ECCO FERRARI LUCE ELETTRICA: CAMBIA TUTTO.

Il video è una presentazione on‑site a Roma della Ferrari Luce, la prima Ferrari completamente elettrica. Il conduttore (Speaker A) e Alessandro Lago, direttore di Quattroruote, esplorano tutti gli aspetti della vettura: la filosofia di una Ferrari elettrica, il design "glass house" con ampie superfici in vetro, le innovazioni aerodinamiche (12 brevetti), i quattro motori indipendenti per ruota (totale 1 040 hp, 0‑100 km/h in 2,5 s, velocità massima 310 km/h) e il sofisticato sistema di attuatori per sospensione e sterzo. Vengono descritti i 60+ brevetti complessivi, le ruote da 23‑24 pollici, il layout a cinque posti con il bagagliaio più grande mai visto su una Ferrari e l'assenza di frunk. L’interior è caratterizzato da due schermi Samsung Gorilla Glass, una chiave e‑ink, materiali premium e un design fortemente influenzato da Apple e da Jony Ive. Si discute del prezzo di circa 550 000 €, del posizionamento di mercato (clientela di milionari) e del legame con la storia Ferrari (volanti vintage, riferimenti a modelli classici e a Nissan Skyline). Il video alterna entusiasmo per le innovazioni a riflessioni più critiche sul prezzo e sulla praticità, concludendo con l’attesa di test su strada e l’idea che la Luce rappresenti una nuova direzione per il brand.
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Ferrari Luce, eccola qua in anteprima. Non è l'ennesima auto elettrica tecnologica, ma è la prima Ferrari elettrica. Tutta la passione, tutto l'animo, tutta l'ingegneria portata all'estremo in un nuovo mondo. Ha già fatto parlare tanto di sé, c'è chi la ama, c'è chi la odia, ma oggi cerchiamo di capire tutte le innovazioni e tutti i segreti di questa nuova Ferrari elettrica. Salve amici, oggi andiamo a Roma con questo mezzo speciale per un evento ancora più speciale. Siamo in compagnia di Alessandro Lago, direttore di Quattroruote.
Ciao!
Perché dove andiamo?
Andiamo a Roma a vedere la luce, la Ferrari Luce, che tanto farà discutere.
Questa nuova Ferrari elettrica che vuole rivoluzionare il mondo dell'elettrico. Ne abbiamo già parlato proprio con Alessandro, soprattutto sulla parte di design, i collegamenti con Apple, Johnny che l'ha disegnata e un sacco di cose varie. Quindi vi lascio l'approfondimento qua sotto in descrizione. Prima di vedere l'elettrico però sentiamo questo V12 di questa fantastica purosangue. Come si accende?
Piede sul freno, piede sul freno, al centro. Vado, tieni premuto.
Olè, senti che bello!
Dagli una sgasatina a questo punto, vai, non essere timido.
Posso farlo?
Puoi farlo, puoi farlo.
Oh, ok, ok, ok, un video sulla nuova elettrica di Ferrari non poteva iniziare meglio.
Oh oh!
