A NUDO Podcast - Episodio 0: Manuela Antonacci intervista Walter Nudo

Episode 0 of the A NUDO podcast: an extended interview (Manuela Antonacci interviewing Walter Nudo) covering Nudo’s spiritual outlook (God, love, inner permanence), childhood and family dynamics (immigration from Canada, difficult relationship with his mother), career highlights (TV hosting, reality-TV wins), his books (Alzato lo sguardo; La vita accade per te), a viral Instagram reel and related controversy about masculine/feminine energy, practical views on relationships and love coaching, and personal crises/recoveries (motorcycle accident, heart surgery, near leg loss). Recurring themes: responsibility, inner work, polarity of masculine/feminine energies, and finding purpose. The tone is testimonial, exhortative and conversational.
Questions this video answers
Alzato lo sguardo; La vita accade per te.
Around age 10.
He says he was a winner of the first edition of L'Isola dei Famosi and of Grande Fratello VIP.
About $275,000.
He states he is 53.
Chapters
Ogni uomo deve riscoprire questa propria energia perché è proprio un dono e la deve condividere. Tutto ciò che cambia non è reale. Quello che è reale è quello che rimane dentro e quello che anche quando noi passeremo. E quello è Dio. Quello è amore. L'unica cosa che esiste veramente è amore. L'unica cosa che esiste veramente è Dio. Tante volte io ho detto di no anche nel mondo dello spettacolo perché credevo che non era giusto. Non per me. Io non potevo contribuire, ma non volevo far parte di un qualcosa che non è giusto per gli altri. Quello che fa male, quello che distrugge, quello che è il veleno, quello che è il covid, quello che è il virus, è l'ignoranza. Non vogliono che tu entri in contatto con chi sei tu veramente. Perché quando entri in contatto con chi sei tu veramente, non hai bisogno di niente. Ci vuole coraggio per tuffarsi dentro. Non ci sono nemici là fuori, come diceva in libro. Non è una battaglia contro gli altri, ognuno fa una battaglia con se stesso.
Allora Walter, innanzitutto buongiorno a te.
Grazie, grazie di essere venuta qui perché oggi iniziamo il podcast, quindi grazie di essere venuta qui. Hai voluto, lo dico così che le persone lo sappiano, mi hai mandato un messaggio su DM, su Instagram, hai detto ed è stato riferito all'energia maschile e all'energia femminile, quando è venuta fuori questo patatrack un po' di mesi fa.
E' stato questo reel che è entrato nella storia dei reel di Instagram, il più famoso, poi ne parliamo.
E tu mi hai scritto e mi hai detto, guarda all'inizio credevo che fosse una cosa, diceva bene, una di quelle cose che i personaggi famosi fanno, poi sei andata a vedere il mio profilo, Instagram, cosa mi hai detto?
Studiato anche.
E mi hai detto guarda che qui c'è qualcosa di un pochettino più profondo e mi hai chiesto di fare un'intervista.
Io credo che, come ti ho scritto anche nell'email che ti ho mandato, che non ci si esponga anche su argomenti così particolari, difficili, se non si creda davvero nelle proprie idee. Questo mi ha spinto a conoscere.
E questo ti ringrazio. Quindi ti ho detto, senti, perché non vieni nel podcast invece di farlo al telefono? Facciamo la cosa, io sono aperto a tutto. Mi hai mandato, diciamolo, mi hai mandato, perché il podcast si chiama Nudo, quindi mi hai mandato già le domande, io non le ho lette e non ho problemi. Non ho problemi, vai tranquilla e serena.
Benissimo. Allora Walter, io partirei un attimo Ecco, dal tuo, possiamo parlare di recente passato, di attore, presentatore, tu sei anche cantante, ho letto che tu componi, sei stato vincitore della prima edizione dell'Isola dei famosi, vincitore del grande fratello VIP, tra l'altro nel libro La vita accade per te ho letto di questa tua esperienza e ne sono rimasta anche abbastanza colpita.
Ti è piaciuto?
Sì, molto. Devo dire, il modo in cui hai rielaborato questa esperienza, che di solito, come dici tu nel libro, è una guerra tra Galli, invece tu l'hai rielaborata in un modo diverso, l'hai vissuta come un dono per gli altri. Quindi questa cosa mi ha molto colpito.
Sì, perché è tutto un dono, è veramente un dono. Ogni cosa che ci viene data non è per noi, è per restituirla. E nel momento stesso che tu la restituisci, anche nel già maschile, già femminile, è un dono. Ogni uomo deve riscoprire questa propria energia, perché è proprio un dono e la deve condividere, sia che sia femminile, sia che sia maschile. Quindi è molto importante capire quali sono i nostri doni. E molto spesso si vive come se le persone fossero in mancanza. Mi manca un pezzo, mi manca la roba, mi manca la felicità, mi manca quello che mi darà la felicità. Non è così. Noi siamo ricchissimi e dobbiamo rendercene conto di tutto questo. E siamo qui per dare, non per ricevere.
Sì, grazie. Allora, senti Walter, io comunque ti ricordo personalmente i tempi di Colpo di Fulmine, forse perché ero una rampante ventenni allora.
Colpo di Fulmine è stato un bel programma.
Sì, con Michel Munziker.
Stiamo parlando del 97-98.
E' durato parecchio quell'edizione, parecchio interviste per strada.
Sono 26, 27, 26 anni, 25, 26, insomma tanti anni, tanti anni.
Ma siamo tutti e due tempati.
Ieri ero in Sicilia e c'era un signore, un uomo con suo figlio Ero fermo lì al semaforo per passare, lui si gira, mi guarda e mi fa... Falternudo! E io ti guardavo da bambino! Tu come da bambino? Scusa, ma quanti anni hai? 50? E io ne ho 53, come vuoi guardarmi da bambino? Non mi sentire vecchio! Sei girato al bambino? No, guardavo da bambino! No, no, no, non è così! Non è così! Io so, ho la tua età!
Senti, però la tua vita è anche tanto altro. Io ho letto sia in Un alzato lo sguardo, sia nella vita che accade per te, che tu non fai mistero anche del tuo percorso personale. Prima la ricerca di te stesso, poi si configura come una ricerca spirituale anche questo percorso. Non fai mistero anche di vari crolli psicologici, fisici che hai vissuto. E poi anche grazie all'esperienza all'Isola dei Famosi, la scoperta gradualmente di una nuova via, hai compiuto anche tanti viaggi che ti hanno, come dire, segnato in positivo. Però io vorrei cominciare adesso da una cosa che mi ha fatto un po' sorridere della tua storia. Allora, in diversi passaggi del tuo primo libro, Alzato lo sguardo, non fai mistero, innanzitutto, delle difficoltà vissute quando ti sei trasferito dal Canada in Italia. Eri un bambino, avevi dieci anni e quindi avevi difficoltà anche con la lingua, hai fatto un'esperienza a scuola non bellissima, con una maestra non proprio empatica.
No, vibulizzava proprio. Cesare Cera, non so se te lo ricordi, perché ho alzato lo sguardo è il mio primo libro che ho scritto 13 anni fa, perché è solamente perché ero stato a sguardo, è una frase di Mamma Natuzza, Mamma Natuzza è stata una mistica che è passata in un'altra forma dieci anni fa, io ho avuto un abbraccio spirituale suo, mi sono avvicinato molto alla mia spirituale, sempre più in profondità alla mia spirituale, quindi sempre più a Dio, perché noi siamo Dio, questa è un'altra cosa che molte persone rimangono... una volta l'ho detto a tv 2000, sono tremati i muri, tv 2000 è la televisione.
Sì, ho visto anche un'intervista a Cristiani Today in cui hai parlato di questo.
Quindi io credo proprio questo, tu sei Dio, ma non perché tu prendi il posto di Dio, no, tu sei una parte di quella scintilla e se io taglio una torta di mele e prendo una fetta di mele, che cos'è quella fetta di mele? Che cos'è quella roba? È una parte di torta di miele. Anche se è un pezzettino così piccolino, è sempre una torta di miele. E' questo che dobbiamo riconoscere. Ecco perché noi siamo in grado di creare la nostra vita. Perché siamo in parte, in un certo senso, quella scintilla del grande Dio che è il Creatore. Dopo ne parliamo, perché ti ho fatto.
Anche una domanda su questo. Senti, allora in particolare descrivi quando venivi deriso dalla tua maestra e dai tuoi compagni, timido cicciottello, però in quei momenti difficili tu dici che ogni tanto rimanevi da solo e ho letto, nasceva un'amicizia senza pretese, senza aspettative, senza giudizi, quella con Dio. Queste espressioni mi hanno molto colpito. Dici, mi ritrovavo a parlargli di nascosto, in ogni momento del giorno, come a un amico. Ma io ti chiedo, senza pretese, senza aspettative, senza giudizi, cosa volevi dire con queste espressioni?
Scoprivo l'amore. L'amore è questo. L'amore è incondizionato, l'amore è dare, non ricevere, l'amore è non aspettarsi nulla. Noi facciamo fatica a pensare, noi siamo limitati, credo di essere il mio corpo, credo di essere il mio nome, credo di essere l'identità, credo di essere la gente che dice che io mi giro, credo che io sono quel nome lì. Poi quando tutto questo finisce, perché finisce, finirà prima o poi, io credo che basta, sono finito. Invece no, c'è qualcosa che continua ad andare avanti, c'è qualcosa che è arrivato e continua ad esistere sempre. Al maestro, un maestro in India, gli dissero, suami, che cosa è reale? E lui disse, è reale tutto ciò che non cambia. Ma il tuo corpo cambia, il mio corpo cambia. Se io prendo una foto di Walter quando aveva un anno, quando aveva dieci anni, quando aveva vent'anni o adesso, sono quattro persone diverse, chi sono io? La verità è, o la gente dice, beh, sei quello che sei adesso, ok, allora ne prendo una fra quarant'anni, sono altre persone ancora. Quindi è evidente che il corpo cambia. Tutto ciò che cambia non è reale. quello che reale è quello che rimane dentro, è quello che anche quando noi passeremo e quello è Dio, quello è amore, l'unica cosa che esiste veramente è amore, l'unica cosa che esiste veramente è Dio. Quindi andare oltre alle parole, oltre a quello che leggiamo, oltre al concetto, perché i concetti rimangono qua, ma la mente finisce quando noi l'ultimo giorno della nostra vita se ne va. La mente è il cervello in funzione, è un raccoglitore di informazioni. Questo è la mente e noi cerchiamo di capirla. Dio con la mente non puoi. Come fai? Come fai una cosa che è limitata a capire una cosa illimitata? Come fai? Non puoi. Esatto, non puoi perché Dio è un universo. Come fai a contenerlo? Tutto ciò che è infinito non si sa dove inizia e dove finisce. Questo è infinito. Tutto ciò che è infinito è scientificamente provato. Tutto ciò che è infinito è in continua espansione. Quindi l'universo è in continuo espansione, Dio è in continuo espansione, l'anima tua e mia è in continuo espansione e non è finisce quando noi moriamo. Quindi sperimentare questo vuol dire sperimentare Dio.
