A NUDO Podcast - Episodio 2: Cinzia Alibrandi intervista Walter Nudo

Intervista in italiano a Walter Nudo condotta da Cinzia Alibrandi (podcast "A Nudo"). Nudo racconta il suo percorso personale: infanzia e sport, lotta contro la timidezza e la dislessia, esperienze televisive, due ictus e un’operazione cardiaca, la scoperta del proprio scopo di vita e il lavoro come life coach. Temi ricorrenti sono la gratitudine come pratica quotidiana, la disciplina dello sport, il significato che si dà agli eventi e le relazioni (ruoli di genere, libertà, conflitti comunicativi).
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E quando mi son girato verso lo specchio, ho visto un uomo che era bianco come un cadavere, che gondava a sudore, occhi rossi umansani, pieni di sangue. E in quel momento lì, mi son guardato allo specchio e ho detto, ok Evaldi, se questo è il momento, se questo è il momento, hai fatto quello che dovevi fare? E la risposta è stata no. Il punto è che dopo che è successa sta roba, io ho detto no, non sono qui. Allora ho capito qual era il mio scopo. Il mio scopo era quello di poter aiutare gli altri, di mettere a disposizione tutto quello che ho vissuto, tutte le esperienze, tutti gli incidenti. Questa roba qui, di metterla a servizio. Quando lo scopo è così importante per te e lo capisci, capisci qual è il tuo scopo, vai avanti, non ci sono cose da superare, la bussola è chiara, l'obiettivo è chiaro. Allora a quel punto ho detto un tornato, ho detto sai che c'è? Mi tolgo dalla televisione da fare certe cose.
Non voglio più dire a me stesso non sono pronta.
Non so quando arriverà quel momento lì, ma il punto è, non lo deve dire nessuno. Se oggi fosse l'ultimo giorno della tua vita, tu saresti qui?
Certo che no, è chiaro.
No? E allora perché sei qui? Perché sei qui? Perché lo devi fare? No, l'unica cosa che devi è per te. Quindi le persone si devono domandare, se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, io faccio questo, ma se fosse l'ultimo giorno della mia vita lo farei? No, allora non farlo. Non farlo! Non mi interessa se lo fai per tuo fratello, tuo figlio, tua madre, tuo padre, il padre eterno, non me ne frega un cazzo, non farlo! Perché la persona più importante della tua vita sei tu! Ciao a tutti ragazzi e benvenuti ad un'altra puntata straordinaria di Anudo Podcast. Oggi ho come ospite una giornalista, si chiama Cinzia Librandi, è del giornale Ora, e mi ha chiamato e mi ha detto, senti, vorrei tanto fare un'intervista su di te e gli ho detto, ok, vieni nel mio podcast e me la fai direttamente lì in modo tale che le persone possono anche vederti dal pivo. Quindi, Cinzia, benvenuta.
Ciao, grazie. Intanto permettimi anche di ringraziare il direttore del settimanale Ora, Lorella Ridenti, che mi ha voluto qui con te per questa bella e interessante chiacchierata.
Speriamo che lo sia. Questo podcast si chiama Nudo.
Nudo.
Sai cosa vuol dire? senza infingimenti, senza perì sulla lingua, qualunque cosa e quindi sono aperto, non so le domande che mi farai ma non ho nessun problema.
Senti Walter, i latini dicevano in nomine homen, nel nome il presagio, quindi una persona come te che si chiama nudo evidentemente aveva già nel cognome la pulizia interiore, la verità.
Mi piace pensare, quindi grazie. La verità non lo so.
Però ognuno prova a raccontare la sua verità.
Di ripurirsi, sì.
Assolutamente. Senti, Walter, Freud, il re della psicanalisi, diceva che noi siamo quello che siamo perché siamo stati quello che siamo stati. E allora io ti chiedo, oggi tu sicuramente hai prego.
Posso dirti una cosa? Ok. Freud è stato un cocainomile per 22 anni. E sono d'accordo con lui su certe cose, sì e no. Siamo quello che siamo anche per le scelte che facciamo in base a quello che siamo stati. Abbiamo sempre la possibilità di scegliere, malgrado tutto quello che ci è successo. Quindi è una piccola cosa. C'è successo qualcosa? Siamo stati maltrattati da piccoli? Ma abbiamo sempre la scelta di dire ok posso fare in modo che questo non succeda agli altri oppure ben successo questo lo farò agli altri.
Ognuno può mettere giustamente i suoi distinguo, hai ragione tant'è che a parità di accadimenti una persona evolve con scelte di un certo tipo, con lo stesso accadimento un'altra persona evolve in una strada completamente opposta e questa è la prova provata di quello che hai appena detto tu.
C'è un'equazione che spesso parlo nei miei eventi di live, che sono la qualità della vita. Che cos'è che determina la qualità della vita? È il significato che diamo agli eventi che ci accadono. E l'esempio è proprio questo. Ci sono stati delle persone, due gemelli, cresciuti e nati nella stessa famiglia, stessa cultura, stesse influenze, ma uno è poi diventato una persona di successo. Una persona che si è sposato, ha relazioni fantastiche, eccetera, l'altro invece a 30 anni è morto con una serie di problemi con la legge. Quindi che cosa ha fatto sì che questi due gemelli avessero qualità diverse? È il significato che hanno dato a quello che è successo. Il significato è cosa penso che mi sia successo, cosa penso che sta succedendo a me in questo momento. che il mondo mi è contro o che mi affavore, che il mondo mi sta castigando o mi sta dando un'opportunità per crescere, per evolvermi. Questo determina le scelte che noi facciamo e che in conseguenza la qualità della vita.
Infatti si dice la famiglia è importante dove si nasce, eppure il caso che appena tu citato, due persone che nascono nello stesso humus intellettuale, sociale, economico, eppure divergono, no? E quindi uno afferra l'occasione della vita e l'altro la getta sotto i piedi.
Esatto, è il significato proprio che si dà all'evento che ci è successo.
Senti Walter, a me ha molto incuriosito il tuo passato di sportivo pluridecorato perché credo da donna assolutamente negazione dello sport perché sono diciamo un'anima contemplativa Tu hai vinto anche sette campionati di pugilato, io credo che ci debba essere un rigore, una disciplina, un mettere quell'obiettivo di volta in volta come un prefigimento da raggiungere. Io ti chiedo, quel rigore da dove lo hai tratto? E cosa ti rimane oggi della tua nuova vita di life coach, di persona che lavora proprio sull'essenza della vita, di quello che è stato? I tuoi grandi successi ce lo insegnano le storie, no? Il rigore nello sport deve essere assoluto per diventare un campione e tu lo sei stato comunque.
Allora campione, ti ringrazio. ho fatto 10 match e ne ho vinti 7 o 8 però effettivamente la disciplina io sono nato in canada e sono venuto in italia quando avevo sette anni i miei genitori sono emigranti e mio nonno, il papà di mio papà, emigrante a sua volta all'inizio del secolo quando sono venuto in italia i miei tornavano in italia strano che gli emigranti tornino in italia solitamente emigrano e rimangono là stavano abbastanza bene, insomma, hanno deciso di tornare in Italia. Per me venire in Italia voleva dire... era una lingua nuova, io parlavo male italiano, imparato a casa, perché in casa si parla inglese e un pochettino... e quindi si parlava in casa l'italiano oppure il vicinato che si parlava calabrese.
Magari il dialetto, esatto.
Quindi venendo in Italia non parlavo bene la lingua. Io sono dislessico. Balbettavo, non riuscivo a dire, tartagliavo. Ero molto timido, molto introverso. Non ero come sono adesso, a V, ma così ad A. avevo le gambocce talmente grosse.
Dovevi trovare la tua apertura.
Dovevo trovare l'apertura e questa è carina, mi piace. E quindi ero bello cicciottello e quando correvo avevo le gambocce che si strofinavano. Molte persone credono che sono uscito così dalla pancia di mia mamma. Ed ero totalmente un'altra persona. Io ogni tanto non ne ho più foto, ma quando sono da mia zia mi cade l'occhio su alcune foto e guardo. Venivo scambiato per una bambina. quindi il pelo mi è venuto tardi e sembravo proprio una bambina quindi molto una figura cambiata dalla bambina dai ragazzi, dai ragazzi sì, da 13 anni mi avevo scambiato per una bambina quindi era abbastanza difficile, bullizzato dalle insegnanti, bullizzato a scuola e ricordo quando ci sono stati dei momenti, ero sempre da solo sono dei momenti che ho pensato anche che il mondo sarebbe stato un mondo migliore senza di me. Ho avuto questi pensieri e non me ne vergogno perché io non credo che non ci sia stato un momento nella vita di qualcuno che non abbia pensato...
