TAFTI 2 - VADIM ZELAND - TAFTI LA SACERDOTESSA 2. LA GESTIONE DEGLI EVENTI. AUDIOLIBRO IN ITALIANO.

In this Italian audiobook, Oksana Fedia guides listeners through the second volume of the Tafti series, a channeled work attributed to Vadim Zeland. She explains the core metaphysical system of Tafti, focusing on the "tricina" (the intent plexus located behind the shoulder blades) and how to activate it to "set reality"—shifting one’s personal life‑film to a desired version. The narration blends theory, personal anecdotes, and step‑by‑step practices: entering a state of presence, declaring intent with thoughts, words and images, and repeatedly reinforcing the intention. It introduces the concept of "markers"—negative, often childhood‑originated mental‑emotional patterns that keep a person in a trance‑like script. Listeners are taught to identify their own markers, transform them into "activators" through daily mantras (e.g., “Sono libero, perché posso impostare la mia realtà”), and monitor progress over a week‑long practice. Real‑life examples (a supermarket incident) illustrate the tricina’s effect. The audio repeatedly urges participants not to "betray their presence," to stay covert in their influence, and to share experiences with the community. The overall purpose is to provide a practical, motivational framework for co‑creating reality, overcoming limiting patterns, and cultivating a conscious, empowered way of living.
Chapters
Amiche, amici, qui Oksana Fedi che vi parla. Sono tornata con una sorpresa: Tafti 2. Sì, sì, è uscito nuovo libro Tafti 2 e vi propongo di farmi la compagnia con questa lettura. Questo libro è arricchito di tantissime pratiche e esercizi. Si fa un piccolo ripasso di Tafti 1. Chi di voi ancora non ha ascoltato questo libro, lo trovate nella playlist che ho creato sul mio canale. Chi invece ha seguito Tafti 1, benvenuti! Vi invito di proseguire lettura di Tafti 2. Cosa troveremo qui? Troveremo sempre canalizzazione di Vadim Zeland. Chi non conosce questa storia, Vadim Zeland è un fisico russo, e ha avuto un'illuminazione, ha canalizzato il racconto di un'antica sacerdotessa Tafti. Giusto qualche informazione come sarà organizzata la lettura di questo libro. I capitoli sono molto più grandi, vi dico come un esempio, e andremo a ripassare e praticare tutti questi esercizi che sono stati descritti nel libro 1, più informazioni nuove nel libro 2. Vi faccio la lettura e dopo vi aspettano esercizi da praticare. Perciò, siete pronti? Cominciamo subito con la lettura. Introduzione: la quintessenza della conoscenza di Tafti. L'uomo possiede un rudimento arcaico, la tricina dell'intenzione, un plesso energetico situato dietro la schiena, a livello delle scapole. La trecina si attiva alzandosi e inclinandosi leggermente verso la schiena quando si rivolge a essa l'attenzione. La realtà è composta da molte versioni, varianti di film, ognuna delle quali ha il proprio scenario di sviluppo dei corso degli eventi. Tramite la treccina è possibile modificare il corso degli eventi. Per impostare la realtà si deve cogliere la sensazione della presenza della treccina dichiarando la propria intenzione in pensieri, parole, immagini e poi rilasciare questa sensazione. La realtà si sposterà su un'altra pellicola con una sogneggiatura corrispondente. È così che ciò che si immagina diventa realtà. È necessario raffigurarsi non solo un evento, ma anche un atteggiamento, la ferma intenzione che sarà così. Non sempre la pratica funziona in modo perfetto e immediato. Tutto dipende dalla complicità del dal compito e dall'atteggiamento della tricina. Se il compito non è semplice, ci vorrà del tempo. L'obiettivo a lungo termine si realizza per gradi, man mano che si passa da una pellicola all'altra, avvicinandosi sempre più a quella del fine. Per allineare la tricina bisogna impostare la realtà. Bisogna impostare la realtà più spesso possibile, senza sperare che qualcosa si avveri o meno, senza aspettarsi nulla dalla realtà, ma impostarla intenzionalmente e sistematicamente per eventi semplici e complessi. Si tratta di un modo fondamentale diverso