Monologo di un astronauta che argomenta che andare su Marte è una questione di quando, non se. Sottolinea che, sebbene le difficoltà tecnologiche siano rilevanti (ad es. riutilizzo dei razzi, protezione e qualità di vita degli astronauti), nulla è impossibile — le sfide possono accelerare l'innovazione. Prevede commercializzazione delle orbite basse, una presenza sulla Luna in pochi anni e, a medio termine, un viaggio verso Marte.
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Marte io credo che alla fine sarà una meta dove andremo. Ora il punto non è se andremo su Marte ma è quando andremo. Anche qui probabilmente oggi fa sorridere quando Elon Musk dice andremo su Marte in cinque anni. Però ricordo che faceva sorridere anche quando raccontava io recupererò il primo stadio del Falcon 9. Il Falcon 9 con cui ho volato il primo stadio aveva dieci voli alle spalle. Quindi d'impossibile non c'è niente. è chiaro che c'è un livello di difficoltà tecnologica notevole, bisogna affrontare delle sfide non indifferenti, soprattutto se poi su Marte ci vogliamo portare gli astronauti, e ho apprezzato, come dire, la puntualizzazione che vogliamo riportarli indietro sani, ma anche garantirli una qualità di vita decente negli anni successivi. Quindi Marte è una grossa sfida, io credo che le sfide vadano colte, e credo che le sfide a volte aiutino anche ad accelerare i tempi, perché o le vinci o le perdi. Io credo che sarà ragionevole aspettarci questa commercializzazione delle orbite basse, questo presidio sulla Luna in pochi anni e probabilmente in un orizzonte temporale non troppo lungo un viaggio verso Marte.