Walter Nudo intervista Alessandro Mora

Walter Nudo talks with coach Alessandro Mora about how fear and anxiety keep people stuck in fight-or-flight. Mora walks through morning routines using HRV tracking and breathwork, explains NLP as modeling excellence, and shows how language shapes what you focus on and what you get.
Chapters
Credo che uno dei più grandi ostacoli all'azione sia la paura. La nostra paura ha una funzione anche proprio organica, che è quella di metterci in un assetto di fight or flight. Molte persone non sanno che in realtà essere in un assetto costante di fight or flight significa anche impedire al nostro organismo, al nostro corpo, di rigenerarsi. di curarsi, di ripararsi.
Ok, ciao ragazzi! Ciao a tutti quanti, grazie ancora di aver scelto di collegarvi e di guardare questa nuova intervista. Il prossimo ospite che io ho nel programma Walter & Friends è un ospite straordinario, un ragazzo che ho conosciuto due mesi fa, ha un corso di Richard Benjamin, lui è uno degli assistenti più stretti di Richard Benjamin. Richard Benjamin, ragazzi, è il co-creatore della PNL, Programmazione Neurolinguistica, ormai sono, credo, 30 anni, 40 anni che tutti i coach di tutto il mondo, compreso Tony Robbins, stanno applicando. Ma lui non solo è una persona straordinaria, è preparatissimo, non solo nella PNL, è un grande coach, è peak performance trainer, e è Master Trainer di PNL, è un coautore, ha scritto quattro libri, di cui l'ultimo con Roberta Liguori. Ragazzi, non solo è una persona straordinaria, ma ha anche un grande cuore ed è simpaticissimo. Quando tu metti un grande cuore e la sua simpatia qua a te, boom! C'è qualcosa di eccezionale. Ragazzi, vorrei che faceste un bel applauso, così, virtuale, al mio amico Ale Mora. Alessandro.
Mora. Ciao, Ale! Ciao Val! Che presentazione, mamma mia! Ciao a tutti!
Benvenuti! Grazie, grazie ancora di essere qui e grazie di aver accettato l'invito. Allora, come.
Stai? Benone, guarda, sto progettando un sacco di roba, mi sto allenando, come sai, qui a casa, mi sto rilassando e insomma dai, tutto bene, fortunatamente sia io che la mia famiglia stiamo bene, quindi insomma si va avanti alla grande e si progetta per questa nuova rotta, questo nuovo cambio di di di abitudini perché evidentemente è un qualcosa da fare eh ma con con bell'energia, con bell'entusiasmo e e guardando a quelle che sono le opportunità, insomma, cosa vuoi.
Fare? Allora, ti faccio una domanda diretta, quello che stavo vivendo al coronavirus. Allora, questo momento come lo stai.
Vivendo? Eh può dire.
Coronavirus? Credo di sì, covid diciannove covid diciannove come lo vedi con tutta la tua esperienza, con tutta la tua tecnica e i tuoi studi? Come vedi il cambiamento? Ecco, guarda, come vedi l'Italia? Come vedi l'Italia tra un po'? Come la vedi uscire? Come vedi l'italiano uscire da questa.
Situazione? Ah, bella domanda! In realtà bisognerebbe chiederlo alle singole persone, nel senso che non è tanto come vedo io uscire una persona, è come la persona, guarda, all'inizio quando mi stavi presentando, prima di presentarmi, hai fatto un bel ringraziamento, mi è piaciuto molto, cioè grazie per aver scelto di essere qui con noi. Ecco, credo che la parola scelta sia la chiave di tutto quanto, perché dipende da come le persone scelgono di uscire da questa situazione. E per scelta non intendo la scelta su quando uscire o in che modo uscire, perché ovviamente ci sono delle leggi, ci sono delle regole, dobbiamo sottostare a determinati criteri, ma è quanto più, quanto scegliamo mentalmente, come atteggiamento, di avere a che fare con questa situazione. e credo che questa scelta non debba essere di come ci vedi tra un po', ma è come scegli adesso di preparare questa uscita, perché non è che da un momento all'altro il Covid evapora, sparisce e quindi la vita comincia o la vita ricomincia. È evidente che quello che sarà, sia a livello di business, sia a livello di relazioni, sia a livello di relazioni personali, interpersonali, ma anche professionali, lo stiamo creando adesso, quindi dipenderà dalle scelte che ognuno di noi farà in questi giorni, in questi momenti. Sono le abitudini che stiamo creando.
Adesso. Prego. Quindi si può dire che come uscirai, quando tutto questo finirà, dipenderà dalle scelte che fai oggi, in questo.
Momento? Eh beh, immagina. Pensa, visto che sia te che me, amiamo lo sport, amiamo l'allenamento. Io ti vedo nelle tue dirette, piuttosto che nelle tue storie su Instagram. E ogni giorno sei lì che ti alleni, no? Nel tuo comprensorio. Io faccio lo stesso in casa mia. Tante persone lo fanno perché è un'abitudine che abbiamo deciso di portare avanti e quindi il nostro fisico, come dire, ne risentirà e quando usciamo da questa situazione che ci vede chiusi in casa, avremo una determinata, come dire, forma fisica, avremo delle determinate abilità che abbiamo allenato in questo periodo qua. se noi ci lasciassimo andare ovviamente riprendiamo in che modo? Boh, magari con 3, 4, 5 chili in più, non lo so, dipende poi anche come uno si alimenta e questo dipende dalle scelte che noi facciamo oggi, quindi in proporzione, in prospettiva, tra due mesi, tre mesi, un mese, non so quando finirà questo concetto, fisicamente saremo come noi ci siamo preparati adesso. e allo stesso modo vale per magari i business. Alcuni business non potranno più essere come prima, perché se aspetteranno perché tutto vada al modo in cui deve andare, magari non hanno più le risorse per esserci a quel punto e quindi alcune persone possono reinventarsi. altri devono sopportare, dipende poi ovviamente dalla situazione, ma capisci che non è tanto la situazione di per sé, è il come noi reagiamo, è il come noi affrontiamo quella situazione che fa totalmente la differenza. C'è una bella frase di Virginia Satir, che è una delle persone, delle psicopirateute che Bendler ha modellato all'inizio, quando ha creato la programmazione neolinguistica, Virginia Satir è solita dire, la vita non è come dovrebbe essere, La vita è quella che è, ma come affronti che fa la.
