😱 Il caso BATES: Alexa convocata in tribunale

Il video narra il caso di omicidio avvenuto il 21 novembre 2015 a Bentonville, Arkansas, in cui Victor Collins è stato trovato morto nella vasca idromassaggio di James Bates. L'autopsia ha rivelato strangolamento con annegamento secondario, mentre le indagini hanno evidenziato tracce di colluttazione, graffi sul corpo di Bates, consumo anomalo d'acqua (circa 500 L tra l'1 e le 3 di notte) e incongruenze nei resoconti telefonici. Il caso è stato complicato dalla presenza di un Amazon Echo (Alexa) nella casa, che la polizia ha cercato di ottenere come prova audio. Amazon ha inizialmente rifiutato di consegnare i dati, invocando il Primo Emendamento e la libertà di espressione, ma ha poi fornito le registrazioni dopo che Bates ha acconsentito. Il contenuto discute le differenze tra il processo penale statunitense (giuria, tempi rapidi) e quello italiano (processi lunghi, giudice), analizza le questioni legali ed etiche legate all'accesso ai dati dei dispositivi smart, e conclude che le registrazioni consegnate non hanno fornito prove decisive, portando al ritiro delle accuse contro Bates. L'autore riflette su cosa sia stato realmente consegnato da Amazon, sulla privacy, sulla libertà di parola e sull'impatto di questa vicenda per il diritto digitale.
Chapters
21 novembre 2015, siamo a Bentonville in Arkansas. James Bates ha invitato degli amici a casa per guardare la TV, mangiare qualcosa e bersi una birra in compagnia. La classica serata americana che si vede nei film e nelle serie TV. Ha preparato anche la vasca idromassaggio in cortile, perfetta per godersi ancora di più la serata. Uno dei suoi amici si chiama Victor Collins e tra gli ospiti invitati è forse l'amico di più lunga data del padrone di casa. Per lui la serata è come una delle tante organizzate da Bates, ma non che è l'ultima che vivrà mai. Quella notte Collins perderà la vita in una dinamica su cui gli inquirenti fin da subito faticano a far luce, perché apparentemente in quel momento non c'era nessuno con lui, o meglio, non c'era nessuna persona, perché in realtà l'evento è successo davanti a un dispositivo Alexa che gli inquirenti cercheranno di chiamare come testimone nel processo, creando una situazione che sembra uscita dritta dritta da Black Mirror. Ma per capire bene com'è andata Dobbiamo partire dall'inizio. Ciao a tutti e benvenuti in questo nuovo video in cui vi racconterò una vicenda che mi ha particolarmente scioccata. L'omaggio Elisa True Crime era d'obbligo, visto che oggi per la prima volta tratteremo un caso di omicidio che a mio parere è molto interessante anche per il mondo cyber, dal momento che la tecnologia ha avuto un ruolo centrale all'interno del processo. Ma andiamo con ordine. Come dicevo, siamo nel 2015 2015. Amazon Echo, lo smart speaker dotato dell'assistente vocale Alexa, era stato lanciato sul mercato americano circa un anno prima. Per averla in Italia avremmo dovuto aspettare il 2018, e anche in America in realtà in quel periodo non era presente in tutte le case come oggi. James Bates però era riuscito a mettere le mani su uno di questi assistenti vocali e lo teneva in bella mostra in casa sua, utilizzandolo per le solite cose: ascoltare la musica, impostare promemoria e timer, e così via. Il 21 novembre di quell'anno, come racconta lo stesso Bates, l'uomo aveva deciso di invitare amici a cena come faceva spesso. Di solito mangiavano qualcosa, guardavano la partita in TV, mettevano un po' di musica su Alexa, e poi si rilassavano nella vasca idromassaggio. Gli amici di Bates erano così abituati a essere invitati e a stare lì da lui che capitava spesso che si trattenessero a fare due chiacchiere o a rilassarsi un po' anche dopo che il padrone di casa era andato a letto. Bates dice che quella sera era andata proprio così. Verso l'una di notte, visto che si sentiva stanco, aveva salutato l'amico Collins, che aveva deciso di rimanere un altro po' nell'idromassaggio insieme a un altro amico, e se n'era andato a letto. Il mattino dopo, James si sveglia con quello che descriverà come un brutto presentimento, e dopo aver fatto colazione va a controllare in giardino, dove trova il cadavere del