COME DIVENTARE ASTRONAUTI con ANTHEA COMELLINI

Anthea Comellini, an ESA astronaut reserve selected in 2022, walks through the selection process: 22,000 applicants narrowed to 1,400 for psychometric tests, then 400 for interviews and medical checks. She describes training in Cologne and her engineering role at Thales Alenia Space while preparing for space.
Questions this video answers
The 2021–2022 ESA astronaut selection (announced/communicated in 2022); she was selected as a reserve in 2022.
About 22,000 applicants applied and roughly 1,400 were invited to the first psychometric test.
After the first-stage psychometric tests, about 400 of the 1,400 were invited to the next stage.
An English level around B1 was mentioned as the entry-level requirement.
She said they had started seven weeks earlier and were in the last week of that session.
Chapters
Un mese sulla luna o un giorno su Marte?
Un mese sulla luna.
Perché?
Per adesso Marte non è ancora una destinazione credibile dal punto di vista di quello che possiamo fare e non sono tanto i blocchi tecnologici, ci sono anche quelli, ma la cosa che ci impedisce in questo momento di andare su Marte in maniera sicura sono le radiazioni e non ne parla nessuno ma è molto importante. Noi adesso se andiamo con quello che siamo in grado di fare adesso su Marte siamo, diciamo, da un punto di vista etico, non stiamo facendo qualcosa di corretto con gli astronauti perché non sappiamo ancora schermarci in maniera efficace dalle radiazioni che si incontrano in un viaggio così lungo.
Salve, oggi siamo in Germania, a Colonia, nel centro di addestramento degli astronauti ESA e oggi ho il piacere di presentarvi Antea Comellini. Benvenuta.
Grazie.
Allora, Antiaco Mellini selezionata nel 2022 come riserva dei futuri astronauti e astronaute ESA.
Esattamente.
Quindi tu sei una delle nostre future astronaute.
Incrociamoli in vita.
Speriamo.
Speriamo.
Oggi vorrei cercare di capire con Antea come funziona questa cosa qui dell'addestramento degli astronauti e soprattutto della selezione, visto che appunto sei stata selezionata. Come funziona il processo, cercando di capire appunto che requisiti servono, che percorso si fa, da dove si inizia, quanto è difficile, quanto è complesso, quindi cercherei appunto di partire proprio dall'inizio. Cioè come si arriva a venire selezionati dall'Agenzia Spaziale Europea?
Diciamo, è un insieme di eventi. L'Agenzia Spaziale Europea indice una selezione di astronauti circa ogni dieci anni e la selezione a cui ho partecipato è quella del 2021-2022. I criteri per partecipare sono abbastanza aperti. Bisogna o avere una laurea in qualche materia STEM e tre anni di esperienza, oppure avere un percorso da test pilot, quindi pilota sperimentale. avere delle competenze di lingua inglese, mi sembra che il livello di ingresso fosse B1, quindi non è straordinario.
Tu hai fatto ingegneria?
Ho fatto ingegneria e al momento in cui è stata annunciata la selezione avevo appena concluso il dottorato di ricerca.
Poi fanno la richiesta e tu mandi la tua application.
Esatto, bisognava compilare un CV in un formato standard e rispondere a delle domande e da questo il team di selezionatori sono passati dai 22.000 candidati a un sotto insieme di 1.400 che sono stati invitati al primo test. Il primo test era un test psicometrico. Ci siamo trovati a gruppi di una ventina in una stanza piena di computer e ognuno di noi ha effettuato una giornata di test al computer che vanno a testare competenze come la velocità di riflessi, la memoria sia visiva che uditiva, competenze basiche in matematica, in fisica. Alla fine di questa giornata hanno collezionato tutti i dati e dopo qualche mese 400 di questi 1.400 sono stati chiamati per la tappa successiva.
Quindi questi test psicometrici, tipo fammi qualche esempio di qualcosa che ti ha colpito che non ti aspettavi Ma in realtà.
