A NUDO Podcast - Episodio 1: poca tolleranza verso l'ipocrisia con MattCarus (REUPLOAD)

This content was created by Walter Nudo. This content was uploaded by Walter Nudo. This is a YouTube video titled "A NUDO Podcast - Episodio 1: poca tolleranza verso l'ipocrisia con MattCarus (REUPLOAD)". It features a conversation in Italian between Walter Nudo and MattCarus, recorded on August 14, 2023. The discussion covers topics such as societal influences on youth, the impact of technology and social media, personal experiences with hypocrisy, and the challenges of modern relationships.
Chapters
È un mondo che devi stare veramente, devi essere più intonato possibile con chi sei perché sennò vieni portato via, non puoi stare fermo, è come stare su un flusso di persone che vanno avanti, se tu ad esempio vieni trascinato quindi decidi da che parte puoi andare, vai perché sennò non... ecco tu vieni trascinato.
Vieni trascinato da chi da chi ha una sua idea, tu non avendo idee segui quello che ha la sua idea e diventi uno tra i tanti, non esige più la tua, si crea la.
Solita massa ma qual è il problema più grosso secondo te? dei ragazzi d'oggi.
C'è un grandissimo evento. è fondamentale un quadro generale che ha scombussolato tutto. Il telefono. Io sarei per un mondo senza social. Mi piacerebbe che con uno scopo di dita sparissero tutti. Sono successe un po' di dinamiche in cui ho cominciato a pormi delle domande. Una cosa che mi ha sempre caratterizzato tantissimo, Walter, è il fatto che io da sempre, da che io ricordi, mi sono sempre posto delle domande. Perché se ti poni delle domande cerchi di darti delle risposte. e cerchi di capire se quelle attualmente intorno a te sono le risposte che cercavi, che credi veritiere, che credi più giusto. Nel momento in cui cominci a scavare e trovi anche dell'altro, capisci che forse quel sistema non funziona proprio nel modo in cui viene spiegato.
Ti faccio l'ultima domanda. Come pensi che questo paese si salverà?
Quindi si salverà?
Ciao ragazzi e benvenuti a questa nuova puntata di Anudo Podcast. Sono emozionato, mi diverte veramente tanto. Oggi ho un ospite veramente speciale. È un ragazzo che ho visto su Instagram, mi è piaciuto molto, mi è piaciuto il suo approccio, mi è piaciuto come la pensa. Avremo anche persone che ovviamente non la condividono come la penso io, ma va bene. La regola è sempre la stessa, non sono d'accordo con quello che tu dici, ma dare la vita finché tu lo possa continuare a dire. Comunque l'ospite di oggi mi è piaciuto veramente tanto e gli ho chiesto di venire qua ed è Matt Caruso, Matt Carus su Instagram, giusto?
Ciao Walter, ti ringrazio io tantissimo per avermi invitato qui, quindi veramente grazie di cuore per avermi dato l'opportunità per scambiare due chiacchiere con te su dei temi che sicuramente fanno anche parte di me.
Assolutamente, quindi grazie Matt. La cosa che mi ha colpito è il fatto che tu dici che non sopporto l'ipocrisia e nessuna toleranza sull'ipocrisia ed è una cosa che mi ha un po' legato perché quando io un po' di anni fa ebbi due intus al cervelletto io dissi Se mi si è bruciato qualcosa è la tolleranza delle cazzate. E mi piace dire che l'ipocrisia è abbastanza vicina nel campo delle cazzate. Senti, mi piace molto quello che scrivi, mi piace molto la filosofia, hai qualche anno in meno di me, non diciamo quanti. però mi piace molto perché sei, e ho visto già che ti stanno, anzi ragazzi seguitelo perché fa un lavoro veramente ricco di informazioni ma anche curato quindi parla un pochettino di tutto quello che succede e ti dà un'altra versione questo è molto importante quindi spero veramente che tu possa diventare sempre di più una guida per i ragazzi Senti, la cosa che mi piace, che mi è piaciuta, è il tuo approccio di come vedi un po' tutto. Dimmi una cosa, ti faccio una domanda poi, ovviamente questa è una chiacchierata, andiamo avanti, quello che vuoi dire dillo senza problemi, ovviamente sempre a nudo. Quello che ti senti dirlo, dillo. Come è nata questa cosa qui dell'ipocrisia? Quando è scattata nella tua vita, nella tua infanzia, nella tua giovinezza, questa cosa qui dell'ipocrisia? No, io con l'ipocrisia non mi va. E se è successo qualcosa, che cosa è successo? Ce lo puoi raccontare.
Guarda, questa è una domanda molto interessante e credo anche che nell'ultimo periodo non mi sia stata posta. Forse, forse neanche mai in tutta la vita. Quindi adesso risponderti in modo rapido sarà molto difficile perché non vorrei perdermi qualche tassello invece importante ma cercherò di ricordare. Sicuramente ci sono stati piccoli episodi che sono capitati anche magari nell'adolescenza in cui ancora credevo in un determinato sistema e di come funzionavano determinate cose. Ci credevo fortemente e difendevo anche quel sistema, quindi forse ero la mia stessa Nemesi.
Ti ricordi più o meno quanti anni avevi?
Secondo me siamo intorno ai 15-16. Ancora lì avevo questa credenza ma stavo iniziando a mettere in dubbio qualcosa.
Ti ricordi in quale campo in generale?
Allora sicuramente c'è stato... credo che il campo specifico sia la scuola. quindi già lì iniziavo a capire determinate cosine, il professore che ti apprezza non secondo magari i contenuti, quindi non secondo quello per cui dovresti essere giudicato, ma secondo magari anche una simpatia. Quindi magari ricevevo anche dei buoni voti sicuramente con alcuni, ma che mi faceva chi effettivamente era certo che fosse solo per il contenuto e non anche per una simpatia. O al contrario, magari quando invece stavo sulle scatole un professore, poteva incidere sicuramente sulla votazione. Lì cominciavo già a pormi qualche domanda. Per esempio, mi ricordo che una volta stavo... una volta dovevo portare dei compiti di inglese, compiti di inglese. e non li avevo fatti e quindi stavo un po' improvvisando l'indomani a scuola con la professoressa mi diede tre, tre perché non avevo portato dei compiti e mi sono detto ma come è possibile in una scuola al massimo potresti riprendermi perché non ho fatto dei compiti ma comunque incentivarmi a farlo ma il tre come può incentivarmi a fare mi disincentiva a me viene meno voglia E poi.
Il tre è la valutazione in base a se ti sei preparato o no, o a quanto ti sei preparato, ma non se hai fatto la parte prima. Cioè, sono due cose che sono state mescolate.
Esatto, esattamente. E quindi ecco sono successe un po' di dinamiche in cui ho cominciato a pormi delle domande. Una cosa che mi ha sempre caratterizzato tantissimo, Walter, è il fatto che io da sempre, da che io ricordi, mi sono sempre posto delle domande. Quindi questo mi ha permesso nel tempo, e quindi anche ad oggi, di trovare visioni alternative rispetto a quelle proposte. Perché? Perché se ti poni delle domande cerchi di darti delle risposte e cerchi di capire se quelle attualmente intorno a te sono le risposte che cercavi, che credi dirittiere, che credi più giuste eccetera. Il momento in cui cominci a scavare e trovi anche dell'altro, capisci che forse quel sistema non funziona proprio nel modo in cui viene spiegato.
Bene, senti, è interessante perché queste sono cose che magari sono successe a tanti ragazzi, anche io, e stavo riflettendo quando lo stavi dicendo. Io avevo altri tipi di problemi, dovevo cercare di sopravvivere al bulismo eccetera, ma questo è vero. I ragazzi iniziano a registrare che se piacciono allora iniziano a ottenere invece di veramente se sei all'altezza di certe cose, se l'hai portato avanti, se hai studiato.
Mi ricordo ancora, sempre a scuola, avevo 16 anni, un personaggio nella mia stessa classe ci provava con, allora, quella che era la mia ragazza. Allora, un po' infastidito perché questa cosa andava avanti da tempo, sai come funziona un po' tra ragazze, una spinta di qua, una spinta di là, però nessuno aveva poi messo effettivamente le mani addosso, tra il momento in cui lui ad un certo punto arriva con un montante allora, un gancio scusami, un gancio per l'esattezza a quel punto lì ho detto bene, sfrutto l'occasione per farlo cacciare, per farlo sospendere una giornata da scuola quindi dico vabbè, vado al preside, parlo e ha mandato, il preside ha mandato a casa entrambi per comportamento scorretto cioè nella sua logica era siccome tu hai ricevuto un pugno probabilmente anche tu hai sbagliato qualcosa Allora mi dico, forse in quel momento lì avrei dovuto tirare un pugno anch'io. Almeno il comportamento scorretto era, come dire, veritiero.
Bella, bella cosa.
E per cui quello che ho subito, dal mio punto di vista, un episodio banale, se vogliamo quello che succede, però dal mio punto di vista è stata una piccola forma di ingiustizia. Io mi ricordo che da lì ho cominciato a incrinare proprio i rapporti con quelle che vedevo persone autorevoli.
E quindi quello È interessante quello che hai detto, perché quell'atteggiamento di incolpare tutte e due, anche le persone che in quel momento non c'entravano niente, stimolano le persone o hanno stimolato le persone a dire, sai che la prossima volta lo tiro anch'io. Quindi vanno a alimentare un comportamento che è sbagliato, quindi bisogna stare molto attenti al sistema. metteva come il fatto di andare tutta la scuola, tu sei maschio, tu ti colori il grambiolo nero, sei una femmina, sei bianco, quindi si tende, si è sempre teso a mettere tutti uguali. No, siamo diversi, siamo esseri diversi. Ok, dimmi un pochettino un po', qual è lo scopo della tua vita?
