ENERGIA GRATIS DAI RIFIUTI: come funziona un impianto di BIOMETANO

Video walkthrough (host: Jacopo D'Alesio - Jakidale) of a biometano (biomethane) production plant in Legnano, Italy, produced with sponsorship from Palsy and in collaboration with Asia. The host tours reception and pre-sorting of organic waste, the anaerobic digesters where material remains about 20 days and microbes produce biogas, the gas upgrading/filtration system (CO2 removal) and compression, and the composting and water-treatment stages. The plant is described as mainly self-sufficient (on-site generator fueled by produced biometano, water recovered and treated), with safety systems (flare/burner) and biofilters to control odors. The video includes practical figures and operational details (production, pressure, investment, timelines) and brief discussion of Italy/Europe biometano context and deployment challenges (authorization/bureaucracy).
Questions this video answers
Circa 20 giorni.
Circa 20 bar.
Circa 5–6 milioni di metri cubi standard all'anno, equivalenti a ~2.000–3.000 abitazioni.
Investimento tra 25–30 milioni di euro; costruzione ~2 anni; ~6 mesi per metterlo in servizio (ma tempi di autorizzazione molto più lunghi).
Asia prevede di arrivare ad averne 13 (costruiti entro qualche anno).
Chapters
Sono in un impianto molto particolare qua ci sono un sacco di rifiuti e macchinari adesso capiamo come questa roba qua ci permette di ottenere energia dai rifiuti Salve, continuiamo a parlare di energia, grazie a Palsy, in collaborazione con Asia. Oggi sono a Legnano, in questo stabilimento che produce biometano, cioè dai rifiuti delle nostre case che noi buttiamo nell'umido, questi qua tirano fuori gas che si può utilizzare per fare energia e compost che si può utilizzare in agricoltura. La soluzione a tutti i nostri problemi. Ma vediamo di capire esattamente come funziona.
Il camion che entra, quindi l'operatore ecologico che porta il suo camioncino, entra, scarica, si lava le gomme, perché così anche se ci fossero stati dei rifiuti non li porta in giro quindi c'è un lavaggio delle gomme fa un'altra pesata del vuoto la differenza è il carico che ha portato c'è anche un po di gente perché stiamo facendo alcuni test ma Scusate, mi ha visto passare vicino.
Che roba, wow. I camion arrivano da lì, passano di qua e buttano tutto di là. Tra l'altro per via dei trattamenti sì, c'è odore, ma neanche tantissimo, cioè riesco a stare senza mascherina, senza problemi. Pensavo molto, molto, molto peggio. E vedete comunque ci sono le doppie porte in modo che si apre una, si chiude l'altra e non esca nessun odore. È appena arrivato un camion con della spazzatura. La porta lì si chiude, la porta lì si apre. si arriva e si buttano dentro i rifiuti, molto bene abbiamo qui i rifiuti organici questi sono praticamente sacchetti dell'umido mentre quello è verde quindi rifiuti dal giardinaggio.
Diciamo l'organico è di fatto polpa, pappetta per fare una buona digestione ha bisogno anche un po' di strutturante quindi di verde organico perché riesca a reagire bene.
Con i batteri il caroponte in automatico scende, prende e mette tutto lì dentro in modo che inizi il processo e vengano divisi i rifiuti organici dai rifiuti non organici quindi togliere tutto quello che è plastica, tutto quello che non è organico insomma vedete scende, prende e poi porta lassù. Qua invece ogni giorno fanno una divisione dei materiali di quello che arriva per capire cosa c'è quindi abbiamo l'organico classico, scarti di cibo e di cose varie, il verde e poi quelli sono tutti i materiali che non dovrebbero essere qui ovviamente ci sono i sacchetti con cui viene buttato l'umido che vanno bene però tutto il resto sono rifiuti che qualcuno ha buttato nell'umido che non dovrebbero andare nell'umido che non possono ovviamente entrare nell'impianto e che quindi usciranno di nuovo da qui come rifiuti ci sono dei pannolini, della carta, là c'è addirittura della plastica-plastica insomma non buttate cose non umide nell'umido tutti questi macchinari servono per dividere tutto quello che non è organico da tutto quello che è organico quindi tolgono il ferro, la sabbia, la plastica e rimane ciò che veramente si può compostare questo.
Impianto se devo descrivertelo nel modo più schematizzato possibile è come se fosse un grande brontosauro, un dinosauro abbiamo visto la bocca, mangia i fiuti e il prodotto finale, quello che vedremo alla fine, sarà le puzzette che diventano biometano e la parte solida che diventa compost di qualità abbiamo visto la bocca, adesso andiamo verso.
