qualsiasi altro bacino idrico. Per esempio, quando fate il bagno, non perdete tempo invano, attivate la treccina! La parete del bagno non sarà d'ostacolo, anche senza flussi, e impostate la realtà. È o voi stessi, cioè il vostro nuovo manichino. Non serve essere particolarmente zelanti, è sufficiente concentrarsi per 1 o 2 o 3 minuti e poi lasciare andare la treccina e rilassarsi in acqua per 10 minuti. Cosa offre questo procedimento? Qui non è solo la treccina a funzionare, ma anche l'acqua che, come si sa, si carica facilmente delle informazioni delle vostre forme pensiero, così come dei vostri marker pensiero ovviamente. L'acqua non invia l'intenzione nello spazio, qui ha un'altra funzione. L'acqua in primo luogo registra su se stessa le informazioni che ha avete impostato e poi letteralmente permea di queste informazioni tutti i vostri corpi sottili energetici. È un'operazione che sta svolgendo molto efficacemente. In questo modo vi ritrovate completamente carichi, impregnati dell'intenzione che avete impostato, dopodiché ve ne andrete in giro come una stazione radio vivente trasmettendo la vostra intenzione in tutto lo spazio circostante. Se non disponete di una vasca da bagno, c'è un'altra variante a disposizione: la doccia di contrasto. All'inizio, per un paio di minuti riscaldate il vostro corpo sotto l'acqua calda, ma non troppo, eh! Quindi passate a bagnarvi con l'acqua fredda, ma per non più di per più di un minuto. Ripetete l'operazione alcune volte, 3 o 4 saranno sufficienti. Più forte è il contrasto tra le temperature meglio è, ma l'importante è non provare sensazioni sgradevoli per evitare danni alla salute. Non sarà necessario lavorare con la treccina durante questa procedura perché vi sarà più difficile concentrarvi rispetto al bagno in vasca. E d'altra parte la doccia di contrasto aumenterà notevolmente il vostro potenziale energetico e per questo, a operazione conclusa, dopo aver chiuso i rubinetti dell'acqua, state in piedi tranquillamente, concentratevi e praticate l'algoritmo della treccina con i flussi. Anche questo è un metodo molto efficace. Ecco tutto, è tutto molto semplice. La treccina non è un gadget che potete o non potete comprare, è un mezzo di cui disponete e che avete sempre con voi. Per non dire poi che nessun super gadget può darvi quello che vi dà la treccina. Ma azionatela solo intenzionalmente, lente e in modo mirato, non dimenatela senza necessità. La forza delle incarnazioni passate. Ed eccoci, eccoci finalmente miei bravi amici, non faremo più il ripasso delle nostre lezioni, d'ora in poi per voi da ripetizione fungerà la rilettura di questo libro, una una nuova volta e forse anche più di una volta, perché anche seguendo le pratiche proposte non potete aver capito e ricordato tutto, e se poi non avete praticato ma solo letto, a maggior ragione. Lo so benissimo. E con ogni nuova rilettura avrete le idee sempre più chiare e vi sorprenderete di scoprire per voi stessi ogni volta qualcosa di nuovo, come se leggeste per la prima volta. Provate a rileggere questo libro almeno un'altra volta e ve ne convincerete di persona. L'ultima cosa però che vi voglio raccontare in questo libro è una cosa di cui non sospettate, come per esempio prima non sospettavate dell'esistenza della treccina. Vi voglio raccontare del vostro Diritto. Come ormai sapete, avete il diritto di impostare la vostra realtà futura e persino il vostro nuovo manichino. Ma non è ancora tutto. Avete il diritto sulla forza e il potere accumulatasi nelle serie delle vostre vite passate, delle vostre incarnazioni. In cosa consiste? In generale, Il senso della vita? Nella vita stessa, solo in questo, non c'è nessun altro significato filosofico profondo. In cosa consiste il senso dell'esistenza di un pianeta o di un granello di sabbia? In niente, sono e basta. Non ci sono differenze fondamentali nei sensi dell'esistenza di esseri viventi e non viventi. L'unico senso è che tutto questo è e dunque sia gloria al Creatore. E in