La beneficenza stonata del pandoro Balocco-Ferragni

In questo monologo, l'autore analizza la campagna di beneficenza del "Pandoro Pink" promossa da Chiara Ferragni e Balocco, evidenziando una pratica ingannevole verso i consumatori. Sostiene che il prodotto è stato venduto a circa 9 €, quasi tre volte il suo costo di produzione stimato (3,70 €), facendo credere al pubblico che il sovrapprezzo fosse destinato alla beneficenza. L'Autorità Antitrust ha scoperto che Balocco aveva già donato 50 000 € prima del lancio della campagna, dimostrando che l'incremento di prezzo non era legato a ulteriori donazioni. L'autore distingue il problema tecnico‑legale di inganno al consumatore dalla questione reputazionale di Ferragni, che non ha effettuato una donazione personale. Conclude che, sebbene la reputazione dell'influencer possa subire conseguenze, l'aspetto più rilevante dal punto di vista tecnico è la violazione delle norme sulla trasparenza commerciale.