suo amico Victor Collins, immobile nella vasca idromassaggio. James chiama il 911 alle 9:30 e racconta la sua versione. Dice di aver lasciato Victor vivo e apparentemente in buone condizioni nella vasca verso l'una di notte, quando era andato a letto. Non aveva sentito rumori, grida o suoni sospetti durante la notte, aveva dormito tranquillo. La mattina si era svegliato, aveva fatto colazione e poi aveva scoperto il cadavere. La sua idea è che forse Victor aveva bevuto troppo e questo l'aveva portato quindi magari a scivolare o a perdere conoscenza, e poi era annegato. È una narrazione convincente. Eppure, quando James ripercorre quella notte con gli investigatori ci sono alcuni dettagli che non tornano, piccole incongruenze che messe insieme iniziano a formare un quadro molto diverso da quello dipinto da James. Innanzitutto, quando gli agenti arrivano sulla scena del crimine, notano che il pavimento tutto intorno alla vasca è bagnato, ma non è il tipo di bagnato che ci si aspetterebbe da una normale serata con la vasca idromassaggio in funzione. Sembra piuttosto che qualcuno abbia spruzzato acqua ovunque con un tubo da giardino, come nel tentativo di lavare via qualcosa. Anche l'esame del cadavere rivela dettagli un po' strani strani per quella che dovrebbe essere una normale morte per annegamento. Collins ha un occhio nero evidente, ha delle tracce di sangue sul viso e ha degli altri segni sul corpo che suggeriscono che ci sia stata una colluttazione di qualche tipo. Con chi può aver avuto questa colluttazione non si sa, ma guarda caso anche il padrone di casa, James Bates, presenta graffi alla schiena, lividi sulle spalle, sullo stomaco e altri segni simili. Quando gli investigatori gli chiedono come mai abbia tutti quei segni sul corpo, James dice che probabilmente se li è fatti nel tentativo di tirare Victor fuori dalla vasca. È una storia plausibile? Forse sì, ma combinata con tutti gli altri elementi inizia a sembrare meno convincente. L'autopsia di Victor Collins conferma definitivamente che non si tratta di un incidente. Collins è deceduto per strangolamento, con annegamento come causa secondaria. In altre parole, qualcuno ha strangolato Collins fino a fargli perdere i sensi e poi lo ha lasciato annegare nella vasca idromassaggio. Diventa quindi ufficialmente un caso di omicidio e gli inquirenti iniziano a cercare indizi e raccogliere testimonianze, partendo ovviamente dalle persone che erano con Victor quella sera. Bates aveva raccontato di essere andato a letto verso l'una di notte, lasciando Victor nella vasca idromassaggio con un altro loro amico di nome Owen. Il problema è che in realtà Owen se n'era andato di casa a mezzanotte e mezza, dunque mezz'ora prima dell'orario in cui James aveva detto di essere andato a letto. Tra l'altro, analizzando i tabulati del telefono di Bates, emerge che l'uomo aveva fatto fare telefonate ai suoi genitori e all'amico Owen durante tutto l'arco della nottata, con l'ultima chiamata fatta intorno alle 4:30 del mattino. Dunque non era vero che a luna era andato a letto per svegliarsi poi la mattina dopo con calma. 3 mesi dopo l'omicidio, James Bates viene arrestato con l'accusa di aver ucciso Victor Collins e inizia la preparazione del processo. Fermo un attimo la storia per spiegarvi come funziona un processo negli Stati Uniti. Quello che si sa dai film è che i processi durano massimo una settimanella e che sono super teatrali, con gente che in aula fa cose assurde. È tutto vero. Partiamo dal presupposto che in Italia i processi durano anni, ma perché funzionano in questo modo: le indagini durano circa 6 mesi, eventualmente possono essere prorogate se necessario. Poi, se sono state raccolte prove sufficienti, il pubblico ministero, che rappresenta l'accusa nel nostro sistema giudiziario, chiede che abbia inizio il processo. All'imputato viene detto quello di cui è accusato, le parti dicono quali testimoni vogliono portare. Quindi da noi non c'è l'effetto wow del testimone a sorpresa dell'ultimo minuto, si fa una lista di testimoni da sentire proprio all'inizio del processo e poi iniziano le varie udienze in cui si sentono i testimoni, l'imputato, si fanno i vari adempimenti processuali