Io credo di tutti, quel momento di defianza in cui tu ti senti fuori dal mondo.
Esatto, e vai in profondità anche dei pensieri strani. La cosa importante è non starci in quei pensieri. E quello che è successo all'epoca, non avevo strumenti, mio fratello molto più grande di me era fuori, i miei genitori lavoravano, eccetera, e ricordo che c'è stato un momento nella mia vita in cui ho detto, ok, il mondo intorno a me non cambia, io dovevo rimanere qui, non volevo rimanere qui, e ho detto, ho capito col tempo che dovevo cambiare io. ho capito col tempo che dovevo cambiare il mondo dentro di me e ricordo che all'epoca giravano i film di Bruce Lee e avevano appena aperto una palestra di karate e quindi andai lì, mi presentai lì con un amico, sfigato anche lui, eravamo sfigati insieme e quindi siamo andati lì e lui ci ha guardato, il maestro Sole, il grande maestro Sole, il mio secondo maestro di vita, il mio primo è stato mio zio e ci ho guardato e ho detto, certo, venite, almeno buttate giù un po' di chili qua che c'è da buttare giù. Quindi io andai lì, iniziai e il karate è stato la disciplina, è stato quello che mi ha insegnato la disciplina. Anche se non avevo voglia di andare, ci dovevo andare. Anche se non avevo voglia di allenarmi, mi allenavo. E lì ho iniziato a vedere dopo un po' il progresso. Il progresso è la felicità, il regresso è l'infelicità. Quando tu ti rendi conto che stai progredendo su una cosa, allora sei felice, ne vuoi fare ancora.
È un feedback positivo.
Esatto, ma devi aspettare un totto. Se tu non vai mai in palestra, e tu oggi inizi ad andare in palestra, la prima settimana, te lo garantisco, sarà la settimana più brutta e dolorosa.
Che hai voglia di scappare, devi stringere i denti.
Ti svegli la mattina, sei piena di dolore, l'acido alacrido va dappertutto. Dici, questa roba mi sta facendo male. Devi resistere. Dopo una settimana o dieci giorni l'acido lattico se ne va e una mattina inizierai ad alzarti e a dire wow. Mi sento meglio. Oppure prendi una bottiglia d'acqua e la prendi con un'altra decisione.
Cominci a trovare un risultato.
Il tuo cervello inizia a percepire il progresso. Da lì in avanti inizia a dire, ok, ne faccio di più. Il tuo cervello dice, ne voglio di più. E quindi mi è successo questo. Da quel momento lì, io dico sempre, lo sport è stato il mio amico. E quindi io ho iniziato a fare sport e sport e lì ho imparato la disciplina. Io non mi alleno perché voglio, io mi alleno perché devo allenarmi e non discuto con i miei pensieri. non ho voglia, oggi ho lavorato tutto il giorno, sono stanco, fa freddo, piove, nevica, siamo a meno di 10, poi in palestra, chiuso. Cioè io decido, io decido perché so che cosa mi fa bene, so cosa fa bene al mio corpo, alla mia mente, alla mia psiche, so quello che mi fa bene. Quindi ci vuole quella voglia di vivere. che è quello che lo psicologo di Lager diceva, devi trovare il perché. Quando trovi il perché dello scopo della tua vita, il come lo troverai. Quindi devi avere lo scopo chiaro, il perché, io devo fare questa cosa e lo fai. Allora lì trovi la motivazione. Credo, piano piano, che è successo questo quando ero piccolo, e poi piano piano l'ho rinforzato, perché un muscolo va rinforzato. Io mi alleno da 40 anni.
Non basta ottenerlo, poi va coltivato.
Esatto, perché io dico Schwarzenegger non andava una volta al mese. Ai miei figli, che sono ballini di danza classica, che girano il mondo, eccetera, quando voglio fargli un esempio, dice, senti, ma come hai imparato a fare quella cosa lì? Come hai imparato a fare quella prima? Come hai imparato a fare questi 5, 6, volano, sembra che volano e stanno in aria per 5 minuti, scusate. Come avete imparato? Eh papà, ripetendo. Quanto? Costantemente. Ah sì? E se non veniva lo rifacevi ancora. Qualunque cosa così, la fede, la fiducia, la volontà, la gioia, l'amore, la felicità sono muscoli che vanno allenati, non arrivano così. Se tu aspetti la mattina che ti sentirei felice è una lotteria. A volte sì e tante volte no, perché è molto più facile. avere emozioni negative che positive. Molto più facile, scientificamente provato.
Io ti volevo chiedere una cosa. Tu hai vinto l'Isola dei Famosi, il grande fratello VIP, ma non ti faccio la domanda per andare indietro nel tempo. Ma ti chiedo, oggi qual è la tua idea di vittoria?
Allora, ne parlavamo prima, mi sono domandato spesso, adesso mi chiamano delle aziende, mi chiamano posti, faccio anche eventi dal vivo dove spiego e mi dicono Walter, tu, Francesco Facchinetti, mi intanto mi incontri, Walter tu sei quello che ha vinto, l'unico a aver vinto in Italia l'Isola dei Famosi, il grande fratello Vip, wow, ma te ne rendi conto, in Italia e nel mondo perché non ce ne sono altri. a distanza di 15 anni. Allora sono un attimo messo lì, ho ragionato e ho cercato di capire che cosa ho fatto sia nella prima parte che nella seconda parte. Io sono un ricercatore, vado a cercare, a me piace scalare nelle cose, quindi dobbiamo capire che cosa abbiamo fatto. Ci sono delle cose Quando noi facciamo delle cose che funzionano, vuol dire che usiamo quelle due o tre cose quasi sempre. Allora ho pensato, cosa facevo lì? E poi ho capito. Nella vita si vince quando non hai paura di perdere. Quando non hai paura di perdere, tu vinci. Cosa vuol dire? vuol dire che molte persone vogliono vincere e la tensione dice devo vincere devo vincere questa tensione ti rigidisce rigidisce i tuoi pensieri rigidisce il tuo corpo diventi.
Anche non naturale esatto e quando non.
Diventi naturale tu inizi a perdere le tue capacità e le tue capacità non intendo solo fisiche l'intelletto lo spirito la mente l'intuizione quando invece tu dici voglio quella cosa lì ma sono anche disposto a lasciarlo andare a non farlo e per quale motivo? Perché io ho i miei valori. Quei valori, quello che spiego sempre ai ragazzi che mi seguono, è come se fossero delle bandiere su una collina. Una volta si facevano le battaglie nei trincea, ci sono le colline. Pianta queste bandiere, i tuoi valori. Rispetto, sincerità, onestà. E cascasse il mondo, nessuno dovrebbe togliere quelle cose lì. Quindi non mi interessa. Io voglio vincere, sì, ma se devo andare a violare quei valori, no. Allora saprei che avrei sempre vinto. dai sempre il 100% ma i tuoi valori, quali sono i tuoi valori? Quindi sia nell'isola sia nel Grande Fratello sono presentati due casi, due momenti molto chiari in cui la sincerità, l'onestà, il rispetto erano messi in dubbio e io ho detto no, sono disposto a uscire. A quel punto questa è una grande forza perché chi ha dei valori vuol dire che se hai dei valori importanti, valori forti, vuol dire che sei disposto a morire. Quando sei disposto a morire, è lì che inizia a vivere, è lì che inizia a essere luce per gli altri, perché là fuori c'è poca gente che è disposta a morire. Quindi dici, wow, questa cosa è forte. Questo spaventa le persone, spaventa perché è potente. Una persona che è disposta a morire, si può lasciare andare la cosa più importante della sua vita?
Mette quasi l'imbarazzo perché è scioccante.
Esatto, ma quella è la nostra natura. Perché noi crediamo che la nostra vita è da quando noi nasciamo a quando noi moriamo. Questa è una vita, questo è un battito di cinema, questa è la vita del mio corpo, ma io non sono il mio corpo. Io sono di più.
