da Milano a Roma in MONOPATTINO

This is an Italian-language transcript of a YouTube travelogue by Jacopo D'Alesio (Jakidale) documenting an 11-day, Milan-to-Rome journey on an electric scooter. The narrator describes planning and gear (second battery, spare parts), daily legs through northern and central Italy (Piacenza, Parma, Bologna, Florence, Siena, Monteriggioni, Bolsena, Bracciano) and technical challenges: battery swaps, motor overheating/protection, burned connectors, brake adjustment, and terrain difficulties (steep climbs, sand, mud, forest paths). The trip mixes practical tips, cultural stops (Uffizi, local food), companionship (Mattia Miraglio), and reflections on sustainable micromobility; concludes in Rome after 646 km.
Questions this video answers
11 giorni
646 chilometri
Milano → Roma
Chapters
Questo sono io, stanco, sudato e terrorizzato, di notte, disperso nelle montagne. Ma facciamo un passo indietro.
Non così indietro. Sapete, io amo i mezzi elettrici, di qualsiasi genere. Se ne sta parlando molto ultimamente, sicuramente un ottimo mezzo per spostarsi in modo sostenibile, ma, come tutte le cose nuove, ha anche tanta gente che li usa, diciamo male. Quindi, per sensibilizzare il mondo su questi mezzi.
Ho deciso di andare a Roma in monopattino elettrico. Un'idea assurda, folle, fatta apposto per me. E allora ho fatto qualche test di autonomia, ho preparato il monopattino, ho recuperato una seconda batteria, pezzi di ricambio, ho preparato lo zaino, ho chiamato la persona più pazza ed esperta di viaggi che io conosca e sono partito per un'impresa mai tentata prima.
Mattina milano roma in monopattino elettrico con il nostro mezzo scortati dal buon mattia miraglio in bicicletta e all'insegna della mobilità sostenibile ed elettrica batteria 100% modalità eco e risparmio energetico direzione sud sono emozionato siamo ufficialmente in marcia porta romana ciclavile dai dai dai dai.
I primi tre chilometri fatti, tutto perfetto. Milano-Rocoredo. Stiamo evitando il cavalcavia.
Treno per Roma e via. Ah, no. È comunque tutto carico-pesa.
Sotto la tangenziale, fuori da Milano.
Quattordici chilometri fatti. Colazioncina. Venina. Ho ancora quattro tacche di batteria. Direzione Lodi. Stradone, con tanto spazio però.
10 km a Lodi, strade deserte.
E siamo a Lodi. Pranzo leggero. Ci siamo fermati su una panchina. Aspettare che passi il caldo delle ore centrali. Adesso devo cambiare batteria. Per avere più autonomia infatti ho preso due batterie. L'unico problema è che per cambiarle bisogna smontare mezzo monopattino. E ovviamente volendo essere autonoma al 100% tutto peso in più che avrei avuto nello zaino. Seconda batteria. Questa è la situazione pit stop. Ricollego tutto e richiudo tutto. Primo pit stop andato. E adesso abbiamo altri 40 km di autonomia. Controllino della pressione. Non mi sento già più la schiena. L'obiettivo è di passare il Po entro oggi. Verso Piacenza. Salve.
Metà del primo giorno ed eravamo già distrutti psicologicamente. Solo l'idea di fare altri 7, 8, 10 giorni così Mi viene male. Sarà una lunga avventura. ma c'è caldo.
Non potevamo di certo arrenderci così al primo giorno, quindi siamo ripartiti, abbiamo fatto altri 30 km sotto il sole su strade praticamente deserte, poi ci siamo persi per evitare uno svincolo e dobbiamo trovare il modo di oltrepassare il Po senza passare tipo in autostrada. E dopo essere passati sotto un cunicolo siamo arrivati a una bellissima ciclabile sopra i campi che ci avrebbe condotto fino alla nostra prima destinazione.
Siamo sul Po. Entriamo triomfanti a Piacenza. Sono distrutto. Prima tappa andata. Ben spesi, ben spesi. 75 chilometri. Si, secchi. Mi mancano 600. Stretching. E' venuto a fare un controllino il buon Schnugel. Cosa ne pensa?