Senti Walter, sempre a proposito della tua infanzia, tu parli del forte senso di giustizia ereditato da tuo papà e a un certo punto dici simpaticamente io non sono cresciuto né nel Canada francese né in quello inglese ma in quello calabrese, un'espressione che mi ha fatto sorridere. Tuo padre in alcuni episodi ha mostrato questo senso di giustizia, si è ribellato sul lavoro ad un'ingiustizia, ma anche a te è capitato da bambino una cosa del genere? Quando tu falsificavi le firme e le giustifiche, a un certo punto mi fa sorridere, perché tua madre mi sembra che se ne accorga a un certo punto.
Sì, è successo questo, ho sempre avuto un rapporto difficile con mia mamma. Non mi voleva, ha avuto 9 aborti prima di me e quando io sono nato non è che ha detto yeeeh, non è stato proprio così. quindi ha avuto i suoi problemi, è un'artista mancata aveva la sua depressione aveva veramente molte cose, molti mostri con cui aveva a che fare e io ero piccolino tutto quello che vuole un bambino è cercare di avere l'affetto della propria madre questo non voglio colpibilizzare nessuno assolutamente non capisco, anzi ho fatto un lavoro dentro per cercare di capire mia mamma e la sto capendo sempre di più e non arriverai mai a capirla totalmente, non si riuscirà mai a superare questi momenti, questi conflitti con i nostri genitori, ma faremo in modo che questi conflitti siano sempre meno importanti. Comunque quello che Quello che era successo era che mia mamma era sempre impegnata, allora dicevo, va bene, ma no, non devo disturbarla, allora mi facevo io le giustificazioni. Però lo chiedevo, è sempre stata per me importante la giustizia, intesa come quello che è giusto, e dico, ma lo vuoi fare? No, ok, allora lo faccio io, ma lo vuoi fare? Un giorno lei mi disse, va bene, ok, Io ero tranquillo e mi fece da cosa? Quando lo feci vedere al professore, ora provi a immaginare un libretto con tante giustificazioni fatte da una mano, a un certo punto una fatta da un'altra mano. Lui la guardò e disse, questa l'hai fatta tu, perché era presupposto che gli altri l'avessero fatta da una mano. No, non l'ho fatta io, questa non l'ha fatta mia mamma, non l'hai fatta tu, non l'ha fatta mia mamma. A un certo punto mi sono arrabbiato perché gli ho detto non è giusto che tu mi incolpi per un qualcosa che non è così e allora gli ho detto senti questa l'ho fatta io, questa l'ho fatta io, questa l'ho fatta io, questa l'ho fatta io, questa l'ha fatta io, no lui mi ha guardato dal preside.
Quindi tu praticamente sei stato disposto a darti la zappa sui piedi per affermare.
La giustizia ma non è zappa sui piedi, per me è tranquillo, io ho chiesto a mia mamma, lei non aveva affare, cosa facevo? dovevo risolvere un problema quindi risolvevo il problema, cercavo di portare a casa le cose se io non saltavo la scuola e lo facevo perché non saltavo la scuola, lo facevo perché ero ammalato quindi io non ho avuto problemi, sono gli altri che gli altri che giudicano per un loro preconcetto e per una loro moralità strana, per una loro... pensieri... per me è sempre stato... se io rispetto le persone, rispetto le cose, non ho bisogno di chiedere scuso, non ho bisogno di giustificarmi.
Sì, e tu scrivi a proposito di questo, era un tratto del mio carattere che neppure io conoscevo e che stava venendo fuori prepotente. Più volte nella vita mi succederà di entrare in battaglia per il senso di giustizia, per i valori e i principi che credo irrinunciabili. Allora io ti chiedo Walter, in questo solco forse si colloca, vediamo se è così, il tuo abbandono del mondo dello spettacolo, avevi bisogno di avere le mani libere?
Non è che ho abbandonato il mondo dello spettacolo, anche questo è spettacolo. Lo spettacolo si evolve, si fanno diverse fasi, lo spettacolo non è altro che emozionare le persone, si emozionano cantando, ballando. quando mi sono accorto che non emozionavo più o c'erano dei contenuti in televisione che mi chiamavano e non mi permettevano di poter emozionare, ho semplicemente detto io non riesco più a dare e quindi è meglio che faccio un passo indietro da certe cose. Poi non vuol dire che domani se mi chiamano in qualcosa io credo di poter portare. L'ultima cosa che ho fatto è stato Grande Fratello. Stiamo parlando di un programma trash, un programma che volavano i piatti, questo l'ho fatto. però sono entrato dentro dicendo ok cosa se io entro dentro e riesco a cercare di tirare fuori l'amicizia, l'amore, la fratellanza e cosa se e di fatti questo è successo e quindi sono riuscito anche a emozionare. Tra l'altro quella roba lì mi vengono in mente tante cose adesso che me l'hai ricordato perché lì c'era scritto sul libro Ho alzato lo sguardo, quella di tante volte fa E è successo così. Tante volte io ho detto di no anche nel mondo dello spettacolo perché credevo che non era giusto. Non per me. Io non potevo contribuire, ma non volevo far parte di un qualcosa che non era giusto per gli altri. E questo mi ha portato a...
Senso di giustizia anche questo, credere, avere dei valori, avere dei principi...
Valori e principi che non riguardano solo me, riguardano un mondo migliore, riguardano una vita migliore, riguardano l'espansione di Dio. Quindi in quel momento l'ho letto e questo mi ha creato grossi problemi con persone e personaggi molto potenti.
Però permettimi di dire che forse conoscerete la verità e la verità vi farà liberi. Tra l'altro, a proposito di questo, vorrei parlare di un tuo Reel che è entrato su Instagram nella storia di Reel. Penso che Allinate metteranno una targa, vi ricordo.
Tra l'altro sono andato a Linate e le persone di Linate mi hanno detto che c'erano cose che prima non facevano, quindi mi sa che mi sono accapparrato l'amicizia.
Ecco, vorrei ricordare l'episodio perché adesso magari liberamente si possa esprimere le intenzioni, il pensiero.
Sì, questo è importante.
Ecco, tu eri all'aeroporto di Linate e a un certo punto hai visto un cartellone pubblicitario dove, dei manifesti pubblicitari, dove c'erano dei modelli, modelle che non avevano delle sembianze femminili e maschili ben precise, non si capiva in realtà questo.
Ok, ok. Allora, è molto sottile. Io sono andato all'aeroporto di Linate. Allora io, per me è molto importante da tanto tempo l'energia maschile e l'energia femminile energie, sono energie che sono in natura. Se io faccio cadere questi occhiali qui, cadono. Perché c'è una forza, una forza della natura che non riguardano solo gli occhiali, riguardano qualunque corpo, te, me, qualunque cosa. Quindi sono universali, che è la forza di gravità. La forza di gravità lavora con un magnetismo. Questa è scienza, questa è fisica. Lavora con un magnetismo, cioè c'è una forza che attira i corpi, ok? Dunque, il magnetismo noi l'abbiamo studiato a scuola e il magnetismo abbiamo visto che quando tu prendevi un corpo che era caricato positivamente e negativamente, si attaccava. Se invece prendevi due corpi che erano caricati nella stessa polarità, cioè più-più-meno-meno, facevi così. Quindi questa è natura. Quando la gente dice no a queste cose, no. Quello che fa male, quello che distrugge, quello che è il veleno, quello che è il covid, quello che è il virus è l'ignoranza. Quando la gente non sa è quello il grosso problema. Cosa fa? Invece di non sapere è portarsi a dire cosa devo conoscere e quindi si espande. Dio è conoscenza. L'ignoranza non è Dio. Quindi a questo punto la gente deve andare oltre. Quando la gente si limita a dire non so e molto spesso quando gli viene detto una cosa queste persone che non sono abituate dicono non so e si incazzano perché non so, perché se sentono meno è un loro problema. E loro cosa fanno? Dato che non vogliono sentirsi meno, nessuno vuole sentirsi meno, nessuno vuole sentirsi, perdonami la parola, uno stronzo, cosa fa? In colpa agli altri. Punta al dito. Ed è questo il punto. Questa roba qui dell'energia maschile femminile per me è sempre stata, io sono fisico, io ho fatto perito chimico, sono chimica, lo so che non sembro, ma mi viene sempre piaccionato la fisica, eccetera. Quindi questa è fisica. Quando ho visto questo cartellone, e ho visto, E per il mio parere non si capiva l'energia maschile che ha un'identità chiara e un'energia femmile che ha un'altra identità chiara, che hanno due funzioni diverse, due bisogni diversi, due direzioni diverse. Completamente. L'energia femminile è la creatività. L'energia femminile è Dio. Tutto è Dio, ma l'energia femminile è la creatività, l'accoglienza, l'amore, la pazienza, la non direzione. L'energia femminile è l'oceano. L'energia maschile è la nave sull'oceano. Senza l'oceano la nave non può andare da nessuna parte. L'energia femminile va dappertutto, è dappertutto. L'energia maschile ha una direzione. Si prende e si va, si prende e si fa, si conquista questo, si fa quello. E questo deve essere molto chiaro, perché questi due poli, più sono così, più si attraggono, ed è quello che è stato da sempre, uomo e donna. Ma non solo uomo e donna, anche donna, donna e uomo. Basta che questi due poli siano bene chiari. Più sono depolarizzati, più si attirano, più sono uguali, più non c'è attrazione. Quindi ho detto, guardate che c'è un po' di confusione per l'80-90% delle persone, ma anche per... Io ho molti amici gay, molti amici lesbiani, molti amici transessuali. Dopo quella cosa lì, sai quanti mi hanno scritto i transessuali? Mi hanno detto, hai ragione. Hai ragione! Mi hanno detto, hai ragione, qui sono usciti fuori testa. Perché? Perché io non volevo attaccare la sessualità. No, io volevo attaccare l'energia maschile e femminile che è molto importante per creare una polarizzazione in un rapporto che è basilare. Quando due persone si attirano è perché l'energia maschile e l'energia femminile sono ben chiare, sennò non si attirerebbero. Per il discorso fisico. Quindi ho visto questa roba qua, ho visto questo marchio, che era Valentino quello che era, e ho visto questi ragazzi e ragazzi, le ragazze erano tatuate, i tatuaggi risaldano da sempre, i guerrieri si tatuavano. Perché c'è un ben concetto chiaro. E una donna tatuata è evidente che sta togliendo energia femminile. Se la sta togliendo. Quindi è molto maschile. Se tu vai a vedere una donna molto tatuata, la vedi come ha un'energia maschile forte. Per protezione, per carica, per sopravvivenza. Tutti noi abbiamo energia maschile e energia femminile. Tutti noi. ma per l'80% delle donne è quella più portante e quella femminile, per l'80% dell'uomo è quella più portante e quella maschile. e l'equilibrio con la propria energia maschile, la propria scena femminile permette all'individuo di essere, di vivere la propria vita e di interagire con un'altra persona creando relazioni sane. Là fuori non ci sono relazioni sane, là fuori ci sono tante relazioni che saltano, sono disfunzionali o vengono da una famiglia disfunzionale. Ecco perché ho iniziato a lavorare, io nella mia vita ho fatto disastri Dice, ma come fai tu? Proprio perché ho fatto disastri, mi sono messo la testa e ho detto che non voglio più soffrire. Ci sono due tipi di persone là fuori e i film lo raccontano bene. C'è il buono e c'è il cattivo. Tutti e due hanno avuto lo stesso passato. Tutti e due hanno sofferto. Tutti e due hanno sofferto. Sai che il supereroe ha sofferto esattamente come il suo nemico, ma c'è una differenza. Sai qual è la differenza?
