APPLE STA RISCHIANDO? COSA DIAMINE SUCCEDE?

Jacopo D'Alesio, Otto Kliemann, and Antonio Dini discuss Apple at 50, from the iPod Shuffle to Vision Pro. Dini calls AI a "mountain-bike for the mind" that amplifies elite talent. They debate foldables, Steve Jobs' legacy, and what Apple might do next.
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Apple ha compiuto 50 anni e forse sta per cambiare per sempre. L'azienda che, come ben sapete, ha creato il Macintosh, l'iPhone, l'iPad, l'iPod, le AirPods, il Vision Pro, si trova nel pieno di questa rivoluzione dell'intelligenza artificiale, con Siri che è diventato sempre più stupido o stupida, e Tim Cook, colui che dopo Steve Jobs ha saputo rendere grande Apple nel mondo, dal 1° settembre 2026 lascerà la guida a John Ternus, che peraltro abbiamo già conosciuto. Ma qual è stata in questi 50 anni la forza di questa azienda che più di tutte le altre ha rivoluzionato il mondo della tecnologia per come lo conosciamo? Oggi cerchiamo di scoprirlo e cerchiamo di scoprire anche quale sarà il futuro della casa di Cupertino. Salve amici, oggi siamo qui con due ospiti d'eccezione per parlare di Apple. Tante cose sul piatto, siamo qui con il nostro fantastico Otto Kliemann, uomo di design dalle mille risorse, e Con il super Antonio Dini, uomo Apple dagli albori di Apple, un sacco di cose, scrittore, docente, giornalista soprattutto.
E l'unico più vecchio di Apple nella stanza.
Quindi tu c'eri quando Apple è nata.
Sì, ero piccolo ma c'ero.
Antonio che tra le altre cose c'era in svariati eventi particolarmente rilevanti storici tipo il lancio di iPhone per dirne uno, tu l'hai visto?
Sì.
Pazzesco.
Live.
Live e io ero l'unico giornalista italiano che era là. Gennaio del 2007, è uscito dal cilindro questo oggettino che non si scapiva ancora se sarebbe stato una figata oppure no.
Poi ci racconterai meglio tutto quello che è successo. E io mi sono— non mi sono preparato in realtà, nel senso che la cosa bella di noi è che siamo ufficialmente nerd appassionati su vari fronti diversi. E quindi anziché fare il classico recap storico, Apple è nata, ha fatto questo, questo, quest'altro, ho ho semplicemente chiesto a questi signori di preparare i loro prodotti preferiti, i loro prodotti più iconici. Quindi partiamo da Otto.
Va bene, partiamo da me.
Dropaci un prodotto.
Allora, qui è stato difficile scegliere, penso anche per te, perché non ho scelto qualcosa che ho vissuto, perché sarebbe stato troppo facile, qualcosa che ho comprato, qualcosa che mi è stato regalato, capito? Ho scelto qualcosa che avrei voluto avere perché pazzesco. Sia questo Cube, il G4 Cube, che è folle perché prima di tutto un'accensione capacitiva con un tasto capacitivo, fuori di testa negli anni in cui è uscito. Design pazzesco, si apre senza viti, senza cacciaviti, senza fatica, clac, tiri sulla maniglia, si scompone e puoi fare un upgrade. E' stato il primo che ha avuto questa visionarietà sul fisso, che poi si è trascinata anche sul famoso trashcan, quello nero. Lettore CD che funzionava come un tostapane, quindi il CD veniva preso da sopra. Fanless, completamente fanless, ok. E una cosa che poi è rimasta, era nella testa di Steve Jobs, era perfezione assoluta. E questo qui riusciva a garantire di essere fanless, quindi senza ventole. Un'altra cosa pazzesca che è le casse, quelle lì sono di Harman Kardon, arrivavano in confezione anche con il subwoofer, quello a forma di piovra, non so se sei presente, anche lui è esposto al mondo, ma anche questo al mondo.
Di medusa, di medusa.
Bravo, bravo, sì no, piovra cosa dico.
Tu hai qualche ricordo legato a... io avevo 3 anni quindi non so dirvi.
Io li cambiavo la RAM e la fregatura, uno dei problemi che aveva era che l'aria esce dalla griglia superiore, l'aria calda, e azionava il pulsante di accensione e spegnimento, quindi lui si spegneva da solo sul più bello quando era caldo, perché questo flusso di aria calda il sensore lo sentiva come un dito.
Era una macchina bellissima, però bellissima ma fallimentarissima. Durata un anno e lui stesso, Steve Jobs, la ricorda come il suo più grande errore, cioè come uno dei più grandi errori di Apple, che gli ha insegnato tantissimo, ovviamente in quanto errore.
Beh, pazzesco. Secondo me la cosa interessante è che poi è molto facile ricordare l'iPhone, ricordare il Macintosh, ricordare tutti i prodotti iconici. Però esattamente come il Vision Pro viene visto come da una parte ha rivoluzionato tantissimo e da una parte magari lo vedremo come questo dove vedi comunque la visione, vedi che comunque era paradossalmente troppo avanti per quell'epoca. Non lo so, pareri contrastanti. Io tuttora guardandolo, e forse questa è la cosa più pazzesca di quando si guarda i prodotti Apple vecchi, lo vorrei avere sulla scrivania. Tu Antonio, cosa hai tra i vari prodotti che hai nella tua busta? Cosa ci tiri fuori?
Cosa tiro fuori dalla busta? Dei calzini. Una confezione di calzini ancora sigillata, comprata all'epoca. Questi sono una piccola chicca, nel senso che Steve Jobs si offese leggermente quando gli dissero che l'iPod non era portabile bene, fatto a modo, eccetera eccetera. E lui disse: si può mettere anche in un calzino. E poi comparve magicamente negli Apple Store la confezione. Sono 5 calzini colorati di colori diversi.
Jobs aveva questa cosa che un po' voleva blastare il mondo, prendeva in giro, prendeva in giro tantissimo.
Il calzino era il suo modo per divertirsi, divertirsi come si era divertito anche sul palco. Io vi ricordo che quando ha fatto ha fatto la demo sul palco dell'iPhone, ha chiamato uno Starbucks e ha ordinato 3500 frappuccini e poi ha riattaccato sghignazzando. Immaginiamoci la ragazza che lavorava nello Starbucks dall'altra parte.
Ma tu che l'hai vissuto proprio, Antonio, se dovessimo fare un paragone un po' spinto, quando Jobs faceva le dichiarazioni quelle sparatissime o faceva quella sparata megagalattica, quanto adesso sarebbe paragonabile con un Musk?
Per niente, perché Jobs aveva innanzitutto una mente estremamente analitica, quindi le sue sparate erano in realtà delle grandi sintesi. E quando diceva cosa serviva, quella cosa che dichiarava effettivamente era una cosa che serviva.
Quindi no, Musk no, grande uomo di prodotto, grande uomo comunque di marketing e di raccontarti il prodotto come voleva lui e fartelo amare, però non faceva la sparata di una cosa che non aveva la cosa vera, una cosa che adesso si fa molto, molto poco. Lui in tante interviste diceva: questa cosa non siamo in grado di farlo, cioè L'intervista che adesso è andata virale recentemente di lui che racconta di un computer economico bello, che è il MacBook Neo praticamente, ed è molto interessante. Comunque, visto che li hai tirati fuori, tiro fuori il mio prodottino iPod Nano. Questo dovrebbe essere la quarta generazione, se non la quinta. E il mio primo prodotto Apple, cioè io sono entrato nel mondo Apple con questo oggetto. A me fa paura pensare che sia ancora estremamente bello, cioè lo guardi ed è incredibile. Adesso con tutti questi AI, assistenti AI e cose varie, io vorrei esattamente un prodotto fatto così. Voi, il vostro primo prodotto Apple?