cosa consiste il senso della sequenza delle incarnazioni? In niente, anche in questo caso, o quasi niente. Ogni vita, dalla nascita alla morte di una farfalla, dalla nascita alla morte dell'universo, è un sogno del Creatore la cui scintilla è presente in tutto l'esistente. Allo stesso modo ogni vostra vita non è altro che l'ennesimo sogno del Creatore, peraltro equivalente al vostro sogno. Perché tutto questo sia necessario? A Dario, è noto solo a lui. E cosa deve essere noto a noi? Ci deve essere noto cosa siamo capaci di fare e cosa abbiamo diritto. Tuttavia questo sapere non è dato a tutti, ma solo a coloro che aspirano ad ottenerlo. Se uno non vuole saperne, che viva come voglia, perché il senso della vita è solo nella la vita stessa e la sola vita stessa è già abbastanza. Si ha il senso che il valore della vita di tutti gli esseri viventi sono uguali a paritari. La vostra vita non ha più valore della vita di una chiocciola che potete schiacciare camminando senza nemmeno accorgervene. Oh certo, sì, ho esagerato chiamandovi chiocciole lumache e mostriciattoli, ma non senza ragione. Si tratta infatti di capire se vi basta ciò che vi è noto e ciò che non vi è stato dato. Se vi basta, la questione è chiusa, eh! Ognuno ha il diritto di vivere semplicemente senza porsi tante domande. Per una lumaca non è affatto disonorevole vivere da ordinaria lumaca incapace incapaci di intendere e volere, già che la lumaca per sua natura è incapace di intendere e volere. Ma non sarebbe forse disonorevole, per non dire vergognoso, vivere da personaggi incapaci di intendere e volere pur disponendo di autocoscienza? Ecco in cosa consiste la questione. Ma tutto questo ovviamente non riguarda voi, miei cari tesorucci, Il fatto che stiate leggendo questo libro significa già che non siete soddisfatti di ciò che vi è noto e vi è stato dato. Non potete neppure immaginare che persone notabili e forse grandi eravate un tempo nelle vostre vite passate, nelle vostre precedenti incarnazioni. Lo eravate senza dubbio, perché diversamente non sareste sareste stati degni di questa vita. Ma indipendentemente dalla grandezza del passato, ora tutto è andato perduto e disperso. Non ricordate le vostre precedenti incarnazioni. Non vi pare strano? Ancora una volta poniamoci la domanda: qual è il senso di tutte queste vite? Lì allora ci saranno stati fallimenti e sconfitte, vittorie e successi. Per molte cose avrete pagato e molte cose avrete anche ottenuto. Risulta che tutto ciò è stato invano ed è stato vissuto inutilmente? Non potete riavere indietro l'esperienza delle vostre vite dimenticate, così come non potete portare via con voi quello che possedevate in un vostro sogno dimenticato. Ma, ripeto, avete però il diritto alla vostra forza, al vostro potere personale accumulato nella vostra serie di incarnazioni. Nessuno ve l'ha mai detto, ve lo dico io: il potere personale, la forza dell'anima, non deve dev'essere sprecato. Una vita non deve iniziare da zero. Questo è un errore, un difetto del creato. Sta a voi rassegnarvi e vivere con questo errore. Ma a chi servireste in questo stato di creature così difettose? Persino io non ne avrei bisogno. Sta a voi reclamare ciò che vi appartiene di diritto. Come fare questo? È abbastanza semplice. Chi rivendica il diritto lo ottiene. Dunque dovreste letteralmente proclamare una dichiarazione: dichiaro il mio diritto di riprendermi indietro il mio potere, acquisisco la forza di tutte le mie incarnazioni Ma le parole non sono abbastanza. Le parole muovono solo l'aria. C'è un altro aspetto di cui tener conto. Per essere ascoltati bisogna mettere in moto un rudimento arcaico di cui disponete e che ora vi è noto: l'attreccina. Proclamate la vostra dichiarazione tenendo conto dell'attreccina così come avete fatto quando avete impostato la realtà. E allora la forza vi sentirà. Fatelo di tanto in tanto, come riterrete opportuno. Presto e gradualmente sentirete come crescerà la vostra forza personale, la vostra sicurezza, la