Walter Nudo intervista il Dr. Pier Mario Biava

Walter Nudo interviews Dr. Pier Mario Biava about COVID-19's roots in environmental pollution and weakened health systems. Biava explains his epigenetics research using zebrafish embryos to regulate gene expression, recommends prevention starting at 55-60 through diet and exercise, and sees the pandemic as a chance to rebuild society around solidarity and environmental respect.
Questions this video answers
"Regressione nascosta. Limiti sanitari di esposizione ai rischi", published 1981.
CellFood; CellIntegrity Brain; Cell Integrity Age; Cell Reprogram.
Around 55–60 years of age.
Chapters
Più noi siamo sereni, tranquilli, più abbiamo coscienza che possiamo affrontare con mezzi adeguati questa pandemia, meglio è per tutti. Qui dobbiamo un attimo ridare molto più importanza ad altre cose che sono quelle realmente importanti nella vita, che sono l'aiuto reciproco, la solidarietà.
Bene, ragazzi, allora, sono molto contento di avere questo ospite oggi con me e grazie ancora di aver accettato l'invito, il dottor Mario Biava. Il dottor Mario Biava è una persona che ho conosciuto tramite un caro amico, Giorgio Terziani, che poi è il distributore della Sharefood. Un anno fa, in questo periodo, ho avuto un disagio, mettiamolo così, ho avuto due ictus al cervelletto. È lì che ho scoperto la ChiaoFood. Non solo, parlando poi con Giorgio Treziani, mi ha dato anche un prodotto particolare per il cervello, di cui poi ho scoperto il dottor Mario Biava è artefice di questo prodotto. Quindi grazie ancora di essere qui e grazie, insomma, grazie.
Grazie a voi, grazie a voi per l'invito.
Allora, dottore, ho un sacco di domande da farti. Allora, prima cosa vorrei chiederti Ovviamente le persone sono a casa, non so quando sentiranno questa intervista, ma il coronavirus, che cosa rappresenta per te? Per il coronavirus, da studioso, da scienziato, da medico, da uomo, da padre, cosa rappresenta per te?
Sì, allora per ora da medico direi che rappresenta un grave problema, perché come sapete tutti siamo immersi in questa pandemia che riguarda ormai tutto il mondo, colpisce particolarmente l'Italia e soprattutto le regioni del nord dove a me purtroppo abita la maggior parte delle persone tra cui anche noi, credo. Io abito a Milano quindi tu probabilmente abiti in Lombardia anche tu e quindi siamo una delle regioni più colpite. Diciamo che in questo momento i provvedimenti che sono stati presi sembrano abbastanza efficaci, nel senso che in questi giorni la pandemia ha raggiunto il culmine e adesso noi dovremmo per fortuna attenderci una diminuzione dei casi. Diciamo che dal punto di vista della malattia, una malattia che si può complicare in modo molto serio, in alcuni casi da sintomi importanti, ma nelle persone che hanno già dei problemi questa malattia rappresenta un rischio grave. Quindi dal punto di vista sanitario direi che l'Italia in questo momento si sta comportando abbastanza bene, i provvedimenti che sono stati presi sembrano efficaci e dobbiamo continuare così perché altrimenti se noi non seguiamo le linee che ci sono state date e ricominciamo a contatti il rischio della diffusione aumenta. Quindi, visto che la strada che è stata intrapresa c'è costata dei sacrifici, anche dal punto di vista economico in futuro sarà un problema superare la crisi che stiamo attraversando, anche economica, però a questo punto vale la pena di continuare perché non possiamo interrompere il processo a metà con il rischio che abbiamo buttato all'aria tutto quello che finora abbiamo fatto. Quindi, dal punto di vista delle terapie, come sapete ci sono in sperimentazione alcuni tipi di trattamento ma non abbiamo ancora la valutazione finale, un giudizio finale sulle prospettive riguardo questi trattamenti. quindi ora come ora stiamo andando con i metodi che tutti quanti conosciamo e di cui la televisione parla già fin troppo, per cui in questo momento questo problema a livello dei media così c'è una tempesta proprio di interventi che ha creato un panico in tutta la popolazione. Questa cosa qua è dobbiamo un attimo anche rivedere un po' la situazione da questo punto di vista, perché chiaramente la paura abbassa tutte le difese immunitarie e quindi noi dobbiamo affrontare... è vero che.
Voglio pensare a buon fine, i media l'hanno fatto per costringere le persone a stare in casa.