La rilaborazione della sofferenza.
Sì, è molto semplice. Il cattivo dice io ho sofferto, e adesso farò soffrire il mondo. Il buono o l'eroe dice, io ho sofferto e farò in modo che questa sofferenza non accada più a nessuno. È la stessa roba, stesse facce, la stessa medaglia. Il punto è quale scegli. Quindi proprio perché io l'ho vissuto questo delogio, non voglio che gli altri vivano questo, non voglio che gli altri figli, di questa persona i figli, perché è tutta una catena. Quindi quando ho visto quella roba lì, già maschile, già femminile, ho detto, questo non è chiaro, per i nostri ragazzi non è chiaro. Cioè dobbiamo cercare di stare un po' attenti a questo.
Guarda, senti Walter, a proposito di quello che tu dici voglio riagganciarmi subito proprio al discorso dell'identità maschile e femminile perché ci sono degli studi scientifici molto importanti che dimostrano quello che dici. Fammene citare qualcuno perché è un argomento molto importante. Per esempio c'è uno studio condotto dall'Università della Pensilvania dove sono stati sottoposti a risonanza magnetica ben 900 persone tra maschi e femmine di varietà e hanno trovato, parliamo appunto di neuroimaging tecniche di risonanza magnetica di altissima risoluzione hanno trovato che nel cervello maschile le connessioni neuronali corrono davanti e dietro lungo lo stesso emisfero, mentre in quello femminile le connessioni sono anche tra un emisfero e l'altro, quindi nelle donne ci sono collegamenti più forti e complessi tra l'emisfero destro, legato all'intuizione, e quello sinistro, legato al pensiero logico. Dunque questo fa sì, dicono gli studi, che le donne abbiano un modo di valutare i problemi più complesso, mentre l'uomo ha un ragionamento più razionale e più sequenziale. Dicevi tu, la nave è sull'oceano, no? Non solo, poi c'è anche un'altra cosa molto importante. Alcuni studi condotti all'Harvard Medical School invece, dicono che nella donna, dimostrano sempre attraverso queste tecniche di risonanza magnetica, che nella donna esiste una concentrazione maggiore di neuroni in determinate aree cerebrali, tra cui la corteccia temporale femminile, che presiede le funzioni linguistiche ed emozionali. Quindi questo fa sì che la donna abbia una maggiore capacità di verbalizzare le emozioni. Infatti tu avrai riscontrato, poi parliamo del tuo lavoro, nella tua esperienza, che le donne hanno un maggior bisogno anche di sentirselo dire l'amore o di esprimerlo a parole. E infine, sempre grazie a questi studi emersi, che invece nell'uomo la corteccia parietale è più estesa. C'è l'area del cervello adibita all'intelligenza spaziale che controlla le informazioni spaziali. Quindi gli uomini sono più, come dire, portati ad orientarsi per esempio nello spazio. Quindi sono delle... Ledo.
Nello spazio vuol dire nell'agire?
Quindi ecco appunto, sottolineavo quello che tu dicevi e ti chiedo anche Walter, ma come mai in un'epoca in cui si parla tanto di valorizzazione delle differenze, come mai proprio la differenza fondamentale alla base anche della vita tra maschio e femmina non viene tenuta così, non è così valorizzata, non è così sottolineata, che cosa ne pensi?
Allora io penso che, questo è il mio pensiero, ovviamente come tutte le cose che che dico in base alle mie riflessioni, alle mie ricerche. Allora, io penso che ci sia stata una male proiezione molto forte del sistema, è evidente, se siamo arrivati oggi, se sta succedendo quello che è successo, e non sto parlando solo di oggi, sto parlando degli ultimi 3-4 anni, 3-4 anni è l'esplosione, è la realizzazione, la materializzazione di quello che è stato per anni. che poi non è stato più. Tutto si materializza, tutto parte da un'idea, tutto parte da un modo di pensare, da un modo di mettere dell'intenzione e poi si materializza. Qualunque cosa noi vediamo fuori, qua intorno, è stato prima pensato. Quindi il pensiero parte e poi si realizza. Questo libro è stato pensato, questa cosa... e poi dici come posso fare, come posso creare una roba dove posso scriverci sopra delle cose, e posso vedere dei film, delle immagini, televisione.
Il pensiero determina l'azione.
Assolutamente, esattamente, quindi questo è stato quello che è successo e quello che è successo è semplicemente secondo il mio parere il fatto di creare confusione. Quando crei confusione e non è chiara l'identità delle persone, le persone sono più soggette ad essere ad ascoltare o ad essere Sono manipolate a vantaggio del sistema, di brand, della multinazionale. è evidente, non sono io a dirlo, ma è evidente che tutti i brand della moda... ah, innanzitutto la moda che cos'è? La moda è... tu come sei non vai bene. Tu per andare bene devi vestirti in questa maniera. Quindi cosa vuol dire il concetto? Che tu come sei non vai bene. Quindi tutti corrono dietro al fatto, no, devo comprare quel pantalone, devo comprare quella maglia, perché? Perché sennò non valgo. Sennò come sono io non valgo. Quindi sicuramente togliere è non aiutare te a tirare fuori quello che sei, a guardarti dentro e a tirare fuori le tue qualità uniche. Ma tu non hai qualità, ma devi tirare fuori, mettiti l'orologio, mettiti a prendere quella macchina affinché tu possa valere una società. E noi tutti vogliamo una cosa, vogliamo essere amati. E noi crediamo che quando avremo quella roba lì saremo rispettati e quando saremo rispettati saremo amati. Io voglio ottenere quella cosa perché voglio comprare quella... Quando avrò quella casa, quando avrò quel successo, allora sì che sarò amato, allora sì che mi verranno bene, allora sì che mi considerano. Cosa se sono convinto che mi amano lo stesso? Allora non ho più bisogno di correre lì. Se non hai più bisogno di correre lì, si blocca il sistema, si blocca la ruota.
Quindi creano sempre nuove esigenze?
Assolutamente, nuove esigenze nel momento stesso che tu hai... non vogliono che tu entri in contatto con chi sei tu veramente, perché quando entri in contatto con chi sei tu veramente non hai bisogno di niente, non hai bisogno di un Rolex. Sai quanto costa questo orologio qui? 70 euro. Mi piace, non lo metto, basta. Io non sono Rolex, molte persone credono di essere quello che il Rolex li rappresenta, la macchina che guidano. È evidente che loro credono di essere zero, ecco perché. Quindi se è così correranno sempre a ottenere di più, a comprare di più, a lavorare come dei topi su una ruota? a vantaggio di chi? Loro non aggiungeranno mai quel pezzo di formaggio perché non aggiungi mai, perché il più vuole il più e quindi non sarai mai contento. Ci sono passato, eh? Lo so perché ci sono passato. Lo so perché ci sono passato. Lo so perché io nella mia vita ho guadagnato milioni. Lo so perché ho avuto Ferrari. Lo so perché ho avuto moto, macchine, soldi, tutto di più. Non dormivo la notte. Detto, che cazzo è? Porca puttana, ma come? Io quando avevo 18 anni dico, quando avrò questo? Sarò felice quando avrò quello, sarò felice con me. Adesso ho molto, molto di più e non sono felice. Ma cosa sta succedendo? È lì che è partita tutto. Perché ci vuole coraggio per tuffarsi dentro. Non ci sono nemici là fuori, come dicono nel libro. Se c'è un nemico, quello sei tu. Non è una battaglia contro gli altri. Ognuno fa una battaglia con se stesso per cercare di essere un essere umano migliore rispetto a ieri. basta, non devo essere io migliore di lui, no, devi fare una battaglia, devi guardarti dentro, è facile combattere con un altro, ma è difficilissimo combattere con te stesso.
Certo, e allora ti chiedo Walter, a proposito di quello che dici, Quindi la consapevolezza della diversità, complementarietà tra maschio e femmine non viene messa in evidenza abbastanza proprio per quello che tu dicevi, cioè se io ho consapevolezza che c'è un essere umano che strutturalmente, potenzialmente mi completa, mi dà un appagamento immagino, invece mi sembra di capire il fatto che non.
Si sottoponga Nessuno ti completa. Se tu credi che qualcosa o qualcuno ti completa, vuol dire che tu sei incompleto, tu sei perfetto. Sei perfettamente imperfetto così. Dio ti ha creato, ha creato me, ha creato qualunque cosa, perfettamente completa così.
Cioè nel senso che ha qualcosa che manca a me.
No, esatto. No, non manca. Non manca. non ci si mette insieme io capisco che magari questa è una filosofia anche greca eccetera del fatto della completezza non sono d'accordo sono d'accordo che ogni persona ogni essere viene ed è completo deve solo lasciare andare quello che non gli appartiene tante cose che sono in più e il punto è incontrare una persona molte persone mi dicono Walter voglio essere felice voglio una bella relazione ascolta se vuoi essere felice non avere una relazione è chiaro Perché le relazioni non sono fonte di felicità, sono fonte di continuo lavoro, continuo scontro, continuo mettersi in gioco e questo ti permette di crescere. Noi siamo qui per crescere. Ogni cosa che non cresce è morto. Sei d'accordo con me su questo? Ogni cosa che non cresce è morto. Quindi noi siamo qui per crescere, per espandersi, per espandere la nostra anima perché noi siamo Dio, un pezzo di Dio, quindi siamo qui per espanderci. Noi siamo quella parte infinita, quindi più che altro dobbiamo cercare di capire attraverso l'altra persona chi noi siamo e scoprire sempre di più noi e crescere. Come si cresce? Si cresce con le difficoltà, si cresce con le sfide, si cresce con... la gente mi diceva come si fa a far crescere i muscoli?