vostra forza di spirito. Lo sentirete immancabilmente e ogni volta che troverete una conferma di ciò, non dimenticate di rafforzare il vostro progetto aggiornato con marker pensieri del tipo: "La mia forza personale sta veramente aumentando, lo vedo bene". Qui non c'è altro da aggiungere, vi convincerete da soli di quanto tutto ciò sia grandioso. L'infinito nell'infinito. E adesso parliamo di quello che molte menti curiose stanno aspettando forse con scetticismo. Parliamo delle prove, le prove che tutto ciò di cui si è detto in questo libro è vero. Per davvero e veramente viviamo in un film? E davvero si può saltare da una pellicola all'altra? Bene, prima di tutto, da dimostrazione principale potrà servire la vostra personale esperienza pratica. Tutto ciò realmente funziona? Verificate voi stessi! E in secondo luogo esistono molte prove indirette sotto forma di fenomeni anomali e inspiegabili. Proprio indirette! Prove dirette non ne otterrete, Per qualche ragione la realtà non è disposta a rivelare i suoi segreti. E perché mai a me tutto ciò è noto? Vi chiederete. Ma a me niente è ignoto. So solo che funziona sulla base dei fatti. Mentre perché e come esattamente funzioni è una questione importante. Le pellicole e lo specchio sono solo modelli modelli, interpretazioni di qualcosa di più complesso. Capire come effettivamente sia strutturata la realtà non si può, ma utilizzare le sue proprietà per i nostri fini pratici si può e si deve. Per questo offro modelli e interpretazioni tali da poter essere accessibili alla comprensione. È una cosa, posso dire con certezza, sicurezza. Se il modello funziona, allora significa che è molto, molto vicino all'originale. Per questo motivo ci atterremo al modello accettato. La realtà non è virtuale, è autentica, non bisogna confonderla con un videogames, ma è strutturata come un film, più precisamente come una moltitudine di pellicole cinematografiche intrecciate l'una nell'altra, Alcuni di questi film girano, altri invece giacciono nell'archivio. Non esistono mondi materiali paralleli. L'universo materiale, quantomeno questo, il nostro, è uno. Ma c'è una moltitudine infinita di varianti virtuali, i film archiviati. Accade che un frammento di uno di questi film d'archivio venga casualmente illuminato nel fotogramma materiale in corso. Allora potrebbe succedere che compaia una persona del passato, del futuro o un essere che non appartenga affatto alla nostra civiltà. Se una persona venisse qui, nel nostro mondo, proveniendo da questo archivio, la sua vita passata gli sembrerebbe assolutamente reale perché la sua memoria è legata al film da cui proviene. Il cervello conserva non le informazioni, ma indirizzi di accesso ad esse. Quando si passa da un film a un altro, gli indirizzi possono venir staccati dal film precedente e collegati a quello nuovo, ma possono anche non venir staccati e allora si manifesta un effetto simile al déjà vu. Ciò accade quando vi sembra che nella vostra vita debba essere successo assolutamente un evento piuttosto che un altro, mentre tutti intorno a voi affermano che non è stato così, o al contrario vi dicono che vi è successo sicuramente qualcosa ma voi non lo ricordate affatto. E non perché abbiate avuto un'amnesia, ma perché è insorta una confusione tra gli indirizzi e i film. La realtà a volte commette tali errori. Anche se la realtà cercasse di eliminare accuratamente le tracce di simili assurdità, non sempre ci riesce. Il cosiddetto "effetto Mandela" è un abbaglio ancora maggiore del déjà vu e non può in alcun modo essere attribuito ai difetti capacità di memoria di un singolo individuo. L'effetto Mandela si ha quando grandi gruppi di persone, letteralmente milioni, ricordano cose di cui nella realtà in corso non si trova conferma. Ad esempio, molti ricordano perfettamente che in un certo film è stata pronunciata una certa frase. Tuttavia questa frase è ora scomparsa o è stata cambiata e nessun supporto, nemmeno il più vecchio, importa. E ci sono molti