TUTTO DISTRUTTO.

Jakidale travels to the Turkey-Syria border after the February 6 earthquake with a humanitarian group led by Paola, distributing food and vouchers to refugee families. He documents destroyed towns, tent camps, and attempts to cross into Syria with hygiene kits to reach community projects like a farm initiative.
Chapters
Salve! Sono in uno dei posti più desolati dove sia mai stato in vita mia. Ci sono cose, ci sono posti, di cui sentiamo parlare spessissimo ai telegiornali, che ci sembrano lontani, dove succedono tragedie di ogni tipo. Ecco, oggi vi porto in uno di questi, tra edifici distrutti, macerie, campi profughi e tendopoli. Oggi vi porto sul confine turco-siriano. Stiamo andando a Izmir con Sun Express, che non sapevo neanche esistesse. Ma gli antichi greci lo sapevano perché era una grandissima colonia dell'Asia minore, Smirne. Siamo effettivamente in Turchia. È talmente vuoto questo posto. Ciao! Assurdo, non c'è nessuno, nessuno, non c'era nessuno neanche ai controlli. Boh, sembra un film horror. Gazziantep, un'ora e 45 di volo. Arrivati. E lui ovviamente sta già fumando come un turco. Abbiamo mezz'oretta di macchina. Hello, hello. Ci siamo, ci siamo. Salve, salve, salve. Questa è la sistemazione per la notte. Ovviamente siamo con la mitica Paola. Come stai Paola? Benissimo, adesso che siete arrivati è ancora meglio. Ma soprattutto c'è questo incredibile sistema tecnologico. Ehi là! Quello è Pietro. Poi domani vi spiego. Buonanotte! Buongiorno! Room tour. Eccolo. Queste sono le camere degli altri. E qua abbiamo il bagnetto tutto rosa! Che bello! Bollitore. Acqua e frutta. Tutto quello che serve. Sono le 9.37. È tempo di esplorare. Lui con la legna numero uno. Ha messo un tappeto sul motore per decorarlo. Per farvi capire dove siamo, questo è il rooftop. Siamo a Chilis, città da circa 100.000 abitanti, che si trova al confine tra Turchia e Siria. Quella là in fondo è la Siria. Quello è il muro bianco che divide la Turchia dalla Siria. Riassunto delle puntate precedenti, l'associazione con cui faccio cose in Africa, una mano per un sorriso for children, oltre a fare tutte le cose che vi ho raccontato dell'Africa, ha anche una serie di progetti qua con i profughi siriani, quindi gente che è scappata dalla guerra per trovare rifugio qua in Turchia e che oltre ad aver avuto tutta la sfortuna del mondo di ritrovare il proprio paese in guerra e dover scappare, il 6 febbraio di quest'anno hanno pure avuto il mega terremoto che c'è stato. Nel concreto quindi Cosa fa l'associazione qua? Sostiene le famiglie siriane più in difficoltà. Prima c'era una scuola tra l'altro in questo palazzo, poi per il covid e per una serie di altre motivi è stata chiusa. Si sta cercando di riavviarla, di fare altre cose, ma per il momento quello che stiamo facendo qua è portare aiuti alle famiglie. Quindi sostanzialmente quello che abbiamo fatto nei primi giorni è stato proprio visitare le famiglie, portando beni di prima a necessità, quindi cibo, dalle uova alle patate alle verdure. Mi fai l'unboxing di quello che c'è nel pacco? Limoni, carote, cipollotti e poi abbiamo 10 kg di patate. Ottimo. E ultimo le uova. 30 uova. E' un voucher da poter spendere in un supermercato convenzionato per permettere a queste famiglie di comprare ciò che più serve loro. Praticamente con circa 15-20 euro si regala un sacco di cibo alle famiglie che poi hanno il voucher a loro. i quali possono prendere quello che vogliono in base alle loro esigenze. Comunque c'è tutto qua eh, dalle patate alle melanzane, cioè sembrano anche di bellissima faccia e costa tutto molto poco. Guarda che skill. Carta vince, carta perde. Eh è truccato. Da qua si è visto.
