PAURA E DELIRIO nel deserto dell'ARABIA SAUDITA

Jacopo D'Alesio documents the Dakar Rally in Saudi Arabia, following drivers and mechanics through the moving bivouac across brutal desert stages. He captures racing action, the fesh-fesh sand that stops vehicles, and what it's like to race and survive in one of the world's harshest environments.
Questions this video answers
Participated in 34 Dakars and won 14.
66 years old.
He won stage number 5.
Dania Akhil.
A 505 km drive to the next bivacco; a later transfer to a bivacco described as 700 km (and long air transfers between bivouacs).
Chapters
La storia è molto semplice, Red Bull mi ha spedito in Arabia Saudita a raccontare la Dakar, l'incredibile rally nel deserto definita la gara più dura al mondo, originariamente come Parigi Dakar, poi si è corso in Sud America e adesso si fa in Arabia Saudita dove, se vi ricordate, ci eravamo lasciati nell'ultimo video, a Jeddah, dove il primo gennaio ho preso un aereo che mi avrebbe portato nel bel mezzo del deserto, tra le montagne di Eil. Questo davanti a me è il primo bivacco della gara.
È praticamente una città che di giorno in giorno si sposta per seguire appunto la competizione dentro il bivacco c'è praticamente qualsiasi cosa dal centro medico alla mensa ovviamente ci sono tutti i camion dei meccanici, bagni, docce quindi giusto il tempo di piazzare la mia tenda ed era il momento della cerimonia di apertura in questo maestoso castello con vista montagne in pieno stile arabo tutto molto sobrio signori Inizia ufficialmente la Dakar. È tutto illuminato a giorno, macchine che vengono, macchine che vanno. Pure le luci sono a gasolio. Il mood è tutt'altro che ecologico, questo c'è da dirlo. Cibo. Wow, molto bene, molto bene. Qua ci sono meccanici con le macchine aperte che fanno cose. Piove, c'è vento, fa freddo. Considerate che la mia tenda è a 5 metri da qua. La pioggia la sentite? E ovviamente i camion che passano. Si sta benissimo qua dentro.
Se non fossero per sti rumori!
Cioè, spiegatemi come si fa a dormire tutta la notte. Sto andando da questo signore che ho conosciuto ieri completamente a caso, tra le altre cose ex pilota. Mi fa, io ho una jeep, vuoi venire con me? E quindi eccoci qua. Buongiorno Angelo!
L'idea è di incrociare i piloti da qualche parte lungo il percorso. Vediamo se ci riusciamo. E dopo aver attraversato chilometri e chilometri di deserto, ecco finalmente i piloti in azione.
Sono totalmente folli! Guarda quanti!
Devo stare dentro Mad Max! Sono matti!
Ah, questa è l'Audi elettrica, che poi non è troppo elettrica, ma ci ha fatto un video su TechDale, andate a vederlo. Non ha senso, probabilmente il video non rende quanto siano veloci e quando siano matti, ma siamo nel deserto!
Pensavate.
Che le macchine fossero spaventose? Probabilmente perché non avete ancora visto i camion.
Bello niente.
Può fermare il nostro angelo ok siamo piantati sgonfiatina le gomme e si spala facci sognare easy.
Sì, hanno un loro modo di ospitalità un po' buzzurro, però hanno tanto cuore. Si torna ai... Yalla yalla! Assalamu alaikum! Cena 2.
Buon appetito!
Domani la tenda e la piazza sono nel posto più isolato del bivacco. Sono già distrutto, come diamine ci arrivo fino alla fine? Giorno 3. Devo impacchettare tutto.
Al casumè. Nuovo bivacco. What is this?
Beef lasagna.
Oh signor. Beh, non sembra malissimo. La pasta invece non promette bene. Sapete che vi dico, qualsiasi cosa è buona. Quando vi ho detto che qua ha piovuto, ne è venuta giù parecchia. In video non rende, ma è un magnifico tramonto. Adesso sto andando a montare la tenda, la metto in un posto isolato. Tecnico, tattico.
Docce?
Sì, dai. Vieni alla Dakar, sarà divertente.
Sì, sì, sì.
Hi Julien!
Hi Martin! Hi!
È bello perché ogni volta ti ritrovi con qualcuno di una nazionalità diversa. Slovenia e Germania. Vi faccio vedere un po' com'è la situazione qua all'arrivo. E così mi sono ritrovato a passeggiare e a intervistare leggende come Peter Ansell. Questo signore ha fatto 34 Dakar e ne ha vinte 14. Carlos Sainz, Sebastian Loeb, la Superlaya Sanz e Seth Quintero, il più giovane pilota in competizione. E' assurdo avere di fronte tutte queste leggende. E qua c'è il famoso orologio con i tempi. E finalmente ho beccato anche lui, tiziano interno che aveva però fatto un incidente con annessa riparazione di fortuna molto interessante.