Lui, io, l'ho tartassato di notte, di giorno, di mattina, chiedendogli consigli sulle batterie, sulle cose. Vabbè, è venuto bene almeno. Se arriva a Roma sarà anche merito del buon snuggle. Pizzettina mangiata, adesso nanna presto. Prima giornata andata. Ne restano altre, boh, dieci, quindici, venti, chi lo sa. Dobbiamo riposare.
Buongiorno Piacenza.
Di nuovo in marcia. Il secondo giorno è iniziato male. Di là si va in tangenziale, c'è il cartello No Bici No Pedoni. Andiamo verso la campagna. E vabbè, ne ho approfittato per fare un test dello sterrato che sicuramente mi sarebbe servito se mai fossi arrivato in Toscana. Direi più che superato. Nulla può fermarci. Tornati sulla statale ma qua almeno c'è spazio.
E Fiorenzuola, centro. Allora, abbiamo qualche problema col cavalletto, perché con le vibrazioni le viti... L'importante è non perderlo per strada. Questo non lo muovi più. Cerchiamo ferramenta. Anch'io voglio la Tesla!
Fidenza! Ho recuperato da questo gentilissimo signore due chiavi così in caso fuoriamo possiamo togliere la ruota davanti perché non ce l'avevo a casa. Grazie mille! Prego! Mettiamo l'attac sul filetto così le vibrazioni ce le mangiamo. Sistemato! Ultima attacchetta e mezza ma 50 chilometri fatti! Con una batteria! Con una batteria! Qua sembravi stare in Svizzera! Ponte! Fiume Taro! Luce rossa! Arriveremo a Parma? C'è un McDonald a un chilometro e uno. Arriviamo lì così faccio il cambio di batteria là. Dai piccolo! Ora che non manca molto eh! Dai! E là, e là! E là, e là, e là! Un po' di calorie, cambio di batteria e siccome ne avevamo ancora tanto abbiamo deciso di tirare dritti, dritti, dritti fino a Parma. Dove siamo Mattia? Siamo a Parma, per Reggio Emilia. Tutto dritto. Tutto dritto. Per poi tirare dritti dritti dritti su queste ciclabili lungo la via Emilia fino a regio Emilia. Primo passaggio a livello in monopattino. Arrivederci. Ostello di qualità. Faccio notare la strada tutta dritta. Solo dritto. Solo dritto. 92 km in monopattino. Piatto tipico della pianura padana. Non vi ho ancora presentato il mio compagno di viaggio Mattia Miraglio. L'ho conosciuto a Barcellona frugando nei cassonetti della spazzatura, ma questa è un'altra storia. È stato per 5 anni in giro per il mondo, senza una casa e spostandosi solo con la sua forza del corpo. Prima a piedi e poi in bici. Da Torino a Nuova Zelanda, Iran, Nepal, Turchia, fino al deserto dell'Australia, Canada, Stati Uniti, Messico, Guatemala, potrei stare qui a parlare ore di lui. Se vi interessa la sua storia e quello che fate, passate dal suo canale YouTube. E gli ho fatto anche un'intervista sul mio canale del podcast che vi lascio qua sotto in iscrizione. Ah, ha anche scritto un libro e chissà, forse un giorno lo vedremo con qualche documentario. Ma bando alle ciance, era tempo di partire verso Bologna, il nostro primissimo grande obiettivo. Buongiorno Matteo. Buongiorno. Reggio Emilia, città fondata da Marco Emilio Lepido. Molto romana. E la via che facciamo noi è proprio la via Emilia. Tutto per colpa di questo Marco Emilio. Devo dire, bravi emiliani. Quasi tutti ciclabili. Modena. Pausettina. Salutino al nostro amico Massimo. Questo è il miglior ristorante al mondo. Ciao Massimo. Ciao. Massimo, ti ricorda di me? Era da Corondelli. Esattamente. Ciao, un amico.
Adesso devi provare però. Parte così? Ti dà la spinta e poi il gas col pollice, lo vedi? Grande Massimo! Guarda come va! Bella!
Mitico! Ciao, grazie mille. Se non lo conoscete, non conoscete la sua storia. Ci sono documentari, cose. Chef Table su Netflix, primo episodio della serie e basta. Dico solo quello. Uno dei nostri orgogli all'estero. Grande Massimo. Museo Ferrari. Ma noi abbiamo il monopattino. Ma quasi quasi il monopattino lo cambiamo. Ci sono 45 gradi, percepiti 62. Adesso andiamo per Campi.
30 chilometri da Bologna.
