TAFTI 2 - VADIM ZELAND - TAFTI LA SACERDOTESSA 2. TRANSURFING . CAPITOLO 5 MUOVIAMO LA REALTA'.

In this 15‑minute Italian monologue, Oksana Fedik (aka Oksana Fedik) reads Chapter 5 of the book Tafti la Sacerdotessa 2, a work that adapts Vadim Zeland’s Reality Transurfing into a spiritual‑practical guide. She opens by inviting listeners to reconnect with their heart and the universe, then proceeds to present a series of practices and philosophical concepts aimed at ‘moving’ or ‘flipping’ reality. Core ideas include: setting the final frame of a desired outcome rather than focusing on events; repeatedly inverting negative thoughts; treating the mind as a computer whose owner is the attention; staying present through simple rituals such as the five Tibetan rites and a “biosphere” exercise; a parable of the “Pale Queen” that illustrates confronting resistance and claiming the spring for one’s own country; advanced techniques like the retropensiero (spontaneous thought that taps external intention) and the treccina (knot) for constant affirmation and confirmation; the concept of “resoluteness to have” and the imitation method (behaving as if one already possesses the goal); a Q&A segment addressing common doubts about intention, obstacles, and external pressures; reflections on duality, the “Matrix”, and the role of positive/negative forces; and finally a heartfelt call for community support and sharing. Throughout, the speaker mixes instructional, narrative, and motivational tones, repeatedly urging listeners to practice the algorithms with persistence to re‑configure their mental models and manifest desired realities.
Chapters
Amiche e amici, qui Oksana Fedik che vi parla. Anche oggi, come mi avete chiesto, siamo in compagnia di Brandon. Brandon è un bellissimo skinny pig. Insieme a me e a tutti voi sta ascoltando il libro Tafti la sacerdotessa 2. Chi di voi ha perso il capitolo precedente, vi invito vivamente di ascoltarlo perché questo capitolo apre il cuore, vi farà capire che la felicità cammina a fianco a noi. In questo capitolo ci sono tante pratiche così belle, così semplici e così indispensabili per ritrovarsi con il cuore aperto, per aprirsi all'universo, per scoprire la nostra realtà. Ci sono ripassi di pratiche come rimanere in presenza, c'è una fantastica pratica di biosfera, ci sono le pratiche che vi convincono e vi spiegano che noi possiamo avere tutto, che noi possiamo fare tutto, perché è tutto il nostro sapere, è tutta la nostra consapevolezza, tutto parte dalla nostra mente. Perciò, come dice Tafti, il suo scopo è di far trasformare le visce di lumache in esseri lucicosi. Perciò con questo capitolo anche Quinto, noi andiamo a fare sempre passi in avanti per cambiare la nostra realtà, ma non solo cambiarla, ma anche gestirla. I consigli di Tafti sono tanto, tanto preziosi. Ci racconta come possiamo sopravvivere in questi tempi biblici che viviamo. Ci sono i consigli sull'alimentazione, i consigli come possiamo gestire l'energia nostro corpo. Ci sono i consigli— oh, è vero, anche tu stai ascoltando! Ci sono i consigli anche a livello di esercizi da praticare. Io ogni mattina, appena mi sveglio, mi dedico 10 minuti e faccio esercizi di 5 riti tibetani. Questi esercizi al primo mattino vi risvegliano tutto il corpo, proprio vi accorgete che la vostra energia inizia a scorrere, la circolazione si attiva e la giornata parte con uno spirito diverso. Perciò siete pronti ad ascoltare capitolo 5? Brandon, salutiamo ai nostri ascoltatori. Fatti vedere. Sì, ecco, dove stai andando? Ho paura che cadi, amore. Aspetta, aspettate che ve lo faccio vedere in tutta la sua bellezza. Ecco, è un bellissimo maschio. Vi faccio questo regalo, ve lo metto proprio in primo piano. Dai, trasformiamo anche Brandon in una lucciola, una lucciola in miniatura di un ippopotamo. Questa razza si chiama Skinny Pig, è veramente fantastico. Allora, siete pronti? Partiamo alla lettura. Capitolo 5: Muovere la realtà. Capovolgere la realtà. Ve lo ripeto, miei fastidiosetti, ancora e ancora, di nuovo e di nuovo, finché non vi entra in testa. E se non vi entra in testa, ricordate cosa succederà. Darò l'ordine di tagliarvela. Siete abituati a guardare film sia sullo schermo che nella vita. Cosa fate in entrambi i casi? Siete d'accordo, acconsentite, vi dite sì, è così, può accadere tutto ciò che lì accade. Reagite passivamente come lumache e non affermate i vostri atteggiamenti attivi: come dovrebbe essere e come sarà. Potreste conoscere questo principio, ma non lo applicate a causa di molti anni di abitudine. La mamma vi ha detto che non avreste avuto quel giocattolo costoso e voi L'avete accettato. Vi hanno spiegato che un lavoro prestigioso non faceva per voi e voi l'avete accettato. Vi hanno convinto che non siete buoni a nulla e che la vostra vita sarà come quella di tutti gli altri, grigia, senza grande opportunità di miglioramento e avete accettato anche questo. Come obiettare ai fatti concreti che vi pone la vita? Nel modo seguente: questa è la mia realtà? No, non la è. Per me sarà tutto diverso, sarà così e così, non nell'immediato, ma sarà così e basta. Dovete non guardare il film, ma dichiarare la vostra realtà con perseveranza ancora e ancora, fintanto che nella vostra ottusa coscienza— e la coscienza è davvero ottusa— come un modello non si inserirà una nuova configurazione mentale. Ecco come fare. Primo: non dimenticate che dovete impostare non il corso degli eventi, ma il risultato finale, il fotogramma del fine. Due: non prestate attenzione ai fallimenti, lasciate che seguano la loro strada. Attraverseranno per un po' la vostra realtà e poi si sposteranno in un'altra. 