esempi simili e non solo presi dai film. Di che si tratta? Di follia generale? Perché succedono casi del genere? Semplicemente perché la realtà effettiva collettiva è passata su un'altra pellicola in cui questa stessa frase è riportata in versione diversa. La realtà la società ha commesso un errore inaccettabile: il passato è cambiato, ma gli indirizzi di memoria delle persone non sono stati riveduti e corretti. Tutti ricordano chiaramente cosa c'era nel film precedente perché i loro indirizzi sono ancora legati ad esso. Qui è necessario specificare che quanto detto finora riguardava i film individuali. Tuttavia il cinema generale della realtà è strutturato in modo molto più complesso. Le pellicole individuali di singoli individui, anche se girano separatamente, giaciono purtuttavia su un nastro comune a tutta l'umanità. Se arrivasse la fine del mondo, essa avrebbe per per tutti, non è vero? Quante volte è stata prevista, ma continua a non arrivare. Eppure una simile variante esiste davvero nell'archivio, se l'indovini l'hanno vista. Invece per il momento succede che la realtà universale salta su un'altra pellicola più felice. Ma succede anche che il presente finisca nel passato, Esiste ad esempio un fatto così documentato: il 14 luglio 1911 un treno con passeggeri partì da Roma in direzione Lombardia e quando entrò in un tunnel di montagna scomparve senza lasciare traccia. Allo stesso tempo, ma più precisamente si trattava già di un tempo passato, che è stato? I giornali messicani del 1840 riportarono testimonianze di un fatto straordinario: in Messico erano comparsi 104 italiani provvisti di tutti i documenti e gli attributi del loro secolo che sostenevano di essere giunti fin lì da Roma in treno. Ovviamente non vennero creduti e le autorità locali non trovarono non hanno niente di meglio da fare che rifilarli in un ospedale psichiatrico. Dov'era finita la realtà degli italiani scomparsi? Abbiamo infatti detto che la realtà è qualcosa che non è mai stato e mai sarà, ma solo è una volta e adesso. E così è. Il caso descritto non cambia nulla, perché la la realtà è il fotogramma in corso. Ma se ha luogo un'anomalia tale per cui i nastri in qualche modo si intersecano, e possono intersecarsi in modo completamente arbitrario, allora un fotogramma proveniente dal futuro potrebbe finire su una pellicola del passato e dunque le persone e gli oggetti di questo fotogramma capitano nel passato. Ma com'è possibile? Dopotutto il fotogramma si muove consequenzialmente. Come possono le persone nascere nel presente e morire nel passato? Il fotogramma infatti si muove consequenzialmente. Prima è passato il primo fotogramma dove le persone sono scomparse, quindi è passato il secondo fotogramma dove le persone sono ricomparse, ma in realtà il primo fotogramma era il successivo, mentre il secondo era il precedente. Solo che i nastri del futuro e del passato si sono mescolati e ha avuto luogo questa aberrazione della percezione cui non siamo abituati e che anche nonostante tutte queste spiegazioni rimane incomprensibile. Possibile. Del resto ci sono fatti documentati che riguardano persone del passato, con tutti i loro attributi, compreso il contenuto delle loro tasche, capitate nel presente. Analogamente ci sono stati casi in cui, nel corso di scavi archeologici, sono stati rinvenuti artefatti realizzati nel presente recente o che sembrano appartenere ad un futuro sconosciuto. Anche in questi casi, evidentemente, le pellicole dei film si sono mescolate e incrociate. Per contro, succede anche che i nastri non si intersechino ma si sfiorino. Allora compare il Crono Miraggio. Le persone e gli oggetti non si spostano letteralmente nel tempo, come oggetti materiali nello lo spazio, possono anche non esistere affatto nella realtà passato-presente, però possono materializzarsi in qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo se il loro nastro finisce nel fotogramma in corso di un dato luogo e di un dato tempo. La realtà materiale è