Differenza. Wow, wow, wow. Grazie. Senti, una domanda che mi veniva in mente mentre tu stavi parlando, hai detto delle cose meravigliose, grazie di averle condivise così le persone le possono ricordare spesso, risentirle ancora perché abbiamo capito che è molto importante risentire i concetti perché entrano in testa. Per quale motivo le persone, come hai detto tu, non agiscono? Cioè perché le persone aspettano Credo.
Che uno dei più grandi ostacoli all'azione sia la paura. e se ci pensi adesso la paura è dilagante. La comunicazione che stanno facendo tutti i media in un modo o nell'altro tende a generare quella paura e tu sai benissimo, perché ti ho sentito dirlo più di una volta, che la nostra paura ha una funzione anche proprio organica, che è quella di metterci in un assetto di fight or flight, un assetto di combatti o fuggi e molte persone che è bellissima questa risposta perché è quella che ci permette ovviamente di sopravvivere, ci ha permesso di sopravvivere, è super ok, dall'altro lato molte persone non sanno che in realtà essere in un assetto costante di fight or flight significa anche impedire al nostro organismo, al nostro corpo di rigenerarsi di curarsi, di ripararsi e di conseguenza se io sono in continua modalità attacco e fuga, in realtà sto spendendo energie, sto mettendo in crisi il sistema perché anche quando vado a dormire, tant'è che adesso leggevo proprio delle statistiche interessanti che la gente paradossalmente in quarantena dorme peggio. E perché? Perché attivo la maggior parte del giorno, magari a causa di pensieri latenti, tutto il nostro sistema nervoso simpatico, che non è proprio simpaticissimo in questi momenti qua, e quindi è quello che tende ad attivarci, che va benissimo quando stiamo affrontando una sfida, quando ci serve energia, quando è giorno e abbiamo bisogno di carburante, ma se lo uso tutto il giorno e anche di notte diventa un po' una.
Difficoltà. Certo, quindi il corpo va sotto stress e soprattutto quando ci sono questi momenti, questo sistema simpatico che entra in funzione, che è stato creato per farci sopravvivere, se si trova davanti a noi un leone, no? Dici, ok, cosa devo fare? Devo combattere o devo scappare? Quindi in quel momento lì il sangue viene mandato tutto all'estremità, l'adrenalina viene in corpo e ogni cosa è, ok, combattiamo o scappiamo? E quando si prende una decisione il cento per cento lì. E quelli non sono momenti in cui dici, meditiamo, andiamo un pochettino, cioè in quei momenti no, non posso. Quindi molto spesso succedeva che prima di questo corona covid-19 succedesse, parlavo del fatto della meditazione e la gente mi rispondeva a meditazione, non ho tempo, dice proprio così, non ho tempo. Quindi è un po' la stessa sensazione, cioè erano in una situazione di combattere o fuggire, cioè di stress, del sistema simpatico attivo al cento per cento e quindi non riuscivano a capire quello che dovevano fare, cioè rilassarsi. Quindi la cosa è che tu quello che voglio chiedere è questo, qual è la cosa, a prescindere, insomma, credo che le tue abitudini non siano, a parte il fatto di uscire di casa, ma c'è una sorta, puoi dirci, una sorta di routine che tu hai dalla mattina quando ti alzi per mantenere uno stato di equilibrio tra il sistema simpatico e il parasimpatico? Cioè che, quindi, stare un po' tranquilli quando si deve stare.
Tranquilli? Sì, allora, intanto io ho delle routine un po' particolari, sono, se vuoi, abbastanza appassionato di numeri e di dati, nel senso che c'è una volta una persona che ha detto una frase meravigliosa, dice, se non lo puoi misurare è semplicemente un'altra opinione e mi piace questo concetto. Quindi ormai io da due anni e mezzo a questa parte Ogni giorno quando mi sveglio, ad esempio, monitoro la mia attività simpatica e parasimpatica. Immagina questo, è come se mi mettessi un cardiofrequenzimetro, fai conto, per 50 secondi alla mattina quando mi sveglio vado in bagno, me lo metto su e questo mi misura l'HRV, cioè la variabilità cardiaca, che praticamente è un indicatore molto interessante di come hanno lavorato le tue ghiandole surrenali il giorno prima, vale a dire quanto stress hai creato nell'organismo. Esatto. Variabilità alta significa sei in ottima forma, il tuo cuore sta lavorando bene. Variabilità bassa significa hai prodotto tanto stress. Quindi io alla mattina mi sveglio e già come primo dato ho come sta lavorando il mio organismo. Se vedo che ad esempio sono in rosso, mettiamola.
Così. Hai proprio una cosa che ti.
Rombisura. Sì, sì, è un cardiofrequenzimetro che è agganciato a un'app. Molto semplice come concetto. Io ho preso la bella abitudine la mattina per capire. Non tanto la mia mente, perché la fregatura nel mio caso è la mia mente. Pensa al paradosso, no? Però io sono così tanto allenato, 25 anni che faccio il lavoro del coach, che lavoro nel cervello, nella PNL, che io ormai sono allenato al concetto del se mi pongo di arrivare là, io arrivo là. perché ho le strategie. Sono stanco? Riesco a sopportare la stanchezza. È dura? Riesco ad andare lo stesso. Perché ho le strategie mentali che mi aiutano nei momenti di difficoltà o quando c'è da tenere duro, insomma, di poterlo fare, di evitare di trovarmi scuse, quando il cervello mi dice, no? Parlavi di comunicazione interna mentre mi presentavi. È il concetto del... Cosa ti dice la vocina che hai nella testa, dai molla, ma è difficile. Ecco, io sono abituato, sono allenato a tenere a bada queste cose qui e gli studenti della PNL che conosci benissimo sai che ti danno questo input in più. Ma dall'altra parte quello di cui non mi rendevo conto è che non ascoltavo più il mio corpo, perché il corpo magari mi dava dei segnali, tipo sono stanco, qualunque fosse, ma il concetto era tanto la mia mente va là. Quindi avevo grande controllo qui, ma ormai avevo quasi come se fosse staccate le sensazioni del corpo, anche penso se mi occupavo comunque di benessere, di mentalità, di mi alimento bene, faccio sport, questo e quell'altro. Da quando ho iniziato a lavorare in questo modo, ho compreso anche cosa mi dice realmente dati alla mano il mio corpo. Quindi se oggi il mio corpo dice sono rosso, sono in rosso, non ho più la frenesia del devo allenarmi lo stesso, ma so che ad esempio oggi devo prediligere attività tipo relax, meditazione, autoipnosi, insomma poi qualunque cosa che invece mi permetta di. Quindi le mie routine per rispondere alla domanda cambiano relativamente alla mattina. Come sono messo? Se so che sono in gran forma, allora ho una routine, ad esempio quando fuori di qui è un allenamento di un determinato tipo, con una determinata intensità. Se invece mi rendo conto che sono giallo, se sono addirittura rosso, o non faccio nulla e mi dedico semplicemente a relax, meditazione, queste cose, oppure faccio una via di mezzo. attento. Se ho organizzato con te che andiamo a fare una corsa, scelgo di venire a fare la corsa lo stesso perché l'abbiamo già organizzata, ma so che il giorno dopo devo prendermi cura di me perché sto utilizzando delle batterie di riserva, mettiamola così. In questo ciclo entri poi in una situazione dove Mantieni il benessere e lo migliori sempre di più in questo senso. Dati alla mano, è anche bello comprendere come puoi andare in quella direzione, sapendo che ci stai andando, non semplicemente, ma secondo me sto.