Nessuno mette in dubbio questo, però in questo momento diciamo che La popolazione in questo momento sa che deve comportarsi in un certo modo, è cosciente che probabilmente non può andare incontro dei rischi e quindi mi sembra che in fondo gli italiani stanno rispondendo, a parte qualche eccezione, ma questa è inevitabile in tutte le situazioni, diciamo che stanno rispondendo gli italiani bene. Dunque direi che adesso varrebbe la pena di cominciare a far vedere anche gli aspetti positivi che stanno emergendo e diminuire un po' la tensione che sia creata nella popolazione, perché più noi siamo sereni, tranquilli, più abbiamo coscienza che possiamo affrontare con mezzi adeguati questa pandemia, meglio è per tutti. Sappiamo che un il benessere personale, essere in pace con se stessi, con gli altri e con il mondo intero ci rende molto più forti nei confronti di tutte le malattie, comprese quelle virali e quindi dovremmo adesso un attimo calmarci tutti quanti e cominciare a intravedere la luce in fondo al tunnel e vederla come un segnale positivo. Come vedete Il coronavirus però, da questo punto di vista, può rappresentare un fatto anche positivo perché questo ci ha fatto riflettere. In questo momento nulla succede per caso. Questa malattia ci ha costretto a interrompere uno stile di vita che non andava assolutamente bene e che è stato una delle cause che ha creato tutti questi problemi. noi non possiamo, diciamo a questo punto, dopo un evento di questo tipo che è stato paragonato a una guerra, in effetti le conseguenze economiche saranno pesanti come dopo una guerra, è probabilmente un'opportunità perché ognuno di noi dovrà cambiare stile di vita e collettivamente dobbiamo cambiare gli stili di vita perché non sarà più possibile ricominciare dopo questo evento con gli stessi criteri di un tempo. Noi non possiamo pensare di andare avanti in uno sviluppo così caotico e disastroso dove prevale semplicemente l'interesse personale, l'egoismo, l'affarismo e tutto il il denaro e queste cose qui, dobbiamo un attimo relativizzare l'importanza di questi fattori e dare molto più importanza ad altre cose che sono quelle realmente importanti nella vita, che sono l'aiuto reciproco e solidarietà e da questo punto di vista diciamo che questa storia ci insegna, visto appunto per esempio l'impatto che sta avendo la sanità e bisogna ringraziare i medici in questo momento perché si stanno sacrificando in un modo incredibile, Sono morti tantissimi di loro, infermieri e medici. La sanità sta sopportando questa grande battaglia, ma noi sappiamo che la sanità, proprio per questo sviluppo economico che guardava solo i vantaggi economici e al guadagno, ha tagliato molte spese sanitarie e per cui adesso gli ospedali si trovano anche in crisi e bisogna fare la corsa per attrezzare nuove rianimazioni, prendere nuove attrezzature, eccetera.
Sì, mi scusi, mi scusi. Sono state delle scelte del passato che hanno portato ad avere dei problemi adesso con questa emergenza?
Sì, sono state delle scelte che hanno limitato la capacità. Noi avevamo e abbiamo ancora fortunatamente uno dei sistemi sanitari migliori del mondo. Ci ha invidiato a tutto il mondo la nostra sanità, però l'abbiamo indebolito ultimamente, abbiamo tagliato un sacco di strutture spedaliere, abbiamo concentrato più ospedali e tagliato appunto anche quelli che si diceva che non servissero e avanti così e adesso ci troviamo in questa crisi. Allora questa crisi ci insegna che i risparmi fatti sulla salute dei cittadini, sul benessere individuale e sulla qualità della vita delle persone non devono essere più fatti.
Le faccio una domanda e una curiosità che mi sta venendo in questo momento. Il fatto che abbiamo fatto dei tagli sulla sanità, è perché c'era un'idea di andare verso una sanità tipo quella americana?
Ma io spero proprio di no, perché adesso vediamo l'impatto sulla sanità americana, sarà un disastro. L'altro giorno c'è stata la notizia che un ragazzo giovane di 20 anni che non aveva l'assicurazione sanitaria, è andato in ospedale col coronavirus, non l'hanno curato, non ha l'assicurazione e va in via, ed è morto qualche ora dopo. Un sistema che non dà valore alla vita umana, ma dà valore al denaro, questo sistema non va bene.
In Los Angeles e quindi ho avuto a che fare con la sanità americana. Mi sono spazzato la gamba tre anni fa in un incidente in moto a Los Angeles e dopo 11 giorni in ospedale sono costate due operazioni di 275 mila dollari. 275 mila dollari per 12 giorni. Per fortuna che avevo l'assicurazione che è riuscita a coprire, un'assicurazione in particolare americana, che è riuscita a coprire se no e loro avrebbero potuto avere la competizione.
Una società tipo quella americana che non considera appunto la salute dei cittadini così importante da assicurarla a tutti. Un cittadino che si trova in una situazione di malattia è rovinato. non sa più come uscire da quella situazione. Questo sistema non va bene. Noi per fortuna non siamo a quel livello, però anche in Italia adesso bisognerà rivedere un attimo le scelte. perché, appunto, ma tutti quanti dovremmo rivederlo.
Una cosa come quella che è successa a questo ragazzo in Italia non sarebbe mai successa.
No, mai.
L'ultima persona che è un emigrante qua.
No, noi ci assistiamo ancora tutti fortunatamente. Chi arriva qui ha l'assistenza garantita e questo direi che va benissimo. Io non stavo criticando la riforma sanitaria che è stata fatta tanti anni fa. È stata una riforma veramente lungimirante e che ha protetto molto la salute dei cittadini. In questo momento le carenze non sono attribuite tanto alla legge che esiste e che va benissimo, ma alle strutture che purtroppo sono state anche tagliate e in parte depauperate. Questo non deve più avvenire in futuro. ma tutto perché si pensava di impegnare i soldi in opere più produttive, tra virgolette, poi abbiamo visto cosa sono le opere più produttive. Per esempio adesso un'altra lezione che ci è venuta da questa malattia è che tra i fatti negativi che sappiamo quali sono ce n'è qualcuno di positivo come il fatto che adesso è diminuito l'inquinamento ambientale in modo drammatico in Cina. Abbiamo visto l'immagine del cielo che prima era coperto e Io sono stato in Cina nel settembre dell'anno scorso, sono stato a Shanghai. Non si vede il cielo in quella situazione. Uno esce dall'albergo e dice ma cos'è che non va? Oggi qui abbiamo una giornata splendida di sole, un cielo blu, e là non si vede niente. Perché non si vede niente? Perché c'è uno smautale che non si vede neanche l'albergo dall'altra parte della strada. Quindi voglio dire che questo è diminuito, ma anche in pianura padane è diminuito. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che il sistema che avevamo prima non si curava di questi aspetti. Noi sappiamo che ogni anno, a causa dell'inquinamento ambientale, muoiono più di 10.000 persone causa appunto dovuto all'inquinamento, per malattie cardiovascolari, broncopolmonari, per tumore e così via. Ma questo, siccome viene in modo silenzioso, sono statistiche che vengono fatte alla fine dell'anno, chi se ne frega? L'abbiamo sempre lasciato correre. Adesso, in questo momento, in Italia sono più di 10.000 morti, ma sono più o meno quelli dell'inquinamento finora, per certe regioni l'inquinamento colpisce ancora di più. Adesso però capiamo quanto vale la vita.