Pietro ormai lo conoscete, è matto. Lei che disegna è Carola, che tra le altre cose ha fatto un podcast molto bello dove racconta proprio questa situazione in Turchia. Ve lo lascio qua sotto. Lui è Alessandro Dettosandro ed è tra le altre cose il fondatore di Will. E Christian, il nostro gigante buono, guidati ovviamente dalla mitica Paola, presidente dell'associazione. Anzi, Cavalier Paola. quindi quello che stiamo facendo in questi giorni è andare di casa in casa in casa in casa e questa è una cosa che inizialmente non capivo nel senso che non stiamo parlando di chissà quali aiuti incredibili a livello proprio materiale però il fatto di portarli di casa in casa, di parlare con le persone, di passare qualche minuto con i bambini a fare due bolle di sapone, due disegni o due giochi paradossalmente è molto più importante dell'aiuto materiale in sé per sé perché è un qualcosa di più umano, che dà speranza le patate che porti verranno mangiate la mezz'oretta che passi con un bambino facendolo divertire se la ricorderà per sempre e sarà magari un piccolo seme che germoglierà e lo spingerà ad andare avanti io sono molto materialista e tuttora faccio fatica ancora a credere che questa roba funzioni però in questi posti capisci anche l'importanza del non fare niente e esserci e basta perché queste persone si sentono perse, abbandonate Io non so sinceramente cosa farei nella loro situazione, però è proprio incredibile questo modo di aiutare. Pensate che Majad, il referente della associazione di qua, l'Abraham locale, mi ha proprio detto, a noi arrivano gli aiuti dalle grandi associazioni tipo l'Unicef e va benissimo, però io non ho mai visto nessuno di questa associazione e per loro invece è molto importante avere qualcuno vicino. Questa è una scuola che è anche una moschea. Che bello. Qua ci sono tutti i pacchettini per ogni bambino con un po' di cibo. Chiara Ferragni. Questo da voi. Metti le scarpe, togli le scarpe. Guarda qua la postazione. Un bel tè. Tavolata rigorosamente per terra. Guarda che spettacolo. Lui comunque è Youssef, è il nostro uomo. Patate. Eccoci qua. Grande Youssef. Shukran, shukran. Metti le scarpe, togli le scarpe. Guarda che lounge che hanno qua. Mamma mia. Divano? E questi? Ah, aglio. Giusto un po' di aglio hanno qua. Shukran, bagno. Che roba. Altra famiglia, altra cassetta. Vai Alan, togli le scarpe. Buongiorno. Oh, c'è una culla. Che bello qua. Assù fa accesa proprio... Mamma mia. E metti le scarpe. Là ci sono la signora Maria e la signora Giovanna che cuciono. Vai, vai, vai, vai. Alleh. È elettrico.
Allora ci hanno portato il preventivo dei container e il problema è che è intraducibile. Come ti ha scritto la madre, il lavoro del buon tipo, l'illuminazione dimostra la tua acqua. Qua c'è il progetto, qua ci abbiamo i sample, manca solo tutto il resto. Questa era la prima scuola, siamo nel seminterrato dell'edificio e qua c'erano le prime classi con le aule, altezza non benissimo però insomma si fa quel che si può c'è pure la cucina tra l'altro come vedete la mia applicazione di terremoti dice che ci sono stati terremoti piccolini però ci sono stati 2.8 2.3 sono tutti lungo la faglia noi siamo fortunatamente qua un po' lontani assurdo Ecco, per chi si fosse perso qualcosa, oltre alla guerra in Siria, a febbraio c'è stato il megaterremoto. Infatti proprio a Chilis tante case sono inagibili. Questa è una casa dove non si può andare perché, come vedete, è stata danneggiata gravemente. E le case inagibili hanno il nastro giallo. Ok, ok, no, stiamo lontani. Tante persone vivono in tende, ma fortunatamente non è stata così tanto colpita. Il problema è che città vicine sono state letteralmente rase al suolo. Un giorno siamo andati a Datai, molto più vicina all'epicentro. Con un po' di cibo da portare alle famiglie e ai bambini. Sono circa due ore di macchina. Ci stiamo avvicinando verso la linea rossa. Che è dove c'è la faglia. Esatto. E infatti gli edifici sono sempre più distrutti. Tra poco passiamo proprio sulla faglia. Non c'era un singolo edificio non danneggiato gravemente. Macerie su macerie su macerie. Ruspe ovunque. Non ho mai visto così tante ruspe in vita mia che demolivano quello che c'era da demolire iniziando a cercare di fare pulizia. Ah, arrivati. Nella devastazione più totale. Che roba.