di pensare ed esistere. Affinché la mente acquisisca un nuovo modo di interagire con la realtà, è necessario impostare la propria realtà sempre e con costanza, osservando e constatando i progressi. Impostare la realtà è possibile solo se ci si trova in uno stato di presenza. Per entrare nello stato di presenza bisogna rivolgere l'attenzione verso se stessi, capire dove si trova la vostra attenzione e se è occupata da qualcosa di esterno, perché il vostro io è la vostra attenzione. Si dovrebbe entrare in stato di presenza brevemente per impostare la realtà o per compiere consapevolmente una determinata determinata azione. Nel vostro stato abituale agite inconsapevolmente, siete guidati da una sceneggiatura. Entrando nello stato di presenza tornate in voi stessi. Quando non siete in voi stessi la situazione vi controlla, quando siete in voi stessi avete il controllo della situazione. Il più delle volte la situazione, ciò che è in atto, assorbe completamente la vostra attenzione e vi fa scivolare nel sonno. Per imparare ad andare oltre la situazione è necessario sviluppare l'abitudine opposta: non cadere in trance per ciò che sta accadendo, ma al contrario svegliarsi Quando fate qualcosa dovete chiedervi: lo state facendo voi o qualcuno che vi guida? Per abituarsi a risvegliarsi nel sogno a occhi aperti è necessario darsi consapevolmente la seguente impostazione: mi sveglierò ogni volta che sto per fare qualcosa o quando succede qualcosa, oppure quando qualcosa mi opprime o non quadra in me e nella realtà circostante. Provate a seguire questa impostazione. Anche questa è una modalità di esistere insolita e insoale. Per entrare in questa modalità è necessario praticare numerose ripetizioni. Capitolo 1: Recuperiamo la forza. Manifesto della volontà. Sarà quel sarà. Ecco lo slogan dei dormienti, la canzone dei dormienti, la canzone che io canto. Ma può anche non essere così. Chi si è risvegliato canta un'altra canzone: ciò che avvenga per la nostra volontà. Ciao ciao, miei piccoli mostriciattoli e mostriciattole. Vedremo perché, in che modo, può anche non essere così. Intanto dico subito addio a chi è pigro, indolente, a chi è infastidito da tutto questo, a chi se ne va e non scopre niente. Chi ha detto che ciò avvenga per la vostra fede? Forse il Creatore aveva in mente qualcos'altro e le sue parole sono state distorte, sostituendo il servire con l'adorare. È poco probabile che il Creatore abbia bisogno di essere adorato. Voi avete davvero bisogno che i vostri figli vi adorino? Probabilmente preferireste vederli come buoni amici. In realtà lo scopo della vita, così come il servizio al Creatore, risiede nella co-creazione, vale a dire nella creazione insieme a Lui. Molti credono che tutto ciò che gli si richiede sia avere fede nel Creatore, ma la sua intenzione, come è ovvio, è quella di creare e formare la realtà. Se lo aiutate a farlo, non state forse compiendo la sua volontà? Quando la vostra intenzione è diretta a creare la vostra realtà, La vostra volontà diventa la volontà del Creatore. Come potrebbe questa non realizzarsi? Come sapete, Mosca non crede alle lacrime. È un detto russo comunque questa frase, che significa il fatto che potete contare solo su se stessi. Allora, come sapete, Mosca non crede alle lacrime, il Transurfing non crede nella fede. Non dovete credere, ma sapere e fare, come fa il Creatore. La realtà non è soggetta alla fede, ma alla volontà. Si può e si deve fare non soltanto con benedizione, ma innanzitutto con la volontà di Bisogna solo capire quale è il modo giusto. La volontà, nel senso di forza di volontà, non significa né costringersi a fare qualcosa né fare pressione sulla realtà. Piuttosto il contrario: più si desidera e meno si riceve. Più fate pressione sulla realtà, più incontrate la resistenza. Non a caso la parola volontà ha due significati: intenzione e libertà. L'intenzione è la risolutezza di avere e di agire e allo stesso tempo il permesso di farlo. Dovete dare libertà alla realtà senza fargli pressione, ma permettendole di realizzare le vostre intenzioni. Voi invece dovete liberarvi dalla frenesia del