Diciamo, il primo prodotto che ho comprato con i miei soldi l'ho comprato quando ero già grandicello, ed è un LC3, un Macintosh LC3. Il primo computer della Apple che ho usato è un Apple II, che era di un mio compagno di classe che aveva la seconda versione di Flight Simulator, e ci davamo i turni con questo Flight Simulator, che erano fondamentalmente 8 linee bianche su sfondo nero. Era grafica vettoriale, ma molto semplice, e passavamo le alternate sembrava di volare sopra l'aeroporto, se non sbaglio di Chicago. Dopodiché arrivava senza istruzioni perché era ovviamente craccato. E quindi no, vabbè, solo c'è la prescrizione, sono passato abbastanza tempo. Quel computer era interessante, era assolutamente non Mac, cioè era un altro tipo di Apple, l'Apple II.
Ma all'inizio quanto veniva vista per fighetti e quanto veniva vista per addetti ai lavori?
Bisogna vedere quando intendi all'inizio. Gli Apple II erano molto diffusi, molto più diffusi di quanto non si ricordi adesso, avevano successo estremo. Però erano molto costosi. Ok, era lo stesso periodo del Commodore 64, la proporzione era Commodore 64, che ne so, 400.000 lire, Apple II 4 milioni, per dare un ordine di grandezza. Prima che il Macintosh sia diventato qualche cosa che era visto come lo strumento per il resto di noi, diciamo, secondo me bisogna arrivare all'iMac, quindi al 1997-98, non al 1984. Se ci pensate, peraltro, se guardavi prima anche il Cube, ma se guardi anche l'iMac, quello col tubo catodico, con CRT, è un evoluzione del concept del Macintosh, cioè tutto contenuto con una maniglia sopra, a cui Steve Jobs teneva tantissimo, perché non bisogna mai fidarsi di un computer che non ti puoi portare via. E in effetti, pesucchia, ma te lo puoi portare via, trasportabile.
Tra l'altro quello che tieni in mano è interessante, è mio per la cronaca, ma non mio di nascita, nel senso non l'ho comprato all'epoca come potete immaginare, ma un altro che avrei voluto avere. E anche quella è una storia interessante perché è quello di quando Steve Jobs non era più in azienda. Questo qua è uscito con le ventole proprio perché gli ingegneri hanno detto: «Ma avete sentito, è un casino qui.» Lui è andato via, mettiamoci le ventole. Ma è stato anche quello che ha trascinato Apple in quel mondo dove dentro a bordo montava tutta una serie di software che hanno permesso di sviluppare il mondo dell'editoria, della grafica, del fotomontaggio. Tutti quei software che ti permettevano di accedere al mondo creativo, professionale, eccetera, erano già installati lì dentro, capito? Quindi le agenzie pubblicitarie, i giornali, eccetera, compravano questo. Ed è la cosa pazzesca che si intica, che ciò che c'è installato dentro poi è quello che fa il computer. Apple è sempre stata molto attenta in questo, no? Pensa Casey Neistat che ha trovato iMovie nel suo primissimo computer, è riuscito a montare i suoi primi video con quello.
Il Telnet con cui per la prima volta— allora, riavvolgiamo. Il primo collegamento a internet in Italia fatto con un personal computer all'Università di Pisa è stato fatto con un Macintosh utilizzando sopra l'infrastruttura di internet, che all'epoca era collegata solo nelle università, non c'era a livello privato, utilizzando un protocollo che è quello di Telnet, che è terminale remoto. E c'era la sua bella finestrina e il professore che ha mandato il messaggio. C'è la foto che gira da qualche parte.
Quindi il tuo primo prodotto—
allora, il primo approccio con un Mac è stato a casa di una mia compagna di scuola per fare una ricerca. Lei e i suoi genitori avevano un Mac. Sono impazzito, ma male, perché aveva tutte le finestre che erano scollegate dalla barra degli strumenti e mi sembrava un caos incredibile. Non riuscivo a usarlo. Dico, ma chi è che usa 'sti computer fatti in questo modo ridicolo? Boh, finita quella parentesi lì, poi è arrivato iPhone. Io esistevo, cioè avevo delle persone che li avevano comprati attorno a me, ma pensavo che figata, ci facevano vedere tutta la bolla, la birra, il carosello delle immagini, no?
Quando fai scorrere le foto, immagino della musica.
Esatto. E lì era incredibile l'impatto che aveva su di noi, però non è che lo desiderassi. E poi i miei genitori mi hanno regalato un iPhone 3GS, e quindi è stato quello effettivamente il primo prodotto su cui ho messo le mani. Sai il 3GS?
Top! Perché è stato anche il mio primo iPhone. Io c'ho il tipo seconda mano, terza mano. Voi eravate uomini da jailbreak?
No, sì, sì, io per forza, zio, io per forza, perché avevo comprato quello prima negli Stati Uniti, il 2G. Si chiamava in un altro modo, è il primo jailbreak, dovevi fare la baseband del, cioè il software del modem che era loccato su AT&T, ok, per poter mettere un'altra SIM.
Però sicuro che non avesse un altro nome quel, quel hack per farlo funzionare, perché poi il jailbreak è quella roba di Sydia, Saurik e tutto il resto.
No, non lo so, però ti posso dire una cosa. Eravamo— ero andato negli Stati Uniti per lavoro, un evento, appena uscito il telefono, anche un evento che non c'entrava nulla a Las Vegas, e tutti i giornalisti della sala stampa di tutta Europa, 2 secondi dopo che era finita la conferenza, si erano fiondati all'Apple Store a comprarsi il telefono, e poi tutti insieme a fare questo jailbreak di massa come se fosse stato una una pratica comune. Hai fatto un jailbreak collettivo, diciamo.
Io feci il mio primo jailbreak seguendo i tutorial di Black Geek Tutorial, quando era ancora Black Geek Tutorial. Un saluto, Andrea, pazzesco!
Me lo ricordavo più grande io, ma tanto più grande. Mi immergevo nello schermo, è piccolissimo.
Tra l'altro i miei primi video su YouTube li ho fatti con quel coso lì.
Sì, con la sua fotocamerina?
Eh sì, perché poi facevo— avevo trovato questa applicazione che faceva stop motion. Io facevo le cose con i Lego, e quindi lo piazzavo e dovevo— cliccavo con le cuffiette.
Maestro sei!
Aspetta, c'è un po' di roba.
Dunque, ricapitolando un attimo, dicevamo il 2G.
Ah, bellissimo!
Questo l'hai proprio usato tu?
Sono tutti i miei. Il 3G e il 3GS, non so quale dei due sia. E poi il 4, che è quello che è invecchiato peggio.
Bello, sembra una parodia, bello, sembra finto.
Oh, cioè questo l'ho preso a Shenzhen nei mercati cinesi come parodia, ma guardalo.
Guarda che roba, è di una raffinatezza rara comunque come oggetto, è bellissimo.
Se dovessimo dividere i momenti di Apple, secondo me c'è il momento computer, l'era del Macintosh ha rivoluzionato tutto. Sì, momento musica con gli iPod.
Questo è il primo e mezzo, cioè non è letteralmente il primo primo, però è identico, è un aggiornamento del Momento Macintosh.
Tu Antonio, ti ricordi cosa è successo quando è arrivato?
Sì, beh, allora lui è arrivato in un momento un po' particolare perché è arrivato a ottobre del 2001, un mese dopo l'11 settembre, e non si sapeva neanche se avrebbero fatto il keynote. L'attenzione era tutta un'altra parte. Steve Jobs non era figo. La Apple di Steve Jobs è veramente esplosa con l'iPhone. Quando è arrivato questo in Italia la gente ha cominciato a comprarlo. Io devo dire che stavo su un po' un altro lato della barricata, perché avevo il minidisc. E quindi per me questa era una roba che dicevo, ma però, boom, comunque era da ricchi anche, c'è da dire, costava un botto. Aveva questa cosa però che lo attaccava, doveva avere un Mac all'inizio. E poi aveva questo problema qua che usava solo questo cavo FireWire, usava la FireWire, aveva questo, è la generazione immediatamente dopo, però lo potevi attaccare come hard disk al computer. Cioè era un hard disk da 5, 8, 10 GB.
E anche quei file.