Tanto altre.
Certo, c'è la mia anima, c'è la corrente.
Il corpo è uno strumento, è un mezzo.
Noi siamo di tostapane meravigliosi, straordinari, incredibili, ma senza corrente il tostapane non funziona. La corrente qual è l'anima? Che circola. Noi ci muoviamo in questa maniera, siamo flessibili. Quando il corpo è morto, quando io sarò morto, duro come legno. Quindi la flessibilità, la flessibilità che rende fluibile tutto quanto. La flessibilità è la corrente che gira. La corrente è la nostra anima. È la grande corrente.
Se mi posso permettere, ma solo è una suggestione che viene da lontano, proprio all'isola, io ricordo di te un'immagine su uno scoglio A proposito tu prima ci hai dato il discorso del bullizzare, no? E loro ti avevano abbastanza emarginato perché ti avevano individuato come pericolosamente diverso, e infatti hai vinto. E tu eri su questo scoglio e avevi credo in mano un insettino, non lo ricordo.
Avevo due conchigliette piccole. Non ero sullo scoglio, ero sulla spiaggia, l'avevo qui nella mano, pensavo ai miei figli e loro si muovevano, pensavo ai miei figli.
Vedi hai colto il mio ricordo.
Ricordo ogni cosa.
Ascolta Walter, io vedendolo da spettatrice, sono passati vent'anni anche per me, io ho detto questa persona vince perché ho visto un uomo enorme, bello, solo, che dialogava con una conchiglia, con qualcosa della natura. Quindi gli uomini l'avevano respinto, ma lui trovava la forza dalla terra, da quel contesto naturale con cui lui sapeva dialogare, a differenza dei tuoi compagni di avventura. E al pubblico questo è arrivato, a proposito di verità.
Adesso è finita l'isola, no? E ha vinto un ragazzo, Marco Mazzocchi. Allora, ho riflettuto su una cosa l'isola è un set di avventura in un'avventura ci deve essere il villano e l'eroe A volte nella mia isola il villano era Pappalardo e gli altri. Io ero l'eroe. Cosa vuol dire? Vuol dire che l'eroe è colui che lotta contro la resistenza per dei valori importanti che riguardano il mondo. Io volevo andare avanti.
E quello con la spada che deve uccidere il drago metaforicamente.
Ma perché deve uccidere il drago? Per salvare il mondo. Quindi il punto è che l'eroe è colui che ha una missione chiara ed è disposto a morire. Ha sofferto. Questa è la differenza tra un villano e un eroe. Il villano è colui che ha sofferto e ha detto io ho sofferto e adesso farò soffrire tutto il mondo. L'eroe è colui che ha sofferto, stessa cosa io ho sofferto e adesso farò in modo che nessuno soffrirà più. Questa è la differenza nelle storie, hanno fatto film, storie, libri. Quindi che cosa succede? Perché tu hai visto questo vincerà? Perché tu hai visto dentro quest'uomo dei valori e hai visto l'eroe. E quindi vince sempre l'eroe. Sappiamo, vogliamo che vince l'eroe, perché se vince l'eroe...
Ce lo insegna la letteratura, ce lo insegnano tutti i canoni di comunicazione.
Ma a livello proprio psicologico, se vince l'eroe, vince la speranza e vince l'eroe dentro di me. Perché tutti noi vogliamo vivere e non morire. Come diceva Viktor Frankl, una persona andava da lui e gli ha detto, ho provato a uccidermi. E la domanda che gli fece è, come mai non ci sei riuscito? Perché è chiaro. Perché se non ci sei riuscito è evidente che lo scopo di vivere è più forte dello scopo di morire. Se noi siamo qui è perché lo scopo di vivere è più forte di quello di morire. Dobbiamo scoprire qual è il nostro scopo. E allora sì. Tutti noi abbiamo uno scopo e dobbiamo scoprire qual è lo scopo per cui siamo qui. Quindi quando vedi un eroe che ha uno scopo inconsciamente riscopre il tuo scopo. Lo va a stimolare perché ognuno di noi ce l'ha. perché lei non è consapevole, ma ognuno di noi ce l'ha. Quindi vedi una persona che ha uno scopo, dei valori, lui vincerà, perché questo lui e io vincerò.
Senti Walter, è scomparso quest'anno il grande Maurizio Costanzo. È stato una delle prime persone in Italia che ha visto qualcosa sotto l'armatura.
L'alia.
Esatto. E io ti volevo chiedere che rapporto hai con la gratitudine. sai che si parla di odio della riconoscenza spesso le persone che sono state beneficiate da gratitudine quindi hanno ottenuto delle cose nella vita quasi poi si rivoltano contro la persona magari a cui dovrebbero dire grazie gratitudine dal latino vuol dire dire grazie a qualcuno Tu che rapporto hai con la gratitudine?
Io ho creato un programma, un percorso che si chiama le sette aree essenziali che sono quello per ogni essere umano ed è un metodo che consegno alle persone affinché loro possano veramente risolvere se stesse e tirarsi su dove possono ricostruire qualunque momento della sua vita che sia un incidente, che sia una malattia, che sia una perdita di una persona cara sono le sette aree essenziali. Una di queste aree è la gratitudine. La gratitudine è quel strumento potentissimo che ti permette di vibrare a frequenze alte. Il nostro cervello è come una bussola. O punta di lì o punta di là, non può puntare i due punti contemporaneamente. Quando io sto male, quando il mio stato d'animo è giù, sono stanco, sono stressato, ho paura, sono agitato, gelosia, invidia, tutta questa roba qui, la chiamo la squadra della paura, la squadra della mancanza. Sono concentrato nella paura, in quello che mi manca. Quando invece sono concentrato nella parte opposta, dalla sua rivale, l'unica squadra che è la squadra della gratitudine, io sono concentrato sull'abbondanza, sulla complettezza, sull'amore, sulla gioia, sull'entusiasmo, tutto ciò che mi fa sentire abbondante. Quando io sono concentrato sulla gratitudine, non posso star male. Quando io sono concentrato sulla gratitudine, non posso provare invidia. Quando sono concentrato sulla gratitudine, non posso provare gelosia. Sono concentrato su una cosa che mi riempie.
Sei immune dalla meschinità, mi viene da dire... Sono pieno.
Quando sei piena, non ti manca nulla. Questa è la potenza della gratitudine. E come si allena la gratitudine? Con una parola. Grazie. Grazie.
A volte sembra quasi scalare una montagna a dire grazie a qualcuno.
Succede questo. Succede che quando noi diciamo grazie, spesso noi ci domandiamo, sì ma perché devo dire grazie? E allora andiamo a cercare cose per cui dobbiamo dire grazie e solamente il fatto della domanda di dire perché devo dire grazie siamo già sulla paura, sulla preoccupazione e quindi non troveremo nulla perché quello dove punti vedi. Dove il focus va, l'energia va, diceva Tony Robbins. Dove va la tua attenzione, va la tua energia. Quindi nel momento stesso che tu ti fai questa domanda, non riesci a trovare. Ma se tu inizi a ripetere grazie, grazie, e trovi le cose per cui sono grato, grazie. Grazie perché sono qua, grazie perché ho questi ragazzi che mi stanno aiutando a fare una cosa per cui io sono veramente felice. Grazie a voi che siete qui, grazie a questo tavolo, grazie a questa sedia, grazie a questa poltrona che mi fa stare bene, a queste luci, a quest'aria fresca che mi fa stare bene. Grazie alle piccole cose. Più alleni grazie alle piccole cose, più alleni il laser e da lì allarghi. Grazie. Non siamo abituati a fare questo. Siamo troppo abituati a puntare su quello che ci manca. Grazie. Poi un'altra cosa succede. Il nostro cervello non fa nessuna differenza tra ciò che è reale e ciò che è realmente immaginato. Faccio un esempio. Se tu chiudi gli occhi adesso, per un secondo, oppure gli hai ragazzi, e io ti faccio immaginare di essere sul ciglio di un precipizio, e te lo faccio immaginare raccontandoti, facendoti sentire le rocce che cadono giù da 200 metri, iniziano a sudarti le mani, iniziano a sudarti le mani, eppure sei seduto su una sedia. Quindi non fa nessuna distinzione il tuo cervello. Quindi cosa succede? Succede che molto spesso le persone immaginano cose brutte, ecco perché stanno male. Quello che potrebbe accadere, le preoccupazioni, fanno così. Ma se tu sposti questa immaginazione su ciò che sei grato, ciò che hai, allora inizia a vibrare. E quando inizia a dire grazie, grazie, grazie, a un certo punto dici wow.