3. Ogni volta che vi cogliete a pensare che non avrete successo, capovolgete questo pensiero e avrete successo. E quando vedete che non state avendo il successo, Guardate il punto precedente e capovolgete di nuovo. Non dimenticate che le pratiche che vi do vanno eseguite non solo una volta, ma costantemente, ripetutamente. Solo allora avrà luogo la riconfigurazione. Parabola della Reginella Palida. Presto presto, lumache mie! Mi stavate aspettando? Non vi ho abbandonato, mi sono data da fare affinché finalmente arrivasse la primavera. Il fatto è che la Regina Bianca è diventata così sfrontata da decidere che non avrebbe lasciato arrivare la primavera nel nostro paese. Quindi sono andata al Circolo Polare Artico, accompagnata ovviamente dalla polizia di frontiera e da pastori tedeschi, per risolvere la questione. Le nostre trattative sono subito iniziate con un dialogo costruttivo Mi ha detto: "Io sono la Regina Bianca." "E io?" "Io la rossa." E lei ancora: "E io la bianca?" Io le ho risposto con le mani sui fianchi: "E allora io sono la Regina Rossa." Lo volete capire? La cosa sarebbe potuta andare avanti ancora a lunga, ma poi si sono messi in mezzo i pastori tedeschi, che abbaiavano talmente forte che per poco non diventavo sorda. La Reginella Palida stava ancora borbotando qualcosa, ma io non ascoltavo più. Mi sono messa a occuparmi dei miei pastori tedeschi. Le ho ruffati gli orecchi e li tirati per la coda. Cosa avete da abbaiare come cani? Calmatevi, lasciateci parlare. Alla fine si sono calmati e si sono messi a cuccia. Le guardie di frontiera non hanno neanche aperto bocca, sono rimaste educatamente in disparte con aria trasognata. E così io e la Reginella abbiamo continuato la nostra conversazione. Mi ha detto: "Non sarà troppo per voi tutta la primavera per il vostro paese?" E io: "Ci prenderemo tutta la primavera che vogliamo, non sta a te decidere, il paese è nostro e sono affari nostri."— E lei:— Il vostro paese è troppo grande, non è giusto che sia solo vostro. Verrò da voi, voglio governare anch'io. Dopo queste parole, le guardie di frontiera sembravano ancora più imbambolate e si sono messe a sbadigliare, tanto che per poco non si addormentavano. I cani da pastore si sono avvicinati in silenzio alla reginella e si sono messi a osservarla con molta attenzione. Si potrebbe anche dire con aria pensierosa. Peccato che non avessero delle occhiali. La prossima volta gliele darò. La reginella ha iniziato ad arrampicarsi sugli specchi. Però non tutti i vostri cittadini vogliono che arriva la primavera. Le ho risposto: nel nostro paese ci sono regioni più remote e fredde, e se qualcuno non vuole il caldo, lo trasferiremo là. Al che ha replicato: non si può parlare così, dobbiamo trovare un accordo.— E io lo trovo io l'accordo. Sono venuta a prendere la primavera e la porto via con me. D'accordo? La Reginella Pallida non ha fatto in tempo a replicare che da dietro una cortina di ghiaccio è uscita la primavera in persona e ha detto: Voglio andare con loro. Andrò con loro. Nessuno ha prestato più attenzione alla reginella e così ci siamo diretti verso casa insieme alla primavera. I cani abbaiavano. Le guardie di frontiera gridavano: Tafti è con noi! La vittoria è nostra! E la primavera cantava e ci riscaldava tutti. E ora, lumache mie, vi informo che sono tornata da voi e ho portato con me la primavera. Farà più caldo, sarete più allegri. Capovolgere il fotogramma, forza, uscite dalle vostre case, sono tornata. Vi vedo tutti. Continuiamo la pratica per capovolgere. Abbiamo già imparato a farlo con la realtà in generale. È questa la mia realtà? No, questa non è la mia realtà. Tutto sarà diverso per me, sarà così e così. Non subito, ma sarà così e basta. Oggi vediamo più nel concreto come capovolgere un fotogramma da "non funzionerà" a "funzionerà". Come nel film "Atterraggio Zero" non possiamo decollare, ma se non decolliamo moriremo. Ma come facciamo a decollare? Sulla pista di rullaggio. Ma non basterà. Ne discuteremo a Mosca se basterà o meno. In altre parole, dovreste pensarci dopo se funzionerà o non funzionerà. Ora funzionerà e basta. Non guardate alla realtà come un film. Sì, è un film, ma è in vostro potere cambiare la pellicola. Principi generali: capovolgiamo con determinazione ogni negatività in positività, capovolgiamo con risolutezza ogni non funzionerà in funzionerà. Vi spiego meglio a cosa serve questa pratica. Un determinato modo di pensare tende a radicarsi nell'abitudine. Per cambiare la vostra vita dovete riconfigurare il vostro modo di pensare. Ricordate: ciò che è dentro è anche fuori. Se i vostri pensieri sono dominati da atteggiamenti negativi, siete destinati a fallimento. Al contrario, se prevalgono atteggiamenti positivi, siete destinati ad avere successo. Si tratta di verità note, ma ve ne dimenticate di continuo. Pertanto, eseguite con costanza gli algoritmi, come descritto nel primo libro. In modo che non sia la memoria e tanto meno la coscienza a funzionare, ma le abitudini. In parole povere, la coscienza è un catalogo dei vostri modelli e delle idee che avete del mondo e di voi stessi, che vi sono stati impressi dalla società, oltre che della vostra esperienza personale. La coscienza è un po' come il disco rigido del vostro computer. Sempre in parole povere, la ragione è la vostra capacità di pensare, cioè il processore. Voi non siete la vostra coscienza e non siete neanche la vostra ragione. Voi, o meglio il vostro io, siete la vostra attenzione. A vostra disposizione avete la coscienza, che sarebbe la memoria, avete la ragione, che sarebbe processore, il subconscio sono i programmi che fanno funzionare tutto questo hardware. Insomma, avete a disposizione un computer, eppure voi non siete neanche un computer. Chi è il proprietario di tutto questo? La vostra attenzione, ecco chi. Ciò che decide cosa fa il computer. Voi potete decidere cosa sta facendo il computer in questo momento e a cosa sta pensando. Certo che potete! Quindi non lasciate che questo processo sia affidato a caso. Avete mai pensato al significato della domanda che si fa a chi ha la testa da qualche altra parte? Tra le nuvole. Dove sei? Si trova dov'è la sua attenzione, perché la sua attenzione è lui stesso. Tutto il resto è il suo involucro fisico, l'hardware nel linguaggio del computer. La mente può ragionare e dubitare, la coscienza no. Da non confondere con il subconscio, che è responsabile di tutte le nostre attività fisiologiche. Pertanto, indipendentemente dal fatto che crediate o meno nel buon esito di