Lo scopo della mia vita? Walter, oggi le domande difficili le hai fatte da me.
Poi vai, poi vai, dimmi quello che vuoi.
Sono quelle domande che metterebbero in crisi probabilmente chiunque, perché alla fine penso che lo scopo della tua vita non sia mai così netto, credo. Hai sicuramente delle sfumature che hai addocchiato nel corso della tua vita, probabilmente voglio mirare lì.
E quali sono quelli che abbiamo detto?
E penso anche che nel tempo queste sfumature possono cambiare, cambiano quindi anche gli obiettivi ed in conseguenza anche lo scopo della tua vita. Ti dirò forse una cosa banalissima, stare bene. Stare bene è sicuramente uno scopo.
E cosa ti fa stare bene? Con questi video?
Allora, sicuramente nell'ambito di quello che porto, quindi dei video che propongo su web, è proprio il concetto di dire esiste una voce alternativa. Cioè nel momento in cui ho iniziato, stavo raccontando prima anche ai ragazzi qua in studio, io quando ho iniziato, ho iniziato soprattutto perché avevo bisogno di una voce alternativa che non trovavo. E ho detto, ma sai che c'è? adesso mi spongo io". Poi non c'era solo quello, c'erano anche altre cose.
Quindi tu sei diventata quella voce che avresti potuto ascoltare.
Penso che sia utile anche per tante altre persone che hanno bisogno di sentire quella voce e che poi nel tempo effettivamente questa cosa è emersa. In tantissimi mi hanno scritto su Instagram in direct dicendomi Matt tu sei quella voce che cercavo e quando te lo scrivono in tanti quindi non è un caso singolo che sicuramente non fa statistica ma quando sono in tanti che te lo dicono inizia a farti due domande, quindi davvero mancava quella persona e io credo anche che il successo tra virgolette L'ho virgoletto perché non credo che il successo sia avere qualche follower su Instagram e TikTok. Comunque, il successo che in questo momento ho raggiunto è determinato anche dal fatto che in questo tipo di mercato mancava quella posizione. Perché chi c'è che effettivamente dà quella voce alternativa? Politici? Giornalisti?
FedEx?
Beh, alternativa forse non è la parola più giusta per identificarlo. però ecco e quindi secondo me mancava quella voce perché appunto c'erano persone qualificate in un determinato ambito come giornalisti politici ma mancava una voce indipendente Perché tu.
Sei una voce dei ragazzi, cioè una voce del popolo, una voce di loro che parla, si dice guardate che ci sono certe cose in modo tale che le persone sentino. Una cosa che mi ha colpito, scusate io ho interrotto, volevi dire una cosa?
Chiarito che non sono ne un giornalista, non ho un tesseramento in politica, quindi ecco sono indipendente, è una cosa difficile perché chi si espone di solito ha comunque un motivo lavorativo anche per esporsi, io no.
Tu hai un motivo un pochettino più nobile, che è quello del... hai capito qual è lo scopo, che sai, le etichette che le persone hanno, no? Il fatto che ad avere una laurea o diverse lauree dietro le spalle non dà una persona, no? Dici, ah un dottore, allora no, ascolta, dietro c'è un essere umano. Quindi tu puoi avere tante lauree, ma se l'essere umano non ha veramente la missione, non sente veramente la missione, non si mette veramente a servizio delle persone, le cose si intoppano. Quindi io non sono del parere che molte persone là fuori, soprattutto in Italia, devono avere un'etichetta dietro, nel muro, che garantisce, che ti identifica, che la... non ti identifica, il sistema Ti identifica come? No. Tu sei un cazzo di essere umano. Ragiona con la tua testa. Parla con questa persona. Ascoltala. Fai due o tre racconti e capisci se questa persona dice stronzata o no. Punto. Chiuso.
Infatti spesso mi dicono, ma quindi tu cosa sei? Cosa fai? Come te lo spiego? Cosa faccio? Io non sono un attivista perché non mi identifico un attivista.
Ma poi se te ne frega a te cosa faccio? Ti interessa quello che è?
No, ma pensa anche solo magari vogliono in un qualche modo etichettarmi nel programma televisivo.
Sì, concettualizzate. Sì, sì.
Quindi hanno bisogno di mettermi in etichetta. Sei un blogger? No, non sono un blogger. Un vlogger? Ma neanche. Crea contenuto? Sì, ma che tipo di contenuto? Cioè, è difficile riuscire a identificarmi in un'etichetta di questo tipo, perché di fatto a me non viene in mente nessuno, a parte me, che si espone su questi argomenti che non abbia un'etichetta specifica, come un giornalista diceva prima, un politico, eccetera. Quindi come mi rappresenti?
Le persone hanno bisogno di concettualizzare, no? Il fatto della concettualizzazione lo sappiamo anche nella divina commedia, nell'inferno, cioè il fatto di mettere in una categoria. La gente ha bisogno per loro esigenza, non per loro, perché devono capire dove posizionarti. Io non voglio essere posizionato, quindi la gente deve iniziare a riflettere sul fatto che più tu vuoi concettualizzare qualcosa, più tu concettualizzi te stesso. Devi essere libero, devi lasciare ragionare, anche perché noi non siamo da qui a qui. Noi siamo esseri che andiamo oltre. Se noi crediamo di essere il nostro corpo, crediamo di essere le nostre braccia, cioè siamo limitati, la nostra mente è limitata ed è quello che ci fa fare dei pensieri limitanti. Ma cosa ci fa fare dei pensieri che vanno oltre? Il fatto di dire cosa c'è là fuori. Andare ad attingere al mistero, a quello che non conosciamo. Perché se noi continuiamo ad attingere a quello che conosciamo, continuiamo ad ottenere quello che sappiamo.
Certo.
Quindi come fai ad avere qualcosa di nuovo? Come fai ad avere una nuova vita? Come fai a tirare fuori la straordinarietà? Attingi da quella parte, come in fisica quantistica, non lo 0,0001 che è la parte fisica, ma attingi dall'altra parte che è l'aria. Quindi vai da quella cosa lì. Vai alla grande man, stai tranquillo. Allora, una cosa che mi ha colpito del tuo video...
Quale di tanti?
Eh sì, di fatto. Un'altra cosa che mi ha colpito quando è successo quel disastro lì, dalle tue parti, tu vieni da Bologna, è il disastro dell'alluvione, eccetera, la cosa che mi ha colpito è che tu hai parlato e hai parlato perché la cosa che mi piace è che sei una persona che parla ma che sei uno studioso, sei un cercatore, mi sembra di aver capito da com'è, sei anche un perfezionista, cioè vai a vedere le cose e se non sei sicuro di quella cosa lì non la dici, quindi questo ti permette di scavare molto. e quel video che mi ha colpito è del fatto di quello che è venuto fuori, se ne vuoi parlare, però sarai pubblicato, di quel video che è venuto fuori che purtroppo quella tragedia di molte persone, l'allagamento che è successo, io ero fuori ma purtroppo ho seguito eccetera. Si guarda, si è guardato ovviamente al dolore, alle persone perse, al dramma Ma quello che tu hai tirato fuori in quel video è sì, guardate perché è successo questo. Spesso si tende a portare fuori e soprattutto i media, lo sappiamo, non lo vanno certo a riscoprire. Tu hai tirato fuori un qualcosa di interessante che io non sapevo, quindi ti ringrazio per questo. Che cosa hai tirato fuori? Che è successo? Secondo te questo allagamento che è avvenuto, questo dramma che è avvenuto, ci sono state delle costruzioni che non dovevano essere fatte, delle cose che non dovevano essere tirate su?
Sì, nel video spiegavo per l'appunto che è interessante porre l'attenzione sulla cementificazione che è stata eseguita nel corso degli ultimi anni in Emilia Romagna.
Tutta l'Emilia-Romagna o in alcuni punti?
In modo approfondito non ti so dire se in alcuni punti, i dati parlano dell'Emilia-Romagna in generale. e per cui sicuramente ho sposato l'attenzione sopra, ma perché mi sono, come dicevamo prima, fatto delle domande. Quando mi viene posto un argomento cerco sempre di capire se ci sono delle possibili domande che si possono fare per andare a trovare qualcos'altro che magari o non si vuol dire o non è ancora emerso, quindi insomma svariati motivi che però esistono e cambiano un po' la percezione di quell'argomento, tirando fuori altre cose magari nascono altri meccanismi che fanno ragionare in maniera diversa e per cui è successo questo in quel contesto come anche in tanti altri contesti che ovviamente tiro fuori sempre nei video e per cui ha illuminato tante persone illuminato ma in un modo come dire anche banale perché alla fine quello che ho fatto è fare un paio di ricerche nessuno però le ha fatte e le ha mostrate. Fatte magari sì, ma mostrate no. Quindi è sempre quello che fa la differenza, spiattellarlo un po' davanti alla gente.
Brevemente, che cosa hai scoperto di quelle ricerche?
Se io in una zona costruisco e quindi uso il cemento per costruire le strade, eccetera, sto in qualche modo creando uno strato io poi non sono un professionista nell'ambito quindi te lo dirò con parole che non sono tecniche costruisco uno strato per il quale l'acqua non riesce ad essere assorbita ma scivola scivolando e creando zone di questo tipo in un ambiente in cui comunque già ci sono delle problematiche ci sono delle problematiche perché l'Emilia Romagna si sa che è una palude quindi ci sono già delle problematiche a base e quello che succede è che noi vogliamo costruire come uomini che tendiamo al progresso vogliamo sempre di più espanderci talvolta senza pensare alle conseguenze oppure sapendo delle conseguenze ma il denaro è più importante e quindi anche se non si dovrebbe si fa.
