LA SFIDA ESTREMA SULLO STRETTO DI MESSINA

Jan Roos, a 32-year-old from Estonia, attempts to cross the Strait of Messina on a slackline over 3.6 km wide. Supported by Red Bull, he walks nearly the entire distance on a 1.9 cm Dyneema line but falls with less than 100 meters to go, gets caught by safety lines, and finishes the crossing.
Questions this video answers
32 years old.
1.9 cm.
About 3,600–3,860 metres (narration states 'più di 3600 metri' and 'ha sganciato 3860 metri').
Approximately 260 metres and 230 metres above sea level.
Dyneema (ultra-high-molecular-weight polyethylene); the fettuccina is said to hold 40 kN (stated as '40 kg N, quindi 4000 kg' in narration).
Chapters
Salve! Sono in questo momento sulla cima di un pilone, 230 metri sopra lo stretto di Messina. In questo video, se tutto va bene, vedremo una delle cose più folli che un essere umano possa non solo pensare, ma anche fare per superare ogni limite.
Lui è Jan Roos, ha 32 anni, viene dall'Estonia e insieme a Red Bull ha deciso di tentare un'impresa mai fatta prima attraversare lo stretto di Messina a piedi da Villas a Giovanni in Calabria a Torrefaro in Sicilia camminando in equilibrio su una fune, una fettuccia, in gergo chiamata slackline spessa solamente 1,9 cm percorrendo in totale più di 3600 metri sospeso sul mare e infrangendo così ogni record del mondo. Probabilmente avrete già visto queste immagini spettacolari di Ian che compie l'impresa, ma prima di vedere tutto quello che è successo vi porto anzitutto alla scoperta dell'incredibile backstage necessario per mettere in piedi tutto questo. Spiegazione in un minuto di tutto quello che succederà. Qua abbiamo i due tralicci, lo stretto di Messina. Si parte anzitutto con la Pilot Line, linea pilota, che dal traliccio di Messina verrà portata da un elicottero fino alla Calabria. Qua il traliccio è sulla montagna, come vedete là dietro, quindi ci agganceremo circa a metà. Dopodiché si tirerà la slackline vera e propria, dove camminerà Ian. Quindi la attaccano alla pilot line e dalla Calabria piano piano se la tirano in questa maniera. La slackline sarà fissata a terra, tutto deve essere teso con tutta una serie di calcoli, dettagli, poi ve li racconto. Piccolo Ian che partirà dalla Calabria e avrà comunque sempre l'imbragatura che sarà fissata sia alla slackline, che vedete gialla, alla cosiddetta backup line, quindi un'altra corda. Se si rompe una c'è sempre l'altra. Lui quando camminerà, vedete, sarà sempre costantemente imbragato a tutto. Safety is number one priority. Tutta sta roba sono tre chilometri e sei, qua siamo a 260 metri di altezza, qua siamo a 230. Se per caso dovesse cadere, cosa che speriamo di no, comunque lui rimane tranquillamente imbragato. Se invece riuscirà a camminare ci metterà un circa tre ore, dipende dalle condizioni meteo, arriverà qua a Messina, esattamente sul pilone dietro di me. Festa, record del mondo, tante belle cose. Bene, ora bisogna farlo nel mondo vero. Questo si traduce in centinaia di persone coinvolte, dalla sicurezza alla produzione video, televisione, mezzi di ogni genere e un sacco di sfide tecniche da riuscire a superare perché banalmente una linea del genere in un posto del genere non è mai stata tirata. Pensate anche solo alla complessità di stendere un cavo di più di tre chilometri e mezzo senza che si ingarbugli, senza nodi, senza che si accavalli. Ma con molto ordine mettiamoci l'imbragatura e prepariamoci per la scalata. Tra l'altro per fare tutta sta cosa, imbragatura e sicurezza, ho dovuto fare un corso di una giornata intera con la parte di teoria, la parte di pratica e adesso posso dire di essere ufficialmente un operatore per lavoro in alta quota. Fa curriculum, eh. Caschetto, guanti. E ci siamo? Ok, siamo pronti per salire fino su in cima. Abbiamo anche i moschettoni con cui ci agganceremo alle varie linee vita. Mi sento uno professionista. Guardate già solo da qua quanto è pazzesco. Sono 230 metri. Qua stanno allestendo. Pensate che li hanno costruiti nel 1955 e sono rimasti in uso fino al 1985 con lo scopo semplicemente di portare elettricità dalla Calabria alla Sicilia. Poi sono stati sostituiti da cavi sottomarini e dalle centrali elettriche che ci sono in Sicilia. Quindi sono un po' vecchiotti però la baracca regge e la cosa fighissima è che si sfrutta appunto una struttura che era rimasta lì abbandonata. Mamma mia già da qua Siamo belli alti e non siamo neanche a un terzo. Porca vaca comunque e si continua a salire. Io non