Quindi le persone che purtroppo sono morte adesso avevano il sistema immunitario già compromesso.
Certo, da cause ambientali, dall'inquinamento dei campi elettromagnetici. Adesso si sta diffondendo il 5G e noi saremo immersi completamente in una rete di onde elettromagnetiche a cui nessuno potrà sfuggire, perché qui abbiamo deciso che bisogna installare il network delle tutte le strutture di un territorio, quindi l'auto che si guida da solo, l'internet delle cose, l'auto si guiderà da soli ma noi saremo immersi in un campo elettromagnetico continuo. Queste cose avranno delle conseguenze in futuro.
Ma Allora, tu sei un esperto di.
Cellule.
La cellula adesso, io per quanto ne so, sto conoscendo sempre più le cellule attraverso il prodotto Shell Food, l'ossigeno, quello che volevo chiederti è, le cellule adesso possono, c'è una trasformazione, cioè tu hai detto che è quello che noi usciremo fuori e non possiamo pensare di vivere come prima.
Non dovremmo, che poi magari succeda, perché.
Quindi cambia il nostro stile di vita che poi ti voglio assolutamente andarmi in particolare in modo che le persone a casa possono prendere nota di questo. Ma ci può essere o c'è già adesso una sorta di trasformazione delle nostre cellule, cioè c'è una sorta di evoluzione delle nostre cellule.
Tanti anni fa, tra l'altro, l'ho pubblicato nel 1981 questo libro con la Feltrinelli, si chiamava Regressione nascosta. Limiti sanitari di esposizione ai rischi. In quell'analisi io avevo fatto una valutazione multifattoriale dell'ambiente e avevo messo insieme tutti i fattori che possono compromettere il nostro stato di salute, che vanno dai tossici ambientali, ai tossici industriali, ai farmaci, agli agenti fisici eccetera. Mettendo insieme tutta questa cosa e andando a vedere tutte le interrelazioni che esistono tra tutti i fattori ambientali, quello che emerge è che noi rimaniamo sorpresi dagli esiti che sono imprevedibili se noi andiamo a studiare la singola sostanza da sola. Siccome i limiti di esposizione per esempio per l'ossido di carbonio, per l'ossido di azoto, per le polveri sottili sono studiate in rapporto a quel singolo componente dell'inquinamento e si stabiliscono i cosiddetti limiti di sicurezza, quando tu vai a vedere tutte le interlerazioni che ci sono tra le polveri sottili, l'ossido di azoto, eccetera, salta tutto questo castello creato ad arte e vedi che non ci sono quasi limiti di esposizioni senza effetti. Ognuno ha un effetto e per i cancerogeni noi non sappiamo che non esistono dosi senza effetto. Tutte le dosi che noi assumiamo di cancerogeni ambientali si sommano nel nostro organismo finché si ha l'effetto finale che era comparsa un tumore. noi, essendo immersi in un ambiente di questo tipo, le nostre cellule soffrono quotidianamente e noi non ce ne accorgiamo perché è silente questa aggressione nascosta. E però c'è quotidianamente, finché noi ci ammaliamo di bronchite croniche, enfisema, cardiopatie ischemiche, insufficienze cardiache, tumori e così via. Sono eventi che arrivano nel tempo. adesso noi siamo già indeboliti da questa situazione, ci capita pure il virus, è chiaro che stiamo molto male. Alla fine bisognerà che oltre a curare i malati con il coronavirus e fare in modo che non succedano più queste pandemie, dovremo a questo punto curare anche l'ambiente. Non possiamo più pensare di andare avanti in questo modo trascurando allora ecco perché mi auguro che ci sia una riflessione complessiva e che questa storia ci insegni che se andiamo avanti in questo modo il futuro sarà sempre peggiore.
Si può dire che adesso, almeno per quanto riguarda la mia vita, questo è il periodo più pulito e Qui a.
Milano non gira più nessuno, le macchine non ci sono più e si respira benissimo. Prima tu andavi fuori e non respiravi.
Quindi questo riguarda un po' tutto il mondo.
Tutto il mondo. Questo dovrebbe essere quello a cui noi dovremmo aspirare in futuro. quindi fare una vita che non ci comporti tutti questi spostamenti, tutto questo traffico caotico che inquinano l'aria e tutto il resto, il rumore e così via, fare e organizzarci in modi diversi. Adesso, per fortuna, abbiamo questi sistemi, per cui tu sei lì e io andrò in un'altra parte, ci vediamo.
Però questo implica anche un'intossicazione per quanto riguarda le onde elettromagnetiche.
Esatto, c'è questo aspetto qua, c'è questo aspetto che è grave.
Ci sono dei modi per poter diminuire questo, perché sarebbe perfetto. Io sono qui, tu sei a casa, oppure posso comunicare con le persone in America, non ho bisogno di viaggiare, però ci sono dei modi per poter diminuire questo inquinamento.