Quindi hanno costruito dove non si poteva, hanno avuto gli permessi per poterlo costruire però effettivamente sono...
Adesso a livello di permessi non ti so dire nell'esattezza come funzioni, non mi ricordo anche se avevo trattato nello specifico, ma sai come funziona quel campo? Cioè che ora giri o in un qualche modo ti compri la possibilità di farlo, quindi le soluzioni le trovano se vogliono farlo.
Cosa ne pensi del fatto che i ragazzi oggi... qual è il problema più grosso secondo te dei ragazzi d'oggi nelle relazioni? Che cosa succede?
C'è un grandissimo elemento. è fondamentale nel quadro generale che ha scombussolato tutto, il telefono. Il telefono col binomio di internet, quindi non solo un telefono che ti permette di fare delle semplici telefonate, quindi la possibilità di avere internet, la possibilità di andare sui social media continuamente, il telefono come strumento per poter accedere a questo mondo virtuale. Io ritengo che sia il problema principale che abbia rivoluzionato la vita degli adolescenti. Rivoluzionato non in senso strettamente positivo.
E come l'ha rivoluzionato?
L'ha rivoluzionato perché perché io quello che ho notato è che penso che possa notare chiunque con uno spirito critico e anche oggettivo anche soltanto quando ti guardi attorno come siamo sempre tutti quanti incollati a quel telefono. Il resto non voglio demonizzare il telefono, internet eccetera quindi assolutamente sono pro all'utilizzo ma è importante invece specificare che questo strumento è la più grande droga del ventunesimo secolo perché è gratis e accessibile sempre, ovunque.
E quindi praticamente c'è una dipendenza su quello che ne vuoi sempre di più e non ti appaga mai.
Ti dà un senso di gratificazione che in qualche modo ti distoglie anche l'attenzione da altro. Per esempio, parliamo di relazioni. Ragazzi e ragazze, di come interagiscono tra di loro. Tanti anni fa, se volevi conoscere una ragazza, cosa facevi? Davi in un bar? Sul posto di lavoro? Nei locali? Tra amici? Al bowling? Ovviamente quello che facevi era andare a provarci.
Di persona ti presentavi, affrontavi l'uscita dalla.
Comfort zone, il rischio del palo. Noi uomini non sappiamo quanto fa male prendere il palo. All'inizio quando non sei ancora abituato e devi diventare, bisogna incassarlo bene perché quel rifiuto ti serve anche su altri piani, anche il lavorativo.
Assolutamente. Ti allenavi al rifiuto, quindi sapevi che quando c'è un rifiuto avevi imparato a capire come gestirlo la prossima volta.
E quindi insomma c'erano queste dinamiche che erano vere, reali, faccia a faccia. Se lo volevi, era quello. Non c'erano strade azzardative, non esistevano.
O sali da solo, o...
Non avevi il coraggio di andare. E in un qualche modo tutti prima o poi avevano quel coraggio. In un qualche modo tutti riuscivano almeno una volta a uscire da quella comfort zone. Ce la facevano. e poi erano rapporti diversi perché insomma anche poi dall'altra parte ci si comportava diversamente e adesso poi entro più nel dettaglio e ti spiego perché.
E poi scusami quello mi viene in mente perché anche io che quando lo facevi magari a volte lo facevi da solo ma a volte eri con un amico cioè avevi un amico che ti supportava cioè avevi un fan che ti faceva il tifo e quindi bene o male diceva bene o male e se andava male avevi l'amico che diceva vabbè dai non ti preoccupare ha fatto così ma quindi si creava l'amicizia si rafforzava in ogni caso si rafforzava quindi era un win-win è una win-win situation cioè si vinceva in ogni caso. Si è divertito, si è divertito nello.
Stesso modo e ha vinto.
Esatto.
E allora perché adesso questo è un problema? Perché nel momento in cui tutti questi ragazzi si chiudono e ovviamente cosa diventa più facile? Trovare gratificazione in altro. Ecco che poi se tu non provi ad andare a parlare con quella persona, quindi non crei un rapporto che poi diventa quindi anche fisico e quindi questo si va a perdere, come fai ad ottenere quel bisogno? Tu hai quel bisogno, come fai a soddisfarlo? Tu devi soddisfarlo in qualche modo, è necessario, è umano. Quindi come lo soddisfi, allora lì entrano altri meccanismi come la pornografia, che va a riempire quello spazio. Perché oggi OnlyFans va così tanto di moda? Perché se abbiamo persone sempre più sole, che non sanno trovarsi un partner, eccetera, allora queste soluzioni alternative, facili, veloci, immediatissime, che ti appagano nel breve termine, esplodono.
Esplodono.
E questo dal punto di vista dei ragazzi. Dal punto di vista delle ragazze invece cosa abbiamo? Abbiamo delle donne che trovano gratificazione dai continui like che ricevono alle foto nelle quali sono sempre più svestite. Cioè una volta per trovare la gratificazione come facevi? Da donna? Dovevi aspettare che un uomo arrivasse da te a parlarti. Quella era la tua gratificazione. Cioè sapevi che piacevi. Oggi come sai che piaci? Pubblichi una foto? Boom! 3000 like. Pubblichi una foto dove sei più svestita? Boom! 10000.
Quindi sei portata sempre di più a fare quelle cose lì e a mostrarti sempre di più.
Non importa più alle donne di avere un partner fisso. Tu pensa che in America, io ho guardato diversi podcast anche americani, e pongono una domanda a diverse ragazze che sono lì in studio e chiedono loro preferireste di più avere un partner in questo momento o Instagram. Quindi o uno o l'altro. Wow. Tutte quante scelgono Instagram. Tutte quante. Perché? Perché hai una continua gratificazione e adesso siamo abituati a essere tutti veloci, a ricevere messaggi sempre più immediati, fluidi, abbiamo bisogno sempre di più e quindi un partner non ti soddisfa più, tu hai sempre la novità, hai sempre qualcun altro che ti dice sei bellissima, sei fantastica.
Anche perché col Patreon hai bisogno di lavoro. Quindi hai bisogno di fare il suo, poi fai il tuo, poi fai il suo, poi magari quello che dice lui o lei. È difficile. Devi lavorare, devi lavorarci sopra, devi farlo crescere. Invece lì Instagram, pom pom pom, scegli tu dove andare a vedere, vai a guardare.
E hai tirato in ballo un altro aspetto sempre di questo macro argomento. Ora non c'è più la volontà, l'energia di continuare una relazione. Cioè appena le cose non funzionano, Sì.
Sì, si muove subito.
Si dice tutto.
Senti, la cosa che tra l'altro a me sarebbe piaciuto trattare nei miei social, e ho detto questo perché io tratto anche relazioni, mi sono definito love coach, love coach perché sono il coach del cuore, e lo spiego, spiego che il coach del cuore non è il coach delle relazioni. Prima che tu inizi una relazione devi Innanzitutto iniziare e affrontare la relazione più importante della tua vita che è con te stesso e per fare questo devi aprire il tuo cuore, devi entrare nel tuo cuore, ascoltarti, vedere quelle parti di te che non ti piacciono, quelle parti di te che sono vulnerabili. Quello ti permette di accettarti profondamente E una volta che ti accetti profondamente, allora sì che potrai vedere come l'altra persona, perché l'altra persona non è perfetta, così come non sei tu. E nel momento stesso che tu avrai accettato le tue vulnerabilità, visto, riconosciuto e accettato, allora potrai vedere e riconoscere quelle degli altri e allora potrai capirle. Solo così puoi costruire un rapporto. una relazione che ovviamente è piena di continui confronti. Molto spesso le persone mi dicono io voglio una bella relazione, voglio essere felice, voglio una relazione. Se vuoi una relazione, se vuoi essere felice, lascia a parte la relazione. Perché? Perché non è fonte di felicità, è un continuo scambio, continuo confronto, non ti piace, non ti piace qualcosa, è continuo lavoro.
Anche la felicità non sia proprio lo scambio.
Affinché è la felicità esatta, ma lo è. Se tu lo vedi come un progresso, lo è. Se tu lo vedi come un punto come... perché molte persone, nel discorso delle credenze, credono che lo scambio non valga abbastanza, non valga abbastanza, allora vai giù. Invece se tu lo vedi come un'opportunità per crescere, un'opportunità per capire qualcosa di più in me, crescono un pochettino più rispetto a ieri, allora sì, è fonte di questo. E quindi dicevo questa cosa qua. E una cosa che volevo affrontare è questa cosa che ne sono stato soggetto anch'io, a volte in a volte out, della pornografia. Quindi anch'io mi sono ritrovato a volte di guardare, sono tre, quattro, cinque, una settimana di cazzo, gli esci giorni, che è sta roba? Che è sta roba? E ne volevi di più, ne volevi di più, non vedevi l'ora di arrivare alla sera, calma, calma, calma sta cosa e ti veniva proprio una scarica e mi rendevo conto che c'era la dipendenza. E quando c'è questa sorta di dipendenza, dipendenza è tutto ciò di cui non puoi fare a meno, è una dipendenza. Aspetta un secondo, questa cosa qui mi indebolisce, ma mi indebolisce perché sento che ho una voglia e sento che la voglia è più forte di me e questa è la cosa che non va bene. che è l'opposto della disciplina. La disciplina è non ho voglia ma lo faccio perché lo devo fare. Penso domani, penso fra una settimana, un mese e so che questo mi porterà. Andare in palestra, la gente dice va in palestra. Non vado in palestra una volta che ho voglia, vado in palestra perché devo andarci. Che ho voglia, non ho voglia e non discuto più con i miei pensieri. Quando è così costruisci una disciplina e quando è disciplina vuol dire che sei più forte delle tue emozioni. Se non sei in grado di gestire le tue emozioni è un problema. Quindi devi essere in grado di gestire le emozioni, di scaricarle, non negarle, ma in quel momento dire cosa è giusto che provo in questo momento. La pornografia mi sono accorto che quando c'erano in quei periodi no e poi sono andato a ricercare e ho visto che c'era un po' di questa cosa e ho visto con Matt che è una cosa fresca, hai trattato di questa cosa. Cosa mi sai dire delle ultime tue ricerche?