e così via. Le udienze vengono fissate spesso a mesi di distanza l'una dall'altra, ma semplicemente perché il giudice deve essere sempre presente per ascoltare direttamente i testimoni, visto che poi sarà lui a decidere se l'imputato è colpevole o meno. Ho detto il giudice, ma in realtà può essere anche un collegio di più giudici. Questo dipende sempre dalla gravità del reato. Queste udienze quindi vanno incastrate in un momento in cui il giudice o il collegio di giudici è libero da altre udienze o da altri incombenti, quindi generalmente si allungano parecchio i tempi. Alla fine le parti fanno le loro arringe conclusive, il giudice stabilisce se l'imputato è colpevole e quanto dargli di pena. In tutto questo è tranquillamente possibile, anzi accade spesso, che il processo finisca qualche anno dopo il reato. Negli Stati Uniti è totalmente completamente diverso. Tutto il processo si svolge nel giro di qualche giorno, ma per un motivo ben preciso. A decidere della colpevolezza non è un giudice che fa quello di lavoro, ma è la giuria, formata da persone normali che devono lavorare, hanno degli impegni. Quindi li si può trattenere, ma sicuramente non per degli anni. Si fa quindi una full immersion, li si convoca per una settimana e in quella settimana si tiene tutto il processo. Ma per arrivare al processo di anni ce ne vogliono comunque, perché prima il pubblico ministero, che la chiamano procuratore, deve raccogliere tutte le prove per decidere se vale la pena tentare il processo, perché i procuratori vogliono vincere e quindi non portano a processo casi in cui non hanno una ragionevole probabilità di portare a casa il risultato. Per intenderci, i casi vinti in America fanno curriculum. Un procuratore che vuole far carriera deve vincere casi, quindi i casi che non si vincono facilmente li lasciano da parte perché non vogliono sporcare il loro curriculum e si concentrano solo sugli altri. Si prendono anche degli anni per raccogliere tutte le prove che riescono a trovare e poi alla fine decidono decidono appunto se fare il processo o meno. Se sono convinti della colpevolezza ma non sono convintissimi di vincere il processo, al limite propongono dei patteggiamenti, così arrivano comunque a incarcerare qualcuno ma evitano il rischio di perdere la causa. A decidere, come accennavo, è una giuria di persone comuni, ciascuna con il proprio trascorso, i propri pregiudizi, e per arrivare alla condanna devono essere tutti d'accordo che l'imputato è colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. In pratica, il procuratore o dimostra incontrovertibilmente come sono andati fatti, oppure deve essere estremamente abile per convincere 12 persone diverse che l'imputato è colpevole. Il caso dell'omicidio di Collins si preannunciava estremamente complesso da portare in giudizio. Di prove certe non ce n'erano, c'erano solo degli indizi che, considerati tutti insieme, potevano far concludere che il colpevole fosse Bates. Ma sarebbero stati sufficienti a convincere una giuria? Gli indizi raccolti erano: 1, le tracce di colluttazione che, unite all'autopsia, facevano capire che Collins era stato strangolato dopo una 2) I dati del contatore dell'acqua che dimostravano che erano stati consumati circa 500 litri d'acqua fra l'1 e le 3 di notte, probabilmente per togliere il sangue dalla scena del crimine. 3) Le incongruenze nel racconto di Bates, perché se una persona mente su come si sono svolti i fatti, probabilmente ha qualcosa da nascondere. Nient'altro. Sicuramente era stato un omicidio, probabilmente era stato James, ma non c'erano altre prove o testimoni che potessero corroborare questa tesi. Tranne... Quel dispositivo Alexa che faceva bella mostra di sé in cucina vicino alla finestra che dava proprio sul punto del giardino in cui si trovava la vasca idromassaggio. Purtroppo, essendo una tecnologia nuovissima, come dicevo era stata lanciata sul mercato l'anno precedente rispetto all'omicidio, gli inquirenti intuiscono che se è un dispositivo fatto per ascoltare tutto in attesa che venga pronunciata la parola di risveglio, poteva aver ascoltato anche quello che era successo durante quella notte. La polizia di Bentonville si procura