Civiltà. Ah, non mi sento più i piedi. Il punto è che io non faccio fatica, ma tra vibrazioni, cose, lo stare in piedi, la posizione e tutto, il peso dello zaino e quant'altro. Dai che manca poco. Signori, Bologna. Adesso direzione centro. La torre di Bologna.
Il santino. Oh yeah!
Bologna. Abbiamo trovato una guida turistica. Come arriviamo a Firenze da qua? Così ho paura per le salite. Perché se per ora da Milano a qui hai fatto solo pianura, le prime salite intanto se passate da San Luca è così. E poi ho paura anche delle discese. Per stasera però ho dato un AirBnB.
Carino veramente in sto periodo si trovano posti bellissimi a pochissimo su airbnb e vi ricordo che col mio link che vi lascio qua sotto in descrizione potrete avere fino a 35 euro di sconto alla prima prenotazione su airbnb e soggiornare in posti magici devo lavarmi direttino serale in ciabatte ciao.
Signor Luis, grazie per i consigli sull'itinerario. Buongiorno dalle Patino. Seguiamo le indicazioni di Luis. Inizia subito la salita. Ho un po' di paura per il monopattino in salita. Sia la batteria, ma soprattutto il surriscaldamento. Allora, ho toccato il motore prima e è bollente. Non voglio sovraccaricarlo, quindi lo userò in modalità normale e mi darò spinta coi piedi. È l'unica.
Dai piccolo! E va su, va su, va su, va su, va su. Dai, dai, dai. Maledetto Luis, mi ha fatto fare la strada più ripida, ma più panoramica in teoria. Anche se io qua di panorama non ne vedo. Ah! Sì!
Rettifico. Panorama top.
Tra l'altro io recupero dell'energia in discesa. Avevamo già fatto tanta fatica ma ne era valsa la pena. Panorami bellissimi su tutti i colli bolognesi e soprattutto discese. Ma quanto è bello andare in giro con il monopattino sotto i piedi.
Ma che bomba! Stiamo facendo amicizia.
Quindi l'idea di fare questo viaggio in monopaccina raccontando sì l'Italia, sì le bellezze e tutto quello che vuoi, ma anche facendo vedere che adesso lo stiamo estremizzando ovviamente, però usato responsabilmente è un mezzo interessante. Va bene, allora vedrà il video su YouTube. Buona giornata, buon giro.
Oh, dove c'è la chiesa c'è la fontana. Grazie mille, ciao! Vai vai vai vai! No ma ragazzi, di cosa stiamo parlando? Che bello!
E proprio mentre tutto andava perfettamente e Gustavo il panorama... Non si accende più il monopattino. Monopattino? Monopattino? Non si accende. Mi sa che si è surriscaldato. C'è il motore bollente. In teoria va tipo in protezione. Quindi lo lasciamo raffreddare e poi dovrebbe accendersi. Almeno spero. Male male così.
Ok, si è riacceso. Lo tengo solo in modalità eco, in caso spingo. Non posso rischiare di perdere il monopattino. Qua mi toccherà spingere. Com'è Matti? Calda la situazione, salita la situazione. Non so se sei più caldo tu o il mio monopattino. Comunque, altamiamo, ma penso il tuo. Eccolo Mattia!
No, no! facile con la bici elettrica ha tutti i vantaggi della bici e tutti i vantaggi del monopattino si.
È.
Stafatta Siamo carichi di acqua come dei cammelli. Mancavano solo pochi chilometri al posto dove avremmo dovuto dormire, ma abbiamo fatto l'errore proprio dei principiantissimi. Discesa, discesa, discesa, seguire le discese, seguire le discese, farsi prendere dalla discesa, andare troppo in discesa. E quando ce ne siamo accorti era ormai troppo tardi. Rettifico. Abbiamo completamente sbagliato strada. Praticamente stiamo riscendendo nella vallata dove passa l'autostrada. Adesso invece sto scendendo col freno motore attivo, quindi recupero dell'energia in modo da ricaricare anche un po' la batteria potenzialmente. Secondo lui sta quest'ora dovevamo essere in mezzo ai boschi contro i mulini a vento. Molto male. Dannata discesa.
Avete per caso una stanza per stasera? Siamo in due.
Sì, non ce la faccio proprio. Mi piace.
Signori.
Buona giornata, buona vita. Ecco qua.