Come dicevi tu è un punto molto molto dolente soprattutto negli ultimi anni dove appunto è accessibile questa cosa qui alla portata di tutti a chiunque io sono rimasto anche sconvolto nel sapere che si inizia oggi anche a 7-8 anni a guardare questi contenuti perché? perché sono tutti lì col telefono hanno la possibilità di accedere non esistono o esistono filtri ma insomma si possono bypassare tranquillamente e per cui questi bambini già iniziano veramente in età troppo presto per scoprire un mondo che nasconde tanto marcio e diventa, come dici tu, una dipendenza Qual è il problema? Il problema è intanto riconoscere che lo sia, perché anche quella volta al giorno di cui tu hai bisogno, se ne hai bisogno, è dipendenza. E io sono sicurissimo che la maggior parte degli uomini, ma veramente quasi tutti, siano dipendenti, solo che dicono, vabbè, in realtà io ho controllo su questa cosa, come si dice di tutte le dipendenze. Non ho nessuna sigaretta al giorno, ho il controllo. Ok, togliela.
Esatto.
Eh no, ma non ho bisogno di toglierla. È vero che è dipendenza.
Esatto, esatto.
Prova a toglierlo tre mesi, vediamo se il tuo cervello non si impegna per portarti fisicamente a compiere l'atto. Tu c'è qualcuno che ti dice che devi farlo. Tu devi combattere con quella sensazione.
Esatto, ma è lì che alleni la disciplina. Io ho notato che quando sono riuscito a allenare la disciplina eccetera, non solo di quello ma anche in altre cose come la palestra, come fare le cose, oppure a me piacciono i dolci. Ci sono delle volte che dico no, non li mangio. Adesso no, una volta alla settimana li mangio. Però ho capito che, innanzitutto, quando alleni la disciplina diventi più forte, soprattutto come uomo, perché per noi uomini è molto importante, anche per le donne, ma è già maschile. Poi magari parliamo anche di questo, che tra l'altro feci un video che ha fatto un patatrack. Però per l'uomo è importante che deve essere in controllo la decisione, la scelta, l'azione, la direzione. Quindi è importante, ed è importante in un rapporto. È molto importante il rapporto che la donna ha bisogno di un uomo forte, che prende le decisioni, che sa cosa vuole.
Sessismo?
Sì, lo so.
Così dicono.
Così dicono. Sessismo, sì. Però sai, il punto è che loro dicono che io separo, ma la verità è che loro separano loro. Ci sono fuori dalla gente che separano ancora di più. Io credo che sia veramente molto importante. E' il momento stesso che tu fai questo, alleni la disciplina e dici ok facciamo così oppure sai in quella situazione che l'emozione sta venendo su e dici non è il momento. Non è il momento, non è il momento, non è il momento. Io ho fatto il pugile nella mia vita e quando combattevo sul ring avevo paura, sì, è certo che avevo paura. Quello lì sta a dire che mi doveva spaccare la faccia, non è che diceva gli do due pugli, no. Quello lì si ferma finché non sei per terra. a te se te la vuole staccare e cosa fai? Lasci la paura? In quel momento lì lasci la gestione di quel match lì alla paura? No, perché lo devi fare. Quindi devo dire ok, non è il momento, quindi cosa devo fare? Quindi è molto importante capire nei momenti della tua vita qual è l'emozione giusta in questo momento per poi dopo lo tratto. E affrontando questo della pornografia di dire hai questa sensazione? No. comando io, è un po' come gestire il cane, la destra il cane, la destra il cane ci prende un papi piccolino, ok stai seduto, stai seduto, stai seduto, stai seduto, aspetta il bocconcino, stai seduto. Il punto qual è? Che se tu aspetti un'ora, due ore, tre ore, quattro ore e quindi metti impegno, dedizione e non molli, dopo un po' il papi ti guarda e dici porca miseria questo qui è serio, è meglio che io sto seduto se no comanda lui. Noi abbiamo la stessa cosa, dobbiamo comandare Perché quando c'è questa dipendenza il corpo te lo chiama. Il corpo ti chiama a questo. Cioè il corpo l'hai abituato allo zucchero, al sesso, a queste cose qui. E lui ti dice no, lo voglio, lo voglio, lo voglio, lo voglio. Come un cane, lo voglio, lo voglio. Ascolta, comando io. Adesso stai seduto. No, non se ne parla neanche. a quel punto dici cazzo comanda lui, lui è il boss. Se noi arriviamo a far questo allora veramente iniziamo a gestire di più, almeno quello che io ho provato. Ma quali altre cose interessanti hai scoperto di questa cosa qui della pornografia? Che tra l'altro in America molti attori stanno venendo fuori dicendo Stanno emergendo.
Stanno emergendo.
Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo.
Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo. Stanno emergendo. Quindi nel concetto della masturbazione con la pornografia, perché Stanno già distinguiamo un settore, cioè masturbazione è una cosa, ma masturbazione con la pornografia è un'altra cosa.
Emergendo.
E tu ti masturbi senza pornografia, non hai lo stesso interesse. Cioè ti sei già rotto le palle dopo un po'. Perché è noioso. Anche perché gli uomini si eccitano di più con le immagini. Le donne invece più ad ascoltare, quindi sono più con le storie, motivo per il quale le donne sono più per il sexting e gli uomini meno. Motivo per il quale gli uomini escono in membro in chat e le donne difficilmente, o perché sanno, allora appunto lì mandano le tette. Solo perché sanno che possono persuadere. Però sennò non mandano.
Beh gli uomini pagano. le donne, per vedere le donne.
C'è questa distinzione tra masturbazione senza pornografia e con. Senza diventa non faticoso, però insomma una cosa che la fai ogni tanto ma non provi così tanto piacere. Cioè una volta che hai fatto fine, te ne dimentichi, non hai più voglia. Quando invece poi ci metti l'elemento catalogo online, scelta della donna perfetta, ecco che allora tu sfogli pagine su pagine di siti famosi di contenuti pornografici per andare alla ricerca di esattamente quel tipo di donna che ti piace di più o di quella performance che ti piace di più, E poi però che cosa succede? Che nella vita reale non hai quella donna, non hai quella performance. E tu non è che vai in giro e a raggi X vedi le donne nude e cerchi di capire qual è la donna perfetta per te. No, prima la devi rimorchiare, devi uscirci, poi in quel momento lì la spoglierai e ti renderai conto che non è quel tipo di donna. Cosa fai? Non ci vai più perché non è quella che ti stai cercando. E allora cosa succede? Che molti uomini e hanno più difficoltà a farsi piacere un tipo di donna che è più reale. Non è che sono tutte modelle. La modella pornostare è un tipo di donna, poi anche lì arriva disco, cioè ci sono tantissime sfumature, quindi vai alla ricerca di quella perfetta lì sopra. La realtà è un'altra, la realtà è un'altra. E quindi ti distorce la realtà. Quindi questo è sicuramente uno dei fatti secondo me più gravi, per non parlare dal punto di vista fisico.
Anche a livello cerebrale, no?
Sì, innanzitutto nel tempo puoi avere anche disfunzioni rettile.
Perché alzi talmente tanto l'asticella che non ci sarà mai qualcosa che ti soddisferà.
Esatto, per il quale dopo un po' chi ne fa uso quotidiano cercherà di trovare altri stimoli. Rocco Siffredi in una live mi diceva che il panorama del porno sta cambiando vertiginosamente perché non si sa più che cosa dare perché piaccia perché la gente sta cercando sempre di più ma non c'è di più cioè è finito forse.
È tornare come una volta che erano le cose semplici e lui diceva infatti.
Questo si tornerà alle cose semplici ma.
Questo in generale tra l'altro Rocco lo conosco ed è una persona A me è una persona molto profonda, molto carina, mi piace tanto. Magari c'è altre scelte, ma non sono giudicabili. È una persona navigata, adulta, molto intelligente e ha capito che, come tutte le persone, tutto sta tornando. Stiamo tornando, non solo in quel campo, come le cose semplici, ma questa è una cosa ciclica, però c'è il bisogno, c'è una saturazione, poi non puoi più aggiungere, quindi quella è quella parte.
Si ritorna all'origine.
Esatto, e la parte invece ho letto del discorso della dopamina, cioè il fatto che blocca la produzione di dopamina.
Allora, in termini scientifici vai troppo sul dettaglio e quindi non mi ricordo, però Come funziona? Funziona anche molto semplicemente, quella è gratificazione, quindi rilascia dopamina. Tutte le volte che rilasci dopamina, e poi dall'altra. Tu provi un piacere che quindi vuoi riprovare.
Immediato, quella roba è immediata.
Quindi vuoi riprovare. E questo è quello che poi ti crea quella dipendenza. Perché la palestra non crea dipendenza, Walter? Perché non ti rilascia quella dopamina.
A lungo termine ti dà quel piacere.
Ma non un piacere legato a quel momento, come mangiare un dolce, come farsi lo spritzettino fuori, con gli amici, non ti lascia quel tipo di vitamine.