Bene. Sì, sì, sì, assolutamente. Wow, wow, molto interessante questo. Grazie, grazie. Quindi c'è un'applicazione e c'è un frequensimetro che puoi.
Comprare. Si chiamano misuratori di HRV, che sta per Heart Rate.
Variability. Ok, che sarebbe che misura la variabilità tra un battito e l'altro.
Giusto? Perfetto, sì. Allora, il nostro cuore immagina questo. Io e te abbiamo 60 battiti al minuto. Cioè immagina il classico cardiofrequenzimetro, io e te abbiamo 60 battiti al minuto. però in realtà non è che il cuore va a ogni secondo, cioè non è che stanc, stanc, stanc. Sappiamo che quando ad esempio inspiriamo aumenta leggermente, quando espiriamo diminuisce leggermente il battito, ok? E quindi in media abbiamo 60 battiti al minuto, ma magari io sono top, magari io sono tac, tac, tac, esattamente sul secondo, e tu magari invece sei 0,61, 0,58. Quindi c'è una variabilità tra un battito e l'altro, ok? più è alta questa variabilità, più significa che il tuo cuore sta andando bene. Se io fossi che marco al 60 secondi, è controintuitivo, me ne rendo conto, se io fossi che marco ogni secondo, quello che accade significa che in realtà io sono stressato, il mio cuore non sta andando bene e quindi questo è un indicatore molto intrigante e molto.
Interessante. Se cade ogni secondo non va.
Bene? No, se fosse un metronomo non va bene perché vuol dire che ha bassa variabilità. Esatto, e tieni considerato che la variabilità cardiaca viene misurata in millisecondi. Adesso te l'ho esagerata, non si sta parlando di uno arriva a un secondo e mezzo e l'altro arriva a 0,5 per capirci, sono proprio millisecondi. E' intrippante, è intrippante. Io da quando ho scoperto questa roba qua sono esaltatissimo. E quindi ti dicevo la mia routine cambia a seconda di questo e di solito ti do le mie due routine. Quando sono bello verde, pronti via eccetera, mi alzo la mattina e a digiuno faccio attività fisica. Quindi a seconda che faccia pesi, hai visto che tipo di pesi mi sto inventando qua in casa, con la scopa e le casse d'acqua per fare lo spot. Oppure faccio la parte cardio, dove adesso ad esempio sto utilizzando le scale di casa e quindi faccio delle ripetute in modi diversi sulle scale. Oppure il garage giù di sotto, cosa avrò? centinaio di metri più o meno, forse 50 metri e giro di attorno un modello criceto per capirci, ma perlomeno per tenere su insomma la parte anche cardio. In casa fortunatamente ho i rulli per fare bici e di conseguenza ho la mia bici da corsa in casa e quindi insomma divido la parte cardio da quella diciamo così di pesi. Mentre se la mia HRV mi dice oggi signor Rosso amico mio, inizio la mattina invece con, questa io in realtà la faccio indipendentemente dalle cose, con alcune respirazioni particolari. Hai mai sentito parlare di Wim.
Hof? Wim Hof sì, sì.
Sì. Ok.
Iceman. Quindi voglio andare a fare appena Insomma, ci liberano, voglio andare a fare una... so che lui fa delle cose in montagna, sì.
Sì. È intrippantissimo anche quello, è tutta un'altra storia. Quindi faccio delle respirazioni particolari con il suo metodo, oppure mi metto a fare meditazione e tra l'altro ho comprato un elettroencefalogramma.
Portatile.
Sì. e quindi mi misuro anche in che onde vado mentre mi sto rilassando, così capisco anche dove e come sto facendo lavoro. Ancora una volta, così so se sto facendo bene oppure no.
Wow! Queste adesso me le segno tutte, se no vado su Amazon e speriamo che qui non consegnano, ma oggi oggi oggi si fanno acquisti. Bene, bene. Senti, ah, fantastico, belle cose, straordinarie, sono sicuro che gli amici a casa potrà prendere un sacco di spunti da questo. Senti, il linguaggio. Allora, tu sei un grande esperto di programmazione neurolinguistica, ok? PNL, il co-fondatore è Richard Bundle, di cui tu sei anche un strettissimo assistente. Ci siamo conosciuti proprio in Florida in quella occasione. Allora, Dunque, forse la gente l'ha sentito parlare del PNL. Potresti brevemente raccontare come è nata, così la gente ha un po' più, perché forse non credo di averlo mai raccontato e sicuramente raccontarlo da te ha un altro effetto, e poi quanto importante è programmazione neurolinguistica, quanto importante è il linguaggio per quanto riguarda la neuro, cioè la nostra funzionalità, il nostro sistema nervoso e tutto.
Quanto. Certo. Allora, intanto diamo una definizione di programmazione neurolinguistica. Per me la programmazione neurolinguistica è lo studio dei modi di pensare e di comportamento delle persone che hanno successo, che vivono il benessere, che stanno bene, che ottengono risultati. come è nata? È nata proprio da Richard Bendler e John Grinder che negli anni 70, quindi parliamo di una disciplina che ha una cinquantina d'anni, negli anni 70 si sono messi insieme e hanno cominciato a modellare, parola tecnica, quelle persone che eccelevano nel loro campo di applicazione. Quindi hanno preso, sono partiti dalla terapia e hanno preso tutti i più grandi terapeuti dell'epoca, e poi dopo hanno sdoganato rispetto alla terapia e quindi sono andato anche negli altri campi, all'idea di prendiamo i modelli di eccellenza, quindi persone che ottengono risultati, il loro criterio fondamentale era una persona che ottenga costantemente risultati, quindi per un terapeuta significava fondamentalmente far sì che il proprio paziente venisse.