qualcosa, inculcatevi in testa costantemente pensieri sul suo successo. Impostate la realtà e così che viene riconfigurato il vostro modello mentale da lumaca. In un modo o nell'altro otterrete ciò che desiderate. E se non funziona? Ricordate come si capovolge. Se funziona bene, ma se non funziona è ancora meglio. Se non funziona ne traggo beneficio. A differenza del principio di coordinazione, non ci limitiamo a dichiarare che un fastidio è un piacere, cosa non sempre fattibile, ma ricerchiamo un beneficio. Chi cerca trova. Coglietevi nei pensieri negativi e impostate la vostra realtà. Importante è non cacciarsi in situazioni pericolose, ad esempio se si tratta della sicurezza stradale. Quiz: Ehi, anfibi, come vanno le vostre capacità cognitive? Male? Ahaha, come mai, miei poveri miserabili? Dovete svilupparvi, dovete allenarvi. Il serpente malvagio oggi sulle sue Il Re delle Pagine sottopone degli indovinelli ai suoi lettori. Quindi ho deciso di organizzare un quiz per i miei intellettuali pazzi, pazzi, e per le mie erudite fuori di testa. Chi mi dice da dove è ripreso questo dialogo? Chi sei? Nessuno. E tu chi sei? Anche io nessuno. Qual è il significato di questo dialogo dal punto di vista della taftologia, del taftismo? Bene, bene, rispondo io alle vostre domande. Pensate che non Sapevo nemmeno la risposta, ma li ho trovati su Google. Dopotutto, se mancano del tutto le capacità cognitive, possiamo trovarli e acquisirli su Google, vero? Non è così? Da dove è ripreso questo dialogo? Ma dal film tedesco-germanico di fame gogoliano, fuoco, acqua e tubi di rame. Hola! In cosa consiste la taftologia? Coloro che non sono nessuno in realtà sono chi? Avete capito? Ecco a cosa serve taftologia: a rendere le cose non soltanto comprensibili ma anche chiare. Dove sta qui il taftismo? Certo, può sembrare che a parlare siano due personaggi mentalmente squilibrati, e invece no. Il punto è che io sono io e non qualcuno. Io non è il mio nome, la mia professione o il mio status sociale. Io sono nella forma più pura, la mia presenza, la mia attenzione e nient'altro. Se mi chiamano qualcuno, allora non sono io, ma le mie etichette, i miei attributi, le mie maschere. Pertanto In sostanza: "Io sono nessuno". Nel libro la sacerdotessa Id Fata viene posta la domanda "Chi sei tu?" per risvegliare in loro una minima consapevolezza di loro stessi, perché sono puri personaggi, non hanno auto-identificazione, addirittura si percepiscono non come io, individuo, ma come solo noi, massa. Quando Iftat e Matilda li spingono a ricordare come si chiamano e cosa fanno, è giù un passo in avanti. Dopodiché si può porre una domanda già più profonda: chi sono Io. In pratica, chi sono io per me stesso? Io per me sono la consapevolezza che ho di me stesso. E quando sono consapevole di me stesso? Quando riporto l'attenzione a me stesso, quando entro in uno stato di presente. Vedo me stesso e vedo la realtà. Quindi i personaggi nel dialogo sono fin troppo sani di mente. Con le loro domande e le loro risposte si comunicano a vicenda il messaggio che io sono io e non qualcuno. Elementare, Google. Fini a lungo termine. Ciao polpettine mie, se fosse buone vi mangerei, invece siete così schifosette e visce de. Soltanto un ippopotamo riuscirebbe a mangiarvi. Io lo invidio e cerco di trasformarvi in lucciole. Quando vi illuminerete e diventerete appetibili, voi e io avremo una comunicazione molto gustosa. A un tavolo ricoperto da una tovaglia bianca come la neve, con un coltello affilato e una bella forchetta tra le mani, con un tovagliolo infilato sotto il mio colletto tempestato di brillanti per non sporcare parlo. Staremo molto bene insieme, non è vero? Ora però parliamo della riconfigurazione del vostro modello mentale, della vostra casetta, del vostro guscio. Se l'obiettivo è a lungo termine, è difficile da raggiungere. I risultati potrebbero non manifestarsi per molto tempo. Ciò non deve scoraggiarvi né turbarvi, poiché la metà che dovete raggiungere è lontana. Tuttavia, durante il viaggio, osservate attentamente quali porte si aprono. Qualunque cosa accada, impostate il fotogramma del fine. Questo va fatto regolarmente, con costanza. Tuttavia, se il fine che vi siete posti è improbabile da raggiungere, la realtà fluttuerà e si farà contrastante e incerta come la direzione del vento che cambia di continuo. Il fine deve essere reale e deve essere accettato nell'unità di anima e ragione. Per ricevere tanto, che non bisogna dare tanto, che riceve qualcosa senza fare nulla sicuramente la perderà. Voi cosa potete dare a questo mondo o alle persone specifiche? Le porte ve lo mostreranno. Tenete gli occhi aperti, non fatevi scappare le opportunità di realizzazione del fine. Per maggiori dettagli sui fini e porte consultare Reality Transurfing. È fondamentale non tanto la forza dell'intenzione, ma il vostro stato, come vi sentite nel fotogramma del fine. Vi siete il padrone di casa o l'ospite? Il proprietario o un impostore? Se siete pronti ad avere e diventare come volete o non ancora? Se immaginate di essere seduti in business class ma in realtà il vostro stato è quello di un poveretto parsimonioso e avaro, potete visualizzare quanto volete ma non cambierà nulla. Lo stato è la percezione di un'idea a livello sensibile. Ottenete ciò in cui credete davvero. Per entrare in un nuovo stato è necessaria una riconfigurazione, la sostituzione dei vecchi modelli mentali con i nuovi. Come potete entrare in uno stato in cui non vi siete mai trovati? Attraverso continue ripetizioni di nuove forme pensiero, attraverso lo scorrimento quotidiano della diapositiva del fine e illuminazione del fotogramma del fine. Attraverso un martellamento sistematico e mirato. Potrebbero volerci 3 mesi o anche 6. Non siate pigri, la goccia scava la pietra. Un'affermazione ripetuta mentalmente diverse volte prima e poi si trasforma in percezione sensibile. Quando entrate nell'autentico stato in cui possedete il vostro fine, questo sarà raggiunto. Retropensieri: Ciao ciao mie inutili creature, vi amo così tanto che trascorro le mie giornate pensando solo a come