Assurdo, assurdo. La cosa impressionante è che guardando queste case vedi proprio che sono state abbandonate nel pieno della notte quando c'è stato il terremoto e sembra di avere uno spaccato nella vita delle persone e poi tende, campi, praticamente ovunque pensate tra queste persone ci sono tantissimi siriani che già erano scappati dalla guerra hanno vissuto per anni in campi profughi in bruttissime condizioni dopo mille sacrifici magari si sono riusciti a comprare finalmente una casa vera in mattoni veri mandare i figli a scuola e poi nella notte del 6 febbraio tutto distrutto parlando con la signora ci ha detto quello che ho vissuto in siria in dieci anni col terremoto l'ho vissuto in un minuto.
Campo.
Da calcio. Questa è la tenda cucina. Cucinano una volta ogni 2-3 giorni per tutte le famiglie. Questa è la situazione che c'è molto da dire.
I conteggi parlano di più di 50.000 morti e circa 2 milioni di sfollati, anche se ovviamente un numero preciso è impossibile da dare. Terremota. In realtà una serie di terremoti, la scossa più forte alle 4 del mattino, magnitudo 7.8, e poi si sono susseguite tutta una serie di altre scosse che hanno portato alla distruzione veramente totale della città. Sono quelle cose che quando vedi al telegiornale capisci la gravità ma quando poi ci sei dentro dici porca vacca è successo per davvero è successo veramente tutto sto casino questo suppongo fosse il mercato abbiamo solo questo come detto quindi occhio alla testa dovrebbe essere tranquillo tutto distrutto ed è venuto giù tutto letteralmente qua c'erano tutti i negozi adesso ovviamente non c'è nulla.
Tutto quello che c'è in una casa è un cumulo di macerie.
Ovviamente gli edifici che sono venuti giù due mesi fa hanno già tolto tutte le macerie. Sono rimasti quelli che sono rimasti in piedi ma che saranno da demolire. E non si è salvato niente, niente. Allucinante, allucinante. Sembra uno scenario apocalittico, sembra di stare in una mappa di un videogioco, in un film. È tutto così surreale. Eh, eh sì, quel palazzo lì proprio era quello che c'era qua. Assurdo. assurdo ecco di solito nei video sui social in generale si tendono a mettere solo le cose più eclatanti io in questo momento ho una valanga di riprese perché non avete idea della quantità di edifici distrutti che c'erano e pensate che la maggior parte delle macerie erano già state portate via i pezzi che vedete vuoti erano palazzi ad ogni modo tra i palazzi distrutti siamo rientrati a chilis che dopo questa visita non sembrava neanche così brutta Nuovo giorno, nuove famiglie da visitare. Tra l'altro oggi è Pasqua. E abbiamo anche le uova pasquali. Presto. Assalamualaikum. Adesso siamo a Chilis Centro, in questi palazzi che miracolosamente sono ancora in piedi. Le uova, le uova, le uova. Che bello. Altra casa, altro giro. E togli le scarpe. Assalamualaikum. Altro cibo, altra famiglia. Le uova, le uova, le uova. I limoni signora! I limoni! Togli le scarpe, metti le scarpe. Ultima casa della giornata. Ovviamente si tolgono le scarpe. E stasera per la cena barra pranzo di Pasqua abbiamo questo spettacolo. Oltre a questo aiuto umano però, l'idea è di fare qualcosa di veramente fisico e tangibile. Quindi lo scopo di questa permanenza è fare una ricognizione per capire se e come costruire uno smiling center anche qua. Se non sapete di cosa sto parlando andate a recuperarvi i video dell'Africa. sicuramente seguite i social dell'associazione se volete rimanere informati per le donazioni c'è proprio la raccolta fondi su instagram se no comunque tutti i link qua sotto in descrizione e nulla stiamo a vedere capiamo boh detto questo oggi abbiamo l'ultimo giorno forse riusciamo a entrare in siria per portare degli aiuti anche di là ma non è detto perché stanotte ci sono stati dei tafferugli quindi potrebbe non essere troppo sicuro e