😱 Il TRUFFATORE di TINDER: la vera storia di Simon Leviev

Il video di Veronica Paolucci è un approfondimento narrativo sulla vicenda di Shimon Hayut, noto come Simon Leviev, il cosiddetto "Tinder Swindler". Inizia con la denuncia del quotidiano norvegese Verdens Gang (VG) del febbraio 2019, che ha svelato come Hayut abbia truffato decine di donne in tutta Europa usando Tinder, spacciandosi per il figlio del magnate dei diamanti Lev Leviev. Il racconto ricostruisce la biografia del truffatore: dalla sua infanzia in Israele, i primi reati di falsificazione di assegni, la fuga con passaporti falsi, le condanne in Finlandia, il cambio di identità in Simon Leviev, fino all'adozione di un profilo Tinder lussuoso. Vengono descritti i meccanismi della truffa – love‑bombing, creazione di un’immagine di ricchezza, manipolazione emotiva, finta pericolosità per suscitare protezione, richieste di denaro tramite carte di credito, falsi contratti e documenti, e il riutilizzo dei fondi delle vittime per finanziare nuove truffe in uno schema simile a un Ponzi. Il video cita casi emblematici (Cecily Fjellhøy, Pernilla Sjoholm, Eileen Charlotte), l’inchiesta di VG, la cooperazione internazionale di polizia, l’arresto ad Atene nel 2019, le condanne brevi, la fuga durante la pandemia e il successivo ritorno alla libertà. Si analizza l’impatto mediatico: il documentario Netflix "The Tinder Swindler", la docuserie "Love Con Revenge", le apparizioni televisive di Leviev, la sua autopromozione su Instagram, la creazione di una criptovaluta "Tind" e la sua vita a Dubai. Il narratore critica le lacune legali che hanno impedito condanne più severe in Europa, evidenziando come le legislazioni nazionali spesso non considerino la truffa romantica un reato perseguibile. Infine, segnala un recente arresto in Georgia, lasciando aperta la speranza di una giustizia più concreta. Il video conclude invitando gli spettatori a guardare i documentari consigliati e a riflettere sul fenomeno delle truffe romantiche.
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Nel febbraio 2019 il quotidiano norvegese Verdens Gang pubblica un articolo intitolato "The Tinder Swindler", il truffatore di Tinder. L'inchiesta racconta di un uomo che per anni ha sedotto, manipolato e derubato decine di donne in tutta Europa utilizzando l'app di incontri più popolare del mondo come esca. Le vittime sono sparse dalla Scandinavia alla Germania, dalla Finlandia al Regno Unito. Spesso sono professioniste, sono donne indipendenti, che pensavano di aver trovato l'amore della loro vita: l'affascinante figlio di un magnate dei diamanti, con jet privati e una vita da sogno. Ma dietro al sorriso magnetico e ai viaggi di lusso di Simon Levayev, come si faceva chiamare, si nascondeva in realtà Shimon Hayut, un truffatore di lunga data che cercava donne autosufficienti e con una buona base economica per ingannarle e farsi dare tutto il denaro che riusciva prima che si rendessero conto del raggiro. 3 di queste donne, dopo aver capito che l'uomo era un truffatore, decisero di raccontare la storia al quotidiano. Da lì, a cascata, decine di altre donne si sono fatte avanti e hanno ammesso di essere state a loro volta ingannate dallo stesso uomo. L'articolo del Verdens Gang, oltre a smascherare Simon Levayev, ha svelato l'esistenza di una nuova generazione di crimini: truffe che sfruttano l'intimità che si può creare in una chat, l'accelerazione delle relazioni online e il nostro desiderio di trovare l'anima gemella. Ma per capire bene com'è andata dobbiamo partire dall'inizio. Ciao a tutti e benvenuti in questo nuovo video. Dopo aver parlato delle truffe romantiche, non potevo non parlare di quello che forse è diventato l'emblema stesso di questo tipo di crimine e che ha una storia talmente assurda che sembra un film. E in effetti su questa vicenda ci hanno fatto un film. E una serie. Prima di partire vorrei fare un piccolo disclaimer: vi chiedo di ascoltare questa storia con la mente aperta, perché capisco che vi