Walter Nudo intervista il Dr. Massimo Spattini

Walter Nudo talks with sports medicine doctor Massimo Spattini about eating, sleep, and immunity during COVID-19. Visceral fat drives chronic inflammation that worsens the virus. Spattini recommends 1 to 3 grams of vitamin C daily and cutting refined carbs when you're less active. Emotional eating on sugar and refined carbs creates dependence.
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Voglio presentarvi il dottor Massimo Spattini, specialista nella medicina dello sport, nelle scienze dell'alimentazione, nonché certificato dell'anti-aging americano. Allora ragazzi, sono molto molto onorato e fiero di avere quest'ospite oggi e grazie, grazie di cuore perché Devo dire la verità, io insieme a molti altri della mia generazione, quando eravamo in palestra nel fine anni Ottanta e facevamo i primi pesi e le prime panche piane, tutte un po' rugilite, guardavamo nelle copertine un grande italiano che faceva davvero spazio nel culturismo. e e non solo ha fatto tanto nel culturismo ma ha fatto tantissimo nella medicina. Allora voglio presentarvi il dottor Massimo Spattini che è eh specialista nella medicina dello sport e nella delle scienze della dell'alimentazione nonché certificato del dell'anti-aging americano.
Giusto Massimo? Esatto, esatto, esatto. Grazie anche a te per l'invito, poi per me è un piacere perché siamo amici e quindi fare delle cose con gli amici è sempre divertente per me. Poi so che mi stai dando da fare per un tuo progetto che assolutamente condivido, un progetto finalizzato a fare del bene alla gente e quindi in questo contesto ho la fortuna di aiutarti e sono contento anche per questo.
Ti ringrazio Massimo, ti ringrazio. Allora, beh, questo momento particolare, più che particolare, non so neanche come scrivere, non voglio neanche usare dei termini, no? Però è quello che è, il coronavirus, la gente a casa, tu sei un grande esperto di alimentazione, un grande esperto di allenamento, no? Hai fatto, sei stato un grande atleta e dunque, volevo dirti questo, Massimo, poi magari spaziamo in altre cose, poi siamo esperti in tante altre cose. In questo momento le persone tendono a stare in casa e a buttarsi sul cibo, ok? Iniziano a buttarsi sul cibo, a mangiare dolci, a... Questa cosa qui, perché magari sono particolarmente stressati e magari sono stressato, si buttano sul zucchero, sul cioccolato, eccetera. Come... si può sgarrare ma senza farsi così tanto del male? Cioè quando arriva questo bisogno cosa si può fare senza andare a complicare di più le cose il nostro sistema?
Innanzitutto bisogna cercare di capire se questo bisogno di cibo è un'esigenza fisiologica o oppure semplicemente, come dicevi tu, qualcosa che parte da uno stato emotivo, che può essere anche la semplice noia, ma appunto il nervosismo, l'ansia, la depressione. Perché se c'è un'esigenza fisiologica, quale può essere per esempio un calo della glicemia, un abbassamento appunto degli zuccheri legato al fatto che magari una persona ha mangiato dei cibi in maniera squilibrata nel pasto precedente oppure da tempo che non mangia, questo abbassamento della glicemia crea proprio nell'organismo un bisogno di assumere dei carboidrati che possono rialzare la glicemia e quindi questo fondamentalmente è un bisogno fisiologico che è giusto a secondare. Viceversa, la fame dettata dal nervosismo, dall'annoio e dalla depressione è una fame che andrebbe controllata, perché altrimenti ovviamente porta a un'introduzione di alimenti in eccesso, spesso sono alimenti, quali appunto ce n'eravamo prima, agli zuccheri, ai dolci, ai carboidrati, che tra l'altro hanno degli effetti negativi sulla salute. poi magari ne parleremo meglio. Allora, come si può fare per cercare di capire la differenza tra questo tipo di fame? Per esempio, una maniera può essere quella che nel momento in cui c'è questa crisi di fame, si chiama questo carving, verso un alimento che ti viene voglia di aprire il frigo oppure mangiare una scatola di biscotti o quello che è, magari bisognerebbe trattenersi un attimo e per esempio, tu sei un maestro in questo, fare delle respirazioni controllate, cioè lentamente, inspirando in cinque secondi, gonfiando l'addome, si chiama respirazione diaframmatica, espirando dalla bocca sempre lentamente in cinque secondi, questa maniera e magari anche visualizzando delle immagini che possono essere rilassanti, per esempio un'immagine tipica che si può visualizzare è quella di visualizzare delle onde, onde del mare alte che mano a mano, col passare dei secondi, si abbassano sempre di più fino ad arrivare al mare calmo. Ecco, a quel punto è una fame di tipo nervosa, ansiosa, questa esigenza di buttarsi su cibo potrebbe diminuire e quindi abbiamo superato quel momento, quella crisi un po' per il nervosismo che ci porta verso questi cibi e così siamo usciti a controllare questo meccanismo di fame nervosa e poi considerare che in realtà lo diciamo nei confronti del cibo di tipo compensatorio. Noi siamo abituati, fin da quando siamo neonati, al fatto che quando il bambino neonato piange, la mamma gli offre il seno, lui lo succhia e c'è questo sapore dolce del lattogeno, in questo caso, che ha una rassurrezione curante il bambino. Il gusto dolce ha nel nostro caso un effetto tranquillizzante, sia per questo ricordo ancestrale, ma anche perché in realtà i carboidrati, tramite la modulazione di un ormone che è l'insulina, aumentano il passaggio di un aminoacido nel cervello. Questo aminoacido è il precursore di un neurotrasmettitore, cioè di un ormone nel cervello, che è la serotonina, che produce una sensazione di rilassamento. Pensa che adesso per la depressione si danno soprattutto dei farmaci che si chiamano antiserotoninici, cioè inibiscono il riassorbimento della serotonina in maniera che rimangano livelli più alti di serotonina nel cervello e questo è un effetto antidepressivo. Quindi aumentando con i carboidrati la produzione di serotonina nel cervello noi abbiamo un effetto antidepressivo. Per cui è questa la ragione per cui quando uno è depresso si butta su un dolce, sugli zuccheri. poi creano sbalzi dell'alicemia e questo porta a dei risultati negativi. Poi un altro problema nei confronti di questa tipologia di approccio verso il cibo di tipo compensatorio, infatti si chiamano comfort food, cioè andare verso un cibo che ti dà una sensazione di conforto, è il fatto che sempre i cibi ricchi di zuccheri, ma anche quelli ricchi di sale, soprattutto tutte queste combinazioni sono in grado di stimolare un altro ormone, che è la dopamina. La dopamina è proprio l'ormone del piacere. La dopamina è quell'ormone che viene prodotto in situazioni particolari, quali sono per esempio anche il sesso, che vengono prodotti anche da esperienze molto forti, come può essere il paracadutismo, ma anche il gioco d'azzardo, l'uso di droghe come la cocaina, quindi ti danno subito una grande sensazione di piacere, che però a tempo facilmente crea dipendenza e quindi tutti quei comportamenti che ti fanno produrre dopamina alla lunga facilmente creano una dipendenza. Anche i dolci di zucchero possono facilmente creare dipendenza. Ho letto di uno studio dove avevano creato dei topi di quindi eh ovviamente non è facile gestire questa situazione lo zucchero perché c'è un Ti sento, ti sento.
