L'INCREDIBILE CITTÀ CHE HA COSTRUITO TOYOTA IN GIAPPONE

In questo video Jacopo D'Alesio (Jakidale) visita la Toyota Woven City, una città‑laboratorio costruita da Toyota ai piedi del Monte Fuji. Il reportage parte dal museo storico di Toyota a Nagoya, illustrando le origini dell’azienda dalle macchine tessili di Sakichi Toyoda al primo veicolo AA del 1936, passando per l’evoluzione dei motori (ibridi, elettrici, a idrogeno) e il modello di produzione “Toyota Way”. Dopo una panoramica dei musei (Museo commemorativo, Museo dell’Automobile, Fuji Motorsports Museum) il narratore arriva a Mishima e entra nella Woven City, spiegando il significato del nome (da “weave”) e la logica di una città‑vivente dove si sperimentano soluzioni di mobilità a 360°. Vengono mostrati i “palettes” modulari autonomi (cucina, gaming, caffetteria), i robot di logistica sotterranei, il robot parcheggiatore, il veicolo personale Swake, la bici a idrogeno, il sistema di accumulo tramite parcheggi elettrici, la Kaizen Digital Platform per simulare fabbriche, il data‑hub per la guida autonoma e la partnership con Joby per gli eVTOL. Interviste con Daisuke Toyoda (figlio di Akio Toyoda) e il CTO Kake‑san illustrano la visione di Toyota: una società con mobilità integrata, zero incidenti e collaborazione tra “weavers”. Il video si chiude con una visita all’Inventor Garage, al campo di test (Inventor Field) e a una panoramica delle future fasi di costruzione, sottolineando l’ambizione di trasformare la città in un ecosistema di innovazione continua.
Questions this video answers
The view of Mount Fuji.
Chapters
Come saranno le macchine del futuro? Voleranno? Come ci muoveremo? Come sposteremo le cose da punto A a punto B? Ecco, sono venuto fino in Giappone nella Toyota Woven City perché in questo video scopriremo tutte le nuove tecnologie più incredibili che proprio qua stanno venendo pensate, progettate e testate per rivoluzionare il concetto di mobilità a 360 gradi. Salve, direttamente dal Giappone. Oggi vi porto a scoprire la storia, il presente e il futuro, nonché tutte le innovazioni di Toyota. Primissima tappa: Nagoya. Siamo arrivati in treno da Tokyo prendendo il mitico Shinkansen e ammirando di sfuggita il Monte Fuji. E quello alle mie spalle è proprio il museo commemorativo della storia di Toyota, perché questa è stata la città madre di Toyota. Quindi prima di scoprire tutte le innovazioni innovazioni, facciamo un bel salto nel passato, perché veramente parliamo di un'azienda che ha rivoluzionato il mondo dell'industria. Storia che parte, come vedete qua nell'atrio, con macchinari tessili. Non c'entrava niente con le macchine inizialmente Toyota. E sì, la nostra storia parte dal tessuto, dal cotone, dal come si filava il cotone, e da Sakichi Toyoda, che alla fine dell'Ottocento fonda questa azienda che si occupa di macchinari tessili con l'obiettivo di creare macchinari sempre più automatizzati. Questo telaio automatico a cambio navetta continuo per l'epoca era il top del top. Pensate che aveva un sacco di brevetti, un sacco di tecnologie proprietarie. C'era già una grande attenzione anche alla sicurezza degli operai. Diciamo che poco prima di morire il nostro Sakichi completa il suo sogno. E queste sono tutte Toyota, o meglio ancora Toyoda, perché il cognome del fondatore era con la D. Il telaio circolare invece, che permetteva di essere molto più efficiente anche dal punto di vista energetico. Interessante, davvero incredibile toccare con mano innovazione dopo innovazione e soprattutto quanto appunto il signor Toyoda avesse preso tante innovazioni mettendole insieme per fare qualcosa di nuovo. Macchinario dopo macchinario, evoluzione dopo evoluzione, a un certo punto però diventa Toyota come noi la conosciamo. Infatti con i soldi dei macchinari e soprattutto vendendo i macchinari e i diritti dei brevetti spostati al Regno Unito, decidono di iniziare a costruire macchine. 