Spesa al supermercato, come non farsi influenzare dal posizionamento dei prodotti

In this interview, host Sveva talks with Massimiliano Dona, president of the historic Unione Nazionale dei Consumatori, about his new book "Il carrello dalla parte del manico" and the broader landscape of consumer rights in Italy. Dona recounts the evolution from the 1950s, when consumer protections were virtually nonexistent, to today’s extensive legal framework, emphasizing the need to make those rights effective in everyday life. He explains how supermarket design—product placement, shelf height, and the so‑called "avancassa" (the waiting area before checkout)—is deliberately engineered to steer shoppers toward impulse purchases, often hiding staple items like salt, sugar, and flour in less‑visited zones. He offers concrete strategies for more conscious shopping: planning a weekly list, allocating sufficient time, choosing products placed at eye level, and avoiding last‑minute holiday purchases. The conversation also shifts to upcoming changes in the Italian gas and electricity markets, clarifying that consumers will not be left without service and advising a cautious, price‑and‑reliability‑focused approach when selecting a supplier. The interview concludes with practical tips for holiday shopping, such as buying non‑perishable items early to save money.
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Ci viene in aiuto oggi pomeriggio una persona, presidente di una storica unione nazionale consumatori, lui è Massimiliano Dona, benvenuto a Gheo.
Ciao, buonasera.
Allora, tu hai pubblicato da poco un titolo con un libro molto interessante, Il carrello dalla parte del manico, è bello come titolo, no?
Stimolato dagli stessi consumatori che molte volte mi dicono ma tanto è inutile ribellarsi, reclamare perché le aziende, le grandi piattaforme, ma anche il ristoratore, loro hanno il coltello dalla parte del manico. Allora questo libro prova un po' a invertire quest'ordine di cose.
Ma intanto partiamo dall'inizio. Tuo padre ha fondato l'Unione Nazionale dei Consumatori negli anni 50.
Negli anni 50, un vero pioniere. Non esisteva neppure l'Europa nel 1955, pensa Sveva.
Ecco, e com'è cambiato negli anni il nostro modo di fare acquisti?
Ma lui mi raccontava spesso che l'epoca delle prime battaglie era quella per l'affermazione dei diritti, non esistevano le leggi. E volendoti raccontare la differenza che salta all'occhio, oggi la sfida è farle rispettare quelle leggi, far sì che quelle leggi escano dai codici ed entrino nella vita quotidiana.
Perché ci sono?
Il consumatore è molto tutelato oggi, si parla di un iper consumatore, il punto è che bisogna far diventare realtà questa tutela. Pensa che alcune leggi che noi oggi diamo per scontata, quella sul peso netto, per cui quando andiamo dal droghiere ci pesa il prosciutto ma non ci fa pagare la carta al prezzo del prosciutto, la cosiddetta tara ovviamente, oggi è scontatissimo, il fatto che su ogni prodotto debba esserci la lista degli ingredienti ordinata in ordine decrescente di peso, che ci sembra un'ovvietà nei nostri giorni, è stata una conquista dell'Unione Nazionale dei Consumatori così come l'etichettatura Dei capi che indossiamo, perché questa giacca può piacere o no, ma per sapere se è giusto quel prezzo devo capire la sua composizione. Oggi cose scontate, ma frutto delle battaglie di quei pionieri.
Ecco, allora, in questo libro tu racconti molte cose. È veramente un manuale, una guida. E dici che in fondo noi siamo come acquistiamo. Cosa significa questo?
Non è mia, ho rubato la parafrasi del cogito ergosum, oggi è diventata consumo ergosum. I consumi in qualche modo ci rappresentano, ci definiscono. Se decidiamo di comprare un certo tipo di cibo o un altro, un certo tipo di abbigliamento o un altro, tanta quantità piuttosto che invece acquisti più morigerati, beh quello racconta il nostro profilo di consumatori e come dicevi tu nell'introdurmi si può essere più intelligenti semplicemente con un po' di attenzioni prendendoci direi, questo è il primo consiglio che do nel mio libro, il giusto tempo per fare la spesa.
Quindi bisogna essere un po' concentrati. Invece spesso siamo di fretta, stanchi.
Questa è la sfida del nostro tempo, resistere a questa continua rutilante corsa del nostro quotidiano che ci fa andare al supermercato dicendo io lo faccio per primo perché sono un consumatore come gli altri. Devo prendere solo due cose per la colazione di domattina e quindi non prendo nemmeno il carrello proprio perché mentalmente poi arrivo tipo Deacali alla cassa con le cose nelle tasche per cercare di portare tutto alla cassa. Un po' di tempo per fare la lista della spesa pensando a quello che cucinerò in quella settimana. Non puoi immaginare quanto si risparmia avendo questo schema rispetto ai miei consumi. Se andate al supermercato dicendo comprerò qualcosa, comprerete sicuramente intanto magari cose che non vi servono, che avete già in dispensa, o delle cose inutili, quando non delle cose che non riuscirete a consumare magari finiranno nella spazzatura.
O delle cose in più che poi magari scadono. Ecco perché in fondo, per esempio, soprattutto questo nella grande distribuzione, nei centri commerciali, tutto è fatto in modo da indurci a comprare anche cose di cui non abbiamo bisogno. Noi viviamo in una società iper consumista e quindi purtroppo siamo manovrati. Questa è una realtà. Per quanto io sia consapevole, ogni tanto io cedo, non sono in cassa al supermercato e mentre aspetto vedo lì davanti i cioccolatini, le cose che fanno peggio e magari mentre aspetto... Vero che le hanno vietate quelli stand? con tutti i dolcetti, le cose di fronte alle casse?