Sono dei giochini molto divertenti, quindi tra l'altro l'agenzia spaziale europea ci invia una demo circa un mese prima della data del nostro test perché l'obiettivo non è quello di vedere il nostro livello in ingresso ma dopo che c'è stato l'effetto di curva di apprendimento e quindi le nostre competenze sono arrivate più o meno a saturazione. uno che mi ha divertito molto si vedeva una linea segmentata che iniziava a cambiare direzione, i segmenti precedenti pian piano sparivano e alla fine di questa simulazione dovevamo sapere quante volte ad esempio la linea aveva curvato a sinistra o a destra e però questa linea andava sempre più veloce quindi alla fine diventava molto sfidante però anche molto divertente.
E quindi lo scopo è non solo verificare quello che sai ma soprattutto cioè praticamente delle cose che magari non sai.
Neanche di sapere Esattamente, sì, sono queste hard skills, se vogliamo, che teoricamente si sviluppano quando siamo molto piccoli e questo anche ci dice quanto sia importante esporre bambini e bambine a un diverso spettro di giochi. E sì, sono quindi cose che non sappiamo di avere ma che ci indicano quanto sono veloci i nostri riflessi, com'è la nostra capacità di orientarci nello spazio, la nostra memoria, eccetera.
Quindi 1.400 diventano 400 dopo questi test e dopo?
Questi 400 in gruppi di 8 persone hanno partecipato a una giornata di test psicologici perché l'aspetto psicologico è fondamentale nelle missioni spaziali. Se pensiamo adesso alla missione standard è passare un periodo lungo sulla stazione spaziale internazionale con astronauti che provengono da tutto il mondo. Si tratta di crew che possono andare da 7 a 10 persone. quindi bisogna essere in grado di cooperare, andare al di là delle differenze e, diciamo, assieme lavorare per lo stesso obiettivo, un obiettivo comune. Quindi è molto importante vedere che la motivazione dei candidati sia nel posto giusto.
Quindi test psicologico cosa vuol dire concretamente? Vai dallo psicologo, ti fanno delle domande? Che vuol dire?
Diciamo che ci sono stati vari test in quella giornata, anche se è un po' sbagliato definire i test, erano più dei colloqui. C'è stato un colloquio individuale con lo psicologo, ma anche dei colloqui con dei panel. Ad esempio ho fatto circa un'ora e mezza di colloquio con Luca Parmitano, due psicologi e un membro del talent acquisition dell'ESA, erano veramente interessati a vedere quale fosse la nostra vera personalità, al di là magari delle barriere che uno potrebbe mettere per cercare di apparire come il candidato ideale.
Ok, e il tuo punto di forza secondo te qual è stato?
Per me il punto di forza è stata la serenità con cui ho affrontato questa giornata quindi, diciamo, sapevo che avevo preparato il preparabile, che non è molto in realtà, e ero abbastanza confidente di me stessa e sapevo che dovevo andare lì e cercare di dimostrare perché volessi ottenere questo posto. Sapevo che alla fine o sarei piaciuta alla team o non sarei piaciuta, ma in realtà l'importante era essere me stessa.
Alla fine è andata bene?
È andata bene, sono piaciuta.
E ti ricordi il momento esatto in cui ti hanno comunicato poi l'esito?
E' stato tre fasi dopo, quindi abbiamo dovuto fare una fase di test medice fisici, poi un paio di... Un sacco.
Di controlli di tutti i tipi, immagino.
Rivoltati come dei calzini.
E vi è andato tutto bene, senza problemi?
Diciamo che ci sono stati un paio di falsi allarmi, però dopo le debiti analisi sono rientrati tutti, quindi ho superato anche quella fase lì. Poi due set di colloqui con dei membri senior dell'ESA e infine col direttore generale. e poi la chiamata è arrivata un giorno uggioso di novembre, ero lavoro tranquillissima e ricevo questa chiamata da un numero francese che però non avevo salvato sul cellulare e quando rispondo sento una persona che mi parla in inglese con un accento un po' germanico diciamo e quindi ho messo a semi punti essendo il nostro direttore generale austriaco Essendo l'headquarter dell'ESA a Parigi ho capito di chi si trattava e mi ha comunicato appunto che ero convocata a Parigi per la conferenza ministeriale dove poi ci avrebbero annunciati. La mia preoccupazione è stata quella di chiedere, perché ci è stato detto ovviamente di mantenere segreto, non dirlo a nessuno, però ho chiesto al direttore generale e se due degli amici che avevo conosciuto durante la selezione fossero convocati anche loro, lui mi ha confermato, quindi ho potuto scrivere direttamente a loro, abbiamo festeggiato sì.
