In this interview, Davide talks with Massimiliano Dona, president of consumatori.it, about the recent liberalisation of Italy’s gas market. Dona explains that the expected consumer savings have vanished because the temporary VAT reduction (from 22% to 5%) and the system‑charge discounts have expired, so the net price of gas has not decreased. He argues that the promised competition has not materialised; many new suppliers are unreliable and aggressive call‑center tactics spread misinformation, pressuring especially elderly consumers to switch. The law required a public information campaign and a well‑maintained supplier register, but these have not been implemented, leaving consumers confused. Dona advises listeners to do nothing for now – stay with their current provider, which will continue under a partially regulated tariff until prices stabilise. He also mentions a side topic about a new law on take‑away food packaging (the “doggy‑bag” rule), noting practical issues and questioning its impact on restaurants and consumers. The overall tone is conversational but critical, emphasizing the need for clearer regulation and consumer protection.
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Allora, Massimiliano Donaco, presidente di consumatori.it, molto molto preciso e chiaro nel raccontarci e spiegarci le cose. Mercato, mercato, mercato, però più mercato non ha portato quella concorrenza che avremmo voluto.
Non ha portato risparmio in capo alle famiglie e devo dire che si scatena una tempesta perfetta sul gas perché si inaugura proprio oggi il mercato libero anche per il fatto che il governo non ha prorogato gli sconti sull'iva e sugli oneri di sistema per cui di fatto il prezzo del gas oggi si riduce ma torniamo a pagare l'iva al 22 per cento era al 5 per cento e quindi di fatto non ci sono risparmi.
Facciamolo vedere bene questa onere di sistema ormai le persone che ci ascoltano poi voglio sentire anche De Bordeaux che scrive molto di economia e si intende di tutte queste vicende. Il governo Tu dici, sarebbe potuto intervenire con uno strumento molto preciso, no?
Questo è il famoso calmiere sulle bollette. Hanno azzerato gli oneri di sistema che rappresentano una componente importante sulle bollette e avevano ridotto sul gas l'IVA, originariamente del 22%, l'avevano portata al 5%. Dall'inizio di quest'anno questi benefici cessano, per cui sul gas, dove si sarebbe potuto risparmiare, non si risparmia. Questo è un tema che ha a che fare con molte questioni anche geopolitiche. Quello è la concorrenza invece che dicevi tu è davvero uno scandalo. Noi come organizzazione dei consumatori non potremmo che essere a favore di un mercato libero perché l'hai detta tu l'equazione scontata è mercato libero più concorrenza. Gli operatori si fanno si sfidano l'un l'altro a offrire tariffe migliori e quindi alla fine vince il consumatore.
Piccolo particolare... Sulla telefonia in parte era avvenuto, no? In parte, cioè tu dicevi ci sono diversi operatori telefonici, io a un certo punto scelgo, cambio...
Non c'è dubbio che quello della telefonia sia uno dei mercati che con le sue storture poi recentemente hanno approvato, te ne dico un'altra, l'adeguamento all'inflazione dei contratti telefonici, cioè gli stipendi non si adeguano all'inflazione ma i contratti telefonici sì e anche dall'inizio dell'anno i costi autostradali. Ma questo giusto per spiegare perché siamo in una tempesta perfetta di aumenti. Torno alla concorrenza del mercato energetico e come associazione dei consumatori vediamo con favore al punto che abbiamo lanciato un gruppo d'acquisto del mercato libero. Ma perché non era questo il momento per fare la liberalizzazione? Perché non siamo in regola con quello che ha previsto la legge. La legge aveva previsto che questo passaggio necessario anche a livello europeo avrebbe dovuto essere accompagnato da campagne informative pubbliche, cioè la classica pubblicità progresso che dice alla casalinga di Voghera che cosa cambierà e invece lo sai Davide le informazioni da chi arrivano? Arrivano dal call center che ci chiama al telefono e ci racconta delle frottole, arriva dal finto dal finto letturista che entra dentro casa nostra, trova qualcuno in casa, magari una persona anziana, e gli racconta che questa è una scadenza obbligatoria. Ne parlavamo poco fa. Allora smontiamo subito una fake news. Oggi 10 gennaio non è obbligatorio passare al mercato libero del gas, come non lo sarà il primo luglio con l'energia elettrica. Il consumatore può fare tre cose.