desiderio ed entrare in uno stato di ferma risolutezza a ottenere ciò che desiderate, perché ottenete solo quello che siete pronti a ricevere. Ecco perché la tricina dell'intenzione si trova dietro di voi. E agisce in modo autonomo da voi. Esprimete la vostra volontà e allo stesso tempo rimanete distaccati, come se non c'entrassi nulla. La volontà è vostra, ma non siete voi a realizzarla, bensì la forza, il motore della realtà. Tuttavia, la cosa più importante, per strano che possa sembrare, non è tanto la capacità di gestire la realtà quanto il desiderio di gestirla. Desiderate sempre qualcosa, desiderate semplicemente, e quando non ottenete ciò che desiderate, piangete. Non è il futuro a dipendere da voi, siete voi che dipendete dal futuro. Per questo la vostra posizione è passiva, è una posizione di attesa. Preferite sbirciare dal buco della serratura dei pronostici piuttosto che determinare voi stessi il vostro futuro. Il futuro non è di nessuno perché nessuno se lo prende. Non è degli astrologi, degli indovini, delle veggenti, non è dei sognatori, degli affitti, di coloro che nutrono speranza, non è di semplici osservatori. Il futuro appartiene a coloro che lo impostano, ma di solito nessuno lo fa, quindi il futuro non è di nessuno, si sviluppa da solo. Pensateci, la cosa più preziosa a questo mondo è a disposizione di tutti e nessuno se la prende perché si pensa che sia impossibile o non si sa come farlo. Voi non vorreste prenderla? Cosa vi impedisce di realizzare i vostri sogni? La posizione passiva, quella in cui non si imposta in anticipo la realtà, ma ci si dibatte nel fotogramma corrente, nel momento qui e ora. Si aspetta e si spera: riuscirà o non riuscirà? Funzionerà o non funzionerà? Avrò successo o non avrò successo? Invece di impostare la vostra variante. Farlo è realmente possibile perché la realtà imminente è multivariante. Ciò non è di nessuno, se la impostate diventa vostra. Se volete è per la vostra volontà, se non volete vi restano solo la speranza e la fede. È una questione di scelta. È possibile riconfigurare questo modello mentale solo tramite numerose ripetizioni. Bisogna darsi la ferma impostazione di non aspettare, ma impostare e cercare di seguirla quanto più spesso possibile, sempre Bisogna ripeterselo e ricordarlo. Qui però il desiderio da solo non basta. Dovete riconfigurare il modello da lumaca secondo cui siete abituati ad agire. Quello per cui non impostate la realtà, ma aspettate e sperate. L'abitudine è talmente forte che è impossibile superarla soltanto con la consapevolezza. Che potete non aspettare che qualcosa accada, ma impostare la realtà. Ve ne dimenticherete ancora e ancora e continuerete ad aspettare come avete sempre fatto. Non appena vi cogliete a pensare che state aspettando qualcosa e sperate in qualcosa, si attiva immediatamente la modalità attiva: io imposto la realtà. Si tratta di una modalità fondamentale, diversa di esistere. È difficile riconfigurarsi, ma è possibile. In questo caso dovrete fare tentativi e sforzi di volontà, ma se vi riconfigurate acquisiterete un superpotere che gli altri non Nonano, ciò che avvenga per la vostra volontà. Ecco un tipico esempio di quanto sia semplice e al tempo stesso incomprensibile, magico. L'altro giorno ho sperimentato il potere magico della trecina in azione. Sono andata al supermercato, ho riempito il carrello con chili di roba e poi mi sono mi sono resa conto che sarebbe stato difficile trasportare la spesa a piedi. Ho impostato la realtà che sarei tornata a casa comodamente senza portare nulla. Poi faccio una chiamata, nessuna risposta. Dopo circa 5 minuti quella persona mi richiama per dirmi che sta entrando nel parcheggio dello stesso supermercato in cui mi trovavo. In quel momento ho provato quella sensazione contraddittoria di cui parlava. Dafti: È successo qualcosa che non può accadere. Mi hanno accompagnato a casa comodamente e io non ho portato nulla. La tricina non è una bacchetta magica delle fiabe, ma è un vero proprio strumento, se c'è la volontà di utilizzarla. Liberazione. Da questa parte, venite da me, creature mie belle e