Posso dirlo alla mamma? Sì, alla mamma puoi dirlo. Bello, bellissimo. Ci spieghi meglio come sono divisi gli astronauti, cioè ci sono gli astronauti che sono già stati addestrati, sono già andati nello spazio e ragionevolmente magari ci ritorneranno. Ci sono altri astronauti che nel 2022 sono stati selezionati e sono in carriera. poi adesso ci spieghi cosa vuol dire e poi ci siete voi riservisti o se qualcuno fondamentalmente, cioè speriamo non succeda mai nulla, ma dovesse succedere qualche problema ci siete voi oppure per le prossime missioni future, giusto? Ci spieghi meglio questa cosa qui?
Ok, diciamo che al momento tra gli astronauti dell'ESA si annovrano da un lato quelli della selezione 2009 che sono già.
Stati sulla stazione... Luca, Samantha...
Esattamente e che sono tutti dei candidati per le missioni Artemis, quindi le missioni o attorno alla luna o sul suolo lunare un giorno. e quindi loro sono ancora attivi. Per la mia selezione, quindi quella del 2022, è stata indetta questa novità, ossia quella del corpo di riserva. Quindi da un lato cinque ragazzi sono stati selezionati e stanno facendo un percorso come quello di Luca e di Samantha, quindi hanno fatto il basic training, adesso sono a Houston per completare il training e loro verranno assegnati nei prossimi anni a delle occasioni per gli SS. Le riserve invece mantengono il loro lavoro di tutti i giorni, quindi nel mio caso io sono ingegnere a Thales Alinea Space, e veniamo chiamati periodicamente per delle sessioni di addestramento che aumentano il nostro livello di prontezza e preparazione nel caso ci fossero delle opportunità di missione. Queste opportunità di missione sono solitamente delle missioni di corta durata, è successo ad esempio che l'anno scorso ha già volato il nostro collega riservista svedese su una missione commerciale, è stato per due settimane sulla Stazione Spaziale Internazionale e succederà ancora quest'anno col collega polacco. Quindi la riserva ha due funzioni, quella di dare ai paesi più piccoli, tra i membri dell'ESA, l'opportunità di inviare anche loro degli astronauti, ma anche di creare una sorta di continuità nel corpo degli astronauti nel caso poi ci fosse un eventuale ricambio generazionale.
Anche perché è ragionevole pensare che, visto l'interesse soprattutto dei privati, potrebbero poi affidarsi all'ESA per avere personale competente per fare cose.
Sì, diciamo che attraverso l'ESA si continueranno a inviare astronauti istituzionali, quindi selezionati dall'ESA e che vengono pagati con fondi che sono innanzitutto fondi pubblici dei governi che decidono di inviare. L'obiettivo per gli astronauti ESA sarà quello di continuare comunque a effettuare della ricerca pubblica.
Quindi adesso, in questo momento, stai facendo il tuo addestramento qui a Colonia.
La prima sessione di addestramento.
Quanto tempo fa hai iniziato?
Abbiamo iniziato sette settimane fa, questa è l'ultima settimana purtroppo siamo tutti molto tristi di tornare alla vita vera.
Che si fa?
In questa sessione abbiamo fatto per due settimane un corso molto intensivo che si chiama Human Performance and Behavior, quindi comportamento e performance umana, che diciamo va a spiegarci un po' le dinamiche che si instaurano quando si lavora in un gruppo e l'obiettivo è quello di massimizzare la nostra performance individuale ma anche quella del gruppo e è stata un'esperienza molto interessante anche perché si sono aggiunti a noi due colleghi dell'ISRO, che è l'Agenzia Spaziale Indiana, quindi è stata un'esperienza molto diverse, ci siamo potuti rapportare anche con delle culture più distanti da quella europea.
