Breve monologo di Walter Nudo in cui riflette sull'importanza dell'amore verso se stessi, in particolare nei confronti del "bambino/bambina interiore". Sottolinea la tendenza a cercare riconoscenza e amore dagli altri (genitori, partner, colleghi, estranei) e invita a dare a sé stessi compassione, pazienza e riconoscimento per gli errori commessi.
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Ciao ragazzi, ciao, qui Valte di nuovo, anzi qui doppio Valte di nuovo. Appoggiandomi qui sul vetro e guardando fuori, riflettendo un pochettino su certe cose, mi sono accorto che non siamo mai soli, che c'è sempre un'altra parte di noi, forse ci sono molte altre parti di noi, ma c'è una in particolare, Uno in particolare che è sempre con noi, che è sempre stata con noi. Forse quella parte che... la parte più tenera, la parte più sensibile. Il bambino dentro di noi o la bambina dentro di noi. E mi domando quanto amore io gli do a quel bambino o a quella bambina. Vedete, molto spesso noi ci troviamo in condizioni in cui vogliamo l'amore degli altri. Vogliamo che gli altri ci considerino, vogliamo che gli altri ci diano quella riconoscenza che non abbiamo avuto quando eravamo piccolini o che ci è mancato quando eravamo piccolini. E quindi la pretendiamo dagli altri, adesso che siamo cresciuti. Magari da parte di nostro padre, da parte di nostra madre che non ce lo davano, magari noi ci sentivamo così non riconosciuti. Adesso la vogliamo dal nostro partner, o la vogliamo dal nostro tolare, o dal nostro capo d'ufficio, oppure semplicemente dalle persone per strada. Ma quanto ne diamo a noi stessi? Quanto noi riconosciamo l'altra nostra parte, la parte più tenera? e gli diamo quella riconoscenza. Noi vogliamo che gli altri abbiano compassione per noi, pazienza per noi, ma quanto noi ne abbiamo con noi stessi? Quanto noi ne abbiamo con l'altra parte, un po' di pazienza, un po' di compassione, quell'amore che tanto vogliamo dagli altri? Quanto noi lo diamo alla parte più tenera di noi? Quanto ci guardiamo veramente allo specchio e ci diciamo tu vai, Lo so, abbiamo sbagliato, abbiamo fatto degli sbagli, l'abbiamo fatti tutti, però l'abbiamo fatto sempre con le buone intenzioni. Ma ciò non vuol dire che tu non vali. Ciò non vuol dire che tu non sei abbastanza. Ciò non vuol dire che tu non meriti amore. Io ti voglio bene. Quanto facciamo questo? Ti voglio bene, ragazzi.