Il GOVERNO vuole limitare le RECENSIONI online?

In this Italian YouTube commentary, the presenter, a consumer‑rights advocate linked to the Unione Nazionale dei Consumatori, examines a set of provisions on online reviews that the Italian government has inserted into the annual small‑and‑medium‑enterprise bill. He explains why reviews are crucial for consumers, especially in tourism, and then walks through the main elements of the proposal: mandatory identification of reviewers, a 15‑day deadline for posting, a vague requirement that reviews be “detailed”, an obligation for platforms to verify compliance, automatic removal of reviews older than two years or that are no longer “relevant”, and a ban on commercialised or incentivised reviews. The speaker evaluates each measure against existing EU rules, highlighting privacy and free‑speech concerns, the risk of reducing the volume of reviews, and the practical difficulty for platforms to enforce the rules. He argues that while combating fake or paid reviews is legitimate, the draft appears to aim at limiting the overall flow of consumer feedback, which would harm both consumers and honest businesses. The video ends with a call for viewers’ opinions and a subscription request.
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Magari delle recensioni bellissime tutte in fotocopia che evidentemente sono state acquistate Oggi parliamo di recensioni perché sono importantissime per i consumatori. Tutti noi le usiamo quotidianamente, tanto che si debba comprare un prodotto o viceversa usufruire di un servizio, soprattutto i servizi turistici. Pensiamo alla prenotazione di una vacanza ma anche soltanto all'idea di andare fuori a cena. Cosa facciamo? Andiamo a consultare le recensioni per ascoltare la voce di altri consumatori che hanno usufruito di quel prodotto, di quel servizio, e cercare di orientare al meglio i nostri acquisti. Del resto, la voce degli altri consumatori, il cosiddetto passaparola, è uno dei poteri più importanti che sono nelle nostre mani, quello di mettere in comune le esperienze. Ma, c'è un ma, ed è quello della veridicità, dell'attendibilità delle recensioni. Allora, in questo video un po' più ampio, strutturato rispetto ai reel su Instagram o ai miei TikTok, voglio raccontarvi che sul fenomeno delle recensioni sta arrivando forse una riforma che è contenuta all'interno del disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese, che dedica tre o quattro articoli proprio al tema delle recensioni. Quindi si tratta, lo chiarisco subito, di un progetto del governo italiano, in un ambito però che è già ampiamente regolamentato a livello europeo. Questo non vuol dire che le regole attuali funzionino bene, anzi, Tutti noi siamo stati forse ingannati qualche volta da recensioni non vere o per eccesso, per difetto. Troviamo magari delle recensioni bellissime tutte in fotocopia che evidentemente sono state acquistate da chi vende un determinato prodotto, ma possiamo anche trovare delle pessime recensioni che sono state pubblicate, non so, magari da un competitor di quel ristorante o di quell'albergo soltanto per trarne un illegittimo vantaggio. Quindi, prima cosa da dire, è che tutto ciò che si può fare per migliorare le recensioni non può che vedermi ovviamente solidale e, come l'Unione Nazionale dei Consumatori, il tema centrale è che le recensioni sono utili nella misura in cui sono vere. Si può far meglio? Sì, sicuramente si può far meglio, ma andiamo a chiederci adesso se questo progetto proposto dal governo italiano ha un senso, non vi annoierò con tutta una serie di dettagli giuridici di compatibilità di queste norme con le norme europee. Va da sé, senza bisogno di essere dei tecnici, che l'Italia non può proporre una propria normativa sulle recensioni, visto che sono per antonomasia un fenomeno che va al di là dei confini. Immaginiamo a quanti turisti sono interessati a leggere le recensioni pubblicate su strutture italiane ma anche all'utilità ovviamente per noi nel momento in cui andiamo all'estero di leggere recensioni che siano fatte secondo i medesimi criteri. In più mi limito ad aggiungere semplicemente che proprio sulle recensioni ci sono già delle norme specifiche a livello europeo. Ma