Infatti, scusa se ti faccio domande banali, ma nessuno sa cosa poi, come si addestra un astronauta, quindi fate delle lezioni, delle classi?
Sì, abbiamo passato molto del tempo con degli istruttori che non sono necessariamente dell'ESA, possono essere anche di altri istituzioni che vengono chiamate dall'ESA perché hanno questa competenza, questa savoir-faire, quindi vengono da noi a insegnarci quello che sanno.
E poi fate dei test ogni tot?
Non tutto è caratterizzato da test, una cosa ad esempio che ha dei test è tutto quello che riguarda l'addiestramento nella Neutral Buoyancy Facility, quindi nella grande piscina in cui ci si addestra per le passeggiate spaziali e lì ad esempio bisogna passare dei vari livelli di competenze skill per passare a quello successivo.
Beh, fighissimo! E poi c'è tutta la parte fisica, cioè tutti devi continuare ad allenare perché un astronauta deve essere in forma perfetta.
Più che in forma perfetta si ambisce a una forma un po' superiore alla media quindi un livello di fitness buono e è molto importante perché quando si va nello spazio l'assenza di gravità o meglio la microgravità toglie quella che è la sollecitazione dei nostri muscoli e del nostro apparato muscolo scheletrico e quindi bisogna effettuare le cosiddette contomisure quindi sulla ISS ci sono dei dispositivi per allenarsi, una cyclette, una sorta di treadmill, quindi il tapis roulant e anche dei dispositivi che replicano un po' il sollevamento pesi, esatto, che ovviamente è fatto con delle molle, con degli elastici perché altrimenti non ci sarebbe molta utilità a usare dei pesi nello spazio e servono in pratica per sollecitare i nostri muscoli in modo tale che questi sei mesi di assenza di gravità non abbiano tutti gli effetti negativi che potrebbero avere se non si facesse nulla.
Durante questo tuo addestramento qualche cosa di particolare o strana che è successa?
Ma strana nulla, una cosa che ci è piaciuta molto è stato l'addestramento winter survival quindi siamo stati una settimana nei Pirenei con la neve e ci hanno insegnato a accendere il fuoco quando tutto è umido e pieno di neve, a scavarci un riparo, passare la notte all'esterno e abbiamo anche ovviamente praticato delle competenze di leadership e team building in un luogo diciamo ostile.
Invece quello che proprio non ti aspettavi anche se comunque eri preparata e tutto quanto ma che non pensavi fosse così, la cosa che ti ha sorpreso?
Diciamo che c'è anche una grande competenza di... una grande parte di competenze media e social media che per me sono...
Eccoci qua!
Per me sono state un po' nuove, ecco.
Beh, però sei spigliatissima, quindi... Dici? Ok. Sì, sì, sì. Molto più di tanti altri.
E quindi sì, sono state un po'...
Soprattutto gli ingegneri. Ciao, amici ingegneri!
Lezioni nuove, diciamo, appunto, per un ingegnere. Non ero abituata a questo.
La tua giornata tipo in un contesto di addestramento come questo qual è?
È anche abbastanza divertente perché la sto condividendo con la mia collega austriaca, stiamo affittando un appartamento assieme, quindi ci svegliamo la mattina, facciamo la nostra colazione, lei va a passeggiare il cane, poi ci cambiamo in fretta, partiamo, nostri 20 minuti di macchina, arriviamo qui tra le 8 e le 9, tè, e poi iniziamo le lezioni, quindi la maggior parte sono lezioni frontali. Ogni tanto succede che abbiamo fitness alla mattina, che non è una cosa che amiamo molto, devo ammettere. Poi facciamo una pausa, pranzo praticamente correndo, perché la mensa è un po' lontana, quindi dobbiamo in un'ora raggiungerla, mangiare e tornare. E lezioni più o meno fino alle 5, poi solitamente finiamo con del fitness o dell'allenamento fisico.
Ci sta?