Perché è un piacere immediato e invece la palestra è quella che ti fa faticare, c'è tutto un processo ed è un altro tipo. Quindi si può dire che ci sono piaceri che vengono soddisfatti velocemente di cui puoi diventare dipendente, invece altri che sono molti più sani che ti permettono praticamente di costruire la tua vita.
Il piacere che vorrebbero tutti è sempre a lungo termine. Ma hai fatto cosa da arrivarci? Chi per esempio vuole dimagrire fa fatica, avrebbe piacere di essere in uno stato di forma ottimale, ma il piacere dell'immediatezza di quel dolcino quotidiano è immediato. Non ho la disciplina, non so dirmi di no. Quanto è importante sapersi dire di no? Vuoi mangiare quella cosa, tu sai che lo farai, sei umano e lo puoi fare, ma sai capire quando non devi abbondare. Sai capire quando è il momento di farlo. quindi questo ti permette di avere un controllo sulle tue emozioni e sul tuo corpo che di conseguenza quindi avendo controllo su quelle azioni hai poi controllo sulle tue abitudini e le tue abitudini fanno sì che poi costruisci un certo tipo di carattere, un certo tipo di personalità.
Perché nel momento stesso che le emozioni sono in guaggio del tuo corpo, inizi praticamente a dire al tuo corpo stai seduto. Io faccio meditazione da tanto tempo e ho circa 1700-1800 ore di meditazione, medito due volte al giorno, meditazione trascendentale, tutto il mio processo. e le persone che vogliono iniziare mi dicono Walter come posso iniziare? Tu prova a farlo con me, io ho un mantra, una parola sanscrita che ripeto nel tempo, è una cosa mia, però dico alle persone ok sediti con me e stai seduto dieci minuti, cazzo dieci minuti. E vedi che fanno fatica, ma quello esattamente, il corpo gli dice alzati, ok? Perché sono dipendenti dal fatto di stare sempre in movimento. Ecco, devi addestrare il tuo corpo a stare seduto. Qualunque cosa succeda, non mi interessa quando ti muovi, stai seduto per dieci minuti. Quando inizi a fare questo, piano piano, il tuo corpo, l'emozione inizia a mandare un messaggio al cervello che dice cazzo, lui è in controllo. ai nuovi pensieri. Nuovi pensieri portano a fare nuove scelte, che portano ad avere nuove esperienze, che portano a provare nuove emozioni e che portano ad ispirare nuovi pensieri. Questo si chiama evoluzione. Quindi noi siamo qui per evolverci, per crescere. Quindi se non permettiamo questo ciclo, rimaniamo incastrati. E quando rimaniamo incastrati sentiamo profondamente che non stiamo crescendo, che siamo nello stesso punto. E lì andiamo giù, perché non è la nostra natura. Tutto ciò che è morto non cresce più, quindi noi siamo qui per crescere. E questo ci permette di crescere, quindi anche affrontare le cose. Poi vedi che riesci a affrontare una cosa, riesci a affrontare un'altra cosa. L'altro giorno ho fatto un evento, il mio primo evento dal vivo, due giorni, ero stanchissimo. Il secondo giorno ero distrutto, ero veramente stanco. e ho detto vado in palestra vado in palestra allora questa persona qui che è l'organizzatore mi ha portato in palestra mi sono allenato e sono uscito mi fa wow non so come dopo due giorni non avevo voglia se stavo seduto un minuto mi sarei addormentato però stavo bene dopo e vedi è così che alleno la disciplina non è solamente per discorso di muscoli è allenare la disciplina e so che la disciplina è quella che mi permetterà di dire No, quando il mio corpo vuole dire sì. Io so che noi sappiamo che cosa è giusto per noi, sappiamo che fumare fa male, sappiamo che mangiare dolci fa ingrassare, ma molte persone non sono in grado di farlo perché non hanno la disciplina allenata. Quindi non è tanto il sapere, ma è il bloccarsi e dire ok, non lo faccio. Questo è quello che manca molto. E questa cosa qui è molto interessante quella che hai trattato fuori.
Poi per esempio anche per quanto riguarda il video che faccio, come dicevi tu prima, pensi che io abbia voglia di andare in palestra tutti i giorni, dicevi tu prima, e allo stesso modo pensi che io abbia voglia di pubblicare tutte le volte dei video, di registrare, di metterli lì a parlare? Non ho sempre voglia di farlo. Oppure, ho scritto un libro, questo è uno spoiler perché ancora nessuno lo sa, perché non è ancora pubblicato, quindi è in pre-pubblicazione, quindi dipenderà quando uscirà la puntata che magari in quel momento sarà già uscito, chissà. Ad ogni modo, per dirti che lavoravo, tornavo a casa la sera, io alle 11 mi mettevo a scrivere, fino all'una. Avevo voglia? No, mai. Mai avevo voglia. Avevo il piacere, perché comunque era una cosa che mi piaceva fare, però non la voglia lo stanco. La concentrazione era bassissima. Avevo un tempo limitato. Dovevo farlo se lo volevo. Non c'era un'alternativa. O c'era, o lo facevo, o non lo facevo e non l'avrei mai fatto probabilmente.
Perché lo facevi? Cos'è che ti dice no, lo devo fare? Cos'è che pensavi no, lo devo fare? Cos'è quella cosa che ti metteva lì e accendevi la luce quando tutti andavano a dormire o guardavano la televisione e tu pam pam pam?
Sono un visionario, Walter. Vedo sempre dove voglio arrivare. Mi vedo in quella situazione. La vedo proprio a livello di immagini nella mia testa. Voglio arrivare lì? So che posso farlo. Anche perché non è che tutti potrebbero scrivere un libro. Che cosa ti impedisce di farlo? Solo il fatto che non lo fai.
Ma perché lo dovevi fare?
Mi vedevo lì con quell'opera pubblicata. da anni che volevo condividere qualcosa. Era da anni che mi dicevo che prima o poi il libro lo farò. Non so quando, ma prima o poi lo farò. Era un pensiero un po' più astratto, quindi non lo vedevo. Era immaginario, c'era un po', c'era l'idea. questo è quindi di base a come funziona la mia mente. Prima un pensiero un po' più estratto, poi diventa un po' più concreto e poi magari capita anche qualcosa dell'occasione che fa sì che quel pensiero si concretizzi maggiormente. Diciamo mi è arrivata l'occasione, se non mi arrivava comunque l'avrei ricercata, Però questo è come agisco io di solito.
Tra l'altro ti è arrivata l'occasione perché tu hai fissato un pochettino l'obiettivo che era quello di fare il tuo libro e ti sei praticamente incamminato verso quella strada. Camminando verso quella strada non sapevi, non avevi davanti a te tutta la strada come noi non abbiamo davanti a noi tutta la strada quando da Roma partiamo e andiamo a Milano. Milano, ok, non è che avevi tutta la strada fino a Milano. Cioè vedo 200 metri, 300 metri, ma hai fiducia di quello, della strada che stai facendo, dell'obiettivo dove vuoi arrivare. E poi piano piano...
E nel tempo quella disciplina di cui parlavi prima crea un'autostima.
Esatto. Perché se tu vedi che dicendo di.
No sai resistere, sai continuare a dire di no e tu dici cavolo posso farlo, sono capace, quindi posso rifarlo ancora, posso spostarmi e farlo in un altro settore. Se tu sai fare una palestra lo sai fare anche in altri settori, lo sai fare nella pornografia, non dir di no. E a quel punto lì sai anche dirti di sì, importi quel sì quando hai bisogno, pensi anche a scrivere un libro.
Esatto, assolutamente. Proprio questa disciplina ti permette proprio di avere più autostima e ti permette di dire, ok, allora posso quel posto sulle visioni, su un qualcosa che desideri? Allora posso quel posto che ti fa fare un passo in avanti, un altro passo in avanti? Poi, continuando ad avere disciplina, inizi a vedere più chiaramente la strada, iniziano ad arrivare le cose, il progresso dà la felicità, quindi inizi a vedere il progresso e dici, cazzo sta funzionando! E il tuo cervello dice, facciamo un accordo!
Poi pensa che io sono una persona che quando ottiene qualcosa non festeggia mai. Cioè io non festeggio per gli obiettivi raggiunti perché non c'è un altro pronto da soddisfare, capito? Quindi sono sempre lì all'incirca di qualcos'altro da fare. In realtà quasi nessuno lo sa, cioè pochissimi, perché non sono cose che ho mai divulgato troppo, perché comunque facendo i video che faccio sui social lascio poco spazio personale. Ogni tanto lascio qualche chicchetta. Io sono un ex prestigiatore, mi faccio magie. Ho ballato Michael Jackson in strada, cioè una delle mie prime esperienze in pubblico per prendere coraggio era ballare Michael Jackson in strada, quindi ho imparato prima a ballare, a fare i passettini di Michael. Insomma mi sono sempre messo lì da solo, a studiarmi le cose. davanti al mio computer, dedicavo i miei pomeriggi.
Prestigiatore è molto interessante, non l'ho mai fatto ovviamente, però quella che mi incuriosiva era proprio questo. Il prestigiatore è colui che è molto bravo a farti spostare l'attenzione da una parte, mentre dall'altra parte sta facendo Vai.
Semplicissimo. Ci servono solo delle mani. Ok. Ce l'abbiamo?
Ce l'abbiamo.
Guarda, molto semplicemente ti chiedo di mettere le mani così.
Ok.
E di mettere la destra sopra la sinistra.
Ok.
Ho visto che ci hai pensato un attimo.
Sì.
Stringimi in questo modo le mani.
Ok.
Il pollice devono essere girati verso il basso. Esatto, così. E poi fai questo, guardami. 3, 2, 1.
Aspetta un attimo. Aspetta un attimo. Io sono incastrato qua. Da così.