È un mantra positivo proprio.
Esatto, è il mantra più pazzesco che esiste. Inizia non solo positivo, inizia a vibrare una volta, due volte, tre volte, cinci volte, venti volte, a un certo punto inizia a fare wow. Allora noi diciamo grazie quando riceviamo qualcosa, non quando andiamo via. Quindi ti senti sempre... sto ricevendo, sto ricevendo, non lo so, lo stai ripetendo. Ma quante volte lo stai ripetendo? Dieci volte. Allora vuol dire che... ma non c'è niente. Ma no, se lo stai ripetendo dieci volte vuol dire che stiamo ricevendo. Ah sì, a undici, a dodici. No, no, stiamo ricevendo, stiamo ricevendo. Vum, cambia. Quando cambia questo, cambia le tue sensazioni nel tuo corpo. E inizi a provare quella sensazione di gratitudine. Wow, wow, wow. Vum. In un attimo. Eppure non è cambiato niente. Eppure sono sempre qui, seduto. Le mie preoccupazioni, quello che ho, non c'è rimasto. Quando lavori sulla gratitudine, l'alleni ogni giorno, cambia la vita. E quando cambia questo, Cambia, cambia tutto. Ti rapporti con le persone, sei sorridente.
E poi ci sono i benefici.
Esatto, vai a parlare con lui. Ho bisogno di chiedergli una cosa, ma vado con questa sensazione di gratitudine. Lui magari mi dice no, magari dice sì. Tutto cambia. Ma se io vado da lui e sono scazzato e gli dico senti, ho bisogno... Cioè, ascolta, vai un po' col paese. È evidente. C'è causa e effetto.
Quindi nel momento stesso che tu tiri.
Su la tua frequenza, il mondo intorno a te cambia di conseguenza. Cambia di conseguenza. Questa è la chiave, quindi rispondendo alla tua domanda è molto importante.
Grazie. Senti, posso parlare di malattia? È qualcosa, forse, di un po' intimo?
Anudo, siamo qui, non è tranquillo.
Io ti volevo chiedere, so che qualche anno fa tu hai incrociato la malattia, no? Chiaramente sono degli incroci della vita. e quello che ti volevo chiedere è...
Cioè la malattia, due ictus due ictus.
Sono veramente un incrocio molto forte diciamo.
Che è un intoppo alla vita, un piccolo incidente oltre alla gamba io ti.
Volevo chiedere Walter come si gestisce la paura di morire? perché credo che sia un grande messaggio per chi ci ascolta e anche per chi ci leggerà sul settimanale ora, è un messaggio enorme.
Qui nel libro La vita accadde per te lo racconto proprio, non solo parto dal discorso di quando ho avuto l'incidente alla gamba che ho rischiato di perderla, ho riuscito di trovarmi qui a parlarti con un monchino. Ma poi è arrivato appunto 2X, è un'operazione al cuore.
Scusa Walter, l'operazione l'hai fatta in America, in Italia?
Quale?
Quella al cuore.
Quella al cuore in Italia?
In Italia.
Allora, la paura di morire.
Penso che ti abbia attraversato, perché i tuoi ictus sono un viaggio molto doloroso.
Ti racconto quando è venuta questa cosa dell'ictus. Avevo vinto il Grande Fratello, ero in America, erano le otto e mezza di mattina e come tutte le mattine mi alzo per fare meditazione. Bevo un bicchiere d'acqua e ritorno e faccio meditazione. Io faccio meditazione da ormai otto anni.
Si intuisce perché proprio il tuo... la tua aura è quella, quindi si intuisce.
Ho tante ore di meditazione.
È un'igiene mentale.
1700-1800 ore, quindi sono come 75-80 giorni passati seduto sulla sedia senza fermarti. Lo faccio due volte al giorno, ormai adesso lo faccio circa un'ora e mezza al giorno. Allora, non è solo un rigeneramento, è una pulizia, una pulizia dello stress, ma va in ancora più profondità. E cosa succede? Io mi sono alzato, mi sono immesso sulla sedia, scusami, mi sono alzato, mi sono immesso sulla sedia e quella mattina, come tutte le mattine che facevo ormai da anni, quella mattina qualcosa di diverso è successo, che non dimenticherò mai. Mi sono messo sulla sedia, mi sono seduto e ho sentito un orecchio destro. A un certo punto ho iniziato a vedere, anzi avevo gli occhi chiusi, mi girava tutto tantissimo. Ho aperto gli occhi e tutta la stanza della camera d'albergo girava, girava, girava, il corpo era mollo, non riuscivo a stare su perché io mi appoggiavo in questa maniera, non riuscivo a stare su, andavo giù, proprio facevo fatica ad alzare le braccia. Presi tutta la mia forza per poter alzare il braccio sinistro e gli diedi l'impulso di fare questo e fece questo. A quel punto ho detto, qui c'è un problema grosso. Mi alzai, ero solo in quella camera e nessuno sapeva che ero in quella camera. Io non ero lì per dire dove sono, ero lì per fare del lavoro.
Ma chi può mai pensare che sul proprio capo pende una cosa di questa portata?
Quindi sono sceso dal letto, ho cercato di andare in bagno a vomitare, perché sentivo da vomitare, Ma scendendo dal letto non stavo in piedi.
Baccolavi ovvio.
Non riuscivo a stare in equilibrio, più il braccio sinistro non riuscivo a comandare, non avevo la forza. Vado in bagno, cerco di vomitare, non riesco a vomitare. E quando mi sono girato verso lo specchio, ho visto un uomo che era bianco come un cadavere, che grondava a sudore, occhi rossi come il sangue, pieni di sangue. E in quel momento lì, il cuore credevo volesse uscire fuori dal mio petto. Io non ho mai provato una situazione così.
Quindi iperventilazione?
No, credevo fosse un infarto. Quindi a quel punto lì ho detto non so che cosa sia. E quando ero lì non ho pensato alla carriera, non ho pensato a tutte quelle cose che credo fossero così importanti nella mia vita fino a quel momento. Non ho pensato neanche ai miei figli che sono la cosa più importante.
Immagino.
In quel momento lì dicevo dai Walter che ce la fai, dai che ce la fai anche stavolta. Altre volte ho corso in macchina, ho fatto tante cose, mi sono trovato tante volte in momenti difficili, ma quella è stata la prima volta che ho detto qui me ne sto per andare. Mi sono guardato allo specchio e ho detto ok Walter, se questo è il momento, se questo Hai fatto tutto quello che devi fare?" E la risposta è stata no. No.
Non ti sei perdonato nemmeno in un momento così estremo?
No, no, no. La risposta è stata no. Non ho fatto quello che dovevo fare. Non sono sulla strada giusta. Non sono su quella cosa. E a quel punto mi sono accorto...
Non ti sei assolto quindi?
No, no, no. Non è quello. Non è quello. Non ho fatto quello che dovevo fare. Lo scopo della mia vita? Non ero vicino allo scopo della mia vita?
Non avevi fatto il focus proprio?
Quando arriva lo scopo... Allora, quel momento li arriverà per tutti. Quando arriva quel momento Noi dobbiamo dire sì, ho fatto quello che dovevo fare in questa vita. Allora possiamo andare. Ma se quello, perché lo scopriremo, te lo garantisco, io ero lì, ero lì, lì. Quando noi, e se la risposta fosse no, è un casino. Perché io ho avuto la fortuna di tornare indietro, ma se non hai la fortuna di tornare indietro, c'è specato la vita. Noi siamo su questa vita per uno scopo, ma se noi siamo andati in giro a far cazzate, puttanate dietro alle paure, dietro a queste cose qui... Siamo stati ondivaghi, no? Ho capito, il punto è capire qual è il motivo per cui sono qui, lo scopo. Quindi in quel momento lì hai detto no. No, non l'ho fatto. Quindi ho avuto la fortuna di tornare indietro. Ovviamente sono andato in ospedale. Hanno detto che avevo avuto duitos al cervelletto.
Hai chiamato ovviamente tu i soccorsi?