soffro di vertigini ma è fondamentale ogni volta attaccarne uno, poi staccare l'altro e riattaccarlo. Scilla e Cariddi sai chi erano? Guarda lì là, guarda lì là, i mostri. E il mondo diventa sempre più piccolo. è una di quelle cose che finché non ci sali sopra e la tocchi con mano non capisci quanto è folle e questa è la situazione dall'alto guardate che roba tutta torre faro là in fondo c'è messina di qua c'è lo stretto questo è il punto più stretto di appunto circa tre chilometri e mezzo là c'è san giovanni con il pilone e là c'è il Reggio Calabria per farvi capire le dimensioni guardate le barche quanto sono piccole e guardate la sotto le persone gli ombrelloni mamma mia che mare comunque che bello ed eccoci sulla parte più alta qua arriverà la slackline che verrà fissata su vari punti di ancoraggio Vedete, lì è dove arriverà la slackline, passerà dentro quella carrucola, poi passerà di qua, poi passerà di là, poi andrà giù, esattamente là sotto per poi essere tesa da terra. Tra l'altro imbraghi, attrezzatura, moschettoni e frutta secca, fondamentale. Quindi capite che oltre a Ian, che è un atleta incredibile, uno dei più bravi al mondo, pazzo scatenato, super allenato, super preparato, c'è anche tutto un team, tutta un'organizzazione incredibile e un sacco di gente che sta lavorando per garantire la sua completa sicurezza e di tutto quello che c'è attorno. Più tutta la parte di tecnologie e conoscenze dei materiali. I materiali che stiamo usando adesso anche solo 40 anni fa non erano disponibili. L'uomo con tutto il suo sapere tecnico e ingegneristico che fa delle cose totalmente folli solo per il gusto di poterle fare e andare oltre i propri limiti. Praticamente con questo piccolo cavo andranno fino a giù a prendere il cavo più grosso. Bene, per oggi i preparativi li hanno portati avanti, nei prossimi giorni continueranno a montare tutto il resto. Adesso torniamo con i piedi per terra.
Scendere e salire è una faticaccia. Porco cane! Devo dire che essere sulla terra non mi dispiace. Pensare che eravamo lassù è spaventoso. Comunque, vedete? Quaggiù si tirerà su quella che è la linea pilota che poi verrà portata con l'elicottero fino a di là. Questo invece è l'affare che verrà utilizzato per mettere in tensione la linea. Vedete che infatti è fissato direttamente al terreno Nel mentre ho beccato Jan che mi ha spiegato tutti i piani dei preparativi, mi ha mostrato tutta la loro attrezzatura.
Devi essere sicuro. Guardate che stile la loro officina portatile. Considerate che Ian ha già fatto cose folli tra grattacieli in giro per il mondo, in mezzo al nulla dell'Africa. Ha fatto da stuntman in diversi film, tra cui Assassin's Creed e Wonder Woman. E addirittura, guardate qua, un doppio backflip su una slackline. Stiamo cercando la slackline più difficile. Stunt. Creare una linea dall'Italia maestrale alla Messina. Una idea pazzesca. E può essere realizzata. Buona fortuna. Grazie, a te. Allora, ci vediamo domani. Buongiornissima! 7 di mattina, qua è tutto pronto, abbiamo la pilot line e la tireranno su. Guardate che figo, arriva l'elicottero, si posiziona piano piano esattamente sopra al traliccio. Eccola! Viene agganciato dall'operatore e piano piano si porta dall'altra parte mantenendo con questo a fare la tensione in modo che niente svolazzi in giro. Tra l'altro i ragazzi che stanno gestendo tutta l'operazione sono proprio di un'azienda che si occupa di tralicci, di cavi. Mondo pazzesco questo degli elicotteri che fanno cose. Operazione tutt'altro che semplice e circa in un paio d'ore sono riusciti a portarla dall'altro lato. Ha sganciato 3860 metri. Ovviamente sono un po' di più perché questa non è totalmente tesa. Ecco nei giorni successivi non è successo un granché, vari problemi tecnici nel montare, nello spostare, nel tensionare, ma soprattutto vento, tantissimo vento che di fatto ha fatto stare fermo tutto il team ad aspettare senza poter fare un granché. Così ne ho approfittato per una lezione di slackline. Eccoci, buongiorno, buongiorno per la lezione. Questi sono un po' meno di tre chilometri e mezzo. Quali sono le tre cose più importanti? Posizione più vantaggiosa per stare in equilibrio, piedi in linea, gambe piegate, schiena dritta, le braccia verso l'alto per bilanciare. Seconda cosa guardare sempre la fine sull'albero, non guardare in giù perché la linea Si muove, ci sconcentra e poi cado. E infine, respirare. È una meditazione quasi. Svuoto la mente e riesco a mantenere l'equilibrio sulla linea.