ovviamente La sicurezza prima di tutto. Adesso stiamo andando al gate del muro, al confine e vediamo cosa succede perché abbiamo i permessi per entrare ma c'è una sorta di blocco. Niente, oggi non si entra, il confine è assolutamente chiuso anche a chi come noi ha permessi speciali. Posso dire che con ste copertone si dorme veramente bene? Ecco per una serie di eventi io e il buon Pietro siamo rimasti un giorno in più perché oggi riproveremo a entrare oltre al muro e quindi effettivamente in Siria. Cosa molto complessa visto che c'è letteralmente un muro iper blindato dove nessuno può entrare e uscire e parliamo comunque di un paese che è ancora in guerra. Quindi ora stiamo andando al gate della Turchia poi ci sarà il primo controllo poi ci sarà la terra di nessuno e poi ci sarà il gate per entrare in Siria. Vediamo cosa succede. C'è questo stradone dritto verso il confine di là. Quello lì è il gate, bello blindato. C'è già rimbalzati la prima volta. Cambio macchina, questo mezzo già mi piace di più. Bene, il cancello l'abbiamo passato, tecnicamente. Da adesso siamo in terra di nessuno. Siamo dall'altra parte, è tutto recintato quindi non siamo da nessuna parte. Stiamo attraversando la terra di nessuno, tra il confine della Turchia e il confine della Siria. Thank you! Ok, ci hanno controllato i passaporti, quindi in teoria il primo controllo è andato. Scusa, scusa, scusa. Ok, altro controllo superato, stiamo andando di nuovo avanti. Qua ci sono una valanga di camion. Allora, i controlli turchi sono andati. E i controlli siriani? Eccoli qua, praticamente inesistenti. No, così proprio. Nulla, siamo in Siria. Ok, terza macchina. Qua dietro c'è tipo un mega campo profughi. Dovremmo essere ufficialmente in Siria? Sì, sì. Tra l'altro nessun controllo alla frontiera siriana. Proprio zero. Qui dentro c'è tutto un mega campo profughi. che vengono qua al confine sperando di poter passare di là. Raccontarvi la Siria in breve è praticamente impossibile. Già il Medio Oriente è un casino con tutti quegli stati dove gli americani, i russi e tutti quanti hanno fatto casino. Dal 2011 la Siria è in guerra civile. Assad contro i ribelli. ma in questa storia c'entra pure lo stato islamico, i curdi, gli americani, i russi, tutti dentro! Vi lascio in descrizione qualche video. La cosa incredibile però è che entrandoci effettivamente, a parte le decine di checkpoint militari praticamente ogni due chilometri, la guerra non si vede, si vedono le conseguenze. paese congelato al 2011 chiuso in sé stesso con migliaia di persone in povertà assoluta che vivono in queste gigantesche tendopoli che non sono tendopoli di emergenza come quelle del terremoto ma ormai sono delle città bandiere turche bandiere siriane come se si volesse raccontare una sorta di pace che è non c'è. Praticamente per fare dieci chilometri ci sono mille checkpoint, mille cose, ti fermano, chiedono il passaporto. Adesso ci siamo messi a parlare di calcio col tizio. Il calcio funziona sempre. Siamo ad Azaz, che è questa città, è la prima grossa città diciamo dopo il confine. Specular Achilles ed è la strada per andare ad Aleppo. e oltre a raccontarvi appunto con i miei occhi la Siria dall'interno avevamo un compito preciso provare a iniziare un nuovo progetto dell'associazione per portare aiuto anche in queste zone da una parte con dei kit igienici che abbiamo consegnato ad alcune famiglie in un campo e dall'altra con un progetto molto particolare con le mucche! Eccoci arrivati alla prima destinazione che è una fattoria. Mucche! Pietro che parla con le mucche. Praticamente qual è l'idea dell'associazione? Invece che mandare aiuti a caso, cose inutili che poi rischiano di diventare addirittura spazzatura, cose che non vengono gradite, sostenere direttamente le comunità che ci sono qua in Siria, a partire banalmente da un posto