Aiutare a casa loro

Jacopo D'Alesio documents two weeks in Nairobi's Korogocho slum and Dandora landfill with the Smiley Hand association, visiting schools, a community center with music and chess classes, and homes. Paola's organization runs medical clinics and pushes for community-led change rather than outside solutions. Proceeds from the video fund a new community center.
Chapters
Sei... sei... Hayaki! Hayaki! Yeah! Raise up your hands!
Cosa diamine ci faccio in mezzo a decine di bambini dall'altra parte del mondo in una scuola fatta di rottami nel mezzo di una baraccopoli ai piedi di una gigantesca discarica? In quello che è stato definito uno dei posti più inquinati del pianeta Terra? Adesso vi spiego.
Salve! Questo sarà un video un po' diverso dal solito, un po' più impegnato, ma ci tengo veramente tanto perché è il racconto di quella che dal punto di vista umano è stata per il momento l'esperienza più bella che abbia mai fatto in vita mia. Ma andiamo con ordine. Sapete, io amo viaggiare, amo conoscere, amo scoprire, e in questi anni vi ho portato con me nelle esperienze più disparate possibili, dalle più faticose alle più lussuose. E quest'estate, mentre cercavo l'ennesima esperienza incredibile da fare, da raccontare, mi son detto, sarebbe molto bello fare qualcosa di, in qualche modo, utile. che racconti un qualcosa di vero, non di turistico per coincidenza, per caso, per non ho idea di che cosa conosco Pietro Morello per intenderci quello con i capelli bianchi che fa i video di musica su TikTok ma oltre a fare quello scopro che fa anche delle missioni umanitarie in giro per il mondo mi racconta che da lì a poco sarebbe partito per l'Africa e un po' scherzando senza neanche crederci lui veramente mi fa via chi vuoi venire? e quindi ho preso la palla al balso e nel giro di una settimana ho fatto vaccinazioni, febbre gialle, epatite, richiesto tutti i documenti, il visto e un sacco di altre scartoffie e cose noiose munito di litri di antizanzare e medicinali per ogni avvenienza ho preparato la mia valigia e sono partito Milano Malpensa inizia la nostra avventura buongiorno Pietro e Giorgio saranno i miei compagni di viaggio chi è che ha vinto? direzione Dubai Dubai Nairobi.
Siamo in Africa! Indovinate a chi hanno rubato il bagaglio? Siamo ufficialmente immigrati. Allora, aggiornamento. La valigia l'ha presa un tizio a caso che l'ha confusa, infatti ha lasciato qua la sua. Iniziamo bene. Un'ora dopo, forse ci siamo. La mia valigia! Sì! Dietro Giorgio e Jacopo, yes! La buona notizia è che abbiamo l'autista. La cattiva è che sta operando il motore. Abituati, abituati. Comunque guida a destra. Il primo impatto con l'Africa è molto molto particolare. Da una parte inizi a vedere qualche paesaggio data film, dall'altra nel caso di Nairobi vedi questa distesa infinita di edifici tutti uguali con lo stampino, con un sacco di panni appesi e questo traffico, questo disastro, persone ovunque. Ma la nostra destinazione non era di certo il centro città con i centri commerciali e i grattacieli, era la periferia della periferia, una zona dimenticata anche dagli abitanti di Nairobi. Direzione? Corogoccio. Corogoccio. Corogoccio. Siamo arrivati, stiamo aspettando che ci vengano a prendere. Promesso! Allora Paolo, tu sai che io registro tutto quello che faccio. Quindi, piacere, Jacopo. Francesca e Veronica. Altra paola, piacere. Kebab. Ok. Siamo sul suolo africano dove siamo esattamente al quartiere di Lucky Summer. Come vedi la ridente città, siamo nella parte ricca. Questa è la zona ricca della città. Abbiamo addirittura le galline, i supermarket, stiamo comprando delle sedie. È tutto molto caratteristico. E ne approfittiamo perché sta per tramontare il sole e dopo il tramonto non si va in giro, no?
Riassunto.
Su dove siamo quindi. Siamo in Africa, in Kenya, nella periferia della sua capitale Nairobi, nella baraccopoli di Korogocho. La nostra abitazione era fortunatamente locata in una delle ultime case in mattoni prima della baraccopoli. Allora, room tour. Abbiamo il nostro salottino, poi qua abbiamo la nostra magica stanza. Oh yeah!
