Nel video Massimiliano Dona descrive un tentativo di truffa via e‑mail rivolto a sua moglie, Simona Volpe. Un truffatore ha inviato un messaggio apparentemente da Massimiliano a Simona, chiedendo un bonifico. Dona spiega come i truffatori sfruttino il fatto che le due caselle condividono lo stesso dominio (chiocciolaconsumatori.it) per dedurre una possibile relazione professionale e quindi inviare richieste di pagamento credibili. Illustra inoltre una variante più pericolosa, il “man‑in‑the‑middle”, in cui gli aggressori compromettono la casella di posta, analizzano le conversazioni e intervengono al momento giusto per inviare istruzioni di bonifico, spesso usando un IBAN fraudolento. Conclude avvertendo gli spettatori di proteggere rigorosamente i propri account e promette ulteriori dettagli nella descrizione del video.
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Oggi vi parlo di una truffa che avviene via e-mail. Questa mattina al risveglio mia moglie trova esattamente questo messaggio di posta elettronica nella sua casella, apparentemente mandato da Massimiliano Dona a Simona Volpe, che è mia moglie, con la richiesta di effettuare un bonifico. Ora evidentemente il messaggio era poco credibile, il tono che io uso nei confronti di mia moglie, insomma salutarla con saluti o altre formalità con tutto in questo messaggio lo rendono decisamente poco credibile. Ma il dubbio legittimo è come hanno fatto a sapere che io e mia moglie abbiamo una relazione forse più laborativa, avrà pensato il truffatore Ed in effetti questo genere di truffa avviene soprattutto a livello professionale. I truffatori sono in grado di verificare che l'indirizzo e-mail di due persone ha la stessa estensione, nel nostro caso chiocciolaconsumatori.it. E quindi presumono che abbiamo una relazione di lavoro, tale per cui uno possa chiedere all'altro di eseguire un bonifico. Magari avrebbero potuto trovare la responsabile della nostra contabilità, a parte che non dò ordini di bonifico in questo modo, ma loro non lo sanno, ci provano e in qualche caso, molto raro, riescono ad ottenere una risposta per la quale comunicano poi l'Iban, che naturalmente non è quello originale, ma è quello che li consentirà di appropriarsi di queste somme. Se questo tentativo di truffa è abbastanza originale, ben più pericoloso è il cosiddetto man in the middle, una truffa che gioca sull'acheraggio della nostra casella di posta. Cosa vuol dire? Che i truffatori entrano all'interno della nostra casella di posta, magari siamo stati un po' superficiali nel conservare le password, ascoltano le conversazioni, comprendono qual è quella persona che ad esempio esegue i bonifici per nostro conto, il tono di voce che io uso nel relazionarmi a lei e arrivano proprio nel momento giusto per comunicare l'ordine di bonifico. Oppure si inseriscono in una conversazione con dei fornitori che magari aspettano da parte nostra un pagamento. Quindi fate molta attenzione a proteggere i vostri account di posta elettronica, cosa che spesso i consumatori sottovautano. E per farlo vi spiego tutto nella descrizione di questo video. E voi lo sapevate?