verrà da pensare male delle vittime. Penserete che siano delle arrampicatrici sociali o qualcosa di questo tipo, ma vi prego veramente di ascoltare con la mente aperta, perché in realtà si tratta di persone che sono state ingannate in un modo incredibile, e spesso non si erano neanche avvicinate emotivamente a lui, quindi l'avevano tenuto a distanza, ma sono state comunque raggirate, come vedremo. Se se proprio non riuscite a fare a meno di pensare male di loro, guardatevi il documentario che hanno fatto su di lui e poi decidete. Perché secondo me chiunque ci sarebbe cascato. Ma andiamo con ordine e partiamo proprio dal protagonista della storia di oggi, Shimon Hayut, alias Simon Leviev, come si farà chiamare in seguito e come lo chiamerò io nel corso del video. Simon nasce in Israele nel 1990 in una famiglia di fede ebraica ortodossa. A soli 15 anni si separa dai genitori e si trasferisce a New York con degli amici famiglia. Ed è qui che iniziano a manifestarsi i primi segnali della sua personalità problematica. Già nell'adolescenza infatti inizia a falsificare assegni e commettere piccoli furti, piccole frodi, che anche se non erano per cifre esagerate fanno già capire quanto stesse diventando abile a manipolare e quanto avesse un senso dell'etica molto limitato. Poco dopo il 2010 Simon torna in Israele dove continua con la strada che aveva già intrapreso a New York. Nel 2011, a 21 anni, viene accusato di aver rubato dei libretti degli assegni dalle case delle famiglie per cui faceva il babysitter o il tuttofare. Aspetto che ritengo particolarmente significativo, perché significa che Simon aveva già intuito che un modo efficace per avere quello che voleva era inserirsi nell'intimità di una persona o di una famiglia, guadagnare la loro fiducia e poi ingannarle. Doveva solo perfezionare il metodo. Dopo le accuse mosse dalle famiglie che lui aveva ingannato, invece di presentarsi in tribunale, fugge da Israele usando un passaporto falso intestato a Mordecai Nisim Tapiro, con il quale attraversa la Giordania e sparisce in Europa. Il processo prosegue in contumacia, quindi senza la presenza dell'accusato, e termina con una triplice condanna: per aver rubato i libretti, per aver falsificato gli assegni, e anche per aver abbandonato un bambino a cui stava facendo da babysitter. Simon quindi, se non vuole andare in prigione, deve tenersi lontano da Israele e decide di trasferirsi in Finlandia. Qui capisce che le donne sono molto affascinate da lui. È un bel ragazzo, pazzo, sa come porsi, sa come manipolare le persone e decide di sfruttare queste caratteristiche a proprio vantaggio. Inizia a frequentare varie ragazze, con ciascuna intraprende una storia, è presente, fa molti regali, riempie la vittima di attenzioni. Poi piano piano inizia a lamentare problemi economici, minaccia di togliersi la vita perché non sa come fare, e le donne con cui sta gli prestano del denaro. Dopo qualche promessa di restituirlo, piano piano sparisce. Anzi, come direbbero i giovani, le ghosta tutte quante e passa alle vittime successive. Questo hater funziona per qualche tempo, poi iniziano a fioccare le denunce, tanto che nel 2015 viene arrestato con l'accusa di aver truffato almeno 3 donne e viene condannato a 3 anni di carcere. Al momento dell'arresto, la polizia finlandese trova a casa sua un intero arsenale di documenti falsi: passaporti, patenti, permessi di volo, carte di credito, tutto quanto. Si era creato in pratica una serie di personalità, ciascuna con i propri documenti da utilizzare in caso di bisogno. Durante gli anni di prigione in Finlandia, che per inciso non devono essere stati nemmeno un'esperienza così traumatica visto come sono le prigioni finlandesi, Simon non perde tempo. Il carcere dovrebbe essere un luogo di riflessione, di pentimento, da cui uscire migliori. Lui in effetti riflette molto, si pente degli errori fatti, analizza dove ha sbagliato e decide quindi di migliorare come truffatore. Quando nel 2017 viene rilasciato dal carcere in anticipo