Buon rientro! Ciao ciao! Lui ha il canale RallyPog.
E giusto per complicarsi le cose gareggia nella categoria mal moto. Niente meccanici, solamente lui e la sua moto e una scatola che l'organizzazione gli porta dietro. Probabilmente sono i più matti di tutti. No siamo matti.
No.
Siamo romantici.
Qua ormai è un campo profughi.
Cosa c'è dentro i camion? Assolutamente niente.
E' buono!
Il tizio ha detto che era buono. In realtà è imbevibile questo caffè arabo. Buongiorno Danilo!
Buongiorno! E' giorno?
E' giorno, non è giorno. Qua ritirano i roadbook che nel caso delle moto è ancora cartaceo. Unboxing. e dice loro dove andare da qui fino al punto di partenza della prova speciale e poi appunto nel deserto tra le dune e tra le montagne dove passare tutte le indicazioni per tanti che chiedono come facciamo a trovare la strada ecco la spiegazione buongiorno sole buongiorno principessa.
Io vorrei capire i simboli come diamine funzionano.
Allora in questo caso ci troviamo al chilometro 268 e 3. Siamo su un pericolo 3, salita e discesa. Quindi te saprai che quando arrivi qua, sali, get around, quindi a gira, on rocks, un punto molto tecnico in salita. Ti conviene non tanto leggere get around on rock in salita ma guardare dove stai andando.
Forse è meglio.
Ti concentri su... Lui lo sente che sei caduto e inizia ad avvisare le persone che è intorno. La balise, proprio l'ultima spiaggia. Te la pingi e loro sanno che sei in quel punto e hai bisogno di aiuto. E questa era la casetta di attrezzi.
Non vedo le fascette.
No, perché le fascette me le metto al volo nella giacca. E il nastro americano? Il nastro americano è qui.
Ah qua c'è arrotolato il nostro americano, geniale, ogni cosa è ottimizzata.
Candela... Una bubble gum, la usi per tappare i buchi del radiatore perché te la mastichi un pochino, la illuminisci e poi dopo la appiccichi sul radiatore che lei si secca e fa da tappo. Il vecchio chewing gum.
Lui l'italiano più giovane in gara solo che ha rotto la moto il primo giorno, oggi riparte. Tutte le moto qua... sono pronti a partire però devo partire anch'io perchè se no questi non li recuperiamo più quindi buongiorno ben alzati c'è è orario di punta il bivacco e ci spariamo anche noi 505 km direzione prossimo bivacco deserto deserto giusto il tempo per vedere un po' di macchine e moto sfrecciare tra le rocce e le montagne con un simpatico omino che si è appostato con la sua bandiera e poi vabbè arrivano.
I camion arrivano i camion aiuto.
Sì, i camion sono definitivamente la mia cosa preferita. E il camion al tramonto. Siamo arrivati al bivacco di Riad. Io sono fisicamente provato, sono in piedi dalle 4.45. Pensate un po' a quelli che sono ancora in moto, in giro tra le dune, che tornano nella nottata.
Giorno 6, finalmente ho riposato bene, sono freschissimo. Come non possiamo dedicare un po' di spazio al nostro italico valore? A partire dal leggendario Franco Picco, questo signore qui c'ha 66 anni! Buongiorno! Sono sempre io. Mio figlio, se ti dico, mi ha detto quello lì io lo conosco, ho.
Giocato insieme 6-7 anni fa su Crash &.
Carry. Ah! Pensa te com'è piccolo il mondo. Poi ci sono tanti, tanti, tantissimi italiani, ci vorrebbe un video per ogni storia. Sicuramente la storia di quest'anno è quella di Danilo Petrucci. Lui correva in MotoGP, ha deciso di fare la Dakar. Un mese prima di partire si è rotto la caviglia, rischiando di mettere a repentaglio tutto. Due giorni prima della gara il risultato è essere positivo al Covid, poi si è scoperto essere falso positivo, quindi ha rischiato di non partire, ma poi è partito. Poi ha rotto la moto. Alla tappa numero quattro è arrivato terzo, facendo la storia, ma poi è stato penalizzato, quindi niente podio. E dopo una serie di imprevisti, il nostro Danilo ha vinto la tappa numero cinque. Scrivendo letteralmente la storia, perché era dai tempi di Fabrizio Meoni che un italiano non vinceva una tappa della Dakar. Grande, grande, grande. Grazie. Grande.
Cioè non c'è mezza persona che sia normale in questo posto questa è la vita nel bivacco è tutto fastidiosamente rumoroso e illuminato ma è tutto bellissimo indovinate dove siamo? tra le dune e chi ci ferma più? Orario di punta nel deserto. Pur essendo nel nulla, trovandoci nei prestiti della capitale di Riyadh che conta più di 7 milioni di abitanti, è stato molto strano perché sembrava di essere a Rimini in pieno agosto con macchine letteralmente ovunque, tutti in attesa di vedere lo spettacolo della Dakar. Tra cibo, skateboard elettrici sulle dune, perché no? Il mio eser imbrutito in Arabia Saudita. Importante, sempre. E ovviamente in pieno stile arabo, accampamento con caffè e tè.
