La crisi in Yemen e i prezzi delle mele | L'aria che tira

A producer of Italian Granny Smith apples, a consumer advocate, and a journalist discuss how the Red Sea crisis has raised transport costs by 6-7 cents per kilo, yet prices in Italy keep climbing instead of falling. Massimiliano Dona argues consumers should shop by price per kilo and watch for deals to keep annual food spending under 700 euros.
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Con Massimiliano Dona, buongiorno, avvocato e presidente dei consumatori.it Proviamo a partire da una cosa molto concreta. La nostra Isabella Ciotti si trova con uno dei più importanti produttori di mele. Può sembrare una storia banale, ma in realtà la guerra del Mar Rosso ha un impatto immediato sulla nostra economia. Ciotti e poi tutti gli altri ospiti, vai!
Buongiorno, esatto. Che cosa c'entra una mela con la crisi in corso? Semplicemente queste mele che vedi, ora ti inquadriamo, sono eccellenze italiane, eccellenze del Veneto in particolare, che hanno tra i loro mercati di riferimento paesi in questo momento interessati dalla crisi, divisi tra noi dal canale di Suez, quindi Emirati Arabi, Arabia Saudita, me lo stava raccontando Stefano Faedo, che ora ti presento, e India. in particolare. Questa eccellenza ha proprio in queste destinazioni uno dei suoi mercati più forti. Stefano Faedo è il produttore di queste belle mele che vedi, che sono della cooperativa che dirige Belfiore e rappresenta oltre 400 produttori come lui, quindi ci può spiegare che cosa sta succedendo in questo momento e quali effetti prevedete?
Sì, allora oltre alla mia cooperativa c'è un gruppo di cooperatori che attraverso l'Associazione Ortofrutta Veneta commercializza queste mele. Questa eccellenza che vediamo che è la Granny Smith è particolarmente apprezzata all'estero praticamente proprio perché per le sue caratteristiche che gli vengono conferite dalla nostra areale, avendo una scarsa escursione termica durante il periodo di raccolta che è ad ottobre, riusciamo ad ottenere un colore verde brillante ed intenso, però oltre che esteticamente anche l'aspetto pedologico a terra ci consente di avere una servevolezza, un gusto che da sempre ci viene riconosciuto.
Qual è il problema che si sta creando a livello di costi e di tempi?
Il problema è questo, toccando quasi tutto l'emisfero sud in vari posti, parliamo anche di America Latina, ma in particolare anche i paesi del Golfo, ci sono delle difficoltà legate alla logistica, alla commercializzazione. Abbiamo dei mercati recettivi ai quali non oggi, per fortuna, perché è una cosa che è appena arrivata e per il momento stiamo tamponando la situazione.
Quanto costa oggi di più?
Oggi però ci sono incrementi di 7 centesimi, 6-7 centesimi al chilo. Cioè ci sta dicendo il nostro amico.
Isabella Ciotti che c'è un problema, il primo problema che si evidenzia è come fare arrivare questo prodotto in quelle aree e questo è un aspetto quello che tecnicamente si chiama export. E poi c'è tutto l'aspetto invece delle merci e delle filiere che arrivano qui e aumenteranno i prezzi. Ma giusto Dona e tutti gli altri, questo solo per darvi la dimensione del fenomeno che stiamo parlando. Noi possiamo giocare, essere in qualche modo anche leggeri nel raccontarvi l'impatto della mela. I numeri sono questa cosa qui. Allora, dona e poi anche tutto l'aspetto politico che c'è ovviamente attorno a questa guerra. Non è che siamo civici e pensiamo solo alle questioni economiche.
Prego. Vedi Davide, è un problema gravissimo per la nostra economia e come rappresentanti dei consumatori siamo solidali con i produttori. Però bisogna subito liberare il campo da un equivoco. Qui parliamo di export, quindi sono le nostre mele che purtroppo non riescono ad arrivare dove erano destinate. Tra l'altro i kiwi erano già passati e quindi erano stati già trasferiti ai porti di destinazione, le mele sono passate solo per metà perché sono prodotti stagionali, per cui è chiaro che allungare di 15 giorni il viaggio per prodotti che hanno una shelf life, cioè una vita, sono prodotti naturali, freschi e quindi può essere un danno. Ma io mi chiedo, perché aumentano i prezzi in Italia? Dovrebbe succedere il contrario, perché le mele che non arrivano laggiù restano nel nostro mercato, si crea un ingolfamento del nostro mercato, cioè se ci sono più mele di quelle che non dovrebbero esserci, i prezzi dovrebbero crollare. Poi, ripeto, lo dico ancora una volta, siamo solidali con imprese che non riescono a fare l'export, ma questa cosa qui, a differenza delle auto, a differenza di prodotti che importiamo, deve ricadere sui prezzi in termini negativi, devono diminuire i prezzi delle mele, non possono dirci dopo due giorni che c'è la crisi che sono 7 centesimi in più, questo è inaccettabile.
Un punto di vista molto diciamo, ci fa vedere un altro aspetto.
Mi scaldo perché si parla sempre di.
Aumento dei prezzi, c'è il mal tempo.
Piove poco, piove troppo, c'è una crisi, c'è uno sciopero e alla fine pagano sempre i consumatori.
Tu dici se non si riesce a vendere Siccome c'è una produzione che comunque qui rimane, i prezzi dovrebbero abbassarsi.
Abbiamo sovrabbondanza di mele.
Siccome la vicenda del Mar Rosso ci ha riportato direttamente a parlare dell'aumento dei consumi, lo facciamo con l'ex ministro dei Trasporti, Toninelli, che è diventato una specie di influencer del web. Guardate la sua difficoltà di far la spesa. Il problema del tonno. Potremmo chiamarlo il tonnogate di Toninelli.
Guardate qua per 90 cento grammi di salmone siamo tra i 6 7 barra 8 euro 90 grammi di salmone 180 grammi di tonno guardate qua 7 euro 99 7 euro 98 99 99 7 euro 98 un prezzo incredibile soprattutto insostenibile per la maggior parte degli italiani Donna.
Ci farei un pensiero in consumatori.it perché mi pare un influencer.
È un principiante però, devo dire. Io che frequento da influencer i supermercati so bene che è il prezzo al chilo che deve determinare le nostre scelte, non guardare delle confezioni e sparare i prezzi a bambera. Poi lì davanti aveva il salmone che è il prodotto ingannevole per Antonomasia perché vediamo nella finestrella il salmone, poi apriamo la pellicola e scopriamo che il salmone era solo dietro la finestrella. sgrammatura dei prodotti e tanto spreco di packaging a danno dell'ambiente. Guardate il prezzo al chilo se volete risparmiare, non seguite questi gruppi.
Ma esiste quel problema che lui dice dei consumi, dei costi alle stelle?
Ovviamente, si parla di un'inflazione che retrocede ma non per il carrello della spesa. Ai noi, a parte che è un'inflazione comunque alta, noi abbiamo stimato aumenti di costi a famiglia nell'ordine dei 1500 euro con l'inflazione attuale di questi 1500 euro 700 euro per la spesa alimentare è chiaro che sono consumi insopprimibili ormai i consumatori cercano le offerte abbiamo parlato anche qui david il consiglio è di farsi guidarsi dal volantino ma per comprare solo i prodotti in offerta non tutti gli altri che magari invece hanno un costo normale.