felici, venite dalla vostra sacerdotessa. Su, ditemi un po', come va? Come andate dal vivo nel film? Usate la treccina. Se vi addormentate di nuovo, incolpate voi stessi. Smetterete di uliminarvi e diventerete di nuovo disgustosi e viscidi. Anche se non ve lo meritate, oggi vi regalo una pratica utile e liberatoria. Il problema è che molte persone di tanto in tanto e anche abbastanza istanza spesso durante la giornata provano una sensazione fastidiosa, simile a un senso di obbligo, malinconia, costrizione, come se qualcosa vi opprimesse. È più che altro una sensazione inconscia alla quale ci si abitua perché ci accompagna di continuo e agisce su di noi come una zavorra. Una persona può anche essere felice, ma questa zavorra continua a gravare su di lei e la sua vita diventa cupa. Il motivo principale, se non l'avete dimenticato, lo sapete: siete guidati da una sceneggiatura esterna, non dalla vostra sceneggiatura, esattamente questo che vi sta accadendo. Tuttavia, il solo fatto di essere consapevole del problema non basta a risolverlo. Dovete ricordare e sapere che indipendentemente da come venite guidati, siete in grado di impostare la vostra realtà. Ma anche questa conoscenza non è sufficiente. Dovete entrare in uno stato in cui siete liberi interiormente e non avere nessun peso. Come fare? Dovete entrare nel vostro nuovo manichino in cui lo stato di libertà è impresso a livello subconscio. Per fare questo, per una settimana, più volte al giorno, trasmettete con la treccina la forma per pensiero: "Sono libero, sono libera, perché posso impostare la mia realtà. Sarà così come la imposto." Potete provare un immediato sollievo e una sensazione di libertà interiore. Rafforzate questo stato per una settimana. In seguito non dimenticatevene mai. Allora diventerete davvero belli e felici come vi ho promesso. I marker del sogno. Su, svegliamoci, miei amici belli e bravi. Spero che non abbiate dimenticato che la pratica di liberazione deve essere eseguita per una settimana. Non siate pigri, non siate pigri. Non vi do delle pratiche così per fare, perché io ho bisogno di creature belle e felici, non mocciose e umidice. La pratica precedente era dedicata allo stato inconscio, inconscio "opprimente" che incombe su di voi e vi accompagna costantemente, ma esistono anche problemi e situazioni opprimenti a cui rispondete e reagite inconsciamente. Si tratta di problemi e situazioni che vi opprimono e dalle quali non riuscite a liberarvi perché permanete in uno stato di Trance nel sonno. Quando permanete in uno stato di incoscienza, non siete in grado di reagire come avreste voluto perché siete guidati dalla sceneggiatura. Si tratta di problemi e situazioni in cui vi trovate in uno stato di sottomissione, siete vincolati, avete torto a priori. Una cosa simile vi sarà capitata molto spesso nella vita, dalla primissima infanzia fino ai rapporti di lavoro. Vi siete resi conto solo dopo che eravate davvero in uno stato di trance emotiva e non siete riusciti a reagire adeguatamente. Tuttavia non riuscivate a capire perché era così. Ora lo sapete: siete guidati da una sceneggiatura. Per liberarsi e uscire da una situazione nel modo migliore è necessario svegliarsi in tempo. Ad esempio, la piccola Matilda del libro La sacerdotessa e i frati ha dimostrato di essere un individuo con consapevole e libero quando hanno cercato di obbligarla a mangiare la zuppa di latte, ma quando le è stato chiesto: "Di chi sei? A chi appartieni?", si trovava in uno stato di trance. Vi do un compito: ricordate queste situazioni della vostra vita in cui vi trovavate in tale stato di trance, trance emotiva, in cui non riuscivate a rispondere o agire come desideravate e solo più tardi avete ricordato e compreso che non potevate farlo perché eravate come in un sogno. Per ora ricordatele soltanto. La pratica non è né facile né veloce e scrivete, scrivetemi, prendetevi la briga di capire da soli questo questo processo dovete capire per bene come avviene. Vi aiuterà il seguente criterio: la situazione in cui non siete in voi è determinata dal marker. Ad esempio, come da bambini, ti sbagli, sei