Fuori. Praticamente le persone che riuscivano a fare veramente bene, in questo caso i terapisti, lo facevano bene, quindi i pazienti uscivano fuori, quasi tutti riuscivano a svoltare la vita, a essere trasformati, e dire che cosa fa, quali sono le strategie che usa o le.
Tecniche. Esatto, staccandosi dalle teorie, cioè a loro non è mai interessato il concetto di questa teoria qua che funziona, ma loro erano sulla pratica e a loro interessava queste persone cosa fanno, cosa dicono, come lo dicono e soprattutto come pensano per aiutare le altre persone in questi casi a ottenere risultati o per loro stessi a ottenere risultati. E da qui è nata la programmazione neurolinguistica, perché hanno preso quei comuni denominatori di queste persone e li hanno sistematizzati e resi disponibili alle altre persone che volevano imparare la stessa cosa. Un po' come se dicessi, caspita tu sei uno dei top nel tuo lavoro, nella tua professione, fammi capire in che modo inconsciamente utilizzi il tuo linguaggio, le tue convinzioni, i tuoi modi di pensare, come ti comporti. Non quello che mi puoi raccontare tu, perché quello che mi racconti tu è la storia che ti sei raccontato. A noi non interessano le storie. A noi interessa notare le cose che inconsciamente fanno le persone, perché è lì dove c'è la vera maestria. Questo è il motivo per cui magari un grande campione non necessariamente è un bravo allenatore. Perché? Perché un conto è, oh, a me viene facile farlo, mi viene naturale farlo, perché magari mi sono allenato tantissimo, attenzione, non perché sia semplicemente un fenomeno, ma mi viene naturale, inconscia quella cosa lì, mentre trasferirla ad un'altra persona non è necessariamente un lavoro inconscio. Devo comprendere questa cosa qui, solo che se è inconscio, quindi è inconsapevole, non lo so, non riesco nemmeno a portarla dall'altra.
Parte. di poche parole, se lo faccio, perdonami se è giusto per capire perché magari le persone a casa vorrei che arrivasse questo concetto chiaro, è come se, mettiamola molto semplice, molto banale, una torta al limone, la miglior torta al limone fatta dal migliore chef, Quindi lui semplicemente ha messo questa è la ricetta, però non mi viene uguale. Allora io voglio andare a vedere allo chef, l'osservo e cerco di capire esattamente cosa lui fa inconsciamente mentre fa praticamente tutti i vari passaggi. A quel punto capisco quali inconsciamente sono le cose e se le vado a toccare anch'io, allora riesco a ottenere quell'eccellenza che lo chef riesce a ottenere nel.
Risultato. Perfetto. La differenza tra una buona ricetta e una ricetta cattiva, tra virgolette, o non la totalità della ricetta, è che nella ricetta io ti metto dentro quello che penso di fare. Poi magari nella realtà io faccio un qualcosa di leggermente diverso. Mi ricordo quando sono andato via di casa che ho detto a mia mamma, mamma aiutami a resistere almeno tranquillamente in casa, dammi due dritte per come cucinare i basics, non voglio tante cose. E mi dice, ok, la pasta, pasta al pomodoro, fantastico. Allora, metti a bollire l'acqua e già lì per me era un problema. Quanta acqua? In che pentola? Ci sei? Quindi avevo bisogno di vederle le cose. Poi fa, metti un po' di sale. Qua cos'è un po' di sale? Perché mia mamma dà per scontato che dì un po' di sale così. Io di poco conosco il cime che passa da Parma e di conseguenza potrebbe essere di più. Quindi è questo il passaggio. E quando si parla di relazioni umane, quando si parla di risultati, queste cose che noi diamo per scontate sono infinite. Avere una persona che sa strutturare, schematizzare e trovare queste cose è quello che fa la differenza, quello che si insegna nei corsi di.
Programmazione. È straordinario l'esempio che hai fatto di te e di tua mamma, che lei è un'esperta, ha masterizzato il fatto di stare in cucina. Tu in quel momento no. Quindi quello che per lei era normale, era banale, per te doveva essere diciamo, no, fammi vedere, cioè praticamente quanta acqua, un litro, mezzo litro, tre litri, sale un cucchiaio, mezzo cucchiaio, che per lei era banale, ma per te no. Nel momento stesso che tu hai iniziato a prendere quello che lei inconsciamente faceva, a quel punto i risultati erano diversi, assolutamente diversi. Hai iniziato a migliorare la tua.
Eccellenza. Ti faccio un passaggio importante qua. Finché parliamo di cucina è evidente, parliamo di modi di pensare delle persone, parliamo di resilienza che è una delle parole che va alla grande in questo periodo qua. Caspita Walter, te ad esempio sei una persona che nella vita ha affrontato determinate sfide toste eccetera eccetera. Oggi se tu dici ad esempio in un post, ragazzi è importante che utilizziamo la mente in questo modo, che siamo positivi, che facciamo questo e facciamo quest'altro, magari per qualcuno verrebbe da dire, eh vabbè facile per te. No, non è facile per te, è che tu l'hai costruito, tu pensi oggi in un determinato modo. Quello che a me da programmatore neolinguistico interessa è comprendere quali sono le convinzioni che ad esempio Walter ha o il modo in cui vede la realtà che gli permette di ottenere quei risultati oggi. Prendo, sistematizzo, magari lo dico a te e poi lo insegno anche alle altre persone. È questo che si fa poi con le persone che ottengono risultati. Una.
Domanda. A prescindere dai campi, chef, atleti, presidenti di stati o di governi, quello che fa di una persona arrivare all'eccellenza sono più o meno gli stessi passaggi? Cioè c'è un denominatore comune che mette insieme queste persone di risultati.