Quindi un abuso di zucchero va a creare la dopamina che è molto simile a quello che la cocaina La dopamina.
È un ormone che è presente nel nostro organismo. È un meccanismo naturale che esiste perché certe cose ci devono produrre piacere perché noi le rifacciamo. Sennò è una gran fatica. E allora perché noi avremmo voglia di fare seda? perché produce la dopamina che è appunto un ormone che provoca piacere. Quindi noi tentiamo a rifarlo. Poi non bisogna esagerare perché sai che si può diventare anche dipendenti dal sesso, no? Esattamente. Quindi le sostanze che creano Ma è giusto, perché anche i carboidrati creano un po' piacere? Perché in effetti, ma pensa nell'uomo primitivo, non è che i carboidrati li trovava facilmente, l'uomo primitivo si cibava di vegetali che trovava, bacche, radici, fondamentalmente, e cacciagione, andava a caccia, quindi carne, proteine, grassi, i grassi animali, i grassi del cervello di cui si nutriva l'uomo primitivo. Carboidrati non c'era questa grande abbondanza, magari in estate di più perché c'era la frutta, Per cui diciamo che quando l'uomo primitivo trovava dei carboidrati ne faceva incetta, trovava un favo di miele, di api, col miele lo mangiava in abbondanza perché così ripristinava quelle scorte di energia sotto forma di glicogeno che è lo zucchero che viene stoccato, depositato nel fegato. i muscoli e però per fare questo doveva essere invogliato a fare i zuccheri e ti procurava del piacere, per cui era portato a mangiare zuccheri. Quindi quando trovava gli zuccheri ne mangiava più possibile, perché allora non c'erano in abbondanza Il problema è che adesso è in disposizione i carboidrati, perché li troviamo dappertutto con grande facilità e sono anche quelli che tra l'altro costano di meno. Quindi in un momento di crisi come questo, che ovviamente si traduce anche in problematica economica, è ovvio che un chilo di pasta che costa poco più di un euro ci mangia tutta la famiglia. È buona, si fa star bene. Tra l'altro la pasta in maniera specifica, oltre perché ha questi carboidrati che aumentano la serotonina, che è rilassante, magari anche un po' troppo, di fatto quando uno si mangia un piatto di pasta spesso cosa c'è dopo? La biocco! Ma ha delle gluteomorfine, che sono delle sostanze simili alla morfina. La morfina è un'oppioide e quindi anche quello crea piacere e crea dipendenza. È per questo che quando tu mangi un piatto di pasta stai particolarmente bene. Sono carboidrati quelli della pasta come quelli del riso, però se tu mangi un piatto di riso non hai la stessa sensazione di piacere, di benessere. Non ti viene di dire come sto bene, è vero? Invece con la pasta sì e questo ti porta alla dipendenza per cui chi mangia pasta la mangerebbe sempre e comunque.
Quindi quando ti viene questa cosa, prima cosa identificare il fatto che buttarsi su cose zuccherine, pasta, pan, eccetera, dobbiamo stare attenti perché peggioriamo.
Non abbiamo detto perché peggioriamo, a parte creare dipendenza. Uno, ovviamente lo capiamo tutti, mangiando tanto pane, pasta, riso, eccesso calorico, ingrassiamo e questa è una cosa che magari oggi che viviamo in una società dove l'estetica è importante, dal punto di vista psicologico diventa poi un boomerang. Noi mangiamo più carboidrati perché siamo depressi, diventiamo più grassi e dopo ci deprimiamo ancora di più perché ci vediamo peggio e ingrassiamo. Ma però in realtà ingrassare non è solo un problema estetico. Perché ingrassare, soprattutto quando aumenta il grasso interno nell'addome, si chiama grasso viscerale, Quello è un grasso che è un mix di tessuto adiposo e macrofagi. I macrofagi sono delle cellule del sistema immunitario che iniziano l'infiammazione. Il grasso viscerale, quello dentro l'addome, è un grasso infiammatorio. Le persone che hanno la pancia sono infiammate, hanno un grado di infiammazione cronica latente, si dice silente, ma che rimane sempre e nel tempo ti predispone a delle malattie croniche degenerative, che sono le malattie cardiovascolari, cioè infarto, ictus, il diabete, malattie di tipo neurodegenerativo, alzheimer, panchison, il cancro stesso. Non si muore da un giorno all'altro, ma aumenta il livello di infiammazione. Oggi più che mai, in questo momento, del coronavirus. Il controllo dell'infiammazione credo sia molto importante, perché abbiamo sentito tutti quanto in realtà il problema che condiziona l'esito favorevole o infausto dell'infezione covid-19 è proprio questo livello di infiammazione che deriva da un'eccessiva risposta immunitaria dell'organismo. Tanto è vero che stanno sperimentando dei farmaci che bloccano l'infiammazione. stanno sperimentando dei farmaci per trattare questa malattia covid-19 che non aggrediscono il virus perché ancora non hanno trovato un farmaco che aggredisca il virus ma che bloccando l'infiammazione rallentino l'evoluzione negativa perché questa infiammazione si praticamente rivolge contro i tessuti polmonari dell'individuo stesso E questa infiammazione è causata dalla risposta immunitaria dello stesso soggetto che ha contratto l'infezione, perché l'infiammazione all'inizio è una risposta per distruggere il virus e noi distruggiamo il virus tramite l'infiammazione, ma normalmente quando c'è l'influenza si genera un'infiammazione c'è l'aumento della temperatura corporea, ma questo aumento della temperatura corporea non è il problema, è la risposta del fisico per distruggere il virus, perché aumentando la temperatura corporea noi più facilmente distruggiamo il virus, quindi da un lato non bisognerebbe neanche deprimerla o reprimerla, per la sopravvivenza della persona stessa. Quindi la risposta infiammatoria che è finalizzata a distruggere il virus, quando è in eccesso, si ripercuote negativamente sui tessuti stessi, in questo caso specifico del polmone.