Beh amici, devo dire che il V12 è veramente uno spettacolo. Comunque riassunto veloce delle puntate precedenti: Ferrari dopo anni di motori termici arriva anche lei nel mondo dell'elettrico, lo fa con Ferrari Luce e lo fa in grande stile costruendo una fabbrica apposta soltanto per la Ferrari Luce, svelando prima dei pezzettini, poi tutta la parte di motoristica, poi tutta la parte di Quindi sono mesi che Ferrari sta andando avanti ogni volta a svelare qualche dettaglio di questa macchina. Non solo ingegneria, non solo tecnica, non solo motore e passione come in questa magnifica purosangue, ma anche tantissima tecnologia, tantissimo design, nuovi materiali, attenzione maniacale del dettaglio. Insomma, non diciamo nient'altro e vediamo cosa succede. Ok, tutto pronto per l'evento di presentazione. Dress code elegante. Non si potrà registrare nulla, infatti mi hanno stickerato completamente le telecamere. E quindi vediamo cosa succederà con questa Ferrari che punta a rivoluzionare per sempre il mondo delle macchine elettriche. Ed eccola qua, adesso ne parliamo meglio, vediamo bene il suo design che sicuramente è interessante, ha un sacco di spunti nuovi per quello a cui siamo abituati di vedere su una macchina, e ancora di più su una Ferrari. Però dal punto di vista ingegneristico, Ferrari ha rifatto completamente da zero tutto uno studio su come deve per essere fatta una macchina elettrica. Sono partiti dai motori, dalle batterie, hanno fatto, pensate, più di 60 brevetti. E solo nell'aerodinamica 12 brevetti. Quindi c'è una ricerca e un livello di perfezione altissimo. I motori sono 4, un motore per ogni ruota. Potenza totale 1040 cavalli, quindi parliamo di una macchina potentissima. Ma soprattutto non è solo una questione di accelerazione, di velocità da 0 a 100 in 2,5 secondi, ok, velocità massima 310 chilometri all'ora. Ma è una questione che Ferrari ha preso il concetto di guida elettrica, non l'abbiamo provata su strada, la proveremo, siamo molto curiosi. Però da quello che dicono sono riusciti a portarlo a un livello di comfort superiore, di guida superiore, di sport superiore, proprio con una cura maniacale e estrema di tutto a 360 gradi, dalla cella della batteria fino al software dell'interfaccia, fino alla gestione di tutto quello che è la parte delle sospensioni, dell'erogazione della potenza. Io non sono un esperto di auto, ma quando vedo l'ingegneria portata all'eccellenza, l'unica cosa che riesco a fare è ammirare e rendermi conto di quanto forse sia questa stessa la filosofia di un brand che comunque è un brand di lusso come Ferrari. E qua di eccellenza ce n'è tantissima. Design tanto semplice quanto particolare, sicuramente fa parlare tanto di sé. Sicuramente la semplificazione delle curve e l'aerodinamica è stata la partenza di questo mezzo. Vi faccio notare questa continuità di tutto il vetro, l'hanno chiamata glass house. Fondamentalmente partendo da qua, tutto vetro, si può tracciare un'unica linea che fa fondamentalmente tutta la macchina fino al posteriore. Questo per ragioni aerodinamiche, ovviamente tutto pensato per ridurre la resistenza aerodinamica. E sopra questo glass house hanno messo la copertura colorata nei vari colori. In questo caso abbiamo il giallo luce con tutte le parti più estetiche. Alessandro, ti vedo riflessivo. Cosa vedi tu, che ne hai viste tante di Ferrari e di macchine in generale, in questa Ferrari Luce?
Sto capendo, sto cercando di capire, perché è una roba che non si è mai vista. E la parte posteriore è quella che faccio più fatica a digerire. Questo stilema, no, del doppio faro che ricorda un classicone in casa Ferrari, in realtà in questa realizzazione, no, con questa copertura di plastica nera. Mi ricordo un po' la Nissan Skyline, l'R32. Tanto design funzionale a massimizzare efficienza al massimo la funzione dell'auto. Quest'unico vetro che galleggia sopra la carrozzeria, ma il tergicristallo è un elemento pazzesco. Ci hanno spiegato che su questo elemento qui hanno lavorato tantissimo in galleria del vento. Probabilmente non oso immaginare il prezzo del pezzo di ricambio. Disposizione verticale che ha fatto inorridire diversi colleghi, ma poi alla fine ti ci abitui e capisci che è un elemento tecnico che ha un suo perché. Un design incredibilmente tecnico anche se sembra una berlina convenzionale. A livello aerodinamico questi cerchi che sono molto particolari, anche questi vanno un attimo capiti, e sono differenziati a livello di dimensioni: 23-24 pollici, i più grandi cerchi mai montati su una Ferrari. Pensate proprio per l'aerodinamica, consentono di diciamo risparmiare in termini di efficienza il 5%, perché questa forma delle eliche butta fuori l'aria mentre il resto rende praticamente carenata e pulisce il fianco dai, insomma, dai frusci aerodinamici che comprometterebbero l'efficienza E poi questa è la parte che secondo me è quella più futuristica, che riesco a capire di più come Ferrari, con questi fari che richiamano un po' le ultime Ferrari di ultima generazione, insomma, e anche quelle da corsa. Pensiamo a quella che ha corso e ha vinto sulle Le Mans, alla 24 Ore di Le Mans. Il colore, questo è il colore peraltro che hanno disegnato in Long Beach, in California, non è un colore originale Ferrari, non mi fa impazzire. Puoi forse inquadrare gli altri, le altre macchine che rendono molto di più? Quello è proprio un rosso Ferrari vero, danno un'idea molto più ferrarosa. Va bene questo aggettivo? Non so se me lo passi.