Che consiglio daresti alle persone che ci stanno ascoltando e che ancora non hanno fatto quella scelta?
Tra le tre cose che si possono fare, cioè non fare nulla, scegliere un nuovo piano nel gas offerto dallo stesso operatore o un'altra offerta, il consiglio è non fare nulla. Sai cosa accade se nel gas non si fa nulla? Restiamo con lo stesso venditore attuale, quindi non cambia nemmeno il nostro fornitore, veniamo passati ad una tariffa parzialmente regolamentata dalla RERA, quindi dall'autorità per l'energia, e avremo tutto il tempo di scegliere con calma, quando magari i prezzi scenderanno, il nostro fornitore del gas. Stessa cosa il primo luglio per l'energia elettrica. Non facciamoci prendere dal panico, i call center raccontavano alle persone anziane che sarebbero rimaste senza gas. Questa è una falsità. Si può restare, poi si può capire quali sono i nostri consumi, perché il.
Tema, vedi Davide, Il governo avrebbe dovuto spiegarla bene questa cosa.
Era previsto per legge che ARERA, cioè l'autorità, il settore e il ministero inaugurassero delle campagne di informazione. Non le hanno ancora fatte? Perché fino a dicembre non si sapeva se questo mercato sarebbe partito adesso. E invece bisogna arrivare a tutti i consumatori, perché questo è un mercato complicato, non è facile spiegare, come per la telefonia. Quindi noi questi aggeggi ce li abbiamo in mano. Tutto sommato ormai qual è l'operatore più conveniente lo abbiamo capito. Gli strumenti ci sono, ma vanno perfezionati. Altra cosa che sarebbe dovuta essere fatta prima è mettere ordine nell'albo dei fornitori. Oggi tu citavi le tante offerte del mercato libero. Sai che sono 700 le aziende che offrono servizi energetici? Di questi 700 ce ne sono moltissimi, ma è inevitabile, che non sono affidabili.
E come faccio a sapere quali sono? L'albo dei fornitori, che la Rera ha.
Perfezionato ma per il quale bisogna fare ancora di più, deve mettere dei paletti, cioè 50, 100, 200 e comunque libera concorrenza, ma quelli che rispondono a delle condizioni, altrimenti sai cosa succede? Negli ultimi mesi ha fatto delle campagne molto aggressive un fornitore che poi è fallito. Cioè qui il rischio non è soltanto andare a spuntare il prezzo più favorevole, ma trovare un soggetto che se ho un problema me lo risolve, perché se il resto senza energia elettrica o senza gas, perché c'è un'inefficienza, c'è una contestazione, serve un fornitore che sia all'altezza della situazione. Soprattutto questa è una legge che vuole regolamentare... Questa è una legge che vuole regolamentare quello che è già un diritto per il consumatore. Il consumatore che fa un ordine al ristorante e avanza del cibo ha tutto il diritto di portarlo a casa. Pensiamo al vino, quante volte i consumatori portano la bottiglia di vino che non hanno finito al ristorante e la portano a casa. Lo dice il codice civile. Ora questa legge mi sembra un regalo da un certo punto di vista ai ristoratori che potranno maggiorare di costi ulteriori il conto del consumatore, dall'altro lato si regalano dei disagi ai ristoratori. Ma i 6 centesimi, lei lo sa meglio di me.
Non mi dica che per chi paga 100 euro per una cena 6 centesimi siano rilevanti.
Ma i 6 centesimi, intanto non saranno mai 6 centesimi perché ci sarà il servizio del servizio del servizio. E poi anche il ristoratore non credo che sia tanto contento perché queste vaschette sostenibili, riutilizzabili, dove le conserva? Ha gli spazi adatti? Questa legge in ultimo non ha nemmeno finalità educative e glielo spiego perché è onorevole. Perché se avessimo voluto seminare, e sarebbe giusto, una cultura nel consumatore di riutilizzare il cibo, non avremmo intestato questa legge alla doggy bag e non usiamo più questo termine perché culturalmente doggy bag ci fa pensare al cibo che diamo al cane, mentre sarebbe meglio chiamarla seil bag o schiscetta se vuole, ma intestare una legge a doggy bag è un controsenso perché non si porta al cane quel cibo ma si riutilizza come giusto che sia.