E di qua c'è una sorta di cucina, lavellino e bagno con doccia. Siamo dei signori. Già la prima sera dal terrazzo della nostra casa abbiamo avuto un assaggio di quella che è la discarica, questa vista surreale. Là in fondo c'è la mega discarica di Dandora, che è la più grande di tutto il Kenya.
Infatti c'è tutto che brucia, che va...
Prima notte in Kenya. Buonanotte piccole stelle. Buonanotte caro. Buongiorno Nairobi. Colazione. Oggi musica e cose in giro per la città. Perché è domenica quindi giorno di festa. Oggi ricognizione, capiamo un pochettino, andiamo nello slum appunto di Akaragosho dove c'è la discarica. Andiamo a presentarci alla comunità locale, andiamo a messa, andiamo a vedere la scuola, andiamo a fare pranzo, andiamo a fare cose. Si prospetta una giornata interessante. Questo è il nostro taxi.
E questo è Korogocho. Korogocho letteralmente significa confusione. È la quarta baraccopoli più grande del Kenya e al suo interno vivono più di 200.000 persone, ammassate in case di lamiera, con i più bassi standard abitativi, senza un sistema fognario e il cui controllo è fuori dalla giurisdizione del governo, della polizia o di chissà che altro. Vige solo la legge dello slam. Ah, per chi non lo sapesse, slam in inglese vuol dire baraccopoli. La peculiarità è che sorge ai piedi della discarica più grande dell'Africa orientale, dove arrivano praticamente i rifiuti di mezzo Kenya, dove non è assolutamente presente nessun tipo di riciclaggio se non bruciare tutto quello che brucia e recuperare quello che si riesce a recuperare cercando di rivenderlo per sfamarsi. Insomma mi sono scelto un posto tranquillo per passare agosto, altro che Mykonos e la Costa Smeralda. Siamo nella community di St. John's, siamo appena stati a messa.
Vicino a chiesa e qua dietro inizia la mega discarica ed è tutto incredibilmente reale prima di fare qualsiasi considerazione o che voglio proprio esplorare capire conoscere.
Adesso stiamo andando all'altra scuola. Grazie! A tante sana!
Questo è Gomongo, che è un quartiere di Corococcio, una zona di Corococcio.
Ah, non vi ho ancora detto che Paola è la presidente dell'associazione Smiley Hand, una mano per un sorriso? Maestra in Italia e donna dalle mille risorse in giro per il mondo. Non che super, ma proprio super fotografa. Ad ogni modo sarà il mio capo durante questi 20 giorni in Kenya. Qualunque cosa dice Paola, si fa. Anche perché lei conosce il Kenya molto meglio di gente che vive là.
Ora.
Se avete spazio, potete fare... è.
Come le scuole italiane? è come le scuole italiane, è come le scuole italiane, è bella come le scuole italiane qua soprattutto si fa scuola Felici, dunque domani iniziamo Power e non vedo l'ora.
Fondamentalmente quello che ci ha fatto fare Paola nei primi giorni è stato un tour e una spiegazione di quello che fanno. Questa è stata la prima scuola, ci sono i più piccoli, poi di là c'è invece la nuova scuola. Il punto è che anche volendo qua non possono proprio costruire quindi hanno cercato di fare il possibile per dare più spazio per fare le cose. Prima c'era solo quella stanza là.