Ci stiamo lavorando, non è ancora una norma che invece auspichiamo diventi legge a livello europeo. Devo dire che alcune reti della grande distribuzione, alcune insegne, stanno cercando di rendere le avant casse, si chiama così quello spazio... in cui siamo in attesa di arrivare appunto alla cassa, un luogo più etico. Perché quei dolcetti ad altezza bambino, devo dire, sono disdicevoli. Invece alcune catene stanno mettendo lì la frutta secca, cibi più... cose più sane. Perché davvero approfittare della noia che ci prende mentre aspettiamo il nostro turno...
Tu stiamo pensando al supermercato, ma in qualunque posto nell'avancassa c'è di tutto. In farmacia, al bar, nel negozio d'abbigliamento del centro commerciale, la vancassa è un posto dove ti serve di tutto per distrarti e comunque 3x2, tutte cose per noi.
Infatti un luogo prezioso dal punto di vista dei costi, un produttore per avere i suoi prodotti in quel luogo lì, in quello spazio, paga molti soldi al supermercato.
Davvero?
Cosa che i consumatori spesso ignorano è che non è che un supermercato organizza gli spazi secondo i suoi ragionamenti, ma ogni produttore paga a seconda di dove verrà posto il suo prodotto. Il luogo più prezioso tendenzialmente sullo scaffale è quello mani-occhi, cioè all'altezza dei nostri occhi. Facile da afferrare. Studi di neuroscienze dimostrano che un consumatore afferrerà, comprerà di più i prodotti esposti in quel luogo e infatti lì troveremo prodotti o un po' più cari o prodotti che quell'insegna vuole vendere, magari prodotti a marchio privato. Quindi un consiglio che do, provate a scegliere, non so, la marmellata un po' più in alto e un po' più in basso.
E poi ci sono anche dei cibi indispensabili tipo il sale, lo zucchero che sono posizionati dove?
Sono nascosti, sono nascosti.
Perché non si trovano mai?
È un video che ha avuto molto successo sui miei social. I supermercati ci nascondono quei prodotti che sono all'inizio della lista della spesa. Quindi non so, il sale, lo zucchero, la farina, i prodotti più basici. Sono i prodotti senza i quali non posso tornare a casa perché sono per l'appunto essenziali. Allora il supermercato ha la furbizia di nasconderli in luoghi secondari del punto vendita allo scopo di far navigare il consumatore anche nelle zone che lui chiama fredde, cioè quelle zone meno calpestate, diciamo così, dai consumatori, perché, come dicevi tu, Sveva più giro all'interno del supermercato e più corre il rischio di acquistare cose che non aveva programmato.
Senti Messiriano, ne parleremo noi anche a Gheo nelle prossime settimane, no? Ma c'è un tema importante, si possono già dire delle cose, perché tra poco dovremmo fare delle scelte per i contratti di luce e di gas. Innanzitutto per il gas, no? Entro il 10 gennaio.
Entro il 10 gennaio.
Che significa? Che questo getta nel panico molte persone, Ma no?
Infatti diamo un messaggio che tranquillizzi chi ci ascolta. La fine del mercato di tutela, che arriverà il 10 gennaio per il gas e ad aprile per l'energia elettrica, non vuol dire che siete obbligati a scegliere un fornitore del mercato libero. Spesso il call center ci chiama e ci racconta questa storia. Addirittura le persone anziane sveva raccontano che rischiano di restare senza gas, senza energia elettrica in pieno inverno. Non è così. Se non fate nessuna scelta, Nel caso del gas addirittura resterete con lo stesso fornitore con una tariffa particolare diciamo decisa per legge, per l'energia elettrica invece ad aprile verrete trasferiti diciamo d'ufficio ad un fornitore che vincerà una gara pubblica. Il consiglio che vi do è aspettate qualche mese, aspettiamo che arrivi la primavera, per valutare se la vostra bolletta è competitiva rispetto a un fornitore del mercato libero.
E' anche vero che nel mercato libero ci sono 700 fornitori quindi... Anche lì c'è... che ne so io.
Guarda, svega tutto chi un tasto fondamentale ed è bene dirlo, non conta soltanto il prezzo che andiamo a pagare ma anche l'affidabilità del fornitore perché è probabile che di questi 700 le imprese più piccole siano le più aggressive sul prezzo, a parte che sull'energia, come sai, il prezzo si fa su una piccola parte della bolletta, meno di metà. Ma attenzione a non affidarvi a qualcuno che vi lusinga con una tariffa molto bassa e poi magari non vi rende un buon servizio.
Noi ne torneremo a parlarne. Comunque per ora non è assolutamente il caso di preoccuparsi. Nessuno rimarrà senza gas. E poi ci sono delle categorie vulnerabili. Gli anziani di overe 75, comunque.
A maggior ragione vulnerabili. Sopra i 75 anni o se avete il bonus sociale in bolletta o se avete la legge 104. Insomma, ci sono delle categorie che davvero resteranno praticamente nella tutela attuale.
Allora, ci stiamo per salutare. Ci devi un consiglio pratico per chi ci segue. A cosa fare attenzione quando si fa un acquisto, soprattutto in questi giorni?
Beh, in questi giorni se potete anticipare gli acquisti per il pranzo, la cena di Natale, i prodotti che naturalmente si conservano, penso ai dolci delle feste, al panettone, al pandoro, risparmiate sicuramente se non li acquisterete last minute, lo stesso può valere per il pesce, la frutta secca e quindi andare oggi al mercato è più conveniente di farlo all'ultimo momento.
Grazie, grazie Massimiliano Dona.