Eccellenti? e ha a che fare con quella abilità invisibile che è il nostro atteggiamento mentale. Questa è la prima grande risorsa che hanno in comune queste persone. Io ho lavorato con tanti campioni sportivi che, per dire, gareggiano alle Olimpiadi, insomma, parliamo di top livello, e una delle cose più comuni che ho trovato in loro è che, ad esempio, nella loro convinzione c'è, io ce la faccio ad arrivare là. Poi attento, questa convinzione non sempre equivale alla realtà dei risultati, ma nella loro testa è se io mi ci metto, là ci arrivo. E infatti i problemi capitano quando, per qualche ragione, qualcosa che succede eccetera, iniziano a mettere in dubbio quella convinzione e dicono magari non sono più in grado, non ho più le stesse abilità, non ho più le stesse risorse ed è il motivo in cui di solito entro poi in gioco io perché chiedo un aiuto e li devo far risintonizzare su quello che pensavano prima, il modo in cui pensavano, il modo in cui vedevano la partita. Perché una persona quando pensa di potercela fare nella sua mente, diciamo così per renderla semplice, si crea un film particolare che è completamente diverso da quando invece pensa di non farcela. Allora, parlando linguisticamente, visto che mai chiesto della linguistica e credo che il come noi ci raccontiamo e raccontiamo le cose faccia una differenza pazzesca, provo a pensare già alla differenza tra una persona che ti dice non penso di farcela o una persona che ti dice penso di non farcela e uno dice Alessandro ma hai detto esattamente la stessa, cioè il concetto è esattamente questo. In realtà noi cosa facciamo? Analizziamo ad esempio le parole, la struttura di come le persone dicono questa cosa e se una persona dice penso di non farcela", ti sta dicendo sostanzialmente, ti sta dando una sua rappresentazione mentale che dice, sto facendo l'attività di pensare, di immaginarmi il non farcela, l'insuccesso. Se uno dice, non penso di farcela, ti sta dicendo che non sta facendo l'attività di pensare, di immaginarsi il successo. sono due concetti diversi che noi trattiamo, ascoltando bene quello che dicono le persone senza interpretarlo ma ascoltandolo, in due modi completamente.
Diversi. Secondo, e ti faccio gentilmente se puoi andare indietro. Allora, due frasi che per tutti possono essere la stessa cosa. Non penso di farcela e l'altra è penso di non farcela. Penso di non farcela è sta attivando l'attività del pensare di non potercela fare, di non potercela.
Fare. Quindi all'inizio di successo, quindi mi immagino il fiasco, mi immagino di non riuscire, mi immagino di essere deriso, mi immagino queste.
Cose. Immagina questo. Il non penso di farcela invece, non ho ben capito che cosa ha la.
Differenza. La persona sta dicendo che non fa l'attività di pensare, quindi non si immagina il successo. Ora se io te l'ho detta semplicemente così, quindi io semplicemente, uno dice ho l'immagine dell'insuccesso, l'altro dice non ho l'immagine del successo. Quale secondo te delle due è un lavoro un pizzico più lungo da.
Fare? Quella che ha l'immagine del non.
Successo. È certo, perché prima devi sbarazzarti di quella idea lì e poi puoi eventualmente aggiungerne un'altra. Con il secondo è, tra virgolette, più semplice, perché ti sta dicendo, guarda, io non mi sono mai immaginato di farcela. Ok, inizia a farlo. E ovviamente poi ci sono strategie. Perché, pensaci, se non accade prima qua nella tua testa, è difficile che lo vedi realizzato nella.
Realtà. assolutamente assolutamente senti allora è proprio rimanendo discorso del linguaggio il non si questo non quanto importante è stare attenti a e come usare perché questo non Si parlava nel corso che è come se l'universo non percepisce la negatività, è tutto inclusivo. Quindi spiegaci un attimo questa cosa qui di come usare il non e che effetto veramente che.
Fa. Sì, allora, la negazione, quindi quando noi diciamo non fare qualcosa, è un costrutto linguistico, cioè è razionale. Io e te lo comprendiamo. Se io ti dico, ad esempio, non uscire da quella porta che hai lì dietro, tu lo comprendi perfettamente. Magari ti viene in mente perché, oppure magari mi chiedi e da dove esco quindi. Quindi lo comprendi razionalmente. però vediamo cosa succede a livello fisiologico. Se io ti dico ad esempio, ok, ti faccio un esempio che è caro al mio amico Livio. Immagina un bel albero qua davanti, una bella quercia rigogliosa con i rami belli grossi e rigogliosi. Riesci a immaginarla?
Sì.
Perfetto. Adesso, e immagino anche le persone che si vedono da casa, adesso Non pensare a una scimmietta che sta volteggiando tra i rami, una di quelle col culetto rosa, la coda fatta così, non ci pensare. A cosa stai.
Pensando? Alla scimmietta col culetto rosa che sta.
Volteggiando. Diamo un altro esempio. Se ti chiedo, non pensare a come si chiama Baudo, il presentatore, non ci pensare. Quindi, per fare quello che ti chiedo io, tu che cosa devi fare? Prima cosa, capire qual è il soggetto. Poi tirarci una X sopra e distrarti dall'altra parte. Solo che quando tu fai questo, a volte, per alcune cose già troppo tardi, come quelle persone che arrivano da te e dicono, ascolta Walter, ti devo dire una cosa, ma non preoccuparti. mi metti il concetto in testa, perché, pensaci, ogni volta che noi neghiamo qualcosa, in realtà lo stiamo rinforzando nella mente della persona. Non so se dovrei usare questo esempio. In qualche comunicazione che è uscita un po' di tempo fa, che diceva questa città non si ferma, L'immagine mentale che dai al subconscio, all'inconscio delle persone in cui crei quell'immagine è del fermarsi. Molto meglio il continuo ad andare avanti, va avanti, ci sei? Perché quel non rischia di mettere, attento eh, l'abbiamo compreso tutti a livello razionale, ti sto parlando a livello inconscio, mette quell'immagine lì del fermo, del blocco, della mascherina e tutta questa comunicazione linguisticamente influenza il nostro inconscio e diventa a volte, può diventare un problema. Per chi di voi ha bimbi, ok? Quindi per le persone che sono a casa magari con dei bimbi a.
Casa. Lo seguono assolutamente.
Vai. Classicone. il bimbo che arriva dalla mamma che in cucina soprattutto in questi giorni qua e dice mamma posso portare di là il io i bicchieri e la mamma che lo guarda un po così però sai vuoi anche dargli un po di fiducia va bene amore mio porta di lato i bicchieri ma non rovesciare il latto non rovesciare l'acqua o qualunque cosa sia dentro ok Domanda, se io chiedo a te, se io dico a te, non rovesciare l'acqua, mi dici che immagine ti viene nella.
Mente? Sto rovesciando l'acqua, sì sì.
Sì. Per un bambino sai come si chiama questo? Obiettivo. Dice, ok lo so fare.
Guarda. Allora, come mai questa cosa qui? C'è stata una si può parlare di maleducazione che si è tramandata di generazione in generazione in generazione e che continuiamo a vedere. Io l'altro giorno ero fuori nel giardino, c'era una signora col bambino, con sua figlia, e continuava a dire non fare così, non fare così, ti ho detto di... e più glielo diceva, più, guarda caso, la bambina lo faceva. Quindi era tutto un non, ogni frase partiva col.