La pancia Ok, da qua dentro i rifiuti passano in questo nastro lungo di qua ed entrano là dentro. Sentite, i rifiuti passano qua dentro, arrivano arrivano arrivano e vengono buttati dentro il digestore. Qua rimangono per circa 20 giorni e i batteri, i microrganismi, se li mangiano producendo appunto del biometano. ci sono solo dei piccoli oblò per l'ispezione vediamo se riesco a farvi vedere qualcosa vedete dentro c'è tutta questa melma che sono i rifiuti organici misti al verde e quelle pare li spingono piano piano in fondo quindi una volta che il materiale ha rilasciato tutto quello che deve rilasciare viene poi buttato fuori dall'impianto quelli sono proprio gli attuatori che muovono le pale giganti che girano che spingono i rifiuti wow dai rifiuti quindi si genera metano che viene raccolto da questi tubi, passa di là, fa questo passaggio ed entra qui dove c'è tutto il sistema di filtri principalmente infatti abbiamo metano e anidride carbonica, ci sono delle membrane proprio che catturano l'anidride carbonica lasciando solo il metano, ci sono poi altre piccolissime particelle di altri gas e altre cose che vengono rimossi e alla fine si ottiene metano praticamente puro Tutto è pressurizzato, ogni stazione ha appunto vari filtri diversi. Che roba! Considerate che questo impianto ha circa sei mesi quindi è proprio il primo gas che viene prodotto. Quello invece è una torcia di emergenza. È un bruciatore che brucia in caso ci sia eccesso di gas o che non possa venire consegnato per evitare sostanzialmente che salti in aria tutto. Ovviamente ci sono talmente tanti sistemi di sicurezza che non può succedere nulla. Quindi da lì ci sono dei tubi sotterranei e si arriva qua.
Esatto.
Qua il gas viene compresso a 20 bar per poi entrare nella rete nazionale e venire distribuito appunto in giro per l'Italia. A livello di quantità, se volessimo fare dei paragoni, quanto metano viene prodotto qua?
Immaginando che una casa media possa consumare 3.000 standard metri cubi in un anno, noi facciamo circa 5-6 milioni, quindi parliamo di quello che potrebbe essere 2.000 abitazioni, 2-3.000 abitazioni.
Quindi il metano è stato prodotto con successo e ce ne siamo liberati. Adesso andiamo a vedere cosa combinano e dove vanno a finire i rifiuti. Questa è la parte opposta del digestore e i rifiuti dopo aver rilasciato il metano e la nitrita carbonica, quindi dopo aver rilasciato praticamente tutto il carbonio che possono rilasciare, passano dentro questi tubi. Considerate che entrano solide e quello che esce è praticamente una sorta di melma. Quindi vengono spinti, spinti, spinti, spinti E?
Adesso tutto quello che è il procedimento di trasformazione di questa pappazza fino al compost è un po' difficile da farti vedere per ragioni di sicurezza, perché saremo comunque in un'area confinata, c'è polvere, dovrai farti mettere la tuta bianca, la maschera, insomma, mi sembra anche un po' eccessivo. Io te le farai vedere il prodotto finale, cioè questo compost che di fatto non è altro che un naturale processo di perdita di umidità avviene attraverso la circolazione forzata di aria che viene spinta all'interno degli ambienti chiusi. che vengono gestite, vengono integralmente trattate dai biofiltri, quindi da sistemi naturali attraverso il quale passa questo flusso di aria che potrebbe avere con sé degli odori e viene di fatto neutralizzato.
Sì, sì, c'è più odore nel mio cestino dell'umido che qua.
Può essere.
Colpa mia però quello. Qua dentro c'è il biofiltro che serve per filtrare l'aria che esce che sarebbe piena di odori e di schifo e la cosa interessante è che è tutto super naturale quindi attraverso prima dei passaggi appunto e venendo diciamo lavato da dell'acqua e poi passando attraverso questi strati di legno gli odori vengono catturati e nell'aria come posso effettivamente sentire annusando non c'è alcun odore di nessun tipo. Qua c'è il verde che viene preso triturato.
Queste in lunghezza sono le biocelle, sono degli enormi garage in cui con delle palle meccaniche prendiamo il fango, il digestato in uscita dal digestore, lo misceliamo con dell'altro verde e riempiamo questi garage. Chiudiamo le porte, un sistema di ventilazione meccanico fa circolare aria in modo che quest'aria passi da sotto, è quasi compost perché deve fare ancora una fase di maturazione in un'aia quindi viene depositato in uno spazio dedicato, assofflando ancora aria fino a quando non raggiunge le caratteristiche chimiche e fisiche che ci permettono di avere del compost di qualità che può tornare sul terreno per concimare questo è il.