in dovere di fare qualcosa, sei colpevole debole, sottomesso, incapace. Individuate quali marker dominavano la vostra situazione. Vediamo chi sarà così bravo da riconoscere i suoi marker. Ecco alcuni marker dei lettori che hanno lasciato come esempio delle varie problematiche che hanno avuto come marcatori delle situazioni. Sicuramente in molte di queste situazioni potete riconoscervi. Allora: hai torto a prescindere, e anche se hai ragione hai comunque torto. Le opinioni degli altri sono molto importanti per me, la mia opinione invece non è importante, non posso decidere nulla nulla, non sono all'altezza. Per me il marker più forte è cosa penserà la gente, sii come tutti gli altri. Vi riconoscete, vero? Il mio marker fin da piccola è io devo. Mi ha sempre accompagnata il senso del dovere. Sono stata educata così da piccola e i paragoni con gli altri erano sempre a mio svantaggio e questa è diventata un'abitudine dai miei genitori. Sono in debito con loro perché è stato così difficile educarmi e crescermi che ora non potrò ripagarli per il resto della mia vita. Se mi prendo del tempo per me, mi sento come se togliesse al mio figlio. Mi dico che ne ha più bisogno di me. Non lo merito, non ne sono degna. Quando cerco lavoro, mi fisso sulle competenze che mi mancano. Nonostante le mie elevate qualifiche, ho sempre la sensazione di non fare abbastanza e che dovrei impegnarmi di più. Al lavoro cercano di darmi la colpa delle mancanze degli altri e anche di attribuire a me il lavoro di qualcun altro. Al lavoro sbaglio a prescindere e sto zitta. Anche a casa con mio figlio sbaglio, sono una cattiva madre. Spesso mi offendo con o senza motivo. Il mio marker fin dall'infanzia, fin dall'infanzia mi hanno offeso. Accetto condizioni inique. Mi costringono a fare ciò che non voglio e ciò di cui non ho bisogno. Ho passato gran parte della mia vita a soddisfare le aspettative di qualcun altro. Il mio marker è ancora una volta è andato tutto storto. È ancora la stessa situazione. Questo pensiero vero ritorna di continuo. Da piccola mia madre mi diceva: chi ha bisogno di te a parte di me? Questa sensazione che nessuno abbia bisogno di me è rimasta. È giusto perché lo fanno tutti. Da piccola mi dicevano: hai toccato dei soldi, vai a lavare le mani che sono sporche. Ora il marker non è tenere i soldi in mano, ma eseguire gli ordini. Mio marito non mi accetta per quella che sono e i miei interessi gli sembrano assurdi. Io stranamente sono d'accordo. Ho la ferma convinzione che si debba lavorare molto e duramente. Fin da piccola avrei tanto voluto abbracciare mia madre, ma lei era fredda nei miei confronti e ora ho il complesso di non essere degna di amore o di manifestazioni d'affetto. I miei genitori hanno deciso che avrei potuto fare a meno di tante cose, Ora non riesco a permettermi qualcosa di meglio. Mi aspetto sempre che mi facciano i complimenti, che mi danno un bel voto. Spesso mi sento dire: "Com'è che cerchi di sembrare più giovane?" Questo sarà il mio marker. I miei marker dell'infanzia sono i confronti con gli altri a svantaggio. Il terrore di sbagliare, la paura di una valutazione negativa. Devi fare tutto meglio di chiunque altro e se ottieni il secondo posto è un completo fallimento e fai schifo. E chi ha bisogno di te senza lavoro, senza un posto dove stare e inoltre con con un bambino. Il mio marker è di fare ciò che è meglio per gli altri. Ho paura di dire di no. Il marker che mi ha impresso mio marito: fai tutto male sia al lavoro che a casa. La competizione con gli altri, confrontarsi costantemente con qualcun altro. Non sei all'altezza. Non sono abbastanza brava. Le cose bisogna meritarsele. Io non valgo nulla. Un marker potente che a un certo punto mi è stato impresso è quello dell'età. È sempre troppo tardi per me, per qualsiasi cosa, fin da giovane. La sceneggiatura mi ha talmente inibito che non so cosa posso ricordare e raccontare. Il monitoraggio dei marker. Ora vediamo come possiamo sconfiggere e dare la caccia a questi marker. Bene, bene, miei cari, sicuramente vi siete sentiti meglio quando avete scoperto che molte persone avevano