Ci spieghi meglio la questione delle ruote e dei motori, perché ogni ruota ha 3 motori di tratto.
3 motori, cioè nel senso ogni ruota ha un motore che le dà coppia, quindi ci sono 4 motori elettrici, l'avevi detto anche prima. Poi ci sono degli attuatori, c'è il motore della sospensione elettrica, che è un'evoluzione del sistema che abbiamo provato sulla Purosangue. Poi c'è il motore, l'attuatore, che fa sterzare la ruota.
Anche dietro?
Anche dietro e anche davanti, ovviamente. Dietro arriva, se non ricordo male, fino a 3-4 gradi. E tra l'altro tutto questo però in modo disgiunto. Questa è la cosa incredibile, cioè che c'è una centralina elettronica che governa, diciamo, il movimento sui 3 assi in modo funzionale a massimizzare la guidabilità, la prestazione, in funzione della situazione di utilizzo che si gestisce. Quindi tu puoi avere una ruota che gira di 2 gradi, l'altra che va di 1 grado, la sospensione sinistra che ha coppia negativa o positiva. Non c'è— è un po' complicato da spiegare tecnicamente, però l'elettronica governata in modo sistemico come non si era mai visto. E ovviamente per capire che cosa significa bisogna provarla, quindi ancora noi non l'abbiamo fatto e non vediamo l'ora di farlo.
Vedo hai in mano qualche pezzo di storia, perché abbiamo parlato di tanta tecnologia, ma in realtà c'è anche tantissimo rimando alla storia di Ferrari.
Io per venire qua mi sono studiato un po' di cose, perché è una macchina che merita di essere studiata. Allora, ho rubato in redazione una copia di Ruote Classiche. C'è tanta semplicità che si può vedere dal passato, dalla storia di Ferrari. Questi erano i volanti di Ferrari, se riesci a far vedere, degli anni '40. Questo è '48, un volante del '48 Ferrari 166. Il volante più simile a questo è questo della Testarossa, sembra lui. Ma la cosa che si nota è la semplicità di questi abitacoli. Cioè, un tempo si guidava con pochi strumenti messi al posto giusto, e questa è la filosofia rivista e corretta in chiave moderna che possiamo trovare su questa, su questa luce.
