Il mio strano compleanno nel DESERTO AFRICANO

Jacopo D'Alesio celebrates his birthday driving 1500 km through northern Kenya with friends, crossing the Equator twice and visiting Lake Turkana and Marsabit. The Toyota breaks down repeatedly. They bring school supplies and menstrual pads to villages facing drought and poverty.
Questions this video answers
Monday, 24 July
More than 1500 km
Nearly 50 hours
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Salve! Sono nel bel mezzo dell'Africa, questo è il deserto a nord del Kenya e oggi vi porto all'esplorazione di posti magici! Deserto, montagna, foresta, animali strani, animali pericolosi... a me i viaggi tranquilli non piacciono.
E quest'anno in Kenya, oltre a portare avanti il progetto nelle baraccopoli dello Smiling Center che avete visto nello scorso video io, Paola, Pietro e Pietro siamo partiti per esplorare i posti più remoti del Kenya alla ricerca di animali, paesaggi, di culture e di storie cercando comunque di portare dove possibile un pizzico di aiuto ma soprattutto evitando il più possibile le cose turistiche lunedì 24 luglio mio compleanno tra l'altro affidandoci a due guide locali e partendo all'alba da Nairobi verso nord con un fuoristrada che dopo due ore era già fermo.
Perfetto. Spegni, riaccendi, spegni, riaccendi. Si riparte. Prima tappa. Guardate qua la longitudine 0.0.1 perché questo qua davanti è l'equatore signori. Guardate 0.01 sud. Si attraversiamo. 001 Nord. Da te estate, da me inverno. Esattamente. E dove questo signor William ci ha fatto una spiegazione della forza di Coriolis, mostrandoci che in una ciotola bucata l'acqua nell'emisfero Nord gira in senso orario. Ok, adesso emisfero Sud, senso anti-orario. Carta vince, carta perde. Eh sì, senso anti-orario, signori. e esattamente sull'equatore non gira. Che mondo incredibile. Quindi questa è la prova che siamo sull'equatore. Thank you so much. Forza di Corioli, che è il motivo per il quale i voli sono più lunghi da una parte che non dall'altra, che è il motivo per il quale i tornadi e gli uragani in un emisfero girano in un modo e nell'altro in un altro, insomma, il mondo gira. E questa è la prova.
Monte Ololokwe. Stiamo andando verso nord. Abbiamo attraversato un checkpoint militare e da qua in poi praticamente c'è il nulla fino al Sudan. E questo è il nostro mezzo più nel dettaglio. Toyotone, bello equipaggiato, con lo snorkel e queste belle gomme off-road che però ha qualche problema col motore quindi non lo spegne mai.
Tutto molto buono devo dire ma l'esplorazione continua sempre più a nord sempre più nel nulla abbandonando le strade asfaltate ed entrando piano piano nel deserto tutto.
Molto bello fino a che il motore non ci ha abbandonati nuovamente siamo così proprio.
Spintarella, la macchina parte e siamo a Ngurunit, la prima tappa del nostro viaggio. E stanotte dormiremo qua. Voilà! Olè! Guarda qua che nido d'amore! Bellissimo, con tanto di bagno. È molto accampamento da safari, bellissimo. Mi sento Indiana Jones. Benvenuti amici esploratori degli animali pericolosi con Pietro. Guardalo che bello, guarda che bello che è. Abbiamo un gecko nero, un insetto stecco, un ragno babuino che scava come un bulldozer e scorpioni. Stiamo cercando gli scorpioni con la luce ultravioletta perché pare siano fluorescenti con la luce normale vediamo che è uno scorpione qualsiasi se adesso togliamo le luci normali questa che con la luce UV vedete che praticamente è luminescente questo grazie a una particolare proteina fighissimo devo dire non ho dormito proprio tranquillo con tutta quella roba attorno alla tenda.
Buongiorno mondo. Occhio agli scorpioni. Sembra veramente di vivere dentro Indiana Jones. Ma buongiorno, pieno di scimmie. Guardate che roba, siamo in questo posto tra queste due montagne pazzesche e dicono che ci sia acqua qua. Non so dove, ma forse qua dietro. Situazione da film. Bellissimo qua. Qua c'è il letto del fiume. Wow. Magnettino, vai. Olè, water slide. Che roba!
Ma è fighissimo! Arrivo!
Olè! Che roba! Ma guarda lui! Guarda! È matto! Salve!
Permesso? Grazie. Stiamo attraversando la Rift Valley, geologicamente parlando è una delle più grandi meraviglie del nostro pianeta. Questa enorme frattura terrestre si estende per migliaia di chilometri dall'area del Mar Rosso fino al Mozambico. Ma guardate che posti, guardate che strade, pazzesco, pazzesco.
