L’ASSURDA FABBRICA DI PANNELLI SOLARI

A YouTube video by Jacopo D'Alesio (Jakidale) documenting a visit to Enel Green Power's Tristan Gigafactory in Catania and the adjacent Innovation Hub & Lab. The creator shows an AGP Innoton student contest (teams building rovers/drones for PV maintenance, $10,000 prize), demos of prototypes (Solar Guard, Helios, Robot Coleottero, Avenger 2050) and gives a detailed walkthrough of photovoltaic manufacturing steps (silicon extraction, wafer slicing, nanostructure washing, passivation/doping, coating, metallization, lamination and panel assembly). The video reports factory-scale figures (targeted output ~15,000 modules/day ≈ 750,000 cells/day) and product details (bifacial panels up to ~24% efficiency). The contest winner is Avenger 2050.
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Cosa diamine ci faccio dentro una gigantesca fabbrica di pannelli fotovoltaici? Adesso ve lo spiego, però è tutto veramente incredibile. Salve, sono tornato a Catania. Questa dietro di me è la Tristan Gigafactory di Enel Green Power. Prima di entrare nella Gigafactory però un salto veloce qua all'Innovation Hub & Lab, sempre di Enel Green Power. Vi ho già mostrato tutto quello che combinano qua nell'altro video. Qua è dove testano e sviluppano cose, pannelli fotovoltaici ma non solo, camere e strumenti speciali di tutti i tipi, soluzioni come pannelli fotovoltaici galleggianti, più tutta la parte degli uffici dove si fanno tra le altre cose anche dei laboratori. Ho fatto un workshop anch'io. Insomma, questo è il posto dove si sperimentano cose. Andate a vedervi l'altro video per saperne di più. Tra cui, se vi ricordate, c'era un contest, l'AGP Innoton, dove i ragazzi dovevano sviluppare delle soluzioni proprio per le rinnovabili, per tutto quello che è la manutenzione. Ecco, proprio ora ci sono le squadre, stanno ultimando i progetti, ci sono delle cose fighissime, quindi adesso ve le mostro. Tra l'altro ci sono in palio 10.000 dollari, quindi non noccioline. Qua intanto continuano a testare cose, pannelli fotovoltaici, insomma. La cosa bella è che appunto, oltre alla mega fabbrica, e alla produzionista per sé dei pannelli fotovoltaici c'è anche tutto un discorso di ricerca sempre costante e coinvolgendo anche i ragazzi delle scuole. Quindi siamo arrivati e qua dentro ci sono i ragazzi con i progetti che adesso vi mostro. Salve salve salve! Come procede? 1, 2, 3... e quattro squadre, sembra un pochettino Masterchef ma fatto di robot e cose fighissime. Loro stanno lavorando a Solar Guard, un rover molto interessante con un sacco di funzioni extra. Pannellino solare, braccio robotico con telecamere, sensori e possibilità di leggere la corrente, più addirittura possibilità di integrare il drone quindi tutto il controllo dell'aria e la base smart con il modem per connettere tutto quanto e poterlo operare diciamo da distante. La cosa vostra preferita di questo piccolino qual'è? La parte meccanica, la siamo costruita tutta noi. Tutto stampato in 3D? Sì, dal telaio, dalle ruote, dai cingoli, tutto stampato in 3D. Poi il lato software, un sacco di intelligenza artificiale, riconoscimento e cose.
Varie.
Esatto. Buon lavoro. Qua invece abbiamo un braccio robot molto particolare. Questo va bene e in più c'è la pinza che va decisamente bene. Questi sono quelli dei pannelli.
Solari? Esattamente, sono quelli che trovi.
Dietro. Quindi lo scopo è aprire per poi misurare o cambiare o.
Sostituire? Andare a prendere i cavetti, staccarli e poi attaccarli magari in una stazioncina del genere, nei quali poi possiamo prendere il cavetto di rame da sotto e fare delle varie.
Misure. Normalmente viene fatto da un operatore a mano in modo molto.
Noioso? è molto meglio rispetto a metterci le mani se può essere pericoloso e.