Hai risolto il problema di iTunes ma anche la soluzione di iTunes.
Hai la musica craccata?
No, cioè sì, però ha posto un limite alle musiche craccate. Sia stato forse il primo, no?
Allora iTunes è nato prima dell'iPod, era un jukebox per la musica che era stato comprato da una società terza e quello che l'Apple faceva all'inizio era proprio rip, mix and burn. Diceva scaricati la musica dai CD, rimescola su iTunes e poi masterizzati il tuo CD. Oppure poi, quando ha lanciato questo, mettilo, c'è una pubblicità bellissima. Quando è uscito lo store, è finita la festa sostanzialmente. Ma secondo me, reintroduco una cosa ortogonale, loro hanno mancato il grande appuntamento successivo, che era quello con l'Apple TV. Perché l'iPod comunque era piratabile in qualche modo, ci potevi mettere i tuoi MP3. Sull'Apple TV non potevi mettere i film scaricati. La prima Apple TV era fatta come se fosse stata un Mac Mini con l'hard disk.
Ah beh, sì, è vero.
Però Apple è sempre stata contro il— cioè, per quanto gli abbia giocato, è remato a favore questa cosa della roba rubata, no? Non è mai stata una cosa su cui puntare, anzi voleva limitarla, rendendo poi iTunes l'unico modo per poter mettere musica qui dentro, comprata col DRM, se ti ricordi, per quello dico, no? Cioè, è stato il primo baluardo dell'antipirateria da questo punto di vista, a favore degli artisti.
Ai tempi, Antonio, C'erano persone che dicevano: ma figurati se uno spenderà mai soldi per comprare una canzone digitale!
Perché c'erano, si compravano i dischi, si compravano i dischi o i CD, particolarmente perché negli anni 2000 a quel punto ormai erano prevalentemente i CD, prima il ritorno del vinile. E sì e no, nel senso che comunque il modello iniziale non era lo streaming, il modello iniziale era: compro la canzone, compro l'album, no? 99 centesimi o 9,99. Quello che poi succede è stato il grosso stigma verso Spotify, perché Spotify è stato è veramente quello che è disruptive per il mercato. E lì Apple a un certo punto ha dovuto cambiare velocità, anche lei ha iniziato a fare lo streaming, come l'ha fatto anche Amazon. Quello che faceva, secondo me, perlomeno nella mia percezione, un po' effetto era che sì, pagavi, ma poi alla fine non avevi in mano mica tanto. E un po' come gli ebook, se c'hai l'ebook quanto lo vuoi pagare rispetto al libro che costa 15 euro?
Notate un dettaglio? Questo qua, il tastino silenzioso, che questo qua era l'hold in realtà. Vedi che ha sempre il cosino arancione? Bello! Che è sparito purtroppo nelle ultime versioni, ma veniva da qua.
Ma quando l'hanno presentato si è capita l'importanza, o è quella cosa che fa l'effetto wow ma dici chissà se funzionerà?
No, no, era stato criticato di brutto.
Strano.
Era stato criticato di brutto, sembrava che non sembrava la, come dire, la preparazione di quando hanno lanciato l'iPhone. Tutti a dire ma no, no, non funziona. Io peraltro nel 2001 già avevo iniziato a seguire come giornalista Apple, oltre a essere già utente dagli anni, ahimè, '80, quello che è successo è che c'è stata la risposta negativa del competitor, dell'avversario principale. Microsoft ha tirato fuori lo Zune, cioè il suo tentativo di fornire un player in alternativa. Così come poi Nokia. Io mi ricordo, dopo la presentazione dell'iPhone, Nokia in faccia a me, perché dopo San Francisco io ero andato da un'altra parte dove c'era un evento di Nokia, e avevo parlato con un signore che si chiamava, cioè si chiama tuttora perché vivo, Hansi Vanjoki, ed era il chief strategist di Nokia, il quale mi disse, premessa, all'evento di Apple io ho fatto anche il briefing di prodotto e ho avuto l'iPhone in anteprima toccandolo e vedendolo che funzionava effettivamente. Faccio questa intervista col signore di Nokia che mi dice: guardi, le devo dire una cosa, non è mica vero niente, io lo so, ho voci dietro le quinte, non funziona. Ve l'hanno fatto vedere sul palco ma non andava, una bolla di sapone.
Guarda che non è Elon Musk.
Secondo me non finisce così, però poi boh, vediamo. Tanto il mio lavoro è scrivere quello che dici. E passato la storia, è passata la storia così. E loro non sono riusciti, loro sono finiti venduti a Microsoft, la quale a sua volta non è riuscita poi a usarli.
Che era un interessante, a un certo punto funzionava, c'era un terzo polo, avevamo Android, iOS e come si chiama, Microsoft Windows Phone.
C'è stato per un periodo Symbian come come i potenti.
Però prima degli smartphone, Symbian era in quella via di mezzo, no?
Erano dei mezzi smartphone.
Sì, sì, sì, sì. Però non c'è un terzo polo adesso. Se Nothing lo facesse, sarebbe interessante.
Oppure la Cina, chissà, chissà. Comunque, tornando a noi, tutto ciò che abbiamo nominato è nell'era di Jobs, è nell'era di un uomo che diceva che questa scatola—
questa è la scatola del primo iPhone— si deve chiudere. Ora non lo fa più perché c'ha 15 anni, poveraccio. In 5 secondi precisi, non 4, non 6.
Ma tu l'hai riuscito a interfacciarti direttamente con lui?
Sì, con lui 2 o 3 volte. Sì, non per lungo tempo, non siamo mai andati a cena fuori, anche perché diciamo che non aveva questa personalità che spiccava per simpatia ed empatia nei confronti del giornalista medio. Però l'ho incontrato a Parigi 2 volte, una volta a San Francisco. Una persona molto disponibile, ma assolutamente niente di rilevante. La mia domanda clou, che è una domanda che oggi è vale meno di zero, era stata: ma vedremo mai un portatile col G5 nel 2026? Non è una domanda. Nel 2006, mi sembra, o qualcosa del genere, avevamo i processori G3, G4 e G5, ma G5 solo per le workstation, non sia per i Macintosh Pro. Non erano possibili sui portatili, erano fatti dai IBM, erano troppo grossi. Quindi i pro chiedevano tutti: ma quando arriverà? Quando arriverà? Io mi sono giocato i miei 30 secondi con Steve Jobs chiedendogli questa super tecnica, proprio super nerd su questa roba. Mi ha risposto che non parlava di prodotti futuri e ciao.
Se doveste riassumere in un concetto qual è secondo voi la caratteristica di Jobs che ha reso Apple la Apple che conosciamo? Prego, 8, vai, ce l'ho qua.
Amore per la facilità d'uso, che è banalissimo ma stravero in ogni cosa. Per la magia, per la magia, amore per Così breve la frase? Beh, non volevo argomentare un'ora.
Io dico la cura maniacale del dettaglio, ma anche quella cosa lì dell'essere spregiudicato pur di avere il miglior prodotto possibile. Cioè, a me la storia dell'iPod che era troppo grande per lui, gli ingegneri gli han detto no, guarda che l'abbiamo fatto il più piccolo possibile e tutto quanto, e lui l'ha preso, l'ha buttato nell'acquario, chissà se poi è vero, l'ha buttato nell'acquario, ha visto che usciva dell'aria, fa no, vedete che c'è dell'aria, vuol dire che potete farlo più piccolo. Cioè, da una parte amore totale, come dici tu, dall'altra era forse una delle persone più pessime a livello umano, che però pretendeva il meglio e martellava finché non aveva esattamente quello che voleva.