è interessante visto che il dibattito adesso è arrivato Bruxelles, proprio perché queste norme nel momento in cui coinvolgono anche altri Paesi membri devono in qualche modo essere discusse anche a Bruxelles, è arrivato questo pacchetto di norme ed è molto utile che andiamo ad esaminare quelli che sono i punti fondamentali di questa riforma per chiederci se sono utili ai consumatori oppure se forse non si tratta di un disegno per limitare, per contenere le recensioni e che quindi questa idea sia fatta a beneficio dei soggetti professionali, delle imprese. Io resto dell'idea che l'interesse dell'impresa, del restauratore, dell'albergatore, del villaggio turistico è lo stesso del consumatore, cioè far prevalere chi fa meglio il suo mestiere, chi è serio e responsabile nella gestione di un business così importante anche per la nostra economia come è il business turistico, ma leggendo tra le righe di questa proposta mi sembra di leggere un'attenzione spostata più sull'obiettivo di ridurre complessivamente le recensioni e da consumerista, da rappresentante dei consumatori vi dico che Se domani i consumatori rinunciassero a postare delle recensioni, e se queste diventassero di meno, perdiamo tutti noi, perché perdiamo più informazioni su questa o quella struttura, informazioni invece oggi così utili per le nostre scelte. Tutte le ricerche dicono che i consumatori, tantissimi consumatori, si affidano proprio alle recensioni prima di fare un acquisto. Un primo pilastro di questa lotta alle recensioni false si fonda sulla identificazione di chi fa la recensione. A noi consumatori non interessa il nome e il cognome di chi ha lasciato un commento. Cosa ci interessa? che quel commento sia stato lasciato da un soggetto che ha effettivamente utilizzato il prodotto, ha effettivamente mangiato in quel ristorante, ha effettivamente soggiornato in quell'hotel. Questo è un primo punto che tra l'altro ha a che fare con una sorta di censura preventiva. Insomma, io devo dichiarare il mio nome, farmi identificare se voglio lasciare un commento. Ecco, un'ipotesi del genere crea dei problemi per il rispetto della privacy di tutti noi, ma soprattutto, arrivo a dire, per la tutela di diritti costituzionali, come sono quelli della libera espressione del mio pensiero, delle mie opinioni, che non può essere condizionato, deve naturalmente essere rispettoso, non deve essere diffamatorio. ma per quello ci sono le sanzioni e le conseguenze ex post, qualora si rintraccino dei reati o delle affermazioni non rispondenti al vero. Quindi questo è il primo punto. Abbinare l'identificazione di chi scrive la recensione con l'attendibilità, secondo me è un passaggio un po' forzato. Il secondo aspetto problematico. La recensione, per essere valida, deve essere postata entro 15 giorni. Ora, è chiaro che generalmente le recensioni vengono postate subito dopo l'esperienza, ma non è detto che il termine di 15 giorni sia un termine ragionevole. Pensiamo a chi fa un lungo viaggio, potrebbe essere ancora in vacanza. 15 giorni dopo aver soggiornato in un hotel o mangiato in un ristorante. E poi si torna dalle vacanze, sinceramente abbiamo tutti altro cui pensare rispetto all'urgenza di fare una recensione. Il rischio in questo caso è di privilegiare le recensioni negative, perché quella negativa probabilmente viene lasciata di impulso, mentre quella in cui si racconta una piacevole esperienza di viaggio magari viene rilasciata con tempi più lunghi. Ora, qual è l'intento del legislatore? L'idea è quella di far sì che la recensione sia postata quando i ricordi sono ancora freschi, evitare che qualcuno poi strumentalizzi il suo commento. Io sono d'accordo con questo, ma insomma un termine si può dare, ma tre mesi ad esempio, come quello previsto da alcune piattaforme turistiche, 15 giorni mi sembra ovviamente un termine troppo stretto. Ma la legge prevede un altro obbligo di chi fa le recensioni che mi sembra davvero sproporzionato. E cioè la recensione deve essere dettagliata. Ora, a parte il fatto che non si riesce a capire cosa voglia dire dettagliato, perché se sto parlando di un volo che è arrivato in ritardo, di un ristorante che mi ha servito un piatto immangiabile, quali tipi di dettagli, cosa mi