Walter Nudo intervista la Campionessa del Tennis Francesca Schiavone

Trascrizione di un'intervista-video (YouTube) in cui Walter Nudo conversa con la tennista campionessa Francesca Schiavone. Conversazione incentrata su esperienze personali e sportive: gestione del periodo del coronavirus e riflessioni sulla vita, la sua carriera (incluso il Roland Garros e la partita più lunga), la formazione del carattere, la mentalità agonistica, tecniche di visualizzazione/meditazione e consigli per i giovani.
Chapters
Quattro ore e 44 minuti di gioco e quella, trattasi tra l'altro, lei detiene il record della partita più lunga della storia del tennis. È una grandissima amica ma soprattutto è una grandissima campionessa, non solo il tennis ma nella vita. Grazie Francesca Schiavone, grazie di essere qui con noi. Allora ragazzi, sono molto fiero e emorato di avere una grande amica oggi con me, per poterla tra virgolette intervistare. Sono chiacchierate, queste sono sempre chiacchierate tra amici. Ma prima di presentarla, voglio leggere un po' di cose. Non si può presentare con un paio di parole, basta. Lei è stata la prima tenista italiana e la terza, dopo Pietrangeli e Panetta, ad avere vinto un torneo grande slam singolare. Non solo è stata numero quattro nel mondo, con Svetlana Kuznikova dopo quattro ore e quarantaquattro minuti di gioco. E quella trattasi tra l'altro, lei detiene il record della partita più lunga della storia del tennis. Svetlana ha battuto campionesse come Serena Williams, Kuznikova è una giocatrice che ha raggiunto.
La partita più lunga della storia del tennis.
È una giocatrice Carolina Wozniacki, Justine Nien, Emily Mauresmo, Dinara Safina, Jelena Jankovic, tutte ex numero uno del ranking. Allora, ragazzi, è una grandissima amica, ma soprattutto è una grandissima campionessa, non solo il tennis, ma nella vita. Grazie Francesca Schiavone, grazie di essere qui con noi oggi.
Ciao Walter.
Ciao Francesca. Allora, Francesca, noi ci siamo conosciuti un po' di tempo fa, tra l'altro prima che tu nel 2010 vincessi questo grande Spoiry su tutti i giornali del mondo, cioè praticamente per il nostro amico Mauro. Non sai, Francesca ha vinto. Pazzesco, tutto pazzesco. Sei una grande campionessa, sei una persona meravigliosa, ci siamo incontrate un paio di volte, abbiamo avuto l'occasione di parlare. Senti, ti faccio una domanda diretta adesso. Come stai vivendo questo momento del coronavirus?
Allora, prima di tutto chiuso in casa. È fondamentale fondamentale seguire le regole ma per cose semplici che sono la mia saluto tanto quanto la tua quindi rispettare anche l'altro. Come la sto vivendo? C'è una chiave di tutto questo incredibile che secondo me la trovo nel mio mondo molto affascinante è che all'inizio non sapevo cosa faccio oggi, cosa faccio una volta che cucino, una volta che faccio la cos'è. e iniziavo a torturarmi dicendo voglio delle risposte allora e adesso cosa succede questo coronavirus si sente tutti in casa cosa faccio tutto il giorno in casa beh dopo un momento di crisi perché l'ho avuta a un certo punto ho iniziato ad ascoltarmi e ho detto sono da sola in casa nel momento in cui mi fermo e mi ascolto tutto ritorna ad avere un equilibrio quindi Ho fame, mangio. Voglio vedere il telegiornale, guardo il telegiornale. Ho voglia di leggermi un libro, leggo un libro. Voglio bermi un goccino di vino buono o un tè caldo, me lo bevo. Cioè ho iniziato praticamente ad ascoltare quello che sono io, senza avere per forza una routine. cosa che abbiamo tutti i giorni della nostra vita e assecondando anche il mio corpo nello stare bene. Quindi la mia ginnastica, quando me la sento, faccio la ginnastica. Questo ascoltarmi mi ha portato ad avere una forza maggiore dentro di me. È strano, eh! Tu cosa fai?
Io cosa faccio? Beh, anch'io!
Contrario!
Faccio un mille cose! No, però il fatto di ascoltarsi, questa è una cosa... E' lì che trovi le risorse, è lì che trovi le risorse vere. Nel momento stesso di Trescotti, perché forse veramente noi siamo degli esseri straordinari che abbiamo tutte le risposte nostre, se semplicemente ci fermiamo un attimo e ci permettiamo di ascoltare, quindi questa è la grande comunicazione che c'è, perché noi lavoriamo molto sulla comunicazione con gli altri, ma quanta comunicazione veramente abbiamo con noi stessi? E tu hai detto una cosa pazzesca, cioè il fatto di iniziare una comunicazione con te stessa, perché la base della comunicazione è l'ascolto, e tu hai fatto proprio questo. Ci sono... Che cosa, secondo te, il coronavirus... Adesso faccio ancora questa domanda, poi passiamo ad altro. Però che cosa rappresenta questo momento di coronavirus per te? Cioè, a questo punto, che cos'è? Che cosa la vita ti vuol dire?
Allora, nei giorni scorsi ho visto un film, una serie, ha detto una frase meravigliosa e me la sono segnata perché sapevo che in qualche modo questa intervista ci riportava qua e dice ci vuole più coraggio per l'amore che per la guerra.
Aspetta, forse so anche... Aspetta, il film... Non si può dirlo, non so se si può dirlo. Sì, certo, certo, figurati. Cos'è?