No, sono andato io. Perché non volevo pensare che fosse una cosa cerebrale. Ho schiacciato il nervo palgo. Ho schiacciato un nervo, un nervo valgo parte da qui e viene giù, è molto importante, però se lo schiacci perché magari fai dei viaggi, sei sull'aereo eccetera, può essere che limita il passaggio di sangue e ossigeno al cervello e quindi ti senti un po' così, dizzy si dice in inglese.
Ti volevi raccontare una storia più lieve, no?
Esatto, ma noi ce la vogliamo raccontare la storia più lieve. Il punto è che sono stati due cazzo di ictus causati da un'operazione al cuore. Io ho un ombrellino così nel cuore, di titanio. Così il cuore non è più come prima. Quindi si hanno delle cose, sì, dodici anni da quando mettono quell'ombrellino lì. Quanto durano queste persone? Ah, non lo so. Gli ho chiesto, dottore, senti, ma hai persone che hanno vissuto cinquant'anni, sessant'anni con questo? No. Statisticamente no, quindi non lo sappiamo. Il punto è che dopo che è successa questa roba io ho detto che non ero qui, allora ho capito qual era il mio scopo. Il mio scopo era quello di poter aiutare gli altri, di mettere a disposizione tutto quello che ho vissuto, tutte le esperienze, tutti gli incidenti.
Quindi insomma la paura doveva essere convertita in altro.
Tutta questa roba qui, di metterla a servizio. Quando lo scopo è così importante per te e lo capisci, capisci qual è il tuo scopo, vai avanti, non ci sono problemi, ci sono cose da superare, la bussola è chiara, l'obiettivo è chiaro. Allora a quel punto sono tornato, ho detto sai che c'è? Mi tolgo dalla televisione da fare certe cose. No grazie, la ringrazio per ora. Poi magari se mi danno la possibilità più avanti, ma però la ringrazio.
Non voglio più dire a me stesso che non sono pronto.
Non so quando arriverà quel momento lì, ma il punto è che non lo deve dire nessuno. Quel momento lì arriverà e noi viviamo come se quel momento non arriverà mai più. Noi tutti siamo dei yogurt con una scadenza sopra ma non sappiamo qual è la scadenza. E la gente dice mi spaventi. Bene voglio spaventarti così a me non bruci con ogni momento della tua vita lo vivi. Madre Teresa diceva vivi ogni momento ogni giorno come se fosse l'ultimo. Se oggi fosse l'ultimo giorno della tua vita tu saresti qui.
Certo che no è chiaro.
No e allora perché sei qui. Perché sei qui. Perché lo devi fare?
No.
L'unica cosa che devi fare è per te. Quindi le persone si devono domandare se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita. Io faccio questo, ma se fosse l'ultimo giorno della mia vita lo farei? No. Allora non farlo. Non farlo. Non mi interessa se lo fai per tuo fratello, tuo figlio, tua madre, tuo padre, il padre di te, non me ne frega un cazzo. Non farlo. Perché la persona più importante della tua vita sei tu! E' inutile che tu tieni i tuoi sensi di colpi, le tue paure e vuoi fare vedere bella figura con il tuo compagno o la tua compagna. Se tu non ci sarai più queste cose non ci saranno più, quindi tu sei la persona più importante. Fai in modo di fare ogni cosa allineata a quello che tu sei, non famiglia, cultura, società ti dicono di fare. Tu sei venuto qui non per fare quello che dicono loro, ma per fare quello che tu sai di essere. Sai che ci sono gli alberi qua fuori? Ci sono le querce, gli abeti? E quelli lì nessuno li ha mai insegnato, non sono andati a scuola di alberi. Io mi voglio lavorare in diventare un albero, un abete, io mi voglio lavorare in diventare un pino. No, nessuno è andato eppure sanno esattamente cosa vuol dire essere un pino e cosa vuol dire essere un abete e una quercia e mai nessuno è andato lì e ha detto tu sei una quercia, non ti comportare da pino, non ti comportare da abete, non far girare le scatole, tu non sei così, devi fare questo, devi fare quello, devi fare quello. No, nessuno gliel'ha insegnato ma il mondo ci deve insegnare cosa noi dobbiamo essere. Quindi noi siamo meno di un albero, siamo meno di un cazzo di seme così. Questa è la verità. Dentro di noi c'è tutto, solo che noi non lo crediamo. Svegliamoci, dobbiamo svegliarci e capire questa cosa. Perché c'è tutto. L'arbero lo sa quando fa cadere le foglie. E lo sa come farlo cadere. Perché l'abete sa che tipo di foglie fa crescere, che sono diverse dalla quercia. È evidente, ma nessuno gliela ha insegnato. C'è dentro, è lì dentro. Dentro di noi c'è molto di più. Noi siamo questo. Abbiamo un lobo frontale che funziona. Facciamo funzionare a favore della nostra natura, non della cultura, non della famiglia, non della società. Questa è la libertà.
Senti Walter stiamo un po' camminando su una passerella di sentimenti.
A nudo.
E io ti volevo chiedere è stato recentemente ci sono state una serie di sfilate e tu si è parlato tantissimo sul fatto che tu hai criticato, ma più che criticato, ho commentato una sfilata di Armani a proposito del genderfluid.
No, no, no, scusami, no.
No, correggimi pure.
Allora, Armani no, Armani non c'entra niente.
In questa cosa mia. Valentino era?
Era una pubblicità, non era di Armani però, era una pubblicità di Valentino.
Una pubblicità.
Dove mi sono trovato lealinato, ho guardato questo cartellone, c'erano ragazze e ragazze La mia domanda è sempre cosa arriva alle persone e ai ragazzi, come noi gli aiutiamo. Perché i ragazzi di oggi sono molto intelligenti, hanno una grande sensibilità, ma hanno una pessima guida, noi. Pessima.
Infatti la domanda che ti volevo fare era sul discorso della confusione perché proprio questa pubblicità quindi equivocava e quindi si genera un messaggio confuso e indubbiamente un ragazzo in età evolutiva ha bisogno invece di un rigore nella messaggistia perché la confusione già in quel periodo della vita sei un magma di confusioni quindi invece chi deve gestire la comunicazione non deve generare confusione quindi io ti volevo proprio chiedere sul discorso della confusione comunicativa cosa ne pensi tu?
Allora quello che è successo in quella pubblicità che ho visto era che c'era confusione dal mio punto di vista confusione di due energie che sono in natura queste fisiche forti che sono l'energia maschile e l'energia femminile. Io penso fortemente che dentro ogni donna ci sia una forte componente femminile, l'energia femminile per l'ottanta per cento, e dentro ogni uomo c'è l'energia maschile per l'ottanta per cento. E queste sono quelle che determinano la nostra natura. Ora non vuol dire che dentro di me non ci sia un'energia femminile, dentro di te non ci sia un'energia maschile. C'è, assolutamente, ma bisogna usare come e quando nel momento giusto. Ma quello che determina te, la tua felicità, la tua natura è l'energia femminile. L'energia femminile è diversa da quella maschile. L'energia femminile è accoglienza, è amore, è pazienza, è creatività, è andare dappertutto. È un po' come un'oceano. L'oceano va dappertutto, non si limita, non ha una direzione. Mentre l'energia maschile è diversa. È la direzione, è come se fosse la nave sull'oceano. La nave prende una direzione, va, eccetera. Quindi è direzione, è scelta, è decisione, risolve i problemi, è azione. Sempre è stata questa cosa qui. Ma non è sempre stata... Perché noi crediamo che il mondo esista da 50 anni. Il mondo esiste da sempre. Il mondo esiste da migliaia e migliaia e migliaia di anni. Migliaia e migliaia e migliaia. Noi abbiamo l'onipotenza di dire, so io che cosa è meglio. No, noi ce l'abbiamo dietro. Nel nostro cervello ce ne sono tre cervelli. Il cervello rettiliano ha 600.000 anni. Come crediamo di poter cambiare questa roba qua? Quindi c'è un'energia maschile che è molto chiara. L'energia maschile è data da quello che determina l'energia maschile, che è la decisione, la scelta, in un uomo che è più forte rispetto a una donna fisicamente. permette, se dovesse arrivare una catastrofe, un terremoto, ok? Ci sarà l'energia maschile che troverà la soluzione per uscire fuori. Perché? Perché se tu rimarrai sottratto da qualche parte, saranno i muscoli che ti tireranno fuori. Ok? Saranno i muscoli. E l'energia maschile. Quindi tutto questo è veramente importante da capire. Ora, questo determina l'attrazione in una relazione. Ecco perché io faccio molti coach di relazioni, quindi è molto importante in un'attrazione che ci siano due energie che siano opposte. Ecco perché c'è la trazione, giusto? Più e più si rispingono, meno e meno si rispingono, più e meno si attraggono. Questa l'abbiamo studiata da scuola. È così, è natura. La legge della gravità funziona così. C'è un magnetismo. Ecco perché non andiamo in giro per l'universo. Mentre noi siamo qui seduti comodamente, adagiati, senza nessun problema, ricorda che siamo sospesi, siamo su una palla sospesi nell'aria. E come cazzo è che non cadiamo? magnetismo, fisica. Ora, se c'è quella fisica lì, c'è fisica dappertutto, così le persone si attraggono su questo. Quando più e meno, più e più e meno e meno, ci sarà attrazione. In quel quadro, in quel disegno, in quella pubblicità, non ho visto questa... ecco perché creo confusione. L'uomo maschio, l'energia maschile dentro, deve essere diverso, deve avere direzione, deve scegliere, deve essere una persona Deve fare delle scelte, deve capire che cosa è l'energia maschile, prendere decisioni, andare, alzarsi, avere questa forza che l'energia femminile ha bisogno per essere protetta. Quindi in una relazione tra uomo e donna, anche tra gheia e lesbiche, stessa roba, c'è sempre l'attrazione, ci sarà uno con più energia femminile e l'altro con più energia maschile, e lì c'è stata l'attrazione. Quindi non è un discorso di sesso, è lì che mi hanno frainteso.