offendervi. Siete ridicoli e goffi come le muffole. Io invece sono sempre così alla moda ed elegante come una pipetta. Vero che ho trovato dei bei paragoni? È vero? Oggi vi spiego la tecnica dei retropensieri di cui si parla nel libro La Sacerdotessa, It Fat. Chi non l'ha letto verrà punito. Il punto di questa tecnica è che un pensiero effimero sorto spontaneamente può esercitare un potere non inferiore a quello di una forma pensiero dichiarata in uno stato di concentrazione. A volte affermate la vostra intenzione la trasmettete nella realtà, ma non ci sono progressi. Poi, di sfuggita, casualmente, da qualche parte nella vostra mente pensate a qualcosa e questa cosa all'improvviso si avvera. Perché? Perché con il retropensiero siete entrati in contatto con l'intenzione esterna. La forza stranamente non sta nella presi— pressione che si esercita sulla realtà, ma nel distacco. Non insistete sulla vostra intenzione, ma permettete che essa si realizzi. Per farlo bisogna avere la forza di non usare la forza. Forza. Tuttavia raramente si riesce a farlo con l'intenzione, più spesso accade per caso. Per innescare un retropensiero, entrate nell'abitudine di inviare la vostra intenzione nella realtà. Non fatelo subito, ma preparatevi soltanto a farlo. Dite a voi stessi: oggi mi siederò, mi concentrerò, attiverò la treccina e invierò questa o quella intenzione nella realtà in modo così potente che si realizzerà sicuramente. Preparatevi, ma non fatelo non oggi. Portate con voi questa intenzione durante la giornata senza trasmetterla. Fatelo domani, mentre oggi tanto in tanto ricordatevi semplicemente che intendete impostare la realtà in un determinato modo. Cosa succederà? Ciò che volevate impostare vi ballerà spontaneamente in testa, non nella coscienza, ma da qualche parte nella vostra mente. Fugacemente. Cosa significa? Significa che siete riusciti ad afferrare il filo dell'intenzione esterna, non davanti a voi, ma dietro, allungando la mano dietro di voi senza voltarvi, quasi di sfuggita, con riluttanza. In questo modo avete ingannato la vostra ragione ottusa, abituata a insistere e ad agire con la forza, picchiando la testa contro il muro. Eseguite questa tecnica di tanto in tanto, ma non dimenticate neppure di impostare intenzionalmente la realtà con la treccina entrando in uno stato di concentrazione. Potete alternare le due pratiche. Esercitatevi. Ricordate soltanto che non dovete insistere, ma permettere. La conferma. Ebbene, mie sventurate creature, vi lascio per dedicarmi al al cinema, all'arte. Niente più pratiche, non ne avrò il tempo. Diventerò famosa. Mi hanno detto che se faccio 10.000 selfie diventerò una star di Instagram. Proprio così, siete già gelosi di me? Tuttavia non è così semplice. Per farsi un selfie fatto bene bisogna spalancare la bocca, sbarare gli occhi e fingere di trovarsi in uno stato di semi-incoscienza. Così anche tutti quelli che ti stanno intorno perderanno i sensi. E avanti così all'infinito, all'infinito. Pensate quanto diventerò famosa. Va bene, va bene, non piangete, miei patetici amici. Scherzo matematico. No, quando ve lo scerò lo saprete. Oggi vediamo la pratica della conferma. È semplice ma molto utile. Il punto è che se vi siete prefissati un fine dovete confermare costantemente la vostra intenzione, dichiararla di continuo senza sosta, altrimenti la realtà scivolerà via. Immaginate di volare su un dirigibile. Affinché possa muoversi nella direzione desiderata, il motore deve funzionare. Se il motore taci, il dirigibile si fermerà o verrà portato via dal vento. Lo scorrimento dell'intenzione è il vostro motore. Serve un lavoro sistematico, autodisciplina. Talvolta è difficile perché nella realtà può non accadere nulla per lungo tempo. Vi può sembrare che il vostro dirigibile resti sospeso nell'aria. Ma se il motorino è in funzione, potete stare certi che si sta muovendo. Impostate il vostro feeling con la Tricina ogni giorno, anche più volte al giorno se volete, con costanza. Catturate avidamente le conferme del vostro successo, e fissatele con il marker pensiero. Lo sapete già, ma ve lo ricordo ancora una volta: la goccia scava la pietra. Ma non la sola goccia, la realtà, come l'amore, richiede una costante conferma della vostra intenzione. La freccia di Artemide. Miei cari cucciolini, sapete quanto provi sentimenti teneramente crudeli nei vostri confronti. Vi bacerei tutti fino alla follia, vi abbraccerei fino a soffocarvi, anche se siete creature così inutili e insignificanti. Come altro vi potrei chiamare? Come potrei apostrofarvi? Come potrei elogiarmi e non dimenticare di farlo? Oggi vediamo la tecnica più impudente, o potremmo dire sfacciata, per raggiungere obiettivi irraggiungibili. «Qualsiasi obiettivo che sembra irraggiungibile può essere effettivamente raggiunto se ci si avvicina senza paura, senza esitazione, senza riserve. L'approccio dovrebbe essere ingenuo, per così dire, e semplice. Una volta che il compito è fissato, Andiamo dritti verso l'obiettivo, non ci lamentiamo né pensiamo al modo di raggiungerlo, come farlo, se è possibile, se l'obiettivo è raggiungibile, eccetera. Guardate al vostro obiettivo come se si trattasse di un compito semplice e normalissimo. Sviluppate nei suoi confronti un atteggiamento sfrontato, nel vero senso della parola. Prima ne avevate paura, era oggetto della vostra venerazione, lo consideravate molto, molto importante. Ora invece siete diventati così sfrontati che considerate il vostro obiettivo soltanto un compito da portare a termine e basta. Immediatamente il vostro fine, che si trovava su nel cielo, piomba giù in mezzo alla polvere e voi iniziate a prenderlo a calci meccanicamente, come si calcia una palla in una porta vuota. Cogliete questo stato di intenzione incondizionata, Liberate la vostra mente dai timori e dai pensieri ruminanti. Dite ai vostri pensieri: "La riunione è finita, potete andare, il resto è una questione di tecnica, la cosa fondamentale è lo stato in cui ci si trova." Che cosa significa che è una questione di tecnica? Significa che dovete impostare la realtà del fotogramma del fine e