Il nostro sistema immunitario è talmente scabato che non riesce...
Allora, questa è la prima fase. Adesso entro in un discorso che è forse leggermente complicato. Questa risposta è quando il nostro sistema immunitario risponde in maniera troppo forte. risponde in maniera troppo forte in estrema razio, cioè all'ultimo momento quando sta cercando di distruggerlo, perché il virus è arrivato ormai in profondità, è arrivato nei polmoni e allora lì c'è l'ultima battaglia per la vita e la morte tra il nostro sistema immunitario e il virus. In realtà, se noi avessimo all'origine un sistema immunitario molto forte, il virus non atteccherebbe neanche, perché una volta entrato nel nostro organismo, e guardate che sembra dagli ultimi dati che il 70% della popolazione italiana sia contagiata dal virus, il 70%, ma tanti di questi nemmeno si ammalano. Qualcuno c'ha raffreddore, altri c'ha una febbricola leggera, altri fanno la febbre di più, altri una specie di influenza, altri una forma influenzale un po' polmonare, un po' più grave, ma non vengono ricoverati. Quindi bisogna capire perché a certi la passano così tranquillamente e altri invece devono arrivare ad essere intubati. Perché all'origine come noi siamo in grado di competere con il virus? C'è un equilibrio tra il terreno e l'aggressore. quindi se noi abbiamo delle difese immunitarie all'origine forti il virus non attecchisce cioè o in minima parte noi lo distruggiamo se invece noi abbiamo delle difese immunitarie basse lui entra passa non riusciamo a fermarlo va soprattutto a livello polmonare attecchisce prevalentemente e lì a un certo punto allora tutte le nostre difese, tutta la nostra infiammazione è l'ultima, ma corre il rischio il nostro corpo di essere colpito dal fuoco amico. Sai quando allora tu arriva l'esercito che cerca di sparare perfezionalmente c'erano andati anche i soldati nostri per combattere. Tu spari ma corri il rischio di colpire anche i nostri. Quindi questa risposta immunitaria in eccesso si rivebra a quel punto, siccome il virus è penetrato all'interno dei tessuti polmonari, anche contro i tessuti del polmone, correndo il rischio di distruggere i tessuti polmonari. Quindi alla base Quello che bisogna rendersi conto è che noi dobbiamo impostare degli striti di Ittacombri, perché noi dobbiamo essere noi forti, non dobbiamo confidare nel farmaco, che non sappiamo nemmeno se arriverà. Come fare quindi con l'alimentazione e l'attività fisica a tutta una serie di cose che servono? È tutto chiarissimo.
Quanto importante è fare colazione, pranzo e cena alla stessa ora. Cioè, adesso le persone vivono a casa, si svegliano quando vogliono, mangiano quando hanno fame, tutto svegolato. Solamente quello, solamente il fatto di mangiare, fare colazione, pranzo e cena, quanto è importante al di là di quello che si mangia?
Allora, guarda, tu devi sapere che il nostro organismo, il nostro corpo, le nostre ghiandole, ma anche ogni nostra singola cellula, un orologio biologico interno che scandisce i tempi e noi seguiamo i ritmi circadiani del nostro corpo. I ritmi circadiani sono regolati dai cosiddetti Zeitberger, un nome tedesco che significa che sono dei regolatori della nostra giornata. Quali sono i principali regolatori dei ritmi circadiani? Il primo è Il più importante è l'alternanza luce-buio. Il secondo è l'alternanza sonno-veglia. Il terzo è l'orario dei pasti. Poi, il quarto è l'attività fisica. Quindi, rispondendo in maniera più estesa alla tua domanda, l'alternanza luce-buio corretta è fondamentale. Noi sappiamo che già Quando ci passa dall'ora legale all'ora normale, già questo spostamento di solo un'ora crea in tante persone degli scombussolamenti, per non parlare poi quando viaggiamo da un continente all'altro e c'è il jet lag e abbiamo vari giorni in cui non ci sentiamo bene. Quindi il ritmo luce-buio è fondamentale. Il problema è che noi oggi, ma anche da tempo, pensiamo che nel giro degli ultimi 50 anni sia aumentata l'esposizione alla luce, ho letto di circa 5.000 volte. un dato impressionante. Recentemente sono aumentate tantissimo le esposizioni a quelle luci cosiddette blu, che sono quelle degli iPhone, degli iPad, dei computer, che hanno un effetto devastante proprio a livello della secrezione di melatonina. La melatonina è un ormone secreto dall'epifisi, una ghiandolina situata posteriormente nel cervello, che è il maggior regolatore di questi ritmi circadiani. Quindi se noi ci esponiamo a questa luce blu e soprattutto alla sera, quando invece dovremmo stare fisiologicamente al buio, alteriamo profondamente questi ritmi. Quindi uno deve scegliere determinati momenti della giornata, usarli e possibilmente non alla sera, perché alla sera fanno più danni.
Quindi non usare i cellulari alla sera?
No, non usare i cellulari alla sera. Non usare i cellulari, non usare l'iPhone, perché queste luci alterano la selezione della melatonina durante la notte, che è fondamentale per la relazione dei rincicadiani. E la melatonina stessa, che la stanno sperimentando anche come supporto nell'ambito della infezione del Covid-19, è un potentissimo antinfiammatorio e stimolatore del sistema immunitario. E purtroppo pensa a quelli che sono ricoverati in ospedale e si trovano in una struttura dove c'è la luce continua la notte che contiene apparecchi elettronici. quindi la luce melatonina è pressoché aggiungerebbe prendere in considerazione l'uso della melatonina anche in questo caso regolare quindi alletto e luce completamente anche quella della sveglia elettronica di fianco al letto perché è comunque tutto ciò che elettronico emette frequenze elettromagnetiche e come dicevo prima l'orario dei pasti che se ai nostri cittadini che contribuire a una routine che non avendo teoricamente niente da fare, ci si alza quando capita, si mangia magari quando si ha fame, si fa una vita ancora più disordinata e questo assolutamente peggiora la situazione. Invece creare una propria routine anche in questi giorni che siamo costretti a casa, quindi alzarsi sempre allo stesso orario, fare gli spasti sempre allo stesso orario, anche fare attività fisica, programmata possibilmente allo stesso orario non può altro che fare bene, perché ci inquadra, ci mette in carreggiata, ci fa seguire una routine che il nostro organismo fa propria e si abitua anche a livello cellulare a seguirla. Perché se noi siamo abituati a mangiare a un certo orario, noi poco prima di quell'orario cominceremo già a secernere autonomamente degli enzimi digestivi per cui digesteremo meglio quel pasto, perché noi siamo già preparati. Se invece mangiamo quando capita, il nostro sistema digestivo è spiazzato. grazie. Grazie. Grazie.