Con l'allenamento, cioè.
Che cos'è l'allenamento?
È un lavoro.
Che cos'è l'allenamento? Lo sai come si fa a crescere i muscoli? Per far crescere i muscoli devi avere una forza, ci deve essere una resistenza. Una resistenza, quindi difficoltà, problemi, scontri, resistenza. E tu devi applicare una forza, una resistenza maggiore di quella Quindi devi lavorare duro per superare quella, finché tu quella resistenza la tiri su e poi la tiri giù. Non una volta, no, non basta. Devi fare più volte. Quindi più volte sfide. E quello farà in modo che quel muscolo si rafforzi. Senza la resistenza, senza le difficoltà, senza i problemi, visti come opportunità o qualunque cosa, non riesci a costruire nulla.
Sì.
Quindi tu cresci attraverso questo. È sine qua non. Senza quello non è possibile. Senza il cattivo non può esserci l'eroe. Senza la difficoltà non ci può essere il talento. Senza la difficoltà non ci può essere la capacità, l'abilità.
È tutto sudato. È tutto un lavoro.
È un continuo lavoro. Perché? Perché noi veniamo qua e ci dimentichiamo che siamo. Entriamo praticamente in un pacchetto che è la mente, che è limitata. E la difficoltà è proprio quella, è guardare oltre. La gente dice io ci crederò quando lo vedrò. No, tu lo vedi nel momento che lo credi.
Bene. Senti Walter, volevo chiederti, stiamo parlando di relazioni, tu sei un love coach. Secondo la tua esperienza, vediamo un po', il fatto che gli uomini e le donne siano diversi e la scarsa consapevolezza, spesso di questo, anche all'interno delle relazioni, può essere alla base delle crisi di coppia. Cosa hai riscontrato nella tua esperienza?
Allora, la gente mi dice, ma com'è love coach? Sei un coach delle relazioni. Poi nel tempo mi sono Da quando fai il coach? Da sempre, perché ho sempre lavorato su di me, ho sempre cercato di fare ricerche su di me, ricerche fuori, cosa c'era là fuori, questo mi ha portato a fare i corsi con i personaggi più con ricercatori più importanti che sono Richard Bundler che è co-creatore della PNL, con Tony Robbins, ho fatto tutti i corsi con lui, ne ho girato il mondo, la meditazione in India. Capire, capire, capire, devo sapere perché quando tu vuoi la ricerca della consapevolezza, la ricerca di Dio. Insomma, come diceva Thoreau, alla fine dei nostri viaggi torneremo al punto di partenza, capendo che tutto quello che abbiamo sempre voluto cercare, cercare fuori, è sempre stato lì. Quindi, è nel momento stesso che mi sono accorto che, come ti dicevo, ho grossi problemi di relazioni. Io nella mia vita, da famiglia disfunzionale, non voglio quelle persone. Quindi mi sono buttato a capofrito, a capire cosa funzionava. Da lì ne c'è maschile, ne c'è famiglia. E sono venuto fuori con questa Love Coach. Perché? Perché ho capito che tutto parte dal tuo cuore. Love Coach vuol dire il coach del cuore. E tutto parte dal tuo cuore, cioè vuol dire che prima di entrare in connessione, amore e connessione è la stessa cosa. Connessione, quando tu guardi un tramonto, quando tu vedi un bambino che cammina, ti diverte, oppure un cagnolino, un cucciolo, In quel momento lì non c'è tempo, non c'è spazio, ti senti connessa, ti senti connesso con quella cosa. Ecco, quello è amore. Quello è amore, quello è Dio. Quello è Dio. Parti, perdi lo spazio, il tempo, quello che è prima, quello che è dopo, sei nel presente, sei lì. E quando sei lì, sei nel tuo cuore, sei connesso, sei connesso, ti connetti col tuo cuore. Vuol dire che sei sentato nel tuo cuore, hai visto questo e sei in connessione. Quindi love coach vuol dire in connessione col tuo cuore, prima di entrare in relazione con gli altri devi entrare in relazione con chi sei tu, chi sei tu profondamente. Quindi per entrare in connessione con il nostro cuore dobbiamo cercare di, vedi, hanno fatto un esperimento tanti anni fa, una sociologa molto famosa, una certa Brown, e prese molti casi e cercò di capire le persone felici da quelle non felici per quale motivo lo ero e capii che oltre al fatto che le persone felici erano dignitose e sapevano di valere erano persone che avevano accettato e avevano accettato a braccio aperto le proprie vulnerabilità e per accettare le tue vulnerabilità ci vuole coraggio ci vuole compassione e tutto questo ti fa entrare col tuo cuore perché la parola cor viene da coraggio, in francese coraggio E quindi per entrare in contatto con il tuo cuore vuol dire accettare anche quelle parti di te che non ti piacciono. E li accetti. E' come se avessimo dei figli, spesso. Ci sono quelli che sono bravi, quelli che sono intelligenti, poi ci sono quelli che non sono bellissimi. Cosa fai? Non li consideri? Cosa fai? Torni a casa? Prova un po' a immaginare di tornare a casa e poi portare i regali a quelli bravi. Prova a immaginare come stanno gli altri. solo perché sono nati così, non hanno quelle capacità che hanno gli altri, quindi non li consideri. Le nostre emozioni sono uguali. Quindi molto spesso facciamo difficoltà ad accettare la vergogna. La nostra vergogna di quel bambino, di quando era piccolino, che veniva umiliato davanti a noi. Quell'imbarazzo lì è partito da un punto della tua vita. Il piccolo Walter in quel momento lì è partito. quella roba lì è rimasta, quel bambino imbarazzato più che imbarazzato è vergognoso, l'imbarazzo viene dalla vergogna è una conseguenza, dobbiamo andare giù quando vai a vedere, riconosci veramente quell'emozione che ha fatto scadere di tutto e l'accogli perché noi non vogliamo quella roba lì, ecco perché ci incazziamo perché? perché quella volta che quella persona ci aveva bullizzato davanti agli altri e ci ha fatto sentire vergogna Adesso c'è una persona che taglia la strada e mi fa il dito. Io mi incazzo, sono grande e grosso, sono muscoloso e ti spacco il culo e ti faccio una faccia così. Perché? Perché non riconosco il bambino, perché non voglio accettare e non voglio che nessuno veda quel bambino che è stato vergognato. Ma se io vado indietro, accetto quel bambino, lo accolgo, lo abbraccio, quella persona lì non mi fa più niente. Le persone ti fanno male Perché è dentro di te. Non c'è nessuno che ti può far male. Molte persone dicono, ah lui mi ha fatto arrabbiare. No, la tua rabbia è dentro di te, è uscita fuori. E lui ha fatto oppressione. Se tu spregni un limone, cosa esce?
Il succo del limone.
Il succo del limone. Andiamo ancora più, più precisi siamo, chiarezza è potere. Ricordatelo sempre. Più precisi siamo e più potere abbiamo. Esce il succo di limone, ma se io spremo l'arancia cosa esce?
Mi viene da dire il succo dell'arancia.
Se io spremo mela cosa esce?
Se spremo una mela si esce sempre il succo della mela in maniera minore.