Ok, abbiamo cambiato completamente itinerario. C'è anche una strada chiusa, ci fanno fare una mega deviazione, un disastro. Adesso c'è una galleria. Non arriveremo mai. Doveva andare così. Allela! No, poi siamo una coppia incredibili perché io illumino i tuoi catarinfrangenti sulle borse. E anche oggi non siamo morti. Un'autostrada. SP325. Oh no!
I mulini a vento. Saremmo dovuti essere là. Comunque abbiamo trovato alla fine un hotel per miracoli in un paesino qua avanti. Mancano ancora una ventina di chilometri. Dai piccolo ce la puoi fare. Batteria ne ho easy. Castiglione dei pepoli 15. Tramonto.
Dannazione.
Una tacchettina. mancano 8 km nulla raga questa giornata proprio disastrosa lampeggia di rosso il sole ormai è tramontato batteria completamente andata mancano 5 km fortunatamente l'altra batteria che ho cambiato prima dovrebbe ancora avere un 20-25% quindi pit stop di emergenza se non ce la faccio più ci siamo sono tutto catarin frangente vai matti ultimi km anche la seconda batteria è andata.
Non so quanto manchi. Ecco il paese! Dai che ci siamo! No, non ce la fa più. Non ce la fa più.
Disastro.
Sì! Eccoci! Arrivati a Castiglione dei Pepoli alle 21.31. Missione compiuta.
Cosa ne pensi del viaggio signor D'Alessio? Gli ultimi tre chilometri. Sono i belli.
Direi meritatissima. Eravamo distrutti ma ce l'avevamo fatta. Avevamo scalato le montagne e il giorno seguente sarebbero state quasi tutte discese.
Fatti in casa. Spettacularissimo. E siamo arrivati a Prato. Un po' secca. Ciclabile lungo Bisenzio.
Wow. Buona giornata. Siamo arrivati sull'Arno. Dovrebbe essere tutta ciclabile fino a Firenze. Cioè anche monopattinabile.
Ponte. All I need is cupola. Eccola. Non avrei mai detto sopra ogni mia aspettativa.
Milano, Firenze, monopattino, fatta. Bravo monopattino. Ed eccoci su ponte vecchio. Arrivati all'Airbnb. In teoria abbiamo una vista spicy. Si sale, si sale, si sale, si sale. Camera. E su. Opa là. Guardate qua.
Wow che spettacolo dopo cinque giorni di fatica meritato direi abbiamo dell'acqua e basta calda e tutto ciò che ci resta dopo aver provato questo airbnb che abbiamo pagato pochissimo e vi ricordo nuovamente che c'è il link di airbnb qua in descrizione approfittatene perché in questo periodo si trovano veramente dei posti chicchissimi a pochissimo rispetto al solito Abbiamo quindi deciso di prenderci un giorno di riposo passeggiando tra il sasso di Dante, la chiesa di Dante e la casa di Dante. Dante su Dante su Dante su Dante. Mattia sai qual era il vero nome di Dante? Durante. E potevamo non fare un tour degli uffizi? No! Quindi l'abbiamo fatto con una simpaticissima guida che ci ha accompagnato in uno dei musei più belli del mondo, tra il ritratto di Federico da Montefeltro, quello brutto col naso strano, La primavera e la nascita di Venere di Botticelli, Giotto Michelangelo Leonardo il Caravaggio Tiziano e decine e decine di sale piene di cose.
E che fai, per rimanere leggero non prendi un po' di salumi tipici e una gigantesca fiorentina? No, tanto domani non è che devi fare altri chilometri in monopattino. Vabbè. Ah, ho anche tentato la fortuna con questa fontana che dovrebbe portare fortuna, ma non mi ha portato fortuna. Non è caduta. Ma la fontana del forcellino accetta Apple Pay? Vabbè, insomma, eravamo a buon punto, abbiamo riposato corpo e mente, ma mancavano ancora tanti chilometri a Roma.
Purtroppo è ora di abbandonare questa splendida città. Comunque noi siamo arrivati da lassù. Abbiamo fatto prima questo percorso e adesso dobbiamo andare di là. Non c'è più la pianura padana purtroppo. Va bene. La mia schiena.
Questa poi ve la spiego. Andiamo. questa volta non mi era per nulla mancato il monopattino porta romana direzione siena subito salite come se non ci fosse un domani e sarà tutta così adesso sali scendi sali scendi sali scendi sali scendi.