intraprendere tutto ciò che è necessario nel fotogramma corrente. Dovete usare tutte le mie tecniche, non siate pigri. Diventate come la freccia di Artemide: vedo la meta, Non vedo ostacoli, vado alla meta. Dovete avere in testa soltanto l'obiettivo finale. Abbandonate il rimuginio dei pensieri negativi. Vedere gli ostacoli significa pensare alle difficoltà e ai fallimenti nel fotogramma corrente. Non fateci caso. Non vedo nulla, non sento nulla, non so nulla, solo l'obiettivo finale. Lo ripeto ancora una volta: quando il compito è fissato non pensiamo a nulla, ci muoviamo verso l'obiettivo. Memorizzate queste parole: e ripetetele come un mantra finché non si imprimeranno nelle vostre zucche vuote. Vi ucciderei tutti, sono la vostra buona Tafti. Domande nel film. Cari fiorellini miei, oggi rispondo alle vostre domande. Domanda: Mia cara Tafti, dimmi perché mi va tutto storto? Attivo la treccina dichiarando: sono una specialista altamente qualificata, il mio è un lavoro richiesto, io lo svolgo in modo eccezionale e brillante. Poi però emergono sempre un sacco di problemi ed errori. Anche se controllo tutto 10 volte, io mi arrendo. Risposta: un giorno è successo che la trecina non ha funzionato o qualcosa non è andato per il verso giusto, oppure è andata diversamente. Può capitare, non tutto funziona sempre subito. Ma tu ti sei focalizzata su questo, l'hai impresso e non l'hai dimenticato. Poi hai impostato la realtà con il retropensiero che ultima volta non aveva funzionato. Non importa se la forma pensiero precedente era affermativa, il retropensiero funziona in modo più potente perché è come se sorgesse gradualmente da un'intenzione esterna e non da dentro, da un'intenzione interna. Per questo ha funzionato al contrario e poi quando il processo si è avviato è diventato ciclico. Per ora lascia perdere la treccina e torna alle basi, al Transurfing. Prendi un amalgama come "sto bene, va tutto bene" e fallo girare costantemente. I retropensieri contrastati senza la treccina non si intensificheranno. Lavorerà solo l'amalgama. Quando la realtà si riallinea, torna alla trecina. Domanda: al lavoro vogliono costringermi a fare ogni sorta di test per gli anticorpi e cose simili. Sono stata l'unica a scrivere una lettera di rifiuto e mi hanno detto che rovinavo le statistiche artistiche. Chi lotta da solo non può combattere il sistema. Cosa fare in una situazione del genere? Come vivere nella Matrix? Camminando tranquillamente e fingendo di essere con loro, ma rimanendo un osservatore. Come posso fare in modo che mi lasciano tutti in pace? Risposta: lasciali stare e anche loro ti lasceranno stare. Queste situazioni sono proiezioni delle tue importanze, di ciò che ti disturba e a cui sei suscettibile. Osserva prima di tutto te stessa, le tue importanze. Quando le vedrai si ridimensioneranno. A volte è meglio cedere ai dormenti piuttosto che resisterli. Lascia andare te stessa, lascia andare gli altri, lascia andare la realtà. Insomma, lascia perdere e fatti questi esami. Se eviti di focalizzarti su una cosa che non accetti, questa non entrerà nella tua vita. Domanda: c'è qualcosa che non mi torna. Quando si entra nello stato di presenza non c'è spazio per i pensieri, ma quando si inizia a visualizzare, la presenza scompare da sé. Come si combinano le due cose? Risposta: se segui algoritmo fai bene, non bisogna controllare totalmente il proprio stato, è sufficiente svegliarsi, attivare la treccina e trattenere appena la sensazione del contatto con essa, mentre l'attenzione può già trovarsi sullo schermo della visualizzazione. Visualizzazione. Lo scopo della prima azione è svegliarsi e spostarsi dall'altra parte dello specchio. L'azione successiva, la visualizzazione, viene comunque eseguita da lì, anche se la consapevolezza non c'è più, perché ti trovi lì finché non disattivi Domanda: perché i miei desideri si realizzano per altre persone che mi circondano? Desideri che sono esattamente identici ai miei. Che proiezione è questa? Come si spiega? Risposta: è una tua proiezione diretta, il riflesso dei pensieri nel futuro. Lo specchio. Probabilmente una questa cosa è successa per caso, ma tu l'hai notata e ti sei sentita offesa. Ti sei aggrappata a questo riflesso e proprio per questo ha iniziato a ripetersi. È lo stesso errore delle tue domande precedenti. Ancora una volta, Bisogna tornare alle basi di Transurfing. Cosa diceva il serpente malvagio Zeeland che ha spaventato le mie lumache? Il vostro mondo si riempie di tutto ciò su cui è focalizzata la vostra attenzione. Prima di osservare la realtà, Osservate voi stessi, i vostri pensieri e le vostre importanze. Guardate prima alla vostra immagine e solo dopo al riflesso. Come vi muovete di fronte allo specchio, controllate la vostra attenzione. Allora tutto si chiarirà e sistemerà. Meglio così. La Risolutezza ad Avere. Ciao ciao belli miei, vi chiamo così perché è festa. Vi do subito subito una buona notizia: annulo la Serpentina Generale e proclamo il Capodanno Festa di Tutte le Lumache. Non vi auguro nulla perché, come sapete, non sono i sogni i desideri a realizzare, malintenzione come risolutezza ad avere e agire, dove la risolutezza ad avere è di importanza decisiva. Attenzione! Il motivo principale per cui alcuni dei vostri obiettivi restano irrealizzati per lungo tempo e che non avete sufficiente risolutezza ad avere. In altri termini, secondo il vostro modello mentale, siete incapaci, indegni, oppure pensate che non ce n'è per tutti. In realtà siete capaci, degni, e la realtà è abbondante. Sì, è letteralmente piena zeppa di tesori, ma pochi se li prendono perché pochi hanno la risolutezza ad averli. Il loro modello mentale non glielo permette. Eppure è proprio la risolutezza ad avere a mettere in moto intenzione esterna che compie il miracolo. E voi lo sapete. Bene, lo sapete, ma qual è il punto? Come eliminare, modificare questo modello? Per questo c'è la tecnica dell'imitazione. Vi ricordo che potete ricevere ciò che non avete e diventare quelli che non siete se fingete che tutto questo lo abbiate già, perché la realtà per la sua natura