Quindi abbiamo anzitutto la scuola dove è partito tutto tutto, quella proprio all'interno della baracopoli, dopodiché abbiamo la scuola in mattoni che è stata proprio la prima scuola in mattoni dove sono andati i bambini. Questa scuola è un pochino più grande dell'altra e siamo praticamente ai confini dello slam, quindi questa effettivamente è in mattone, insomma questo è un po' un lusso per loro. Ovviamente una scuola lì è da intendersi in maniera molto più ampia rispetto a quella che intendiamo in Italia. È il posto che dà stabilità ai bambini. Molti bambini l'unico pasto che ricevono è proprio il pasto che ricevono a scuola, quindi dà cibo, dà cure mediche in quanto la scuola ha tutta una serie di convenzioni con gli ospedali lì vicino. Questo è il Nema Hospital. Questo ospedale è stato fatto con l'associazione World Friends e nasce proprio con l'idea di dare una mano ai più poveri e l'associazione ha appunto una collaborazione oltre poi a tutta una serie di casi speciali che magari richiedono maggiore assistenza e che vengono valutati poi di volta in volta in base alle circostanze è tutto così surreale quasi questo è il nostro ristorante Siamo per mangiare un piatto tipico ugali che è una forma di polenta che si usa per mangiare con le mani. Io ho preso carne, Morgiano ha preso carne, se no c'è il pesce. Adesso vi facciamo vedere com'è il pesce. E siamo tornati a casa. Allora, primo giorno vero. Abbiamo visitato la baraccopoli. È tutto molto crudo. Dobbiamo dormire. Buonanotte. Buonanotte. Anche in Kenya il lunedì è drammatico. Oggi andiamo alle scuole e iniziamo il nostro lavoro. Diciamo che è lunedì anche per loro. Oggi niente messa. Quale sarebbe stato il mio compito? Dare una mano sotto ogni punto di vista dell'associazione, aiutante di Pietro, insegnante di scacchi e ovviamente raccontare il tutto per documentarlo. Eccoci, ci stiamo presentando a tutti i bambini.
Adesso.
Siamo allo Smiling Center. che è ospitato in un'altra scuola, ma fanno le lezioni di informatica. Wow! E questa è la classe di informatica con i banchi e computer.
Questo progetto si chiama Talking Walls.
I murales.
Sì, esatto. Persone di Corcocio che usano i muri dello slam per lanciare dei messaggi.
Ah è un sasso il lucchetto. Permesso. Oh senti che bella sottofondo di maiali. Qua ci sarà la nuova scuola, il nuovo centro. Qua viene la classe di informatica, di là viene quella di musica.
Ufficio.
Ufficio.
Qui diventerà la prima aula laboratorio. Qui faremo toilette e bagno.
Ora lo vedi un po' così? Si. Diventerà fighissimo. Si, si.
Questa non è una porta, è un buco, quindi dobbiamo rifare il giro.
Lezione di musica con Pietro. Pietro. Pietro. Pietro.
Rispetto a quello a cui siamo abituati noi qua non hanno nulla e hanno dei problemi giganteschi e porca vacca porca vacca è veramente tosto si sono quelle cose che tutti più o meno ormai abbiamo visto dei video sappiamo che ci sono appunto queste realtà nel terzo mondo poi però viverle vederle ma soprattutto conoscere le storie parlare con le persone io veramente non ho ancora le parole per descrivere esattamente quello che sto provando brother abbiamo un problema tecnico.
Non si beve acqua che non è in bottiglietta, non si mangiano uova prude, non si perde di vista Pietro. Acqua in bottiglia, uova cotte. Siamo a cavallo. Un altro giorno nello slam. Oggi è molto più tranquillo degli altri giorni. Questa non entra in discarica, esce dalla discarica.
Ecco perché non bisogna mangiare le uova crude. Buongiorno scuola! Messo! Buongiorno Abram! Ah, lui è Abram ed è il preside della scuola. E sì, è lo stesso che avete visto a messa in quanto è il pastore di una delle comunità della Baraccopoli. Oltre a essere autista, ballerino, medico, fisioterapista... Insomma, state iniziando a capire che in una Baraccopoli ci si arrangia. Adesso c'è la ricreazione. Mi hanno dato del porridge marrone.
Pausa.
In libreria. Instagram Secrets. Warren Buffett. Eh dai! Guessa quanta storia hanno attraversato questi libri. Adesso siamo nell'altra scuola, c'è Pietro che sta facendo le lezioni di musica, non so se si sente. E' tutto incredibile comunque, l'energia che hanno questi bambini è pazzesca.