E' successo quello che hai appena detto, cioè il fatto che io t'ho distratto in un determinato punto, tu non te ne sei accorto e ho fatto qualcosa che mi ha permesso poi di eseguire in modo funzionale il gioco.
Quanto sono prestigiatore, quanto è prestigiatore il sistema?
Tantissimo, io penso che il fatto che io conosca anche questo tipo di mondo mi abbia permesso di traslare delle competenze in un tipo di visione anche per vedere altro. anche perché ritengo sempre che tutto quello che conosci immagazzini dentro di te e lo ritiri fuori traslato su altre competenze cioè sei un bravo prestigiatore vuol dire che comunque in qualche modo sai stare sul palco oppure hai a che fare con le persone quindi potenzialmente potresti fare il venditore perché puoi avere a che fare con le persone poi se sai parlare ancora meglio ma allora se sai parlare forse riesci a spostare questa competenza anche su altri lavori per esempio lavorare in radio quindi tutto ciò che nella tua vita conosci tu le ammagazzini dentro di te e la fai uscire anche su altri piani Conoscere l'arte dell'illusione ti permette di vedere da altri punti di vista.
Certo.
Tutto qua. Cioè, è molto semplice. Ti insegna a vedere, a capire che non è come lo vedi, ma c'è dell'altro. E se tu hai questa percezione e sai che esiste questo funzionamento, questo meccanismo, allora la tua testa è sempre improntata a vedere e ricercare anche qualcos'altro. inevitabile se hai quella mentalità.
E questo ti dà la possibilità di vedere oltre a quello che in quel momento credi che ci sia. Una frase che mi è rimasta impresso di Morelli, non è che leggo molto le sue cose, noi ci siamo incontrati un paio di volte da Costanzo tanti anni fa, però una cosa che mi ha colpito e mi piace, e la uso, ed è cos'altro c'è? Cos'altro c'è là fuori? Quando tu stai male e ti sei lasciato con la tua compagna o tuo compagno, oppure le cose vanno male, cos'altro c'è? E questo ti dà la possibilità nella tua mente di dire cos'altro c'è? Cos'altro c'è che mi può dare? Cos'altro c'è? E questo si apre. Non necessariamente devi sapere cosa c'è, ma farti la domanda cos'altro c'è. E questo ti apre una nuova porta, una nuova finestra. Non vedi quello che c'è fuori, ma ti apre una finestra, ti dà una speranza, ti dà un qualcosa, ti porta a guardare Ripeto, a non osservare quello che c'è, che probabilmente si sta facendo male, ma a guardare da un'altra parte, nel momento stesso che sposti l'attenzione. inizi a provare altre emozioni, non certo più quella. Bene, bene, interessante. C'è un'altra cosa che volevo dirti.
Guarda, mentre ci pensi mi voglio ricollegare a quel punto appena detto. Una cosa che dico sempre a dei ragazzi giovani, per esempio, che magari sono tanto fissati con lo studio, fissati da un punto di vista proprio che vogliono dare il meglio di loro e quindi tu sai che in questo periodo, non so se sei sentito, che molti giovani sono depressi anche a causa di questo perché viene sempre ricercata una performance dei giovani nello studio, viene sempre ricercata una performance migliore, si fa molta pressione sui giovani, o la scuola la fa, o i giovani sentono questa pressione della scuola, insomma c'è questa dinamica. Dico sempre, è vero, studiare è importante perché sicuramente vi dà delle conoscenze che sono fondamentali per, come dicevamo prima, poterle traslare da un argomento all'altro, da un settore all'altro. Quindi quello che sto per dire non è per disincentivare lo studio che io pretenderei studiassi tutta la vita.
Tu sei l'esempio dello studio stesso, dalla ricerca a studio.
Esatto, in autonomia. E quindi dico, non fissatevi per dare il migliore di voi a scuola. perché mentre voi state concentrati lì non scoprite tutto l'altro mondo perché se tu vivi cinque anni di scuola superiore in cui dai il migliore di te perché vuoi il 100 alla maturità vuoi sempre dare il massimo sei un perfezionista non ti aiuta a spendere il tempo nel modo più corretto possibile perché è vero tu sarai il migliore lì ma nel frattempo quei cinque anni come li hai persi come li hai spesi se vogliamo trovare una parola più adatta cioè li hai spesi concentrandoti su un'unica parte del mondo e non hai scoperto nel frattempo dell'altra.
Stavo riflettendo di quello che dicevi, se tu metti il 100% su una cosa per ottenere per ottenere risultati esterni.
È.
Sempre spostato, è come il fatto di giocare a basket e guardare sempre il cartellone, o come il fatto di correre una corsa e guardare la medaglia mentre corri, non riesci a fare, corri, fai quello che devi fare, fallo al massimo, avendo la fiducia che poi se avrai dato al massimo quello che sei, sarà la medaglia o non la medaglia, sarà la prima, la seconda o la terza. Come si chiamava quell'allenatore di basket? Adesso non mi viene in mente. Ha allenato agli UCLA, ha vinto molti trofei. E lui diceva ai suoi ragazzi, date il 100% e solamente se avete dato il 100% saprete che avete vinto. Non preoccupatevi se avete vinto o non vinto. Avrete vinto. Date il meglio, giocate il meglio, fate quello che potete. che si collega con la tua, perché dai il 100%, ma non per ottenere quella cosa lì, ma per sperimentare al massimo quello che stai facendo. Quindi mentre sei più nel presente ti rendi conto delle varie cose che stanno succedendo, mentre stai dando al massimo. Non dire do il massimo per ottenere quello, no, dai il massimo per quello che stai facendo. sei nel presente, sei nel flusso, sei staccato dal tempo, sei staccato dallo spazio e tutto succede in quel momento lì e tutto s'allarga. Poi, se ottieni la coppa, è un altro discorso, ma almeno sei stato al massimo di colori, perché quando sei nel flusso Una delle cose che parlo quando faccio gli eventi dal vivo è la potenza dello stato del flusso. C'è un libro molto bello di un psicologo negli anni 90 che lo scrisse, che è impronunciabile il suo nome, è Skarza-Lorovskis. Sai chi è?
No?
Non lo so. E lui scrisse The Flow. un psichiatra, un psicologo, e un libro lì, tra l'altro l'ho scoperto, io sono un fan di Wayne Dyer, il dottor Wayne Dyer che scrisse 40 libri eccetera, e il fatto del flusso è incredibile, ma sei nel presente, no? Quando fai, si allarga tutto, è incredibile dove ti porta. Quando fai con ciò che ami, si allarga tutto. E' straordinario. Senti, quali sono gli altri... vabbè non lo puoi dire perché sono gli spoiler.
Come si chiama?
Ecco, te lo devi pronunciare. Tra l'altro l'hanno pubblicato... il mio editore ha pubblicato un libro adesso in italiano. perché se no non esisteva. Tutti hanno trattato quel libro lì, è una cosa anche un po' difficile. Allora, senti, il libro come si chiamerà?
Forse non posso dirlo ancora.
Editore neanche.
Però non posso far uscire nessuna informazione, ma sarà una bella chicchetta perché comunque riprendo un po' il percorso che ho fatto sui social in questi due anni. Quindi vado nel concreto, non che non lo sia stato, però un libro, un'opera del genere ti permette di entrare molto di più, di approfondire, per cui sarà un bel approfondimento.
Da quanto tempo stai facendo questo lavoro sui social?
Guarda, ho iniziato fine febbraio del 2021, quindi due anni e quasi mezzo.
Prima no.
Allora, io ho sempre fatto qualcosa con i social. Molto prima facevo magie, visto che ti dicevo che sono un ex prestigiatore, facevo magie su YouTube, caricavo qualche video ogni tanto e non ho sfruttato l'onda perché ho avuto un video che ha fatto 700.000 visualizzazioni all'epoca, però avevo trovato il modo per fare visualizzazioni ma non mi piaceva quella strada, quindi sapevo che cosa dovevo fare, ma io volevo fare un tipo di contenuto che andava di meno, molto semplicemente.
Cioè non ti piaceva la strada del prestigiatore?
No, no, scusami, non mi piaceva quel tipo di video che aveva raggiunto quelle visualizzazioni. Sapevo che quel tipo di video avrei dovuto rifarlo per ottenere un altro numero.
Avevi dovuto ripetere determinate caratteristiche.
Non mi piaceva quella tipologia di video, ma proprio come era strutturato e tutto non faceva per me.
Però lo hai fatto tu.
Sì, ma volevo farne uno, non volevo basarmi solo su quello.
Perché non ti piaceva?
Nello specifico avevo messo insieme un po' di cose, la magia era diventata più uno strumento per fare una sorta di esperimenti sociali, era il periodo in cui andavano tantissimo gli esperimenti sociali sul web, quindi ci ho infilato in mezzo alla magia, ha funzionato tantissimo, io non volevo spostarmi sugli esperimenti sociali, non volevo unirle due cose, volevo lasciare magia e rimanendo in quell'ambito non avevo lo stesso effetto.
Perché molte persone l'hanno guardato secondo te?
Perché il titolo del video era Maggi e le ragazze in spiaggia a Riccione. E avevo messo una copertina con due culi.
Quindi, al di là di tutto, i ragazzi vogliono... vogliono sempre... Che cosa... I ragazzi adesso sono social, ma li usano bene?
Direi proprio di no, direi che l'uso positivo dei social sia molto minimo. Ma perché? Perché manca la consapevolezza, come dipendenza, non ti accorgi di quello che stai facendo, quindi sei semplicemente dentro questo tunnel infinito, ma realmente infinito, che se ti metti su TikTok a scrollare passano le ore e non te ne accorgi, cioè diventi veramente uno zombie sul divano. Quindi no, pochissime persone sono veramente consapevoli di come utilizzano i social. Ogni tanto trovo qualche persona che addirittura non ce li ha. Rarissime persone.