Poi ci sono loro che hanno deciso di farlo grosso più grosso e infatti questo è il mega rover che si chiama avenger 2050 ne voglio uno in giardino e l'avete fatto gigante perché ci aspettavamo un pannello come quel caso lì molto alto quindi gigante voleva dire posso guardare fino sopra e qua abbiamo l'ultimo team che è un highlander perché è da solo e questo è il drone coleottero giusto? ok tu l'hai progettato sia per il solare ma anche potenzialmente periodico e geotermico mancano cinque minuti non è vero mancano tipo sei ore problemi problemi problemi non si accende non si accende abbiamo una micro sd dottore a lei 128 giga Grazie. Come sono questi ragazzi? In gambissima. Fine, fine, fine. Sulle mani, sulle mani, sulle mani. Hanno ancora fondamentalmente tutto il pomeriggio per finire. Domani vedremo i risultati finali. Adesso li lasciamo lavorare e andiamo a scoprire altre cose interessanti. Ciao, ciao, ciao. Bene, siamo pronti per entrare nella Gigafactory. Partiamo con un veloce riassunto delle puntate precedenti su come si costruisce un pannello fotovoltaico. Materiale di partenza? silicio, si estrae questa roba dalla sabbia, ci sono un sacco di processi per renderlo più puro, eliminare tutte le impurità, si fa il lingotto che è veramente massiccio, devo dire, e poi praticamente una serie di macchinari vanno ad affettarlo, ottenendo dei grandi tondi che poi vengono tagliati in quello che diventa il buffer vero e proprio da cui si parte, esattamente questo coso qua, che poi subisce tutti i passaggi, grazie ai macchinari che vedremo oggi, per poi arrivare alla cella finita che poi viene assemblata insieme alle altre celle nel pannello fotovoltaico vero e proprio eccoci qua come vedete qualcosa è ancora imballato sarà attiva nei prossimi mesi ma adesso possiamo vedere alcuni macchinari come funzionano e la magia che appunto c'è dietro un pannello fotovoltaico primissimo passaggio lo fa questo macchinario dietro di me controllo qualità si verificano che i buffer di silicio non siano rotti non siano danneggiati non ci siano imperfezioni, irregolarità. Questi sono tutti i buffer che arrivano al Gigafactory e qua dentro tramite tutta una serie di telecamere vengono appunto trovate le eventuali irregolarità. Dopodiché escono e vengono appunto divisi tra quelli che passano e quelli che non passano. Tra l'altro fighissimo perché è tutto ancora nuovo, questa è una delle prime volte che questa macchina funziona. Da qua poi i wafer escono, lì per esempio c'è un brush robotico che li seleziona in automatico, che è ancora imballato. Io ci sono per gli unboxing. Pensate che basta semplicemente il tocco di un dito per rendere il wafer non utilizzabile. I wafer buoni quindi da qua salgono, tutto in maniera automatizzata. e vanno al secondo piano. Dopodiché viene fatto uno speciale lavaggio che permette di creare delle micro piramidi che ovviamente non vedete perché sono nanometriche. Ovviamente tutto simmetrico sia da una parte sia dall'altra perché ricordiamo che questi pannelli sono bifacciali quindi assorbono luce sia dal fronte sia dal retro. Vengono caricati in questo mega macchinario per creare le minuscole piramidi che servono poi per far riflettere meglio la luce all'interno e quindi assorbire più luce e più energia. Qua si lavora, si assembla. Pensate che una volta fatto il lavaggio tutto il trasporto viene fatto in atmosfera controllata cioè lì dentro non c'è aria ma c'è semplicemente azoto perché una volta fatto il lavaggio i pannelli sono talmente tanto delicati che non possono neanche entrare in contatto con l'aria questo perché l'ossigeno è tanto bello per noi umani quanto un problema perché ossida i materiali qua praticamente i wafer vengono di nuovo divisi e messi su dei vassoi pronti per il passaggio successivo si passa al cuore della produzione anzitutto la passivazione e separazione delle cariche praticamente anche qua su entrambi i lati si creano i due strati e quindi si entra dentro questo bestione dove vengono depositati gli strati per dopare il silicio e quindi fare appunto la cosiddetta passivazione con separazione delle cariche. Andando a dopare il silicio quindi mettendo altri materiali per avere uno strato detto in parole povere più positivo e uno più negativo in modo che poi passi la corrente la cosa assurda è che quando vediamo le grafichine degli strati vediamo sempre il pannello con lo strato lo strato lo strato ecco queste sono le dimensioni del wafer di silicio cioè capito e tutto viene fatto in maniera totalmente automatica da quando li abbiamo visti prima alla fine nessuno entra più in contatto con i wafer di silicio e direte ce n'è solo una no solo qua ce ne sono un cinque e poi ce ne saranno altre cinque quindi è tutto tutto gigantesco qua abbiamo i carrier con i buffer lavorati fatto ciò continuiamo con le nostre lavorazioni passiamo al coating che viene fatto con un ossido conduttivo appunto per far sì che le cariche possono essere condotte e quindi possa essere generata elettricità e al di là degli aspetti tecnici la cosa che mi affascina più di tutte è che noi pensiamo sempre ai pannelli fotovoltaici come a delle