per buona condotta, è costretto a tornare in Israele per affrontare anche la condanna già ricevuta in precedenza. Questo perché, come forse sapete, quando qualcuno commette dei reati in uno stato e scappa e poi commette reati anche altrove e viene incarcerato, normalmente c'è comunicazione fra i due stati e il condannato, appena viene rilasciato da un carcere, viene estradato nell'altro paese per scontare anche lì la sua condanna. Simon, tornato in Israele, passa alcuni mesi in carcere, venendo presto rilasciato comunque in libertà vigilata sempre per buona condotta. Appena torna a piede libero va all'anagrafe e cambia legalmente il proprio nome. Da Shimon Hayut, nome troppo legato ai crimini precedenti, da quattro soldi di cui non andava fiero, passa al nome Simon Leviev, più internazionale e con un richiamo diretto a Lev Leviev, noto miliardario israeliano soprannominato il re dei diamanti. I motivi dietro questo cambio di nome sono probabilmente legati al fatto che c'erano ormai troppi articoli su di lui che lo identificavano come autore di varie truffe romantiche non voleva certo avvicinarsi a una donna presentandosi come Shimon Hayut, sapendo che lei con una semplice ricerca su internet avrebbe scoperto immediatamente di cosa era capace. Aveva bisogno di creare una nuova identità, cosa che come abbiamo capito dai documenti falsi trovati in suo possesso dalla polizia non gli creava alcun tipo di disturbo. Dopo il cambio di nome, ancora una volta fugge da Israele con un passaporto falso, violando la libertà vigilata, fa il suo solito giro dalla Giordania e torna nuovamente in Europa. Nel frattempo, oltre alle sue naturali abilità di cui parlavo prima, era emerso un nuovo elemento che avrebbe dato una vera svolta alla sua carriera. Tinder si era diffuso e aveva iniziato a essere usato tantissimo da uomini e donne di tutte le età. Simon capisce ben presto che l'antiquato metodo di conoscere donne di persona non fa più al caso suo e si concentra sul creare il profilo Tinder perfetto. Come immagini del profilo carica foto in jet privato, in auto di lusso, in hotel a 5 stelle per dare un'impressione di ricchezza. Perché questo? Perché se è un riccone a chiederti dei soldi, sei più inclina a credere che te li potrebbe restituire. L'identità creata da Simon è quella del figlio di Lev Leviev, il miliardario a capo dell'Impero dei Diamanti. Un ragazzo ricco ma semplice, attento, premuroso, in cerca dell'amore. Da lì matcha con tutte le donne che gli danno l'impressione di essere economicamente ben messe e inizia il suo corteggiamento. E come corteggia un miliardario? Oltre a riempire queste ragazze di attenzioni, fa regali costosissimi o organizza appuntamenti che in realtà sono viaggi lampo all'estero, prenota ristoranti stellati, ordina bottiglie di vino che da sole costano uno stipendio medio e cose di questo tipo. Le ragazze che frequenta sono ovviamente inebriate da questa conoscenza. È un bel ragazzo, ha un bel carattere, è sempre presente, attento, e con i suoi soldi organizza delle esperienze a dir poco incredibili. L'impressione che Simon vuole lasciare sulle ragazze che frequenta è "tutto questo potrebbe essere tuo", "questa è la vita che vivremo insieme se fossimo fidanzati". Fa innamorare le donne non solo di sé e neanche dei suoi soldi in senso stretto, ma dello stile di vita che apparentemente conduce e che vuole condividere con la ragazza di turno. Ovviamente per mantenere alto l'effetto inebriante deve essere tutto estremamente veloce. Dal primo contatto al primo appuntamento super figo passa raramente più di qualche giorno ed è tutto sempre condensato di attenzioni, di messaggi, di frasi come "sento che ci conosciamo da sempre", «Non ho mai incontrato nessuna come te. Con te riesco ad aprirmi come non ho mai fatto.» Le vittime in questo modo non hanno tempo di razionalizzare, di fermarsi e pensare se è tutto ok, se è tutto normale. D'altronde però il suo nome su Google non dà nessun risultato strano, il cognome è effettivamente