Ora, voglio fermarmi un attimo, perché probabilmente state avendo la stessa reazione che ho avuto io. Cioè, detta proprio papale papale, questi qua vivono in condizioni pietose, senza delle fogne, senza il cibo adeguato, con chissà quali malattie, e gli insegniamo a ballare? E gli insegniamo a giocare a scacchi? Ovviamente, come già detto, l'associazione aiuta i bambini a tutto tondo, dai bisogni primari e basilari, ma la verità è che è tutto molto più complesso. Ecco, per capire bene questa cosa vi faccio un esempio che mi ha raccontato il mio amico Matt The Farmer di un fatto successo veramente, non appunto nella Baraccopoli, non a Corogocio, ma in un contesto rurale del Congo, mi pare, di questo villaggio classico nel nulla, nel deserto, senza acqua, la classica storiella che abbiamo sentito raccontare più volte, direte voi. Il villaggio senza acqua, le donne tutte le mattine fanno 15 chilometri avanti e indietro per prendere l'acqua. Arriva questa associazione con tutti i buoni propositi del mondo e decide di iniziare ad aiutare il villaggio proprio dal bisogno principale, l'acqua. Tutti noi se stiamo tre giorni senza bere, caput, sembra ragionevole che la priorità dei problemi da risolvere sia quella. Allora costruiscono un pozzo che funziona alla perfezione, tutti felici, finalmente il villaggio ha l'acqua. Ecco due mesi dopo si ritrovano il pozzo distrutto. Chi l'ha distrutto?
Le donne.
Perché? Molto semplicemente salta fuori che quelle tre ore di camminata che le donne facevano tutti i giorni la mattina, fatti cosissime sotto il sole e quant'altro, erano però l'unico vero momento di libertà che avevano. Se no erano costrette a stare chiuse in casa, a fare le faccende, sottomesse o chissà che altro peggio. E questo fa capire proprio come una soluzione così semplice per un problema che a noi sembra scontata, in un contesto che è lontano e culturalmente diverso dal nostro, può creare danni ancora maggiori. E non è una questione di essere in una baraccopoli, in un luogo di degrade e quant'altro, cioè Sì, però è proprio una questione che è tutto un nuovo mondo, diverso, che ha tutta una sua logica e in cui è sbagliatissimo venire da fuori e giudicare e basta. Dare uno strumento senza creare il contesto, senza insegnare a utilizzarlo, rischia di creare danni incredibili. Cos'è la cosa più importante che serve in questi posti?
L'Empatia è molto semplice giudicare no ma questa cosa non va bene questi bambini hanno bisogno di questo dovrebbero fare quello eccetera i cambiamenti devono essere lenti maturati e condivisi con la comunità perché altrimenti saranno solo azioni di colonialismo e di.
Imposizione Ma torniamo agli scacchi. Sono anzitutto un gioco ma dove si deve anche ragionare, imparare a rimanere concentrati, imparare a gestire la pressione, le emozioni, le conseguenze delle mosse e chissà che altro. Ma molto più banalmente sono un gioco, sono un passatempo. Ogni singola ora che un bambino rimane a giocare a scacchi, a ballare o a fare chissà che altro è un'ora in cui quel bambino non è in strada o a frugare nella discarica, che si traduce per forza di cose in delinquere, fare uso di chissà quali sostanze o peggio e quindi l'idea è proprio di mostrargli che esiste qualcosa di diverso ed è proprio questa l'idea del nuovo centro che sorgerà insegnare cose che non vengono insegnate a scuola una su tutte che mi sta molto a cuore l'informatica per dare la possibilità a tutti di poter sviluppare il proprio talento che è una cosa che qua sembra scontata perché da piccoli andiamo a giocare a tennis a nuoto a basket e ormai abbiamo i più disparati hobby ma lì che non hanno niente il poter mostrargli che c'è qualcos'altro è potentissimo Il terreno che l'associazione ha comprato per fare il centro, come avete visto, è un insieme di mattoni che stanno in piedi per miracolo. Sul sito dell'associazione, che vi lascio appunto qua sotto in descrizione, trovate tutto. Quindi se avete voglia di dare una mano, due modi, o tramite IBAN, quindi bonifico bancario semplicissimo, oppure ancora più semplice, attraverso il Paypal dell'associazione. Tra l'altro la cosa bellissima è che ogni anno l'associazione carica sul sito proprio tutti i report, con tutti i bilanci in chiaro, così potete vedere esattamente dove sono finiti i soldi. E questa è una cosa bellissima per quanto mi riguarda. Io ovviamente ho dato il mio contributo personale. Tutti gli entreti di questo video ovviamente andranno a finire per questo nuovo centro. Dai che dobbiamo costruire questo centro, confido in voi. Bene, chiusa questa digressione, vi lascio un po' di vita di tutti i giorni nella baraccopoli, dove sì, da una parte si vedono le condizioni peggiori possibili dell'uomo, ma dall'altra il divertimento non manca.