Però rispetto... sempre il succo della mela quindi possiamo dire che qualunque cosa noi spremiamo esce fuori quello che c'è dentro? certo molto bene allora se io qualcuno ti fa arrabbiare questo qualcuno fa una pressione su di te ed esce fuori quello che è dentro di te la rabbia ma se non c'è rabbia dentro di te e io spremo, se io spremo un limone e non c'è più niente cosa esce fuori? bravissimo, quindi esce fuori quello che c'è dentro, quindi quando qualcuno ci fa arrabbiare invece di incazzarci con lui dobbiamo dire porca troia io ho ancora rabbia, grazie, lo so che fa fatica, grazie che mi hai fatto questa pressione perché io mi sto portando, perdonami ma è questo il jazz, la merda da tanto tempo, io non so te ma a me non piace vivere con la merda in casa, quindi più ci ripuliamo e più viviamo liberamente, Questa è la consapevolezza. Questa è la verità che la gente deve dire. Questa si chiama responsabilità. La libertà, la felicità è uguale a responsabilità. E' tua responsabilità. Nessuno te la può dare. Solo tu la puoi scoprire. Quindi hai bisogno di ripulirti. Una volta che sei ripulito, nessuno potrà più farti niente. O farti meno male. Ma soprattutto quando ti sarai ripulito, ripulita di tutte queste cose della nostra infanzia, che tutti noi ce l'abbiamo, Sarà tutto più chiaro. Non abbiamo più bisogno di stare con certe persone. Staremo con altre che, guarda caso, non ci potranno creare più problemi. Tutto si innalza. Tutti di noi. Ecco perché è il love coach. Quando noi lavoriamo su di noi, allora lavoriamo su tutto. Quindi nel momento stesso che lavoriamo su di noi, sul nostro cuore, entrare in connessione con noi, allora si apre. Quando fai tutto questo lavoro, allora puoi vedere di mettere di contrario un'altra persona. Perché? Perché quando avrai filtrato tutto, ripulito tutto, noi attiriamo quello che siamo, non quello che vogliamo. Quindi quando ti sarai ripulita di tutte queste cose e sarai entrata in connessione veramente con quello che sei, aprito tutti questi strati, allora attirerai persone come te. Quindi che non avranno rabbia, non avranno queste cose e allora lì potrei iniziare a creare una relazione. Molto spesso là fuori le persone creano relazioni perché dicono tu mi devi rendere felice, tu mi devi dare questo, tu mi devi dare quello. Ascolta, ecco perché salta, sballato. Tu non puoi, se stai zoppicando da solo, da sola, metterti in una relazione con l'altra. Perché? Perché prima o poi ti appoggerai. Due persone che hanno una relazione, nessuno si appoggia a nessuno, devono essere saldi per terra, ben saldi, hanno fatto tutti e due i lavori, ecco perché i rapporti più aperti, più meravigliosi, sono quelli dopo una certa età. Perché hanno preso il batoste nella vita e che hanno scelto di lavorarci. Non vuol dire che se prendi il batoste hai ripulito, perché c'è sempre una scelta. Il grande nostro padre, il grande boss, ci dà sempre una scelta. Io ti do questa possibilità. di difficoltà, sta a te ripulirle O no, quando questa ragazza mi ha investito e mi ha tagliato la strada e io andavo sulla mia moto, ero per i fatti miei eccetera e mi ha investito e io ho rischiato di perdere la gamba destra perché se fosse stata in Italia me l'avrebbero tagliata. Non perché non sono bravi in Italia, ma perché in America vogliono guardare e dicono proviamo. Hanno provato a fare una cosa e grazie a Dio me l'hanno salvata e io ho fatto il mio lavoro. Ma quando mi ha tagliato la strada questa ragazza e poi ho scoperto che non aveva l'assicurazione e io ho scoperto che ero in ospedale dopo 12 giorni e il conto era 275 mila dollari perché in America la sanità non è gratis come qua, porca puttana e rischiamo ancora di perdere la gamba? Che cosa fai lì? Ti incazzi con chi? Allora noi ci incazziamo perché uno ci taglia la strada, ci faccia il dito, ci ha rovinato la giornata e allora succede una cosa del genere? Ammazzi qualcuno, prendi la pistola e risolvi il problema? I problemi ci sono e ci saranno sempre, non possiamo scapparci. Ma cosa fai quando arrivano i problemi? Quale scelta prendi? Decidi di prendere questo o quello? Come Einstein disse, devi fare una scelta, una domanda, una solo, basta, basta con tante cazzate. Decidi se il mondo è tuo amico oppure no. Ora. Perché se tu deciderai che il mondo è tuo amico, da ora in avanti farai altre scelte rispetto a se tu decidi che il mondo è tuo nemico. Altre scelte. Se qualcuno mi taglia la strada, se io dicevo che il mondo è mio amico, ok, vorrei dire che lui è di corsa, sta passando un momento difficile, forse sta andando all'ospedale, non lo sappiamo. Noi siamo omnipotenti, crediamo tutto. Uno ci passa dalla strada e dice stronzo, noi ci giriamo, io gli dico ma ti chiami stronzo? No, allora perché cazzo ti sei girato? Ragazzi, ma tu credi che il mondo gravita intorno a te? E questo è. C'è poca umiltà. Poca umiltà. Poca umiltà è rendersi conto, effettivamente, che il mondo non grava intorno a te. Che tu ci sei oggi, vedi? Ci sono delle persone, grandi persone, persone che credevamo fossero onipotenti. Sono morte. fra una settimana e mezz'anno basta,dimenticate. Quindi tu puoi fare qualunque cosa. Dopo una settimana che sei morta la vita va avanti. La vita va avanti. Quindi tornando al discorso delle relazioni, quando tu fai questo lavoro allora potrai costruire le basi per costruire una relazione sana e forte. Se tu non fai questo lavoro non iniziare una relazione. Io sarei del parere che devo proprio dare il patentino. Hai fatto questo lavoro? Ok, allora vai a fare relazioni. I figli hanno un altro patentino, il patentino fa tutta la cosa, ok puoi avere figli, invece si hanno figli e relazioni come se niente fosse. Invece le macchine ci vuole la patente, credo sia molto più importante mettere al mondo un bambino a guidare una macchina, anche se la macchina è pericolosa, però bisogna fare questo lavoro, ognuno ha questa responsabilità qua.
Senti Walter, non abbiamo parlato di cuore. C'è un passaggio della vita che accade per te che vorrei sottolineare. Quando tu vieni operato al cuore entra questa sonda e tu, a parte che dici una frase molto significativa, dici che nel momento in cui mi stavano operando al cuore io sentivo di essere guarito anche proprio emotivamente, un tappo, sentivo che avremmo messo un tappo e mi sembra di ricordare che in quel momento tu abbia sentito vicino al tuo letto una presenza particolare era quello il momento in cui hai sentito la presenza se non sbaglio di Fabrizio Frissi che era morto un anno prima?
No, ho avuto un pensiero di lui perché Fabrizio noi ci siamo visti poche volte io lo guardavo quando ero piccolino, lui faceva paroliamo Voi siete troppo giovani, ragazzi non potete... Era agli 80, avevo 15 anni. Paroliamo, e Fabrizio era carino, aveva questo sorriso. Faceva questo programma per i ragazzi. Poi piano piano ha fatto la sua carriera. Poi io dopo sono entrato in televisione. E poi c'è stato un momento della sua carriera che è andato giù. O non lo chiamavano, ma lui era sempre Fabrizio. e mi ricordo che lo incontrai in Rai e mi ricordo che lui era molto carino e io gli dissi, forse pensa addirittura facemmo lo stesso provino per i pacchi pensi, i pacchi è un programma sulla E2 e io mi trovai a fare il provino io una puntata a zero io, una puntata a zero la fece Fabrizio e una puntata a zero la fece Insinna e poi preso Insinna E io dissi, io cosa ci faccio con Fabrizio? Cioè il cinema è un grande attore, però io cosa ci faccio con Fabrizio? E' sua questa roba qua? E io mi ricordo e dico, guarda, spero che la gente, spero che si rendano conto chi sei, spero che si rendano conto che sei Fabrizio, eccetera. E lui era molto carino sui grazi, molto sui ingrazi. E quando lui si sentì male, la prima volta, gli mandai un messaggio. e lui per due mesi, niente, si sapeva dappertutto, dopo due mesi io gli mandai il messaggio a ottobre, novembre, lui mi rispose a febbraio, prima di febbraio mi sembra e mi disse scusami Walter, mi rispose dopo due mesi, scusami Walter papà io sto meglio, ti ringrazio, ti supporto eccetera Era uno che non lasciava, poteva andare e prendere. Ha ricevuto tantissimi messaggi, ma non lo ha lasciato. Dopo due mesi e mezzo, poteva anche tralasciare tutto. Poi morì. Poco dopo morì, qualche settimana dopo morì. Quando morì, ho preso il treno e sono andato giù. e feci la coda perché a me non piacciono queste cose, feci la coda come tutti gli altri mi misi lì toccai la barra la gente mi guardava un pochettino ma sai perché c'erano tante dei VIP c'erano entrate delle cose a me queste cazzate mi venivano e ho detto senti io vado lì non perché io vado lì perché voglio fare questo ho preso il treno e andai lì dissi quello che volevo dire ho preso il treno e tornai qui a Milano e mi toccò molto, mi veramente toccò molto perché era veramente una persona e quando è successo questa cosa non lo so, ho pensato a lui ho pensato a lui e io ho queste cose.
Qui in qualche modo l'hai sentito vicino.
Mi sembra di capire sì, sì, sì, l'ho sentito c'è stata un'altra volta che mi viene in mente ti ricordi quando Pietro Taricone fece quell'incidente? io ricordo che ero su un divano, stavo guardando la televisione e guardai il televisore e vedi, no, io e Pietro non ci avevamo mai incontrati Porca miseria! Non era morto, stava malissimo e pensai alla bambina, pensai alla moglie, una bambina che era poco distante perché chi non ricorda Pietro Rariccone si è buttato dalla pargaduta e sembra che la pargaduta si è aperta tardi e non ha avuto il tempo e quindi si è schiantato al suolo. Io quando vedi questa cosa mi ricordo la prima cosa che mi è venuta in mente Sant'Antonio, da Padova, non mi ricordo perché, ha detto se lo salvi io vengo da qui fino a Padova a piedi. Poi lui non si salvò perché morì dopo qualche giorno e io dissi ok a piedi è lunga però vado in bicicletta e questo lo faccio non solo per lui perché dove adesso è morto ma c'è la sua anima, c'è il suo figlio. Quando fai un gesto così, quando metti il tuo tempo, la tua energia, l'intenzione non è roba sprecata, cioè qualcosa lavora per loro ovviamente. e così prendi la bicicletta, ma così eh, non è che mi ero allenato, avevo una bicicletta che avevo comprato a Decathlon, ho preso la bicicletta e me la porto, e io credo di venire, ci ho messo un giorno e mezzo, io faccio così, prendo la bicicletta e vado. e ho dormito a Verona, mi ricordo, distrutto, e finché sono arrivato a Padova da Antonio e dissi, guarda, no? Dissi, semplicemente, come parlavo con Gesù, guarda, butta un occhio su Antonio, sulla sua famiglia, sul pieto, sulla sua famiglia, insomma, io ho fatto quello che potevo e poi più oltre non sono tornato indietro. e non glielo ho mai detto. Quando metti un'intenzione siamo energia, è tutta energia, non pensare che non abbia un effetto. Siamo qui per dare, non per uscire.
Peraltro tu hai parlato anche, mi ha incuriosito molto questa cosa, di questo abbraccio, come dicevi prima, che hai ricevuto con Natuzzaida, che ti ha fatto percepire delle cose molto intime, dici tu, sulla tua vita. Anche questo mi ha colpito. Ti chiedevo, a proposito di questo, in qualche modo anche questa esperienza che hai fatto ha influenzato anche il tuo modo di vivere il rapporto con gli altri dopo?
Sì, allora come dicevo nell'altro libro da quando ero piccolino io guardavo le non avevo le immagini, parlavo con Giuseppe e veramente mi sentivo come un amico, non andavo tanto in chiesa, però quella cosa lì è sempre stata presente, ci sono stati momenti in cui ero più connesso, momenti in cui meno connesso, non è stato sempre connesso, assolutamente. perché ci sono i momenti in cui ci distraiamo e arriva il buio. Quando ti distrai arriva veramente il buio e poi ti rendi conto troppo tardi che sei nel buio e poi è un casino tornare indietro. Però grazie a Dio tutte le volte riuscivo a tornare indietro. Io anche nei miei profili metto Dio al primo posto. Non puoi e non sono un santo. Sono uno che lotta tutti i giorni con le mie debolezze. A volte vinco e a volte perdo. sono una persona che si incazza, sì, sono una persona che si incazza, ma tutte le volte che si incazza, ok, questa è un'altra occasione che è venuta fuori ancora dalla rabbia, perché è venuta fuori, ci lavoro, ci lavoro costantemente, tutti i santi giorni, tutti i giorni, sono arrivato, no, è una continua, io mi alleno tutti i giorni, mi alleno da quando ho 37 anni, da 37 anni che mi alleno, mi alleno perché per me è una disciplina, e non mi alleno quando voglio allenarmi, mi alleno perché devo allenarmi, Io non vado in palestra quando voglio, quando vado in palestra perché devo. Ci sono delle volte, ho appena fatto un evento dal vivo, il primo evento, 12 ore, ero distrutto, alla fine ho detto vado in palestra, non riuscivo a stare lì, vado in palestra, punto, non discuto, non discuto, non discuto i miei pensieri, punto, fai e fai. Questo è Dio. Molto spesso noi diciamo no, sì, devo pensare, ma... però ascolta, è così, punto, fai quello che devi fare, è così. Cioè dobbiamo cercare di essere più disciplinati su quello che è giusto per noi e per gli altri, più disciplinati, la disciplina si allena facendo, agendo, passa ad azione, quindi non fai le cose perché hai voglia di farle, fai le cose perché devi farle. Sì, a me piacciono i bomboloni con la crema, a me piace il cioccolato, a me piace il testosterone, mi piace, certo. Poi dico domani come starò? E fra una settimana dove sarò? Viktor Frankl, che è stato l'autore, lo psicologo dei Lager, che è stato quello appunto che è stato internato in Auschwitz e ha superato, gli avevano ucciso la moglie, i genitori, tutto quanto, e lui è riuscito a superare perché ha scoperto che cosa rendeva una persona, che cosa faceva vivere una persona. Sai cosa fa vivere una persona?
