Massimiliano Dona smonta la bufala virale dei portachiavi con microchip nei parcheggi. L'ASCOM nega ufficialmente l'esistenza di qualsiasi autorizzazione. La truffa sfrutta la paura del monitoraggio e funziona come una catena di Sant'Antonio.
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Attenzione se vi regalano dei portachiavi nei parcheggi dei supermercati e distributori di carburante perché potrebbero contenere dei microchip utili a individuare dove abitate e potrebbe trattarsi di una tecnica utilizzata da bande di malviventi provenienti dall'est europeo. Questa è la bufala che gira, pensate, dal 2016 ma che proprio in questi giorni è tornata virale sulle piattaforme social. Perché è una bufala? Non c'è nulla di vero. Persino l'associazione di commercianti, l'ASCOM, che avrebbe firmato questo cartello, ora ve lo faccio vedere qui, ha smentito ufficialmente già qualche anno fa che si tratti di una vera informativa. Nulla di tutto ciò. E allora perché diventano virali queste bufale? Beh, intanto per diffondere un senso di allarmismo che paradossalmente Depotenzia l'attenzione del consumatore. Se abbiamo paura di tutto, forse ci fideremo di qualcuno che ci offre una soluzione rassicurante. E poi perché questa notizia, se la guardiamo bene, fa leva su almeno due elementi che possono sembrare credibili. I truffatori provenienti dall'est europeo, notoriamente esperti di tecnologia, e il tema del controllo, dell'essere monitorati nei nostri spostamenti, che sembra sia molto allarmante per le persone. Ma non c'è da credere a questa cosa nulla di vero, quindi per favore fermate queste catene di Sant'Antonio, almeno aiutate, in questo caso sì, chi arriva dopo di voi e non troverà in giro questa notizia, magari proprio perché siete stati voi a rilanciarla e voi lo sapevate. Bufale, bufale, bufale!