Da appassionato di tecnologia e di Apple, qua è dove vedo più di ogni altra cosa Apple, cioè la semplicità, l'alluminio scavato dal pieno, i materiali super premium, super ragionati, super stondati, le forme, la maniglia che mi permette di tenere fisicamente un oggetto in mano. Cioè, guardate anche questa maniglia quanto ha le stesse curve che per esempio troviamo negli iPhone. Ovviamente non è che hanno copiato Apple, però immaginatevi che se il designer è lo stesso, la sua linea, la sua matita come si suol dire, è quella. Ecco, veramente qua si vede tanto il concetto, tantissima tecnologia e la cura maniacale di ogni cosa che è pensata sì per essere bella, sì per essere premium, sì per essere un oggetto di lusso, ma soprattutto per essere un qualcosa che io posso toccare, posso spostare, deve fare il suono giusto, il click giusto, il tastino di vetro. Veramente una goduria visiva questo pannello, mi piace tantissimo. Considerate che la complessità di questo schermo è estrema: ci sono due schermi fatti da Samsung, Gorilla Glass, delle lenti super particolari che vanno a dare un effetto di profondità. Quindi hanno unito lo strumento analogico con lo strumento digitale, il tutto con un software finalmente in una macchina pensato nei dettagli più piccoli. Forse nel software è dove ho visto la cura più maniacale di tutte. Purtroppo questi non sono ancora utilizzabili, ma abbiamo visto altre demo. La fluidità, le piccole animazioni, la cura di ogni singolo aspetto estetico coerente con tutto il resto. Nel senso che, dannazione, molte volte anche le macchine più lussuose hanno un software che non c'entra niente con tutto il resto. Qua si è vista proprio la cura a 360 gradi di ogni cosa. La chiave è strepitosa, fatta in e-ink, quindi completamente accesa quando non viene usata, e poi quando la vai a inserire hanno fatto questo vero e proprio rituale di accensione, quindi schiacci, la chiave si spegne e la macchina si accende. E appunto tutte le forme le vedi ovunque, cioè le vedi qui, le vedi nella maniglia, le vedi dietro. Tra l'altro, prima Ferrari a 5 posti nella storia, proprio perché anche le macchine a 4 posti avevano tutta la parte meccanica con il cambio, la trasmissione, mentre questa è decisamente spaziosa, decisamente confortevole. Anche il pannello qua dietro è bellissimo e coerente con tutto il resto. Abbiamo queste bocchette che ricordano in qualche modo il motore più tradizionale e sono incredibilmente soddisfacenti. Cioè, vorrei farvele provare solo per farvi avere la sensazione di premium che c'è. Tutto però incredibilmente semplice, cioè anche rispetto alla purosangue che abbiamo visto venendo in qua. La parola ordine, non solo minimalismo, ma proprio cura e pulizia. Giusto per finire il giro, vi faccio vedere lo sportellino di ricarica, molto soddisfacente con questa chiusura dall'interno. E vediamo anche il bagagliaio, cosa abbastanza inedita per una Ferrari, o meglio, inedito di queste dimensioni. Cioè, è veramente il bagagliaio più spazioso mai visto su una Ferrari. Altra cosa particolare rispetto alle classiche elettriche: non c'è nessun frunk o bagagliaio anteriore, ma tutto lo spazio è stato pensato per rendere l'abitacolo più grande e più confortevole. Cosa c'è del DNA di Ferrari e che cos'è Ferrari pensando a questa Ferrari Luce?
Allora, abbiamo filosofeggiato un po' a telecamere spente. Ferrari disegna le carrozzerie in funzione delle prestazioni, della funzione dell'auto. Fare una Ferrari elettrica significa reinventare il concetto di Ferrari, quindi non aveva senso, e ce l'hanno detto tante volte gli ingegneri, pensare a un cofano lungo, che è il simbolo delle Ferrari quando non c'è più il motore davanti, no? Ovviamente vedere questa cosa qui fa strano, fa molto strano, fa molto futuro. Questa porzione, soprattutto se la guardi di tre quarti, questa forma un po' squadrata, ha un che di F80 con questa, questo sfogo d'aria che in realtà non è uno sfogo d'aria ma è una presa per pulire l'aerodinamica dell'auto. Gli interni sono tremendamente Ferrari. Dietro secondo me non ci azzecca niente, qua è tutto largo, tutto cicciotto. Non ci sono i terminali di scarico, ovviamente, e questo fa strano. Non so se è un fatto culturale e non so se è un fatto di tempo, lo vedremo. Vedremo poi che cosa diranno sotto ai commenti.