Suppongo l'amore forse.
Lo scopo. Deve avere uno scopo. Deve avere un perché. Quando il perché è chiaro, il come si affronta in qualunque maniera. Il perché. Quando è chiaro il perché, vai avanti, affronti i problemi, affronti le cose. Gli scopi non sono chiari là fuori. La gente vive credendo che è nata per pagare il mutuo, vivere, avere la tredicesima, quattordicesima... Ma quando cazzo si vogliono svegliare questa gente qua? Ma quando vogliono svegliare capiscono che sono degli esseri straordinari, che vivono forse una vita ordinaria, ma straordinari. Ecco perché sono così incazzati, perché sono repressi. Certo che se loro vivessero quello, facessero ciò che amerebbero, ti garantisco che ci sarebbe meno rabbia, ci sarebbero meno carcerati, sarebbero molto meno. Quindi la gente non si domanda, ma qual è lo scopo della mia vita? Qual è veramente lo scopo? Non voglio dire cambiare il mondo, voglio dire uno scopo, uno scopo che ti fa star bene. I cantanti lo sanno, i musicisti lo sanno, gli artisti lo sanno. Perché? Perché vogliono pitturare e quando pitturano sono in contatto con Dio. Quando tu scopri lo scopo e fai ciò che ami, sei in contatto con Dio. Lì è Dio, lì non è la chiesa e quella è lì. E quando dici wow, wow, ok, cerca di ampliare sempre di più quello che è, quella con la sensazione di wow, non hai bisogno di mangiare, di bere, non hai bisogno di niente, hai bisogno di sesso, niente, niente, sparisce tutto.
Mi viene da dire che quello che vivi in quel momento diventa una missione, perché poi parleremo, ma nel senso che...
Diventa una missione, diventa il tuo scopo della vita, lo scopo della vita che per l'uomo è diverso dalla donna. Vedi, questo è proprio radicato nel nostro cervello. Abbiamo tre tipi di cervello. C'è quello retiliano, 600 mila anni. C'è quello limbico che è 200 mila anni fa. E poi c'è l'ultimo, quello di 50 mila anni fa, che è quello che ha creato l'uomo frontale, che è quello che fa ragionare, creare, socializzare il linguaggio. E questi tipi di cervelle hanno determinate funzioni. Quando è nato il mammifero, noi siamo i mammiferi, quindi stiamo parlando di 200 mila anni fa, un pochettino di più, il mammifero ha avuto, oltre che al coccodrillo, che ha meno piacere, il coccodrillo mette, rettiliano insomma, si dice coccodrillo, ma è quello dei rettili, il mammifero ha avuto una cosa in più del piacere, cioè quando la femmina del mammifero ha messo al mondo un cucciolo c'è un'empatia, è difficile, vai da un cane, togli il cucciolo, è difficile perché c'è un'empatia, tutto questo ha creato un qualcosa e quello avveniva con l'energia femminile, l'energia maschile invece doveva essere quella che proteggeva Cosa succede? Succede che la femmina del mammifero vuole procrearsi. Come può procrearsi e essere difesa? Perché non è forte come l'uomo. Perché quando si procrea è più debole. Perché quando procreava arrivava un leone Noi scappiamo, ma lei col cucciolo era più in difficoltà, era più soggetto a essere mangiata, quindi il maschio doveva proteggere. Quindi lei doveva avvalersi di un maschio forte, non uno debole. Tu mi devi garantire che mi proteggi, tu mi devi garantire che la mia cucciolata la proteggi. vedeva nella femmina una donna sana che gli poteva dare la possibilità di andare avanti con la propria creazione. Quindi queste cose qui sono molto importanti e queste cose qui sono ancora adesso. Ora non mi ricordo per quale motivo ho aperto questo concetto dei cervelli, delle cose, però per far capire Qual è la domanda?
Allora io ti avevo chiesto come ha influenzato il tuo rapporto con gli altri, l'esperienza che hai fatto anche nell'abbraccio di Natuzza e abbiamo cominciato a parlare proprio del nuovo senso che acquista la vita, dello scopo.
Quindi l'uomo e la donna hanno due scopi diversi. L'uomo ha lo scopo quello di conquistare, sempre stato, nel Gemaschia scusami. Gemaschia è conquistare, conquistare i bambini quando sono piccolini maschi, giocano con le macchinine, giocano con i soldatini vogliono conquistare, vedono, visionano, vogliono conquistare. Questa è una cosa dell'ingegno maschile. L'ingegno femminile non è quello, è quello di connettersi. Giocano con le bambole, giocano con le pentole e quando le vedi lì, anche se sono sole, immaginano però immagino altre donne, il pranzo, quindi vogliono connettersi, sono due scopi diversi, tornando al discorso dello scopo, l'uomo ha una missione, la donna ha quello di connettersi, ecco perché molte donne sono molto brave nei lavori dove c'è molta connessione. connessione, parlare con le persone, creare. Le donne sono molto bravi ad organizzare perché è connessione. Quindi, una volta che capisci questo, capisci che i scopi hanno direttive diverse. Avendo questo, tutti quanti hanno bisogno di scoprire il loro scopo. Una volta che lo scopri, allora vai avanti come un treno e sai superare tutte le vicissitudini. Quando è chiaro qual è il tuo scopo, questo problema si risolve in questa maniera. Molto spesso le persone non sanno quel loro scopo, ecco perché dicono, oddio cosa faccio adesso? Quando è chiara la tua direzione, quando hai una bussola chiara, molte persone hanno le mappe e non hanno le bussole, e se c'è un blocco sono persi, ma se c'è una bussola, c'è un blocco, vedo, ok, vediamo come si giriamo intorno. Bisogna avere una bussola e non una mappa, e la bussola è lo scopo.
Senti Walter, a proposito, torniamo un attimo sul tema dell'identità in generale stavolta. Questa parola, vediamo un po' tu come la pensi, mi sembra che oggi venga vista in senso sempre solo negativo, come se il fatto di avere una propria identità, sembra quasi che bisogna chiedere scusa del fatto che si abbia una propria identità, in nome di un, come dire, del dialogo, oggi si parla tanto di dialogo, però mi viene da dire, vediamo un po' cosa mi rispondi, come faccio ad avere un dialogo con un'identità altra, se prima non ho formato la mia identità? Tu come la pensi su questo e così?
Scusami, è completo, le relazioni in base.
Alla tua esperienza oggi sono difficili alcune volte anche perché non sappiamo noi per primi chi siamo?
Si, allora, chi siamo è una parolona, dobbiamo capire, dobbiamo ascoltarci Piano piano inizi a ascoltare, inizi a sentire che emozioni provi, capire chi siamo credo che sia già come una persona che fa uno più uno e capire chi siamo è già essere degli scienziati matematici. Se non altro però farsi delle domande, non farsi domande, ascoltarsi. ascoltare il tuo cuore, ascoltare le tue emozioni, dare un'occhiata ai pensieri che hai, perché i pensieri sono il linguaggio del nostro cervello e le emozioni sono il linguaggio del nostro cuore, quindi ascoltarsi. Nel momento stesso che ti ascolti allora entri in connessione col tuo cuore. Quando entri in connessione con il tuo cuore allora puoi entrare in connessione con altre persone. Molto spesso le persone non ascoltano gli altri.
Perché?
Perché non ascoltano se stessi. Non ascoltano le parole che si dicono, perché noi tutti abbiamo dei dialoghi interni. Tutti. Noi tutti abbiamo delle emozioni. No, non è emozionante. Ma niente, non è vero, cazzate. Provi un sacco di emozioni. Solo che non sei consapevole. Quindi inizia ad essere consapevole. Come fai ad essere consapevole di cosa prova lui? Di cosa vuole lui? O lei? Di cosa pensa lui? Se tu non sei consapevole di quello che pensi tu, fai tu il lavoro. Quindi, in poche parole, vogliamo tutti dire, ok, ma io voglio... No, ascolta, fai prima il lavoro. Io voglio la laurea. Fai prima gli esami. Fai prima gli esami. Fai un esempio, passa tu, passa le tue cose, solamente scoprendo te puoi capire e scoprire gli altri. E puoi scoprire se quella persona è giusta per te oppure l'altra è giusta per te. Se no sei confuso, se no è tutta una gran confusione. E poi ci senti, no tu, è tutto un tu, è tutto un puntarsi il dito. Le persone non si sono mai lasciate perchè si ascoltavano perchè si capivano l'opposto fatti la domanda perchè quale cazzo di motivo non ti sei capito perchè? ma lui, tu! tu! non lui o lei, tu! cosa hai fatto tu? cosa non hai fatto tu? perchè sennò molto spesso nelle relazioni la gente dice no, lui o lei ha fatto questo e questo e questo e questo ok, cosa hai fatto tu? oppure lui, una relazione non mi piace, sto male ok, cambia tu per primo Cambia tu per primo, perché se no, se non cambi tu per primo e lasci le rapporte e non capisci cosa hai fatto, troverai un'altra persona con un'altra faccia ma sarà esattamente come lui e quindi ti ritroverai al punto di partenza. Cambia tu, perché se cambi tu inizi a vedere e a attirare altre persone. Perché noi molto spesso quando ci incontriamo qualcuno veniamo sempre dalla relazione passata. Dalla relazione passata abbiamo fatto un conto a tala lucevino di come è andata, soprattutto l'80-90% quello che lui o lei ha fatto o non ha fatto. Iniziamo un altro rapporto con aver fatto un lavoro su di noi zero, un pochettino in più, quindi cosa succede? Sì, magari questa nuova persona non fa esattamente, ma poi dopo un mese o due mesi esattamente si ritrovano gli stessi schemi, perché si ripetono se non fai un lavoro su di te. Cioè se non fai un lavoro veramente su di te, profondamente, tutto continua a ripetersi. Quindi hai bisogno di fermarti un attimo, dire cosa io ho fatto o non ho fatto, dove io ho sbagliato, non ho sbagliato in quel punto, allora veramente non incontrare le persone e l'errore che noi facciamo è che le coloriamo con i nostri colori. No, le persone hanno già i loro colori. Guardale. Allora facciamo sì, la persona è così e così. Noi abbiamo un certo colore. No, la prossima volta che incontro la persona deve essere così, così, così. Abbiamo fatto tipo un check. Poi ci presentiamo con la persona, ci piace con la persona, ne abbiamo bisogno perché ci sentiamo soli, ecco perché, e quindi c'è questa cosa qui, dice lui è bello, ma si va bene. Poi torno indietro e dico, scusa? No, perché lui ha detto questo o ha fatto questo. Scusami, ma da quando l'ha fatto questo? Gli chiedo. No, solamente, ascolta, l'ha fatto anche prima, non l'hai voluto vedere. In poche ore non l'hai voluto vedere. Quindi fermati un attimo. perché se non lo vedi qua non vedrai neanche il prossimo, e via dicendo. Quindi devi farti tu un lavoro, devi fermarti, devi non entrare in un rapporto, non entrare emotivamente, perché noi ci siamo molto... No! In business non entri così... No! Noi trattiamo meglio il business dei rapporti, ma i rapporti è la stessa cosa, prima che apriamo il nostro cuore accertiamoci che è la persona giusta. Accettiamoci o se non altro che ci sono dei presupposti che va bene. Aspetta ad aprire il tuo cuore. Aspetta un attimo. Se si butta vogliamo tutto e subito. Perché non facciamo un lavoro? E molto spesso prendiamo la traumatica in faccia. E questo non è intelligente. Non dico che le persone non sono intelligenti. Non è intelligente affrontare le cose in questa maniera.