Da onde elettromagnetiche? Allora, il 5G diciamo diffonderà molte più stazioni di emissioni di queste onde, però fortunatamente saranno molto più piccole di quelle che attualmente oggi vengono usate per il 4G. Per esempio io ho davanti al fortuna a 400 metri, sono all'ultimo piano, vedo là avanti una stazione di ripetizione di telefonia mobile. Cosa ho fatto? Ho dovuto prendere lo strumento, ho misurato tutta l'intensità dei campi elettromagnetici all'interno della mia abitazione. Questi non erano altissimi, erano sui due 3 voltmetro, che è il limite di esposizione per 24 ore 6 voltmetro in Italia, che è già un limite alto rispetto all'America dove il limite è 20 voltmetro. Noi siamo già più prudenti anche in questo. però io non mi sono accontentato di avere 3 volt metro. Cosa ho fatto? Ho dovuto schermare tutta la casa, io sono all'ultimo piano quindi non è possibile fare questo, i vetri e tutto, e ho abbassato l'intensità del campo elettromagnetico da 3 volt a 0,3. quindi è possibile. Adesso sono più sicuro in casa mia che in qualsiasi altra parte. Malgrado usando il computer e queste cose qua. Si può schermare tutto, si possono schermare e quindi questo è un bel vantaggio. poi diciamo che poi col computer non ho tanta difficoltà, certe volte col telefonino devo andare sul terrazzo, ma solo durante quella telefonata, hai capito?
Quindi diciamo che adesso, con rispetto di tutto e di tutti però, adesso stiamo vivendo un periodo in cui diciamo che il mondo degli ultimi non so quando è sicuramente più pulito adesso, l'aria è più pulita.
In questo momento sì.
Quindi ci sono dei lati positivi e in più ci stiamo fermi, ci siamo fermati e quando ci fermiamo possiamo avere la possibilità, perché molto spesso diciamo non ho tempo, non ho tempo, non ho tempo e corriamo, corriamo, corriamo.
Esatto.
Correndo contro sulle cose che crediamo che dobbiamo fare, invece le cose che veramente dobbiamo fare sono lì davanti, dobbiamo fermarci. Adesso ci siamo fermi, le persone sono a casa, possiamo riflettere. È possibile adesso riflettere su come dire, ok, quando ripartirà, perché ripartirà, perché come tutte le cose finisce, finirà anche questo. Capire come ripartire. Come dire, adesso voglio ripartire col piede giusto. La mia vita la voglio iniziare col piede giusto. Allora, quali potrebbero essere, secondo te, le indicazioni di uno stile di vita per ripartire ognuno, al di là di quello che fa lo Stato, ma quello che ognuno può fare da quando inizia a mettere il piede fuori casa?
Per cambiare lo stile di vita dobbiamo cambiare i valori prima di tutto, perché se continuiamo a avere come valori questo sviluppo che ci ha caratterizzato con questo neoliberismo che ha creato una competizione tremenda a livello mondiale per cui ha fatto prevalere l'egoismo individuale che ha creato anche delle differenze tremende nell'ambito della popolazione con una piccolissima percentuale di gente ricchissima che non sa come spendere i propri soldi e con la maggior parte delle persone che invece fa fatica a vivere, fa fatica ad andare avanti e quindi noi ci troviamo con più del 90% di persone che hanno difficoltà rispetto a una piccolissima parte che sta benissimo. Questa cosa dovremmo rivederla. Non si potrà più pensare a uno sviluppo così su un modello neoliberista che nega il futuro ai giovani. I giovani adesso che devono entrare in lavoro li lasciano precari, gli danno dei stipendi che se gli va bene prendono 500-800 euro al mese. Come fa uno a pensare di farsi una famiglia con una società che che non ti lascia un impiego sicuro. Io quando ero giovane sapevo che se mi lavoreavo avevo un posto dove potevo stare tranquillo. Il sistema keynesiano, in cui la società ti proteggeva, in cui c'erano delle istituzioni che funzionavano e funzionavano bene, e davano una garanzia a tutti che si poteva andare avanti in modo più equilibrato, queste sono state tutte distrutte da un modello neoliberista che ha sconvolto il mondo e aumentato tutti i problemi del mondo, quindi l'inquinamento ambientale, le fasce povere sono aumentate a scapito di una popolazione sempre più limitata di persone ricchissime. Questa roba credo che dovremmo riflettere tutti quanti, non conviene più a nessuno.
In questo momento qui cambiare i valori e soprattutto riconoscere che se noi ce la facciamo, noi ce la stiamo facendo perché stiamo collaborando. esatto quello che prima non si faceva la collaborazione mentre prima eravamo forse più pensavamo io io io nella separazione adesso siamo e riusciamo a superare l'emergenza quindi continuare a pensare che siamo uniti e quindi ricambiare il valore nel senso che siamo tutt'uno io non posso pensare che io sono separato da te ma siamo connessi in una maniera o nell'altra e questa è la dimostrazione la forza della.
Connessione Dicevo che i valori dovevano proprio cambiare in questo senso. Dopo tutto questo discorso di tipo generale si arrivava a dire che i valori più importanti a questo punto sono essere coscienti che la nostra salute è importante, mantenerla il più possibile a lungo, collaborare con tutti per l'aiuto reciproco, dimenticare i propri egoismi, andare incontro alle altre persone che hanno bisogno. Se noi cambiamo questo mondo di valori allora la società sarà migliore. Oggi noi siamo in un punto di rottura del siamo di fronte a un punto di... quando c'è una situazione caotica come questa si arriva a un punto di rottura per cui si ha una biforcazione. Noi andremo, potremo andare verso un mondo migliore e allora sarà tutto meglio di quello che abbiamo vissuto finora, ma se vogliamo andare avanti nel modo in cui siamo andati avanti finora e continuare sulla stessa strada il mondo sarà sempre più disastroso. Quindi, questo punto di svolta che adesso stiamo affrontando ci fa riflettere. Dobbiamo scegliere la strada diversa, non possiamo più scegliere la vecchia strada. Se qualcuno pensa di andare avanti sulla vecchia strada, con i vecchi valori, con il vecchio sistema economico che abbiamo messo in piedi, rovineremo tutto il mondo e rovineremo noi stessi.