1936, questa è la primissima macchina, la AA, la prima macchina passeggeri di Toyota, che però in realtà si chiamava ancora Toyoda. Solo qualche anno dopo, nel 1937, nascerà la Toyota Motor Corporation, fondata dal figlio di Sakichi, Kiichiro Toyoda, che dà il via alla produzione di macchine. Perché Toyota e non Toyoda? Per una questione prettamente scaramantica. Infatti in katakana, scritto con i segni, Toyota si scrive con 10 segni di pennello, Toyota invece semplicemente con 8. Se confrontate ci sono semplicemente 2 trattini in più in Toyoda, ma siccome 8 è un numero che porta fortuna nel business hanno fatto questo cambio e Evidentemente gli è andata bene. Qua c'è proprio un'evoluzione cronologica dai primi modelli degli anni '50, anni '60, anni '70. I motori si evolvono sempre di più, le macchine si evolvono sempre di più. Qua potete vedere un po' tutta la parte anche di sicurezza in cui Toyota è stata pionieristica, l'evoluzione, i primi motori ibridi, motori elettrici, la propulsione a idrogeno. Tra l'altro, fighissimo vedere La macchina con il motore elettrico, tutta la fuel cell, la bombola con l'idrogeno qua dietro. La questione è che se Ford ha inventato, per così dire, la catena di montaggio e la produzione di massa, il famoso modello Toyota è stato proprio una rivoluzione nel metodo di progettare e di pensare non solo una macchina, ma proprio una fabbrica, una catena di montaggio, dando molto più importanza all'efficienza, alla ricerca, allo sviluppo, all'innovazione. Innovare in ogni singolo aspetto e ingegnerizzando il modo per rendere il tutto più efficiente, più sicuro, più funzionale. Ovviamente negli anni questa cosa viene portata al massimo con la completa automazione delle linee di montaggio. Questo unito alla cultura giapponese dove il dettaglio è fondamentale ed è curatissimo ha portato ai mezzi che più di tutti sono sinonimi proprio di perfection. Affidabilità, precisione, durata nel tempo. La cosa interessante è che vengono prese tutte le conoscenze che arrivavano dai macchinari tessili, quindi tutta la parte di automazione, tutto il discorso della catena di montaggio, i macchinari, il concetto di continua ricerca per continuare ad automatizzare. E appunto, anno dopo anno, modello dopo modello, è stato proprio il successo di questa piccola azienda giapponese che in pochi anni ha conquistato il mondo intero. E qua abbiamo un assaggio di innovazioni con un pochettino di robot prodotti da Toyota. Bello, bello, bello. E questo è niente di tutto quello che vedremo. Adesso ci spostiamo e andiamo in un altro museo. Altro giro, altro museo, giusto per finire la nostra carrellata storica. Questo è il Museo dell'Automobile di Toyota, che non ha solo Toyota, c'ha proprio tutta la storia delle auto, dalle primissime auto incredibili che erano di fatto dei prototipi che non ti immagini neanche potessero funzionare, con un sacco di sperimentazioni che piano piano, modello dopo modello, diventano sempre di più le auto che conosciamo. Con il celebre modello T di Ford che rivoluziona la produzione di massa, e poi costruttore dopo costruttore in giro per il mondo Tutti iniziano a fare macchine, tra cui a un certo punto anche Toyota. E il signor Toyota prende ispirazione dal motore di Chevrolet, mentre dalla linea di questa DeSoto, per creare appunto il Model AA. E questo è uno dei primissimi Land Cruiser, uno dei primi fuoristrada di Toyota, che hanno fatto la storia di tutto ciò che non è strada. La cosa secondo me super affascinante è che adesso abbiamo le macchine che sono abbastanza tutte uguali. Ecco, vedendo l'evoluzione invece c'è stato un momento in cui si sperimentava e c'erano tantissime soluzioni diverse. Chi faceva l'auto gigante, chi faceva l'auto minuscola, chi faceva l'aerodinamica particolare, chi aggiungeva un qualcosa di nuovo. E secondo me soprattutto per le prossime tecnologie e innovazioni siamo proprio in quella fase. Pensate ai robot, pensate a tutto il discorso anche legato alle intelligenze artificiali. Stiamo vivendo una vera e propria nuova rivoluzione tecnologica dove proprio Toyota vuole riuscire ad innovare. Come? Lo scopriremo nella prossima tappa. Quindi altro giorno, altro Shinkansen. Siamo tornati verso nord, più o meno a metà tra Nagoya e Tokyo, più precisamente a Mishima. E comunque anche Hino è di Toyota, che fanno mezzi più grandi. Da qui semplicemente una ventina di minuti di autobus per arrivare finalmente alla Toyota Woven City. Arigato gozaimasu! Kakezan, dopo vi spiego cosa vuol dire. Molto bene, che bello qua! Tutto nuovo, l'hanno inaugurata a fine del 2025, quindi siamo veramente tra i primi che vedono effettivamente la realizzazione di questo grande sogno di ricerca, innovazione e sperimentazione sul campo. Purtroppo piove, quindi è decisamente infelice, però iniziate a capire il concetto, cioè anziché fare un laboratorio