L'UOMO TORNA VERSO LA LUNA: le tecnologie più pazzesche di Artemis II

Jacopo D'Alesio breaks down Artemis II, NASA's crewed lunar mission launching April 1, 2026, with astronauts Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch, and Jeremy Hansen. The spacecraft runs on a 2002 IBM PowerPC chip, uses iPhones as backup computers, and carries 28 cameras including Nikon D5s. The mission will fly within 8,000 km of the Moon before splashing down in the Pacific.
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Guardate che spettacolo! Siamo partiti verso la Luna e in questo momento ci sono 4 astronauti nello spazio che diventeranno gli esseri umani più lontani di sempre dalla Terra. Siamo di fronte all'inizio di un'era spaziale che ci porterà ad avere una base lunare sulla Luna e poi esplorare l'universo. E quindi in questo video vediamo con ordine cosa è successo, cosa sta succedendo e cosa succederà. Succederà. Salve! A meno che voi non stiate vivendo sulla Luna, immagino che abbiate visto ovunque che è partita Artemis 2. Ovviamente il sottoscritto l'ha seguita in diretta con un sacco di voi sul nostro canale Volare.space dedicato a aviazione, spazio, cose che volano. E colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che erano in diretta perché eravate veramente tantissimi. Ci sono stati poi tutta una serie di ospiti speciali, abbiamo fatto il panico. E in generale su Artemis, sulla Luna, sul mondo spaziale ci sono una valanga di cose interessanti da dire che stanno succedendo appunto e che succederanno. Quindi in questo video facciamo anzitutto un bel riassuntone, poi vediamo le tecnologie, i computer, gli iPad, gli iPhone, e ci sono delle chicche decisamente interessanti da scoprire. E poi per tutti gli approfondimenti specifici e tutti gli aggiornamenti giorno dopo giorno, mi raccomando, andate a vedere i video che sono usciti, stanno uscendo e usciranno su volare, c'è il nostro Super Victor in collegamento diretto dalla Florida che era proprio lì quando lanciavano tutto. Non sono per niente invidioso, ma senza perderci in chiacchiere partiamo subito con il nostro riassuntone, così sarete pronti a confrontarvi con tutti i vostri parenti a pranzo e cena, e soprattutto con lo zio complottista che continuerà a sostenere che non siamo mai stati sulla Luna e che è tutto finto. Ecco, la vostra missione è prenderlo e grazie all'argomentazione, alla scienza, dimostrargli che è un imbecille. Ad ogni modo, Artemis II è la missione che fa fanno parte del programma Artemis, il programma di missioni lanciato dalla NASA per riportare l'uomo sulla Luna e recentemente aggiornato per costruire in varie fasi una vera e propria base lunare entro il 2035. Perché torniamo sulla Luna dopo più di 50 anni con tutta sta fatica? In brevissimo: punto 1, questione economica, andare sulla Luna è costato tantissimo e ai tempi delle missioni Apollo c'erano infiniti soldi per battere i russi sostanzialmente. Punto numero 2, dopo aver piantato la bandiera non aveva nessun grande scopo o rilevanza scientifica. Per questo abbiamo fatto la Stazione Spaziale Internazionale, abbiamo fatto un sacco di esperimenti in orbita, un sacco di satelliti, un sacco di cose fighissime, ma la Luna è sempre rimasta quel qualcosa di lontano. Cosa cambia ora? Non vogliamo semplicemente andare e metterci una bandiera, ma vogliamo studiare, fare scienza, capire cose, costruire una vera e propria base lunare e mettere quel primo tassello per avere una presenza stabile dell'uomo su un altro corpo celeste. Detto questo, Artemis 2, perché c'è stata un Artemis 1, che era unicamente una missione di prova senza nessun umano a bordo. Nel 2022 SLS, che è il nome del razzo, è partito, si è fatto il giro attorno alla Luna ed è ritornato. Adesso stiamo di fatto rifacendo questa missione ma con 4 umani a bordo, ovvero il comandante Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Cook, tutti e 3 americani, e il canadese Jeremy Hansen. Sono partiti il 1° aprile dalla Florida, da noi era già il 2 aprile, alle 00:35, e il lancio è andato alla immagini incredibili, mi vengono tuttora i brividi. In questi giorni le ho riviste 75.000 volte ma continuo a rivederle anche perché stanno uscendo tutta una serie di immagini inedite fatte da altri, perché le immagini ufficiali della diretta NASA in realtà non erano proprio il massimo, cioè dalla NASA mi aspettavo qualcosina in più, ma va bene. Durante il lancio è andato tutto bene, i due booster laterali si sono separati con