Ti hanno frainteso sicuramente.
No, più che frainteso non ho capito niente, perché fraintendere è una cosa, impegnarsi, noi non siamo neanche impegnati.
Adesso noi lo chiariamo.
Io ho amici gay, lesbiche, transessuali, senza problemi, non è un problema di sesso. Loro mi hanno...
Non ho letto, hanno interpretato come sessista questa tua comunicazione.
Sessista cosa? Ma io non sto giudicando cosa ti piace a te, perché attenzione, è quello.
Tu stavi giudicando il tipo di comunicazione che era confusa.
No, è confusa. È volutamente confusa. Volutamente confusa. Perché così riescono a manipolare e riescono a portare al loro interesse. Questo è. Il punto qual è? Che la gente e soprattutto tutte queste associazioni che ci sono là fuori, LGBT eccetera, non si rendono conto che sono usati dal sistema, usati dal sistema, e quindi loro credono di avere di fare invece vengono usati da loro perché così guadagnano di più, questi brand incassano di più, è ovvio, è evidente, vanno col flusso, andiamo col flusso, andiamo con quello che è trendy adesso, andiamo con la moda, la moda va sulla moda. Il punto è la libertà. Io non ho accusato nessuno, non ho dato giudizi, non ho dato nomi, non ho dato pronomi, non ho dato aggettivi, niente.
Hai commentato?
Ho commentato un mio parere senza accusare nessuno, né il brand, né questo né quell'altro. Cosa è venuto fuori? È venuto fuori che queste persone mi hanno, molti di questi anche famosi, un stilista famoso, anche chemical rose, e mi hanno dato del sugelato, mi hanno dato aggettivi e pronomi così gratuitamente. Allora mi sono chiesto Allora gli ho scritto. Vedete ragazzi, io ho messo il mio commento senza dare nessuna cosa a nessuno, senza dare nessun aggettivo. Voi che parlate di libertà, che volete già parlare di libertà, che la libertà eccetera, voi mi accusate, mi mettete tutte queste cose qui, mi sputtanate davanti a tutti, ok? E voi siete quelli liberi. E soprattutto, io ho ricevuto anche minacce, come dire non la devi pensare assolutamente, non la puoi pensare così, la devi pensare come la pensiamo noi. E qui ci sta, fin qua ci sta, ma quando superi e dire tu sei parolacce, tu sei qui, tu dovresti sparire dalla faccia della terra, allora dico questo è fascismo. Tanti anni fa era con la banda nera, adesso con l'arcobaleno. Mi interessa. Chiuso. Questa è la realtà. Quindi è inutile che là fuori la politica corria d'ascolto, ragazzi. La gente muore. Si muore. E si muore per un motivo o per l'altro. Cerchiamo di viverci e di vivere. Perché il sistema ci vuole scannati uno con l'altro. Noi ci scanniamo uno con l'altro, ci scanniamo uno con l'altro come se fosse un pollo in gabbia.
Insomma, a proposito di confusione, la chiarezza a volte non conviene.
No, no, no, la chiarezza conviene per questo, dobbiamo capire esattamente com'era.
No, la chiarezza non conviene al sistema.
La chiarezza non... il sistema non vuole.
Conviene la confusione.
Esatto, vuole creare confusione, perché 80 anni fa era chiaro chi era il nemico, no? Aveva una svastica, aveva una cosa. Adesso no. E' questo il problema. E credi che il nemico sia quello a fianco? credi che sia la persona a fianco, non è il tuo nemico, è un fratello o sorella come te che sta cercando di vivere, cerca di capire che sistema ti sta manipolando, ti sta facendo il lavaggio del cervello e capisco questi ragazzi qua, li capisco perché vengono dal dolore e li capisco, probabilmente sono persone, sono ragazzi che hanno sofferto per far essere se stessi, avevano le loro sensazioni, non potevano esserlo perché sono la famiglia, le culture, li giudicavano e quindi adesso non vedono l'ora di esplodere fuori e va bene, ci stai, viva la libertà! Ma non venimi a gridarne l'orecchio, Perché mi rompi il timpano. Perché se tu mi vieni a gridare nell'orecchio, la tua libertà mi sta danneggiando a me. Quindi va bene, valla a gridare, ma non gridarmelo nell'orecchio. Proud and loud? Cosa vuol dire proud and loud? Lo capisco, alziamoci in piedi e dire ok, sono fiero di... ma non devi essere loud. Loud vuol dire essere... come si dice loud in italiano? Rumoroso. Il rumore a te piace o a me non piace? A me non piace. Prova un po' a dormire col rumore. Non ce la fai e ti incazzi e dici voglio dormire. Esattamente questo, quindi è fastidioso. Perché devi diventare fastidioso o fastidiosa? Perché? Perché io sono dalla tua parte, io voglio che tu sia te stesso, però la tua libertà finisce dove inizia la mia. Io voglio, faccio il tifo per te. Vai, sii libero, vai, ama chi vuoi, fai quello che vuoi, per me va bene, con amore, con gioia. Ma non mi schiacciare facendo questo? Non mi schiacciare il piede? Non mi dare uno schiaffo?
Perché?
Questa è libertà, non è libertà.
La libertà è rispettare, prima di tutto.
La tua libertà finisce dove inizia la mia. Possiamo divertirci quando abbiamo libertà. Ognuno deve essere quello che sei. Io non ho nessun problema. Ma laude e va a gridare e fa...
E' prepotenza.
E' prepotenza. Ma perché il fascismo non è la prepotenza? La dittatura non è prepotenza? No, tu la pensi come io, se no vai in galera? E' questa la dittatura. Quindi cerchiamo di vedere le cose come sono. La libertà è un'altra roba. La libertà è un'altra roba. Lascia andare, io capisco che hai sofferto, abbiamo sofferto tutti, non sei l'unico, non sei l'unico l'unica che è stata violentata, non sei l'unico l'unica che ha sofferto nella tua vita, non sei l'unico che ha preso le botte, non sei l'unico l'unica. Ci siamo anche noi, ci sono anche tante altre persone da fuori. Quindi cerchiamo di amarci l'uno con l'altro, cerchiamo di tenerci la mano. Ognuno nel suo colore, ognuno nella sua scelta sessuale. Non dobbiamo metterci la mano, senza schiacciarci o darci nomi o sgomitare. No, non siamo noi nemici. Non siamo noi. Guarda un pochettino più in là. Guarda un pochettino chi sta usando i fili. Burattino, Pinocchio, è tutto da dire. Ci sono i fili e marionette. I fili che muovono le manette e quelle marionette che non avevano i fili.