di ricerca hanno costruito ha costruito una vera e propria città con le case, gli uffici, i negozi, tutta la parte di strade e cose dove effettivamente le persone poi si spostano per le macchine, ma non solo, perché qua si studia la mobilità e in generale tutto ciò che riguarda la vita di una persona che si sposta e interagisce con altre persone all'interno di una comunità. Perché Woven City? Perché non è un semplice centro di ricerca e sviluppo, ma è una vera e propria città dove testare tutte le soluzioni e tutte le innovazioni. E Woven deriva dal verbo weave, che è proprio tessere, quindi è come se fosse in tessuto, intrecciato insomma, rimandando a quello che avete visto prima di tutta la storia di Toyota che è partita proprio dai tessuti, con il concetto appunto di avere un posto dove intrecciare tante competenze per costruire cose che non esistevano prima. Sono emozionato perché quando avevo visto il primo annuncio ormai qualche anno fa avevo visto questa città ai piedi del Monte Fuji e la guardavo un pochettino sognando e adesso eccoci qua. Considerate che adesso la vedete un po' vuota proprio perché in questi mesi, in queste settimane stanno iniziando fisicamente a venire le persone che la abiteranno, che lavoreranno qui sia per l'innovazione di Toyota sia in generale con tutte le varie aziende partner perché l'idea è che diventi una vera città funzionante, capito? Vi faccio notare il dettaglio delle panchine che sono stampate in 3D, molto belle. Che poi la vera parte interessante è tutta l'infrastruttura, è anche sottoterra, quindi sono veramente curioso di vedere e di scoprire i segreti di questa rivoluzionaria città. Qua tra l'altro abbiamo una bella carrellata degli inventor, quindi le aziende partner che sono qui per cercare e costruire nuove soluzioni. Per il futuro, gli inventori insomma. Tutto estremamente nuovo, considerate che è stata aperta pochi mesi fa e siamo tra i primi a poter entrare qua dentro. Adesso conferenza stampa. Allora, abbiamo incontrato direttamente Daisuke Toyoda, figlio di Akio, l'attuale presidente, quindi il futuro dell'azienda, che ci ha raccontato un po' quella che è la visione generale di questa città. Ed è stato molto bello perché era veramente super tranquillo, super umile, ci ha fatto addirittura una dimostrazione al telaio raccontandoci la storia dell'azienda, ma anche della sua famiglia, di fatto del suo bis bis nonno. Molto particolare questa cosa. E ora iniziamo a entrare un po' nel vivo delle innovazioni, a partire da questi che si chiamano i palettes, che non sono dei semplici autobus pensati per andare in giro per la città, ma sono delle soluzioni modulari. Per esempio, questo è adibito ad area gaming e karaoke, che si possono adattare in base alle esigenze. Ovviamente pieni zeppi di telecamere, di LiDAR, di sensori, pensati per muoversi in giro in maniera totalmente autonoma. Qua vedete per esempio la versione cucina, molto figo. Tra l'altro, con la scusa che sono dei parallelepipedi, lo spazio è veramente generoso. E questo è proprio il Kakezan Innovation Hub, dove ci sono i vari team che lavorano a un po' di soluzioni intelligenti, dalle macchinette per il cibo smart, passando per i robottini. Questo è un robot pensato per prendere cose e portartele in giro, mentre questi sono dei robot per la logistica molto molto molto interessanti, pensati ovviamente per prendere pacchi e portarli in giro per le abitazioni di Woven City, anche loro pieni di LiDAR, di telecamere, di sensori. La cosa però interessante è che sono pensati per andare sottoterra. Infatti sotto la Woven City ci sono una serie di tunnel dove passano loro e dove spostano cose. Infatti come ci ha raccontato prima il signor Toyoda, quello che vuole fare Toyota è non essere più un'azienda che fa macchine e basta, ma che si occupa di mobilità a 360 gradi, quindi le persone, i veicoli e le cose che fisicamente si spostano, che siano macchine, monopattini, cose che volano su gomma, su ruota, con elica o potenzialmente anche su acqua, il tutto in un'infrastruttura che deve essere intelligente, che usi i dati in maniera intelligente e con soluzioni nuove che sfruttano le nuove tecnologie. Perché Kakezan? Perché è un termine giapponese che vuol dire moltiplicare, unire tante cose per ottenere cose nuove e veramente innovative. La connessione delle persone. Piove, piove, piove, piove! Ora iniziamo a