Questo è vegano, proteico, cioè siamo a cavallo. Supermercato 2. Questo è livello S lunga. Vai, pane low budget. Acqua sigillata. Questa è l'acqua buona, esattamente come questa. E non cambia niente da questa e da questa, perché hanno il tappo. Altro giorno della Smiling School. Oggi, scienze. Buongiorno ragazzi! Buongiorno ragazzi! Come state? Abbiamo.
Appena spiegato il ciclo dell'acqua. Dottore cosa sta facendo? Allora per far passare il mal di gola, aglio, zenzero, lime e acqua calda. Guarda che bella, questo ti passa tutto dottore.
Per la medicina tradizionale, che aiuta a trovare la medicina molto forte. Le persone lo usavano per la Covid, si trattavano bene, non c'era Covid.
Quindi, la medicina tradizionale africana. Advisor, muta! Muta! Beh già l'odore ti libera.
Si, se te lo schifchi tutto...
Sembrò di aglio per le prossime tre settimane. Però è buono, è proprio buono. Allora metodo per trovare persone da intervistare?
Per il nostro libro ho cercato delle persone interessanti su Tinder.
L'intervista alle persone grazie a Tinder è illuminata? È illuminata?
È accuratamente selezionato, quindi ho trovato un produttore musicale, una persona che lavora alle Nazioni Unite, uno che lavora in aeroporto.
Tra le altre cose super interessanti che sta facendo Paola c'è anche questo progetto di un libro che, vi anticipo qualcosa, uscirà nei prossimi mesi Sarà un racconto di come è stato vissuto il covid in Africa e quindi quello che in parte ho dato una mano a fare anche io è stato fare le stesse dieci domande a varie persone dal mitico Abram al poliziotto al ragazzo che lavora nella discarica fino a personaggi magari più ricchi e benestanti di Nairobi Non voglio spoilerarvi niente ma non vedo l'ora che esca questo libro perché è interessantissimo vedere le differenze di percezione con la percezione che abbiamo avuto qua noi. Alcuni ti raccontano di questo virus mortale che se lo prendi il giorno dopo stai male, tossisci e due giorni dopo muori. Ma questa è un'altra storia, vi aggiornerò quando uscirà il libro perché ne vale veramente la pena.
Ah, stava, stava! Fannocchia. Concettualmente comunque con tutta la roba a costa non ci sono problemi. Mi dicono dalla regia. Ma sono sassi! Dove siamo? Siamo a Cow West, Florida. Porco ca... Altro slam. e questa è la sede di Kola Africa in pratica siamo andati a conoscere quest'altra associazione per capire se c'erano opportunità di collaborazione in quanto quando possibile la cooperazione è fondamentale in un ambiente del genere e niente anche qua aiutano in particolare in più qui hanno tutto il centro di fisioterapia per i disabili per chi ha avuto dei problemi e poi ci sono anche le varie scuole poi insomma tutte le associazioni hanno una specializzazione poi aiutano tutti dove possono ecco scorciatoia.
Ok.
Qua si stanno facendo già grandissimi miglioramenti. Sei soddisfatto? Sì, qualcuno bara però. Comunque noi stiamo ridupingendo l'insegna della scuola perché era vandalizzata. Mi sono spaccato mezza mano. Guarda qua che insegna! Comunque ieri abbiamo buttato la spazzatura qua sotto ed eccola là. Pronti ad inquilarsi per bene i polmoni? E dopo esserci ambientati alla baraccopoli era giunto il momento di fare uno step successivo e di addentrarci all'interno della discarica di Dandora. Dandora Bridge, questo è il ponte che separa lo slam dalla discarica. Loro due sono i figli dell'uomo che smista la plastica e vengono a scuola da noi.
Ci vengono attribuiti cinque sensi e l'uso che ne facciamo di essi è arbitrario. Ma se c'è un posto che ti annulla totalmente tutti i sensi, quello è la discarica di Dandora. Non è solo il vedere una distesa infinita di rifiuti, non è il sentire i peggiori odori che potete sentire nella vostra vita o l'ascoltare il silenzio con solo qualche suono di plastica che viene schiacciata e ruspe in lontananza, ma è l'annullamento di tutto tutto quello che è umano.