e hanno tuttora problemi simili ai vostri, ma la cosa fondamentale è che vi siete mostrati a voi stessi. Per uscire da un sogno ciclico che si ripete ancora e ancora dovete vederlo, capire quali marker vi controllavano e continuavano a controllarvi e dominarvi anche ora. È come nell'ipnosi regressiva, quando dallo stato attuale espirite le condizioni passate e ne diventate consapevoli, esse smettono di ripetersi e di possedervi. Tuttavia non è così semplice, alcuni marker scompaiono appena vengono riconosciuti, mentre altri continuano a a restare saldi come ganci. Osservatevi mentre eseguite il copione. Lasciate che i vostri marker diventino i vostri attivatori. Coglietevi e osservatevi. Coglietevi nel momento in cui cadete di nuovo sotto l'influenza del marker. Imparate a cogliere vi serve. È la prima cosa che dovete apprendere. Ancora una volta, cosa sono i marker? Sono atteggiamenti negativi che vi vincolano, vi limitano e vi fanno sprofondare nel sonno. Ad esempio: sbagliare a prescindere, avere un obbligo o siete in debito con qualcuno. Siete colpevoli, siete deboli, sottomessi, incapaci. I marker ve li ha impressi qualcuno oppure l'avete fatto voi stessi in passato. Ad esempio, dopo sconfitte che vi hanno segnato per senso di inferiorità o di disperazione, mentre i vostri genitori lo hanno fatto per tenervi a vada e manipolarvi. Qual è la funzione più distruttiva di un marker? Vi fa sprofondare nel sonno. Se ad esempio da piccoli vi è stato insegnato che siete in debito con gli altri, potete essere facilmente manipolati anche adesso. Basta che qualcuno ve lo ricordi e di punto in bianco diventate uno zombie. Per questo motivo dovete imparare a svegliarvi con gli attivatori costantemente, sempre, come si dice più volte nel libro. Non siete pigri, è nel vostro interesse. Un attivatore tipico è quando avete la sensazione che qualcosa vi opprime. Come potete liberarvene? Bisogna capire da quale atteggiamento negativo ha origine tale stato e poi sostituire l'atteggiamento negativo con uno positivo. Se sarete coerenti nella pratica, i vostri marker negativi saranno sostituiti con atteggiamenti menti positivi. Ad esempio: devo? No, sono libero. Non posso? No, posso fare tutto. Sono debole? No, la forza è in me e con me. Perché funzionerà? Perché io sono Tafti, la vostra sacerdotessa, e vi ho svelato la Dichiarate i vostri nuovi atteggiamenti mentalmente o ad alta voce, con la treccina, o semplicemente ripetetele di continuo. E assicuratevi di monitorare i progressi, a conferma che funziona. Li vedrete sicuramente. Avete capito bene il principio? Lo avete capito bene? Ditemi come avete colto voi stessi, quali atteggiamenti avete sostituito, come vi siete colti. Wow! Trasformare i marker in attivatori è una soluzione eccezionale. Una brusca inversione di rotta. Attivo la sorveglianza, colgo il marker e holà! Con la mia facoltà di arbitrio attivo il mio fine personale. Ciò che prima mi allontanava dall'obiettivo ora inizia ad avvicinarlo. Il marker è colpa mia, oggi l'ho trasformato in in "posso fare tutto". Ho la sindrome del perfezionista. Pensavo che fosse giusto tendere a un ideale, ma a quanto pare è qualcosa di terribile. Questa condizione è opprimente e porta via molto tempo ed energia. Quando me ne sono reso conto sono scoppiata in una lunga e sciocca risata. Ho sentito la mia energia ritornare in me. Prima mi sembrava che continuasse a sfuggire al mio controllo, senza che io potessi fare nulla. Cerco di non pretendere che mio figlio soddisfi determinati criteri o standard. Nel mio ultimo matrimonio c'era il marker: "Tanto non capisce niente, meglio che stai zitta". La situazione è cambiata da quando seguendo un impulso inspiegabile ho inviato una lettera al direttore di una rivista ed è stata ritenuta la lettera della settimana. Quando ripensi a questi marker li alimenti, è più semplice prendere coscienza e agire come desideri. Come desidera il tuo cuore, oppure esercitarti a farlo a lungo e Intensamente, perché se non sei tu a renderti felice, chi lo farà? Avevo questi marker: inutilità, inadeguatezza, inettitudine. Ora sono una persona