Ragazzi?
Sì, rarissime persone, ma mi dicono che non ce li hanno. E io quando me lo dico dico fantastici ragazzi.
Che tipo di persone sono?
E in realtà non le conosco personalmente nello specifico, cioè conoscenze, incontro, si parla un attimo e mi dicono che non hanno i social. Però è pazzesco.
Ragazzi, ragazzi.
Indipendentemente dal genere qualcuno capita, sono veramente rari. maggior parte si lasciano controllo dell'algoritmo. Ecco, io sono riuscito a controllare l'algoritmo Quindi sempre per quanto riguarda disciplina, saper dire di no eccetera, io ho un algoritmo su Instagram che è deciso da me. Cioè io tutte le volte che mi appare un video che non voglio, lo scrollo subito in modo tale che faccio capire al sistema che non mi interessa. Quando invece mi capitano quelli che mi interessano, metto like o lo invio a un amico in modo tale che faccio capire che sto interagendo con quel contenuto e quindi che lo voglio ancora. E cerco di riempirmi di contenuti che mi spronano a fare. Quindi vedo gente che ha raggiunto gli obiettivi, gente che sprona altre persone, quindi molto motivazionali se vogliamo, sulla disciplina e questo mi consente di mantenere il focus. Perché se io Sto lavorando, mi faccio un attimo 5 minuti di pausa, prendo il telefono e c'è quello che mi dice, lavora, disciplina, con calza. Lo spengo e torno a lavorare. Mi sprona, mi condiziona. Io so che il telefono ha il potere di condizionarmi, allora a questo punto gli dico come mi deve condizionare.
Assolutamente. questo è interessante, non ce l'avevo mai pensato. Tu puoi gestire, puoi addestrare il telefono che ti dia quello che vuoi. Quindi praticamente quali sono le tecniche? Quando si apre invece lo schermato dove ci sono tutti, cosa devi fare?
Sull'esplora dici?
Sì, esatto. Io non ho ancora capito.
La seconda in basso a sinistra dovrebbe essere l'icona dell'esplora se non ho errore. Quella è l'icona dell'esplora. se la clicchi due volte, perchè probabilmente hai cercato una pagina.
Ah, due volte, fantastico!
Eh, perchè avevi già cercato qualcosa, quindi avevi una strada di ricerca.
Quindi praticamente si compaiono questi qui.
Compaiono probabilmente le cose che la piattaforma pensa che ti interessino di più. Poi magari non ti interessano neanche.
Esatto, se tu non ci clicchi sopra, non te le propone più.
Perché in realtà non cambia l'algoritmo. Cioè, se tu non compi delle azioni...
Fantastico, quindi devi cliccare sopra su cose che sono assolutamente... Che ti interessano. Ah, ho capito.
Che ti interessano.
Lavorano sul fatto... Wow.
E quindi questo condiziona il mercato, ciò che comprerai... Sì, sì, sì, assolutamente.
Lavoro su questo fatto qua, una volta ho visto un bicchiere d'acqua, non so se l'avete visto questo esperimento qui, un bicchiere d'acqua e ci hanno messo un po' di terra dentro. E dici, come si fa a togliere questa terra? Prendi un cucchiaino, inizi però nell'acqua, la terra è un casino, ha polvere dappertutto. Allora, per togliere questo qua, hanno preso una giara di acqua e hanno versata. Versa, versa, versa, ha buttato fuori e praticamente l'ha ripulita. Quindi esattamente lo stesso concetto, cioè tu fai delle azioni positive che automaticamente tolgono quelle negative. È un po' come le abitudini, fai le abitudini positive che automaticamente, perché il nostro cervello non riesce a dire no, non fai più questa cosa, devi fare un'azione, un'azione per cui va a schiacciare tutto il resto.
Quindi abbiamo il modo di controllare i nostri algoritmi. Se vogliamo farlo è possibile e questo ci condiziona positivamente. Siamo noi a indirizzare la strada che vogliamo. Non è una roba da poco. Da una parte hai un potere che ti distrugge, dall'altra hai un potere che ti fortifica.
Quindi lo stesso potere dipende come lo usi. Dipende se lo usi o ti fai usare. Tecnologia. Se ti fai usare la tecnologia ti distrugge. Se invece usi la tecnologia, anche lì, socia, se li usi o ti fai usare l'altro discorso.
Certo. Anche lì, per esempio, io non sono più spettatore ormai. Io sono creatore.
Certo.
Molte persone mi dicono, ah ma conosci quello? Mi dispiace, non lo conosco. Non guardo. Io non riesco a guardare.
Creo.
Creo per te. Sì, sì, sì. e ti dico io abbandonerei i social, solo che ci sono dentro come creatore però è il tuo canale di comunicazione quindi anche lì hai due possibilità lo sfrutti o non lo sfrutti cioè non lo sfrutti e quindi non comunichi o hai questo canale con tutti i difetti possibili ma puoi comunque indirizzare dei contenuti per qualcuno che possono essere interessanti a quel punto lì dico lo sfrutto però io sarei per un mondo senza social, a me piacerebbe che con uno schiocco di dita sparissero tutti.
Se non lo sfrutti, allora se decidi di sfruttarlo, bene, se non lo sfrutti sei sfruttato, non c'è la via di mezzo, non c'è la via di mezzo, cioè non c'è una cosa... o semplicemente.
Non lo usi, però ecco lo stai lasciando in mano ad altri, lo sai, poi hai un contributo, Spider-Man da un grande potere, potere deriva da una grande responsabilità. Se hai il potere, di poter dire qualcosa, di trasmettere delle emozioni, delle espressioni, dei ragionamenti, allora hai la responsabilità di farlo.
Giusto, giusto, giusto. Adesso io non sono attento, ma ci sono altri social che stanno uscendo?
Nell'ultimo periodo è spuntato Bereal, l'ultimo periodo vuol dire un anno fa. Non so che vita abbia oggi, non ne sento più parlare, quindi secondo me è rimasto abbastanza lì e non viene particolarmente usato. TikTok mi hanno detto recentemente che è un po' in down, però non so quanto sia attendibile questa voce che mi è arrivata. Secondo me no, comunque rimane abbastanza forte. e attualmente nel panorama non sembra che ci siano grandissimi spostamenti.
Quindi rimane Instagram, rimane Facebook?
Sì, più forti. Forse YouTube si sta rilanciando un po', ha lanciato gli shorts, quindi cerca di adattarsi ai competitor, quindi sempre video breve e immediato per riuscire a competere con Instagram e TikTok. Però insomma sono loro, quindi attualmente YouTube.
C'È veramente tutto, c'è veramente qualunque cosa, quindi a volte mi rendo conto che trovi le meditazioni. Viviamo in un mondo in cui ci sono grandi opportunità. grande opportunità nel senso di poter ascoltare, c'è di tutto, c'è veramente di tutto e quindi è un mondo che devi stare veramente, devi essere il più intonato possibile con chi sei perché se no vieni portato via, non puoi stare fermo, è come stare su un flusso di persone che vanno avanti, se tu ad esempio vieni trascinato Quindi decidi da che parte vuoi andare, vai, perché se no non...
Ecco, poi vieni trascinato da chi ha una sua idea, tu non avendo idee segui quello che ha la sua idea e diventi uno tra i tanti, non sviluppi la tua, si crea la solita massa. Massa di persone non pensanti, seguono questo flusso, non sanno dove arrivano, però altre persone lo fanno, lo faccio anch'io allora. La moda gioca molto su questo. Io sono sempre stato antimoda. Tu pensa che io portavo, Walter, le Timberland quando non andavano di moda. Cioè, ero l'unico ad avere le Timberland. Io mi ricordo ancora, erano ho fatto elementari e medie che avevo sempre l'inverno nelle Timberland, non ero nessuno, alle medie mi prendevano in giro per le Timberland, dopo un po' di anni tutti hanno iniziato a portarle, io ho smesso.
Ah sì?
Sì. No, io non ce la faccio fare le cose che fanno anche gli altri. Perché sono in abito? Perché nessuno mette più gli abiti, io.
Me lo metto io.
Quando tutti si metteranno l'abito io dovrò essere qualcuno che si farà riconoscere in modo diverso.
Assolutamente, infatti questa è una cosa che quando vado, andavo perché adesso non ci vado poco insomma, e a comprare della roba e qualcuno mi dice no guarda prendi questa roba qui e ne abbiamo vendute tante proprio perché l'avete venduta tante. No non voglio andare a comprare poi vado lì e vedo un altro che ce l'ha come me. Anche perché la moda io penso che sia proprio così, la moda ti dice tu non vai bene come sei. Se vuoi andare bene devi mettere questo e questo. Quindi vuol dire che ti sta dicendo che non sei a posto, ti manca.
Mi è ricordato un altro episodio, c'era un mio carissimo amico, anni fa, che aveva uno stile di avvegliamento non particolare, si amalgamava abbastanza, voleva un attimo abbellirsi. Allora ho detto, vabbè mi piace il tuo Matt, forse non me l'ha neanche poi esplicitamente detto, comunque ad ogni modo un giorno me lo sono ritrovato con un giubbotto di pelle simile con il pelo, non il collo, ha iniziato a portare un po' di anelli e quindi ho detto, vabbè se lo fai tu che ti metti gli anelli, ti metti questo giubbotto di pelle col pelo eccetera allora in un qualche modo devo toglierli io. Io non posso portarli. Se lo fai tu, io non posso portarli. Non dobbiamo essere uguali.