vedere un po' di veicoli in funzione. Che fighi questi robot parcheggiatore! Quindi lui va, parla con la macchina e la macchina lo segue in maniera autonoma. Infatti lui non sta guidando. E molto interessante perché è pensato per funzionare con anche macchine che non sono a guida autonoma, perché giustamente una macchina completamente a guida autonoma potrebbe già parcheggiarsi, andare in giro da sola. Ecco, semplicemente si installa sulla macchina un ricevitore che è in grado poi di controllare la macchina e il nostro robottino può parlare poi direttamente con la macchina e interagirci. Dopodiché, sempre parola chiave modularità, quindi possono diventare tranquillamente dei carretti per portare in giro cose in maniera autonoma. Figo perché con poco costo puoi automatizzare anche già tutte le macchine che fondamentalmente già ci sono. Altra soluzione evoluzione. Questo è lo Swake, pensato per la mobilità personale e soprattutto pensato per essere molto più comodo e sicuro di un monopattino. Qua dietro ha i due motori per ogni ruota e si può andare a inclinare esattamente come una moto, fondamentalmente. Quindi per esempio questi li possono già noleggiare i residenti che ci sono adesso dall'applicazione della Woven City, e andare in giro. Qua dietro c'è tutta l'espansione futura e dietro ancora dovrebbe esserci il Monte Fuji che però purtroppo non vediamo. Perché fare un laboratorio e basta quando puoi fare una città dove tutti possono vivere, innovare e godersi anche un ottimo caffè? Che però non è proprio il nostro caffè. Vabbè dai. Mi fanno impazzire questi edifici curvi verso l'alto. Ora entriamo nella zona di Daikin. Carino, hanno ricreato un gigantesco filtro HEPA e qua c'è tutto il sistema di ventilazione che stanno studiando proprio per ridurre sia il all'inquinamento. Vi faccio vedere meglio il piano futuro di evoluzione di questa Woven City. Ora noi praticamente abbiamo visto solo questa parte qua che è la fase 1, questa qui invece è la fase 2 in costruzione con altri edifici, altri laboratori. Quello lì lo andremo a vedere domani che è l'Inventor Garage dove ci sono i laboratori più grandi delle aziende e qua ci sarà invece tutta la parte di test, il cosiddetto Inventor Field, dove le nuove invenzioni uscite dal laboratorio possono essere testate in dei tracciati di prova. Si verifica la sicurezza, se tutto funziona si porta effettivamente dentro la città dove ci sono le persone. Abbiamo avuto un bell'assaggio. Assaggio! E adesso tappa al Fuji Motorsports Museum. Come non vedete, ecco il Monte Fuji. Beh, abbiamo un sacco di altre cose da scoprire. Incredibile, c'è il museo, c'è l'hotel e dall'altra parte c'è tutto il circuito. Se prima abbiamo visto la storia delle auto normali, qua invece si respira la storia delle auto da corsa. E questa è stata proprio la prima Toyota da corsa del 1951. Questa è una replica, però insomma da qui parte anche tutta quella che è la parte legata al mondo corse, che è sempre stato nel DNA di Toyota. Qua abbiamo una IndyCar, là abbiamo la Supra della NASCAR. Questa è veramente tamarra, guardate che roba, super prototipo. Diciamo che è un po' l'antenato in qualche modo delle hypercar. Fanno impressione le gomme, guardate che roba. E arriviamo al giorno d'oggi con le hypercar. Tra l'altro questa è quella con cui ha vinto il grande Alonso la 24 Ore di Le Mans. Per questo la vedete abbastanza distrutta. Queste sono veramente delle astronavi. Che dire, starei per ore e ore ad ammirare questi capolavori di ingegneria, di meccanica e di tecnica, ma abbiamo tante altre cose da vedere, quindi passiamo al nostro ultimo giorno qua in Giappone. E buongiorno dal Monte Fuji, che anche oggi Non si vede. Ultimo giorno di esplorazione. Posto veramente fighissimo. Tra l'altro qua di fianco c'è la pista del Monte Fuji di Toyota dove corrono il WEC, dove corse anche la Formula 1. Ma adesso ritorniamo a Woven City. Praticamente oggi siamo dal lato opposto e questo è tutto l'Inventor Garage. Ok, la situazione si fa interessante. Ho già intravisto delle cose con anche delle eliche. Se ieri abbiamo visto il posto dove vengono testate sul campo le cose, qua è dove vengono inventate. Anche qui non mancano i telai per ricordarci sempre da dove arriviamo. Tra l'altro, a proposito, le persone che vivono a Woven City sono proprio chiamate weavers, proprio perché intrecciano cose. E Akio Toyoda, capo