diversa. Per molti anni ho lavorato su me stessa, mi sono concentrata sull'essere positiva, positiva sulla felicità. I miei complessi sono: che sono peggio degli altri, che nessuno ha bisogno di me così come sono, che l'amore va guadagnato, che tutti sono pieni di talenti e io no, che non posso e non riuscirò a fare nulla, non sono capace di nulla, semplicemente non non sono nessuno. Solo dopo aver scoperto Transurfing, per fortuna, sono tornata in me. Le conseguenze più negative del mio caso sono dovute a marker pensiero: non avrai successo, cosa ti rende migliori degli altri. Non ricordo meno chi me li ha impressi. La gente là fuori sa farti capire che nullità sei. Lo fa soprattutto con i bambini. Che bello che tutto questo possa essere risolto a qualsiasi età. Se oggi qualcosa è andato per il verso giusto, anche Se è solo una piccola cosa, mentalmente grido "Evviva!" e registro il nuovo stato come una mia nuova capacità abituale. A volte mi arrabbio con la mia moglie o mia figlia e solo dopo mi rendo conto che stavo dormendo. Ho scelto di ridere dei loro capricci. Quando qualcosa mi irrita nel comportamento di mia moglie o di mie figlie, cerco di svegliarmi e trasformare tutto in risate e umorismo. Il mio marker è cosa penserà la gente. Potrei dire qualcosa di sbagliato, fare qualcosa di sbagliato. Questa cosa mi faceva davvero impazzire finché Non ho lasciato perdere cosa avrebbe pensato la gente. Ho ridotto l'importanza. Ho semplicemente iniziato a dire quello che pensavo. In qualche modo il marker ha iniziato a scomparire da solo. Mi piovevano addosso insulti e io non potevo farci nulla. Nulla. Ora ho imparato a risvegliarmi. Sono dominato dal marker "sono colpevole", "mi vergogno", "ho fatto male". Me li sono impressi io stesso e tutto ciò è molto opprimente e prosciuga le mie energie. Ora ho deciso di sostituirli con "ho fatto la cosa giusta" perché ho deciso così. Secondo l'insegnamento di Tafti, quando vi cogliete su un marker negativo, ricordate immediatamente la vostra unicità come creatore. Ne consegue che tutti i marker negativi sono stati introdotti dall'esterno, cioè li avete inconsciamente accettati come vostri, ostri durante l'infanzia e nel corso della vostra vita. Secondo l'insegnamento di Tafti, quando vi cogliete su un marker negativo, ricordate immediatamente la vostra unicità come creatore. Il mio marker più potente nella sfera relazionale è: non devo fare nulla, perché dovrei? Che sia l'altro a ballare al suono della mia musica. Perché io sono una stella, anche se nel profondo non mi sento così. I rapporti si sgretolano fin da subito. Ecco perché riconfigurarmi a dare senza ricevere nulla in cambio si è rivelata la cosa più difficile per me. In generale, non aspettarsi nulla dalle persone, non chiedere, non voler ma fare l'opposto, dare e donare, è ciò su cui devo ancora lavorare intensamente. Stamattina mi sono sorpresa a pensare che essendo una donna sposata avrei dovuto fare le pulizie, poi però ho pensato: io voglio uscire e divertirmi, per dirmi che tutto il resto vada al diavolo. Prima avevo un marker pensiero potente che sono peggio degli altri, che questa particolare persona è eccezionale, fa tante cose e io, chi sono io in confronto a lei, nemmeno la guarderà una persona come me, così noiosa, Non ho nemmeno delle hobby, di cosa potremmo parlare? Ma questo marker pensiero è scomparso nel processo. Più interagivo con queste presunte persone eccezionali, più mi rendevo conto che non avevano nulla di speciale e loro siamo completamente uguali e ognuno di noi è interessante interessante a modo suo. Ora mi conosco bene e mi accetto completamente. Ho compreso il mio potenziale e posso interagire con chiunque alla pari, senza sminuire me stessa, senza timori o timidezza. Spesso mi colgo nel marker del perfezionismo. Voglio che tutto vada perfettamente, ma quando mi sveglio capisco che è la sceneggiatura a essere così e io non devo assolutamente interferire con essa. Ora, quando mi colgo in questi marker, mi ricordo e mi permetto consapevolmente consapevolmente di fare ciò che mi piace. Tanto peggio è ora, tanto