In this post‑event interview at the Premio Dona 2014 ceremony, Massimiliano Dona, spokesperson for the Unione Nazionale dei Consumatori, explains the meaning behind the event’s slogan “Cresce la cultura del nuovo”. He argues that consumer organisations must evolve from merely denouncing bad companies to actively guiding citizens through new consumption trends, especially as purchasing increasingly occurs through peer‑to‑peer platforms and the sharing economy. Dona describes how the association’s role is being re‑defined: it must help consumers become aware, evaluate services, and participate in collaborative economic models. He also details a symbolic gesture used at the ceremony – a badge containing seeds – meant to “cultivate” the new culture of consumption, urging a critical but open‑minded attitude toward innovation. The interview closes with a brief look ahead to the 2015 edition of the award, reaffirming the commitment to foster a more informed, collaborative consumer ecosystem in Italy.
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Cresce la cultura del nuovo, è stato questo lo slogan del premio Dona 2014. Massimiliano Dona, lo spettacolo è finito, la sala del teatro argentina si è svuotata, avete avuto degli ospiti straordinari, un pubblico entusiasta, una gran fatica per voi, ma perché la scelta di questo slogan, Cresce la cultura del nuovo?
Perché credo che sia la missione di un'organizzazione di consumatori. Guardare nuovi trend di consumo, a ciò che accade nell'esistenza di ciascuno di noi, non si compra più come si faceva un tempo, talvolta si compra da un altro consumatore che mette in vendita qualcosa, cambiano i paradigmi, il cambiamento di un'epoca, dovremmo chiederci se le norme, i regolamenti attuali sono sufficienti, se qualcosa va cambiato. Intanto il nostro contributo è nel dare un seme, che speriamo germogli nelle coscienze dei consumatori, comprendere di essere parte di qualcosa di più grande, di un meccanismo collaborativo può senz'altro aiutare anche la ripresa di questo Paese.
Poco fa hai fatto riferimento al fatto che cambiano le imprese e cambiano anche i consumatori. In un certo senso tutto l'ecosistema nel quale noi tutti viviamo ogni giorno sta cambiando pelle e anche voi come associazione di tutela dei consumatori dovete stare in qualche modo al passo. Quali sono le cose più importanti sulle quali avete dovuto riformulare il vostro modo di vedere il mondo?
Per rimanere in vita un'organizzazione dei consumatori deve essere al passo con i tempi. Fino a ieri era tollerabile che il nostro unico ruolo fosse quello di tirare pietre all'azienda scorretta. Oggi questo non può bastare più. Io devo anche orientare i cittadini, orientare i consumatori, spiegargli quale servizio fa al caso loro, per darti un'idea di quanto il nostro Paese sia fermo. La legge che riconosce le associazioni dei consumatori ci impedirebbe di dire se un negoziante, un produttore è efficiente. Possiamo soltanto dire quello dal quale fuggir via perché sbaglia qualcosa nella relazione con i consumatori. Il nuovo per noi è questo. Consumatori più consapevoli, al centro delle dinamiche imprenditoriali e le aziende anche per risparmiare lo stanno comprendendo. La sharing economy, tutto sommato, fa anche leva sull'aiuto, sulla collaborazione di noi consumatori.
Possiamo lanciare un concept, un'idea, una frase con la quale accompagnare quest'ultima coda del premio Odona 2014.
Attorno al nostro logo che era un albero abbiamo giocato sul doppio significato della parola cultura anche nella sua accezione antica di coltivazione. Non a caso abbiamo dato ai nostri ospiti un badge con una bustina che contiene dei semi. Era qualcosa che volevamo dare anche a chi oggi tornando a casa potrà in qualche modo mettersi alla prova allevando la cultura del nuovo. C'è bisogno di guardare a questi fenomeni con spirito critico, senza altro, non con una supina esaltazione del nuovo. Non vogliamo cedere alla retorica della condivisione a tutti i costi, ma forse questo modello di capitalismo può funzionare un po' meglio di quello che ci ha accompagnato negli ultimi anni.
Grazie a Massimiliano Dona, Unione Nazionale dei Consumatori. A questo punto l'appuntamento all'edizione 2015?