Qua sembra di stare veramente nel re leone, tutta la vallata siamo sempre di più nel deserto, guardate che figo questo campo eolico se non l'avete visto andate a vedere il video che ho fatto su Tektan è proprio sulle pale eoliche, wow!
Guardate che Lago Turcana, conosciuto anche come il mare di Giada per le sue stupefacenti acque turchesi, è il lago desertico più grande al mondo, ma oltre alla sua bellezza è un luogo di grande importanza antropologica. Infatti alcuni dei più antichi fossili umani sono stati scoperti proprio qua, guadagnandogli il titolo di culla dell'umanità. Ci siamo imbattuti in una scuola assurda fatta letteralmente da un albero e una lavagna.
E abbiamo consegnato dei giochi del materiale scolastico ai bambini che avevamo portato per poi arrivare alla seconda tappa Nangalani la città più grande e questo è il ristorante dove abbiamo mangiato la tilapia un pesce tipico molto buono un po' spartano ma molto figo guardate qua che roba zanzariera fondamentale e bagnetto guarda qua adoro queste cose chirettino in moto ovviamente senza casco perché qua funziona così ma andiamo piano piano e dove ci siamo lasciati incantare da un meraviglioso tramonto con il quale il buon Pietro mi ha fatto la mia prima vera lezione di yoga decisamente finita male giorno 3 di esplorazione siamo tornati in marcia e ci stiamo addentrando nel deserto vulcanico costeggiando il lago Turcana la cosa affascinante del giro che stiamo facendo è che sono posti veramente sperduti questo villaggetto si chiama El Molo siamo veramente tanto tanto in mezzo al nulla guardate che roba le capanne tonde Il villaggetto e ovviamente la chiesa che è sempre l'edificio migliore di tutti. Chissà come mai Sembrano tantissimo quelli di Star Wars nel deserto.
A me ste zattere fanno impazzire. Foglie e spazzatura. Ah qua ci sono i pescatori. Eh qua han pescato un bel po' eh. Crote salmonate. Adesso attraversiamo il lago, forse. Andiamo in quel villaggio là. Lui comunque è vestito di marca. Io pensavo nelle baraccopoli di aver visto la vera povertà. Ecco sulle sponde del lago Turcana la situazione è veramente surreale. Non esistono praticamente risorse se non la pesca che però scarseggia. Veramente un posto dimenticato dal mondo. Vedete le capanne fatte con le palme e i cartoni. Che posto assurdo. E qua ci sono tutti i peci ad essiccare. Entriamo nella capanna. Soggiorno, camera da letto. Incredibile quanto sia fresco qua dentro. Che roba. Permesso. Chissà che storie hanno avuto questi pantaloni. E poi sono finiti. sulla capanna. Vedete, questo è come costruiscono la casa, con i pezzetti di palma tutti intrecciati, legati con le foglie e poi sopra ci mettono gli stracci. Fighissimo! E la cucina è sempre separata. Ci sono pure i pesci gatto. Guardate il pannellino solare, questo l'hanno fatto col 110. Guardate che posto! con il villaggio, il molo, tutto il lago siamo veramente ai confini del mondo in questo posto dove ci sono questi villaggi in povertà assoluta dove è arrivato qualcosa del nostro mondo c'è la plastica, là sopra c'è una parabola se vedete per dire quindi il punto è che non esistono più le tribù come noi le pensiamo nei film.
O come le fanno vedere ai turisti nei safari. Sono queste le situazioni che sono rimaste e quindi è un bel casino perché cosa fai? Oltretutto è super interessante la questione del cambiamento climatico perché poi le popolazioni che vengono veramente colpite sono queste. Noi al limite abbiamo il temporale a Milano, la grandine, sì i disastri, sì tutto quello che volete ma poi se qua non c'è più acqua non c'è neanche più vita e quindi diventa veramente un problema grosso. Assurdo pensare che ci siano ancora queste realtà nel mondo. Va bene, torniamo sulla terraferma. tra l'altro qua c'è stato un periodo in cui non ha piovuto per quattro anni e il livello del lago si era abbassato tantissimo a quanto ho capito tant'è che da lì all'isola prima si poteva andare in macchina perché non era un'isola e poi non abbiamo ben capito ma collegato al discorso dell'energia geotermica siccome stanno scavando, stanno facendo due anni fa è salito di colpo però affascinante perché loro sono alla merced del cambiamento climatico o di chi costruisce le centrali o di chi costruisce dighe e cose varie là c'è una specie di oasi e c'è anche un ripetitore e così l'Africa è proprio il paese delle contraddizioni posti bellissimi e bruttissimi allo stesso tempo Continuiamo il nostro giro. Abbandoniamo quindi il lago ed entriamo nel deserto più totale. Si intravedono i miraggi in lontananza e miraggio dopo miraggio eccoci in una splendida oasi. Con i cammelli che bevono, i promedari, mi sento proprio dentro un racconto d'altri tempi. Ma chi se ne frega, non siamo qua per le piscine? E che fai, non vai su una duna in mezzo al nulla rischiando di impantanarci di nuovo? Penso che il deserto abbia veramente un fascino mistico.