Le cose e che le persone io mi identifico in questa cosa cioè è vero è vero che mangiare questo mangiare quelli allo stesso cioè basta piccoli chiangamenti eh piccole diciamo una sequenza di abitudini per poter veramente migliorare il proprio stato. Ti volevo fare una domanda e sono sicuro che eh io so che ne di quanto è importante la vitamina C. Molte persone dicono che la vitamina C è un mandarini sconosciuto d'arancio. Allora, dove veramente si trova la vitamina C? Quanto è importante la vitamina C? E se importante è che prendano e integrano la vitamina C?
La vitamina C, come tutte le vitamine, è fondamentale perché, per definizione stessa, le vitamine non possono essere prodotte dal nostro organismo. certi animali producono vitamina C, autonomamente l'uomo no e deve introdurla dall'esterno con i cibi. Quando i marinai della flotta inglese andavano per mare e non avevano dietro abbastanza verdura e frutta, si verificava lo scorbuto, che era una malattia per cui la gente moriva. Poi hanno scoperto che invece consumando soprattutto frutta e verdura, in maniera specifica gli agrumi, che poi si è visto particolarmente ricca di vitamina C, questo non avveniva. Quindi la vitamina C è fondamentale. Dove si trova la vitamina C? Ho già detto prima, soprattutto frutta e verdura, gli agrumi ne sono particolarmente è saltato.
Un attimino e abbiamo perso gli alimenti che avevano la vitamina C.
Gli alimenti che contengono la vitamina C sono fondamentalmente del mondo vegetale, quindi frutta e verdura, e in maniera specifica gli agrumi, tutti gli agrumi, ma anche il kiwi. molto ricco di vitamina C, nel mondo vegetale il peperone è molto ricco di vitamina C. L'importanza di questi alimenti ci assicura un buon quantitativo di tanti. Il problema è però che oggi noi quando andiamo nei supermercati e prendiamo un frutto, prendiamo un arancio, non siamo sicuri che ci sia un contenuto di vitamina C reale come da tabella nutrizionale. Tant'è vero che avevano fatto degli studi dove si vinceva che magari in un arancio che doveva corrispondere a 100 mg di vitamina C, in realtà ce n'erano solo 5 mg. Quindi capite bene che secondo me oggi, siccome la catena alimentare è basata soprattutto sulla grande distribuzione, quindi a volte alimenti vengono anche colti che non sono ancora maturati e quindi non hanno prodotto la vitamina C, per esempio, che viene prodotta quando il frutto completa il suo ciclo di maturazione, poi magari rimangono sugli scaffali anche per del tempo e quindi quella parte di questa vitamina C si perde. Quindi io credo che l'integrazione con le vitamine ormai sia un obbligo di tutti. Ormai sia un obbligo anche per la gente normale, quindi bene integrare con vitamina C, magari scegliendo delle forme di vitamina C arricchite con dei bioflavonoidi, che sono sostanze naturali che potenziano l'effetto della vitamina C, perché la vitamina C, pur essendo un antiossidante, si può ossidare facilmente. Queste ulteriori sostanze, che sono dei polifenoli e che sono presenti, come dicevo prima, in altre sostanze e prodotti naturali, come la rosa canina, per esempio, e la cerola anche, contribuiscono a evitare questa ossidazione della vitamina C. Quindi la vitamina C è importante. Ormai ci sono tantissimi studi che dimostrano che ha un effetto fondamentale sul corretto funzionamento del sistema immunitario. Cioè i linfociti, cioè le cellule bianche del nostro sistema immunitario, hanno bisogno della vitamina C per funzionare in maniera corretta. Poi in periodi di stress come questo, dove facilmente noi abbiamo delle surranali che lavorano molto, e producono cortisolo, la vitamina C è fondamentale anche per la produzione del cortisolo e per il funzionamento dei surenali, quindi noi ne bruciamo ancora di più di vitamina C, quindi più facilmente siamo in carenza, quindi è giusto integrarla in misura maggiore. A proposito, prendo due parole sul fatto che della vitamina C se ne è parlato spesso oggi come fake news. dicendo che la vitamina C guarisca dal coronavirus, ma nessuno si è mai sognato di dire che la vitamina C guarisca dal coronavirus. Ma se la vitamina C come realmente fa? Serve per il sistema immunitario, il sistema immunitario, consumare adeguate quantità di preventiva, senza altra. In realtà ci sono esperimentazioni che sono state facoltative anche in America, dove usano la vitamina C in dovena, in pazienti ricoverati per Covid-19 e sembra che ci siano degli esiti positivi, perché la vitamina C ha un effetto antivirale, Mi chiedevi quanti grammi di vitamina C in un giorno? In questo momento andrei tranquillamente da 1 a 3 grammi al giorno di vitamina C, possibilmente frazionata in tre assunzioni al giorno, perché è una mia vita breve di circa otto ore. Quindi un'assunzione a colazione, una assunzione a pranzo, una assunzione a cena. L'ideale sono come assorbimento delle forme che siano più bioassorbibili, per esempio la vitamina C sublinguale che è un assorbimento paragonabile a quella endovena. o anche altre forme, come la forma liposomiale. Queste forme permettono di assorbire molto più in fretta e in quantità maggiore la vitamina C, che raggiunge concentrazioni più elevate nel sangue e riesce più facilmente a raggiungere questi effetti.
Perfetto, aspetto un attimo qui. Vi faccio vedere questo qui. Questo è il nostro amico.
Assolutamente. Vitamina C, Sprite, Cell Food. Cell Food fa un sacco di prodotti molto validi. Tra l'altro, a parte la vitamina C, io mi sentirei di raccomandare anche l'uso di Cell Food Base, che come tu sai è un donatore di ossigeno e sappiamo come oggi il problema legato anche all'evoluzione negativa del Covid-19 è proprio il fatto che, avendo problemi respiratori, Quindi sappiamo come la carenza di ossigeno, tant'è vero che normalmente usano l'ossigeno come terapia per queste persone quando se la vedono male. Senz'altro anche il Shelfood come datore di ossigeno può aiutare, oltre al fatto che ci sono degli studi in merito proprio col Shelfood che è in grado di possiamo avere un effetto positivo a livello dell'endotelio, cioè che sono delle pareti delle nostre arterie, del nostro sistema vascolare. Questo è importante perché oggi è stato dimostrato che Il problema non è legato solo a questo effetto negativo di infiammazione che causa questa polmonite interstiziale, ma anche c'è un'angiopatia, c'è un danno a livello della circolo sanguigno negli individui affetti da Covid-19. Quindi tutto quello che può aiutare la funzionalità dell'endotelio, e il cell food lo fa, ha un effetto positivo. E l'alimentazione. Se noi consumiamo molti zuccheri, un'alimentazione ricca di zuccheri, ma zuccheri non vuol dire solo dolci zucchero o le soft drink con lo zucchero dentro, ma vuol dire anche un eccesso di carboidrati raffinati. La farina 00 è equiparabile a uno zucchero, fondamentalmente, perché come viene assorbita nel nostro corpo si traduce in glucosio, che è uno zucchero, che appunto nel sangue...