Ci sta, sì.
E in piscina sei già andata?
Sì, in piscina siamo andati sia, viene usato una volta a settimana anche proprio per nuotare quindi come forma di allenamento e abbiamo anche fatto i primi test per le skill di scuba diving quindi di immersione subacquea che poi ci permetterà di avere accesso a degli addestramenti futuri che potrebbero avvicinarci a un'eventuale certificazione per le passeggiate extraveicolari.
Questo durante la parte di addestramento. Nella vita di tutti i giorni invece sei a Torino, ad Atalessa Legna Space. Che fai l'ingegnere?
Faccio l'ingegnere, ma le giornate sono ugualmente intense, devo dire.
E a cosa stai lavorando? Puoi rivelarcelo?
Sì, adesso sto lavorando su un progetto molto interessante che si chiama Leo Cargo Return Service. È un progetto dell'ESA e l'obiettivo è quello di sviluppare un veicolo cargo che possa portare del cargo sulla stazione spaziale internazionale, ma soprattutto riportarlo indietro. Quindi, a differenza ad esempio dell'ATV, che è stato un altro progetto europeo che portava dei rifornimenti all'ISS, ma non poteva portare a terra nulla, noi vogliamo anche riportare indietro e questa diciamo è una competenza fondamentale per poi fare l'upgrade verso un veicolo abitato perché in questo momento l'Europa non possiede una navicella spaziale per gli astronauti e dovremmo e quindi noi iniziamo passo per passo prima con del cargo e poi si spera un giorno anche con degli astronauti.
È incredibile, io sono stato qualche mese fa per l'Space e vedi proprio che costruiscono come dei carpentieri ma super puliti, super precisi poi quelle che sono le capsule che mandano o il cargo o poi un domani gli astronauti. Siamo arrivati al momento delle domande a caso, cacciara sul futuro per capire un po'. Tipo, preferiresti un mese sull'ISS oppure un giorno sulla luna?
Un giorno sulla luna.
Preferiresti un mese sulla luna o un giorno su Marte?
Un mese sulla luna.
Perché?
Perché Per adesso Marte non è ancora una destinazione credibile dal punto di vista di quello che possiamo fare e non sono tanto i blocchi tecnologici, ci sono anche quelli, ma la cosa che ci impedisce in questo momento di andare su Marte in maniera sicura sono le radiazioni e non ne parla nessuno ma è molto importante. Noi adesso se andiamo con quello che siamo in grado di fare adesso su Marte stiamo diciamo, finendo arrostiti, esatto, da un punto di vista etico non stiamo facendo qualcosa di corretto con gli astronauti perché non sappiamo ancora schermarci in maniera efficace dalle radiazioni che si incontrano in un viaggio così lungo.
E di tutte le varie missioni, sia con umani sia senza umani, qual è quella che ti gasa di più? Quali secondo te sono le più interessanti, anche magari delle più sconosciute, che hanno dei particolari interessanti?
Allora, io come ingegnere lavoro sui rendezvous spaziali, rendezvous e docking, quindi quando due capsule o una capsule della stazione si incontrano e c'è la capsula che effettua delle manovre relative per andare poi a dattraccare sulla stazione e quindi delle missioni che mi appassionano molto sono le missioni Gemini, che sono quelle che hanno, diciamo, reso possibile poi il programma Apollo, quindi i primi rendezvous nello spazio perché poi per Apollo era fondamentale questa capacità di rincontrarsi fra due capsule perché ad esempio il lander lunare andava sulla Luna ma poi doveva tornare indietro e essere in grado di riattraccare al modulo principale quindi sono missioni che mi piacciono molto.
E delle missioni future?
Missioni future diciamo che gli occhi sono puntati su Artemis, non vedo l'ora di vedere i primi moduli del Gateway orbitare attorno alla Luna, sono molto emozionate per questo.
Mentre per quanto riguarda la stazione spaziale internazionale, qual è tipo l'esperimento che ti gasa più che è stato fatto a bordo?