Senti Walter, io ti volevo fare l'ultima domanda ringraziandoti proprio di questo viaggio interiore che hai scaturito. Tu fai adesso il Life Coach e hai racchiuso in queste pagine del libro La vita accadde per te per Roy Editore questo tuo cammino di vita. Io ti volevo chiedere tu da Life Coach oggi cosa ti aspetti che accada nella tua vita?
Non mi aspetto più a niente, mi aspetto semplicemente di vivere ogni momento e di intonare l'io. Non creo aspettative. E questo è il punto. Le persone creano troppo aspettative. Credono che il mondo debba andare. Fissa l'obiettivo, fai questo e passa lo sguardo. Quando io ho fatto le maratone nella mia vita, io ho provato la depressione, nel libro lo racconto. Depressione e tante cose. E quello che mi ha aiutato tanto è fare... Depressione non è una cosa da cui si guarisce. È qualcosa che si sta lontani. Perché la persona lì è lì, molli e tu ti salta addosso, non ti perde di vista. Quindi devi cercare di stargli lontano. Più fai delle cose giuste, abitudini, più ci stai lontano, ti allontani, ti allontani. La prima volta che si è sentita forte ho fatto una maratona. Mi sono preparato per la maratona e come l'ho fatto? Ho fatto un passo dopo l'altro. Ebreo dice infila una perla dopo l'altra. Sai quando si facciano le collane di perla?
Le collane da bambini?
Tu infili una perla dopo l'altra. La perla vuol dire un'azione, sai quello che devi fare. Le cose vanno male, tu continui ad infilare una perla. Le cose vanno bene, tu infili la perla. non ti senti bene, tu semplicemente infila la pelle.
Comunque vada.
Sai cosa devi fare, sai cosa devi fare, alzati dal letto, vai in palestra, ti piace o non ti piace non è un problema, tu fallo, vedrai che.
Poi... Sempre per tornare al rigore dell'inizio, tutto torna, è un percorso circolare.
La felicità è qualcosa che si scopre ma non così, c'è lavoro da fare, c'è lavoro da fare, bisogna volerlo, bisogna volerlo come tutte le cose. Tu sei diventato giornalista e tante cose hai ottenuto nella vita, non credo te le hanno regalate. E probabilmente se te le avessero regalate non le avresti neanche apprezzate, non avresti imparato e scoperto chi sei. Perché è il percorso che ti permette di scoprire chi sei, non raggiungere quella cosa lì. Quindi alla fine non è l'obiettivo che vuoi fare, ma il percorso stesso. Difatti quando raggiungi un obiettivo ne fissi già un altro. Perché? Perché è il viaggio, è il viaggio. Quando tu fai questo allora capisci che le difficoltà nella vita sono lì per te, un'opportunità, come tutte quelle cose che vi sono successe. Non vuol dire che io adesso sono la persona più felice del mondo. Sono momenti felici, momenti meno felici e quando sono momenti meno felici io infilo una perla dopo l'altra. Non pensare che io la mattina quando mi alzo sono così. No, sono delle volte in cui dici, cazzo non mi voglio alzare, il mio corpo dice no, la mia mente dice no, ok sai quello che devi fare, mi alzo, bevo la mia acqua, faccio la mia doccia fredda, faccio la mia meditazione, faccio le mie ispirazioni e dopo mi sento meglio, dopo mi sento meglio. E' questo, quando vado in palestra non ho voglia, ci sono delle volte che non ho voglia, ma dopo vado in palestra, dopo mi sento meglio. Infila una perlina dopo l'altra, sai cosa devi fare. E' pieno YouTube, è pieno su Instagram, sulle cose buone da fare. Bisogna fare buone abitudini, ti porta ad avere una buona vita. Cattive abitudini ti portano ad avere una brutta vita.
Senti Walter, io avevo detto l'ultima domanda e in realtà la giornalista ne tira fuori l'ultimissima. Ti volevo chiedere come con questa Wolterschaung, come dicono i filosofi tedeschi, visione del mondo, cambia il rapporto d'amore per te, no? Sicuramente sei stato un uomo amatissimo, le relazioni d'amore, però quanto sono cambiate?
Quando un uomo ha una missione chiara, Perdonami, quando un uomo ha una missione chiara, ha scoperto lo scopo della sua vita e lo vuole fare perché è quello che lo fa, per una persona, per migliaia di persone ha importanza, lo deve fare, punto e basta. Quello di condividere, quello di aiutare le persone a trasformarsi e a svegliarsi, a tirare fuori il meglio di sé, a tirare fuori il loro potere...
Però Walter, mi viene da dire che tu sei un uomo impegnativo in una relazione d'amore.
No, no, sono io impegnativo, è la mia missione impegnativa. Ogni uomo è così, ma il punto è se tu avessi un uomo accanto senza uno scopo, quell'uomo non sarebbe più quello che tu vuoi, ne vuoi un altro. Perché quello che affascina una donna è un uomo con uno scopo importante ed è disposto a morire. Ti faccio un esempio. Se un uomo e una donna sono lì, hanno due figli, a un certo punto scoppia la guerra. la donna gli dice non andare, non andare in guerra, sicuramente morirai, non andare in guerra, stai con noi, ti nascondiamo da qualche parte, non lasciare me, non lasciare i nostri figli e lui dice no devo andare, devo andare perché questa è la mia missione, devo servire la mia patria, credo in questa battaglia, credo nella libertà e sono disposto a morire per questo. Lei piangerà e anche se poi si risposerà mettiamo che lui muoia, si sposerà, rimarrà sempre l'uomo della sua vita. Sempre. Perché ha conquistato il suo cuore, il suo eroe. Se invece lui rimane e gli dice, dai rimani, fai così, lei gli fa, ok rimango. Ah che bello, lei è felicissima.
Però dopo crolla il rispetto.
Esatto. Cosa succede? Che bello, che bello, felicissima, felicissima. Un giorno, due giorni, tre giorni, una settimana, dopo due mesi Vedi proprio la scena di lei che apre e fa, ma dai, ma porta almeno la spazzatura fuori, sei tutto il giorno qui sul divano. Esatto, brava, perde il rispetto. Quindi questo è, ogni donna dice io voglio un uomo che, ma la verità è che ogni donna mette alla prova un uomo e gli dice dimostrami che tu sei l'eroe per me, dimostrami che sei la persona che ho scelto nella mia vita, che sei l'uomo della mia vita, dimostrami che tu sei l'eroe E dimostri con i tuoi valori queste cose qua. Questo inconsciente dice. Quindi quando dici che è impegnativo, sì. Ma quanto è stato impegnativo la moglie di Martin Luther King? Quanto è stato impegnativo la mamma di Gesù Cristo? Quanto è stato impegnativo la moglie di Gandhi? Quanto è stato impegnativo tanti altri personaggi? Certo, sono missioni importanti. Missioni importanti. Probabilmente vanno incontro come Jacqueline Kennedy a vedere il proprio marito morire.
Tant'è che si dice che dietro ogni grande uomo c'è una grande donna.
Esatto, ma è questo che non si capisce. Dietro ogni grande uomo c'è una grande donna. Non davanti. Non davanti. Perché? Perché se vuole essere davanti non è più la donna ma è l'uomo. È chiaro. Perché ci sono donne là fuori e purtroppo hanno le palle. A me personalmente le donne con le palle non mi piacciono, perché sennò andrei con un uomo, giusto? A me piacciono le donne. Perché? Perché vuole energia femminile. E questo deve essere chiaro. Quando là fuori si dice che quella donna ha le palle, io mi offenderei. Io mi offenderei perché è nel corpo sbagliato. Gli stai dicendo che è nel corpo sbagliato.
Non tendiamoci a dire che quella donna vale, è intelligente, è costruttiva.