Anche un grande seduttore. Ci sono i racconti di quelli che sono stati assunti, che lui ha sedotto e convinto ad andare a lavorare per lui, incluso anche quello che è stato la sua rovina, cioè l'ex vicepresidente della Pepsi Cola, che vuoi vendere acqua zuccherata o cambiare il mondo? E lui è andato e poi l'ha cacciato. Per me Steve Jobs era uno straordinario uomo di prodotto. Lui li usava veramente i prodotti. Infatti molti dei problemi che ci sono nel tempo, e soprattutto adesso con i prodotti Apple, derivano dal fatto che non c'è quell'uomo prodotto. Ma la ragione per cui Apple ha avuto successo, secondo me, è che lui considerava Apple un prodotto e ha fatto Apple come azienda con quella precisione, con quella curia maniacale che ci ha messo in tutti i suoi prodottini, tutti i suoi dettagli. Doveva funzionare.
Io sono, sono d'accordo, sono molto d'accordo. E questo ci dà modo di ragionare poi su quello che è successo dopo, nel senso che da questa figura mistica, quasi religiosa per molti possiamo dirlo, si è passati al non l'esatto opposto, ma una figura decisamente più concreta, sedotta da Jobs a un certo punto, che è stata in Apple per sempre. Parliamo ovviamente di Tim Cook, uomo della catena di approvvigionamento in Apple prima di diventare CEO, quindi si occupava soprattutto di tutta la parte di fornitori e quindi ottimizzare risorse, costi, riuscire a produrre più cose a meno costo in maniera migliore. Saltando di palo in frasca, io vi tiro fuori quello che secondo me è il prodotto migliore dell'era di Tim Cook. Nel senso che sembra banale, però dannazione, le AirPods a livello di numeri hanno fatto dei numeri clamorosi e sono tra i prodotti più venduti della storia del mondo. E soprattutto Da una parte è rimasta la filosofia di Apple della cura maniacale del dettaglio, cioè hanno creato delle cuffie che non esistevano prima come concetto, che si interfacciavano con i device come se fosse magia, come dicevi prima. Però dall'altra si sono anche molto di più aperti al resto del mondo, perché queste sono andate fortissimo, anche perché la usava gente che non usava Apple.
Sì, sì, sono una trappola per topi.
E quindi dell'era Cook Voi avete dei top momenti, top prodotti, top situazioni che vi ricordate?
Ma per me Cook è, come dicevi te, un moltiplicatore. Cioè, Jobs era in grado di avere la visione, pensare ai prodotti, e ha pensato un orizzonte di prodotti enorme. Ed era un uomo anche di marketing, ha dato proprio forza al marchio. Dopodiché serviva anche qualcuno che la facesse crescere, e Steve Jobs non ci sarebbe riuscito. È fallito. Tim Cook invece sì, nel senso che la Apple dopo Tim Cook, cioè dopo Steve Jobs, è tipo un ordine di grandezza superiore. Ora siamo a 3000 miliardi di— no, quasi 4000 miliardi di capitalizzazione di mercato, una roba impressionante rispetto ai meno di 300 dell'epoca di Steve Jobs.
Io vorrei spezzare una lancia nei confronti di Tim Cook, nel senso che raccogliere lo scettro di Jobs è la cosa— nessuno sarebbe adatto. Nessuno, proprio nessuno. Neanche una reincarnazione di Jobs si sarebbero lamentati. Quindi il dramma è quello. E tutti si sono lamentati, no? Eh, ma adesso la frase che meno sopporto quando esce un nuovo prodotto Apple è il paragone.
Non l'avrebbe mai permesso.
Il paragone di come— ma non è irrilevante, è un altro mondo, un'altra azienda, infinite altre situazioni.
E con tutto il bene che vogliamo a Jobs, se Jobs fosse rimasto, è anche probabile che Apple Apple fosse andata a gambe all'aria, sarebbe andata a gambe all'aria.
Assolutamente, esatto. Cioè, non possiamo neanche immaginare che un essere umano possa portare avanti per 2000 anni una visione sempre coerente, uguale per l'azienda. Quindi a me va benissimo il progresso, quindi apprezzo comunque quello che ha fatto. Vero che lato prodotto sono più contento forse adesso che arrivi un tecnico, una persona che è più sul prodotto, che ci permetta di tornare magari a un'attenzione maggiore sul quello che ci si aspetta, la metterei così, un po' meno sulle metriche, sui numeri, sulla crescita, sul business in senso stretto. Poi ha fatto un sacco di altre cose.
Sì, sì, c'è la visione di Apple, è sempre rimasta quella. E soprattutto, magari noi possiamo anche criticare rispetto a Jobs che era il pazzo furioso, ma rispetto a tutte le altre aziende, cioè, se uno può dire no, ma col Vision Pro Apple si è perso un attimo, a parte che non sono d'accordo, ma soprattutto Tutti gli altri, altro che non avere una direzione, cioè loro possono permettersi di fare il prodotto ogni anno di cui comunque tutti parlano e che comunque sembra ogni volta che sia tutto uguale, ma se li guardi tutti in fila ti rendi conto di quanto è migliorato tutto. Cos'è quell'oggetto? Ah, la webcam!
Bella!
Bellissima!
Una vecchia iSight, la prima webcam Con diaframma che si apre e si chiude.
Che meraviglia!
C'era già il concetto di privacy, capito?
Guarda quanto è bella la griglia, perché questo affare dopo 5 minuti faceva caldo in una maniera che la metà bastava.
E per dissipare.
Esatto. E un supportino per tenerla agganciata al tetto del coso.
Perché ha sempre avuto sta cosa di usare per tanti anni lo stesso cavo compatibile nel loro ecosistema, poi Lightning, e poi è arrivata l'obbligo di USB-C.
Tiro fuori l'oggettone, il mio prodotto preferito, time Sul secondo me qua c'è da fare un discorso. A parte che bellissimo come al solito, tienilo, toccalo.
Scusa, ho bisogno di vedere.
Stesse curve, stesse forme del Mac Mini, è tutto identico, assurdo. Ma anche il fondo, quindi qua facevi backup e qua lo usavi come dock principale per tutto.
Sì, ma era anche un modem questo, potevi trasportare in un'altra stanza l'audio tramite il jack audio, cioè streamavi la musica in più stanze, capito? E comunque quando disegni bene una cosa ti dura per tutta la vita, questo è pazzesco. Come dici tu, è uguale al Mac Mini.
Ci siamo dimenticati di dire, io mi sono dimenticato di dire una cosa fondamentale su Tim Cook, che è una persona che abbiamo, che abbiamo incontrato, è molto intelligente e ha capito che non poteva combattere con la creatività di Steve Jobs e l'ha giocata sui diritti. Tim Cook è la persona che ha messo sull'agenda mondiale temi come l'inclusione, l'ambiente, ha rivoluzionato un'azienda dal peso di Apple e ha fatto anche la cosa che nessun amministratore delegato di nessuna grande azienda ha mai fatto, cioè coming out.
Vero, non banale per nulla.
Ai tempi fu anche rivoluzionario, dell'unica azienda che parla di privacy fra i big del tech americano.
Però su questo secondo me è interessante anche il concetto, comunque, cioè non su questo che abbiamo detto, ma sui prodotti che abbiamo appena tirato fuori, che vi chiedo è: abbiamo visto questi prodotti qua, prodotti più normali, cioè la domanda delle domande è perché Apple non si mette necessariamente a fare prodotti normali? Noi ovviamente vediamo Samsung che fa di tutto, cioè io se ci fosse un hard disk Apple, lo prenderei. Se ci fosse un modem Apple, lo prenderei. Se ci fosse una stampante Apple, la prenderei.
C'era, c'era stampante, sì. C'era anche la macchina fotografica della Apple, perché ha fatto lo startup della tecnologia sostanzialmente.
C'è stato un momento in cui avevamo fatto la console in collaborazione con Bandai, avevamo fatto tutta una serie di cose. Com'è successa secondo voi questa cosa dello shift invece solo sul prodotto comunque super esclusivo, facendo vendo relativamente pochi prodotti all'anno rispetto a tutti gli altri.
Vuoi fare il migliore? Non ne puoi fare tutti migliori, e quindi ti concentri su quello su cui hai controllo e mercato.
Ma c'è stato un momento in cui c'è stato proprio questo switch?