successo, il primo stadio si è separato con successo. Vi faccio vedere direttamente da questo magico modellino super dettagliato, è una cosa assurda, è stato fatto dai miei amici di di Space Rocket Lab, che sono dei maniaci di razzi. In questo momento è ancora un prototipo, non esiste, non è possibile acquistarlo, ma ci sarà una campagna Kickstarter. Quindi se siete interessati potete lasciare la vostra mail, vi lascio il link qua sotto in descrizione, oppure scansionando questo QR, così ricevete tutti gli aggiornamenti del caso. Comunque, 98 metri di razzo questo bestione. Abbiamo i due booster laterali a stato solido, poi qua tutto magnetico, che si staccano, che si incastrano, bellissimo. Considerate che solo loro due danno il 75% della spinta a tutta la baracca. Poi appunto fanno il loro lavoro, ciaoone, è andato ancora per un po'. La parte centrale del primo stadio si separa in questa maniera. Peraltro se il primo stadio e i booster vi ricordano qualcosa è perché sono letteralmente stati riciclati e reinventati da quelli che erano quelli dello Space Shuttle. Infatti questi motori sono letteralmente gli stessi. Non si butta via niente del maiale nella scienza. Nel mentre si separa anche questo che è il Launch Abort System. Qua praticamente ci sono dei razzetti che in caso di emergenza vanno a sparare la capsula, gli astronauti sono qua dentro, li portano al sicuro, poi si paracaduta e via. Non è successo niente, quindi si è semplicemente rimossa solo la parte superiore. E arriviamo al nostro secondo stadio. Guardate i dettagli, mi fa impazzire perché è veramente incredibile. Tutte le scritte, tutti i loghi, tutti questi dettaglietti qua sotto. Io impazzisco per queste cose. Questo oggetto in gergo tecnico si chiama ICPS, ovvero Interim Cryogenic Propulsion Stage, ed è quello che ha portato i nostri astronauti in orbita alta. Spiegato in maniera semplice, il giochino è fare qualche giro attorno alla Terra, guadagnare sempre più velocità e allargare sempre di più l'orbita, poi spararsi verso la Luna e poi tornare indietro. Quindi il secondo stadio si è separato con successo ed è rimasta la nostra capsula Orion, ribattezzata anche Integrity. Quindi se sentite Orion o Integrity sono la stessa cosa. Fondamentalmente questa roba qua, cioè tutto quello che vedete della cabina e gli astronauti, sono sempre qua dentro. Di tutta la baracca gigante fa fa sorridere come poi questo sia quello che effettivamente ci interessa, che rimane però collegata al modulo di servizio che è dove stanno dentro tutte le cose che servono per far sopravvivere gli astronauti, dal sistema di ventilazione a tutta la parte di componentistica, nonché la propulsione, nonché i pannelli fotovoltaici che ovviamente qua è un modellino, non si possono aprire, ma si vanno poi a dispiegare per andare a fornire energia al tutto. Fun fact: un sacco della roba qua dentro è stata fatta in Europa perché è stato fatto in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea e un sacco di pezzi sono stati fatti in Italia, tra cui proprio i pannelli fotovoltaici che sono stati fatti a Nerviano, nella periferia di Milano. E qualche tempo fa sono proprio andato a vedere dove li costruiscono, è stato fichissimo. E niente, pensare che queste cose fatte a un passo da qua stanno adesso a centinaia di migliaia di chilometri e sono verso la Luna mi fa veramente venire i brividini. Ad ogni modo, prima di andarsene verso la Luna, la nostra capsula col modulo di servizio ha fatto qualche test e qualche girettino attorno a ciò che che restava del secondo stadio. Questo perché sono manovre che ci serviranno per le missioni future, non stiamo a scendere troppo nel dettaglio. Ha poi fatto varie manovre di aggiustamento, una bella accensione del motore, e iniziato la cosiddetta Translunar Injection. Quindi si è messa su quest'orbita verso la Luna, molto intelligente, perché alla peggio, sfruttando la gravità della Luna, comunque ritorna verso la Terra. Ecco, in questo preciso istante i nostri astronauti sono letteralmente in mezzo tra la Terra e la Luna, nel nulla più assoluto. Nei prossimi giorni arriveranno nella sfera di influenza della Luna, ci gireranno intorno. Questo succede tra la sera del 6 aprile e la mattina del 7 aprile. Noi ovviamente saremo in diretta dalla sera del 6 aprile, quindi seguiteci. Fanno il loro giro attorno alla Luna, vicino ma in realtà molto più lontano delle missioni Apollo, perché siamo nell'ordine degli 8000 km. Poi tornano verso la Terra e, se tutto