quindi un mandato di perquisizione per ottenere da Amazon tutte le registrazioni audio dello smart speaker relative al momento dell'omicidio. Il problema però era che Amazon si rifiutava di collaborare. A fine 2016 e inizio 2017 l'azienda rifiutò per ben 2 volte di consegnare volontariamente alle autorità i dati audio dell'Echo di Bates. Amazon si dichiarò disposta a collaborare solo di fronte a una richiesta legale valida e vincolante e presentò addirittura una mozione formale per annullare il mandato di perquisizione, sostenendo che le richieste rivolte dagli utenti ad Alexa costituiscono comunicazioni coperte dal primo emendamento della Costituzione americana riguardante la libertà di parola. I legali di Amazon in pratica affermarono che le interazioni vocali con Alexa fossero una forma di espressione protetta e che le autorità dovessero dunque dimostrare un forte interesse prevalente prima di poterle ottenere. Ovviamente mi vien da pensare, con un po' di cinismo, che la preoccupazione maggiore di Amazon fosse più che altro quella di non perdere i propri clienti, perché penso che a nessuno di noi faccia piacere pensare volere di avere in casa un dispositivo che registra tutto e a cui la polizia può accedere quando vuole con un semplice mandato. Mentre iniziava questo scontro legale, che probabilmente sarebbe diventato storico, fra Amazon e le forze dell'ordine, successe una cosa del tutto inaspettata. James Bates autorizzò spontaneamente la polizia ad accedere ai dati memorizzati dal suo Amazon Echo, dichiarando di non aver nulla da nascondere in quanto innocente. A questo punto Amazon, ottenuto il consenso esplicito del cliente, consegnò i dati richiesti alle autorità, abbandonando la sua battaglia in tribunale. Cosa che secondo me in realtà è un gran peccato, perché sarebbe stato bello avere una pronuncia sulla questione dei diritti costituzionali applicati alle registrazioni di Alexa, e sarebbe sicuramente diventato un precedente molto interessante nel sistema giudiziario americano. Comunque, i dati audio del dispositivo Alexa di Bates furono acquisiti dagli inquirenti nella primavera del 2017. Non è stato divulgato pubblicamente cosa contenessero esattamente queste registrazioni, ma possiamo dedurre che non abbiano fornito alcuna prova schiacciante della colpevolezza del padrone di casa, perché nell'autunno 2017 la procura decise di non procedere oltre con il caso e ritirò le accuse di omicidio di primo grado contro James Bates. La decisione fu motivata dal fatto che le prove raccolte potevano essere interpretate in più modi e questo avrebbe impedito la possibilità di dimostrare la colpevolezza di Bates oltre ogni ragionevole dubbio. Questa conclusione provocò sentimenti un po' contrastanti. L'avvocata di Bates si dichiarò ovviamente soddisfatta dell'archiviazione e lodò l'integrità della procura nel riconoscere i limiti del proprio caso invece di cercare ostinatamente di fare condannare James a tutti i costi. La famiglia della vittima invece rimase molto amareggiata dalla decisione di non procedere, così come la stessa polizia di Bentonville che in un comunicato stampa disse che il caso avrebbe dovuto essere portato in aula per rendere giustizia alla famiglia della vittima, lasciando quindi intendere di ritenere sufficienti le prove raccolte contro Bates. Resta il soprattutto che James Bates è tornato in libertà e nessuna condanna è stata emessa per la morte di Victor Collins. Questo caso è destinato a essere ricordato soprattutto per le novità giuridiche e tecnologiche che ha sollevato, più che per il verdetto in sé, e su questo vorrei fare alcune riflessioni. Innanzitutto, una cosa che non è stata completamente chiarita è cosa sia stato consegnato da Amazon. E in realtà è proprio qui il fulcro di tutta la vicenda, cioè dentro all'Amazon Echo di James Bates, quando un anno e mezzo dopo l'omicidio sono state consegnate registrazioni. Cosa c'era? Solo le interazioni con Alexa, tipo "metti la musica" e la relativa risposta? O c'erano tutti i suoni ambientali percepiti? Perché abbiamo visto nello scorso video che è pacifico che gli smart speaker siano sempre in ascolto, perché devono aspettare che pronunciamo la parola