Le tecnologie che Apple ha fatto partire— citavo prima la macchina fotografica, una delle primissime macchine fotografiche digitali è stata sviluppata da Apple come prodotto commercializzato, intendo, non come esperimento. Lì c'è Kodak, ci sono vari altri soggetti. Apple è stata strumentale nello sviluppo della USB. Sì, sia della USB-C adesso che della prima USB. Ma per esempio è stata anche l'azienda che ha pagato di tasca sua le frequenze per il Wi-Fi. Noi non avremmo il Wi-Fi oggi se Apple non ci avesse messo i soldi e avesse detto: questa è la mia scommessa e lo lascio aperto in modo che lo possano utilizzare tutti. Fra parentesi, io non sono riuscito a trovarla perché da qualche parte in quel buco di entropia che è casa mia, ma c'ho anche l'Airport fatta a forma di disco volante, quella salsicciotto. Non ho quella argentata, quella bianca. Bianca. E quando me la sono comprata negli Stati Uniti, nel primo Apple Store che ho visitato— stiamo parlando del 2003— per me fu una rivoluzione. Io mandai l'articolo sull'apertura dell'Apple Store con il mio iBook bianco che sembrava una pastiglia. Mi ero appena comprato la scheda Tutti i prodotti di Apple erano compatibili, e scrivevo da un tavolino del centro commerciale senza fili. Ragazzi, oggi sembra una roba che sembro scemo a dirlo, ma all'epoca poter usare un computer per più di 2 ore a batteria e senza fili da un tavolino di un bar, ti sentivi un drago che stava vivendo nel futuro.
Tornando al presente, Collegandomi a quello che sta dicendo Antonio, cioè sul fatto che ti sentivi un drago che vive nel futuro, guarda caso i processori Silicon in questo passaggio che hanno fatto permettono meglio di tantissimi altri di far girare modelli AI in locale, e che probabilmente ci porterà ad un futuro dove passeremo da Apple anche su questo.
Lì c'è un nodo fondamentale che spesso è sottovalutato. Steve Jobs, che nel 1997 torna in Apple, fa un evento, sul grande schermo compare Bill Gates, il quale dice: presto 4 soldi per far campare l'azienda. E poi dice un'altra cosa: continuerò a sviluppare Office. Che voleva dire che i Mac sarebbero rimasti seri in ambito aziendale, perché Office, Word, Excel era fondamentale. E Internet Explorer. Nel momento in cui Internet Explorer va anche sul Mac, quindi si può navigare col Mac, l'Apple ha il primo germe di una strategia che è quella di fornire lo strumento ad altri, cioè intermediare. Il Mac diventa lo strumento che è compatibile, ti permette di fare le cose, quindi puoi navigare, oppure il processore con i Neural Engine Quindi puoi fare intelligenza artificiale edge sulla macchina, cioè diventa lo strumento abilitante. Loro praticamente in molte corsi a loro sono quelli che vendono i picconi e le carriole.
Non sono loro OpenAI, non sono loro Google, che è il motivo per cui tutti dicono: ma perché Apple non fa la sua AI? Esattamente con questo tono di voce qui, tra l'altro. E il motivo è quello che dici tu.
All'inizio io ero il primo a dire: oh no, Siri, che palle! E effettivamente Siri deve svegliarsi. Toglila, no, questo Però secondo me il discorso è che loro a questo punto per l'ennesima volta stanno facendo un passo indietro, stanno vedendo tutti gli altri fare cose e sbagliare e bruciare un sacco di miliardi. In questo caso loro sono lì con solo seduti sopra la loro pila di billions che a un certo punto questi si comprano quello che vogliono.
Certo, ma inoltre come dice lui ti danno anche lo strumento a tutti gli effetti.
Il Mac al momento è lo strumento, poi integreranno eventualmente l'LLM di riferimento che sarà lo stato dell'arte che ti permetterà di—
tanto hai bisogno di un device in cui farlo girare, loro sono lì che aspettano.
Però c'è l'unica cosa secondo me rispetto alla differenza con Windows, col paragone di Bill Gates che comunque apre Office sui Macintosh, secondo me rimane questo grosso conflitto tra l'affidabilità, la privacy e tutti i valori di Apple che un LLM per sua stessa natura ad oggi non è ancora in grado di rispettare.
Lì c'è un problema chiave che non è stato capito, tutte le accuse che fanno ad Apple, ma secondo me anche i problemi che loro hanno avuto internamente, che che più o meno hanno ammesso licenziando la gente che si occupava di intelligenza artificiale, è che Apple non è una startup. OpenAI, quando ha lanciato ChatGPT, ha lanciato una roba che funzionava e poi ti suggeriva di fare la pizza coi sassi e con la colla, così insomma la mozzarella sta attaccata e la digerisci meglio con i sassi. Che evidentemente questo è accettabile, perché OpenAI è come il ragazzino che suona il pianoforte da bambino e dice: ah, che bravo, ha azzeccato 4 note! Ora però sbaglia. Italia. Apple invece è il concertista della Scala, deve essere perfetta, non può tollerare una roba che funziona nel 60-70% dei casi. Meglio che Siri sia stupida che non che cominci a dire delle cose che sono sotto il livello dello standard di Apple.
Anche perché l'early adopter di OpenAI siamo noi, è gente che comunque sa anche i rischi. Se tu metti da un giorno all'altro Siri a portata di mia nonna e succede un disastro perché ci ha collegato la domotica e rimane chiusa in casa, bene ma non benissimo. Sì, ma non sono assolutamente che mi stanno succedendo adesso con Claude, a cui gli ho collegato tutto.
Però ne sei consapevole e puoi riderci sopra, capito? Però non puoi darlo al grande pubblico, è questo il tema.
Anche perché oggi, per esempio, alcuni prodotti come i telefoni di Apple sono figli degli errori che non erano errori, ma erano cose che Apple non poteva tollerare. Su questo telefono ti puoi sedere sopra perché c'è stato il bendgate. Il bendgate non è stato previsto, la gente si metteva il telefono dietro, ops, il telefono si imbarcava, e quindi hanno migliorato il prodotto. Loro con Siri o con l'intelligenza artificiale in generale non non vogliono un altro Ben Gate, non vogliono arrivare ad avere quel tipo di problema. E secondo me questa strategia di avere i plugin con le varie intelligenze artificiali, che sembra che sia la strada verso la quale si va, è molto, molto, molto più smart. Chissà se ci mancherà il nostro Tim Cook.
Secondo me sì, nel senso che comunque è stata una legacy, direbbe uno sportivo, nel senso che comunque la fidabilità abilità che ha dato Tim Cook ad Apple, secondo me, è anche molto merito dell'approccio. Cioè, la differenza grossa, perlomeno mia, a livello lavorativo, per la quale una volta che ho provato un MacBook non sono più tornato indietro, è che tutto ha sempre funzionato ottimamente, senza bug, senza crash, senza niente di niente. Quindi la mia unica paura è che nel momento in in cui si dovesse tornare a sperimentare, tornino i gate, i bug, le cose che non funzionano, le cose che non dico esplodono, però speriamo di no.
Cioè, io sono fiducioso sul fatto che faranno una spinta verso quello che chiede la gente, cioè che ci siano delle novità, e probabilmente arriveranno adesso.
Io non credo onestamente che ci sarà nessun passaggio repentino. Secondo me Apple è già cambiata molto negli ultimi anni. Nel senso che un prodotto come il MacBook Neo 6 anni fa non sarebbe esistito né a livello proprio tecnico, né a livello anche di forse visione, perché comunque non è il prodotto mega esclusivo, il prodotto pensato per tutti. E John Ternus, che è appunto uomo di prodotto, super ingegnere capo dello sviluppo, io l'avevo incontrato per iPad e lo vedi proprio come lui sapeva esattamente dove c'era la batteria, come hanno studiato la vapor chamber per mettere questo per— cioè, lo vedevi proprio che ne sa a pacchi di prodotto. Io spero che si arrivi anche a fare appunto come si faceva una volta, che abbiamo visto, tanti più prodotti larghi, cioè molto più ecosistema, ma per davvero.
