Faccio la pizza con Gino Sorbillo

YouTube video (Italian) in which Jacopo D'Alesio (Jakidale), Vincenzo Falcone and famed pizzaiolo Gino Sorbillo explore Naples—walking San Gregorio Armeno and Spaccanapoli—and make/eat pizza with Sorbillo. The video mixes a hands-on pizza-making demo (dough stretching, oven, montanara, pizza fritta) with brief oral history (Sorbillo family origins) and celebratory tasting of local specialties (ricotta blu, pastiera, babà).
Chapters
Salve, direttamente da Napoli. È successo tutto molto a caso, io dovevo stare un giorno qua e una settimana che sono tra le vie a festeggiare, mangiare. Oggi però chiudiamo in bellezza. Siamo con l'amico Vincenzo Falcone.
Buongiorno a tutti!
Salve!
Ed è tutto così magico. Andiamo a trovare Gino Sorbillo, forse il napoletano più conosciuto nel mondo. Alleh, è una festa unica questa città.
Eccoci qua.
Adesso non ci resta che intercettare Gino Sorbillo.
Noi ovviamente stiamo raccomandatissimi con Vincenzo.
Benvenuto nel cuore pulsante della storia, della tradizione dei pastori napoletani. San Gregorio Armeno, sempre bellissima, sempre ricchissima, ma a Natale ancora di più perché c'è la tradizione.
Torneremo a Natale. La capolista se ne va. Eccoci! Ok stiamo entrando con Gino da Gino.
Questo è il tempio della pizza, il tempio della pizza. Prima era solo questo, era solo questo Sorbillo, era questo quadrato qui che vedi, era questo.
Poi si è espanso. Ma è gigante sto posto!
Mamma mia! Ghiacchi solo per te ricotta a blu eh! Forza Nau!
Buona!
Mi piace!
Signori pizza con Gino Sorvillo! Da dove partiamo?
Con le mani!
Così?
Vai!
Ok! E la stendiamo! Gira! Sempre vai!
Ok adesso per finire, che già l'abbiamo stesa, facciamo uno, due e tre!
Wow! Ma che spettacolo!
Due al centro!
Due al centro!
Ok!
Uno!
E poi la cominci a girare!
Così? Vai! Mamma mia!
Ok.
Bravissimo. Olio? Andiamo in forno. Allora, hai le mani asciutte?
Sì.
Diciamo così. Metti le dita sotto, così. Almeno tre la tiriamo sulla palla.
Vai.
Uno, due, tre.
Olè!
La carichiamo un po'.
Ma come fa?
Questa è mia!
La ruota di carro!
La ruota di carro di Via Tribunale. Andiamo in forno.
Ok, via, via.
Poi c'è una sorpresa quando esce dal forno.
Qual è il segreto della pizza perfetta?
Ma il segreto è un segreto.
No, il segreto è...parle, allenarsi, essere innamorato della pizza. Se sei innamorato diviene sempre più buona.
Bellissimo, bellissimo.
Vedi, già si comincia ad alzare nel forno.
In un attimo, è già pronta!
Eccolo qua.
Allora, adesso facciamo una cosa per te.
Wow, ma che spettacolo! Che onore Gino! Cioè l'ha fatta per i più grandi VIP al mondo questa cosa qua e la sta facendo per me? Assurdo! Questa è storia, questa è storia!
E tu vorresti partire oggi, partirei e devi portarmi via.
Noi non potevamo andare via senza questo. La ricotta blu! Mamma mia!
E forza Napoli!
Spettacolo! Grande Gino! Ok, è successo tutto molto a caso, ma ho fatto una pizza con Gino Sorbillo! E che pizza! Devo dire che abbiamo fatto un gran lavoro!
Hai fatto un gran lavoro!
La N del Napoli. Vado eh. Wow. Mamma mia. Perché Napoli è speciale?
A Napoli si vive come se fosse l'ultimo giorno, si vive in maniera molto passionale. Questa cosa piace tantissimo.
Come hai fatto ad arrivare in tutto il mondo?
La freschezza del lavoro, la semplicità, alla fine una semplicità quella mia professionale. Questa cosa piace.
Cosa insegna un pizzaiolo quando arriva?
Di metterci il suo nella mia pizza. Io voglio che il suo carattere, il suo percorso, la sua identità, lo portino a fare la mia pizza e sicuramente però una pizza buona.
E cosa ti porti a casa dalla tua famiglia, la grande famiglia Sorbillo?
Mi porto a casa lo spirito di lavoro, dell'ottimizzazione del lavoro, dell'organizzazione. Voglio dire, nulla si lascia a caso.
Grazie Gino, adesso mangiamo.
Senti, posso chiudere così? Chiudo così, faccio la scarpetta. Ciao Viva Gino Sorbillo!
Mamma mia, e questa è pizza fritta?
E la pizza fritta c'è con la ricotta. C'è la ricotta, ci sono i ciccili, il pomodoro, il filet.
Vai!
Wow!
Mmmh!
Ti devi pure scottare, è normale.