Perché?
Cos'è che ti fa... Che non dobbiamo essere uguali?
Sì.
Bella domanda, bella domanda. Ho sempre... Forse io ho sempre fatto in realtà qualcosa di diverso dagli altri. Quando ho iniziato a ballare mi sono messo proprio in strada, in Piazza Maggiore, a Bologna, a ballare. Era una cosa strana, sei l'unico che lo fa, chi è che lo fa? Poche persone hanno il coraggio di farlo. Anche un po' per paura della presa in giro. All'epoca ero molto magro, quindi considerami molto secco, cappelli lunghi, quindi avevo proprio anche fatto crescere i capelli. e quindi ho sempre fatto qualcosa un po' contro tendenza, ho sempre trovato del valore aggiunto nell'andare in una direzione opposta perché appunto ritengo che una direzione in cui vanno tutti in un qualche modo sia una direzione discutibile, perché se ci vanno tutti, se andavero certi che sia la strada giusta, mi viene da pensare che come dicevi prima, se qualcuno ti consiglia questa cosa che vanno tutti, in automatico tu dici no, quello lo scatto proprio perché in qualche modo, mi stagiali, mi stagiali.
Dove stanno tutti quanti?
Forse è una cosa innata, non saprei, però ho sempre avuto questa cosa dentro di me per cui ho sempre fatto qualcosa di diverso. Sono sempre stato un po' la peccora nera nei gruppi, anche proprio a livello di pensiero. Questo è stato uno dei motivi per il quale ho iniziato anche a fare video sui social, nel senso che Non volevo parlare solo con persone che mi ritenevano sbagliato e quindi l'altro concetto era adesso provo a parlare anche con qualcun altro che potrebbe avere lo stesso pensiero. Provo a buttarmi sui social a vedere se esiste qualcun altro. Mi sembrava strano fossi unico. Comunque sono sempre stato abbastanza contro il mainstream. ho sempre voluto giocarmela diversa mi hanno sempre detto alcune persone no fai questo fai quest'altro pensando che poteva essere la cosa giusta alla fine ecco forse questo è uno dei motivi provavo il contrario e scoprivo che avevo ragione in alcune cose magari anche nel quotidiano.
Cioè provavi a quello che loro ti dicevano di fare?
No, provavo quello che io pensavo di fare.
Quindi seguivo il mio istinto e il.
Mio istinto mi diceva di no.
Quindi sei rafforzato a sentire e ascoltarti.
E ho rafforzato questo... Ad ascoltare te.
Le tue sensazioni, le tue cose.
Quindi questa cosa sempre di più ovviamente mi porta a pensare che se qualcuno mi dice di non fare quella cosa allora devo farla. Probabilmente devo farla.
Ti faccio l'ultima domanda. Come pensi che questo paese si salverà?
Quindi si salverà?
Siamo speranzosi.
Prima parlavamo di cicli. Tutto è ciclico, a un certo punto si ritorna alle origini. Io credo, e quindi come tutte le cose anche in questo contesto, che poi bisognerebbe capire anche da che punto di vista tu intendi che il paese si.
Salverà, perché la fazza è stesa, anche.
Se penso di avere comunque qualche idea.
Salverà si intende con, io credo, un paese che non ha la la consapevolezza di quello che è veramente, di quello che può fare veramente gli individui, quindi una certa verità, una certa va avanti di concetti antichi, troppo antichi. Sto parlando sia della Chiesa che di altri concetti portati per strada. Adesso non voglio parlare di politica, ma parlo di politica in una sinistra strana. Io ho scritto un libro dove ho messo Gesù è comunista, quindi puoi immaginare. Ma è una sinistra strana, la libertà, questo senso di libertà vero che dà la possibilità di poter crescere, perché non sta crescendo, sta andando sempre giù. Però, cosa pensi di questo paese? Come si salverà o se si salverà?
Considerando appunto la ciclicità degli eventi ritengo che attualmente siamo in una grande bolla che ancora si deve gonfiare. Quindi probabilmente quello che succederà sarà aggravare ancora di più la situazione è difficile determinare quanto tempo serva per aggravarsi maggiormente, cioè quanto ancora dovrà scendere verso il basso questa situazione. Dieci anni, un paio di decenni o qualche secolo. Difficile determinare, può essere veramente tutto molto nel breve periodo, può succedere qualsiasi cosa e quindi subito può rigirarsi oppure può continuare ancora magari un po' più lentamente però sempre verso il basso. Ma ad un certo punto una cosa è certa, la bolla scoppia.
La bolla scoppia, quando scoppia si ritorna.
Alle origini, quindi verranno verranno ribaltati i non valori di oggi, quindi ritorneranno i valori e ricostruiremo probabilmente da capo un po' tutto.
Vivere in campagna, avere il proprio pozzo, il proprio orto, sarà la vera ricchezza. Io credo che i prossimi due anni saranno anni molto duri per l'Italia, perché penso che saranno molto duri per l'America. L'America sta andando giù, la gente non se ne rende conto, ma sta stampando soldi dal 2009. Nel 2009 quando è successo il patatrack, io ero giù, avevo delle proprietà, ho detto cosa sta succedendo e lì ho iniziato a capire che Loro hanno tappato dei buchi continuando a stampare, sono quattordici anni che continuano a stampare, non è la soluzione. Cioè se c'è qualcosa che perde è inutile che continui a mettere sciacqua, devi tappare il buco. Tutta sta storia qui della guerra è chiara per me, è chiara da dove viene, è chiara chi è il nemico o il nemico, insomma quello che sta facendo casini eccetera. Quindi credo che l'America e l'Italia è attaccata al culo all'America.
L'Italia è una pedina. L'Italia non ha più quel potere di una volta. L'Italia deve abbassare la testa.
L'Italia per me non ha mai avuto potere. Non ha mai avuto potere, mai avuto fatto una rivoluzione. Stasera mi parlavo con un amico della storia della rivoluzione del Garibaldi. Garibaldi è partito con mille ragazzi, quelli che sono, per liberare l'Italia. La verità è che Cavour ha venduto l'Italia all'Inghiterra. Non c'erano i libri di storia, non li vanno a studiare, ma se vai a vedere capisci. Perché l'Italia è sempre stata interessante a livello proprio di commercio, da sempre. Il 75 è bagnato dall'acqua, quindi è sempre stato molto molto interessante. E quindi avere l'Italia, lo stesso americano, hanno impitto di Nato. Quindi è strategicamente molto interessante. L'Italia ha un grande potenziale però non lo crede, lo crede poco insomma. Io vivendo molto all'estero, avendo vissuto molto all'estero, quando tornavo mi dicevo, ma porca miseria, che cosa succede qua? Quando vedi proprio gli italiani che quando vanno all'estero è come le barzellette. Prendi un italiano, prendi un tedesco, prendi un francese e li metti in un'isola, dopo un anno vedi che l'italiano ha tirato su un chioschetto e gli altri lavorano per lui. L'italiano ha questo potenziale quando va fuori. Perché quello che dico spesso, io sono figlio di immigranti e so cosa vuol dire partire, andare in un paese dove non c'è un'altra lingua, dove ti danno i calci nel culo e devi portare il cibo, devi coprire, insomma fai veramente fatica, non vuoi tornare indietro perché altrimenti dimostri che hai sbagliato. E l'italiano ha un grande potenziale. Messo in certe condizioni è incredibile. Messo all'angolo... Il punto è che l'Italia, in Italia, non sei all'angolo. Sei troppo bene, sei troppo bene, troppo bene, troppo bene. In America c'è un lavoro, guadagni 5-10 mila euro. Ti, al mese, loro hanno il problema che se li spendono tutti, ti licenziano dopo tre mesi e tu stai a vivere in macchina. Io sai quante persone, quante volte andavo con la macchina su un parcheggio. Scusi, va via. No, ci vivo. io vivo qua dentro, ed era una Jaguar, quindi qui troverai sempre un telefonino, troverai sempre da mangiare, quindi è un paese, ma gli italiani vanno fuori, quindi dico porca puttana, fanno delle cose incredibili, straordinarie, riescono a tirare fuori, il punto è questo. spesso lo dico, vediamo la televisione. L'altro giorno facevo le direzioni, la gente sta male per le relazioni, ma c'è la partita. Guardare la partita ti risolve il problema che c'è col rapporto, dimmelo te. cioè cerca di capire questa cosa qua. Quindi è così. Senti Matt, innanzitutto grazie di essere venuto, so che sei venuto da Bologna, tra pochettino c'è il treno, quindi grazie di cuore. Ti facciamo veramente un grosso in bocca al lupo per il tuo libro, è un onore averti conosciuto e averti sentito parlare, spero che questo sia... Grazie a.
Te Walter, veramente di cuore.
No, no, grazie, per me la mia cosa è la condivisione, quando scopro dei ragazzi che ci mettono veramente cuore, testa e tanto spirito nel condividere queste cose e dare un'altra prospettiva della realtà, allora per me è veramente una missione poter condividere. Quindi grazie, grazie. Senti, noi ci sentiamo. Mi raccomando, ragazzi, seguitelo. Matt Caruso è veramente forte, i suoi video sono veramente molto divertenti. Sei bravo perché tali componi bene.
Tutto veloce, immediato. Tutto velocemente. Per stare al passo di questa società.
Esatto. Lo dovrei fare. Cazzo glielo devo dire a Matt? Non dobbiamo fare così. Complimenti veramente. Grazie a te. Grazie a te di cuore. Quindi ragazzi noi ci vediamo la prossima puntata con Anudo Podcast e grazie ancora di essere stati qui con noi. Grazie.
Ciao a tutti ragazzi.
Grazie.
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