va bene, nella notte tra il 10 e l'11 aprile ammareranno nell'Oceano Pacifico. La capsula a quel punto si stacca, rimane da sola Qua sotto c'è lo scudo termico che va a proteggere dal calore. Tra l'altro, guardate il dettaglio di tutte le piastrelline, 187 piastrelle per la precisione, anche nel modellino. Paracadute e poi li vanno a raccattare. Ora, tutto questo solo per farsi un giro attorno alla Luna? Che senso ha? Anzitutto testare che tutta sta baracca funzioni e poi fare già una serie infinita di esperimenti. Vengono lanciati anche dei piccoli satelliti che erano qua dentro e soprattutto esperimenti sul corpo umano, perché da questo punto di vista abbiamo fatto infiniti passi avanti rispetto a quando sono andati negli degli anni '60 che possiamo dirlo gli astronauti lì erano ancora un po' carne da macello, cioè vai sei un pioniere, se esplodi vabbè ti facciamo una medaglia ma sei un eroe. Ecco adesso la situazione è ben diversa, gli standard di sicurezza sono diversi e soprattutto stiamo facendo questa cosa solamente al secondo lancio, quindi assolutamente tanto di cappello. Ma a questo punto facciamo un po' i nerd e vediamo le tecnologie e le chicche tech più interessanti di SLS e di questa missione. A partire dal computer di bordo, uno si aspetta una cosa mega megagalattica con chissà quanta RAM, chissà quanta potenza. Invece è un chip di più di 20 anni fa che gira a 900 MHz, fatto dalla Honeywell, e si basa sul computer di bordo dell'aereo Boeing 787. La cosa che fa super ridere è che ha due processori IBM PowerPC 750FX single core del 2002, che sono gli stessi chip che erano negli Apple iBook NUC G3. Perché, direte voi? Perché non è importante la velocità ma l'affidabilità. Essendo un computer studiato per gli aerei, ha già dimostrato di essere incredibilmente affidabile e soprattutto resistente a quelle che sono le radiazioni, che sono il problema principale quando si va fuori dall'atmosfera. Quindi per le operazioni principali di tutti i sistemi di bordo, dove in realtà non serve chissà quale potenza di calcolo, basta e avanza. E soprattutto affidabilità, parola chiave. Ovviamente non ce n'è solo uno, ce ne sono 2 principali più uno di backup studiati appositamente che se si spegne uno si accende quell'altro, infinita ridondanza, e comunica con tutta l'avionica e tutti i sensori attraverso il protocollo Ethernet, esattamente quello che usate voi per attaccarvi al modem. Ecco, in tutto ciò, 'sto catorcio dal punto di vista della potenza a cui siamo abituati è comunque 25 più volte potente del computer della Stazione Spaziale Internazionale, 400 volte più potente del computer dello Space Shuttle e circa 20.000 volte più potente dei computer di bordo delle missioni Apollo. Praticamente quando siamo andati sulla Luna avevamo il computer delle patatine, che però ai tempi era incredibile. Fatemi sapere poi magari se volete un video dedicato unicamente al computer di bordo degli Apollo, perché è stato pazzesco e ha rivoluzionato la tecnologia, perché probabilmente i chip non si sarebbero miniaturizzati così tanto. Se abbiamo questo è anche merito di quella roba lì. Questo comunque è il pannello di controllo con 3 schermi principali più tutta una serie di tasti. Non hanno usato il touchscreen, per questioni di sicurezza e affidabilità, cosa che invece succede nelle navicelle di SpaceX che sono queste qua e dobbiamo dirlo dal punto di vista estetico sono molto più belle e molto più futuristiche. Ma oltre a tutto ciò ci sono una serie di dispositivi a supporto ovvero i cosiddetti PCD, Personal Computing Devices. Anzitutto come computer personali principali dei Microsoft Surface che vengono usati per tutte le procedure di volo, per la gestione delle comunicazioni, gestione dei dati degli esperimenti, foto, video e cose varie. Su questi c'è Windows con un software un po' customizzato che si chiama Optimus, però purtroppo non ci sono informazioni pubbliche. Cosa che fa ridere ma fa anche piangere: a quanto pare il Surface di Cristina è morto. A un certo punto è andato in black screen e Houston da remoto sta cercando di riavviarlo. Caso 2: il comandante ha avuto problemi con Outlook. Benvenuto nel club! Meno male che non uso Outlook da 15 anni. Da quello che si è capito c'erano due versioni di Outlook, una quella vecchia, una quella nuova, che facevano in conflitto il comandante ha detto: Houston, c'ho due Outlook e nessuno va. Io non ho parole, io non ho parole, sto iniziando a dare ragione allo zio complottista, ok? Che