quello del magnate dei diamanti, quindi lo stile di vita è credibile e le ragazze possono toccare con mano la ricchezza che Simon ostenta. Fra l'altro tutto il suo stile di vita era confermato anche da una serie di persone che lo circondavano. Girava sempre con una guardia del corpo, Peter, che era sempre con lui, un energumeno enorme. A volte c'era anche una donna che portava una bambina con sé dicendo che era la figlia di Simon e che diceva che lui comunque rimaneva un ottimo padre nonostante appunto fra di loro fosse finita. C'era spesso un entourage, a volte c'era il suo socio in affari. Lui fra l'altro quando scriveva mail le scriveva sempre da questa società dei diamanti, la LLD, quindi era tutto, diciamo, molto credibile. Non c'era lui da solo a truffare queste donne, c'era uno squadrone di persone che convalidavano la sua storia. Ogni dubbio che possono avere sui suoi reali sentimenti è spazzato via dall'ennesimo messaggio dolce, dalla proposta di cenare in un altro paese andando lì in jet privato. Insomma, non viene dato loro il tempo di fermarsi e pensare. È lo stesso principio che usano i venditori, quelli belli aggressivi, o anche i casinò. Si cerca di creare uno stato emotivo alterato in cui le decisioni vengono prese di pancia, pancia, non di testa. Nel giro di poche settimane la vittima passa da persona normale a fidanzata di un miliardario, un salto emotivo che la lascia disorientata e incapace di decidere in modo razionale. È una tecnica manipolativa che in psicologia è chiamata love bombing e rappresenta un vero e proprio abuso emotivo. Vi dico questo perché appunto non vorrei che pensaste che si trattasse di ragazze superficiali attaccate solo ai soldi. Vorrei invece che vi metteste una mano sul cuore e vi chiedeste: ma se qualcuno si innamorasse di me in questo modo? E io trovassi questa persona simpatica, attraente, ci fosse una bella sintonia, se venissi riempito o riempita di attenzioni, di gesti romantici, e non ci fossero ostacoli nemmeno di natura economica, perché questa persona è pure miliardaria, davvero interromperei la frequentazione? Perché io vi dico, non mi sento di giudicare le vittime di questo raggiro. Penso che trovare la persona giusta per noi sia bello, e se si sta bene economicamente è ancora più bello. Ricordiamoci sempre che la chiave di volta con cui lui faceva breccia nel cuore delle ragazze era personalità, le sue capacità di manipolazione, tanto che c'erano cascate anche le ragazze finlandesi che aveva raggirato la prima volta, a cui non aveva detto di essere miliardario. Come anticipavo, la questione della ricchezza era fondamentale più che altro per convincere le donne a elargire denaro quando lui l'avrebbe chiesto. E nel giro di poco tempo inizia a chiederlo. Un'altra caratteristica tipica di tutti noi è la volontà di aiutare, di proteggere le persone a cui vogliamo bene. E Simon questo lo sa bene, tanto che la seconda parte della sua truffa consiste proprio proprio nel trasformarsi da principe azzurro a uomo indifeso e in pericolo, per attivare l'istinto di protezione delle sue vittime. Non è più lui a dover impressionare lei, ora è lei che deve salvare lui, cosa che la vittima non solo vuole fare ma quasi si sente costretta a fare. Perché in tutto questo normalmente un paio di mesi erano passati, la relazione stava andando avanti molto bene, molto in fretta, per cui c'era un rapporto affettivo che faceva venire voglia alla vittima di esserci per l'altra persona. Simon racconta più o meno sempre la stessa storia, personalizzandola un po' a seconda della donna di turno. Sostiene di avere dei nemici nel mondo degli affari che minacciano lui e i suoi collaboratori. Per rendere credibile il racconto invia foto e video che mostrano il suo bodyguard Peter ferito dopo un'aggressione, fa seguire le ragazze da macchine strane dicendo: probabilmente sono i miei nemici che ti stanno inseguendo. A volte finge di essere stato aggredito lui a sua volta o che sia capitato qualcosa al suo socio in