Avremmo fatto in modo che le morti delle persone sarebbero state invane? perché io penso, come tutte le volte anche nelle guerre, ci sono milioni di morti che sono successe nella prima e seconda guerra mondiale, loro devono ricordare, sennò il loro sacrificio è stato in vano. Ricordarci che quelle cose lì non si devono più fare. Non dobbiamo più trovarci in quella situazione, esattamente questo. Così daremo onore alle persone che non ci sono più adesso, che hanno sacrificato per farci ricordare, farci capire veramente qual è il modo per cambiare questo mondo, per servire ai nostri figli.
Nell'ambito di questo cambiamento anche gli stili di vita diventano importanti e qui potremmo entrare un po' meglio nel campo. Per esempio dovremmo capire che dal punto di vista della prevenzione l'alimentazione diventa fondamentale, diventa fondamentale preservare la salute e noi oggi abbiamo avuto la fortuna di poter fare degli studi che ci hanno permesso anche di mettere a punto dei fattori che possono prevenire certe malattie, diciamo, e possono anche essere di aiuto nella cura di tante malattie senza essere dei farmaci che danno effetti collaterali negativi. Quindi noi oggi, per esempio io durante tutta la mia vita, che ho cercato di fare è di studiare appunto quello che oggi viene chiamato epigenetica, cioè la diciamo una branca della scienza che si interessa della regolazione dei geni del dna senza fare manipolazioni geniche ma semplicemente regolando in modo fisiologico l'espressione di questi geni cioè significa appunto attivare questi geni quando serve attivare e spegnerli quando bisogna spegnerli e così via. Facendo questo studio sul codice epigenetico ho avuto la fortuna di studiare nell'unico momento della vita in cui questo codice è completo. Il codice è completo quando la vita si sta formando, cioè nell'embrione. quindi ho avuto modo di studiare l'embrione di zebrafish che però per fortuna ha più del 90% di proteine che sono le stesse della specie umana, quindi poi tutti i fattori che noi abbiamo isolato da questo pesciolino sono gli stessi della specie umana e ho potuto studiare tutti gli eventi che riguardano la regolazione di tutti i geni di tutte le cellule di tutto il nostro corpo. è stato possibile perché io ho studiato l'embrione nella fase dell'organogenesis, si chiama così, in cui partendo da una cellula staminale totipotente che è l'uovo fecondato, attraverso stadi successivi si differenziano i vari tipi di cellule staminali, pluripotenti, multipotenti, fino ai 252 tipi di tessuti che costituiscono le cellule nostre. A questo punto è chiaro che in quel processo che parte da una cellula e differenza di tessuti ci sono tutte le sostanze che sono in grado di regolare tutti i geni di tutte le cellule di tutto il nostro corpo. Allora ho studiato come funziona questo codice epigenetico. ho individuato tutte le diverse funzioni. C'è una parte del codice epigenetico all'inizio del processo di differenziazione che è in grado di impedire l'invecchiamento, per esempio, e di prolungare la durata della vita in modo naturale, fisiologico, senza fare manipolazioni. Per esempio c'è stato un certo Yamanaka che ha preso il Nobel nel 2012, che ha introdotto quattro con un retrovirus quattro geni e ha trasformato una cellula differenziata in una cellula staminale pluripotente indotta preso in Nobel perché lui ha attivato i geni che sono quelli che poi sono attivi nel prevenire per esempio l'invecchiamento ma diciamo però lui a seguito di quella manipolazione le cellule non sono più naturali, fisiologiche, sono sempre bloccate in quella fase per cui la scoperta dal punto di vista scientifico era importante, meritava il no, ma dal punto di vista pratico poi non si può. Invece noi abbiamo, utilizzando questi fattori, dimostrato che teniamo accesi gli stessi geni ma in modo fisiologico. non solo, ma la natura che noi utilizziamo, queste sostanze naturali che noi utilizziamo, è più intelligente dell'uomo stesso e infatti sa fare altre cose, non sa solo tenere attivi quei geni che allungano la durata della vita, ma ne attiva anche degli altri che impediscono la senescenza, perché un conto è un arrivare alla vita e arrivare ai 120 anni in cattività. Ma se io arrivo in buona salute, tanto di guadagnato. Nella vita ci sono questi geni che in modo naturale, fisiologico, attivano sia quelli che impediscono l'assenescenza, sia quelli che allungano la durata della vita. e questo è una parte del codice epigenetico.
Il nostro corpo è solo in grado di impedire o di rallentare o di evitare l'invecchiamento e a qualunque età Sì.