Tra.
L'Altro abbiamo avuto l'opportunità di parlare appunto con i genitori dei bambini che vengono nelle scuole dell'associazione che ci hanno raccontato sostanzialmente che il loro lavoro consiste nel frugare nella spazzatura e rivendere poi la merce che trovano.
Uno scellino, una bottiglia di plastica, due scellini, una bottiglia di vetro. Qua lavano e qua pesano e poi col carretto portano di là. Abbiamo anche avuto l'opportunità di parlare con uno dei gestori di quella zona di smistamento rifiuti. Dovete immaginarvi la discarica proprio come uno status estante, una gerarchia di piccole organizzazioni. C'è chi prende i rifiuti proprio da dove ci sono gli escavatori, lo schifo e quant'altro. C'è chi poi invece li lava e li ripulisce e vende la plastica. Insomma ci ha raccontato la sua storia di quanto ovviamente quando frugavano i rifiuti in mezzo ai fumi e quant'altro era fondamentalmente costretto a fare uso di alcol e droghe per alleviare i dolori. E devo bere perché non posso dormire senza l'alcol. Ora prendo le droghe alle 6 di notte e poi prendo l'alcol alle 11 di notte. Se vedi qualcuno che è uscito dall'alcoholismo E' un vero e bravo guerriero Non.
Uso niente, nemmeno sigarette, nemmeno qualsiasi tipo di droga Allora, discarica parte due, siamo dall'altra parte dove entra tutto lo schifo.
Siamo venuti fino a qui per conoscere le famiglie di alcuni dei bambini che frequentano la Smiley School, famiglie che hanno chiesto un supporto straordinario perché ovviamente vivono nel fondo di questa società, quindi abbiamo deciso di venire fino a qui per venirli a trovare, per dare loro un messaggio di speranza, di fiducia e regalare un sorriso.
Ok là ci sono i camion che vengono pesati, vedete che c'è la bilancia sembra.
Di stare dentro un film apocalittico dove si è persa ogni traccia di umanità, mamma mia ah bello qua, questa è la stratificazione dei rifiuti in tutto ciò io mi sono completamente sigillato la mano perché c'ho la ferita e non voglio che entri nulla.
Cioè, capito? Queste sono delle baracche, delle case di gente che vive dentro la discarica. Mamma mia!
Quella.
È.
Una chiesa al centro della discarica.
Ma soprattutto la roba che ti fa dire porca vacca è il fatto che ci siano in mezzo a tutto sto schifo più di 3000 persone che sono qua a raccattare rifiuti, cibo e quant'altro per rivenderli, per prendere qualche spiccio per mangiare.
Ci stanno minacciando quindi è meglio andarcene via anche se abbiamo con noi la polizia locale qua nessuno ha potere e noi non siamo troppo i benvenuti ovviamente diciamo che vivere un'esperienza del genere fa rivedere un po' le priorità generali della vita porca vacca porca vacca porca vacca Ecco qua usciamo dalla discarica e qua è dove c'è tutta la baraccopoli. In alcuni punti si sta proprio mangiando tutto quello che c'è attorno. Qua fuori ci sono tutti i baracchini che vendono le cose recuperate dalla discarica. Non c'è più il confine tra la baraccopoli e la discarica. Senza parole, senza parole. Che mondo. Il tuo rapporto invece con il volontariato come nasce?
Il mio rapporto con il volontariato non nasce ma penso che sia nato con me in realtà, nel senso che è una parte estremamente intima del mio modo di rialzazionarmi con le persone, che è un modo sicuramente empatico, trasmesso probabilmente anche dalla mia famiglia. Forse anche è un po' un aspetto egoistico di me stessa, nel senso che fare del bene agli altri, fare il volontariato è una cosa che mi fa stare bene. Penso che sia stato tutto un percorso fatto per imparare ad essere utile agli altri, veramente. perché penso che qualcuno per essere utile agli altri deve poter spendere qualcosa di se stesso, deve avere qualcosa da dare. C'è una frase che ripeto spesso che è tu sei quello che dai e dai quello che sei. Quindi una volta andiamo da una parte, andiamo dall'altra.