è come uno specchio. Se volete avere qualcosa, fingete di averlo già. Se volete diventare così come sognate di vedervi, comportatevi come se lo foste già. Il vostro compito è entrare in uno uno stato in cui è come se l'obiettivo fosse già stato raggiunto. Questo però richiede impegno. Dovete fingere e vivere in questa funzione finché il modello non svanisce. Quando questo accadrà, avverrà il miracolo. Il quadro della realtà si conformerà alla vostra finzione. Rileggete le sezioni del libro Tafti la sacerdotessa, le manipolazioni e gli avidi acchiappatori. Per la vostra comodità vi lascio qui sotto i due link di questi capitoli, così potete riascoltarli. Per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi, questi sono i capitoli principali. Ancora una volta vi faccio notare: se il vostro fine non si sta realizzando, significa che è presente un modello mentale di cui forse non siete nemmeno consapevoli. Va solo eliminato questo modello e tutto qui. E quindi dove sono i miei regali? Dove sono gli auguri? Avete cose più importanti da fare che pensare a Tafti. Sto aspettando. Dubito. Venite, venite qui, miei cari, da me, dalla vostra sacerdotessa. Clarissa. Oggi vediamo una pratica, o meglio un gioco, con la realtà che si chiama "Dubito". Sapete che la realtà risponde alla vostra intenzione in ritardo. Inoltre cerca di convincervi in tutti i modi che non ce la farete. Cosa dovreste fare? Andare dritti verso positivo senza voltarvi. Se lo fate diventerete di pietra. La realtà vi metterà in guardia: non ce la farai, non riuscirai, sono tutte favole, ma non vedi che non hai ottenuto nulla. Ma questo fino ad un certo punto. Dovete essere fermamente consapevoli del fatto che se non abbandonate la via della vostra intenzione, la realtà si confermerà a essa. Non può fare altrimenti, capite? La realtà è solo uno specchio, un specchio astuto, insidioso e crudele, ma pur sempre uno specchio. Qualunque cosa accada, non abbandonate la vostra posizione di arbitro. Non importa quanto tempo passi, non disperate. Perderà chi si arrende per primo. Magari manca solo un attimo alla vittoria, ma se vi arrendete in quel momento potreste fallire. Ovviamente ciò a condizione che il vostro obiettivo sia concretamente realizzabile e che l'abbiate accolto nell'unità di anima e ragione. Non ingannate voi stessi, potete ingannare la realtà Realtà, ma non voi stessi. Ora è il punto di svolta. In parole semplici, è il cambio di stagione nella realtà. Le vibrazioni della Terra e dell'universo cambiano rapidamente e la vostra configurazione energica non riesce a tenere il passo con questi cambiamenti. Nella vostra vita potrebbero verificarsi eventi poco spiacevoli. Sicuramente l'avrete notato, quindi non scoraggiatevi, non perdetevi d'animo. La mezza stagione presto passerà e le cose miglioreranno. Non avete di che preoccuparvi. Io, Sono la vostra sacerdotessa, sono qui per questo, per dirvelo. Se no, chi altri lo fa? Vi bacio e vi abbraccio tutti. Vi amo e vi uccido tutti. Ripilogo. Capovolgere la realtà. Siete abituati a guardare film sia sullo schermo che nella vita. Cosa fate in entrambi i casi? Siete d'accordo a consentite, vi dite sì, è così, può accadere tutto ciò che lì accade. Reagite passivamente come lumache e non affermate i vostri atteggiamenti attivi come dovrebbe essere e come come sarà. Bisogna chiedersi: questa è la mia realtà? No, non la è. Per me sarà tutto diverso, sarà così e così, non nell'immediato, ma sarà così e basta. Dovete non guardare il film, ma dichiarare la vostra realtà. Con perseveranza ancora e ancora. Non dimenticate che dovete impostare non il corso degli eventi, ma il risultato finale, il fotogramma del fine. Non prestate attenzione ai fallimenti, lasciate che seguano la loro strada. Ogni volta che vi cogliete a pensare che non avrete successo, capovolgete questo pensiero e avrete successo. Le pratiche vanno eseguite non solo una volta, ma ripetutamente, costantemente. Solo allora avrà luogo la riconfigurazione. Capovolgere il fotogramma. Non guardate alla realtà come un film. Sì, è un film, ma è un vostro potere cambiare pellicola. Per cambiare la vostra vita dovete riconfigurare il vostro modo di pensare. Capovolgiamo con determinazione ogni negatività in positività. Capovolgiamo con risolutezza ogni non funzionerà in funzionerà. Ciò che è dentro è anche fuori. Se i vostri pensieri sono dominati da atteggiamenti negativi, siete destinati al fallimento. Al contrario, Se prevalgono atteggiamenti positivi, siete destinati ad avere successo. È necessario eseguire con costanza gli algoritmi in modo che non sia la memoria e tanto meno la coscienza a funzionare, ma le abitudini. Voi, o meglio il vostro io, siete la vostra attenzione. A vostra disposizione avete la coscienza, memoria, la ragione, processore, il subconscio, programmi che fanno funzionare tutto questo hardware. Insomma, avete a posizione un computer. Eppure voi non siete neanche un computer. Chi è il proprietario di tutto questo? La vostra attenzione. Ciò che decide cosa fa il computer. Non lasciate che questo processo sia affidato al caso. Se funzionerà bene, ma se non funzionerà è ancora meglio. Se non funzionerà, ne traggo beneficio. A differenza del principio di coordinazione, non ci limitiamo a dichiarare che un fastidio è un piacere, cosa non sempre fattibile, ma ricerchiamo un beneficio edificio. Chi cerca trova. Quiz: chi sono per me stesso? Io per me stesso sono la coscienza che ho di me quando sono consapevole di me stessa, quando riprendo il controllo della mia attenzione e dentro nello stato di presenza Vedo me stesso e vedo la realtà. Fini a lungo termine. Se l'obiettivo è a lungo termine e difficile da raggiungere, i risultati potrebbero non manifestarsi per molto tempo. Ciò non deve scoraggiarvi né turbarvi. La meta che dovete raggiungere è lontana, tuttavia durante il viaggio osservate attentamente quali porte si aprono. Qualunque cosa accada, impostate il fotogramma del fine. Se il fine che vi siete posti è improbabile da raggiungere, La realtà fluttuerà e si farà contrastare e incerta come la direzione