Ho una domanda per voi: vorreste che tornasse iVoox?
Ma no, grazie! Ho le dita che ancora mi fanno male. Ho avuto il MacBook 12 pollici per 3 anni, che è quello super sottile con quella tastiera impossibile, e gli ho voluto un gran bene perché stava nelle borse piccole, però preferisco scrivere sull'AirD adesso.
Allora, sicuramente è stato un genio dal punto di vista del design e lo è. Io non ho ancora capito veramente quello che ha fatto con Ferrari. A me fa impazzire, mi piace tantissimo. Però bisogna vedere quanto fuori da Apple sarà in grado veramente di fare cose. Non so se lo rivorrei in Apple perché molti compromessi estetici PC, lo dico da uomo che arrivava da Windows.
Eccomi, anch'io.
Comunque sono comodi, cioè un MacBook così— ecco, ciao, è stato bello. Forse Ivan non l'avrebbe voluto, l'avrebbe fatto assottigliato. Però io così c'ho le mie porte, c'ho la porta HDMI, c'ho la porta—
cioè il fatto che lo sfondo—
non voglio fare, voglio una cosa che sia comoda, porca miseria. E a un certo punto era diventato un togliamo, togliamo, togliamolo, facciamo il più sottile possibile, fighissimo, mega wow, ma poi devo attaccarci il dock bruttissimo per attaccarci la scheda. E allora tanto valeva metterci—
cioè, hai ragione, che poi il compromesso è sempre un problema grave. Eh, non lo so, non lo so, bisognerebbe anche capire quanto l'eredità è stata raccolta poi da chi è rimasto, no? Nel senso che io non ho visto una transizione così netta. Cioè, sì, adesso effettivamente il MacBook è uno dei più evidenti, e anche forse questo iPhone. Però il rischio è che andiamo così fuori dal seminato che dicevi tu, anzi, prima di Apple, cioè sul fatto che ci sia questo fino alla follia, no, no, di essere duri fino alla follia per ottenere il massimo, che poi si cede dall'altra parte, si diventa Android, capito?
E diventi una delle tante.
Cioè, il dramma è che se poi cominci ad accontentare tutti e non hai più una visione chiara dal punto di vista del design in mano a una testa che sta ragionando come un pazzo, come Hive, rischi di perdere. Pazzo in senso buono, no? Cioè, pazzo nel senso che ha un'etica, una visione. Il rischio che si vada in direzione randomica è un po' elevato e mi fa un po' paura.
Sono d'accordo, ma la questione secondo me è anche proprio nel cambiamento, nel senso che la forza di Tim Cook è stata anche mantenere quella linea che c'era e poi cambiare piano piano. E tuttora quello che dico è che il cambiamento è già iniziato, è iniziato con questi MacBook, adesso il MacBook Neo, l'esperimento Vision Pro con tutti i suoi asterischi del caso, e quindi arriva arriva una persona nuova che in realtà è lì da sempre, con una transizione che si sono preparati per anni sul CEO che sarà Ternus, ma anche su tutti gli altri ruoli.
E Tim Cook comunque rimane come presidente, quindi gli fa la parte di presidente della Repubblica della gestione.
Secondo me è di lasciarlo in quella posizione per dare sicurezza.
Cioè, pensa, tu sei Tim Cook, tu per 15 anni sei stato a capo della l'azienda più potente al mondo, con più soldi di tutti gli altri, che vuol dire fare in parte il politico, che vuol dire fare in parte l'amministratore, che vuol dire fare in parte l'ingegnere. Cioè, veramente tu hai un bagaglio di esperienza che ti permette di fare potenzialmente tutto, nel senso che anche riposarti magari.
Peraltro ha fatto il CEO di Apple più a lungo di Steve Jobs, vero? Nel senso che Steve Jobs, quando è nata l'azienda, non era capo, era— aveva un ruolo diverso di founder, quando è tornato, i primi 5 anni è stato al limite CEO ad interim, facendosi pagare il mitico $1. Tanto era le azioni e Pixar che viaggiava. Non ci dimentichiamo che Steve Jobs è uscito da Apple, uscito nel senso che lo hanno accompagnato alla porta, e ha avuto il timing di fare Next, che è la base del sistema operativo di Apple e di varie altre cose, fare un accordo incredibile con Sun Microsystems, che era il suo sparring partner. E poi, siccome George Lucas aveva— stava passando un brutto divorzio e aveva bisogno di cash, aveva messo fuori in vendita il suo gruppettino di geniucci del computer che sviluppavano le animazioni dei corti, dei film. Ancora non erano riusciti a fare dei film, solo delle sequenze. E lui li ha presi e li ha re-ingegnerizzati. Il software di Pixar— questa è una cosa che si sa meno— RenderMan è uno dei software più profittevoli all'interno di Hollywood perché è stato utilizzato in licenza per produrre un sacco di roba. Per me, peraltro, Apple è molto più un'azienda di software che non di hardware.
Eh, è un tema, è un tema gigante.
Anche perché per me il software era qualcosa di tangibile. Quando c'era il software vero, cioè questo qui OS X, andavi sul cloud con il CD di MobileMe, ti collegavi con iLife per fare— cioè loro vendevano nei negozi il Certo, e se lo volevi in anteprima dovevi andare di corsa a recuperarlo.
Questo in Apple Store o in generale nei negozi?
Nei negozi, anche alcuni credo di averli comprati da Mondadori. C'è un software in particolare che, se dovessi dire il prodotto che a me ha veramente cambiato la vita— io ho iniziato negli anni 2000 oltre a seguire Apple professionalmente come giornalista anche a fare, insegnare all'università, fare formazione e quando fai formazione fai le slide. Credo di aver usato un mese solo PowerPoint, per sbaglio. E poi un giorno, un giorno, a un keynote, uscendo, Steve Jobs fece questo clamoroso colpo di testa e disse: ma voi credete che io usi PowerPoint per fare le presentazioni? No, non è vero, utilizzo un software che si chiama Keynote, eccolo qui. E uscendo c'erano le signorine che ci regalavano il CD.
No!
E quindi sono tornato a casa con la versione beta, anche perché non si scaricava un tubo all'epoca, quindi internet andava piano per quello. E quindi avevo questa beta, avevo iniziato a smanettarci e io da quel momento, ci credete che non ho più aperto PowerPoint?
Sai però cosa succederà adesso? Che PowerPoint sarà totalmente inutile perché ci saranno gli MCP e gli agent che potranno fare le presentazioni per noi. Quindi l'interfaccia e tutta la parte software comincia a cedere e a diventare—
questo è un grande quesito, se il telefono di domani sarà uno speaker con cui parli e senza più le app oppure no.
E questo è un grande dubbio. E da una parte c'è l'estremo di non aver più bisogno del telefono, da una parte invece c'è l'estremo del quale potrà essere il device che a quel punto ti rende il fruire di un contenuto, un'esperienza veramente immersiva. Io ve lo dico, per quanto nella maggior parte del tempo questo oggetto rimanga su uno scaffale perché non riesco a usarlo per fruire quotidianamente di cose— adesso mi sta capitando molto di più di usarlo perché lo stiamo collegando ai robot per fare esperimenti, cose varie— ogni volta che tuttora lo metto e ogni volta che tuttora faccio la configurazione, lo faccio provare a qualcun altro, io rimango a bocca aperta. Concordo. Questo è il mio ultimo prodotto preferito ed è il prodotto più sottovalutato, il prodotto per cui Tim Cook in primis è stato criticato tantissimo. Ma secondo me qua la visione c'è.
Hanno raggiunto quel picco di eccellenza di cui parlavi prima, perché ogni aspetto di quel prodotto lì fa paura. E la gente che non lo dice, che non lo è perché non ce l'ha o non l'ha provato. A questo punto quello che ci servirà e che sopravviverà probabilmente sarà un telefono, un prototelefono più piccolo se vuoi questo, un oggetto per vedere, e non quello.
Ah, sparisce il computer, potrebbe essere meno utile.
