In questo video, il conduttore Tiberio intervista il consumatore e commentatore Massimiliano Dona per analizzare le pratiche abusive che si sono diffuse nei ristoranti italiani, soprattutto dopo l’estate calda e le difficoltà economiche del settore. Dona elenca una serie di esempi di addebiti illegittimi o esagerati (es. 2 € per riscaldare un biberon, 2 € per tagliare una pizzetta, 60 € per due caffè e una bottiglietta d’acqua) e spiega quali di queste voci sono consentite solo se chiaramente indicate sul menù (coperto, servizio, tariffari) e quali sono invece vietate (sovrapprezzi per il POS, commissioni nascoste, spezzettamento dello scontrino). Vengono discussi i meccanismi di “splitting” dello scontrino, l’aumento dei costi energetici trasferito al cliente, la pratica di far pagare bottiglie d’acqua confezionata a prezzi elevati e la mancata offerta di acqua del rubinetto. Dona fornisce consigli pratici al consumatore: controllare il menù, chiedere la carta dei vini, contestare immediatamente le voci non giustificate, fotografare lo scontrino e denunciare sui social o alle autorità competenti. Il dialogo evidenzia anche il ruolo dei media nel amplificare la questione e la necessità di una maggiore trasparenza da parte dei ristoratori.
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Ma che è successo quest'estate? Il caldo ha dato la testa a chi faceva lo scontrino?
Qualcuno ne ha approfittato, sicuramente le difficoltà che hanno impattato sul mondo della ristorazione hanno indotto pochi per fortuna ma ci sono stati furbacchioni a inserire negli scontrini voci non proprio dovute. D'altra parte i consumatori a loro volta più attenti ai bilanci anche ai soldini spiccioli controllavano, cosa che va sempre fatta agli scontrini. Ultimo elemento, i mezzi di informazione hanno un po' cavalcato questa cosa. Per fortuna forse non c'erano notizie più gravi.
Meno male per certi versi, però leggo. Due euro per riscaldare un biberon, due euro per tagliare una pizzetta, 60 euro per due caffè e una bottiglietta d'acqua. va bene guadagnare, ma ci mancherebbe altro.
Allora distinguiamo Tiberio, ci sono i prezzi che in alcuni casi sono esplosi oltremisura, certo poi se pretendi di mangiare nel bel mezzo di Piazza San Marco davanti al Pantheon è chiaro che paghi anche l'esperienza, quindi il primo messaggio è che dobbiamo fare i conti con le nostre tasche, la nostra capacità di spesa. Però altre voci sono folcloristiche, alcune illegali. Insomma, nel Cito Una tu non l'hai menzionata, ma la cattiva abitudine di addebitare qualcosa se scegli di pagare con il POS è qualcosa di gravissimo, cioè paghi con la carta di credito, con il Bancomat, qualcuno ancora ti addebita delle commissioni, cosa gravissima. Ma poi tra le voci che tu citavi, alcune a condizione che siano indicate nel menu sono lecite. Altre, voglio dire, il piattino in più. Noi già paghiamo il coperto e allora il piattino non è dovuto.
Posso rifiutarmi di pagare? Che succede davanti alla casa di noi? Io questa cosa non gliela do.
Allora, innanzitutto il consiglio per il consumatore è di reclamare subito, perché devo dire, tiro un po' le orecchie anche ai consumatori qualche atteggiamento un po' vigliacco, cioè torni a casa, fai la foto dello scontrino e la metti sui social. tanto vale reclamare sul posto anche perché c'è la possibilità di evitare di pagare costi non dovuti. Il confine è quello della trasparenza, che è una cosa molto pratica e cioè quel costo era indicato sul menu, anche un costo dovuto, pensati bene il coperto, i 3, 4, 5 euro di coperto, se me li hai indicati sul menu, tu ristoratore, sono dovuti, altrimenti no, il servizio al tavolo va indicato sul menu, quindi i tariffari esposti e i menu che ci danno i ristoratori sono il confine tra ciò che devo e non devo pagare. Poi noi consumatori dobbiamo anche farci furbi. Il classico menù del giorno, il piatto fuori menù che ti dice il cameriere e che quindi, essendo fuori menù, non lo troviamo scritto sul menù, o la bottiglia di vino. Non vergogniamoci a chiedere la carta dei vini, perché una bottiglia di vino può costare 15 euro, ne può costare 50. E' bene che i consumatori si informino e al cameriere. Io l'ho fatto quest'estate, l'ho anche documentato sui miei social. Oggi lo chef consiglia, non è nel menù, scusi, quanto costa. Non vergogniamoci di chiedere. Perché c'è stato un fenomeno, Tiberio, che è quello dello spezzettamento dello scontrino. Cioè il ristoratore, oltre che per il Covid, anche per rimediare i costi energetici, hanno bollette che si sono quintuplicate. Io lo capisco. ma correttamente, io conosco dei ristoratori che nella prima pagina del menu mi hanno detto, lo scrivono, caro cliente, la bolletta non è più quella di un anno fa, devo aumentare i costi e lo accetto e lo apprezzo, poi sceglierò se posso permettermelo o meno. C'è invece quello che furbescamente ha fatto lo spezzatino dello scontrino. Cosa vuol dire? Che invece di renderti un costo unitario per il servizio e per il coperto, ti aggiunge tutta una serie di voci furbette prima o poi, io facevo la battuta qualche giorno fa, mi faranno pagare la seduta più comoda, il cuscino sulla sedia. C'è già qualcuno che fa pagare la vista, c'è qualcuno che fa pagare dei coperti diversi se sei all'interno, se sei all'esterno. Come stanno facendo le compagnie aeree da tempo, che hanno però pagato un danno reputazionale enorme, Tiberio. Le compagnie aeree c'è stato un attimo che erano idolatrate dai consumatori, oggi sono odiate perché fanno Bisogna dire anche una.
Cosa riguardo i costi fissi dell'elettricità che ti arrivano, degli aumenti con un contratto che magari non è neanche sottoscritto, poi cambi gestore, magari come è successo a un nostro telespettatore che ne ha parlato qui, poi ha cambiato gestore. Il precedente gli ha detto ritorna con noi, gli hanno fatto anche un contratto più basso. L'infidelità paga, anziché premiare l'affezione, premiano l'infidelità. E questa è una pratica commerciale che io trovo...
Ne abbiamo parlato diverse volte, siamo d'accordo, però scaricare a valle, sull'ultimo anello della catena, anche a livello di poca trasparenza queste dinamiche, è impossibile in Italia farsi servire l'acqua di rubinetto. All'estero si fa, in Italia no e questo è uno scandalo, e poi sull'acqua in bottiglia fanno spesso dei margini che non hanno senso.