A short Italian monologue by Walter Nudo encouraging listeners to "let die" parts of themselves that no longer serve them and to allow a deeper part to be reborn, leading to authentic happiness. Nudo invokes a remembered historical/religious exemplar (referenced across two thousand years) and frames the message as timely and transformative—closing with a Good Friday salutation. The tone is exhortative, spiritual, and practical.
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Dobbiamo lasciare morire una parte di noi. Ciao ragazzi, buonasera a tutti. Stasera è una serata magica. Qualche migliaia di anni fa, un grande uomo, un grande maestro, ci ha mostrato che cos'è l'amore e il coraggio. Pensate, dopo duemila anni continuiamo ancora a ricordarlo, a ricordare quel grande esempio, a ricordare la vita di un grande uomo. Io non so se fra duemila anni le persone si ricorderanno di noi, non lo so, però che grande cosa. Quest'uomo non per quello che aveva guadagnato, non per quello che aveva conquistato, non per i successi, le barche, le dille, ma è stato ed è tuttora ricordato per l'amore, per l'amore. Possiamo dire che veniamo ricordati nel tempo per l'amore, non per le case, non per le cose che inseguiamo durante la vita, le conoscenze, soldi, successo, denaro, perché quando io sarò ricco sarò felice. Queste sono le cazzate che ci racconta la nostra testa? Ebbè, questo uomo, in umiltà, Niente, è ricordato ancora per due mila anni in una maniera straordinaria per il suo amore e il suo coraggio. Ebbene, stasera noi possiamo onorare il suo gesto, il suo esempio, semplicemente lasciandoci trasformare nella nuova e migliore versione di noi. Dobbiamo lasciare morire una parte di noi, quella parte che ci dice io so che cosa è meglio per te, devi conquistare questo, avere questo, quest'altro e quando tu avrai questo allora sarai felice, tutta quella stronzata, tutte quelle stronzate che la nostra testa ci racconta, che l'abbiamo imparata dalla nostra infanzia, dai nostri genitori, dalla nostra società, non ha importanza dove l'abbiamo imparata, dobbiamo lasciarla andare, dobbiamo lasciarla morire e allora se lasceremo morire quella parte lì, allora potremo dare spazio alla rinascita di un'altra parte, quella che veramente sa la verità per farci rendere veramente felici noi e gli altri. Quindi stasera lasciamo morire quella parte di noi che non ci serve più, che non ci è mai servita e lasciamo rinascere quella parte veramente profonda di noi che ci può veramente guidare verso la felicità e soprattutto non guidare verso la felicità, sentire la felicità. Perché la felicità non è una cosa che puoi raggiungere, è una cosa che senti nel momento che ti sintonizzi. Ok? Quindi buon venerdì santo a tutti. A presto.