meglio sarà poi. Quando inizio a osservare consapevolmente un pensiero negativo ricorrente che mi ossessiona, questo scompare immediatamente e ho molta meno voglia di Ho individuato il marker scenario secondo cui un evento non si verifica come vorrei. È curioso che sia bastato rendermene conto affinché gli eventi prendessero una piega positiva, anche meglio di quanto mi aspettassi. Avviene tutto in modo così interessante quando si inizia a osservare. Avevo appena finito di tagliare un prodotto a cui stavo lavorando e mi sono accorto di avere leggermente sbagliato le misure. Ho subito accolto positivamente questa novità e ho ho deciso di introdurla nei miei lavori futuri. Prima invece sarei stato assalito di una follia di dubbi: quale sarà la cosa giusta da fare? Al cliente piacerà? E ogni sorta di agitazione nervosa. Mi sentivo ferita, pensavo: nessuno ha bisogno di me. Non ho bisogno di nessuno e neppure io ho bisogno di me stessa. Ora posso fare marcia indietro e muovermi verso me stessa. Oggi mi sono svegliata e ho pensato: che succede? Ieri ho ricordato i miei marker tutto il giorno e mi sono risposta: Faccio ordine nel mio corpo. Faccio ordine nella mia anima. Faccio ordine nella mia vita. Grazie Tafti, finalmente ho una spiegazione per quello che mi sta succedendo. Non tradire la presenza. Miei prediletti, Cari animaletti, su, venite da me, dalla vostra sacerdotessa, presto. Oggi vedremo se avete compreso bene il principio fondamentale del camminare dal vivo e non film. Non avrete dimenticato qual è? Nel libro si raccomanda di non tradire la propria la mia presenza mentre state camminando. La mia domanda a voi è: cosa significa questo e cosa serve? Vi potrebbe sembrare di conoscere la risposta, ma facciamo chiarezza. Perché, di fronte a chi e quando non dovreste tradire la vostra presenza? Clarissa? Vi rispondo io, perché da voi non posso aspettarmi una risposta. Non tradire la presenza significa non mostrare le vostre capacità e in generale non dare alcun segno di essere in qualche modo diversi dagli altri dormienti. È una specie di gioco di imitazione. Camminate nel film come un personaggio rianimato che finge di essere inanimato, ma intanto cambiate le pellicole a vostra discrezione, così nessuno sospetterà nulla, né la sceneggiatura né altri personaggi. Di fronte a chi non si deve tradire la presenza di fronte ai dormienti, di fronte alla realtà. Perché non si deve? Per evitare di attirare troppa attenzione da parte dei dormienti, per trovarsi in una modalità di intenzione esterna e non interna. Quando non si di fronte alla realtà in ogni momento, quando bisogna controllare una situazione. Quando e a quale scopo si può? Quando cercate un partner, quando volete mostrare la vostra forza e il vostro passion. Quali sono i vostri errori? Confondere il mostrarsi con un stato di consapevolezza in cui siete in grado di muovervi e muovere la realtà. La cosa importante non è la vostra presenza in quanto tale, ma la vostra capacità di farlo. La presenza coincide con lo stato di osservazione osservatore nascosto, capace di controllare se stesso e la realtà. Ma quando ne è capace? Non solo quando è consapevole delle proprie azioni, ma soprattutto quando si trova in contratto con la Forza. Spiare da dietro le quinte e cambiare Furtivamente pellicola non significa non dirlo a nessuno, ma non prendere il mondo per la gola, non insistere su nulla, non fare pressione su nessuno. Significa osservare come, con il vostro permesso, la realtà e alle persone fanno ciò che vi serve. Non dovreste tradire la vostra presenza non tanto per paura che vi notino o perché temete di prendervi uno schiaffo dalla realtà, ma piuttosto per cercare di trovarvi in uno stato in cui non c'entrate nulla. Nulla. Lo stato di concentrazione e allo stesso tempo di distacco è una modalità di intenzione esterna, è in questa modalità che la forza permane con voi. Con prossimo capitolo vedremo la forza delle incarnazioni. Relazione passate. Non perdete prossimo video. Per ora vi saluto e un grande bacio da vostra Oksana Fedia.
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