Non. Sai qual è il passaggio? Il nostro cervello per funzionare bene ha bisogno di direzioni, ha bisogno di istruzioni precise. Ecco perché Richard Bender in maniera provocatoria si vuole la chiamata programmazione neurolinguistica, perché a un computer quando lo programmi non dici non fare questo, gli dici fai così. Così funziona in maniera analoga se vogliamo usare questa metafora forse un po' forzata, il nostro cervello. Quindi in questo caso io devo imparare a dire alle persone quello che vogliamo che facciano, perché dirgli quello da non fare è ok, mi dà però solo un lato della cosa. Quando le persone vengono in coaching con me, non ho idea di quante persone all'inizio della sessione la mia prima domanda è, cosa vuoi? come posso aiutarti? Perché mi hai chiamato? Cosa vuoi?" E le persone ad esempio mi dicono, guarda, non voglio più vivere questa situazione. Io dico, ok, perfetto, quindi? Cosa vuoi? Ah, guarda, non voglio più stare male così. Ok, perfetto, quindi? Cosa vuoi? Sfogliermi da questa situazione qua. e io devo fare la meditazione dove mi aiuto. Ok, guarda il labiale, cosa vuoi al posto di quello? E gli devo chiedere magari tre volte perché le persone sono così tanto abituate a pensare a quello che non vogliono che non hanno mai usato il tempo per capire quello che vogliono e quando gli sposti la testa in quella direzione spalancano gli occhi e dicono, ah mamma mia non ci ho mai pensato e non so scegliere. almeno si lavora su.
Quello. Esatto e come io dico sempre quando vai a fare la spesa non fai la lista delle cose che non vuoi, fai la lista delle cose che vuoi e molto probabilmente almeno 100% delle volte uscirai col carrello con le cose che vuoi più altra roba perché quando vai al supermercato non hai visto nessuno entrare con la lista delle cose che non vuoi. Quindi, esattamente la lista così è che non siamo abituati. Ma dico io, perché sei più bravo a decidere, a determinare quello che vuoi mettere nel freezer o nel frigo piuttosto di quello che vuoi mettere nella tua.
Testa? Si, come hai detto tu, è una, se vogliamo chiamarla come hai detto, maleducazione o piuttosto in realtà è perché il nostro sistema nervoso è più recettivo al dolore e quindi vuole distruggarsi immediatamente da una cosa che potenzialmente gli fa male rispetto al piacere, andarmi a cercare una cosa che mi gusta. Il dolore è un'ottima arma di motivazione sul breve termine, perché è quello che ti fa dire basta, stop, ed è quando proprio la sensazione di determinazione che hai quando non ne puoi più, sai che è una sensazione fortissima che ti fa essere diretto, deciso, andare. ma poi una persona non può essere solo motivato dal dolore e dallo star male, perché altrimenti diventa una sofferenza continua e quindi devi imparare ad agganciarsi al cosa vuole, al perché è importante andare là, a uno scopo, a un piacere che dona.
Piacere. Quello va allenato, nel senso che noi non siamo fatti naturalmente per far quello, cioè non siamo fatti naturalmente per star lontano dal dolore, ma non per andare verso il.
Successo. In realtà il nostro cervello è progettato, è disegnato proprio per avere una direzione, solo che se noi non gliela diamo diventa un casino. Quella è un'abitudine mentale, ok? È come le persone che hanno l'abitudine mentale di vedere tutto quello che non sta andando in una determinata situazione. Va benissimo un prover e solver o se stai pianificando un qualcosa ma non può essere la tua unico il tuo unico mindset che hai la tua unica mentalità del in ogni cosa c'è sempre qualcosa che non mai mi focalizzo su quello perché altrimenti poi non ti godi neanche mai la vita cioè sei sempre in modalità risolva il problema risolva il problema risolva il problema a volte è semplicemente il la vita non è perfetta ma c'è una marea di cose per cui stare bene e per cui godersi quello che stai facendo.
Assolutamente. Ale, ho ancora due domande. È veramente molto interessante. Avevamo deciso di fare un tipo di... ma poi si è aperto veramente un mondo ed è fantastico. Allora, io... nel mio modo di pensare, nella trasformazione, la mia parola chiave è trasformazione. Nella mia vita mi sono trasformato diverse volte. Io credo che le persone si trasformano. C'è una trasformazione continua. Da piccoli esseri così siamo diventati alti, no? Dieci anni, quindici anni, vent'anni, il corpo si è trasformato, ma non solo il corpo, anche noi. E soprattutto ci siamo trasformati. E tutte le volte che io ho capito, tutte le volte che mi sono trasformato, cioè tutte le volte che ci siamo trovati davanti a un muro, ho cercato di capire quali sono state le tre cose e sono venuto fuori che la prima è riconosci e accetta che hai un problema, c'è un problema, c'è un muro, devi vederlo, molto spesso non lo vediamo, la seconda cosa è trovo la motivazione per superare quel benedetto muro, io ho chiamato la motivazione ti fa alzare il culo dalla sedia e la terza è l'obiettivo, l'obiettivo che ti porta dall'altra parte. Quindi questa è un po' la cosa. Io volevo chiederti, qual è stata la trasformazione più difficile nella tua.
Vita? Se c'è stata. Sì, sì, più di.
Una. E cosa hai capito da quella trasformazione? Perché quando l'hai superata non eri più la persona che aveva affrontato il mondo. Quindi eri l'Ale 3.0 rispetto al 2.0. E cosa hai.