affari. Insomma, crea un clima di pericolo. Piccolo. Simon inizialmente fa passare questo racconto solo come voglia di confidarsi con la propria fidanzata e di raccontarle le proprie difficoltà, ma in realtà l'obiettivo è preparare la successiva richiesta economica. Normalmente Simon infatti a questo punto dice di non poter utilizzare i propri conti o le carte di credito per motivi di sicurezza, perché teme che questi fantomatici nemici lo stiano tracciando, e chiede alla vittima di aiutarlo temporaneamente con denaro liquido. Dicendo che lei è l'unica persona di cui si fida. Ricordiamoci che le donne a cui lui si avvicina sono sempre benestanti o comunque con un buono stipendio, quindi in grado di far fronte a richieste economiche, e che lui aveva fatto intendere alla vittima di essere miliardario, per cui era anche più facile credere che i soldi anticipati sarebbero stati poi restituiti. Tengo a precisare a questo punto del racconto che non tutte le donne truffate avevano avviato una relazione con lui. Alcune avevano chiesto di rimanere solo amici, quindi magari ogni tanto si vedevano qua e là, invitavano a vicenda delle feste così esclusive. E comunque lui poi chiedeva, nello spirito dell'amicizia con questa persona, di ricevere del denaro, di essere aiutato. Quindi non stiamo parlando, come dicevo prima, di arrampicatrici sociali, ma a volte erano persone che credevano di stare aiutando un amico senza voler niente in cambio. Le prime richieste sono sempre di qualche migliaio di euro per le spese ordinarie o per muoversi in incognito. Furbescamente non si fa fare dei bonifici normalmente, ma chiede alla vittima di attivare una carta di credito, poi dargli in modo che lui la potesse usare come voleva. Rapidamente le richieste crescono fino a diventare cifre astronomiche, parlo anche di centinaia di migliaia di dollari. Fra l'altro, per farvi capire quanto fosse abile a manipolare non solo le ragazze ma persino l'American Express, Simon chiede a una delle sue vittime, che è un po' la protagonista di questa storia, quindi ci tornerò fra un po', di aumentare il tetto della sua carta di credito American Express. Quando l'American Express rifiuta di alzare al tetto, perché lei aveva uno stipendio ottimo ma non sufficiente a garantire che avrebbe sempre potuto far fronte a pagamenti molto alti, lui finge di assumerla per la società del padre. E non solo finge di assumerla a voce, le manda un finto contratto che lei firma, le manda delle finte buste paga che lei manda all'American Express, che le aumenta il tetto. Quindi in realtà lui era talmente abile che è riuscito a ingannare lei lei e l'American Express con questi documenti falsi, perché ovviamente lui non aveva nessun potere per assumerla per la società per cui lavorava, l'Heblevaev, che lui manco conosceva. Simon comunque accompagna ogni richiesta con false prove di rimborso, come ricevute dei bonifici che però non vanno mai a buon fine perché i suoi nemici gli stanno congelando i fondi, o con assegni scoperti e impossibili da incassare. Addirittura una delle sue vittime, un po' stufa di queste promesse di pagamento che poi non arrivavano, dà uno sue Rolex dicendo: guarda, vendi questo che rientri di tutte le spese che mi ha anticipato. E quando lei prova a venderlo scopre che si tratta di un falso, al che lui dice: i miei nemici devono avermelo rubato e sostituito con un falso. Questo per dire che per ogni problema relativo al rimborso di queste somme Simon ha una giustificazione più o meno convincente: i miei nemici mi hanno congelato i fondi, ho dovuto annullare il bonifico perché temevo che arrivassero a te, ti facessero del male, e così via. Nel frattempo continua a chiedere denaro. Le vittime vittime svuotano i propri risparmi e alcune si lasciano addirittura convincere a chiedere prestiti e persino a ipotecare la propria casa. Ma la cosa peggiore non è questa, la cosa peggiore è come Simon utilizza quei soldi. Se la prima fase della truffa consisteva nello stordire la vittima con attenzioni, viaggi e regali costosi, e la seconda fase consisteva nell'avanzare richieste economiche, la terza rappresenta un vero e proprio schema Ponzi. Mentre una vittima si sta indebitando per aiutarlo, Simon usa quei soldi per acquistare e impressionare la donna successiva. In pratica, le sue truffe si autoalimentano, perché ogni vittima finanzia inconsapevolmente il raggiro di quella successiva. Simon mantiene sempre attive diverse relazioni contemporaneamente, perché non può rischiare che una delle donne non paghi. Lui non avrebbe i fondi necessari per la vittima successiva, e invece deve massimizzare i profitti e aumentare il più possibile le sue chance di successo. Anche la componente geografica ha il suo perché. Simon non opera in un unico paese, ma fa di tutto per sfruttare gli ostacoli della giurisdizione internazionale. Se i soldi erogati da una vittima norvegese finiscono a pagare l'hotel a Parigi di un'altra vittima, per le forze dell'ordine è più difficile tracciarlo, perché si devono coordinare con banche diverse sottoposte a giurisdizioni diverse. In questo modo è anche più difficile che capiti l'errore di adescare due donne che si conoscono e che possano quindi confrontarsi e fare 2 più 2. 2. L'ultima fase della truffa è ovviamente la sparizione. E anche qui il nostro criminale è un bel furbetto. Simon non sparisce improvvisamente perché sarebbe ovvio che si tratta di una truffa. No, lui scompare gradualmente, rallentando le comunicazioni, inventando scuse sempre più elaborate per non restituire il denaro, fino a quando la vittima non si rende conto di non avere più né il fidanzato né risparmi. La gradualità con cui le donne si rendono conto del raggiro dà a Simon più tempo per sparire e per far circolare il denaro il più possibile in modo da farne perdere le tracce. Simon Leviev ripete questo schema su decine di donne diverse fra il 2017 e il 2019, sottraendo complessivamente 10 milioni di dollari. Tra le vittime ci sono donne che sono state rovinate più di altre. Una di queste si chiama Cecily Fjellhøy, e dopo aver accumulato debiti per circa 200.000 dollari diventerà il volto pubblico della lotta contro Simon Leviev e la chiave di volta che farà crollare il castello di carte che lui aveva faticosamente costruito. A febbraio 2019 infatti Cecilia Fjellhøy comunica con il giornale di cui vi accennavo nell'introduzione, il Verdens Gang. E il Verdens Gang, creduto alla sua storia, che fra l'altro aveva 8000 fonti su cui basarsi, tra prove di pagamento, chiamate, messaggi WhatsApp e così via, decide di cercare altre vittime. Una di queste è Pernilla Sjoholm, che tra l'altro non aveva nemmeno instaurato una relazione con Simon, ma era una di quelle che vi dicevo che avevano sviluppato con lui solo un rapporto di amicizia senza andare oltre. E un'altra ragazza ancora che si chiama Eileen Charlotte, l'ultima delle sue vittime, quella che ancora lo stava frequentando. Queste 3 donne si sentono e scoprono di aver vissuto esperienze praticamente identiche con lo stesso uomo. È un momento di rivelazione molto importante perché le 3 ragazze, che prima singolarmente si sentivano delle povere sceme cadute in questa trappola, capiscono in realtà di essere state involontariamente parte di un sistema molto più grande e spietato di quello che immaginavano, e in cui sicuramente erano cadute e sarebbero cadute altre donne dopo di loro. Le 3 ragazze quindi accettano con il Verdens Gang di rendere pubblica la loro storia, e il quotidiano decide di avviare un'inchiesta. I reporter di questo giornale, in collaborazione anche con i colleghi israeliani, scavano nella vita di Simon iniziano a ricostruire la sua rete di identità false e seguire anche le tracce finanziarie che lui si era lasciato dietro, nel tentativo di capire la portata della truffa. L'articolo risultante, intitolato The Tinder Swindler, viene pubblicato poco dopo e scatena praticamente una caccia all'uomo. Le sue foto vengono diffuse su tutti i giornali e online, e soprattutto viene rivelata la