Tutto chiuso. State sotto l'autostrada. Prima a sinistra. E c'è il semaforo a sinistra. Ah, ok. Perfetto. Ok, grazie signori. Unico.
Posto aperto. Che oro. Un po' di potassio. Ma quale antico vinaio. Copp di Tavernuzze.
Cimitero americano. Ma che bello.
Praticamente ci facciamo tutto il Chianti. Infatti da qui iniziano le vigne.
Sto praticamente ricaricando le batterie in discesa. Barginu. Guarda che qualità. Ma guarda qua. Comunque asfalto nuovo. Cioè è uno spettacolo, è una goduria unica. Bravi i toscani. Per ora.
Facciamo riposare un po' il monopattino, che non voglio fonderlo. Intanto sgranchisco anche un po' le gambe.
Scende di nuovo! Tra i vigneti!
Ultimo.
Ciccinino della prima batteria. Fa caldissimo. Dai gambe! Dai! Batteria cambiata. Buon appetito! Questa è la tattica Mattia Miraglio per tenerle cose al fresco. Vediamo se ha funzionato. Calzino bagnato perché l'acqua isola. Sto giro salame tipico. Bellissimo perché stiamo in dei posti fantastici con vigneti, colline e ci siamo fermati vista nulla. Solo perché là c'è una fontanella. Devo fare la mia app di fontanelle. Comunque è incredibile quanto rimanga fresca. Sarebbe stata bollente. Ma che bontà!
Ok metti solo questa clip alla fine tutto è un angolo di paradiso basta apprezzare le piccole cose ripartiamo ma qui è festa grande.
Ma che spettacolo, eravamo finalmente in mezzo alla natura, in mezzo ai Colli Toscani, senza macchine, strade perfette e nulla ci avrebbe potuto fermare. Infatti la giornata è andata liscia come l'olio. Siamo quasi a Monteriggioni. Eccola là in fondo.
Entriamo a Monteriggioni. Wow. L'ostello è tipo dentro una chiesa.
E nulla, l'ostello è pieno. E questa sarebbe la via francigena. Da Canterbury a Roma. E anche questa volta c'eravamo meritati una bella cena tipica toscana. Buon appetito. Sono da pucciare. Sono da pucciare la piccantezza. Mi piace. Io abitualmente non bevo ma è una cosa così tipica. Come facciamo a non mangiarla? Buono. Buono. Vuoi mangiarla?
Buongiorno. Alla fine... siamo finiti in questo graziosissimo hotel non economicissimo ma era l'unico disponibile da qui a Siena quindi se non altro guardate che spettacolo colazione in Siena tutto molto grazioso stavamo rischiando di perdere i documenti che disastro.
Fa-vo-lo-so. Giornata nuvolosa oggi. Praticamente da qui fino a Roma seguiremo la via Cassia, quasi sempre.
Poi in realtà per tutte le strade e le cose più tecniche, anche eventuali consigli, soprattutto se volete viaggiare in bici, andate a vedere il canale di Mattia, i video che ha fatto, dove spiega tutto per bene. Eccolo là, che piazza la fotocamera, come gli youtuber seri.
Per la prima volta ci hanno detto di andare a piedi perché effettivamente c'è un po' di casino ci siamo bellissima sempre panino col salame e via un'altra porta romana nuvoloni bene che è fresco ma anche perché potrebbe piovere no.
Ma che roba ragazzi che posti dove siamo ma che bello Roma 215.
Sto sentendo dell'acqua. Vento, pioggia! Non bene! È.
Passato un mini acquazzone. Adesso cambio batteria di nuovo. Allora, c'è da dare una sistematina al freno perché pinza male. Si sono consumate un po' le pasticce. Quindi questo deve star più contro possibile. Sistemato! Siamo schivati il temporale. Bene così. Ma che posti ragazzi! Montalcino! Roma. Quella là in fondo è la nostra meta di oggi. San Quirico d'Orcio.
Paesino.
Bellissimo. Siamo rimasti chiusi fuori dall'hotel con dentro la roba. Ci abbiamo fatta. Ci hanno messo nel sottoscala. Al nostro arrivo a Roma. Molto brunello, fruttato leggermente che ti lascia quel... insomma non sto qui a descriverlo perché vi annoierei. Alla fine abbiamo ritrovato le chiavi, siamo in hotel, abbiamo mangiato. Domani grandi cose ci aspettano.