Capito? Allora, una delle mie più grandi, ne ho forse parlato, guarda, credo forse una volta ne ho parlato di questa cosa qua. Uno dei miei più grandi muri che mi sono trovato a sbatterci il muso contro, perché proprio non l'avevo visto, fu questo. Una volta con dei miei, immagina il mio gruppo dei pari, quindi eravamo tutti tutti allo stesso livello più o meno nella nostra azienda, stavamo tenendo un corso interno, un addestramento interno e avevamo fatto una sorta di feedback 360, non so se è uno strumento aziendale dove fondamentalmente ricevi feedback da tutti i tuoi pari livello, in maniera molto diretta. Noi avevamo fatto una roba molto brusca, molto diretta, come dire, pane pane e vino al vino. E a un certo punto, una persona che lavorava con me dice, Ale, secondo me un'area di miglioramento importante è che non ti lamenti mai. e io guardo come per dire, non ho capito rifammela, fa sì Ale tu non ti lamenti mai, va sempre tutto bene, sei perfetto e io pensavo tra me e me. è una bella cosa non lamentarsi. Io ho sempre ritenuto una cosa importante nella vita che le orecchie delle altre persone non sono un cestino della spazzatura in cui buttare i tuoi rifiuti e di conseguenza a me non viene da lamentarmi e non mi viene da ammorbare le persone con questa cosa e quindi non capivo e gli ho detto scusami visto che io la ritengo una cosa buona, mi spieghi meglio quello che stai dicendo". E lui mi dice, ok, a te piace aiutare le altre persone? E faccio sì, il mio lavoro mi porta ad aiutare le altre persone ovviamente ogni giorno. E mi fa, e che sensazione ti dà? E gli ho detto, mi soddisfa il mio bisogno di importanza, di riconoscimento sicuramente, il mio bisogno d'amore, di unione. E quindi quando queste persone stanno meglio grazie al tuo intervento, tu stai bene, ti dà uno scopo, ti dà un significato. E gli ho detto, sì. Pensa che tu stai privando tutti noi di questa sensazione. e io ho detto ok super e allora da quel momento non ti dirò non è che mi lamento perché non è non fa parte del mio dna ma ho imparato a chiedere aiuto ho imparato a dire nei momenti di difficoltà cioè non il concetto del... oh, senti, non mi piace questa cosa per il gusto di lamentarsi, d'accordo? Perché per me quella è sterile, fa solo casino. Invece ho imparato al... Walter, senti, sono in difficoltà. O Walter, sono giù. O Walter, ho questa cosa qua. mi dai una mano e ho notato che le persone, caspita, quando ho iniziato a chiedere aiuto erano di un... io pensavo di ammorbarle o di metterle in difficoltà o di chiedergli un sacrificio in più e loro erano felicissimi invece di poterlo fare per me anche in riconoscenza a tutto quello che io stavo facendo sempre per loro. Questo per me è stato uno dei muri, diciamo così, perché all'epoca non me ne rendevo conto di questa cosa. e mi ha proprio fatto cambiare molto questo.
Atteggiamento. Vale, fantastico. Detto da te, una persona come te che sei un esperto, hai aiutato le persone a trasformarsi nella nuova e migliore versione di sé, a dare il massimo in ogni campo, nella vita personale e professionale. E quindi uno dice, ok, lui è imparato, no? Come si dice. Invece il fatto di dire, no, di accettare questa cosa qua è veramente una grande evoluzione. Aiuta soprattutto le persone che stanno ascoltando in questo momento, perché loro, sai, vedono me e dicono, vabbè, quello è famoso, quello è. Vedono te e dicono, vabbè, lui ha studiato, eccetera, è un esperto, io non sarò mai. Invece, quando vedono che siamo umani, che anche noi arriviamo a un punto in cui abbiamo bisogno di aiuto e lo chiediamo, dicono, wow, allora io che chiedo aiuto va bene? Esatto, va bene. Cioè, chiedere aiuto. Anche Tony Robbins, che è uno dei più grandi coach, lo dice, io ho tre coach. Ora, non è che loro sono meglio o non meglio, ma io ho bisogno di tre persone con cui mi confronto e che mi dicono no guarda così così così così e molto spesso noi abbiamo questo ego e io lo so perché combatto tutti i giorni e quindi di andare tutti i giorni a.
Dire.
Ok dare la possibilità a qualcuno di aiutarti è un grande gesto d'amore. Grande gesto d'amore per te, perché lasci andare e perché permetti all'universo di aiutarti attraverso le persone, attraverso Alessandro, attraverso i nostri amici, Marco, Roberta, e poi permetti all'altra persona di contribuire e alla sera dici, cazzo io stasera ho aiutato Ale, stasera ho aiutato Walter, No, si guarda lo special, cazzo, ma allora posso fare qualcosa? Cioè, valgo esattamente, cioè, puoi dare, non ha importanza chi sei, che livello, tutti possono dare, tutti possono fare. Grazie, Ale, guarda, meraviglioso, questa condivisione è straordinaria, grazie. Ancora una cosa, Dunque, tornando al discorso di prima, come si fa? Proprio perché le persone, da quello che abbiamo capito, non sono allenate a chiedersi cosa vogliono, ma allenate a chiedersi cosa non vogliono. Come possono una cosa, un'azione da fare o un qualcosa, un piccolo esercizio, qui facciamo un call to action, un piccolo esercizio che possono fare per allenare ciò che vogliono? Quale potrebbe essere un esercizio che potrebbero fare magari tutti i giorni, che possono allenare quella cosa di girare l'occhio da non più quello che non vogliono, ma quello che.
Vogliono? Per me c'è una domanda chiave che le persone è importante che inizino a farsi ed è 1. Cosa voglio invece? Cioè, se le persone sono focalizzate su, caspita, non mi piace questa cosa qua, non mi piace il lavoro che sto facendo, non mi piace la relazione in cui sto, non mi piace… la domanda da farsi è, cosa voglio invece? che questo è quello che ti porta dall'altra parte, poi magari non significa in automatico me lo chiedo e quindi lo ottengo, però cominci a comprendere quali sono i criteri, quali sono quelle cose che mi fanno stare bene e poi, come hai detto te, nel piano che fai Dopo che hai la consapevolezza del muro, che hai detto la consapevolezza del muro serve la motivazione, serve l'obiettivo, poi c'è una cosa importante che lì in mezzo ovviamente ti porta l'obiettivo, che è l'azione, che è il fatto di tirarsi sulle maniche, agire e lì serve una strategia. Allora se io ho una strategia per ottenermela, me la vado a prendere, altrimenti devo impararmi una strategia. La PNL Cosa ha codificato? Quelle strategie di queste grandi persone che ti permettono di andare in quella direzione. Quindi ti serve una strategia per ottenerla. Ma il primo passaggio è la domanda, cioè è spostare quella attenzione mentale. Perché sai qual è il grande problema di cui soffrono moltissime persone? Che quando credono, non tantissime persone, tutti noi, è un errore di valutazione nel quale quadriamo tutti quanti, quando noi siamo convinti di qualcosa, noi andiamo a cercare solo quei riferimenti che confermano quella cosa di cui noi siamo convinti. Quindi noi ci guardiamo in giro, se io penso che il governo stia gestendo male questa crisi qui, io ogni cosa che vado a cercare, anche paradossalmente dico vado a cercare dati vergini per vedere se mi posso sbagliare, in realtà io vado a cercare tutto quello che conferma la mia idea iniziale. Cioè ci hanno vinto il Nobel nella psicologia. per questi errori di valutazione.