figure ci fate fare, NASA? Porca miseria. Fortunatamente da remoto Houston, i migliori ingegneri del pianeta, hanno fatto funzionare Outlook. Capite? Proprio per questo l'approccio è: vabbè, portiamo dei computer in più per tutte le operazioni non critiche, invece quel carro armato del 787 a prova di bomba lo Riteniamoli, chi si vorrebbe mai fidare di Windows per andare sulla Luna? Oh no, non doveva andare a finire così questo video. E poi incredibile novità, per la prima volta in assoluto ogni astronauta ha il suo smartphone. Non il suo suo, ma uno smartphone in dotazione, nello specifico un iPhone. Non hanno specificato il modello, ma hanno detto ultima generazione, quindi suppongo un 17 Pro Max. Per cosa? E pur sempre uno strumento di ridondanza, banalmente se ti serve la calcolatrice ce l'hai, sempre eventualmente per la parte di comunicazione pur passando dai sistemi della navicella, ovviamente non c'è rete, non c'è campo e non c'è Wi-Fi lì dentro, ma anche e soprattutto per tutta la parte di foto e video, nel senso che comunque sapete meglio di me che sono un'ottima soluzione. Direte: tutto 'sto casino per le certificazioni, la radiazione e quant'altro e poi mi mandano gli iPhone? Sì, c'è qualche probabilità che si friggano, è sicuramente un test fighissimo anche per gli iPhone. Non so onestamente se ci siano degli accordi tra la NASA ed Apple, chi lo sa. La cosa più poetica è che una tecnologia, abbiamo detto prima dei microchip, ma anche per esempio i sensori delle telecamere sono stati proprio sviluppati per lo spazio, sono poi arrivati nelle nostre tasche e adesso ritornano nello spazio. Bellissimo! Oltre agli iPhone comunque si sono portati delle telecamere, direte voi di ultimissima generazione? Fotocamera principale Nikon D5 del 2016, sempre perché l'hanno già testata molto sulla ISS, sembra essere molto resistente alle radiazioni, approvata! Il comandante poi all'ultimo si è portato la sua Z9. Poi National Geographic, che ora ricordiamo è di Disney, ha fornito varie GoPro piazzate in giro, c'è un encoder Z-Cube per processare tutti questi video e quindi in totale parliamo di 28 telecamere tra quelle fisse e quelle che si possono muovere. La cosa però più wow di tutte è che per trasmettere i video che vedremo in diretta useranno un segnale laser a infrarossi. Praticamente spari luce a infrarossi, riceve luce a infrarossi, c'è un modulo ottico, un vero e proprio telescopio, il che ci permetterà di avere immagini molto più belle di quelle che vedevamo nell'Apollo. Menzione speciale speciale per questo, che è il fornelletto speciale che usano per scaldare il cibo. Questo, che si chiama Rocky, e che è il loro attrezzo da palestra, una specie di yoyo che gira tantissimo e che grazie all'energia cinetica permette di avere fino a 180 kg di resistenza. Non si smette mai di spingere. Questi invece sono i sacchi a pelo dove gli astronauti dormiranno appesi. E ultima menzione speciale per il bagno. Sì, so che ve lo siete chiesti per tutto il video. Questo è il loro bagno, abbastanza semplice, funziona ad aspirazione, poi butta tutto fuori, ma si è rotto. Si è rotto nelle prime ore, non riuscivano a farlo funzionare. Poi la nostra Cristina è andata giù e teleoperata da Houston l'ha riparato. Fun fact: quando fanno le loro cose devono tenere le cuffie perché il bagno è sotto, è molto vicino a tutte le cose che fanno rumore della navicella e sennò diventerebbero sordi. Che però è comodo perché gli altri non sentono i rumori che ci sono in bagno. E tra l'altro sul loro tablet hanno dei film e dei materiali precaricati, ma non ci è stata resa nota la lista. E appunto adesso sono lì tranquilli soli verso la Luna, Speriamo che vada tutto bene. Io ho detto che vi facevo un riassunto veloce, comunque è uscito un pippone perché ci sono veramente infinite cose. Cioè, veramente parliamo del punto più alto dell'umanità. In questi momenti dove ci sono tantissimi conflitti, a me piace guardare la sera la luna e dire: cacchio, però siamo forti come umanità se collaboriamo. Vi ricordo, per questi incredibili modellini, link qua sotto in descrizione per lasciare la vostra mail. Tra l'altro, oltre ai modellini abbiamo in piano altre cose. Insomma, io lascerei la mail se in voi e quindi auguro al mondo una sana felice collaborazione— A tutti tranne allo zio complottista! Lui non si merita niente... Noi ci vediamo prossimamente con tutte le varie cose che usciranno ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao










