⚠️ TRUFFE ROMANTICHE: come riconoscere se ti stanno ingannando

Il video di Veronica Paolucci analizza in profondità le truffe romantiche online, partendo da un racconto immaginario di una persona vulnerabile che, spinta dalla solitudine, viene ingannata da un finto amante che alla fine si rivela inesistente. Viene tracciata l'evoluzione storica delle truffe amorose, dalle truffe di persona del passato alle email del "principe nigeriano", fino alle moderne piattaforme di dating, social media e messaggistica. Si descrivono le nuove leve tecnologiche – bot, intelligenza artificiale, deep‑fake e generazione automatica di foto – che rendono i profili falsi estremamente credibili. Vengono spiegati tre fattori chiave che favoriscono il successo delle truffe: la "credibilità dell'assenza" (impossibilità di incontrarsi di persona), la durata prolungata della relazione e l'uso massiccio dei dati personali delle vittime per personalizzare il copione. Si evidenzia che le truffe sono spesso gestite da organizzazioni criminali con boiler‑room, ruoli ben definiti e strategie di escalation economica. Il video fornisce dati economici (10 miliardi $/anno negli USA, milioni di euro in Italia) e descrive tre casi italiani emblematici (Yolanda Bonino, Roberto Cazzaniga, Larry Brooks), mostrando come anche persone istruite o famose possano cadere vittime. Viene poi analizzata la demografia delle vittime (prevalenza femminile, età, possibile bias di denuncia) e le differenze di comportamento tra uomini e donne. Successivamente, l’autrice elenca undici segnali di allarme – dal linguaggio poco fluente, all'assenza di videochiamate, profili social sospetti, dichiarazioni d'amore premature, disponibilità 24/7, richieste economiche subdole, fino ai deep‑fake – spiegando perché ciascuno è indicativo di una truffa. Infine, fornisce indicazioni pratiche su come denunciare alla Polizia Postale, l'importanza di non isolarsi, di cercare supporto psicologico e di rivolgersi a associazioni come ACTA. Conclude con un messaggio di cautela ma non di pessimismo verso le relazioni online, invitando a verificare l'identità dell'interlocutore e a fermare la conversazione se non è possibile incontrarsi di persona.
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immaginate di star vivendo un periodo di particolare solitudine. Siete appena stati lasciati dopo una lunga relazione e, a parte il lavoro e qualche amico, non avete altri contatti umani. Sentite il bisogno di avere qualcuno a cui pensare, qualcuno da corteggiare o da cui essere corteggiati. Volete sentirvi belli e apprezzati per quello che siete, come non succede da un po' di tempo. Insomma, sentite il bisogno di trovare l'amore. Vi iscrivete su Tinder e venite contattati da alcuni profili che vi sembrano fin troppo belli per essere reali. Anche le conversazioni sono molto meccaniche, per cui iniziate a credere che si tratti di bot che cercano di vendervi qualcosa o di farsi dare dei soldi. Per cui non ci cascate e interrompete contatti. Un giorno però pubblicate un post su un gruppo Facebook ristretto in cui ci sono persone accomunate dal lobby delle passeggiate in montagna, e una persona attraente, simpatica, lo commenta. Commenta anche altri vostri post e trovate subito una bella sintonia. Dalla bacheca del gruppo passate a Messenger e via WhatsApp. Questa persona vive in un'altra regione, troppo lontana per potervi incontrare per il momento, e ha degli orari di lavoro che cozzano con i vostri, quindi non riuscite a beccarvi nemmeno in videochiamata. A parte questi due disguidi, la vostra relazione piano piano cresce e si evolve. Trovate sempre più punti in comune, ciascuno dei due apre il proprio cuore all'altro e si instaurano conoscenza profonda in cui potete dire cose che non avete mai potuto dire a nessuno. Lentamente sentite di esservi innamorati di questa persona. Parlate passaggiate in montagna che farete insieme quando vi vedrete e proponete un incontro da voi, rendendovi disponibili anche a coprire tutte le spese del viaggio. Questa persona rifiuta, organizza tutto e paga il viaggio di tasca propria, ma all'ultimo momento un imprevisto le impedisce di partire. Nel giro di poco tempo perde anche il lavoro e vi confessa di sentirsi molto depressa e disperata per il proprio futuro, non sapendo come fare a coprire le spese quotidiane. Le prestate 1000 euro, poi 5000 euro, poi altri 10.000. Con le sue promesse di ridarveli non appena sarà tornata a camminare sulle proprie gambe. Voi siete innamorati, ormai parlate da un anno e non avete dubbi che quella persona sia affidabile. Il problema è che quella persona non esiste, e una volta che avrà spremuto da voi tutti i soldi che riesce, prima che razionalizziate, sparirà nel nulla senza farsi più sentire. Questo è un copione vissuto da migliaia di persone quotidianamente in tutto il mondo. Si tratta di truffe architettate alla perfezione che sfruttano le nostre vulnerabilità e i nostri punti più deboli in in cui sono però sempre presenti alcuni elementi che possono farci intuire che qualcuno sta cercando di ingannarci. Ma per capire bene come riconoscere una truffa amorosa, dobbiamo partire dall'inizio. Ciao a tutti e benvenuti in questo nuovo video in cui vi parlo di una delle piaghe del mondo moderno, un tipo di truffa che diventa sempre più subdola ed evoluta e che ancora oggi viene denunciata pochissimo per via del sentimento di vergogna che scatenano nelle sue vittime. E non dobbiamo pensare che i malcapitati siano persone ingenue cascate in un raggiro da 2 soldi. Spesso si tratta di persone molto intelligenti, di successo, anche delle celebrità come vedremo nel video, che semplicemente sono stati ingannati da criminali che avevano studiato alla perfezione la vittima e i suoi punti più deboli. Ma andiamo con ordine. Il concetto di truffa romantica, se vogliamo, è antico quanto il mondo. La figura della vedova nera che seduce uomini fragili per portargli via tutto quello che hanno è stata spesso protagonista di film e serie TV, ma con l'avanzare della tecnologia il problema sta veramente dilagando. Prima almeno questi inganni avvenivano di persona, oggi basta un computer o un telefono e chiunque può spacciarsi per un uomo o una donna attraente e raggirare la vittima designata. Questo secondo tipo di truffa romantica, quella che usa strumenti digitali, nasce più o meno negli anni '90 quando nasce la posta elettronica. Si faceva leva sulla curiosità, il senso di solitudine o anche l'avidità delle persone per incastrarle. Il Il primo esempio che mi viene in mente è la classica mail del principe nigeriano che prometteva di arricchire la vittima in cambio di un piccolo anticipo per sbloccare le somme, o del vedovo milionario che cercava affetto. Ma mi viene in mente anche il famoso worm per Windows circolato nel 2000 che veniva trasmesso via mail alle vittime sotto forma di allegato dal titolo "I love you". Insomma, da quando esiste il computer esistono tentativi di far leva sul cuore della gente per spillare dei soldi. Il lato positivo è che piano piano le persone si sono evolute. Adesso l'utente medio che usa un computer sa riconoscere tentativi di truffa banali come quella del principe nigeriano, della vincita dell'iPhone e così via. Il lato negativo è che si sono evoluti anche i criminali insieme alla tecnologia su cui questi inganni si basano. La creazione dei siti d'incontri, dei social, di piattaforme di messaggistica come Messenger, WhatsApp e Telegram hanno dato modo ai criminali di creare rapporti molto più immediati e realistici con le loro vittime. E negli ultimi 2-3 anni l'intelligenza artificiale ha fatto ancora di meglio. Aiutandoli a creare foto profilo credibili, a migliorare il lessico nelle interazioni e anche a creare dei bot che rispondono automaticamente ai messaggi tenendo viva la conversazione, in modo da calappiare le vittime praticamente senza sforzo. In tutto questo ci sono stati alcuni elementi che secondo me hanno contribuito ancora di più al successo delle truffe romantiche. Il primo lo definirei la credibilità dell'assenza. Mentre nelle truffe più vecchie il criminale doveva incontrare la vittima per poterla raggirare, internet Internet ha reso normale conoscere persone lontane. Anzi, in qualche modo ha reso ancora più romantica la truffa, perché sembra uno scherzo del destino beffardo il fatto che la propria anima gemella sia in Ghana anziché essere la nostra vicina di casa. Forse ci sembrerebbe strano se abitasse troppo vicino a noi. Quindi adesso tutto al più il malintenzionato deve giustificare il fatto che non fa videochiamate. Quindi c'era la classica scusa della webcam rotta, del telefono che non va, ma anche questo sta cambiando, dato che come abbiamo visto nel video del caso AirWhoop, oggi è possibile creare videochiamate realistiche in tempo reale completamente false. Quindi adesso può essere chiaramente un segnale il fatto che non vogliano farsi vedere, ma non dobbiamo pensare che solo perché li stiamo vedendo in video allora significa che sia una cosa reale. Ci basta pensare alla povera signora che è stata raggirata credendo di parlare con Brad Pitt proprio perché nel frattempo Brad Pitt la videochiamava. Il secondo elemento che va a vantaggio dei criminali è il tempo. Le truffe classiche fatte in prima persona dovevano chiudere velocemente in modo da passare subito alla vittima successiva. Oggi invece le truffe romantiche possono andare avanti per mesi, a volte anche per anni. Più tempo significa più opportunità di studiare la vittima e capire le sue debolezze, di costruire un legame emotivo che impedisca di razionalizzare, e c'è anche meno urgenza di avanzare richieste economiche che potrebbero insospettire il malcapitato se fatte troppo presto. Oltretutto, se si utilizzano, come dicevo, dei bot che portano avanti la conversazione da soli è ancora più semplice, perché si capisce subito chi è vulnerabile e chi no, e il criminale evita di perdere tempo dietro qualcuno che non ci cascherà mai. Il terzo elemento è l'enorme quantità di nostri dati online, che permettono ai malintenzionati di creare il profilo perfetto per noi. Se da Facebook si intuisce che siamo vedovi, o abbiamo figli, o abbiamo determinati hobby o interessi, verremo adescati da qualcuno che sembra esattamente come noi e che può quindi capire benissimo come ci sentiamo su determinati argomenti. Su Instagram possono anche vedere quali sono gli ultimi viaggi che abbiamo fatto o a cosa mettiamo like, informazioni che vengono raccolte sempre per ingannarci meglio. In sostanza, i malintenzionati studiano il nostro profilo social, analizzano cosa postiamo, cosa ci piace, i nostri commenti. Se abbiamo perso un figlio, si inventeranno di avere un figlio malato. Se siamo appassionati di animali, condivideranno foto di cuccioli. Se siamo credenti, citeranno la Bibbia. Tutto questo sempre al fine di sfruttare caratteristiche comuni praticamente a ogni essere umano, ovvero il bisogno di connessione, di calore, di sentirsi apprezzati, considerati, di trovare qualcuno simile a noi per sentirci meno soli. La cosa oltretutto è molto più strutturata di quanto pensiamo. Non si tratta quasi mai di singoli truffatori che operano da soli. Spesso sono organizzazioni criminali che hanno delle vere e proprie boiler room, cioè stanze piene di persone che sotto la supervisione di un capo passano il loro tempo a scandagliare siti di incontri in cerca di vittime. Ciascuno poi ha il proprio copione, i ruoli vengono ben divisi. Spesso c'è magari chi intrattiene la vittima solo nella parte iniziale e viene poi sostituito da qualcuno di più esperto nella fase finale per ottenere i pagamenti. Suona strano pensare che venga fatto tutto questo per rubare poche migliaia di dollari, ma in realtà i numeri che generano le truffe romantiche sono impressionanti. È stato stimato che negli Stati Uniti questo mercato frutta ai criminali circa 10 miliardi di dollari l'anno. In Italia chiaramente non siamo su queste cifre, ma parliamo comunque di milioni di euro. E come anticipavo, a cascarci non sono solo persone meno esperte di informatica o di rapporti sociali, ma veramente chiunque. In Italia i casi probabilmente più famosi sono quelli di Yolanda Bonino, di Roberto Cazzaniga e di Larry Brooks, che secondo me vale la pena citare. Yolanda Bonino, sindacalista piemontese laureata in scienze politiche, una persona tutt'altro che stupida. Nel 2014, quando aveva 62 anni ed era già in pensione, viene contattata su Facebook da un uomo di 15 anni più giovane di lei che voleva solo alcune informazioni su un post che lei aveva pubblicato. Da lì, dopo qualche battuta, alcuni complimenti, i due iniziano a chattare più di frequente finché lei non si innamora. Quando lui le dice di dover rinunciare a un'operazione importante perché non aveva i soldi per farla, mostrandole anche tutta la documentazione medica, lei si offre di anticipargli i soldi della clinica. All'inizio erano cifre piccole, ma l'uomo, manipolandola e facendola sentire in colpa, la convince a versare somme sempre più grandi, finché lei non si accorge del raggiro, quando ormai è troppo tardi e i soldi sono irrecuperabili. La Bonino, dopo la truffa, in un primo momento si vergogna profondamente della facilità con cui è stata raggirata. Poi realizza di essere semplicemente una vittima di schemi molto più grandi di lei e decide di aiutare altre persone nella sua stessa situazione. Fonda così il movimento ACTA, acronimo che sta per Azione Contro Truffe Affettive, dedicato all'aiutare le vittime a a riconoscere segnali, a denunciare e a combattere il senso di impotenza su cui i criminali fanno leva. Il secondo caso è invece quello di Roberto Cazzaniga, pallavolista della Nazionale italiana, che nel 2006, quando aveva 27 anni, conosce online una ragazza brasiliana di nome Maia. Tra i due inizia una fitta corrispondenza che si protrarrà per ben 15 anni, fino al 2021, quando Cazzaniga scopre che la ragazza di cui era innamorato non esisteva nemmeno. Era un'identità creata da una persona che conosceva e da una complice, Manuela Passero e Valentina Satta, che avevano architettato questa cosa per rubargli tutti i risparmi accumulati nel corso della sua carriera. La finta Maya raccontava di gravi problemi di cuore che le impedivano di volare in Italia per incontrarlo, e con questa scusa gli chiedeva anche dei soldi per curarsi. Quando lui esitava, Maya si disperava e minacciava di uccidersi. Con questa manipolazione, le due truffatrici sono riuscite a portargli via quasi €700.000 in 15 anni. Il processo credo che sia ancora in corso, è iniziato a metà del 2024 e generalmente questi casi vanno per le lunghe. Ma almeno qui, essendo stato trovato il colpevole, c'è la speranza di recuperare qualcosa e di fare giustizia. Anche qui il motivo per cui la truffa ha funzionato risiede in quella che viene chiamata escalation dell'impegno. Una volta che abbiamo investito emotivamente in qualcosa, diventa sempre più difficile ragionare con lucidità. È il classico detto: fatto 30, fai 31. Se prestiamo 100 euro a un nostro amico che non ce li restituisce e dopo 6 mesi ce ne chiede altri 200 per emergenza promettendo di restituirci tutto entro breve, tenderemo a darglieli, perché negare significherebbe ammettere di aver già perso i primi 100. Ed è lo stesso meccanismo che sfruttano gli autori o le autrici delle truffe romantiche. Il terzo caso, anche questo molto importante, più che altro perché ci dimostra quanto spesso si tratti di organizzazioni criminali e non di singoli truffatori, è quello di Larry Brooks. Qui, per raggirare le vittime, normalmente donne italiane sopra i 40 anni, veniva usata la figura di questo militare statunitense di stanza in Siria chiamato appunto Larry Brooks. Per rendere la cosa più credibile, l'organizzazione che c'era dietro si era strutturata come un'azienda. C'era chi impersonava lui lavorando su turni con pausa pranzo e tutto il resto, e chi faceva i personaggi secondari della storia, tipo lo studio legale che seguiva Larry Brooks per avere il congedo, studio legale che contattava la vittima chiedendole di dare dei soldi appunto a questo Larry Brooks per fare in modo che lui potesse raggiungere Italia. La Polizia Postale Italiana è riuscita a smantellare questa organizzazione e ad arrestare 8 persone coinvolte, che in totale avevano sottratto quasi mezzo milione di euro a 32 donne. Visto che parliamo di questo, vorrei fare un attimo un'analisi delle vittime. La Polizia Postale Italiana ha scritto in un articolo del 2021 che le vittime sono perlopiù donne sopra i 50 anni, mentre gli uomini sono meno colpiti da questo genere di truffa. È un dato più o meno realistico secondo me, anche se mi viene da chiedere per me se la disparità uomo-donna in questo caso sia effettivamente dovuta al fatto che sono più le donne a essere colpite da queste truffe, o se è un dato viziato dal fatto che gli uomini tendono a denunciare meno questo tipo di raggiro. Tra l'altro, normalmente fra uomo e donna la truffa è un po' diversa. La donna richiede un coinvolgimento che dura nel tempo, quindi normalmente si porta avanti la chat per tanto tempo e poi si riesce a chiedere più soldi in una volta. L'uomo invece generalmente è più disposto anche presto a regalare magari delle gift card o a fare dei bonifici, ma quindi si accorge anche prima di essere stato raggirato. In ogni caso, ci tengo a dirlo, denunciate tutti sempre. Non c'è vergogna nell'essere ingannati. Siamo esseri umani, vogliamo calore, vogliamo fidarci. Per cui capisco il fatto di sentirsi stupidi per esserci cascati, ma è una cosa assolutamente normale. Arrivati a questo punto del video, so che molti di voi penseranno: io non cascherei mai in una truffa del genere. Lo capisco, ma nel dubbio analizziamo comunque quali sono i segnali che potrebbero farci capire che c'è qualcosa che non torna. Torna in questa persona con cui ci stiamo sentendo. Partirò dai segnali più semplici, quelli che ormai quasi tutti riusciamo a individuare, per poi andare avanti con quelli più difficili da riconoscere. Il primo segnale è senz'altro il linguaggio utilizzato. Se state chattando con qualcuno che dice di essere italiano e il suo italiano è stentato, meglio attivare un campanello d'allarme. Questo oggi purtroppo in realtà non è più un elemento così presente nelle truffe, essenzialmente per 3 motivi. Uno, spesso si fingono persone che vengono dall'estero, come Maya o Larry quindi ci sta che non parlino benissimo l'italiano. 2, con l'intelligenza artificiale oggi è molto più facile generare un testo che suoni in un linguaggio naturale, quindi non abbiamo l'effetto Google Translate. 3, ci sono molti italiani che parlano male l'italiano, quindi è difficile capire quando si tratta di truffatori e quando di sgrammaticati. Passiamo quindi al secondo segnale, che è l'invisibilità. Messaggiate con qualcuno, parlate spesso di vedervi, ma non si fa nulla? Strano. Dicono di abitare lontano da voi e di non avere soldi per venire, ma neanche voi potete andare da loro per X motivi? Strano. Chiedete di fare almeno una videochiamata e dicono di essere timidi o di avere la webcam non funzionante? Stranissimo. C'è una possibilità che sia tutto vero e che l'amore della vostra vita sia una persona timida che possiede un telefono rotto, certamente, ma è meglio non fidarsi. Se è amore vero, un modo lo troverà per farsi vedere, state tranquilli. Fidatevi solo di chi potete vedere. E anche neanche. Il terzo segnale è la presenza sui social. Se vi contatta sui social una ragazza di 25 anni che ha un profilo Instagram con 3 foto in croce, creato l'altro ieri, molto probabilmente è una truffa. Se il profilo invece è aperto da un po' e sembra realistico, confrontate attentamente le foto fra di loro. Si tratta sempre della stessa persona, o sono foto di persone che si somigliano e basta, prese dal web e messe insieme a casaccio? Fate qualche verifica in più. Il quarto segnale è quanto sono veloci nel dichiarare il proprio amore eterno. Con una persona normale è legittimo aspettarsi che ci sia un'amicizia prima di aprirsi profondamente, che ci sia un po' di diffidenza iniziale, un po' di timidezza. Se una persona si lancia immediatamente a dirvi che quello che prova con voi non l'ha mai provato con nessun altro, che sembra di conoscervi da sempre, cose di questo tipo, non fidatevi. Se non è un truffatore, è uno psicopatico. Anche una disponibilità eccessiva è strana. Se vi risponde sempre immediatamente, se non ha mai giornate piene in cui non riesce a prendere il telefono in mano, dubitate. Ci sono dei bot dotati di intelligenza artificiale, lo ridico, che riescono a portare avanti una conversazione 24 ore su 24. Se vi risponde a ogni ora del giorno e della notte, è molto strano. Ancora di più se vi chiedono di non parlare a nessuno della vostra storia, perché significa che stanno cercando di isolarvi e di mantenervi nel vostro stato un po' obnubilato dai sentimenti. Temono che qualcuno di esterno possa farvi notare che qualcosa non va. Il quinto segnale è l'approccio. Mi dispiace dirlo perché mi rendo conto di suonare anacronistica, ma nel 2025 dobbiamo tornare a incontrare la gente al bar. Ormai i truffatori romantici sono veramente su tutti i social e le applicazioni di dating, e non sono solo lì, ci sono in tutte le piattaforme che permettono di parlare con qualcuno, come Tandem, che serve a conversare con degli stranieri per migliorare nella lingua, come giochi che hanno una chat interna tipo Razzle. Insomma, ogni volta che parliamo con qualcuno che non vediamo e che inizia a farci una serie lusinghe dobbiamo stare veramente molto attenti. Il palcoscenico principale di questo genere di truffa comunque rimane Tinder, perché i criminali sono avvantaggiati, sanno già che le vittime stanno cercando compagnia e dalle informazioni sul loro profilo scoprono tutto quello che serve per creare la persona perfetta per ingannarle. Lo sa bene Simon Leviev, che nel 2017 ha adescato varie ragazze su Tinder convincendole di essere il figlio di un famoso magnate russo e incontrandole anche di persona. Ma di questo parliamo nel video della prossima settimana. Il Sesto segnale sono le richieste economiche. Forse fa strano che io lo metta così in fondo nella lista, magari è un segnale che subito vi darebbe l'impulso di pensare che ci sia una truffa dietro, ma in realtà spesso sono richieste fatte in modo molto subdolo. È chiaro che se uno ci contatta e chiede dei soldi non ci caschiamo, ma nelle truffe romantiche la richiesta di denaro arriva sempre in momenti precisi e con modalità che non permettono di capire che ci stanno fregando. Ad esempio, potete trovarvi a messaggiare con qualcuno che vi fin da subito di essere disoccupato e di abitare lontano da voi, quindi potrebbe non sembrarvi così strano che vi chieda dei soldi per venire a trovarvi. In questi casi provate a proporre di andare voi a trovare loro oppure dite che acquisterete biglietti direttamente voi. Con tutta probabilità faranno marcia indietro perché in realtà non hanno nessuna intenzione di venire a trovarvi, vogliono semplicemente i soldi. Se poi invece sono contenti della vostra proposta, vi vedete ed è tutto ok, tanto meglio. Molto spesso fra l'altro adesso non chiedono più nemmeno denaro diretto in contanti, chiedono magari di depositare dei soldi su un conto perché così li investirete insieme in criptovalute. In ogni caso state attenti, ogni volta che dovete pagare qualcuno per fare qualsiasi cosa probabilmente c'è qualcosa di strano. Non siete tenuti a fare regali, non siete tenuti a pagare viaggi, a pagare cure mediche, non siete tenuti a fare nulla. L'ultimo segnale è molto più difficile da individuare e riguarda i deepfake. Come vi dicevo nel video dedicato proprio ai deepfake, ormai creare un profilo falso di qualcuno e realizzare video animati in cui questa persona vi parla è diventato semplicissimo. E lo sa bene, appunto, come dicevo prima, la signora che ha creduto veramente di essere fidanzata con Brad Pitt proprio perché lui nel frattempo la videochiamava. In realtà ovviamente non si trattava di lui, si trattava di un deepfake veramente ben fatto. Però capita anche voi che magari qualcuno che non è a conoscenza che esistano queste tecnologie può cascarci. Vi rimando comunque a quel video per capire come riconoscere un deepfake, mentre per riconoscere un'immagine realizzata dall'intelligenza artificiale quindi ad esempio quella messa come fotoprofilo su Tinder di qualcuno, possiamo cercare dettagli innaturali come mani deformate o denti o volti strani, la presenza di testo confuso, di pattern ripetitivi, di ombre strane e così via. Insomma, quando il vostro istinto vi dice che qualcosa non va, fidatevi. Detto questo, se avete riscontrato uno o più di questi segnali e sospettate di essere nel mirino di una truffa, andate a denunciare denunciare. Per farlo basta rivolgersi alla Polizia Postale, che dà anche la possibilità di fare una denuncia direttamente online senza neanche andare in sede. Potete fare una segnalazione anche se non avete ancora subito perdite economiche, quindi anche se la truffa, diciamo, non si è concretizzata, perché comunque può aiutare a identificare e bloccare il truffatore prima che colpisca altre vittime. Se invece scoprite di essere stati già truffati, come prima regola non vergognatevi. Come abbiamo visto, capita a persone intelligenti e preparate di ogni estrazione sociale. Non è un'onta. È un semplice errore in buona fede. Seconda regola: denunciate immediatamente. Non contate troppo sul recupero del denaro, ma come dicevo, magari potete aiutare a fermare il colpevole. Terza regola: non isolatevi. Cercate aiuto, anche psicologico se necessario, perché queste truffe danneggiano molto la fiducia in se stessi e negli altri. Motivo per cui sono nate le associazioni come ACTA, che offrono supporto specifico alle vittime. Non voglio che questo video vi faccia pensare che io non creda nella possibilità di trovare l'amore online. Io Penso che sia possibile e che sia anche meraviglioso, ma richiede tempo, pazienza, trasparenza e soprattutto la possibilità di verificare che la persona dall'altra parte sia realmente chi dice di essere. Meglio essere paranoici che ciechi. Avvicinatevi, chattate, e quando sentite che il sentimento sta nascendo, puntate a vedervi. Se non riuscite a vedervi, stoppatela lì, è meglio. Bene, come sempre, spero che il video di oggi vi sia piaciuto. Fatemi sapere nei commenti cosa pensate di questa storia e non perdetevi il video della prossima settimana in cui parleremo del famigerato truffatore di Tinder. A presto!










