Starting July 1st, Italy is adding exit penalties for switching energy suppliers, even though free market rates already cost more than regulated ones. The move limits competition and lacks consumer education, similar to penalties recently reintroduced in telecom.
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Che il mercato libero dell'energia fosse una mezza sola per il fatto che i costi del mercato libero sono superiori a quelli del mercato tutelato, cioè un controsenso dal punto di vista della concorrenza, beh, questo già lo sapevamo. Ma adesso il mercato libero non è nemmeno più tanto libero, perché sentite un po' cosa si sono inventati? Beh, si introducono le penali di recesso se un consumatore vuole cambiare il proprio fornitore di energia elettrica. Di quale concorrenza parliamo se per recedere tu devi affrontare dei costi che sì devono essere indicati sul contratto, sì il consumatore deve essere informato, sì devono essere proporzionali, ma poi lo sappiamo come funziona, le famose penali della telefonia che il decreto Bersani aveva escluso e che poi sono rientrate dalla finestra. Insomma, la concorrenza sì aiuta i consumatori se poi si possono liberamente scegliere il fornitore più conveniente. Se pensiamo poi non sono state fatte campagne per informare i consumatori di come funziona il mercato energetico, che è complesso, beh, ecco che la frittata è fatta. Insomma, dal primo luglio dovete cambiare fornitore e sceglietelo bene perché ci sarà una penale se volete recedere voi. Lo sapevate? Voglio dire la concorrenza.