esattamente il fotogramma e illuminato, mentre la realtà in generale è un insieme di pellicole cinematografiche. Ecco cosa deve essere chiaro: le anomalie elencate non dimostrano nulla, ma forniscono una conferma indiretta del fatto che la realtà è uno spazio infinito di pellicole multivariante. Non solo, ma da ciò consegue che non solo i quanti del micromondo sono discreti, ma anche tutta la realtà, perché i nastri sono costituiti da fotogrammi separati da intervalli. Se la scienza ammettesse che non solo il micro, ma anche l'intero macrocosmo è quantico farebbe molte nuove scoperte, per esempio lo spostamento istantaneo nel tempo e nello spazio, così come anche altre anomalie si verificano esattamente negli intervalli tra i fotogrammi. Anche i tutti nostri pratici confermano che l'intera realtà è discreta. Uscendo dalla frequenza dei fotogrammi della pellicola corso, conquistate la possibilità di creare l'impossibile. Tutte le manipolazioni con l'attenzione e la treccina vi aiutano letteralmente ad uscire dalla frequenza e dalla fase della realtà e in questo senso ottenete la possibilità di camminare liberamente nel film. L'archivio dell'eternità, come potrete supporre, corre, non è apparso immediatamente, si è evoluto. Tutto ciò che è stato o sarebbe potuto essere non è stato registrato sempre e non su tutto. Sebbene sia possibile affermare anche che l'archivio sia sempre esistito, ma in questo caso sarebbe necessario inoltrarsi nella filosofia e chiarire la semantica del concetto di sempre. Cosa è sempre? Qualcuno lo sa? L'evoluzione è in un determinato senso un processo di produzione di informazioni. La natura animata e inanimata si evolve, si sviluppa e al contempo produce informazioni su se stessa, sulle della sua esistenza. È un concetto simile all'evoluzione del web: i suoi utenti inseriscono le loro informazioni, la rete accumula e si evolve. L'archivio dei film non è un campo di informazione onnicomprensivo, assolutamente infinito, che è sempre esistito e su tutto, ma diciamo piuttosto che è una parte dell'infinito che si muove e cresce come un enorme costrutto, anch'esso infinito. Si muove all'infinito e cresce, un infinito come parte dell'infinito. Riuscite ad immaginarvelo? No? Bene, e non fatelo! Non intrippatevi con concetti che la ragione non può comprendere, se no qualcuno comincia a discutere del fatto che l'infinito non esiste, però l'universo è finito, ma chi lo sa? Non dovete rompervi la testa su questi concetti, ma piuttosto agire e provare una sensazione di entusiasmo per il solo fatto che adesso sapete di essere in grado di impostare Voi stessi e impostare la realtà. Questo accende una luce alla fine del tunnel, dà forza, speranza, scopo e quindi energia per l'intenzione di creare qualcosa che dal punto di vista di una persona comune non può essere. Conclusione. Bene, miei cari, Cari, il primo volume della nostra storia è arrivato alla sua fine, ma questo è solo il primo volume e certamente ci incontreremo di nuovo. Se non vi siete ancora trasformati in lucciole, ci sarete almeno già vicini e vi troverete nella posizione intermedia delle lucertole, lucertole bizzarre e curiose. Vi croggiolerete ai raggi della mia Socchiuderete gli occhi dimenando le vostre code, aprirete le vostre boccucce per emettere suoni zoologici simili a sibili: Tafti, taftiiiii, sacerdotessa, sacerdotessa, ah ah ah. E poi vi riunirete in branco e sussurrerete dite tra voi guardandomi: "Come potremmo usarla per i nostri fini egoistici?". L'importante è che usiate il sapere che avete ricevuto. La maggior parte delle persone, quasi tutte, vive senza mai svegliarsi, attraversa la vita in uno stato di delirio senza alzare la testa e guardarsi attorno. Sono persone che non hanno mai impostato impostato la loro realtà e si limitano a galleggiare in un film che gli è già stato impostato e anche dato, come se fossero in un acquario. Capite quanto diversi siete ora da loro? Ma non dimenticate però che ciò non vi dà il diritto