sua vera identità, che non è quella di Simon Leviev, l'ereditiere miliardario, ma quella di Shimon Hayut, il ladruncolo israeliano. Appena la storia diventa la Repubblica, altre vittime iniziano a farsi avanti raccontando a loro volta la loro versione. E soprattutto le forze di polizia si svegliano col fatto che lui truffava persone provenienti da tutta l'Europa e che non tutte denunciavano. Le autorità di ciascun paese avevano al massimo 2-3 denunce su cui lavorare e non era quindi chiara la portata del fenomeno. Quando viene fuori l'inchiesta e altre donne si fanno avanti, le forze dell'ordine dei vari paesi iniziano a collaborare, finalmente direi. Israele, Norvegia, Svezia, Regno Unito e altri paesi emettono mandati di cattura contro Simon e l'Interpol inizia a coordinare le ricerche. Grazie a questi sforzi coordinati, nel giro di pochissimo tempo, a giugno 2019, Simon Levayev viene finalmente rintracciato all'aeroporto di Atene mentre cercava di imbarcarsi con l'ennesimo passaporto falso e viene estradato in Israele. Viene estradato in Israele perché, se vi ricordate, lui non aveva ancora finito di scontare la sua pena. Aveva violato i termini della libertà vigilata e quindi doveva tornare in madrepatria ad affrontare un nuovo processo e la relativa condanna. In Israele non aveva commesso truffe romantiche, quindi i capi di accusa erano altri. E il truffatore di Tinder riesce a patteggiare, cavandosela con 15 mesi di reclusione. Viene incarcerato verso la fine del 2019 e mentre sconta la sua pena, cosa succede? Scoppia la pandemia. Le misure di contenimento decise in Israele prevedono anche di liberare un po' le carceri per limitare il rischio di contagio, e Simon Leviev torna libero dopo soli 5 mesi di carcere. E la prima cosa che fa appena torna libero è creare altri documenti falsi e fingersi un operatore sanitario per ottenere anticipatamente il vaccino per il COVID. Insomma, quei 5 mesi di carcere lo avevano davvero cambiato e riabilitato, era diventato una persona migliore. Simon ricomincia la propria vita da uomo libero, cercando per un pochino di stare lontano dai riflettori, fino al 2022 quando Netflix lancia il documentario The Tinder Swindler, che racconta la sua storia attraverso le testimonianze delle vittime, in particolare delle 3 che ho citato prima. Simon a quel punto si ritrova famoso e decide di sfruttare questa fama partecipando a programmi televisivi, cercando di farsi finanziare un'autobiografia e ingaggiando addirittura un agente di Los Angeles perché lo faccia partecipare a dei reality e cose di questo tipo. Lui in tutto ciò nega costantemente di essere un truffatore. Dice di essere un perfetto gentiluomo single che voleva solo conoscere ragazze su Tinder e che quando aveva raccontato dei suoi problemi economici erano state le donne che frequentava a proporsi di aiutarlo. A difenderlo inizialmente c'è anche, pensate un po', la sua fidanzata. Sì, perché in tutto questo il nostro truffatore di Tinder aveva una relazione con una modella israeliana di nome Kate Conlin, che però non ci mette molto a capire che tipo di persona è e quindi a voltargli le spalle, descrivendolo fra l'altro con come un uomo molto geloso, con manie di controllo, che la isolava dagli amici e a volte aveva scatti d'ira imprevedibili, tanto che la ragazza l'aveva persino denunciato. Oggi comunque Simon Leviev vive a Dubai, continua a pubblicizzare l'uscita di questa fantomatica autobiografia che forse prima o poi vedremo in libreria, dà consigli di business ed imprenditoria e cerca di rilanciarsi mettendo l'hashtag Netflix praticamente in ogni suo post. A febbraio 2025 ha lanciato anche la propria criptovaluta società che chiama Tind, l'ennesimo tentativo di sfruttare la propria notorietà per guadagno personale. In tutto questo, la cosa che io trovo più assurda è che non ci siano stati risvolti legali per tutte le truffe di Tinder che hanno fatto perdere un sacco di soldi a tantissime donne. Sono passati 6 anni dall'uscita dell'inchiesta, quindi