Senti Valter, a proposito di crisi di coppia oppure nell'affrontare un argomento così importante e drammatico come il femminicidio, oggi passa una narrazione, lasciamelo dire, che tende a vedere la virilità come qualcosa di negativo di per sé, anche se mi viene da dire che forse la forza è qualcosa di neutro, cioè può essere positiva o negativa in base a come la si usa. Volevo però citare Un'indagine di Men's Health che ha pubblicato un sondaggio realizzato dall'Istituto Eta Meta su un campione di donne tra i 20 e i 45 anni, una quota equivalente a 7.705.000 donne, mette al primo posto tra le sue preferenze come figura professionale i carabinieri e i medici. Cosa che dimostra che invece nel primo caso, soprattutto nel caso dei carabinieri, alle donne piace però l'uomo che esprime una virilità. Ad esempio il carabiniere è una figura che difende, che protegge e piace anche l'uomo che cura. Comunque anche questa è una forma in qualche modo di virilità. non solo, ma ancora di più. Queste due figure, parliamo comunque di divise, quindi la divisa è qualcosa che rimanda ad un'identità forte, quindi ad un contesto, ad un sistema di valori eccetera. Quindi in realtà alle donne piace un uomo che sia ben definito nella sua identità, nel suo compito, nella sua anche virilità. Allora io ti chiedo, non sarà che invece che di virilità tossica, come si usa a dire oggi, non sarà che invece forse oggi anche nelle scuole, in vari contesti, la relazione uomo-donna venga piuttosto presentata come una guerra piuttosto che come un'alleanza?
Io credo che il motivo per cui le donne siano attirate dal carabiniere e dal dottore è perché il carabiniere e il dottore sono una chiara chiara identità di eroe, cioè colui che la va a salvare, colui che la cura, colui che la protegge, queste tre cose qua. Ora tra poco uscirò con un prodotto mio, io ho diversi prodotti online, prodotti che… ed è un audio dove farò capire alle donne che dentro ogni uomo c'è un eroe, c'è l'estinto dell'eroe. e la donna è attratta da questo. Quando lo capisce e la donna diventa, questa è la chiave, perché diceva Berlusconi che la chiave è che diventi il suo eroe e lui si proietta per essere l'eroe di lei, allora la relazione si trasforma completamente. La donna inizia ad avere la relazione che ha sempre sognato. L'istinto d'eroe si basa su tre punti. Ogni uomo ha l'istinto d'eroe. Ogni uomo, tutti quanti, ha bisogno di, come dicevo prima, avere una missione, deve essere chiaro. L'uomo deve avere una missione. Quando le persone sono depresiche, perché non sanno cosa vogliono, gli uomini non sanno cosa vogliono, quindi deve essere chiaro, una missione, una missione chiara, come una nave, una direzione, che non vuol dire grandi cose, vuol dire aprire un bar, vuol dire, non lo so, qualunque cosa, ma deve essere una cosa che è per loro importante, perché un uomo ha bisogno di avventura, ha bisogno di costruire, ha bisogno di conquistare. Ricordi sempre che questa roba qui risala sempre, quindi il bambino non gioca con le pentoline. L'80% no. Quindi è perché ha bisogno di quello. La seconda cosa che ha bisogno è di fornire, di essere un fornitore. Ti curo io. Hai bisogno di qualcosa? O bada te. Cosa che i carabinieri e i dottori hanno. Perché forniscono, forniscono, accodiscono. E terza cosa, cosa importantissima, Ogni uomo ha bisogno di conquistare il suo rispetto. Un uomo non fa nulla se non sa di vincere. Se sa che perde, non lo fa. Ecco perché un uomo sia lontana da una donna, perché sa che perderebbe in certi momenti. Quindi se un uomo sa che può vincere, allora se la donna lo mette in condizione, in piccole cose, che può vincere il suo apprezzamento, Lui si mette lì e lo fa. Se invece lei continua a criticarlo e a criticarlo, lui percepisce che è persa questa partita. Non fa nulla che non vuole, che sa di vincere. Quindi questi sono gli istinti dell'eroe. Quindi sono tre cose e queste cose qui, quello che hai detto, è assolutamente così. Ci sono poi, l'uomo ha altri passaggi. L'uomo deve garantire la protezione, deve garantire il fatto di penetrare il mondo con la sua mascolinità, penetrare e decidere e fare determinate cose. Questo è perché se non lo fa l'uomo qualcuno lo deve fare. Se l'energia maschile non la tira fuori l'uomo la tirerà fuori la donna e se lo tira fuori la donna è un problema. Quindi la donna non ha bisogno, ce l'ha, non ha bisogno, deve farlo l'uomo. E l'uomo molto spesso se si siede troppo innanzitutto va giù, lei tira fuori perché uno dei due deve scegliere dove andiamo, lui dice non lo so e lei dice vabbè andiamo là, lo fa una volta, lo fa due volte, lo fa tre volte, lei allena la sua energia maschile, lui si castra la sua energia maschile e iniziano i problemi e ti garantisco che a letto non ci sarà più la trazione che c'era nei primi giorni perché la trazione è sempre polarizzazione quindi lui inizia a perdere agli occhi di lei Lui non ha più rispetto. Capito? Lui non ha meno rispetto di se stesso. Perde, non gli piace che sta perdendo, vuole vincere, prende un'altra ragazza, va a vincere. Però non è questo il modo di vivere. Cioè ogni uomo, io questo dicendo, in questo programma spiegherò, che la donna deve capire che in ogni uomo c'è il vestitore eroe. Ma l'uomo deve tirare fuori questa roba qua. Deve prendersi e alzarsi in piedi e dire ok, si fa così, e che cazzo. E da fuori non ce ne sono. Ecco perché quando ho visto quel calendario lì ho detto, porca misera, non solo, ma se lo vai a vedere bene, l'unico maschio che c'è, che non si capisce che è maschio, però la donna, la ragazza è qui, lui è qui. È evidente, quella manipolazione è evidente, quel messaggio è evidente. Questi brand non fanno altro che saltare sul carro delle LGBT. Perché? Perché così vendono. Ma quelli delle LGBT non lo sanno che sono manipolati e questo mi fa incazzare. Ma non stai a capire che ti stanno prendendo per il culo questi qua, capisci? Poi gli stessi che parlano di libertà, io non ho detto niente, non ho accusato nessuno, non ho detto nomi, non ho fatto nulla. Sai che ho avuto minacce. insulti pubblici da qualcuno che è anche famoso, pubblici, anche giornali, la Repubblica, lo dico, la Repubblica, la Repubblica, il Quotidiano, questi qui ma già li conosco, questi qua, messaggeri eccetera, questi qua, perché sono tutti... e io li ho sposto a qualcuno che pubblicava... scusate ragazzi, io ho detto un mio parere, non ho dato giudizi, non ho detto nomi, non ho insultato nessuno, non ho dato aggettivi, niente, pronomi, niente, Voi che parlate di libertà mi avete chiamato nomi, mi avete minacciato, mi avete detto di stare zitto, di sparire dalla faccia della terra. Scusate, 80 anni fa questo era fascismo. 80 anni fa c'era una bandiera, solo che era chiaro allora, il nemico era quella con la cosa nera. Oggi chi è il nemico? Non è chiaro. È evidente che voi vi comportate, voi da fascisti, voi da nazisti, perché se c'era la stessa dimensione 80 anni fa, io ero già in galera, per aver detto una mia opinione, senza insultare nessuno. Questa è la realtà dove stiamo vivendo. È evidente. E questi sono stati zitti, non mi hanno risposto. Ho detto ragazzi, io non insulto nessuno e vi auguro tanta luce e tanto amore. E ancora adesso voi mi avete insultato e io vi sto dicendo guardate che io non ho insultato nessuno. E voi dite che voi siete quelli liberi? là fuori c'è Proud and Loud. Proud and Loud? Se io prendo la musica, la metto a canna mentre tu stai dormendo, va bene? Se tu inizi a gridare mentre tu stai dormendo, va bene? Ti chiedo, non so, va bene? Non lo so. La mia libertà finisce quando inizia la tua. È chiaro? Io credo che sia chiaro. Deve essere chiaro il livello, la roba di libertà. Perché se no, queste persone che sono morte 80 anni fa o ancora per darci qualcosa di libertà, adesso se tornassero a fare quello, porca puttana, ma che cazzo abbiamo fatto? Questa è la verità, questa è la verità, mi dispiace, non sono io, a me non mi interessa, io sono io, non me ne frega niente, perché io so cosa voglio, il mio scopo è quello di aiutare le persone a svegliarsi, a sentire il mio e non pensate a quello che dico io, non prendete quello che dico io, perché sennò fate esattamente come fate con gli altri. No, ragionate voi, ragionate con la vostra cazzo di testa, se ce l'avete una testa, ragionate, ma prendete questa versione, prendete l'altra versione e poi fate la vostra. Questo devono fare le persone. Fate la vostra, ma siate liberi e cercate che vuol dire libertà, perché poi io glielo ho detto a questi Gli ho detto, guardate, io non sono d'accordo con quello che tu dici, ma darei la vita affinché tu possa continuare a dirlo. Difatti molto presto qui a Podcast voglio invitare delle persone che la pensano in un'altra maniera. Va benissimo, ne parliamo. Ne parliamo di discussione anche perché se siamo tutti d'accordo ne basta uno. Però insultare questa roba qui, fare questa roba qui, quando loro parlano di libertà, che mica? Che mica? Mamma mia, sei un suggelato. Che mica? Quello che si è messo lì con Fedez, no?