Perché, diciamo, verso i 55-60 anni bisognerebbe già cominciare a fare un po' di prevenzione, poi se si va più avanti è un po' più... ma comunque diciamo che noi possiamo utilizzare queste sostanze naturali che con l'invecchiamento noi perdiamo e quindi invecchiamo e le nostre cellule vanno a morire. Ma se noi le troviamo in un'altra fonte della natura, per esempio in queste uova di zebrafish embrionate, che tra l'altro sono le stesse sostanze del nostro corpo, perché noi abbiamo studiato la composizione di tutte quelle proteine, ci abbiamo messo due anni e mezzo, con la spettrometria di massa, quindi abbiamo individuato tutto il necro delle proteine, è stato un lavoro lunghissimo, però poi abbiamo visto che sono le stesse nel nostro corpo. Quelle lì, se noi le utilizziamo, una parte di quelle ha questo effetto, ma un'altra parte che noi prendiamo invece verso la fine del processo di differenziazione cellulare, quelle rallentano la moltiplicazione delle cellule e se le cellule sono alterate, come le cellule tumorali, vengono riprogrammate. In che modo vengono riprogrammate? Queste sostanze sono in grado di attivare dei geni che si chiamano oncorepressori, quindi attivano dei geni come P53 che bloccano il ciclo cellulare delle cellule tumorali, poi fanno due cose, tentano di riparare i danni che sono all'origine della malignità e se i danni non sono troppo gravi e sono riparabili vengono effettivamente riparate le cellule si ridifferenziano, cioè vuol dire che diventano cellule normali, non più tumorali, e noi abbiamo visto che sono differenziate perché i marker del differenziamento aumentano dopo il trattamento del cento per cento. Poi vediamo anche però molte cellule che sono andate incontro alla morte cellulare programmata, cioè l'apoptosi, quindi un cosa vuol dire che tutte quelle cellule in cui le alterazioni erano troppo gravi e non potevano essere riparate, quelle sono state indotte a morire spontaneamente. ma sia che muoiono spontaneamente, sia che si riprogrammano, l'importante è che le cellule tumorali escono dal giro della moltiplicazione, giusto? In questo modo si riprogrammano. Quindi c'è anche questa roba qua.
Quindi è possibile praticamente la natura dentro di noi?
Dentro di noi ha tutte queste capacità. L'ultima capacità è di rigenerare i tessuti senza trapianto di cellule staminali. Lei pensi un po', no? Anche questo è un risultato ed è una di quelle, lei ha accennato, a un prodotto che rigenera il sistema nervoso. Giusto? C'è anche un nome, questo qui, adesso non lo facciamo perché non siamo in un'età, ma però noi abbiamo...
Ti riferisci al Sharefood?
No, noi le usiamo insieme al CellFood per le malattie neurodegenerative. Quest'altro prodotto, CellFood, è quello di Terziani. Io ho messo a punto questo prodotto che si chiama CellIntegrity Brain.
Guarda, ho tutto qui, perché scusami, eh. L'altra non ce l'ho.
Ecco, quello lì è CellIntegrity Brain.
Quello.
È il Cell Food di Terziani, questo l'ho messo appunto io. Ma perché l'ho fatto? Attento come l'ho fatto, adesso ti spiego come sono arrivato a concepire quel prodotto lì. ho studiato le cellule dell'ipocampo che sono quelle che vanno per prima in neurodegenerazione nell'Alzheimer. Volevo vedere come funzionava questa roba della rigenerazione nell'Alzheimer. Abbiamo usato le sostanze tossiche, abbiamo infatti il vitro, prima in laboratorio questa sperimentazione, quindi abbiamo coltivato le cellule dell'ipocampo e le abbiamo mandate in neurodegenerazione e questo è stato il controllo. Dall'altra parte abbiamo mandato in neurodegenerazione queste celle dell'ipocampo più i fattori che noi abbiamo prelevato nelle diverse fasi del differenziamento di queste uova embrionate di zebrafish. Qui noi abbiamo capito come funziona la vita. Allora, sono cinque fasi di differenziazione. Se non gli diamo ciascuna fase, noi riusciamo a prevenire la neurodegenerazione in modo anche statisticamente significativo, cioè la preveniamo del 20-25%, che era già significativo e quindi noi potevamo accontentarci. Però io non ero molto soddisfatto. Qual è stato il ragionamento che ho fatto? Siccome io avevo già fatto gli altri esperimenti, quello sull'anti-invecchiamento e quello sulla riprogrammazione delle cere tumorali, e avevo capito che a seconda delle fasi che tu gli dai fai una roba o un'altra, allora che cosa ho pensato? Ma se io devo rigenerare il tessuto nervoso, che cosa in realtà devo fare? Devo simulare lo stesso processo che la vita utilizza per auto-organizzarsi, cioè io prima quindi gli devo dare le fasi impediscono l'invecchiamento e mi tengono attivo il serbatoio delle cellule staminali. Poi però devo fare in modo che queste cellule staminali non siano staminali, perché se sono staminali non funzionano, non danno origine al tessuto. Quindi devo poi far differenziare in cellule l'ipocampo, giusto? E per fare questo cosa devo dargli? Tutte le istruzioni dall'inizio alla fine. pratica gli abbiamo dato tutta la miscela di tutte le fasi con tutte le proteine contenute e abbiamo visto che la prevenzione è del 78%. Quindi che cosa vuol dire? Che la medicina ha sbagliato anche il paradigma scientifico, cioè noi stiamo andando a cercare di curare delle malattie croniche ma cui ci sono delle alterazioni gravi come nell'Alzheimer, con singole molecole che dovrebbero ristabilire il processo, tra l'altro non in modo fisiologico ma in modo farmacologico. Ma se noi invece di pensare in questo modo pensiamo che la vita organizza delle informazioni complesse che per essere tali devono essere complete e ridondanti, io devo fare il ragionamento opposto, io non posso dargli la sostanza specifica che va sul recettore e fa queste cose, no, io gli devo dare tutti i programmi che servono per rigenerare un tessuto e quindi devo rovesciare la mentalità scientifica e ragionare in modo completamente diverso. La vita si forma in un modo intelligente, questa qui fa parte dell'intelligenza della.
Vita, Quindi, per le persone che arrivino, è abbastanza semplice da capire. Tutto quello che per dare il nostro cielo e quello di cui hanno bisogno, che cosa dobbiamo dargli? Cioè cos'è che esattamente dobbiamo dargli?
Beh, dipende da quale malattia tu devi curare. Per esempio, non gli dai tutte le fasi, tu gli dai le fasi che differenziano le cellule, rallentano la moltiplicazione e la riprogrammano. Se tu vuoi, diciamo, a un'età ancora non troppo avanzata, prevenire l'invecchiamento, puoi dargli anche solo le prime fasi, ma in generale per prevenire l'invecchiamento si dà quasi tutto questo programma, perché così sei sicuro che tu ricostruisci complessivamente il gli organi di tutto l'organismo, hai capito?