Io non si trovava più farina 0, lo sai?
Sì, ho letto che le abitudini alimentari la gente compra più farina, pane, pasta, zucchero, appunto, probabilmente perché costano di meno e la gente si rifugia in questi tipi di alimenti. Non dico che si deve eliminare la pasta, per carità, però in un momento in cui l'attività fisica è estremamente limitata bisogna Bisogna limitare l'assunzione dei carboidrati che sono un nutriente finalizzato proprio a un consumo energetico di tipo dinamico, cioè per il movimento, per l'effettività fisica. I zuccheri che si alzano nel sangue producono degli cosiddetti age, si chiamano agenti di iglicazione, che corrodono le pareti delle arterie e creano un danno endoteliale. Quindi questo danno endoteliale creato da questi zuccheri nel sangue ovviamente mette una persona in una situazione di minor difesa, di più sensibilità all'aggressione di questo virus, che causa di per sé stesso problemi protrombotici, cioè tende a creare delle trombosi che poi danno il problema cardiaco. questo fenomeno protrombotico è già aumentato da questi zuccheri che aumentano queste sostanze, questi agi, come se arrugginissero le arterie, creando questo danno endoteliale. Quindi questo è un altro motivo per limitare gli zuccheri. Non è un caso che quando dicono che la maggior parte delle persone che muoiono per Covid hanno altre patologie. Andiamo a vedere le altre patologie. Quali sono? Soprattutto ipertensione, diabete, obesità. Tutte queste sono legate proprio alla sindrome metabolica generata dall'insulino resistenza che nasce da un eccesso di zuccheri, da un eccesso di carboidrati. E anche il cancro è uno di questi, anche se è stata legata per molti tipi di cancro a un eccesso di glucosio. Penso che c'è uno studio che dimostrerebbe che solo abbassare la glicemia delle donne da 95, perché 95 è considerata una glicemia normale, sai che i valori normali sono fino a 100, il diabete si considera più di 120, passare la glicemia da 95 a 85, abbassa del 40% rischio di incontrare tumore al seno. Questi messaggi sono messaggi che dovrebbero passare, nel senso che noi non dobbiamo dire che c'è la glicemia a posto, è ancora 95, è 98, il problema è quando è sopra il 100. No, quando comincia a essere sopra il 90 è già segno che qualcosa sta andando in una direzione non corretta.
Si dice che la cucina mediterranea è la migliore cucina del mondo.
È vero, è considerata un patrimonio dell'UNESCO, ma la dieta mediterranea non è quella che ne parlano in televisione i cosiddetti esperti, che ogni tanto compaiono in televisione e che io chiamo esperti di regime, perché dicono sempre quelle cose lì. La dieta mediterranea è quella del contadino, del cilento, che è stata studiata nel 1950 da uno studioso americano e che era fondamentalmente basata su un quantitativo abbondante di frutta e verdura, un buon consumo di pesce, perché il cilento è una regione che si sviluppa sulla costiera, sulla costa, un quantitativo abbondante di olio di oliva, e l'olio di oliva ha un notevole potere antinfiammatorio, quantità anche discrete di frutta secca oleosa e di semi, quindi grassi buoni, quantità moderate di vino rosso ricco di resveratrolo, fondamentalmente legumi, ma pane, pasta, riso, patate, non è che ci fossero contemplate nella dieta del contadino del cilento. Questa dieta qua, pane, pasta, pizza, patate, io la chiamo la dieta del 4P che porta la quinta P, la pancia. Però purtroppo la pancia non è un problema estetico. Abbiamo visto prima come è un problema che genera appunto malattie, che genera problemi di salute nel tempo, non subito. Noi adesso siamo tutti terrorizzati da questo coronavirus perché corriamo il rischio di morire in poco tempo. Paventano meno le vere quelle pandemie che ormai già da tanti anni sono in atto e sono riconosciute tali, che sono quelle delle malattie cardiovascolari, di tutta la gente che muore per malattie cardiovascolari, del diabete, che ormai sta aumentando tanto che si parla di diabesità, dell'obesità, che anch'essa sta aumentando in maniera esponenziale, e anche del cancro.
Molto spesso la gente dice, ah, il diabete, ho il diabete, ho 60 anni. Poi c'è un'altra domanda che voglio farti, però la gente ha 50-60 anni, ha il diabete, ma è normale, è genetico. Mio papà l'aveva, mio nonno l'aveva, eccetera.
Il diabete è quello di tipo genetico che il diabete giovanile è dovuto proprio a un problema legato all'assenza del gene che codifica la produzione di insulina. Il diabete di tipo 2 è quello che si manifesta più in tarda età ed è normalmente chiamato il diabete dell'adulto perché si manifesta in tarda età. È legato senza dubbio a una predisposizione genetica. Perché bisogna capire che no. Per esempio, la donna più vecchia del mondo è una francese, non mi ricordo il nome, che ha vissuto fino a 124 anni e fumava tutti i giorni. E non gli è venuto il tumore al polmone, perché geneticamente non aveva quel tipo di predisposizione. Però è altrettanto vero che noi, se abbiamo una predisposizione genetica ad avere il diabete, se non ce l'abbiamo probabilmente non lo sviluppiamo, anche se mangiamo male. Svilupperemo dell'altro, altre problematiche, ma non il diabete, se non abbiamo quella predisposizione genetica. Nonostante la predisposizione, se noi invece abbiamo dei comportamenti virtuosi e quindi mangiamo in maniera corretta, tenendo conto appunto di non mangiare troppi carboidrati che alzano la glicemia, facciamo attività fisica, no, il diabete non lo sviluppiamo, anche se siamo predisposti geneticamente. E quindi la salute fondamentalmente è nelle nostre mani in questo senso.
Quindi fai delle scelte per evitare questa roba qua.