Mmmh! È incredibile! Allora, anduia e pesto genovese. Che onore! Mmmh! Mamma mia! Ma Gino Sorbillo cosa mangia?
Io mangio le pizze sbagliate o bucate che escono da un culo.
E se non sei in pizzeria, se sei per caso da... cosa mangi?
Ma... mangio le pinzette a tutti per strada.
Io ho fatto una settimana solo pizza, Gino fa una vita solo pizza. Anduia, direttamente dall'Artigiano dell'Anduia.
Guardate la coda fuori che continua, sono quasi le tre. Sei tipo Superman, se togli il grembiule sei una persona normale. E questo è il cuore di Napoli?
Sì, questo è il cuore pulsante di Napoli.
Quando nasce la pizza qua?
Ma guarda, la pizza ha 300 anni di storia. Si facevano appunto le pizze fritte e le pizze al turno e poi queste pizze venivano portata in strada e quindi questo profumo di pomodoro, di olio, di basilico invitava gli avventori a mangiarla e la mangiavano per strada. Quindi questa pizza una volta venduta veniva messa nella carta e gli avventori o gli studenti per esempio, gli impiegati, i turisti la mangiavano camminando camminando.
Ah ok ok ok. Street food?
Un'arcaica sì, forma di street food. Ci sono stati momenti molto difficili in città e all'epoca mio nonno, così come tante persone, applicavano questa formula oggi a otto cioè la mangiavi oggi, la pizza la vivi oggi e la pagavi dopo.
Otto giorni Ah ok ok ok, e quindi la storia di Sorbillo nasce con tuo nonno?
Sì, allora apri una pizzeria nel centro antico di Napoli, una pizzeria sempliciotta, è rimasta per tanti anni una pizzeria di quartiere Io sono subentrato dopo alcuni anni e mi sono focalizzato su questo tipo di lavoro, come dire, molto identitario, che ancora oggi porta avanti. Ecco, nel frattempo siamo arrivati a Spaccanapoli.
Spaccanapoli.
Spaccanapoli che taglia in due la città.
Altra pizzeria di zia Esterina. Bellissimo.
Lui ovviamente non può mancare Maradona.
Sempre. E qua si fa altra pizza fritta.
La vuoi fare?
Siamo qua.
Una bella montanara.
Una bella montanara. Facciamo una montanara.
Oh, adoro, vai!
L'impasto come quello della pizza al forno.
Ok, sui bordi?
Solo sui bordi.
Vai.
Poi va girato a varie volte, questa qua. Non va...
Ma come fai, è magico! Olle, olle.
Proviamo la fumigata questa qui.
Vai Ceccioli, olle. Ok, ok, ok, ok.
Scusi Pepe. Portiamo questa verso sopra, facciamo fuoriscire l'aria, vedi? Quella cominciamo a sigillare.
Sigilliamo?
Ok. Andiamo ad andare in padella? Mamma.
Mia! Oh è venuta, spettacolo!
Wow!
Grazie!
Niente, ci hai fregato, ci fai mangiare ancora? Che bella!
Vai, vai! Vieni qua, ti regalo anche un Maradona, vieni.
Eccolo. Ah, spettacolo. E siamo al completo così. Gino, grazie mille. E chiudiamo con un caffè. Non so dove, non so dove. Io seguo Gino, io seguo Gino ovunque ormai. Ma non si può vivere qui, non si può, cioè si mangia pasta.
La pastiera, devi provare il ministeriale e la sfogliatura.
Tutto.
Basta.
E chiudiamo con un babacino.
Babà di scatucchio. La storia.
Con o senza capocchia?
Questo è cacapocchia.
Capocchia. Un capocchio.
Un capocchio. Napoletano.
E vado così. Ma bravo.
Voglio gustare, ragazzi voglio gustare. C'è poco da fare.
Sono ragazzi, sono ragazzi.
Mamma mia, non potevo chiedere altro. Gino, grazie mille. Grazie a te. Alla prossima.
Ci vediamo presto, ciao.
Buon lavoro, buon tutto.
Forza Napoli.
Ciao. Ciao, ciao. Vincene, grazie mille.
Grazie a voi per essere venuti. Spero di avervi fatto scoprire una città.
Che vi è rimasta qui nel cuoricino.
Ed è rimasta, ed è rimasta. Quindi da Iachi e da questa incredibile città che, devo dirlo, non avrei mai pensato di dirlo, ma è veramente la città più bella del mondo.
Allora, ragazzi, dico solo una cosa. Lui doveva andare l'altro ieri a due giorni dopo siamo ancora qua stavamo andando alla macchina ma stiamo continuando dritto a senza non c'è un perché ma andiamo.
Dritti no purtroppo adesso bisogna abbandonarla bisogna tornare a Milano bisogna tornare nel grigio è stato veramente magico grande Gino grande maestro e noi ci vediamo prossimamente con prossime cose in giro per il mondo da Napoli da chissà che altro alla prossima ciao ciao ciao.