Tutte le fasi rappresenta, per una persona, voglio cercare di dare tutte queste fasi. Sono dei prodotti che devo prendere o uno stile di vita? Devo cambiare delle cose?
Tutte e due le cose contano. C'è sia lo stile di vita che conta e anche questo. Allora, lo stile di vita conta soprattutto dal puntista preventivo, perché sappiamo benissimo che ci sono delle diete che ti fanno malare e un altro tipo di diete che ti preserva la salute. il movimento fa sempre bene, l'attività fisica fa sempre bene, eccetera.
Quali sono le diete che ti fanno ammalare? Quali sono le tipo di diete da tenere lontane che ti possono far ammalare?
Le diete che fanno male in generale sono le diete ricche di grassi animali, povere di fibre, quindi ricche di carne rossa, di progetti insaccati, latte e latticini, diciamo, di fibre e così via. Quindi le diete invece corrette sono quelle che utilizzano le carni magre, quindi bianche, di pesce, tacchino, coniglio, pollo, solo se è ruspante perché altrimenti... che utilizzano molte verdure e tra tutte quelle, quelle che fanno meglio sono i broccoletti di Bruxelles, i cavoli, le crocifere e così via, ma tutte le verdure in generale vanno bene e La frutta anche va bene, tre o quattro porzioni di frutta, ma soprattutto non quella zuccherina che fa male, con troppo zucchero. Non va bene, per esempio, nei tumori. La dieta deve prevedere un contenuto di zucchero bassissimo, perché tutti gli zuccheri, come si sa, vanno dietro lo zucchero sempre, bisogna alimentare le cere tumorali. Quindi i dolci e così vanno aboliti. bevande gasate che contengono 30-35 grammi di zucchero, che sono una quantità enorme. Quindi bisogna tenere conto che la dieta è importante, ma anche la mente è importante. Essere positivi, ottimisti, non provare sentimenti di odio, di rancore, di rabbia, perdonare sempre... fa bene, mentre la cosa opposta fa malissimo. Quindi, vedi, ci sono tutti questi che prevengono. Poi però, quando uno va incontro a una patologia come una malattia neurodegenerativa, Parkinson, Alzheimer e così via, sclerosi multipla, tumori eccetera. Allora appunto con Giorgio Terziani ci siamo incontrati, lui anche lui ha questa visione della vita e siamo andati subito abbastanza d'accordo, nel senso che lui aveva dei prodotti che potevano funzionare bene, questo CELFOOD insomma ossigeni tessuti appunto e anche in questo caso quindi serve per la prevenzione del coronavirus per esempio, Ha un grosso effetto sull'effetto coronavirus? Sì, perché ossigenando i tessuti, il coronavirus si sviluppa quando toglie via l'ossigeno e rovina i mitocondri. Questi qui invece ristabilizzano la funzionalità dei mitocondri e quindi combattono il coronavirus, come anche esempio il Cell Integrity Brain o quell'altro ancora meglio in questo caso per il coronavirus si chiama Cell Integrity Age, questo qui è una sostanza che previene l'invecchiamento ma dentro c'è la curcuma che aumenta le difese del nostro organismo, il glutatione ridotto che pure aumenta le difese, il miognositolo, il resveratrolo, un mucchio di altri antiossidanti per cui alla fine questi prodotti servono per la prevenzione delle malattie, anche delle infezioni virali e servono anche quando c'è una certa patologia. Con l'Alzheimer, per esempio, non è che noi curiamo l'Alzheimer in modo farmacologico, questa non è una terapia farmacologica, Questa è una terapia naturale, fisiologica, che cerca di ristabilire il vecchio equilibrio perduto. È come dicevamo il significato della dieta che va bene rispetto a quella che va male. La dieta a certe volte ha effetti molto benefici perché regola, dal punto di vista epigenetico, il nostro DNA. Il DNA, abbiamo capito, quando l'hanno sequestrato tutti all'inizio di questo secolo 2002, il DNA su cui basate tutte le speranze di tutta la medicina, si è visto che non sa fare assolutamente nulla perché è come un hard disk del computer che, se non è programmato, non sa fare niente. e chi glielo dà il programma? Glielo dà questo codice epigenetico che stiamo studiando noi, hai capito? Quindi questi sono trattamenti epigenetici, cioè sono trattamenti naturali. Noi insegniamo ai geni di far dire tu ti devi accendere, accenditi, tu spegni, spegni, tu fai questo, fai quest'altro. Gli insegniamo come devono comportarsi e noi sappiamo quali sono ormai le sostanze che ti attivano i geni buoni, quelle che spengono i geni cattivi e così via, hai capito?
Questo puoi fare con lo stile di vita.
Certo, e questo va di pari passo con lo stile di vita, perché anche la dieta funziona dal punto di vista epigenetico, la dieta che funziona bene, che ti mantiene in salute. Perché ti mantiene in salute? Perché attiva tutti i geni buoni, perché la felicità ti fa stare bene. Io ho scritto un libro con un certo, uno che fa yoga, della risata, figurati, l'abbiamo chiamato epigenetica, dall'epigenetica alla felicità.
Come si chiama lui?