Ah, sì, sì. Rosa Chemical.
Sì, Rosa Chemical.
Si è sorgelato.
Sì, si è sorgelato. Gli ho detto, ascolta. Gli ho detto, ma non lo so. Cioè, secondo te, io ho detto questo qui. Analizza, analizza. Non è che sei stato manipolato anche te, non è che la Repubblica o questi giornali hanno... Perché loro hanno pompato. Io l'ho notato bene. Quando ho fatto questa cosa qui, andava fino a un certo punto. Poi, da quando la Repubblica l'ha fatta girare, manipolandola, nella maniera leggera... Noi non siamo niente, però... Porca miseria. Questa ha scatenato l'infame, ha scatenato la rabbia che c'è già. che c'è tantissimo fuori, come dicevi prima.
Il limone, il succo, esatto, che poi.
Tra l'altro ho ricevuto gay, lesbiche, transessuali, insomma, ho detto guarda hai ragione ma stavano uscendo tutti fuori di testa. questo è questo che sistema vuole dopo il covid dopo quattro mesi in carcere in caccia ragazzi ma sta roba qui ma c'è no la gente ancora continua a pensare adesso non posso solo vado a volata libera porca puttana ma porca miseria e che devo fare? la gente crede veramente che c'è un covid e ci sono delle cose cioè una porca puttana ragazzi dove mi fai? non mi fermo, Manuda No, no, perché ci sono delle cose che non riesco a fermarmi, perché tutto quanto è partito ovviamente da... Cioè, è evidente, è evidente che ci stiamo prendendo per il culo, al punto che dobbiamo svegliarci un attimo, non credere... C'è confusione? Sì. Ok, allora fermiamoci un secondo, cerchiamo di capire che cosa è veramente meglio per me.
Bene, senti, allora voglio richiamarti in questa domanda, ci avviamo verso la fine, a La vita accade per te. C'è un passaggio che volevo sottolineare, che mi ha colpito, in cui tu, a proposito di consapevolezza, descrivi l'incidente in cui ti si piega la gamba delle, un passaggio di grande autoconsapevolezza mi ha colpito e hai questo dolore lancinante che descrivi benissimo e dici poi insieme al dolore si espande in me una solitudine immensa mentre mi rendo conto che il mondo continua la sua corsa, incurante della mia caduta. Nessuno si fermerà per badare a me e alla mia gamba spezzata. Sono stato abbandonato al mio destino e il mondo continua a correre. Ti volevo chiedere questo, sembra che tu in quel momento abbia ripreso, vediamo se è vero, i contatti con la realtà vera, oltre il sogno libidiano, è così?
Allora, in quel momento lì, e ti ringrazio di averlo riportato perché mi fa ripensare ancora, in quel momento lì è quello che quando le persone stanno male provano. Le persone stanno male provano. Pensiamo di essere sole, pensiamo di essere abbandonati a noi stessi, pensiamo che la gente non ci dà una cura di noi e quello non ha parte. Poi però il capitolo dopo inizia in un'altra maniera. persone sono fermate, persone che potevano andare da un'altra parte, cioè mi hanno assistito, sono venuti, hanno fermato la loro vita per scendere, per aiutarmi, per rischiare anche loro perché c'era traffico e si sono buttati. Quindi il punto qual è? Quando noi proviamo dolore, tanto dolore, e tutti provano tanto dolore, adesso con questo discorso di energia maschile e femminile, io lo so, a parte la prima incazzatura, dici ma che cazzo ti ho fatto? Poi ho sentito tanta gente che ha sofferto tanto, era loro infanzia. non considerati, non ascoltati, per il fatto di non essere stessi, li capisco e capisco il loro dolore e capisco anche la loro voglia di gridare. Il punto è, scegli sempre di diventare un eroe, non di diventare un villano. Scegli di diventare un eroe. Scegli che, malgrado tutto quello che ti è successo, farai in modo che questa cosa non succeda agli altri. E non diventare un villano. Ho sofferto, mi hanno trattato male, adesso farò soffrire gli altri. Perché molti fanno così. Hanno questa scelta. E questa è una scelta che non ti porta avanti. Non ti porta a vedere le cose. Perché là fuori, ancora una volta, Einstein diceva, decidi se il mondo ti è amico oppure no. vedrai che vivrai altre esperienze se fai una scelta o l'altra. Quindi all'inizio è stata quella l'impressione, il dolore, non potevi riflettere, ma poi piano piano il fatto di dire sì ma ci deve essere qualcosa di più, Dio non può avermi abbandonato, non può, perché è facile credere in Dio quando le cose vanno bene, è difficile credere in Dio quando le cose vanno male, ma è lì che sta la forza. E lì sta la forza. E' facile credere quando vedo, ma la difficoltà è credere quando non si vede. E' proprio lì la fiducia. Come mai tutti vanno a Lourdes, vanno a Međugorje e qualcuno ha un miracolo. Perché quel qualcuno aveva una fede, una fiducia incredibile. La fiducia. La fiducia che qualcuno si fermerà. La fiducia che non ti abbandoneranno. La fiducia che di un occhio ce lo porterà su di te. La fiducia che... La fiducia. E poi si trasforma tutto, quindi l'appello è proprio questo alle persone. Dolore ne proviamo e ne proveremo e probabilmente sarà un dolore inestimabile come quello che ho rischiato di perdere la camera, cioè non riuscivo a respirare. Non mollare, non mollare, non mollare, non mollare a credere chi sei, perché quando tu molli e dici Dio mi ha abbandonato, quello che dice è io non valgo abbastanza. No, tu sei un essere straordinario, non mollare. Non mollare a queste cose qua, non mollare. Fino all'ultimo non mollare. E' lì che sta, come dicevo prima, la resistenza. Più è forte, ma più è forte anche il premio. E poi in fondo la vita, o Dio, o l'universo, ti dà sempre cose che puoi superare.
Senti, la vita accade per te, quindi possiamo dire, anche a base a quello che hai detto adesso, che la realtà sia un'alleata comunque, anche perché Dio si manifesta in essa?
Sì, la realtà è prendere responsabilità e consapevolezza della realtà, che forse nel momento in cui ci troviamo lì è anche responsabilità nostra, cioè noi facciamo una serie di scelte che ci portano a una serie di esperienze quindi prendiamo responsabilità e molto spesso noi non vogliamo prendere questo e non prendendo questo viviamo sempre come una barca in mezzo al mare senza timore, non sappiamo dove andare se la giornata è bella, il mare è bello siamo contenti, se invece ci sono tempeste è un disastro e magari rischiamo di incappottarci, ma Se siamo nel mare con un timone e abbiamo una direzione, un scopo, qualunque cosa succede sai che stai andando da quella parte lì e prima o poi ci arrivi. Prima o poi ci arrivi. Non può non arrivarci, se no ti fai distrarre, se non perdi il timone, se non perdi il timone la fiducia, lo scopo. Ci arrivi, quindi guarda la realtà, prendi consapevolezza che quello che ti sta succedendo in questo momento sei anche parte e responsabile, la verità è che sei responsabile al 100%, perché se no il più grande dono che Dio ci ha dato è la libertà, fai quello che vuoi. sappi che se fai certe cose ma fai quello che vuoi questo è il grande dono, questa è la grande cosa ho letto una cosa e questo lo chiudo non voglio entrare in questa donna che il suo figlio ha ucciso una... dice mio figlio è un mostro tuo figlio è tuo figlio è sempre tuo figlio certo è sempre tuo figlio E' sempre tuo figlio.
E' una questione anche di sguardo, forse, no?
E' una questione di responsabilità. Scarichiamo tutto sugli altri. Noi non siamo mai responsabili di niente. C'è un grande potere dentro di noi. C'è un grande potere. Non pensare che se parli o non parli, se alzi la mano o non alzi la mano, ha un effetto sugli altri. Sempre. Sempre. Sempre.
Allora Walter, io vorrei concludere la nostra chiacchierata con un'ultima domanda. Ecco, qual è il messaggio che hai voluto trasmettere con questo libro?
Condividere, dare la speranza alle persone che la vita accade per noi, prendere responsabilità e consapevolezza, capire quali sono gli strumenti, divertirsi nella vita stessa, non prenderla troppo su serio, non prenderci troppo su serio. C'è un capitolo che parlo di tre amici con cui sono entrato dentro la casa di Grande Fratello, che è cambiamento, ironia e paradosso. C'è l'alto perché c'è il basso, c'è il lungo perché c'è il corto, c'è il bello perché c'è il brutto, ma se non ci fosse il brutto non ci potrebbe essere il bello. C'è il buio perché c'è la luce, senza il buio la luce non ci potrebbe essere. Quindi accettiamo, lo vediamo, ogni cosa è un cambiamento, cambiamo, le stagioni cambiano, le cose cambiano, le relazioni cambiano, le persone cambiano, si evolvono. Quindi accettiamole e prendiamoci un pochettino non troppo sul serio. Tutto, qualunque cosa, con un po' di ironia, autoironia, quello che ci aiuta sempre. Quindi se noi le cose che ci spaventano riuscissimo a giocarci sopra, a sdramatizzarle, probabilmente ci farebbero sicuramente meno male. Quindi questo è. Amore, speranza e sempre Dio per un posto.
Bene, perfetto. Allora, grazie e alla prossima.
Grazie a te, grazie a te. Grazie di essere stata qui, grazie ancora. Allora, questa è la prima puntata del podcast, lo possiamo dire, quindi grazie di vero cuore, grazie di essere venuta. Ci saranno altre... altri personaggi, altre persone che saranno ospiti di questo salottino, quindi per me è veramente un grande onore e appunto a nudo perché qui si può dire tutto con amore e con gioia e con rispetto e sempre con la massima libertà. Alla prossima ragazzi, grazie.
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