Assolutamente, le donne sono creative, le donne hanno una grande organizzazione. Perché le donne fanno grandi cose, ad esempio la direttrice, perché? Perché la donna ha connessione che l'uomo difficilmente ha, la connessione legge femminile, l'organizzazione legge femminile. Perché l'energia femminile mette insieme, ecco, vedi questo gesto qua? Questa energia femminile accoglie. Una grande mamma, una buona mamma, cosa fa? Vieni, non ti preoccupare, e tu vai a piangere tra le sue braccia. Questo fa, e questo è. Quindi, spostato, questa roba qua. Ora, vicino al grande uomo c'è una grande donna, accanto al grande uomo c'è una grande donna. E' proprio per questo, perché la donna capisce la sua missione e lo supporta in questo. Gli dà amore, gli dà compassione, gli dà ascolto, gli dà quell'amore che lui può proiettarsi in avanti. E' pieno di storie. Se tu vai a vedere tutti gli uomini che hanno fatto grande successo nella vita, hanno avuto una madre che è riuscita a essere una buona madre per loro. Quindi gli ha dato quell'amore femminile che loro sono sentiti in grado di valere. Perché quando tu hai una grande donna che ti accoglie così, tu ti senti grande. Un uomo senza una donna così si sente un pezzo che gli manca. Un uomo senza una donna. Che cos'è? Dice una canzone. È così, ma una donna che lo capisce, una donna che lo supporta. Allora sì, pensa alla base. Io dico sempre che la donna è come una mazzone e l'uomo, la legge maschile, è il cavallo. È l'amazone che guida il cavallo, ma deve conquistare la fiducia. Non so se è andata a cavallo, ma se il cavallo non sente la fiducia non va da nessuna parte. Quindi devi trasmettere. Allora a quel punto è incredibile. Lei crede in me e lui diventa incredibile. Lui fa tutto per una donna. Non è vero che gli uomini vogliono andare fuori e vogliono avere altre donne, non è così. Vogliono essere l'eroe di una donna. Solo che non riescono a trovare quella donna, o meglio, le donne non pensano, soprattutto negli ultimi 50 anni, che hanno visto l'uomo come un nemico. Ecco come vivono. Vivono con l'uomo nemico. Sì, lo vedono, gli piacciono. Nel momento stesso che fa delle cose strane, mi vuole fregare. Dove sei? Dove vai? Non è un nemico. Cerca di capire che non è un nemico, è il tuo eroe. Fallo diventare il tuo eroe. Adesso sta uscendo un programma che io faccio. Un programma, una specie di libro audio, dove racconto che dentro ogni uomo c'è l'istinto dell'eroe. Quando la donna riconosce questo, lui vuole essere l'eroe tuo. C'è un film molto famoso, ce ne sono tanti, ma c'è uno molto famoso che si chiama Solvate il soldato Ryan. E' un film, lo conoscete? Salvate il senatoraio, è una storia vera perché durante la seconda guerra mondiale è uscita fuori questa legge che se una famiglia aveva tre figli fuori in guerra e due erano morti, il terzo doveva tornare a casa. Allora questa storia racconta che due erano morti, il terzo era lì, ha mandato una squadra capitanata da Tom Hanks, la maggiore, per andare lì a salvarlo. Sbarco in Normandia. persone che sono morti, una squadra di 10-15 persone, finché non hanno trovato e salvato il soldato Ryan. Quando l'hanno trovato c'è una scena in cui il maggiore viene ferito, Tom Hanks. Lui è su, sta per morire, mentre sta per morire prende con la mano il braccio del soldato Ryan, lo avvicina a sé e gli dice meritatelo. e muore. Nel momento stesso che muore, la cinepresa va sul viso del soldato Ryan, invecchia, diventa un signore anziano che si trova davanti alla lapide del colonnello. Mette la mano ed è commosso. Vedi? Noi uomini ci commuoviamo per queste cose qua. Perché? Perché risveglia l'istinto. Questo uomo è morto per dare la vita a un altro uomo. Mette la mano e dice Tutti i giorni da quel momento ho pensato, ho cercato di meritarmi la vita che voi mi avete dato. Arriva una signora anziana, la signora anziana, sua moglie, gli mette una mano sulla spalla, lui si gira, la guarda e per la prima volta lo vede commosso, un uomo così lo vede commosso e le dice a lei, dimmi che sono stato un brav'uomo. Dimmi che sono stato un bravo uomo. Cioè, l'ultimo, alla fine, non chiede la riconoscenza. Da una donna, dalla sua donna vuole, non da un uomo, dalla sua donna. Un film di uomini, un film di guerra, l'ultima battuta è di lei che dice sì, sei stato un bravo uomo. E gli uomini piangono su questa roba qua. Perché? Perché noi vogliamo questo. Vogliamo tornare dalla nostra donna e dire dimmi che ho fatto bene. dimmi che ho fatto bene, dimmi che sono stato. Quindi noi vogliamo quella, vogliamo una sincronia, una sincronia con loro. Purtroppo là fuori ci sono tante donne che credono che l'uomo sia il nemico. Non è il nemico, non è il nemico. E questa roba qui è venuta fuori purtroppo dal femminismo che ha sperperato, sputtanato, ha fatto un casino sia sulle donne che sui uomini. Ma non è così. È vero che le donne abbiano bisogno di diritti, è assolutamente vero, ma si è passata dall'altra parte. Si è passata dall'altra parte completamente. Quindi il punto è che l'uomo non è il tuo nemico. Cerca di capire che lui può fare tutto e vuole tutto per te a partire dalla mamma. A partire dalla mamma ci sono molti ragazzi là fuori che sono figli del frutto dei femministi. Quindi sono cresciuti i ragazzi castrati. Non fare questo, non fare questo, non fare questo, non fare questo, non fare questo. Cosa registra il bambino? Non sono in grado di fare un cazzo. E quindi così. E quando cresce che rapporto? Come riesce ad affrontare un rapporto con una donna? Non ce la fa perché? Perché sua mamma non gli ha insegnato a crescere, non ha insegnato a affrontare lui i problemi. No, lo faccio io per te. Cosa vuol dire? Tu non sei capace di farlo. crepene, parla chiaramente, non diamo la possibilità ai ragazzi di tirar fuori il proprio tenente e superare i problemi quando sono piccoli. Il genitore, soprattutto la mamma, cerca di togliergli quella roba lì. Perché? Perché ha sensi di colpi suoi, problemi suoi.
I famosi genitori spazzaneve che vogliono spazzare la strada.
Sì, ma guarda caso quel tipo di donna lì poi non ha avuto rispetto per l'uomo. E cosa succede? Che quando c'è una bambina in casa Il figlio nasce così e nasce senza avere… di fatti là fuori sono molti ragazzi che non hanno legge maschile, sono tutti incastrati e non riescono a tirare fuori. Ragazzi grandi, 30 anni, 40 anni, hanno problemi, non riescono a… perché? Perché guarda caso quando analizzo e capisco la loro madre, la loro madre è ansiolitica, li ha soffocati con la loro ansia e le figlie Hanno visto la propria madre non aver rispetto per il proprio marito e quindi sono cresciute non avendo rispetto per l'uomo. Perché le figlie guardano la mamma e i maschi guardano il padre. Quindi se il padre si è lasciato schiacciare o si è fatto schiacciare o quello che è, la grande farà la stessa cosa. E le cose si ripetono nel tempo. E là fuori le relazioni iniziano a non essere equilibrate.
Walter io ti ringrazio moltissimo del tempo che mi hai dedicato, spero poi di consegnare ai lettori del settimanale Ora questo momento veramente arricchente che hai regalato a noi tutti.
Ti ringrazio.
Grazie e invito alla lettura della vita accade per te perché sicuramente si apriranno delle finestre emotive molto molto interessanti.
La cosa importante è che le persone capiscano che c'è un'altra versione. Cos'altro c'è? Cos'altro c'è rispetto a quello che mi stanno raccontando televisioni, giornali, media?
Ed è giusto che ognuno possa raccontare la sua, finché siamo in democrazia.
E che ognuno possa riflettere con la propria testa e dire cos'altro c'è? Cos'altro c'è? Come mai queste cose non funzionano? Cosa se io faccio quest'altra cosa qua? Quindi grazie a te Cinzia. Grazie Walter.
Alla prossima.
Grazie. E il tuo podcast o il mio?
E del mondo direi, no? Di chi lo vede. Ciao, ciao, ciao.
Ciao ragazzi, ci facciamo l'appuntamento alla prossima puntata di Anudo. Ci facciamo l'appuntamento alla prossima puntata... Aspetta, aspetta. Ciao ragazzi, appuntamento al prossimo podcast Anudo. Vi abbraccio forte. Grazie Cinzia. Grazie a voi. Insomma, alla prossima ragazzi.
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