Certo, ovvio. Non deve essere una scusa. Io sono predisposto, però se attuo dei comportamenti... La medicina oggi si basa molto sulla genetica e l'epigenetica, che è un termine un po' difficile, ma vuol dire quello che sta sopra la genetica. Faccio un esempio, noi abbiamo un appartamento dove c'è un impianto elettrico già fatto, dove quindi abbiamo nel nostro appartamento già tanti interruttori che servono per accendere tante lampadine. Quello è il nostro impianto elettrico, quella è la nostra genetica. ma siamo noi che poi possiamo decidere se accendere o spegnere una lampadina piuttosto che un'altra. Questo è quello che noi possiamo fare con l'epigenetica, cioè con il nostro comportamento. Spegnere dei geni negativi e accendere dei geni positivi che ci aiutino a contrastare le malattie, a contrastare l'imvecchiamento. Questa è l'epigenetica, cioè quello che noi possiamo fare con il nostro comportamento, con l'alimentazione, con l'attività fisica, con gli integratori con il nostro pensiero, perché assolutamente è dimostrato che il semplice pensiero è in grado di modificare le espressioni di determinati geni. Pensare in maniera positiva sembra banale dirlo, ma ha un effetto sui geni. La meditazione è dimostrato che ha un effetto sull'espressione dei geni, quindi non sono storielle. La meditazione ormai ci sono fior fior di studi scientifici. C'è anche il discorso della rabbia, del nervosismo che ovviamente crea situazioni negative, un'alimentazione ricca di zuccheri farinaci, troppe proteine animali, genera acidosi, troppa acidità. Quando a una persona nervosa gli dicono sei acido, c'era un collegamento. Perché la rabbia, il nervosismo aumenta l'acidità del nostro corpo, proprio l'acidosi, che invece deve essere in un pH equilibrato, neutro. quindi noi dobbiamo oggi cercare di aumentare i cibi che basificano, quali sono soprattutto le verdure, la maggior parte delle verdure, certe frutte eccetera, per equilibrare. La meditazione, bastano 20 minuti di meditazione e il pH del nostro organismo si abbassa, c'è un effetto basificante. Perché il sistema simpatico, che è quello dell'adrenalina e quello che ti serve per rispondere a un'aggressione, a una sfida, a un evento che quello che ti dà la carica acidifica, il sistema parasimpatico, che è quello del rilassamento, del down, della tranquillità, è basificante. Quindi capisco come è importante utilizzare tutte queste tecniche, queste modalità. Quindi quando siamo a casa, oggi che abbiamo tempo, andate tutti su rivincita club, iscrivetevi che vi regalano la possibilità di fare una meditazione guidata. Io l'ho già fatta assolutamente.
Sei esperto di altre cose, ma soprattutto sei esperto di anti-aging e sei la persona, io girando il mondo, sei la persona che ne conosce veramente più, non solo qua in America, ci sono persone americane che vengono da te, vogliono sapere, eccetera. Allora, per le persone qui, persone che hanno 50-60 anni, è possibile, io parlo spesso di trasformazione, no? La vita è una continua trasformazione.
La.
Legge la posè, nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma e forse noi siamo in grado di scegliere in cosa trasformarci, o se non altro possiamo dire la nostra. Allora, è possibile un corpo che non si è mai allenato, che non ha mai fatto niente, a 50 anni, a 60 anni, potersi trasformare ancora in qualcosa di... migliorare la propria vita e poi trasformarsi? Oppure no, a 50-60 anni quello che hai fatto è fatto da sede?
Sì, si può. Basta volerlo. Ovvio che non è facile. Non è che una cosa che si può ottenere vuol dire che sia facile. ci vuole l'impegno, innanzitutto bisogna rendersi conto che noi siamo il frutto di quello che abbiamo fatto, noi siamo la conseguenza delle nostre azioni e quindi non possiamo pensare di cambiare se non cambiamo le nostre azioni, cioè le nostre abitudini, quindi bisogna cambiare le abitudini. Questo non è facile, Perché normalmente cos'è che ci ha portato ad avere una situazione di non benessere, di non salute? Ci ha portato soprattutto le abitudini negative, soprattutto gli stili di vita negativi. Quali sono? Penso al fumo prima di tutto, quello di mangiare in maniera disordinata, scorretta, quello di far tardi alla sera appunto stando troppo sul computer, quello di bere bibite zuccherate in eccesso, soft drink o super alcolici. quello di farci prendere sempre dalla rabbia, dal nervosismo, queste sono tutte abitudini negative che noi dobbiamo invece cercare di limitare, però dobbiamo avere prima di tutto la consapevolezza che realmente queste abitudini ci fanno del male, quindi la consapevolezza deve nascere dalla conoscenza. quindi la conoscenza deve essere una conoscenza abbastanza approfondita, perché noi è vero che oggi tramite soprattutto il web abbiamo la possibilità di accedere a tutte le informazioni possibili, ma siccome ce ne sono tanti di tutti i generi, a volte si è un po' confusi, uno legge o sente una cosa che è l'opposta dell'altra e alla fine non ti rendi conto di quello che invece è vero. In realtà bisognerebbe non ascoltare tutti, ma ascoltare le persone per quello, soprattutto, che loro conoscono in base alle loro competenze qualifiche e la loro storia.
Come fai a scegliere una persona da ascoltare?
Io sinceramente, a parte il curriculum che è senz'altro importante, la storia, le qualifiche, io però direi anche che è importante scegliere e vedere quello che fa. Voglio dire, in una frase di Batman, non è importante tanto chi sono io, ma è quello che faccio che mi qualifica. Guardate quello che fa una persona e, a quel punto, se la persona è coerente e congrua, in linea generale è una persona che merita attenzione. Faccio un esempio nel mio campo. Uno che parla di alimentazione non può essere sovrappeso, Deve essere in forma. Non puoi parlare di alimentazione corretta e avere la pancia. A mio parere non sei già credibile. Uno può dire ma ho le conoscenze. Sì, può essere, però c'è qualcosa che stona. Perché vuol dire che comunque non hai quell'esperienza fondamentale, che è quella che fai su te stesso, ti permette veramente di capire come funzionano le cose. Io le diete, prima di prescrivere agli altri, le ho sempre provate su me stesso. Io ho una vita che faccio come gli allenamenti, che faccio dieta e allenamento. Quindi, avendole provate su me stesso, io so cosa funziona, cosa non funziona, mi faccio delle idee. Poi, ovvio, tramite il feedback degli altri, ulteriormente acquisisco maggiore conoscenze e competenze. Questo mi ma prima di tutto è il primo campo di esperimento e quindi secondo me ci vogliono tutte queste combinazioni di cose, le qualifiche, le competenze, la storia di una persona, guardate cosa ha fatto e cosa fa la persona nella sua vita e com'è quella persona.
