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Il video spiega come le forze dell'ordine riescono a identificare e arrestare cybercriminali nonostante le loro precauzioni. Partendo da un principio storico (la guerra del Vietnam) l’autrice introduce il concetto di OSINT, mostrando come anche dati apparentemente banali – username, wallet di criptovalute, indirizzi email, foto e metadati – possano essere incrociati per ricostruire l’identità reale di un hacker. Vengono illustrati i passaggi pratici: ricerca di username su più piattaforme, utilizzo di servizi come Have I Been Pwned per scoprire data breach, analisi WHOIS di domini, ricerca di immagini e metadati, e graph‑analysis con strumenti come Maltego o LinkedIn. Il video cita casi emblematici (Ellis Pinsky/Baby Al Capone, AlphaBay, Jeremy Hammond, Robert Durst) per dimostrare come errori umani, stili di scrittura (stilometria) o semplici refusi possano rivelare l’autore. Conclude avvertendo che, sebbene l’IA possa rendere più omogenea la scrittura, gli investigatori hanno molte altre “freccie” a disposizione. Il contenuto è rivolto a un pubblico generale interessato alla sicurezza informatica e al funzionamento delle indagini digitali.

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