Mamma.
Mia, faticosissimo! Tra l'altro questa sono due centimetri e mezzo, quella di Ian sarà ancora più stretta, 1,9 centimetri. Due cose interessanti, uno al dia dell'impresa è un allenamento fighissimo per tutto il corpo, perché usi tutti i muscoli. Secondo, è incredibile quanto l'equilibrio sia una roba stranissima da capire, da percepire. Assurdo. Siamo pronti. Nel mentre i preparativi continuano, la lina viene tirata piano piano, giorno dopo giorno. È stato veramente incredibile vedere l'attenzione di Jan in ogni singolo dettaglio. Era sempre lì a guardare centimetro per centimetro tutto quello che stava succedendo. Adesso finalmente stanno tirando sulla slackline e il materiale in cui è fatta, il Dyneema, che arriva dall'ambito nautico ma viene usato anche in ambito aerospaziale, è tra le fibre sintetiche più leggere e resistenti al mondo. È fatta da un polietilene ad altissimo peso molecolare, ciò si traduce in pesa pochissimo e regge tantissimo. Infatti quella singola fettuccina regge 40 kg N, quindi 4000 kg, ovvero ci puoi tranquillamente appendere due Range Rover. Tra l'altro guardate qua, visto dal mare, lo stretto è veramente impressionante. Guardate questo giorno quanto vento c'era. Ci credo che gli antichi greci pensavano che ci fossero dei mostri nello stretto. Adesso stanno avendo qualche problema, infatti è abbastanza in ritardo tutto il piano. Non so esattamente quale sia il problema, non so esattamente quale sia il piano, ma le facce sono abbastanza tese e sono insomma quei momenti molto delicati dove Bisogna preparare tutto, tutto deve essere perfetto. Io vado a farmi un bagno. Come la vedi qua? Qui, qui bene. Altro giro, altro giorno dopo vari problemi, forse ci siamo. Qua hanno già quasi tirato tutta la slackline. Risaliamo sul traliccio a vedere a che punto sono, ma siamo in buona compagnia. Buone mani, buone mani. Sei sotto la mia responsabilità. Esatto, spero di farmi del male. ok siamo su porca vacca adesso c'è veramente tanto vento capisco perché possa essere il problema numero uno guardate che roba la slackline montata è veramente impressionante vedete qua adesso sta passando la slackline con la backup line per le carrucole che abbiamo visto l'altro giorno qua intanto hanno portato su un sacco di materiale per tutte le riprese, loro sono i signori che si occupano proprio delle telecamere ed è assurdo vedere quanto è inclinata, cioè non so quanto riuscite a vederla ma considerate che nel punto centrale sarà soltanto 130 metri sopra il livello del mare mentre qua siamo a 230 quindi partirà da lì farà tutto il primo pezzo in discesa un chilometro e otto e poi un chilometro e otto in salita vedete arriva da là passa dentro queste carrucole manica vento che ci dice che c'è veramente un sacco di vento è completamente matto sono senza parole letteralmente io l'altro giorno quando sono salito che non c'era niente dicevo ma si figo si può fare vedendo la linea è veramente una cosa folle. Mi ha impressionato molto di più salire adesso con tutto montato che non l'altro giorno. Comunque poi per tutta la parte della storia di Han, la parte più legata all'atleta, alla persona, tutta la parte psicologica e sentimentale andate a vedervi il video di Ale che è andato addirittura a parlare in Estonia con i genitori. Storia pazzesca questo ragazzo e il vento è veramente un problemone sicuramente hanno scelto il posto più scenografico al mondo per fare questa cosa ma dal punto di vista atmosferico bisogna veramente aspettare il momento giusto speriamo sia già domani ma non lo sappiamo signori La.