Qua. È lo stesso concetto per cui quando compri una macchina e ti ritrovi praticamente la stessa macchina da tutte le parti o.
No? leggermente il meccanismo che allora quello che dici tu è il nostro sistema attivante che è come un focus della macchina fotografica e questo nostro tema che funziona come un focus della macchina fotografica è quello che causa quell'errore di valutazione di cui ti parlavo prima perché esclude tutto il resto quindi quindi sì diciamo che quello che dici tu è lo strumento con cui quale si crea questo errore di valutazione e quindi se io penso a tanto non posso cambiare questa cosa vado a cercare tutti i motivi per cui non posso cambiare questa valutazione. Quindi la cosa da fare è prima chiederti e cosa voglio invece al posto di questa cosa qui? Questa è una prima domanda e poi mettere in discussione l'idea che sia sempre così, o debba essere sempre così, e cercare dei riferimenti diversi. Scusa, persone ad esempio dicono, ma sai io sono fatto così e ho sempre fatto così, quindi farò sempre così. Aspetta, ci sono delle cose nella tua vita che hai cambiato? Magari uno dice, vorrei mettermi a dieta ma tanto con me le diete non hanno mai funzionato. Ci sono cose, situazioni, altri campi della tua vita dove hai magari cambiato delle.
Abitudini?
Ok. Magari sì, ho smesso di fumare. Caspita, hai smesso di fumare, quindi abitudini forti. Puoi applicare, vuol dire che hai le risorse per cambiare un qualcosa all'interno della tua mente. Eh ma questo è troppo forte. Ci sono mai state volte nella vita in cui hai fatto delle cose che ti sembravano troppo forti ma poi le hai fatte? La funzione è quello che dicevi tu prima. Noi siamo esseri che ci trasformiamo sempre. Alcune persone mi fanno impazzire perché dicono eh ma sai io sono sempre stato così oppure tanto il passato è sempre stato noi cambiamo costantemente le nostre convinzioni. Penso ogni tanto Facebook mi manda del è successo undici anni fa o dieci anni fa e guardo la foto e dico ma come caspita ero vestito e mi pareva essere figo in quel momento lì. Perché poi dopo le nostre abitudini cambiano, le nostre mode cambiano. quindi cambiamo anche noi ragazzi, è.
Questo. Assolutamente, e quello che dico anche della rivincita, no? Io ho fatto questo club della rivincita perché dico che le persone sono dei vincitori e tu sei un vincitore, non te lo ricordi, ma quella volta che hai iniziato a camminare, tu eri piccolino, vincere non vuol dire solo l'Oscar, vuol dire fissare un obiettivo e raggiungere alla fine arrivare a fare quello. E anche camminare, uno non è che dice, vabbè, l'ha provato 3-4 volte, basta, non ci provo più. No, hai continuato a farlo finché non hai camminato, andare in bicicletta, nuotare. Quindi quelle lì sono vittorie e hai fatto sicuramente tante altre.
Cose. Se ci pensi, noi veniamo dalla più grande delle vittorie. Cioè, se una persona dicessi, ma se in una gara dove ci sono milioni di corridori e roba del genere, tu vincessi, ti sentiresti un vincente? Sì, ecco, quella gara lì l'hai vinta al concepimento, perché quello spero che tu voli ne ha fatta di strada e ne ha dovuto spingere gli.
Avversari. Ci sono milioni che volevano andare.
Assolutamente. è una vittoria.
Assolutamente. Fantastico, fantastico. Ali, guarda, è stata è meravigliosa questa questa chiacchierata è meravigliosa e tu sei simpaticissimo insomma. se non lo seguite, seguitelo ragazzi su Instagram, sui social perché perché oltre a dare veramente indicazioni e eh tutte informazioni veramente utili per capire come funziona eh la nostra mente ma è veramente simpatico. Come dicevo prima, quando unisci la delle persone che vogliono eh seguirti vogliono di più dove ti possono trovare? Dove ti come ti possono.
Contattare? Su qualunque social io ci sono Instagram, ho la mia pagina pubblica Facebook eh LinkedIn, Twitter, sono dappertutto, quindi se uno googla Alessandro Mora, coacho Alessandro Mora PNL vengo sempre fuori io e poi dopo da lì c'è il mio sito, insomma ci sono tutte quante i vari modi in cui uno mi può.
Contattare. Ok, man. Ok.
Grazie. Facciamo una molto semplice.
Insomma. Grazie, man. Senti, per ora, grazie. Non vedo l'ora di.
Abbracciarti. Anche io. Mi è stato un piacere e ti volevo io ringraziare per queste splendide occasioni e questa bellissima modalità che hai. Te l'ho detto già da quando ci siamo visti. È proprio bello vedere come una persona comunque di fama, di successo, sia così umile, così raggiungibile e che si mette così tanto in discussione, io ne ho viste veramente pochi, quindi volevo a te ringraziarti, farti i complimenti, continui ad essere così perché stai portando un aiuto immenso alle persone. In mezzo a questo magari poi ci sono i messaggi classici, tutti quanti abbiamo degli haters, ma quelli ci sono sempre. Una volta ho letto un messaggio, mi ha fatto morire, dice Vedi, gli haters, cioè se tu cammini sulle acque, cioè se in Gesù cammini sulle acque, gli haters ti dicono, ah ma cammina sull'acqua perché non sa nuotare. Il modo per vederla in maniera diversa ha anche una cosa straordinaria come stai facendo e io l'apprezzo veramente tanto, quindi grazie a te per tutto questo, è un piacere essere a parte e quando vuoi ci sono per fare tutte le chiacchiere del.
Mondo. Perfetto, ti ringrazio Ali, grazie per le tue parole. eh da se eh ci vediamo presto ci vediamo presto adesso tra l'altro eh parlerò anche con Livio perché mi piacerebbe tanto fare una chiacchierata anche con Livio sei una persona straordinaria ed è questo che ho eh da quando c'è stato questo cambiamento nella mia vita io ho deciso di non fare più televisione eh sto incontrando persone meravigliose che come voi che da tanti anni e quando io sento voi che no venticinque anni Livio e io dico, wow, io in questi anni che cosa stavo facendo? Comunque, va bene così, tutto quanto è.
Servito. Assolutamente, assolutamente. Anzi, stai facendo dell'esperienza che poi ti permette oggi di essere una guida così e mandare questo messaggio a tante più persone, quindi è una bella.
Cosa. Grazie, Ale, grazie. Grazie di cuore e ci vediamo.
Presto. È un piacerone. Ciao a tutti per l'ascolto. Ciao.
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