Vista deserto ma soprattutto vista macchine. Questi hanno capito tutto della vita.
Angelo ha portato un po' di cibo. Che fai? Tenebriga.
È stato incredibile apprezzare l'ospitalità di questi arabi nel deserto che ci hanno trattato come fratelli wow, come la polenta di mia nonna guarda che buono adesso non è più gara, è cacciara che hit questo col Porsche è.
Venuto.
Non.
Mi è ben chiaro per quale serie di eventi ma ci ha raggiunto tutta una serie di amici di Angelo e quindi abbiamo fatto questo accampamento italiano con tanto di risotto col taleggio. Guarda che soffrittino!
Guarda qua! Signori grazie.
Mille! Ciao, ciao, ciao! Dai, grande.
Ricky! Pensa questi che arrivano a ste ore! Chiudiamo la Dakar dopo tutti gli altri. Stiamo nel nulla, stiamo viaggiando a coordinate. Luci della civiltà. Oggi giornata di.
Riposo.
Wow! Un umile barbecue. Il nostro angelo è vestito per le grandi occasioni. Giornata perfetta per farsi un giro tra tutte le incredibili e fantastiche macchine d'epoca della Dakar Classic. Bei tempi signora mia! un tuffo nel passato e perché no una sbirciatina al camion a idrogeno tutto molto bello ma per chiudere in bellezza guardatela qua la mitica panda belle le macchine bello tutto quanto però abbandoniamo il bivacco e visitiamo la città.
Interessantissimo cambio di programma. Bello il bivacco, bella la tendata, bello lo spirito. E voilà! Esattamente come in Harry Potter. Visto che siamo in città piuttosto che rimanere in un.
Parcheggio. Quanto dormo su questi materassi.
Veri! Questa è una doccia vera! Buonanotte!
Giorno 9! Salve! Assalamu alaikum!
Abbiamo beccato una mandria di cammelli che sono venuti qua all'Oasia ad abbeverarsi. Sì, lo so che arriverà qualche saputello a dirmi, Yaki è un dromedario perché ha una gobba sola, i cammelli sono quelli dell'Asia. In realtà non è neanche così vero perché il dromedario comunque fa parte dei camelidi e infatti viene anche chiamato cammello africano o cammello arabo e poi soprattutto chiamarlo cammello suona molto meglio per il video. Posso dire una cosa molto banale? Bellissime le macchine.
Questo spettacolo della natura e dici wow.
Ciao ciao! Dopo i cammelli come non potevamo vedere un po' di macchine, macchine e ancora macchine, surfare su queste dune incredibili. Tra l'altro un motociclista si è fermato senza benzina e il buon angelo ha fatto anche rifornimento. Mamma mia che uomo dà le miglia risorse. Quello che succede nel deserto rimane nel.
Deserto. Ciao.
Ciao!
Entriamo nel bivaco di Aldawadimi. Dovrebbe essere arrivato il pilota francese che abbiamo soccorso oggi. Forse lucidare la macchina mi sembra un po' eccessivo. Non ho alcuna voglia di montare la tenda perché è solo una notte qua e questo è il mio letto. Ok, sono letteralmente sotto un tavolo. Buongiornissimo dalla mia magione. E siccome il prossimo bivaco è a 700 km, altro aereo! Sapete, le macchine sono talmente tanto veloci che questo è l'unico modo per arrivare prima di loro. Ma che bello questo aeroporto. E comunque che organizzazione, cioè aerei, autobus già pronti, un sacco di persone che si spostano da qui a là.
Dall'Acqua. e riusciamo a fare interventi di.
Soccorso in molto meno tempo di quello che serve per mandare un'ambulanza intangenziale a Milano, questo è... Chi devo corrompere per fare un giro di elicottero? Eh, questo non lo.
So. Non me!
Finito!
Giorno 11! Più avanti il tempo, più succedono cose strane. Accartocciato, praticamente cappottato. Ah, lei è Dania Akhil, ed è una delle due donne arabe che corrono la Dakar. Cosa non da poco, visto che fino al 2019 le donne in Arabia non potevano guidare. Sicuramente l'Arabia ha ancora tanta strada a fare, ma è un passo avanti. Abbandoniamo il bivacco di Alda Wadimi. Tra l'altro c'è il McDonald diviso tra maschi e femmine, o meglio, tra single li chiamano loro e famiglie. Assurda sta cosa. Piatto tipico. Bello questo bivacco. Questo si, il bivac con i migliori. Quindi scroccherò un po' sto letto. Si tratta bene il ragazzo.