Oppure anche no, forse può servire il computer per dei lavori professionalizzanti. Il computer, non ci dimentichiamo, il personal computer è una macchina generalista, cioè è uno strumento che è in grado di fare tutto, non è una macchina monofunzione che fa una singola cosa. Però ha una sua monofunzione che è fondamentalmente la scrittura, l'utilizzo dei tasti per scrivere e muovere le cose. Finché abbiamo quel bisogno Ma non ce l'avrete molto, capito?
Per quello dico, adesso è una questione unicamente di sistema operativo, perché io stavo per abbandonare il Mac, poi arriva Cloud Code, torno a usare il terminale e posso farlo solo da Mac.
Puoi farlo solo da Mac, a meno che il Mac non diventi una striscetta di schermo alta 10 pixel e con l'unica scheda.
Quelli che si portano dietro il Mac Mini col power bank, con lo schermino.
Cioè, un momento di transizione così potente che anche Apple, che produce i device su cui deve girare sta roba, non so cosa stia ragionando di fare.
Voi domani diventate, per una serie di eventi Siete al posto di Ternus, CEO di Apple. Cosa fate come prima cosa?
Wow, vado subito in pensione.
Io riduco la lineup di prodotti, ne faccio meno. Io ne vorrei fare meno, non nel senso, cioè, meno iPhone, tornare— capisco il motivo per cui l'hanno fatto, per cui Tim ha diversificato così tanto la lineup, ma io riduco. Sicuramente fare un iPhone all'anno è troppo, per esempio, ma anche così tante versioni, capito?
Io farei un bel— ma per questo è la mia ossessione, non tanto sui prodotti, perlomeno non all'inizio, un gran refactoring del codice. Noi abbiamo avuto sistemi operativi e programmi che con pochissima potenza facevano delle cose incredibili. Adesso abbiamo un sacco di potenza e dei sistemi che si impallano, si inceppano, vanno piano, vanno male. Riscriverei tutto da zero facendolo molto, molto, molto più efficiente. Anche perché quello che succede è che in realtà stiamo su vecchio software accumulando nuove funzioni, e non sempre in modo organico. Se c'è un problema, diciamo vabbè, ma tanto il processore dell'anno l'anno prossimo lo risolve.
Però dovrebbero aver già fatto uno switch potente quando sono passati da Intel a Silicon, no? Stato rimbastito tutto il sistema operativo.
Questo discorso lo puoi fare su vari livelli di astrazione. Il sistema operativo, questa qui è Leopard, peraltro la versione dopo Leopard è passata alla storia. No, Snow Leopard, perché non aveva una singola funzione nuova, era solo stato riscritto il motore, tutto il resto era post uguale. Quindi fare un ciclo, una volta innovi e una volta ottimizzi, una volta— se vi ricordate, 3G, 3GS, 4, 4S, 5, 5S avevano quel senso lì. Sul modello più simile, cioè sul modello nuovo, non c'erano innovazioni. La versione successiva portava innovazioni mantenendo lo stesso design. Quindi riporterei un'alternanza TikTok.
Io metterei full focus su una cosa totalmente diversa, la macchina già fatta, poi robot umanoidi, robot per Casa, poi chiami Elon Musk. Sarà che sono fissato.
Chiami Elon Musk e metti lui a fare.
Però vedi la scommessa che ha fatto Musk, che adesso chiude la fabbrica che facevamo dell'S e dell'Y per fare i robot, hai capito? Cioè, figo. Secondo me, figo, ci vorrebbe una grossa scelta drastica. Potrebbe essere una cosa per la casa, potrebbe essere una cosa per le strade, potrebbe essere una cosa per le mobilità.
Guarda, da persona più anziana a questo tavolo, ovviamente io se devo scegliere tasto blu, tasto rosso, tasto rosso, voto Musk, perché entro 20 anni lui mi porta il robot che mi fa da badante quando io sono dentro casa. Molto utilitaristica. In realtà non fa sognare, è un maledetto, è un maledetto ottimizzatore di roba. Il robot di Apple sarei curioso di vederlo con Siri dentro.
Ci stanno lavorando a qualcosa, ti ha detto il tuo amico? No, sono usciti i leaks del signor Gorman di cui noi ci vediamo ciecamente.
Per me è rimasto praticamente l'unico sul pianeta.
Sì, esatto, che avevo ancora voglia di fare leak.
Secondo me è un grande amico di Tim Cook, sono tutti calibrati.
Ah, tu dici un robot vorresti da Apple?
No, no, però una cosa, devono creare una categoria di prodotto nuova come hanno creato con l'iPod, come hanno creato con l'iPhone. Tu dici che c'erano già.
Qual è il problema? No, no, è quello che ti ricordi la presentazione del primo iPhone?
Sì.
Eh, io l'ho vista in realtà molto più dopo, riguardando il modo in cui l'hanno presentato. Era proprio quello: abbiamo una roba per la musica, una roba per— è tutto qua dentro. Loro stanno cercando di fare la fotocamera migliore del mondo, l'iPod migliore del mondo, capito? Dovresti andare proprio su una— cioè, se ci metti le gambe, diventa il robot migliore del mondo.
Questa rimane l'evoluzione di quella roba lì che Jobs aveva presentato dicendo—
e dal punto di vista giornalistico, l'iPhone, il primo iPhone, ha acceso la fantasia del mondo, nel senso che l'ha messo proprio in prima pagina. E i direttori, quando gli dicevi Apple, ti dicevano: vai, vai, chissà che non sia un altro iPhone. Un altro iPhone non c'è più stato. L'iPhone in questo momento è un po' più del 50% del fatturato di Apple, è il prodotto più venduto insieme a iPad, orologi, cuffie e Macintosh fanno il resto. Ma c'è un terzo di servizi ancora dentro l'azienda, che è stata la grande innovazione di Tim Cook, tra l'altro. Fare soldi con servizi e andranno ancora avanti. Alla fine la mission di Apple, per usare queste cose che a Milano vanno tanto di moda, era quella di fare qualcosa che servisse alle persone sotto forma di computer. Adesso forse più che sotto forma di computer è sotto forma di servizi per le persone in cui il digitale è il motore che le fa andare. Io non credo a una Apple che smette di fare hardware, assolutamente. Secondo me lo continuerà tutta la vita a fare hardware. Io pensavo un po' l'anello, devo dire la verità. Sì, ma poi diventa Samsung, eccetera. Vediamo gli occhiali. Per esempio Meta, che ci ha provato di brutto, adesso sta di nuovo prendendo il cerino in mano per via degli africani, dei keniani, perché hanno chiuso il contratto con i loro tizi in Africa che allenavano le AI. Peccato che vedono tutti i video registrati e sia scritto piccolo piccolo quello piccolo. C'è stata un'inchiesta di giornalisti svedesi che sono andati lì, hanno parlato con questi qua, gli hanno detto: noi siamo un po' in trauma. 11.000 persone che di lavoro guardavano quello che la gente fa in bagno, a letto, mentre litiga con la moglie o col marito. Non è Cambridge Analytica, ma ci si avvicina abbastanza.
Cioè, devo dire che questa visione, cioè, in questo mondo di aziende che ormai ci spiano tra virgolette e usano i nostri dati, è l'amore che ha e l'attenzione che ha Apple per la privacy che per ora si è dimostrato vero, secondo me quello potrà essere la chiave, soprattutto per come si sta evolvendo il mondo.
Eh sì, è la legacy di Tim Cook questa, la vera legacy questa.
Per chiudere, questo iPhone pieghevole come lo vedete?
Quanto odio i leak!
Io non vedo l'ora, finalmente posso viaggiare con un device solo, una piccola tastierina e fare tutte le mie cosine.
Non so, allora non vorrei espormi perché poi prendono questa clip che dirò adesso quando uscirà il telefono, però la recensione dirò: ma è una figata! Perché poi provarlo dal vivo sarà la prova che provare dal vivo le cose cambia tutto. Però non sono così fan dei pieghevoli. Non— cioè, magari questa è geniale perché diventa grande abbastanza da fare come dici tu, ma finora io non riuscirei a usare solo un pieghevole di quelli che ci sono sul mercato. Sì, forse quello di Huawei che uso come mantello, ma no.