robe che vanno sul tetto prendono la luce così in realtà c'è un livello di precisione e di tecnologia che è senza senso e comunque nella giga factory è giga anche l'ascensore Non so se rendono le dimensioni. E infine per andare poi a prendere tutta l'elettricità che viene generata viene stampata la cella con la griglia metallica e otteniamo di fatto la forma che poi riconosciamo nei pannelli fotovoltaici. Ultimo passaggio che viene fatto in camera bianca che adesso non è bianca perché banalmente non ha ancora le porte, stanno sistemando. è ancora tutto da finire però una volta finita qua sarà in ambiente totalmente controllato pressione temperatura umidità per entrare bisogna avere i camici non bisogna avere nessuna impurità addosso proprio per evitare di danneggiare i wafer e quello che viene fatto qua dentro è appunto il passaggio finale di stampa con la griglia metallica che poi va a condurre l'elettricità all'interno del pannello Pensate che a pieno regime ogni giorno verranno prodotti 15.000 moduli fotovoltaici che si traduce in circa 750.000 celle. E giusto per darvi un'idea della mole di questi dati, con solo due anni di produzione si potrebbe tranquillamente coprire tutta Milano. Wow! Detto ciò, le celle ma poi bisogna costruire i pannelli e qua è dove avviene tutto questo. Quando sono venuto qua qualche mese fa, se vi ricordate, questi edifici erano completamente vuoti! Da qua arriveranno tutte le celle e tutti i materiali, qua per esempio abbiamo il vetro che viene poi preso da questo braccio robot che tra l'altro è fighissimo perché è in grado di prendere sia il vetro sia la carta che separa i vetri e poi togliere la carta e si inizia con la vera e propria linea di produzione. Sul vetro si applica il cosiddetto incapsulante, è questa specie di plastica che serve per proteggere le celle dall'umidità principalmente in questo modo. Qua sopra poi si metteranno le celle. Queste sono invece le stringatrici, macchinari che fanno i collegamenti tra le celle. Celle collegate hanno formato le stringhe, passaggio successivo collegare tra di loro le stringhe per avere il pannello vero e proprio. Questo è il mio macchinario preferito, è una scocciatrice praticamente, che serve per fissare temporaneamente le stringhe per evitare che vadano in giro. Guardate che figo, il rotolone e poi in automatico appunto piazza tutti i pezzettini. dopodiché altro incapsulante e per concludere altro vetro ultimo passaggio vero e proprio per creare il sandwich questo è il laminatore immaginatevi una plastificatrice gigantesca al posto della plastica con la carta in mezzo entra il vetro con le celle con gli incapsulanti e tutto quanto si scalda si fonde e si crea la lastra finita con dentro tutto quanto saldato ma soprattutto c'è un po' di Natale anche qua. E poi per finire tutto il processo si tagliano tutte le cose in eccesso, si analizzano i pannelli, si mette la cornice esterna, tutti i connettori e si ha il pannello poi finito. Forse per me starei tutto il giorno a vedere bracci robot ma purtroppo dobbiamo andare. Molto bene! Questo è il risultato finale, l'avevamo già visto nell'altro video, pannello bifacciale con efficienza fino al 24%, questo è progettato per essere nei campi fotovoltaici quindi uso sul E in più, questa volta, possiamo anche farvi vedere in anteprima questo, che è il pannello progettato per andare sui tetti delle case. Non vedo l'ora di averlo sopra il mio futuro studio, chi lo sa. Ottimo, quindi tour della Gigafactory completo. Possiamo passare a domani. Ed eccoci di nuovo qua. Adesso fanno le presentazioni e poi la giuria sceglie il vincitore. Ed ecco i rover finiti, abbiamo Solar Guard, il rover super smart, guardate che figo, Helios, con la pinza specifica per scollegare i cavi che ci sono sui pannelli, Robot Coleottero, con tutti i sensori, che è un po' tipo il calabrone, non potrebbe muovere, ma vola lo stesso, e Avenger 2050, il mega rover, guardate che figo. Quindi via con i discorsi, ogni team ha presentato il suo progetto e alla fine the winner is Avenger 2050, il rover più grande.
Anche se non ne ho bisogno, ne vorrei tanto uno in studio. Scherzi a parte è stato veramente fighissimo vedere tanti ragazzi lavorare a robot, smanettare, costruire, programmare. Quindi adesso dico le solite cose da democristiano, però bravi tutti, ha vinto l'innovazione, però per davvero cavolo! E veramente io adoro fare queste cose, adoro vedere queste cose, che siano appunto i ragazzi che costruiscono cose, questi contest, questa challenge, che sia entrare in una fabbrica e vedere concretamente quello che si fa. Quindi spero di avervi trasmesso con questo video il fatto che comunque in questo mondo dove sembra che tante cose vadano male, in realtà ci sono un sacco di persone che si impegnano tantissimo, che fanno un sacco di roba e che veramente se tutti insieme come umanità ci impegniamo, riusciamo a fare tante cose incredibili. Auguro grande fortuna ai ragazzi delle Challenge, un super grazie a Enel Green Power per questa opportunità. Da Yaki e da questa uggiosa catania era tutto, ci vediamo prossimamente con prossime cose. Ciao ciao ciao!