Credo che sia un po' le doti, che non ce ne sono tante, dei valori importanti, che uno di questi è l'integrità.
La congruenza.
La congruenza e l'integrità. La mamma Natuzza è una mistica che non c'è più. diceva i figli, come i bambini, i figli non ci guardano, i figli non ci ascoltano, ci guardano.
Esatto, l'esempio è fondamentale, è l'esempio fondamentale.
Non è quello di non fumare, non fumare, ma se tu fumi...
Appunto, il meccanismo pedagogico è basato sull'esempio, punto e basta. Quello che non ci danno i nostri politici, ahimè, ma è così, hai capito? Quello che stavo dicendo è che quindi ci vuole una conoscenza che ovviamente crea la consapevolezza. Poi dalla consapevolezza noi dobbiamo sapere che così tutte le abitudini negative si creano le abitudini positive, senza dubbio. Però perché le abitudini positive si creano c'è bisogno di tempo, si devono strutturare. Normalmente perché si crea un'abitudine ma anche negativa, ci vogliono da settimane a mesi. Quindi noi, nel momento in cui scegliamo di cambiare abitudine, dobbiamo entrare nell'ordine d'idea di perseverare. Per questo noi dobbiamo avere la consapevolezza e poi dopo dobbiamo anche avere una una pianificazione che ci mette nelle condizioni di poter poi agire, passare all'azione in maniera determinata e costante nel tempo. Non basta iscriversi in palestra, per pagare la quota della palestra. Bisogna entrare nell'ordine ideale della consapevolezza, quindi bisogna organizzare il proprio stile di vita, la propria agenda quotidiana per avere il tempo di andarci, creare delle situazioni per essere stimolato ad andarci, creare degli obiettivi, dei piccoli step volta per volta senza esagerare. Se ti poni un obiettivo troppo alto corri il rischio di non raggiungerlo e quindi magari c'è la frustrazione che ti porta all'abbandono. Non è un caso che il maggior abbandono di chi si iscrive in palestra è nel primo mese. Si iscrivono e piantano, perché magari si allenano male. Il primo giorno si allenano tutti i dolori muscolari. Dicono, ma non sono migliorato, anzi sono magari peggiorato. Bisogna avere come anche la dieta. All'inizio, quando uno si mette a dieta, tendenzialmente all'inizio quasi peggiora un po'. perché la prima cosa che si perde è il glicogeno che è nei muscoli e ti dà la pienezza muscolare e quindi tu hai i muscoli che si svuotano. e poi ancora prima cala un po' il grasso interno, che magari è anche nel muscolo e ti dà sempre la pienezza nel muscolo. Il grasso sottocutaneo cala dopo, quindi tu ti vedi grasso uguale ma più svuotato. Quindi ti sembra addirittura di peggiorare, bisogna perseverare.
Quello spazio, quel tempo, fino a che non inizi a vedere i risultati.
Ti racconto un mio aneddoto personale. Io parlo molto dei bioritmi costituzionali, anche per quanto riguarda l'allenamento. e io ho un mio ritmo costituzionale, come tanti, dove io rispondo all'allenamento meglio, soprattutto se mi alleno al pomeriggio sera, dove rispondo meglio all'attività fisica. Quando ho fatto le gare di bodybuilding, ma anche dopo tendevo a mettermi in forma tutti gli anni verso l'estate, perché andavo in America e facevo servizi fotografici, nel mondo del fitness si dice che fare l'aerobica al mattino a digiuno ti mette nelle condizioni di bruciare più grasso. E in effetti questo è vero, perché tu ti alleni in una condizione dove gli zuccheri sono bassi, la licegna è bassa, al mattino a digiuno, quindi tendi a usare di più i grassi a scopo energetico. Però in certi soggetti che tendono ad avere un po' al mattino il cortisolo alto, chiamano i percortisolemici, che sono individui un po' predisposti alla sfida, individui un po' quelli che magari nella vita fanno anche i manager, piuttosto che se tu hai il cortisolo già un po' alto al mattino, questo cortisolo, che è l'ormone che ti dà energia, è l'ormone dello stress, ti alza già la glicemia e quindi tu hai già la glicemia un po' alta al mattino, per cui tu fai l'aerobica ma avendo la glicemia alta al mattino bruci di zuccherino di grassi. In più, questo cortisolo che viene prodotto ulteriormente in più nel momento in cui tu fai un'attività fisica in un orario in cui non sei predisposto e quindi per te è stressante, viene prodotto in maniera maggiore e questo nell'organismo crea un effetto negativo. Io mi ricordo che iniziavo, facevo l'attività aerobica al mattino per bruciare i grassi perché avevo letto l'articolo che diceva così, poi durante il giorno erano zombie. Cioè, ero stanco, non riuscivo magari ad allenarmi al pomeriggio con i pesi, per cui provavo un po' e poi piantavo lì. Dicevo, non è per me. E facevo l'aerobica anche al pomeriggio, o magari dopo l'allenamento, con i pesi, che è un altro momento dove la licemia si abbassa perché tu consumi zuccheri allenandoti con i pesi, e dopo fai l'aerobica. Poi è successo che quando ho preso questa specializzazione in America, in medicina anti-aging, ho dovuto dedicare del tempo allo studio. perché c'era veramente da studiare una pila così di libri da studiare per superare un esame scritto e poi dopo anche orale, per cui ho impiegato due anni in questo percorso di studi, dove mi sono dovuto ritagliare dei tempi per studiare. Ormai avevo la mia attività come medico già lanciata e quindi E cosa ho scelto? Scelto il mattino presto quando mi alzavo, mi alzandomi prima, alzandomi alle sei, sei e mezzo, e alla sera, invece che guardare la televisione, studiavo. Io ho una mansarda di piano alto che tra l'altro, con una vetrata che dà su un parco, il parco del Taro, quindi tutto verde, c'era anche una cosa rilassante, quindi io andavo su in mansarda e mi sedevo su una cyclette orizzontale, quella sulla quale mi cimentavo per fare aerobica, ma mi sedevo e la usavo un po' come leggio per studiare. Dopo un po', nel momento che ero lì, avendo appoggiato le gambe sui pedali, ho cominciato a muovere leggermente le gambe, ma a intensità zero. Poi da zero sono passato a uno, poi sono passato a due, poi sono passato a tre. gradualmente ho aumentato l'intensità fino ad arrivare a un'intensità tale per cui facevo un'ora di aerobica a una intensità che mi provocava un'intensa sudorazione e avevo abituato il mio organismo in maniera tale che poi dopo non lo risentivo negativamente, ma semmai positivamente. Però alla fine di questo percorso di due anni Quando io finalmente ho preso questa specializzazione, dentro di me ho detto, cavolo che io adesso mi alzo alle 6 del mattino per andare a fare un'ora di aerobica a figurarsi. Ebbene, io puntualmente mi svegliavo lo stesso a quell'ora e sentivo l'esigenza di andare su a fare l'aerobica. ormai avevo creato un'abitudine, un imprinting, una modificazione epigenetica per cui l'organismo aveva bisogno di fare quello. Quindi così come uno sviluppa un'abitudine negativa, che è quella di dover fumare, tu puoi sviluppare un'abitudine positiva, che in questo caso era di fare l'attività aerobica al mattino.