del genere, dalla fattoria. L'idea è proprio di far ripartire l'economia dalla cosa più basilare, ovvero l'agricoltura e l'allevamento. Come si suol dire, siamo nell'etame. Avrei pensato a tutto nella vita, ma non di finire in una fattoria circondata da mucche in Siria. Ma tu sei bellissima! Ora, ad oggi è solo un'idea, però è proprio un modo di aiutare diverso dal, appunto, mandare camion pieni di aiuti perché ci sono le cose che producono cose, bisogna solo riuscire ad aiutarle nel modo difficile. Quindi sostenendo la fattoria, mandando il mangime per le mucche, facendo mille cose. Adesso è arrivato il mangime dalla Turchia e loro mangiano. Che buono, signorina! E si risolve tutta la catena, perché le mucche possono fare il latte, il latte può essere dato ai bambini e tutto quanto. È così dannatamente banale, ma è così dannatamente efficace. Magna! Bene, siamo fermi. È un checkpoint. Voi chi siete? Dove andate? Un fiorino. C'è il concessionario BMW e Mercedes. Assurdo. Quindi questi sono i kit igienici. Abbiamo i kit. Ok, l'altro progetto. Altro checkpoint. Comunque ci stiamo addentrando adesso nelle campagne. Stiamo andando ad Afrin, che è quest'altra città, dove c'è il campo che viene appunto sostenuto dal latte fatto dalle mucche che al mercato mio padre comprò. Ok, siamo arrivati in centro ad Afrin e c'è un casino senza senso. E qua ci sono tutti questi negozietti.
Ed eccoci arrivati al campo. Questa è la situazione con tutte le capanne e le tende. Porca vacca che situa! Oh! Wow! Eccolo! E questo è il prodotto finale, quindi lo yogurt che adesso daremo ai bambini. Smiling yogurt. La cosa bella è che è un prodotto delle loro terre, che hanno sempre mangiato da bambini. Quello che gli faceva la mamma non è una roba che arriva da chissà dove, è una cosa loro. Una cosa così semplice, così banale, ma che dà allo stesso tempo tantissimo. Neanche tanto a livello materiale, ma soprattutto a livello simbolico. Molto bene, molto bene.
E adesso diamo i kit igienici che contengono materiale di base igienico è rimasto tutto congelato prima della guerra è una città bloccata e tutto lasciato così però si vede che era una città florida che era una città normale tutto molto breve tutto molto intenso adesso si torna in Turchia siamo un po' tirati perché abbiamo il volo tra tre ore e dobbiamo ancora attraversare un sacco di checkpoint, tornare però dovremmo farcela. Eh, altro checkpoint. Ciao, ciao, Siria. Assurdo, guardate qua, c'è tutto un mega campo profugo anche qua, con i pannelli solari. Nestra, sinistra. Senza parole. Che salame. Adesso cambio di macchina di nuovo e si torna di là. A posto? Hola! Olè!
E da qua si vede molto bene il muro. Lo vedete là dietro. Eccolo lì. Che roba. Il muro che divide la Turchia dalla Siria. E chissà se riusciranno a passare. Dovrebbe esserci adesso l'ultimo controllo e poi ci siamo. Che fa tipo l'attacca al camion. Ultimo controllo!
Ce l'abbiamo fatta. Che mondo strano. Uralà. Mandiamo un messaggino alla mamma. Ciao mamma ti voglio bene. Ultimo cambio macchina. Missione compiuta. Penso di non essere mai stato così sporco e puzzolente in vita mia, ma ne è valsa la pena. Nel macro scenario economico mondiale non abbiamo cambiato niente, ma abbiamo dimostrato che si può portare aiuto e Non voglio dire banalità, ma io credo che comunque tutte le piccole cose facciano la differenza, ma soprattutto ogni volta che viaggio in questi posti molto poveri mi rendo sempre più conto di quanto diamine siamo fortunati noi. Voi, che se state guardando questo video non avete di certo problemi veri, quindi alzatevi dalla sedia e fate qualcosa di utile per il mondo. Grazie. E nulla, spero che questa avventura vi abbia lasciato qualcosa. Ci vediamo prossimamente con prossime cose in giro per il mondo. Ciao ciao!
Devo farmi una doccia. Ciao ciao.