Facile, poi quando vuoi farti si distrugge questo è il loro fornelletto praticamente è segatura dentro si accende e si autoalimenta appunto perché qua c'è il buco l'aria viene risucchiata e fa il fuoco quella invece è una bombola a gas comunque abbiamo scoperto perché sono buonissimi mette 10 quintali di olio allora ciappati, riso e fagioli spettacolo.
Oggi.
È sabato e c'è lo smiling party nell'unico.
Giorno libero che avevamo abbiamo deciso di esplorare abbiamo preso un pulmino e siamo partiti verso la natura selvaggia siamo proprio nel nulla più totale. Siamo finiti in un villaggio masai veramente affascinante appunto come erano i villaggi una volta anche se in qualche modo è stato contaminato appunto dalla società occidentale. E' incredibile comunque come la globalizzazione sia arrivata anche qua. Ma quello è un termitaio! Affascinante!
Poi, giusto per cambiare, anche in mezzo al nulla della natura africana ci hanno portato in una chiesa dove questi signori qui chiedevano sostanzialmente fondi per la comunità anche se Paola, super sgamata, ci ha fatto notare che insomma, per dirla in modo educato, erano un po' il gatto e la volpe e volevano fregarci Ok, ok. Sono un po' perplesso.
Donare è una responsabilità tanto quanto spendere i soldi donati. Cioè devi essere veramente sicuro come investi le tue risorse, in chi decidi di credere.
Siamo quindi fuggiti dalla trappola turistica, abbiamo ammirato altri paesaggi, siamo riusciti a vedere delle gazzelle. Eccola. L'ho vista, l'ho vista.
Bellissima, ma no.
Che dire, posti veramente incredibili, sicuramente tornerò in Africa per ammirarne le sue bellezze ma noi non eravamo lì per fare un safari, la baraccopoli ci aspettava.
Ma altro che Nurset. Questo è il Carlo Caracco della periferia di Nairobi. Forse siamo riusciti ad arrivare a casa vivi. Ormai vivevamo nella baraccopoli come se fosse una seconda casa. Testando tutto lo street food che lo slam poteva offrirci. Packaging di livello devo dire. Italia e poi via. Guarda come si gonfiano. Belli dorati. A mani basse il miglior pasto dello slam. Casa, camminata, lezione, camminata, scuola. Queste erano le nostre giornate. Ah, Giorgio ha anche deciso di farsi addirittura tagliare i capelli. Questo è un tipico sparrocchiere di coraggio. C'è del professionismo. Dammi il lato migliore. Wow! Con la Bibbia sotto braccio. Questa è la macchina di Abram. Faccio notare la mega pelliccia, la Bibbia, vetri oscurati.
Con il taglio per il specchietto.
Soprattutto c'è un mega impianto audio proprio di quelli E'.
Una televisione, adesso si sta guardando un film, capito? Voi vedete un insieme di bambini che ballano e cantano, ma nelle mie due settimane in Kenya ho imparato a conoscerli. Lui per esempio è Daniel, è un bambino che è letteralmente nato nella discarica e vederlo essere il più bravo della classe di scacchi è un qualcosa di incredibile. Lei è Jane, terza media, e viene tutti i giorni a scuola con sua figlia Mary. Christine, Barbara, Pamela, Barack, George. C'è pure Fidel Castro. Oh, l'hanno chiamato così.
Sono bambini che hanno un'identità, che hanno una storia alle spalle, ma che hanno dei nomi, dei cognomi, hanno dei volti. E le persone li riconoscono. Li riconoscono e sono felici con noi quando li vedono stare bene.
Meriterebbero un video per ogni storia.
Checkmate!
Siamo al mercato. Madonna mia!
Orcocant! Abraham ci ha portato al negozio di stoffe, lei è la nostra sarta. Uber Eats con la pizza e via. Sì, avete sentito bene, abbiamo preso la pizza con Uber Eats. E questa è la cosa che colpisce di più, cioè la baraccopoli a 15 minuti di macchina da un centro commerciale dove ci sono tutte le cose a cui noi siamo abituati. In 30 minuti raggiungi la zona più ricca di Nairobi con i gratacieli, i miliardari e i golf club. Nella Braccopoli mancano i servizi fondamentali, ma ci sono i ripetitori 4G ovunque. È tutto un disastro incredibilmente complesso. Almeno la pizza era buona. Ce l'eravamo meritata. Giorgio è molto perplesso.