Allora ci sono vari esperimenti, se io devo essere sincera, essendo la mia deformazione professionale, quella di ingegnere, sono molto più concentrata sul lato piattaforma piuttosto che sul lato payload, quindi per me la cosa veramente emozionante di essere sulla ISS sarebbe quella di vedere tutti gli elementi, i mattoncini tecnologici che ci hanno permesso di avere gli astronauti nello spazio in maniera costante per più di vent'anni.
Stai facendo l'addestramento di astronauta, stai facendo penso che quello che è uno dei sogni di tantissimi bambini, di diventare un giorno astronauta, una cosa che che viene vista come irraggiungibile, viene vista come difficilissima, quindi anzitutto ti chiedo come ti senti a fare questa cosa qui?
Hai ragione a dire che ogni tanto bisognerebbe fermarsi e ricordarsi che questo era un sogno perché ogni tanto ci si fa prendere dalla frenesia delle giornate e non ci si rende con la mente.
Cosa diresti all'Antea bambina che sei qui adesso?
Eh, cosa direi? direi che ho fatto bene a crederci magari. Diciamo che quando si è giovane, io stessa quando ero più giovane, le ore passate a studiare, impegnarmi, ogni tanto mi chiedevo se fosse worth it, se fosse, se ne valesse la pena. E c'era questo lato di ottimismo dentro di me che non so nemmeno da cosa fosse alimentato che mi diceva sì, ne vale la pena. E oggi posso dire che in effetti ne valsa la pena.
E invece a bambini, ragazzi che magari ci stanno guardando, anche a me, che consigli daresti se uno vuole intraprendere questa carriera? Cosa studiare, cosa fare, cosa sviluppare, a cosa interessarsi?
Diciamo che questa carriera si può intraprendere partendo da svariati punti. In questo momento nell'attuale corpo ci sono, sì, pieloti sperimentali, sì, ingegneri aerospaziali, ma abbiamo anche persone che lavorano nella ricerca contro il cancro, un sacco di profili diversi a scienze dei materiali, quindi effettivamente secondo me il consiglio che mi sento di dare che è lo stesso consiglio che davano Luca e Samantha quando la selezione del 2021 è stata annunciata, è quello di fare quello che si ama e che essere astronauta deve essere il piano B. Quindi solitamente le persone che hanno successo in questa selezione sono persone che sono appagate e contenti di quello che stanno facendo. Sarebbe sbagliato cercare di dire ok faccio l'ingegneria aerospaziale perché voglio diventare astronauta ma in realtà non mi interessa fare il design di...
Anche perché magari forse prima era una cosa solo riservata ai militari anche per il modo in cui venivano gestite le missioni, adesso è una cosa che fondamentalmente potrebbe essere aperta anche a compiti totalmente disparati perché poi si servono gli ingegneri ma serve anche altro nello spazio.
Profili di ogni tipo, esattamente.
E invece consigli di appunto magari cose da approfondire, libri, cose da guardare, cose che magari avresti voluto sapere?
In realtà io rifarei quello che ho fatto come l'ho fatto. Il mio approccio allo spazio è stato abbastanza naivo, abbastanza ingenuo perché non venivo da una famiglia molto esperta di tecnologia diciamo e mi ricordo che io ho scoperto incidentalmente che esistesse una stazione spaziale internazionale quando già ero al Politecnico di Milano e stavo già studiando Ingegneria Aerospaziale, in maniera quasi un po' ignorante se vogliamo, però questo mi ha permesso anche di essere una pagina bianca. e di capire veramente cosa mi interessasse. Quindi io non mi sono mai forzata. Mentre facevo la piana in aerospaziale mi sono lasciata completamente aperta di dire continuo sugli aerei o continuo sullo spazio. Voglio capire cosa mi piace di più. Quindi in realtà il consiglio è quello di ascoltarsi. Cercare di esporsi al maggior numero di cose e poi cercare di capire quella che ci piace di più. Anche se magari è più difficile.
Ci proveremo. Prendo appunti e poi ci vediamo magari un giorno. Allora grazie mille e buona fortuna con tutto il tuo addestramento. Grazie.