Giorno 12 inizia da questo motel trash. Ecco come si sposta il camion a idrogeno. Tutto marketing signora mia. Ormai avete capito che quando sono con Angelo si va in esplorazione.
Ogni posto è dannatamente incredibile. Insabbiate di.
Nuovo.
La.
Cosa impressionante non è la velocità in sé per sé, ma è la velocità in mezzo a tutti gli ostacoli.
Cioè...
Guarda! Sì?
No! Siamo saliti su questa roccia per fare dei video e ci sono tipo delle sculture rupestri. Queste sono ossa. Un uomo a cavallo che caccia. Noi vediamo le macchine passare in questi posti pensando che siano gli unici matti a passare per di là e invece l'uomo già migliaia di anni fa è passato su queste rocce. E siamo arrivati all'ultimo bivacco. Bisha! Every day is a wonderful day. La domanda è la seguente. Qual è il passo più difficile per un funambolo? Non è il primo. Non è al centro della fune. Ma è l'ultimo.
Per chiudere in bellezza infatti io e il buon Angelo siamo finiti in queste spettacolari dune fatte di questa sabbia fine fine fine fine che in arabo viene chiamata fesh fesh e che oltre a essere spettacolare vedendo queste scie incredibili delle macchine, soprattutto per le moto è un bel.
Problema.
Vieni.
Angelo, è piantatissimo. Ciao. Uno, due, tre.
Ormai sono un soccorritore di.
Piloti.
Nasser.
Si è vinto le Dakar in macchina ed è medagliato olimpico al tiro a piattello. Ultima cena!
E' partito un mega applauso. Oggi va così. Mi mancherà il rumore dei meccanici tutta la notte. Domani sveglia alle cinque. Ciao ciao bivacco. E' stato bello. Ultimi 500 km. Ed eccoci alla fine della Dakar. Grande! Grande Nafler!
Sapete, quando sono partito la mia idea era di vedere sicuramente delle macchine incredibili, dei piloti che sono degli eroi, vedere il lavoro dei meccanici, ammirare i paesaggi dell'Arabia. E sì, è stato tutto dannatamente bello, ma la cosa che mi ha veramente colpito è il lato prettamente umano, le persone e il fatto che sia un ambiente con uomini e donne da tutto il mondo, di tutte le età. Dove corre il pilota professionista col team che spende un sacco di soldi e dove corre l'appassionato che è arrivato lì con un sacco di sacrifici. Tutti nella stessa gara, tutti a fare la stessa avventura. Il tutto in una cornice si controversa come l'Arabia Saudita, si che ha un sacco di problemi e sotto tanti punti di vista è incredibilmente arretrata, ma che forse è proprio sbagliato giudicare dall'esterno e additarla come arretrata e basta. Indipendentemente dal posto del mondo, incontrare le persone, parlare, condividere, raccontare storie è un modo per crescere tutti quanti insieme. Tantissime culture diverse, tantissime persone diverse convivono serenamente, si divertono, senza conflitti, senza pregiudizi, ma trainati da un'unica grande passione. Si conclude questa avventura, grande! Grazie, sono stati veramente belli! Alla prossima! Non è un addio, è un arrivederci! È un arrivederci, è un inizio! Vado a dormire! Anche io! Ciao!
La cosa più bella della Dakar? La cosa più bella è la prossima! I paesaggi, l'amicizia!
Qua è bello tutto il giro. La cosa più bella della carriera sono le dune, senza ombra di dubbio le dune. Qual è la cosa migliore della.
Gara? Vedere la gente bella come.
Te. Oh, grazie. Vedere tutti qui. La mia prima vittoria nel 91 con la.
Motocicletta. Non ero nato, ma... Un po'.
L'Avventura che c'è sempre perché tutti gli anni a tutti qualcosa succede, anche i paesaggi sono.
Bellissimi. In questi posti dove vi fete i conti non c'è nulla intorno a noi, però questo nulla ci dà molto. Soffri però alla fine dici, bah lo sai che oggi mi sono quasi.
Divertito. Diciamo che il bello della Dakar è che tutti sanno che è rischiosa.
Ed è anche un po' la parte più.
Emozionante. incredibile.
Gara, molto difficile ma in modo fantastico, molto divertente, bellissima.
Ma è proprio condividere l'esperienza, le emozioni e più che altro è fare una cosa unica che in pochi al mondo possono fare e soprattutto è guidare la moto in dei posti che sono fantastici. La polvere!
La fine è che conosci gente un po' speciale come te, come quello che adesso è dietro la telecamera. Grazie! Penso che la mia parte preferita sia l'avventura, per essere sincero. È che sei romantico, sei tu e la tua moto e nient'altro per due settimane. Il più bello è arrivare in fondo.