E' troppo figo quando mi dà i soldi di lui.
Eh sì.
Superana. Super!
Jimi Hendrix. Ultimo giorno di scuola. Sono triste. Italia-Kenia. Abbiamo fatto l'ultima lezione di musica e di scacchi e sono una fontana, nel senso che non pensavo. Il calore, la gioia, quello che danno questi ragazzi è incredibile e il sapere che loro sono in queste condizioni e che il futuro per loro è 10.000 volte più difficili anche per un ragazzo da noi, mi abbatte veramente tantissimo. Meno male, meno male che ci sono persone tipo Paola, ci sono associazioni tipo questa, però cavolo, cioè, vedere queste cose qui ti fa rendere conto di quanto siamo fortunati e ci lamentiamo sempre di tutto, ma poi, dannazione, siamo dei privilegiati. Certo potrebbe sempre andare meglio, però... È stata veramente una grande lezione di vita. Oggi tutto smiley hand, number one.
E adesso cantiamo, balliamo e festeggiamo.
Sei pronto? C'è l'asfalto. Inizione, ecco. Pietro Morello? No. Parte Isaac, parte Isaac. È partito Isaac. Balzac per Pietro. Pietro per Daniel. Daniel per Balzac. Goal! È goal! È goal! È goal! È goal! È goal!
Vai, vai, Iacchi!
Finisce come è iniziata, camminando in una strada sporca e andando a messa. Mi mancherà passeggiare in queste vie. Tra l'altro giornata fantastica. Ormai qua siamo di casa. Andiamo a salutare per l'ultima volta Abram che sarà nelle vesti di pastore e quindi ci farà la predica. Guarda che look, nice look Abram.
E finisce così la mia permanenza in Kenya. È stata veramente un'esperienza assurda. Un super grazie a Pietro, un super grazie a Paolo, un super grazie all'Associazione Romano per un Sorriso. Ripeto, sono esperienze davvero forti. Sono tutte cose che magari sì sappiamo che esistono dall'altra parte del mondo, però di solito preferiamo girare la testa dall'altra parte e pensare solamente ai nostri problemi ovviamente vi lascio qua sotto in descrizione tutti i link dell'associazione di tutti i vari progetti che hanno se potete dare una mano datela in realtà ci sono mille altre associazioni valide ce ne sono anche tante altre meno valide perché avendo visto diciamo un po più dietro le quinte mi hanno raccontato anche delle cose che mi informatevi, verificate, scegliete e l'unica cosa che ho veramente capito è che sì c'è bisogno di tantissimo aiuto ma non con la presunzione di arrivare qui e portare chissà quale civiltà, bisogna fare un passo indietro, conoscere le persone, capire la cultura, capire i reali problemi e le reali necessità e quindi vedere tutti questi bambini che hanno un sacco di voglia di imparare, di migliorarsi, di dare il massimo e che anche se hanno tutte le difficoltà del mondo sono in qualche modo felici è veramente incredibile noi abbiamo tanto da dare a loro però allo stesso tempo c'è anche tanto tanto tanto da imparare e quindi lascio questo posto senza risposte con molte più domande ma anche con un bel po' di speranza che piano piano se tutti ci impegnassimo si può avere un futuro migliore non lo so, volevo concludere tutta questa cosa in un modo un po' felice però è un bel casino ma c'è speranza forse, non lo so.
Quando stai.
Facendo qualcosa e hai un sogno di ciò che stai facendo, per favore, spingi avanti, continui a farlo, non giustificati. Stavo cercando questo, non è successo, lasciami giustificare, non giustificare. Perché per me, una scuola di aiuto ai bambini, ho provato due volte, il primo non funziona, il secondo non funziona, il terzo è dove mi passo. Quindi continuate a fare ciò che volete fare, non dimenticatevi perché succederà. Hai messo un smile sul mio viso?
Sì.
Cercherò di aiutare anche alcuni bambini a sorridere come io. Sono più felice perché vedo che il mio sogno sta passando e credo nel futuro. Grazie per il smile.