Altro villaggio, questo un po' più grande. Una chiesa gigante e un ripetitore. Comunque questo orologio viene dalla Baraccopoli. Incredibile come la chiesa sia arrivata ovunque. Da una parte portando sicuramente aiuto, dall'altra un po' colonizzando. E poi arrivati a Calaccia, la nostra destinazione, ci siamo presi una piccola fregatura. Situazione, ci han detto che c'era una Qua. Cosa? Aspetta. Questa è casa d'incubo. Siamo più o meno nella condizione di casa d'incubo. Prego. Questa è la piscina. Non so cosa dire. E là ci sono i babbuini. Sì, è un resort abbandonato. È io che volevo farmi un tuffo. Tutto abbandonato? Sì, ma... In 2008. My friend. Cioè, l'ex presidente del Kenya, Ururu Kenyatta, è stato qua. Nel 2006. Questo è un'altra prova che stiamo facendo un itinerario molto poco turistico. Giorno 4. Inizia dal meccanico. Vuoi mettere a svegliarti... Così. Oggi iniziamo la giornata consegnando assorbenti alle ragazze. Questo è uno dei vari progetti di 1 anno per un sorriso legato all'igiene intimo. Come vedete Pietro e Pietro spiegavano e io non ero per niente a disagio. Mi sono limitato quindi a annuire e annuire. Come faccio sempre quando sono in imbarazzo. Si riparte, indovinate un po'? Altro deserto. Questa volta completamente diverso. Un lago che si asciuga e diventa un deserto ancora più arido di tutti gli altri. Fatemi vedere che ci sono tutti i crack del terreno che si asciuga. Assurdo. Guardate il miraggio là in fondo. E guardate qua, c'è un po' di accumulo di sale. Vedete questo è sale. E siamo finiti a Marsabit. Questa ridente cittadina, non siamo più nel deserto ma siamo nella vegetazione. E siamo qui perché stiamo entrando nel Marsabit National Park.
Babuini! Là ci sono i bufali. Lago Paradiso. Siamo finiti in un altro resort abbandonato. Raga piscina? L'acqua c'è. Non è proprio limpida. C'è stato un boom dagli anni 90 al 2010 più o meno e poi tutto piano piano è stato lasciato andare. Questa è fresca di elefante dicono.
Che succede? Comunque in tutto ciò ci sta scortando il ranger armato. Non per gli animali ma perché ci sono stati dei tafferuglie tra le tribù, quindi sicurezza. Posti bellissimi, animali molto pochi. Niente elefanti, uffa. Sopravvissuti alla giungla e dormito molto bene in questo posto. Ultimo giorno di esplorazione. Giorno 5, ultimo giorno, l'abbiamo praticamente passato in macchina. Abbiamo veramente attraversato tutto il Kenya da nord a sud e ogni posto è leggermente diverso. Guardate qua, c'è tutto un clima con queste sterpaglie, questi alberi. Questo non so se definirla savana, però leoni non ce ne sono ed è incredibile la quantità di nulla Che ci sia, cioè non c'è proprio niente. Struzzi! Sono tantissimi! La cosa bella è che non serve Google Maps perché c'è una strada. Abbiamo trovato una pizza nel deserto. E finisce dove è iniziato, sull'equatore. Attraversata questa linea siamo di nuovo nell'emisfero sud. Comunque è sbagliato questo rispetto a quello dell'altro giorno. Non fidatevi dei GPS. Mai! Fidatevi dei cartelli sfasciati in Kenya. E dopo un totale di più di 1500 km e quasi 50 ore in macchina, vi giuro che non ne potevamo più, la nostra macchina ci ha per l'ultima volta abbandonati a meno di un'ora dall'arrivo. Problemi, problemi, problemi. Ok, siamo ufficialmente fermi. Quindi non si sa come, procedendo ai 20 all'ora, siamo arrivati alla Baraccopoli che fa strano ma ormai è in qualche modo diventata una seconda casa per me. E anche questa strana avventura giunge al termine. Spero vi sia piaciuta.