Lui si chiama Richard Romagnoli, è uno che fa lo yoga della risata. L'abbiamo chiamato epigenetica, dall'epigenetica alla felicità per dire che se uno è felice in pace con se stesso, sta bene. Infatti, se tu vai a vedere tutti i lavori ultimi, uno degli elementi fondamentali per mantenere lo stato di salute è proprio essere felici. Adesso volevo anche dire a chi ci segue che non bisogna farsi deprimere in questo momento, bisogna essere ottimisti lo stesso, perché essere felici ti aumenta moltissimo le difese. Tu emetti delle onde elettromagnetiche molto buone quando tu sei felice, mentre quando sei triste e depresso stai male. Quindi, come vedi, tutto conta. ma conta dal punto di vista epigenetico, quello che stiamo facendo noi. Tutti questi trattamenti che abbiamo messo a punto, cell food, cell integrity reprogram, cell integrity brain, per esempio nei tumori invece usiamo cell reprogram, si chiama così perché noi andiamo a riprogrammare le cellule tumorali. C'è uno che funziona dal punto di vista epigenetico a bloccare la moltiplicazione cellulare, un altro che ti impreviene l'invecchiamento è un altro che cerca di rigenerare i tessuti, ma in modo naturale, fisiologico, non andando a cambiare l'espressione dei geni in modo patologico. Non facciamo manipolazione a queste cose. Non so se è chiaro sufficiente, credo di sì.
È tutto molto chiaro, molto chiaro. Ancora una domanda velocissima. Quanto tempo ancora, secondo te?
Con il coronavirus? Guarda, nessuno lo sa bene, però diciamo che adesso noi abbiamo visto che siamo al plateau praticamente, quindi tra un po' ci dobbiamo aspettare la discesa. Però poi diciamo che bisognerà tornare gradatamente a una vita normale, non si può improvvisamente interroppere tutto e diciamo, riprendere come prima, ma poi non vale la pena proprio, abbiamo detto, riprendere come prima, perché adesso qui dobbiamo anche fare i conti con come dovremo vivere in futuro. Se noi andiamo avanti, perché la Lombardia è così colpita? Ci sono delle ragioni anche perché è così colpita, lo sappiamo, tutto influisce, quindi anche il fatto che ci sia questa situazione di inquinamento non contribuisce certo a rendere più facile, anche se noi non abbiamo capito tutte le interrelazioni che ci sono, ma certamente uno per l'inquinamento è già indebolito per suo conto e sta roba ti colpisce in modo più grave, mettiamola così, questo si può forse dire. Comunque noi dovremmo tornare lentamente alla normalità, pian pianino, poi non dovremo tornare alla normalità di prima.
Ad una nuova normalità della natura stessa. Noi siamo natura e a volte ce lo dimentichiamo.
Sì, dobbiamo rispettare di più la natura, dobbiamo rispettare molto di più noi stessi, gli altri e e cambiare appunto il mondo dei valori, non andare sempre... cioè non si può più appunto prendere la macchina per fare qualsiasi piccolo pezzo di strada, andare di qui, di là, fregarsene, eccetera. Non ha più senso.
E soprattutto ricordiamo di questa cosa qua che ci ha fatto scoprire, no? Io alla sera, sicuramente anche te, sentiamo la gente che canta oppure mi arrivano su WhatsApp dei video, no? Noi siamo uniti, siamo insieme.
Cioè la gente si sta rendendo conto che è così, che dovrebbe essere così.
Quello fa quando c'è i mondiali, quando ci sono i mondiali o quando ci sono delle cose.
Anche lì capisci anche questa cosa, i mondiali, per esempio. Quando tu raccogli in uno stato, per esempio adesso, Io non so quante partite sono state fatte quando era già partita l'infezione, ma certamente raccogliere in uno stadio 50.000 persone non è una cosa sana, diciamo, per la trasmissione di malattie, insomma, giusto?
Ci sono accorti, hanno interrotto, però ricordarsi il fatto di essere uniti, il fatto che la grande forza da soli non si riesce a superare, si riesce a superare fino a un tot, No, no.
No, deve essere una cosa collettiva. Si, individualmente tu puoi cambiare, ma se dobbiamo andare avanti in modo diverso dobbiamo farlo collettivamente.
Un insieme di persone che decidono loro stessi di cambiare, questa è la possibilità.
Esatto, perché se si aspetta dall'alto diventa un po' difficile. Non è detto, perché anche i governanti credo si siano resi conto adesso che probabilmente anche per loro si tratta di cambiare modello di sviluppo, però se lo si fa anche con i comportamenti individuali che diventano poi collettivi è anche meglio.
Quindi ognuno deve avere un discorso che è in controllo della propria vita, in controllo delle proprie scelte e capire che ogni scelta che fa, da quello che mangia, dall'attività che fa, se stare seduto sul divano o ha la possibilità di farsi una passeggiata anche solo dieci minuti in mezzo agli alberi fa bene e se tutti fanno così ci sarà più... le persone singolarmente staranno meglio e quindi ragioneranno meglio. Ti ringrazio, è stato veramente un grande onore, finalmente ho avuto la possibilità, perché ti ho incontrato diverse volte e l'ultima volta non ho avuto occasione di ascoltarti.
Spero di essere stato chiaro, non so, perché poi abbiamo parlato anche di argomenti abbastanza difficili, però non so se forse è stato abbastanza chiaro.
Uno scienziato come te, uno studioso come te, che vuole capire cosa è la vita e farti da fuori il fiore dentro, dentro non solo della vita, ma dentro ognuno, di ogni essere umano, credo che l'entusiasmo, la passione con cui ne raccontavi. Forse ci siamo un po' persi, forse qualcuno si è un po' perso, ma questa grande voglia di far venire fuori la vita di ogni persona, di capire che dentro ogni persona c'è tutto quello di cui abbiamo bisogno.
Noi abbiamo tutto quanto ci serve.
È pazzesco, è pazzesco. Ti voglio ricordare su tutto questo. Ti ringrazio ancora e spero di incontrarti presto.
Arrivederci.
Grazie, grazie, ciao.
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