di tutto, si è autoproclamato Master Weaver. Ci sono sempre i nostri, i palettes, questo configurato da boutique e questo configurato da caffetteria. Adesso abbiamo un po' di demo con un po' di tecnologie, quindi riassunto veloce. Questo è un sistema molto figo che stanno già testando qua nei parcheggi di Woven City, ovvero sfruttare i parcheggi delle macchine elettriche come sistemi di accumulo per gestire i picchi di richiesta di elettricità. Cioè, anziché avere un sacco di batterie per accumulare, sfruttare quelle delle macchine che ci sono. Tra l'altro c'è questo sistema di vuoti molto carino, questo ci piace. Qua abbiamo tutta la parte di piattaforma robot che Toyota sta costruendo per gestire proprio la logistica in Woven City. Lui ci sta facendo una bella demo di teleoperation. Qua potete vedere tutti i sensori del robottino, quindi tutte le telecamere e il mapping che fa in tempo reale. Qua invece ci hanno spiegato la Kaizen Digital Platform, che è una piattaforma digitale proprio pensata per andare a simulare le fabbriche e quindi ottimizzarle ancora prima di costruirle. Questo invece è un simulatore per andare a vedere il carico cognitivo del guidatore. E poi c'è tutta la parte che non si vede di gestione dei dati. Stanno creando una vera e propria fabbrica di dati per andare a migliorare non solo la guida autonoma, ma in generale tutti gli aspetti della mobilità, con l'obiettivo di arrivare a zero incidenti. La cosa interessante è che Toyota si sta facendo tutti i modelli in casa senza appoggiarsi a nessuno. Adesso però voglio vedere da vicino. Uh, ecco il bestione, perché se si parla di mobilità non si può non menzionare anche tutto ciò che vola. Tra l'altro Toyota ha proprio appena annunciato questa partnership con Joby, che è l'azienda che fa questi decollo e atterraggio verticale. La cosa bella è che tutta Woven City sorge su quella che era una gigantesca fabbrica di Toyota attiva per più di 50 anni, dal 1960 1967, che però fu molto danneggiata dal terremoto del 2011 e quindi è stata da una parte abbattuta per ricostruire tutta la Woven City, dall'altra questo Inventor Garage sorge proprio in quella che era la fabbrica. E tutta la struttura che vedete è proprio la struttura originale, hanno messo anche dei macchinari. Devo dire, gran bel lavoro di riqualificazione. Che figo il tabellone della fabbrica originale! Tra l'altro ci ha raccontato che questa era proprio la parte finale della fabbrica e le macchine uscivano finite da di là. E quello vuol dire "safety first" in giapponese: "hanzen daichi". Robotino che consegna cose, molto particolare perché con semplicemente due ruote, quindi è costantemente in equilibrio come un hoverboard. Qua abbiamo una bici a idrogeno, non ne avevo mai vista una. Questo è il serbatoio, 100 km con un pieno, e praticamente funziona con la fuel cell esattamente come la Toyota Mirai. Figo! Ovviamente non manca il karaoke. Quick question, what's your favorite part of Woven City?
The view of Mount Fuji.
I didn't see it.
I'm so sorry.
All the clouds.
The weather's been kind of bad. I apologize. My favorite part of Woven City is about the collaboration and the opportunity that people get to work together to bring new technologies towards this idea of a society with zero traffic accidents.
Kake-san!
Kake-san!
Thank you so much. Lui comunque era il CTO di Woven City, quindi il capo tecnico di tutti i progetti. Si percepisce proprio questa voglia di rinnovarsi e questa voglia di tornare a sperimentare come si faceva quando c'erano le prime macchine o ancora prima i primi telai per tessere. Ovviamente abbiamo visto qualche cosa, abbiamo visto l'idea, ma abbiamo visto una piccolissima percentuale di quello che sarà questo posto. Proprio perché l'hanno aperta negli ultimi mesi e in futuro immaginatevi qua pieno di laboratori, di cose, di prototipi, tutta la parte più con i circuiti proprio di prova. Insomma stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione e questo è il mega investimento che ha fatto Toyota che è impressionante e se fino a qualche anno fa era soltanto un render che era stato presentato adesso è qualcosa di concreto che già sta iniziando ad innovare e sperimentare soluzioni per il futuro! Quindi da Yaki dal Giappone e da questa Woven City ancora in costruzione era tutto... ci vediamo prossimamente con prossime cose— ciao ciao ciao ciao ciao!