Lo facevi prima ma non funzionava?
Piano piano? Esatto, piano piano, molto gradualmente, abituato all'organismo, e l'organismo si è adattato, ma si è adattato a un qualcosa di positivo. Anche al fumo ti adatti, anche ai licori ti adatti. Pensa a uno che non ha mai fumato. Fuma una cigaretta e tossisce. Uno che non ha mai bevuto alcolici beve un bicchiere di alcolico e gli brucia. Il fumatore fuma e non fa una piega, anzi ti fa… raccana una bottiglia di whisky e non fa una piga, ma cosa vuol dire che non gli fa male? No, gli fa male, ma si è adattato, si è abituato e non se ne accorge.
Io prenderei qualunque fumatore e gli direi, dimmi la prima volta che hai preso una sigaretta e l'hai ispirata. Non posso dire che è bello, no, hai iniziato a tossire, subito. Poi ti sei abituato e non hai più tossito e l'hai fatto diventare un'abitudine. Assolutamente, assolutamente.
Quindi creare le abitudini positive.
Quindi si può a qualunque età, non è detto a 50-60 anni?
No, no, no, never late, non è mai troppo tardi, assolutamente.
Massimo, guarda, abbiamo fatto veramente tanto, io ne approfitto perché sono tutti appunti che mi prendo, perché approfitto di questa cosa, perché tutte le volte scrivo, però devo dirti anche questo, lo voglio dire anche alle persone, lo sai e lo ripeto, che quando dieci, undici mesi fa, quando è stato? È quasi un anno fa ormai che ho avuto l'Ictus e io ero a Los Angeles e ti chiamai fuori la prima persona che io chiamai e ti dissi guarda che ho avuto questa cosa qui e tu la prima cosa che mi hai detto mi hai detto vai a prendere il sugo di shell food perché c'è una mancanza di ossigeno nel.
Cervello del forame di Botallo e questa comunicazione tra le due parti del cuore, una a sangue venoso e l'altra arterioso, il sangue mischiandosi diminuiva la concentrazione di ossigeno, quindi tu avevi una carenza di ossigeno. Tutto quello che ti poteva aiutare a una migliore ossigenazione, in quel momento lì ti poteva aiutare.
E niente, insomma, a parte questo che mi hai fatto notare, sono subito andato a comprare a Venice Beach.
No, non a Venice Beach. Era sulla Lincoln a Santa Monica. Era più verso Marina del Rey. Sì, ma sulla Lincoln sei andato, no?
Sì, sulla Lincoln. No, no, sull'Incol.
L.A. Urbans, ti ricordi il negozio? C'erano due, uno sulla Main e quello sulla L'Incol, che si travesse tra Santa Monica e Maniera del Rai. L'avevo già visto lì a suo tempo, che l'avevo preso a Giro d'Italia, quindi sapevo che lì ce l'avevano. Avevo detto, vai lì a prenderlo.
Però al di là di questo insomma mi sei stato vicino in quel mese per altre cose insomma col professor Stagnaro quindi grazie, grazie Massimo, grazie perché in quel momento lì insomma era al di là di tutto e forse quella è stata la cosa, anzi è stato il momento, noi ci sentivamo prima ma quello è stato un momento molto importante per me e ringrazio sempre la tua amicizia, ringrazio sempre il tuo tempo e cioè Grazie, grazie Massimo. Grazie per tutto quello che fai. Molti, ripeto, della mia generazione ti vedevano in le copertine di... Cos'era l'epoca? Era Sportman.
Sì, Sportman.
E tutte le foto con Schwarzenegger, con Stallone, con Sabir Banu, con tutti i grandi, insomma, alla Gold's Gem. Adesso poter dire che sei un amico è veramente un gran onore. Massimo, grazie per il tuo tempo. Sono sicuro che tu sei uno scienziato più che un medico.
A me piace studiare, sono uno studioso, questo senz'altro sì. Non ritengo di essere mai arrivato e quindi ho sempre voglia di approfondire, di acquisire nuove conoscenze e quindi per questo ritengo che la mia formazione non è mai finita. Mi sento sempre ignorante in realtà, Ed è proprio questo che mi stimola a crescere sempre di più nell'ambito delle mie conoscenze. Un po' la ragione è come quando mi allenavo, che mi vedevo sempre magro e volevo mettere su più muscoli.
È lo stesso.
Vento ignorante e voglio imparare di più, imparare di più. Solo che a volte bisogna andare anche in America o fuori dall'Italia perché in Italia siamo un po' bloccati.
La divulgazione.
Credo sia un aspetto del mio feedback. Sì, feedback, ma soprattutto give back. Noi siamo fondamentalmente persone fortunate, perché non ci possiamo esattamente lamentare della nostra vita e delle condizioni in cui ci troviamo, però è giusto che con le nostre azioni, con quello che facciamo, Diamo un give back che può essere anche un business, ma un business possibilmente anche etico, un business basato su far bene alla gente. Quando dicono ma tu guadagni, ho capito. La gente bisogna pur vivere. Per vivere oggi bisogna guadagnare. Fra un po' ci abitueremo a vivere guadagnando di meno, probabilmente. Credo che cambieranno tante cose. Però se uno riesce a guadagnare facendo le cose che ti piacciono e possibilmente facendo del bene anche agli altri, poi ovvio questa è gratuita, ovvio che non è che possiamo lavorare gratuitamente tutto il giorno e fare supermetrica. In questo sentimento. Grazie. Ci siamo sempre stati. Ciao Walter, ciao. Mi auguro che tu riesca... Ciao a te Massimo, grazie. A te. Namaste.
Ci sentiamo sempre. Grazie di essere stato con noi, grazie Massimo.
Ciao Walter, ciao. Ciao a tutti.
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