di risveglio, ed è pacifico anche che registrino i nostri comandi, le nostre interazioni, per creare la cronologia e migliorare il profilo dell'utente. Ma c'è una zona grigia nel mezzo che riguarda la registrazione dei suoni ambientali anche quando non stiamo parlando con Alexa. Questi vengono conservati da qualche parte o c'è solo un recepimento passivo senza registrazione? La mia idea è che delle tracce dei suoni ambientali siano comunque conservate, poi magari la registrazione effettiva si attiva solo durante le interazioni, quindi dopo che viene pronunciata la parola di risveglio. Venendo alle ipotesi su quello che può essere stato consegnato da Amazon agli inquirenti, penso che siano state consegnate solo le interazioni dirette, quindi non la registrazione completa di tutta la notte. E penso questo per una serie di motivi. Uno, l'esito del processo. Se fosse stata consegnata la registrazione di tutta la notte, visto che Alexa era abbastanza vicina alla vasca, tanto che la usavano proprio per ascoltare la musica mentre erano nell'idromassaggio, mi immagino che qualche indizio in più sulla colpevolezza o sull'innocenza di Bates ci sarebbe stato. Anche solo una breve conversazione, dei lamenti, qualcosa. Secondo me invece gli audio consegnati erano proprio solo Alexa, metti la musica, Alexa, che sono e cose di questo tipo. 2, il fatto che Bates abbia consentito a consegnare la registrazione. Ho avuto a che fare negli Stati Uniti con dei miei colleghi avvocati e vi dico che fanno veramente di tutto per il loro cliente. Quello che posso ipotizzare che sia successo è che l'avvocato difensore abbia deciso di tagliare la testa al toro e abbia contattato Amazon, che abbia chiesto di sentire le registrazioni e poi abbia detto: ok, le possiamo consegnare. E non le avrebbero consegnate chiaramente se ci fossero stati dei suoni compromettenti. Probabilmente quindi erano sono interazioni normali. 3, questa in realtà come riflessione più sottile, ma le questioni di diritto a me fanno impazzire. Amazon in un primo momento ha rifiutato di dare alla polizia le registrazioni, ma non per la tutela della privacy, bensì per la tutela della libertà di pensiero relativamente alle conversazioni con Alexa. È tutto qui il punto. Se avessero detto vogliamo tutelare la privacy dei nostri utenti, avrebbe significato che avevano in mano le registrazioni di tutto quello che era successo in casa e non potevano darle per motivi appunto di privacy, di riservatezza. Ma loro hanno detto di voler tutelare la libertà di parola, che presuppone una conversazione con Alexa. Quindi mi viene da pensare che in mano avessero solo la registrazione delle interazioni, dei comandi dati. Venendo più a una questione etica, cioè se è legittimo consegnare le registrazioni oppure no, vi dico che francamente non sono così contraria al fatto che vengano conservate e consegnate alle forze dell'ordine le registrazioni delle sole interazioni con Alexa. Onestamente mi sembra molto meno peggio rispetto all'infilare un malware nel telefono degli indagati, come è successo con Pegasus e con Paragon. Cioè, mi sembra una cosa meno invasiva. Alexa è un dispositivo che gli utenti volontariamente si mettono in casa, sanno che ascolta e che registra le conversazioni, per cui nell'ambito di un'indagine per omicidio mi sembra legittimo che vengano acquisiti i relativi dati. Non mi sembra poi così diverso rispetto all'acquisizione dei tabulati telefonici telefonici o dei dati del contatore dell'acqua, come hanno fatto immediatamente i poliziotti nel caso Bates. In ogni caso, sono abbastanza convinta che James Bates, colpevole o innocente che sia, appena tornato a casa abbia buttato il suo Amazon Echo nel cestino. Bene, come sempre spero che questo video vi sia piaciuto. Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate. Noi ci rivediamo al prossimo video che uscirà fra un paio di settimane. Mi prendo una piccola pausa da YouTube. Invece la newsletter continuerà a uscire come al solito, anzi ho in mente due numeri speciali per la settimana di Ferragosto e per quella dopo, quindi se non l'avete ancora fatto è arrivato il momento di iscrivervi. Noi ci rivediamo al prossimo video.