dovrei soffermare. Ma poi si stabilisce un onere a carico delle piattaforme che raccolgono le recensioni e andare a leggersene tutte e verificare se rispetto al servizio quella recensione è puntuale, cioè è arrivata nei 15 giorni e persino dettagliata. Ovviamente è un onere giuridico che non ha molto senso, anche perché le piattaforme non hanno l'obbligo di andare a leggersi e a controllare tutte le recensioni, ma poi dettagliato non è un parametro che abbia alcun senso. Ovviamente, e qui siamo perfettamente d'accordo, è importante che il recensore abbia usufruito del servizio, questa secondo me è qualcosa di molto importante, ma come dimostrare che ha usufruito del servizio? Anche qui questa richiesta non può essere fatta a scapito della mia privacy, non mi si può obbligare a postare uno scontrino nel quale rivelo che cosa mangio a pranzo a cena, in che tipo di ristoranti vado, dando delle informazioni sulle mie abitudini, sulla mia capacità di spesa o altro. Pensate che nel merito del contenuto della recensione la legge arriva a dire che le recensioni non dovrebbero essere ingannevoli, non veritiere e fin qui nulla da dire, ma neppure eccessive. cioè eccessiva. Che cos'è una recensione eccessiva? Ovviamente chi la scrive filtra l'esperienza di acquisto alla luce della sua cultura, della sua educazione, della sua capacità di raccontare le cose, della sua psicologia, di quanto quella storia lo ha fatto arrabbiare o meno. Che la recensione non debba essere eccessiva, sinceramente non lo capisco, da avvocato mi chiedo giuridicamente come poi questa cosa possa essere effettivamente tradotta in pratica. ma c'è un ulteriore aspetto che riguarda sempre i termini che non quadra ed è quello per cui la recensione deve essere rimossa se non più attuale e anche qui sono d'accordo se quell'albergatore ha fatto degli interventi per rimuovere il disservizio capisco bene che quella recensione non ha più ragion d'essere Ma chi controlla? Ancora una volta le piattaforme vanno in quell'albergo a vedere se è stata aggiustata l'aria condizionata, faccio un'ipotesi, non ha nessun senso. Ma ancora peggio sui termini l'altra previsione di questa norma che dice comunque dopo due anni le recensioni devono essere rimosse e anche qui stiamo danneggiando il consumatore, perché è vero che una recensione di due anni potrebbe essere ormai, diciamo così, scaduta, sorpassata, ma invece potrebbe essere la prova del fatto che un determinato operatore è recidivo, cioè continua a regalare disservizi ai consumatori, esperienze negative, ed allora è chiaro che la somma di tante recensioni, anche alcune risalenti nel tempo, l'importante è che ci sia la data. Tutti noi quando andiamo a vedere le recensioni cerchiamo le ultime, ma se un disservizio è risalente a oltre due anni fa e tuttora viene reiterato, è chiaro che il consumatore lo deve sapere per evitare quel operatore. Ancora, naturalmente, e su questo siamo d'accordo, fatto di vieto di commercializzare, diciamo così, le recensioni, di venderle, di offrire sconti, di offrire soggiorni in cambio di recensioni positive. Pratica, peraltro, come sappiamo nel campo dei prodotti molto frequente, ogni tanto ci arriva una scatola dove dentro c'è proprio il coupon, lasciaci una recensione positiva per avere uno sconto su un futuro acquisto. Queste a grandi linee le novità di cui si sta discutendo a Bruxelles per capire se queste norme sono compatibili con gli scenari di tutela già previsti a garanzia dei consumatori. A noi resta il dubbio che piuttosto che non presidiare la verità delle recensioni che è il valore supremo, Questo pacchetto di riforme miri a contenere le recensioni, a limitarle. Mentre questo è un valore straordinario, insisto, viva le recensioni, che siano tante, che siano più o meno dettagliate, che arrivino prima, subito dopo il soggiorno o un po' più in là, a condizione, questo interessa ai cittadini, che siano vere, che siano state fatte da persone che hanno usufruito del servizio e quindi possano raccontare. la loro esperienza. Fatemi sapere nei commenti che cosa ne pensate, che voi siate imprenditori o consumatori e ovviamente, se potete, seguite il canale per avere altri approfondimenti come questo. E voi, lo sapevate?