all'arroganza o, peggio ancora, al disprezzo. Non siate dormienti, è un'occupazione Lasciare vivere queste persone come vogliono e come possono. Chi è in grado di svegliarsi mi troverà da solo, come avete fatto voi dopotutto. Quanto a voi, ricordatevi di me e non dimenticatevi di voi stessi. Il sapere qui è dato in una forma molto concentrata e peraltro si tratta di un sapere che potrebbe potrebbe sembrarvi elusivo, inafferrabile. Potete passarci vicino e non capire e non notare nulla. Questo sapere è inafferrabile proprio perché riguarda l'illusione in cui vi trovate costantemente. L'illusione dell'azione scenica che consiste, ve lo ricordo, nel fatto che vi sembra di vivere una vita autonoma e agire secondo la vostra volontà e a vostra discrezione. Allo stesso tempo le cose non vi riescono come vorreste. E qui sta la contraddizione e il paradosso: se agite secondo il vostro libero arbitrio, perché allora i risultati non sono quelli che corrispondono ai vostri piani? Pensate che le cose non funzionino non funzionino, perché non funzionano e basta. In realtà non funzionano perché non agite secondo la vostra volontà, ma siete guidati da una sceneggiatura. Quando siete in balia dell'ansia, della paura, di sentimenti di ostilità e di altre emozioni, siete immersi nel sonno, siete in uno stato di trance e non siete in grado di autocontrollarvi. Vi potrebbe sembrare che siano le emozioni a dominarvi. Tuttavia non è così. Le emozioni vi fanno sprofondare nel sonno, ma a dominarvi è la sceneggiatura. E ancora, le cose non vi riescono perché non sapete agire in modo che riescano. Invece di impostare la realtà in arrivo, lottate con quella in corso. Questo libro ha lo scopo di tirarvi fuori da questa illusione. Per fare questo non servono molte parole, al contrario sarebbe bene che prima capiste, foste consapevoli e vedeste dov'è questa vostra illusione. Già solo questo sarebbe sufficiente per farvi cambiare della vostra vita in modo cardinale. E poi nei libri che seguiranno imparerete ancora di più. Ogni giorno c'è qualcosa che vi infastidisce, vi opprime, vi getta nello sconforto. Dovete costantemente monitorarvi, non cedere a questo stato e invece essere pronti a reindirizzare il vostro vettore. Posso impostare la realtà e spetta a me decidere come sarà. Senza dimenticare, in tutto ciò, che bisogna impostare non il corso degli eventi, ma il risultato finale, il fotogramma del fine. Creativi una tale abitudine. Vi ricordate che vi avevo detto che la La Forza è il motore della realtà? Essa fa girare i film. Se comincerete a impostare la realtà, la Forza vi noterà. La Forza nota sempre coloro che l'aiutano a far girare i film. Li prende e comincia ad aiutarli. La Forza non è interessata a manichini vuoti dei sogni che vivono in un film senza svegliarsi. Crearsi. Fate vostro il motto: "Cerco la forza e trovo la forza e faccio tutto con la forza", cioè faccio tutto in modo forte, geniale, con tutta l'anima e allora la forza permarrà con voi. State solo attenti a non cadere in uno stato di euforia gratuita rallegrandovi per i miracoli creati da voi stessi. Rallegratevi sì, ma senza ostentazione. Rallegratevi tra voi e voi per evitare che la realtà si vendichi di voi. È una cosa che le capita di fare dato che essa è malvagia. E men che mai vantatevi davanti agli altri. E ancora guardatevi bene dal raccontare delle le tecniche di impostazione della realtà e dei manichini ai vostri amici, a parole, eh, non vi capiranno e butteranno tutto sul ridere. Le tecniche non devono essere estratte dal contesto generale. È meglio consigliare di leggere il libro tutto di seguito. E ancora, non date a nessuno il vostro libro, è una Una sorta di vostro talismano personale. Non è una semplice raccolta di testi, ma una cosa dotata di forza. Tenetelo tra le mani, coglietene la sensazione, sentitelo. È una vostra cosa. E io sono la vostra Taffuti. Ciao ciao, lumache! Ci vediamo nei prossimi libri! Bri.
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