Questa maglietta la sto mettendo da otto giorni.
E siamo di nuovo carichi. Stasera, giornata uggiosa, vediamo un po'. Cosazione dei campioni. C'è la piazza piena di ciclisti, di cose, però nessuno in monopattino. Molto caratteristica. Roma 183. La meta era sempre più vicina, ma la natura aveva in servo per noi ancora tante carte. Prima, le pecore. Ma che belle! Quante! Col pastore lassù. Sono un sacco! Poi una voragine lungo la strada e infine gocce di pioggia. Non bene. Ok, sta iniziando a diluviare. Dobbiamo trovare un riparo. Allora quella è acqua. Io adesso mi sono assettato da bagnato allora il monopattino dovrebbe reggere ragazzi sta diluviando siamo nel mezzo della tempesta arriviamo al prossimo paesino e poi ci fermiamo perché non è che possiamo andare avanti così sta andando tutto troppo bene dannazione mucca mu! batteria regge ancora una tacca e mezza almeno non fa caldo il monopattino non si surriscalda qualcosa potrebbe andare in cortocircuito ma almeno non si surriscalda signori.
Siamo in Lazio! Ok è iniziato a diluviare e diluviare, che va bene prendersi la pioggia, va bene che il monopattino ce la fa però in temporanea del genere ha senso farlo passare. Siamo sotto questa fantastica tettoia con altri pellegrini, monopattino al sicuro e in carica e pizzettina. Molto casericcia. Un'altra giornata. Mi ha mangiato, ho ricaricato metà del monopattino così non cambio neanche batteria. E ora verso sud.
Hai visto? Ci stanno facendo le righe apposta. C'è da dirlo, c'è da dirlo. Stiamo entrati nel Lazio, c'è l'asfalto perfetto. Non so quanto durerà. Salitone in vista, come non detto. Acqua pendente, molto pendente.
Ultima salitone. E nuovamente morte monopattia. Comunque, in qualche modo stiamo seguendo la francigena. Ho appena cambiato batteria e stavo notando che, guardate qua, c'è la plastichina bruciata. Questi sono i connettori che vanno al motore, vedete? Non mi sembra roba di oggi. Devo aver fatto molto caldo qua sopra. Straiarsi con gli alberi, il vento, riposare. Probabilmente non sarei mai capitato nella vita in questo parcheggio. È proprio assurda questa cosa del viaggio lento. Ma quanto è bello avere cinque tacche.
Lago di Bolsena. Ha il suo fascino. Città del miracolo eucaristico. Ma che bel castello! Nulla, volevamo fermarci in questa bellissima Bolsena, ma è tutto pieno. Quindi stiamo andando su un paesino. Dobbiamo salire ancora cinque chilometri così.
Quello è il paese dove alloggeremo. Ragazzi, guardate qua! Cento chilometri! Cento chilometri da Roma! Sotto le tre cifre! Siamo arrivati in hotel. Ottantaquattro chilometri oggi! Comunque su Mattia Miraglio Strava trovate tutti gli itinerari che abbiamo fatto. Cento chilometri dalla tomba di Pietro. Cento chilometri nella nostra impresa. Intanto Mattia Miraglio ha perso il portafoglio. questi viaggiatori. E' ironico, di solito sono io il disastro e contro ogni pronostico però non ho fatto danni. Ma quale venerdì urbino? Buongiorno Lazio! Andiamo a far colazione va? La mia barba segna che stiamo viaggiando da un po'. Pronti partenza e via! Oggi andremo dal lago di Bolsena al lago di Bracciano perché poi l'ultimo giorno dobbiamo entrare a Roma e entrare a Roma sarà un disastro.
E proprio mentre stavamo andando tranquilli per una stradina sterrata, sì, ma che ormai non ci faceva più paura, sono caduto a piedi. Sì, avete sentito bene, non sono caduto in monopattino, sono caduto a piedi. Mentre piazzavo l'iPhone per fare le riprese. Che disastro. 700 km in monopattino, caddo a piedi.
Come i bambini. Ma io che sono pronto a tutto, qua, medikit. Certo sarebbe stato meglio non cadere, non in un modo così stupido, ma è stato un monito per ricordarmi che il pericolo è dietro l'angolo. Quindi mi sono medicato. Ecco qua, là come muovo. E col ginocchio bendato sono ripartito. Siamo tornati sulla provinciale di Piterbo. Dov'è entrato il posto di magna?