Prodotto finito, il compost che poi viene utilizzato in agricoltura ed è praticamente super puro, totalmente in odore quello è compost che però ha ancora qualche impurità che è rimasto durante il processo quindi sostanzialmente dei piccoli pezzi di plastica, li vedete, che vengono rimossi poi da lì esce il compost finale e questo è il prodotto finito. Che roba! È incredibile pensare che dai rifiuti di casa dall'umido esca poi un prodotto del genere perfettamente utile per coltivare e quindi fare altro cibo che poi potenzialmente un domani potrà ridiventare metano, riessere riciclato, ridiventare compost e continuare così per sempre. Quindi non solo si risolve il problema dei rifiuti ma si genera anche nel ecco purtroppo gli impianti del genere sono fighissimi ma ce ne sono ancora pochissimi in italia stiamo usando ancora un sacco di metano proveniente dal fossile ma qua ci viene in aiuto palsy che ricordo sta supportando questa serie di video dedicati all'energia ed è un servizio per gestire la fornitura luce e gas della vostra casa in maniera smart e 100% digitale senza avere smattimenti foglie cose problemi vari ma tutto dal computer o dall'applicazione sul telefono. Tra i vari servizi che offre Palsy c'è addirittura quello di gas compensation, quindi Palsy va a compensare la CO2 emessa dal gas acquistando dei certificati VERS, Voluntary Emission Reduction, da aziende come Asia, che finanziano progetti sostenibili di vario tipo andando quindi ad avere un impatto ambientale positivo riducendo la diintesa carbonica e tutto quanto. Vi ricordo che attivando i servizi di Palsy con il codice YAKI200 potete avere fino a 200 euro di sconto sulla fornitura luce gas per 36 mesi vi lascio tutti i link con tutte le informazioni qua sotto nella descrizione un'altra cosa fighissima di un impianto del genere è che è al 100% autosufficiente quindi tutta l'elettricità che serve per mantenere l'impianto viene presa con un generatore che funziona grazie al biometano e tutta l'acqua che serve per tutti i processi è praticamente quella che arriva dai rifiuti e viene filtrata utilizzando un depuratore che adesso andiamo a vedere eccolo qua qua ci sono tutte le vasche, l'acqua sporca arriva da lì e poi tramite tutta una serie di processi viene purificata che poi io mi immaginavo di andare praticamente dentro una discarica e in realtà è tutto più pulito e ordinato di casa mia vedete, piano piano viene purificata e questa poi è acqua pulita che viene utilizzata ok questa è la control room, da qui si.
Controlla tutto tutto, sia visivamente come vedi per vedere le varie fasi dell'impianto, perché vengono ovviamente registrate.
Questo per esempio è il digestore con la vite gigantesca che spinge il materiale, il materiale entra da qui e poi da qui esce la melma che abbiamo visto. Qua ci sono tutte le telecamere che monitorano sempre la situazione, qua è dove eravamo prima dove arrivano i rifiuti, qua abbiamo il pannello di controllo.
Lavoriamo con macchinazze, è tutto abbastanza, come dire, bello e curato e pulito ma sono macchinazze, cioè proprio roba ruspante che tratta e trita e bisogna un po' sporcarsi le mani.
E la parte più difficile e critica del processo qual è?
Sicuramente fare una corretta digestione anaerobica è la chiave, ma la fase più critica in assoluto è la parte di compostaggio, perché è molto esposta a variabili che sono di carattere ambientale, temperatura, umidità, un periodo molto lungo di permanenza di cui parlavamo prima, purtroppo Purtroppo, va detto, il nostro compost fa smettere di essere un rifiuto, come è giusto che sia, deve attraversare un processo di analisi molto accurato, ma se la signora Maria nel suo sacchetto della monnezza ha buttato un po' di pile, scariche, esauste, purtroppo quelle quasi certamente in quota parte attraversano il sistema di pretratamento e rischiamo di trovarci metalli pesanti nel compost, che non è più un compost di qualità ma dobbiamo svalutirlo. Quindi massima attenzione a cosa si mette nel cassonetto, perché ne vada il nostro futuro.
Quanto costa e quanto tempo ci vuole per fare un impianto del genere?
L'investimento di un impianto del genere è tra i 25 e 30 milioni di euro. Si costruisce in circa due anni, circa sei mesi per metterlo in servizio. Ci vuole molto di più ad autorizzarlo.
Quindi la criticità più grande è la parte burocratica esatto quanti impianti avete di questo tipo?
Noi Asia ha costruito, arriveremo ad averne 13 costruiti entro qualche anno e qual.
È il paese più avanti al mondo dal punto di vista del biogas?
Il biometano prodotto è la Germania che ne produce da rifiuti da qualche anno in più di noi e lo produce anche da biomasse agricole sono quelli che in questo momento sono i maggiori produttori europei seguiti dalla Francia e poi dall'Italia.
Come vedi il futuro dell'energia?
Assolutamente positivo nel senso che non abbiamo alternativa cioè l'alternativa sta nelle rinnovabili qualunque altra alternativa è una perdita di tempo.
E ce la facciamo o non ce la facciamo?
Io sono italiano e credo tantissimo nel mio paese, ce la faremo.
Allora, grazie.
Grazie a te.
Alla prossima. Quindi da questo video era tutto, un super grazie a Palsy per aver sponsorizzato questa serie di video a tema energia, ma ne arriveranno ancora tanti altri perché dobbiamo parlare di nucleare, idroelettrico, geotermico e chi più ne ha più ne metta. Mi raccomando, restate sintonizzati e ci vediamo alla prossima.
Ciao ciao!