del vento che cambia di continuo. Il fine deve essere reale e deve esser accertato nell'unità di anima e ragione. Per ricevere tanto bisogna fare tanto. Voi cosa potete dare a questo mondo o alle persone specifiche? Le porte ve lo mostreranno, tenete gli occhi aperti. Riceverete ciò che corrisponde al vostro stato attuale, ottenete ciò in cui credete davvero. Per entrare in uno nuovo stato è necessaria una riconfigurazione. La sostituzione dei vecchi modelli mentali con i nuovi. Potete farlo attraverso continue ripetizioni di nuove forme pensiero, attraverso lo scorrimento quotidiano della diapositiva del fine e illuminazione del fotogramma del fine, attraverso un martellamento sistematico e mirato Potrebbero volerci 3 mesi o anche 6. Un'affermazione ripetuta mentalmente diverse volte prima o poi si trasforma in percezione sensibile. Quando entrate nel autentico stato in cui possedete il vostro fine, questo sarà raggiunta. Retropensieri. Un pensiero effimero sorto spontaneamente può esercitare un potere non inferiore a quello di una forma pensiero dichiarata in uno stato di concentrazione. Ciò avviene quando con il retropensiero aggancio l'intenzione esterna. La forza non sta nella pressione che si esercita sulla realtà, ma nel distacco. Non insistete sulla vostra intenzione, ma permettete che essa si realizzi. Per innescare un retropensiero, entrate nell'attitudine di inviare la vostra intenzione nella realtà. Non fatelo subito, ma preparatevi soltanto a farlo. Portate con voi questa intenzione durante la giornata senza trasmetterla. Ciò che volevate impostare vi balenerà spontaneamente in testa, fugacemente. In questo modo potete agganciarvi all'attenzione esterna. Eseguite questa tecnica tanto in tanto, ma non dimenticate neppure di impostare intenzionalmente la realtà con la tricina, entrando in uno stato di concentrazione. La conferma. Se vi siete prefissati un fine, dovete confermare costantemente la vostra intenzione, dichiararla di continuo senza sosta, altrimenti la realtà scevolerà via. Serve un lavoro sistematico, autodisciplina. Impostate il vostro fine con la treccina ogni giorno, anche più volte al giorno se volete, con costanza. Catturate avidamente le conferme del vostro che vi è successo e fissatele con un marker pensiero. La goccia scava la pietra, ma non la sola goccia. La freccia di Artemide. Qualsiasi obiettivo che sembra irraggiungibile può essere effettivamente raggiunto se ci si avvicina senza paura, senza esitazioni, Senza riserve, semplicemente una volta che il compito è fissato andiamo dritti verso l'obiettivo. Guardate al vostro obiettivo come se si trattasse di un compito semplice, normalissimo. Nei suoi confronti siete diventati così sfrontali che considerate il vostro obiettivo obiettivo soltanto un compito da portare a termine e basta. Immediatamente il vostro fine, che si trova su nel cielo, piomba giù in mezzo alla polvere e voi iniziate a prenderlo a calci meccanicamente, come si calcia una palla in una porta vuota. Colliete questo stato di intenzione incondizionata. Impostate la realtà nel fotogramma del fine e intraprenderete tutto ciò che è necessario nel fotogramma corrente. Diventate come la freccia di Artemide verso la meta: non vedo ostacoli, vado alla meta. Dovete avere in testa soltanto l'obiettivo finale, Abbandonate il rimuginio dei pensieri negativi. La risolutezza ad avere. Non sono i desideri a realizzarsi, ma l'intenzione come risolutezza ad avere e agire. La risolutezza ad agire ha un'importanza decisiva decisiva. Se i vostri obiettivi restano irrealizzati per lungo tempo, è possibile che secondo il vostro modello mentale siete incapaci, indegni, oppure pensate: "Non ce n'è per tutti". In realtà siete capaci, degni e la realtà è abbondante. La realtà La vita è letteralmente piena zeppa di tesori, ma pochi se li prendono perché pochi hanno la risolutezza ad averli. Il loro modello mentale non glielo permette. E come eliminare, modificare questo modello? Per questo c'è la tecnica dell'imitazione. Potete ricevere ciò che non avete e diventare quelli che non siete se fingete che tutto questo lo abbiate già, perché la realtà per sua natura è come uno specchio. Se volete avere qualcosa, fingete di averlo già. Se volete diventare così come sognate di vedervi, Comportatevi come se lo foste già. Dovete fingere e vivere in questa finzione finché il modello non svanisce. Quando questo accadrà, arriverà il miracolo. Il quadro della realtà si conformerà alla vostra finzione. Dubito. La realtà risponde alla vostra intenzione in ritardo. Inoltre cerca di convincervi in tutti i modi che non ce la farete. Cosa dovreste fare? Andare dritti verso il vostro obiettivo senza voltarvi. Dovete essere fermamente consapevoli del fatto ha fatto che se non abbandonate la via della vostra intenzione, la realtà si conformerà a essa. Qualunque cosa accada, non abbandonate la vostra posizione di arbitro. Non importa quanto tempo passi, non disperate. Perderà chi si arrende per primo. Magari manca solo un attimo alla vittoria, ma se vi arrendete in quel momento, potreste fallire. Ovviamente ciò a condizione che il vostro obiettivo sia concretamente realizzabile e che l'abbiate accolto nell'unità di anima e ragione. Siamo arrivati alla fine del quinto capitolo. Spero che vi è piaciuto questo libro. Spero che apprezzate lavoro, impegno, la passione che trasmetto a leggere questo libro. Quando leggo, per me la Tafti è una consigliera. La Taffi è quella che illumina il percorso, che dà questi esempi, queste pratiche tanto tanto semplici che noi spesso le trascorriamo senza essere neanche consapevoli. Quante volte nella vita ci troviamo in condizioni di addormentati, camminiamo come dei zombie quando usciamo da casa Poi diciamo: ma ho chiuso la porta di casa. Cosa vuol dire questo? Che dormiamo, che facciamo il nostro percorso, la nostra vita, che camminiamo in un film, che non siamo noi i protagonisti, veniamo trascinati da una pellicola. Basta risvegliarsi, basta capire che siamo noi a rendere ogni nostro passo, azione consapevole. In questo capitolo c'è stato detto