Panzerottino, la ferita sta abbastanza bene l'obiettivo di oggi è non farsi male nuovamente però la vedo dura, sento il motopatino faticare il ginocchio sta bene se non altro mi preoccupa veramente tanto l'entrata in Roma stanno diventando abbastanza un disastro le strade perché le regionali diventano superstrade e le provinciali diventano questa roba qua Beverly Hills. Comunque questa sarebbe proprio una francigena, quella vera. Si è anche scaricato il monopattino, dannazione. Ci siamo rifugiati sotto questo campo di noccioli. Tutto molto bello. Nulla ci fermerà.
Tutto sto casino per evitare il traffico. Che bello l'asfalto dopo lo sterrato. Fermi al passaggio a livello. Treno! Treno!
E via! In realtà abbiamo scoperto che non dobbiamo andare di là, ma di là. Adesso dovrebbe essere quasi tutta discesa. Lago di Bracciano! Raga, ma che bello! Che bello! E che fai? Non fai due bracciate nel lago di Bracciano?
Aia!
Direi che come ultima sera ultima.
Cena mi sa che abbiamo sbagliato periodo dell'anno sembro un omino dell'autostrada così abbiamo anche la televisione anni 2000.
Domani è il grande giorno. Dai è tutta! Buongiornissimo! Siamo pronti? Siamo vicini alla meta ma non ancora arrivati. Gli ultimi chilometri sono sempre più duri. Se poi c'è l'attraversare la città più grande e caotica d'Italia... Eh! E che è sta roba? Siamo a 20 chilometri circa. Abbiamo bisogno di energie. Dai eh!
Tutte le strade portano a Roma. Eccolo, là in fondo. Lo passeremo da sopra. E qua sotto, ragazzi, c'era il grande raccordo anulare.
Raccordo passato. Molto più facile del previsto. Pensavamo di aver superato il pericolo più grande, ma abbiamo deciso di seguire la francigena e addentrarci nel Parco dell'Insugherata. 740 ettari a nord di Roma, completamente incolti. La foresta amazzonica messa meglio. Tutto perfetto, entriamo a Roma e siamo in queste condizioni. Dobbiamo sudarceli questi ultimi dieci chilometri. Capisci, eravamo nel nulla in mezzo alla Toscana con l'asfalto perfetto. Ma non era quello il momento di lamentarsi, era il momento di prendere il monopattino sulle spalle, superare il ruscello, superare il fango.
Superare i rovi per poi prendere un sentiero sterrato che ci avrebbe portato direttamente a dei cinghiali una mamma con i cuccioli pericolosa in quanto attenta a proteggere i figli ma ho spento il monopattino e piano piano abbiamo superato anche quelli ottimo lavoro Roma ma ci vorrà ben altro per fermarci ci mancava solo la sabbia praticamente impraticabile per un monopattino e un'interminabile salita sotto il sole e dopo tre ore di combattimento con l'insugherata ne uscivamo da vincitori non so dove siamo Ma siamo a Roma! Ma si sa, ciò che Roma toglie, Roma dà! E dopo un incrocio non troppo bello, abbiamo trovato una bellissima ciclabile. Tutto il resto è ormai storia. Andiamo a conquistare Roma! Che accoglienza! Buongiorno!
Siamo a Roma!
Lo vediamo! Entriamo nel colonnato! Belle docca! Signori, siamo arrivati alla tomba di Pietro!
Sì! Sì! Sì! Ci abbiamo fatto ragazzi! 11 giorni, 646 chilometri, è nato tutto come uno scherzo ma si è rivelata una delle esperienze più belle della mia vita. Milano-Roma in monopattino elettrico! Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele, esplorate, sognate, scoprite.
Ma che è stata veramente un'avventura fantastica Assolutamente non consigliata, fatela a piedi, fatela in bici, però... Wow! Dove stiamo? Il Colosseo, tutto il lavoro in corso ovunque! Signor Mattia, grazie mille di avermi sopportato E nulla, quindi da Iachi, dal nostro grandissimo D'Alepattino E dal Colosseo, da Roma, da Milano-Roma e tutto quanto Era tutto? Ci vediamo prossimamente con prossime avventure, prossime cose. Ciao ciao ciao ciao.
Ciao!