E la macchina del futuro, posso avvalermi della facoltà di non rispondere?
No, diciamo che, che è una possibile interpretazione della macchina del futuro. Mi chiedevo chi può comprare una macchina del genere: gli appassionati di tecnologia, milionari ovviamente, perché questa è una macchina che costa da 550.000 euro in su. Non so se vale la pena ricordarlo, direi. Sa di futuro, soprattutto Vista da qui, questa porzione sta tanto di futuro, da film di fantascienza. Sicuramente Ferrari farà scuola perché ha cambiato il paradigma, ha detto al mondo che non serve fare un cofano lungo se non ne hai bisogno. Non abbiate paura, però ci vuole tempo. Io stesso devo ancora prendermi qualche giorno secondo me per abituarmi, e conviene secondo me aspettare anche di vederla su strada, perché su strada in movimento una macchina è completamente diversa.
Una parola per descriverla?
Flash: spiazzante, ma anche un po' fumettosa. Non so se sei d'accordo, un po' mi dà un po' di Da cartone tech sul futuro dell'automobile.
Quindi si è parlato tanto di design, si è parlato tanto di tecnologia, si è parlato tanto anche di Apple. Io ovviamente da grande appassionato di tecnologia e di Apple ci vedo tanti collegamenti, ho fatto tanti ragionamenti in queste ore di presentazione. C'è tanto secondo me di quella che fu la Apple Car, fu perché ormai il progetto è più che defunto, però Apple investì ben 15 miliardi per la macchina. Io credo che sicuramente il buon Johnny Ive ci ha lavorato e ha riciclato tante cose, ma sono giunto alla conclusione che secondo me la Apple Car non è questa roba qua e non ha neanche senso secondo me vederla come la macchina del futuro. Cioè l'interpretazione di Ferrari di una nuova tecnologia che è l'elettrico, portata all'estremo dell'ingegneria. Non è un prodotto industriale di consumo per tutti come può essere l'iPhone, perché l'iPhone per quanto costoso è comunque un prodotto pensato per tutti, è un prodotto prima di ogni cosa di lusso. Va paragonato all'orologio di lusso, al mega abito di alta moda. Non mi compete questa cosa e quindi non so darvi un vero parere stilistico perché non è il mio, però è molto bello vedere come un brand come Ferrari in primis abbia fatto un passo indietro, si sia affidato al cuore della California e della nuova rivoluzione portata da Johnny Ive con Apple ma abbia comunque reinterpretato il tutto. Poi può piacere, può non piacere, giudicate quello che volete giudicare. Sicuramente poi bisognerà capire quante ne venderanno, se le venderanno, a chi le venderanno. Non è quello di cui mi occupo. Quello che però in questi giorni, vedendo queste macchine, parlando con gli ingegneri e le persone che hanno lavorato direttamente a tutto questo, è che questa ricerca della perfezione e dell'eccellenza la vedi nel mezzo, ma la vedi anche in ogni singola persona con cui ho parlato. E quindi c'è bisogno secondo me nel mondo anche di ricercare l'eccellenza e la novità solo per il gusto di farlo. Poi sì, è pensata per essere la Ferrari più comoda di tutte, per essere la Ferrari con cui puoi andare in giro, per essere super confortevole, super spaziosa e tutto quanto. Però io ci vedo più di ogni altra cosa una ricerca della perfezione. Non vediamo l'ora di provarla a questo punto, visto che la dinamica di guida sembra essere la cosa più assurda di tutte! C'è un'ultima chicca che è il suono perché elettrica super silenziosa però hanno fatto tutto un sistema con amplificatore come se fosse una chitarra elettrica quindi con lo stesso suono del motore elettrico amplificato tu riesci ad avere un effetto che da quello che dicono ti dà un'emozione ed aiuta anche nella guida staremo a vedere fateci sapere cosa ne pensate e noi ci vediamo prossimamente con prossime cose ciao ciao ciao ciao!