Secondo me hanno azzeccato il form factor. Cioè, se il form factor è quello dei leak, cioè rettangolare ma più quadrato che non rettangolare, e quindi quando si apre anziché diventare quadrato diventa rettangolare, esatto, secondo me può avere molto più senso di quello che sembra. Però io non sono neanch'io un grande fan di pieghevoli. Vediamo, vediamo sta cosa della piega, se veramente ci sarà, ma comunque migliore di qualsiasi altro pieghevole. Vediamo quanto sarà sottile, quanto sarà figo.
Comunque sta roba che devono fare la versione migliore possibile è un dramma. Pensa con l'Air, sì, il più sottile di tutti, poi tutti si lamentano della co— cioè è un casino essere seduti sulla poltrona di Apple.
Il povero John Ternus, per quei 4 soldi che gli danno, si prende tutte quelle responsabilità.
Non vorrei proprio essere in quella posizione.
Forse davvero, scherzi a parte, meglio fare una roba più silenziosa.
Anche perché a quel livello è la tua unica ossessione.
Ternus ha avuto un pochino di tempo, se non ricordo male, perché sono 25 anni che è in Apple, per lavorare sotto Steve Jobs, anche se sotto vari livelli. La legacy di Steve Jobs come impostazione è una legacy che è ancora valida. E io lo dico citando una cosa sola, poi, poi faccio mic drop e vado via. La cosa è questa: Steve Jobs aveva introdotto per la prima volta al grande pubblico l'idea dei programmatori 10x. Lui diceva: tu non devi avere 1000 persone che lavorano, devi averne 10, ma quei 10 devono essere veramente bravi. Ora, se ci pensate, l'epoca in cui stiamo entrando con l'intelligenza artificiale è quella che non è che buttiamo tutti via, ma semplicemente automatizziamo le cose stupide. Quindi non ci servono più i mediocrini, gli scarsini, ci servono solo quelli veramente bravi. Nel design ci serve il Jonathan Ive di turno, non abbiamo più bisogno dei 20 che sono sotto a fare tutti i particolarini, eccetera, perché quelli che devi fare. AI, se— non so se è una cosa buona o cattiva, però probabilmente quello che sta succedendo è questa cosa qui. Se Ternus ce l'ha, vuol dire che riempie l'azienda di quelle persone meno— molte delle aziende che stanno licenziando adesso lo fanno perché hanno riempito di mediocri, grandi mediocri, più di quelli che servono, e adesso li stanno togliendo. Una roba brutta per le persone che vengono licenziate, soprattutto. Però se riesce ad azzeccare il concetto che c'è un 10x che ti dà valore con l'intelligenza artificiale, artificiale, voli.
Sì, sì, come dice il nostro amico Jacopo D'Alesio, l'AI è un acceleratore, non un appiattitore. Cioè, serve a far scalare chi riesce e chi è bravo, non a fare in modo che tutti possano fare tutto.
La mia idea dell'AI viene da Steve Jobs, per l'appunto. Vi ricordate che lui racconta della bicicletta per la mente? Fa tutta la storia in cui dice che come il condor vola, però l'uomo con la bicicletta va più lontano consumando meno. Ecco, io col computer voglio fare una bicicletta bicicletta per la mente. Per me l'AI è la mountain bike elettrica per la mente, cioè fa quello che fa la bici ma anche di più, e aiuta chi magari non ha più gambe per farlo di andare più lontano.
Un drone?
No, ma no, il drone va da solo. La bicicletta elettrica che pedala, quello la gente, quello la gente.
Una cosa stupida, perché da possessore di azioni Apple, e qui c'è il conflitto di interessi, ho votato all'ultima assemblea degli azionisti, ok, contro Tim Cook. Porca miseria, mi spiace dirlo, ma è stato il mio voto che ha confermato.
Ha fatto tutte queste domande, ce lo sapeva già.
Io Ternus lo vedo bene perché dalle interviste, da tutto quello che ha detto, lo vedo molto estremamente preparato dal punto di vista tecnico, di prodotto, di cose che succedono. Sono molto curioso di vedere cosa succederà.
Ultimo oggetto che ci stavamo dimenticando è un iPod che non ha display, si chiama Shuffle perché Steve Jobs lo aveva lanciato dicendo chi se ne frega di vedere che musica ascolti, l'importante è ascoltarla, e va, la mescoli, shuffle. E quindi c'è una modalità che il pulsante dietro ti permette di accenderlo, sempre pulsante giallo, e di metterlo su riproduzione lineare o riproduzione shuffle casuale. E poi c'era il pulsante per— ora è scarichissimo, si ricarica così, è una USB.
Geniale, così non hai bisogno del cavo.
Esatto. E aveva un secondo tappino con il cordone per tenerlo intorno al collo, e invece il Jack è sopra, gli mettevi le cuffie qui. Non è Bluetooth, ovviamente non ha nulla di tutte quelle brutte tecnologie senza filo. Eravamo a San Francisco la sera prima del keynote, ci facciamo il solito giro di ricognizione e becchiamo quelli che stanno mettendo i cartelli. E su un cartello c'era la sua foto. La fotografiamo, la sicurezza San Francisco facevano al Moscone Center, che è in una piazza pubblica, quindi noi eravamo sulla strada. Ci insegue la security di Apple, ci costringe a girare la macchina fotografica, dice digitale, e davanti a loro cancellare le foto una dopo l'altra. Dopodiché a me viene l'illuminazione: ragazzi, ma ci sono i software per recuperare le foto cancellate dall'SD! Ci prendiamo il software, recuperiamo tipo 3 foto. Nel mio immaginario è come lo sbarco in Normandia di Capa, che li bruciano tutti i rullini tranne che 4 foto. Comunque si è salvata una foto con lo scoop dell'anteprima di questo, che è il prodotto più sfigato da fare lo scoop, eh, ora diciamocelo sinceramente. Costava poco, costava 90 99, mi sembra qualcosa del genere.
Però, cioè, capito, rispetto all'iPod contemporaneo, cavolo, questa roba era accessibile, veloce, per tutti, per i ragazzini.
Sai cosa che è pazzesco? Il fatto che ai tempi forse era scontato per tutte le aziende lo scoop, cioè fino alla presentazione non sapevi niente. Adesso di tutte le altre aziende si sa tutto, addirittura i prodotti vanno in giro prima o escono. Apple rimane l'unica azienda che si sa che quando uscirà, quando è uscito questo, si sapeva che forse c'era chi diceva gli occhiali, c'era chi diceva— ma non si sapeva minimamente quando vogliono. E tu capisci cosa? Tu tenere nascosta una cosa del genere, fuori di testa.
Ma i numeri da circo che faceva Steve Jobs, le storie dell'iPhone, ma anche le storie dell'iPod, che oltretutto Steve Jobs non voleva fare l'iPhone in prima battuta, lui voleva fare l'iPad prima.
Comunque, 'sta cosa è bellissima. Sai che secondo me la cosa che hai detto potrebbe molto tornare con l'AI, nel senso che esattamente come la musica, basta che l'ascolto, con l'AI che me ne faccio di poi avere una cosa così grande?
Basterebbe un coso così che ti metti qua, che è quello che infatti hanno cercato di fare, no? Il Rabbit, il cosino, il film.
Chissà se lo farà Apple, chissà se lo farà OpenAI, chissà se lo farà.
Siamo lì che aspettiamo.
Lo scopriremo, ragazzi. Grazie di questa chiacchierata a ruota libera sulla storia, il presente, il passato, il futuro di Apple. Vediamo Vediamo cosa faranno.
Meglio essere— cosa c'è scritto sulla tua maglietta?
Meglio essere un pirata che joinare, come si dice, aggregarsi alla marina, arruolarsi nella marina. Quindi più pirati.
Esatto, più pirati per tutti.
Grazie mille, ci vediamo prossimamente con prossime cose. Ciao ciao!