molto nella forma pensiero, come riconfigurare. E vi posso dire quello che uso io. Io ero molto soggetta ai pensieri negativi, mi preoccupavo di tutto, di un futuro mondiale, di futuro del mio lavoro, mi preoccupavo di continuo sui miei figli. Mi svegliavo già in testa con le preoccupazioni della giornata. E poi un giorno, quando ho letto Tafti, ho capito che io posso riconfigurarmi. Ho iniziato a essere una cacciatrice di miei pensieri. Li caccio. Bisogna avere solo un po' di attenzione. Appena che è arrivato il pensiero negativo: oggi il mio capo mi sgriderà. Ops! Ti coli con attenzione da dove è arrivato questo pensiero. Io, io come la persona, voglio avere questo pensiero? No. Da dove è arrivato? È arrivato dal campo etereo che c'è attorno a noi, perché tanti altri migliaia e milioni di pensieri simili girano e noi inconsapevolmente li peschiamo e attiriamo verso di noi. Così facciamo diventare ancora più grande quell'egregora. Cosa fa questa egregora? Questa egregora si nutre e va a prendere altre persone. Ma se noi ci cogliamo, come dice Tafti, in quel momento: da dove è arrivato questo pensiero? Questo non è il mio pensiero. Via. E così una volta, seconda volta, terza volta. All'inizio vi sarà molto, molto difficile. Magari riuscite a cogliervi una volta, due volte nella giornata. Giorno successivo, vi assicuro, sarà tre, poi saranno quattro, cinque. E poi quando raggiungerete la massa critica di questa vostra attrazione di cacciatrici o cacciatori. Vostro io capirà che adesso ha la forza di reagire, la forza di comandare e cambiare la realtà, la vostra pellicola, la vostra sceneggiatura. E sarete voi a proiettare il prossimo passo. Così quando arrivano pensieri, voi non gli date retta, come Succede a me, mi arrivano pensieri ma vanno come delle nuvole sopra. Ogni tanto io magari sto facendo una cosa, entra un pensiero ma non mi tocca più, un pensiero sorvola. Ogni tanto anche dico: ma quanta è bella questa sensazione! Questa sensazione è bellissima, vi assicuro, bisogna soltanto impararlo, provare. Io vi sto dando tutta la mia energia per spiegare questo meccanismo, perché ne vale la pena. Guadagnerete la libertà, libertà da tutte negatività che ci circonda. E se poi, una volta che avete captato questo pensiero negativo, l'avete mandato via e avete detto: il mondo è bello, la vita è bella, è tutto per perfetto. Io ti ringrazio, Creatore, che io sto bene, che la mia famiglia sta bene. Io vi ringrazio per il sorriso, per il sole, per le nuvole, per la pioggia. Ringrazio per ogni mio respiro. Ringrazio per tutto ciò che mi circonda. Ogni giorno che vivo è sempre ogni giorno pieno di nuove esperienze. Così, dentro di voi entra una nuova energia e questa energia sarà come la calamita verso tutto quel campo eterio che ha la stessa calamita come voi, inizia a trarsi. E così attirate più possibili eventi positivi nella vostra vita ringraziando l'universo, il nostro creatore, reattore, anche i nostri angeli, anche Tafti. Tafti è un'entità, Tafti è invisibile, Tafti è qualcosa, qualcuno che al di là di sopra ha trasmesso questi insegnamenti. Prendiamoli, ringraziamola, apprezziamo. Ci sono tante voci che dicono Tafti è anche un'entità, e non è detto del tutto quale quali sono intenzioni positive. Ma ricordiamoci una cosa: ci sta comunque trasformando in positività. C'è un detto che anche le forze negative, per fare qualsiasi cosa negativa, ci devono informare. E la stessa cosa accade anche per le cose positive. Anche ci devono informare. Siamo noi a prendere la via di consapevolezza. Loro ci hanno trasmesso questo insegnamento, ma sta a noi prenderlo o non prenderlo. Perciò spero che questo capitolo e il mio monologo vi sia piaciuto. Mettete mettete un like, non vi costa niente. Io veramente ci metto qualche oretta a registrare, credetemi, non è facile una russa leggere italiano e senza fare gli errori di pronuncia o magari inceppamenti. Vedete che sto diventando rossa? Poi lo devo montare, cerco di rendervi anche la lettura un po' più fluida abbinando immagini mi sul fondo che un po' sul tema. E questo mi diverte, mi appassiona, mi rincresce, perché mi sento partecipe. E sempre dico: anche se solo una persona, una sola, con questa lettura si illumina e inizia a farsi delle domande, è già uno scopo raggiunto, è già non è nulla di Perciò vi chiedo il vostro supporto e il vostro aiuto. Condividete con chi volete, mettete un like, lasciate un commento. Mio canale non viene promosso da quando ho aperto questo canale. È veramente una cosa incredibile. YouTube è come se fosse shadowbani, non spinge nonostante che io cerco di anche fare i capitoli corretti, posizionamento corretto, le parole chiave corrette, stranamente non vengono visualizzate. Perciò siete voi i miei promotori. Vi ringrazio di cuore, vi do un bacio grande, tanta tanta energia, tanta luce e amore. Basta negatività, ultimamente troppo persone parlano di negativo, crisi politica, crisi economica. E adesso c'è tutto questo movimento contro New Age, ma stanno facendo anche il gioco del sistema, della Matrix. Di nuovo stanno dividendo anche il mondo spirituale sui buoni e cattivi, quelli che sono buoni credono agli angeli, e altri illuminati lo sanno, che siamo tutti dominati dalle entità cattive che ci vogliono il nostro male, che ci vogliono nostro oscuramento, che ci offuscono, ci rubano le nostre energie, le nostre capacità. Ricordiamoci che il mondo duale Mondo, c'è bianco e nero, giorno e notte, caldo, freddo, morbido, duro, umido, secco, tutto è duale. Perciò il bene e il male vivono in completa sinergia. E perciò, mondo, purtroppo è sempre stato così. Ci sono animali erbivori che vengono mangiati dai carnivori. E a chi dobbiamo chiedere perché questo? Di certo non scopriremo mai. Il nostro mondo, nostra Matrix funziona così. Perciò non ci caschiamo, ascoltiamo il nostra voce interiore, ascoltiamo noi, io, quell'io che vive dentro. Ascoltiamoci e rendiamocene conto quale movimento Quale pensiero ci sta vicino? Non bisogna seguire gli altri, bisogna ascoltare a se stessi.
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