Linea.
È un po' a sinistra ma è molto stabile Sembra soddisfatto, sembra che tutto funzioni e a quanto pare hanno deciso che il primo tentativo si farà domani all'alba perché è l'unica finestra in cui non ci sarà vento. Mercoledì 10 luglio. Oggi è il grande giorno, forse. Sono le 7 e 15, il sole è già alto sopra i piloni. Si va in Calabria da dove Jan partirà. Andiamo lassù! Eccoci qua! Mamma mia, da qua è ancora più impressionante. Lui partirà da quella piattaforma lì. Qua adesso non c'è vento però, insomma, sta iniziando un po' a salire. Speriamo bene. Questo è tutto matto. Sta venendo ansia a me per lui. Mamma mia! Vai Jan, facci sognare. Vediamo se riesco a beccarlo. Eccolo là. che sta salendo. Pensate cosa gli sta passando nella testa. Bello lento, tranquillo. È che sta iniziando a salire un bel ventone. Tra pochissimo dovrebbe partire. Eccolo, è lì, pronto a partire. Come vedete si lega con un anello a entrambe le linee. Guardate quanto è minuscolo, assurdo! Si sposta piano piano dal traliccio, prende l'equilibrio e sale.
Inizia ufficialmente la camminata di Yann. Passo dopo passo, piano piano, queste immagini sono veramente spettacolari e vederlo da sotto veramente era un qualcosa da pelle d'oca.
Tra l'altro lui ha sensore di battiti, respirazione, poi c'è lo zainetto, la bodycam per avere il POV e Ticca si porta dietro la cassa per ascoltare la musica. Non usa le cuffiette perché deve avere l'equilibrio, deve sentire il vento, insomma va in giro come un maranza. Mi fa troppo ridere questa cosa. Piano piano ce la sta facendo, adesso è a circa 400 metri e ora andiamo a là. Mamma mia è un minuscolo puntino sopra le nostre teste. Praticamente hanno allestito uno studio televisivo galleggiante che fa da base per droni, dirette. Lassù c'è il nostro uomo 36 per cento. È su da un'ora e ha fatto 1400 metri. Mamma mia dovrebbe essere a metà. E ora Andiamo all'arrivo. Ian in questo momento è praticamente a metà, sospeso in mezzo al nulla e continua piano piano. Qua potete tra l'altro vedere il suo POV, questo è esattamente quello che vede lui. Pazzesco! Quel piccolo puntino si avvicina sempre di più. È quasi a tre chilometri, ha superato il record del mondo. È molto bene, viaggia come un treno. Mamma mia, esattamente qua sopra gli mancano circa 500 metri, ci siamo quasi E quel puntino lì? No! No! No! È caduto! È caduto! Mancava meno di 100 metri! Sembrava fatta ed è caduto all'ultimo! È proprio vero quella cosa che si dice che l'ultimo passo è quello più difficile perché vedi la meta e sembri già arrivato. Mai, mai! Mai abbassare la guardia. Facile detto da qua. Ecco, qua potete proprio vedere la caduta. Ha probabilmente perso l'equilibrio, era stanchissimo. Fortunatamente i sistemi di sicurezza hanno funzionato perfettamente. Jan si è riposato un attimo, è risalito senza nessun tipo di problema. Grande Jan! Purtroppo per questa cosa tecnicamente non può essere un record ma rimane comunque il primo essere umano che ha camminato sullo stretto di Messina su una fune per più di tre chilometri e mezzo e credo una delle cose più folli che io abbia mai visto in vita mia Peccato che è caduto però comunque si è rialzato e l'ha attraversato e ce l'ha fatta in qualche modo. Grande Jan! Grande, grande, grande, grande! Grande Jan! Grande! Com'è? Grande Jan! Grandissimo! Grandissimo!
Grande, grande, grande, grande!