gli eventuali processi in corso saranno ormai conclusi, e lui non ha scontato un singolo giorno di carcere in Europa, cosa che faccio veramente fatica a spiegarmi, soprattutto considerato che per prime truffe romantiche in Finlandia era stato incarcerato. Quindi per queste su cui ci sono più prove e che hanno portato addirittura più danni, non capisco perché non ci sia stata una condanna. Immagino che dietro questa cosa ci siano due motivi. Il primo è che in varie legislazioni se la vittima volutamente dà del denaro a qualcuno non c'è reato. Anche da noi il concetto di truffa, che almeno esiste ed è punito, è molto aleatorio quando si parla di truffe romantiche. Se io mi metto con qualcuno, quindi abbiamo una relazione e poi questa persona mi chiede dei soldi in prestito e io glieli do, è complesso incasellarlo nel concetto di truffa. È diverso da una Barnamarki che vende sali miracolosi che poi non fanno ciò che promettono, perché qui alla base c'è un rapporto romantico. Pensate che addirittura l'articolo 649 del nostro codice penale stabilisce che determinati reati contro il patrimonio, come truffa, furto, appropriazione indebita e così via, non sono applicabili nell'ambito familiare. Quindi una persona non può denunciare per truffa il proprio coniuge, il genitore o il fratello o la sorella. Vero che qua non si trattava di persone sposate, ma capiamo quanto possa essere complicato incasellare la truffa romantica in legislazioni che vedono i rapporti di coppia come ambiti in cui tutto è permesso. Il secondo motivo è che secondo me, rispetto ai primi reati commessi in Finlandia, qua lui è stato più furbo a sfruttare la componente geografica, come dicevo. Cioè, combinare una singola pena in un singolo stato è complicato se la portata della truffa è praticamente a livello geografico tutta l'Europa. Inoltre lui molto raramente si faceva dare dei soldi in modo diretto. Lui chiedeva alla vittima di aprire una carta di credito a nome della vittima, che poi lui usava, e lui usava quei soldi per pagare hotel ad altre persone. Quindi era anche più difficile provare che non fosse stata la vittima stessa a pagare l'hotel. Insomma, è stato tutto talmente aleatorio che probabilmente i processi che sono iniziati non sono riusciti ad andare avanti, mi viene da dire, cosa che comunque trovo assolutamente ingiustificabile. Update. Allora, dopo che io ho finito di registrare il video, ma prima che io lo pubblicassi, è successa una cosa assurda. Simon Levayev è stato arrestato in Georgia. Probabilmente, si pensa, per crimini collegati alle truffe romantiche. Quindi magari finalmente sono arrivate a incriminarlo per quello che ha fatto. In realtà non è ancora stato reso noto il motivo esatto dietro all'arresto, ma si pensa che sia questo. Anche perché se ha commesso altri crimini nel frattempo, insomma, cioè, ingabbiatelo quest'uomo perché non se ne può più. Quindi ho voluto comunque lasciare la mia riflessione finale, ma semplicemente perché rimane vero il fatto che purtroppo alle vittime di truffe romantiche spesso non viene data giustizia. Ma intanto possiamo tutti almeno dire che per una volta giustizia forse sarà fatta. Interpol e giustizia europea, vi chiedo scusa se ho dubitato di voi, sapevo che prima o poi ce l'avreste fatta. Bene, come sempre spero che il video di oggi vi sia piaciuto. Fatemi sapere nei commenti se conoscevate già questa vicenda e cosa ne pensate. Come vi dicevo, se volete approfondire, vi consiglio caldamente di guardare il documentario Il Truffatore di Tinder su Netflix, che parla proprio di questa storia. E vi segnalo anche che da pochissimo è uscita, sempre su Netflix, una docuserie intitolata Love Con Revenge, La Vendetta dei Cuori Infranti, in cui Cecily Fjellhøy, la stessa che aveva denunciato Simon nel 2019, 9 aiuta delle vittime di truffe romantiche insieme a un'investigatrice. Io l'ho iniziata da poco e devo dire che la trovo molto bella e molto istruttiva, quindi guardatela. E noi ci rivediamo al prossimo video.