Vabbè. Ma credo che fosse una serie. Adesso, siccome ne sto vedendo un paio, anche se non sono una malata, però quella... E poi sto scrivendo un libro, quindi quella frase lì l'ho presa subito e ho detto, caspita, è proprio quello che stiamo vivendo oggi. perché è molto più facile non pensare e fare una routine tutti i giorni, andando avanti nelle cose, perché le forze, perché voglio di più, perché voglio questo, voglio l'altro, e adesso devo andare alla famiglia, adesso devo andare di là, eccetera. È molto più facile entrare in questo ritmo, in questo automatismo, che fermarsi. amarsi, amare, stare con la propria famiglia, avere il tempo per carità anche questo di poter proprio assaporare quelli che sono i doni della vita soprattutto per tante volte chi sta male e riduce da una malattia dice appena nesco appena nesco giuro giuro giuro che questo non lo farò mai che questo farò questo e che poi piano piano la vita ti riporta nella routine quindi questo coronavirus ci fa riflettere di quanto quanto siamo grandi e pieni di amore. Sicuramente bisogna analizzare tutte le cose dalla parte economica e politica e qua non ci entro dentro ma sicuramente ci vuole adesso grandi geni che ci portano a a rifarci rifiorire nel miglior dei modi però uscire fuori a Milano e non sentire la cappa di Smog eh piuttosto che vedere i ragazzi i bambini giocare ah Walter ti devo raccontare sta cosa poi chiudo avevo io ho un balconcino piccolino ho aperto la finestra la mattina mi sveglio apro la finestra questi uccellini a un certo punto sento due bambini giocare fuori Sai che di solito noi, con i genitori che parlavano, chiudi la finestra. La solitudine che ti porta a tante cose mi faceva proprio piacere. Quando sei da sola ti rendi conto quanto è bello un gesto d'amore e le loro risate. due genitori che si parlano tranquillamente. Quindi è tutto strano, ma al fine è centrato sempre su quella parola.
Guarda, con la mia compagna viviamo in un comprensorio dove grazie a Dio c'è un po' di erba fuori, no? E possiamo scendere, ovviamente tutto chiuso. Però c'è un po' di erba, un piccolo percorso, e ogni tanto scendiamo e facciamo due passi. L'altro giorno sono sceso e ho visto due bambine che giocavano con la bicicletta con loro padre. Ora, io immaginavo e guardavo e pensavo, beh, loro sicuramente sono contenti di questo coronavirus. Prima cosa, perché non vanno a scuola. Seconda cosa, magari hanno quel tempo del padre che in altre condizioni non l'avrebbero. Magari il papà deve lavorare tutto il giorno e invece adesso loro ce l'hanno e loro si ricorderanno di questi momenti. Questo momento è tempo guadagnato, è oro per loro. Quindi, sicuramente adesso è un momento dove molte persone sono state male, molte persone sono morte. però è fare in modo, io ho raccontato questo, non lasciamo che il sacrificio di queste persone sia in vano, cioè tutto questo ci sta servendo per capire qualcosa. Quando usciamo da questa situazione, usciamo veramente di casa, ricordiamoci perché se non ci ricorderemo e cambieremo il nostro stile di vita, anche magari questo mondo che è un pochettino più pulito adesso, da quando siamo vivi probabilmente è l'aria più pulita che ci sia, almeno per quanto hanno respirato il mio naso, e se noi faremo delle scelte per cui rispettare più il pianeta, rispettare noi stessi, rispettare gli altri. Ricordiamoci che siamo connessi uno con l'altro, esattamente quello che hai detto, cioè quelle cose che ci davano fastidio adesso non ci danno più fastidio, anzi sono musica per le vostre orecchie, sono musica, quindi è straordinario. Senti, allora Francesca, qual è stata La rivincita più importante, allora io parlo spesso con le persone e parlo della trasformazione, trasformazione di vincita, trasformazione perché io penso che ogni essere umano abbia avuto tante trasformazioni nella sua vita. e come dice Lavoisier, nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. E noi ci continuiamo a trasformare. Il punto è che forse possiamo scegliere in cosa trasformarci e soprattutto come trasformarci, capire come. Quindi capire che la trasformazione fa parte della vita. E poi parlo di rinvincita. Nel momento stesso che tu ti trasformi, tu hai la tua rinvincita. rivincita è intesa come vinci di nuovo, perché sono sicuro che le persone hanno vinto, tu hai vinto tantissimo, ma tante volte no, abbiamo perso, perché le persone pensano che i campioni vincono solo e non perdono mai. Qual è stata la tua rivincita e che cosa è successo? E come ti sei trasformata per per rivincere? Qual è stata la rivincita più importante della tua vita? O di quello che vuoi raccontare?
Come flash mi viene in mente questo. A 12 anni chiedo a mio papà di mandarmi in America. Mio padre ci pensa, parla con mia madre e mi risponde Franci, abbiamo te e tuo fratello, abbiamo un tetto, non possiamo proprio materialmente mandarti in America, non possiamo. Ma il tennis papà è lì, non è qui, sento che devo andare, quella è la mia strada. Franci, ci andrai, piano piano ci andrai e questo dolore ancora lo sentiva mio padre. Dopo anni e anni e anni. Un giorno vado in America, inizio a fare US Open, avevo 20 anni. Vado dalle qualificazioni, raggiungo il terzo turno, battendo una numero 15 del mondo, quindi molto molto bene. Torno a casa e gli ho detto Papi, ti ho portato l'America io qua. E adesso ci vieni tu il prossimo anno con me là. noi ce l'abbiamo fatta. Quindi è una rivincita che nasce da quando sei piccola, che ti cresce dentro, quando desideri qualcosa, lo vuoi fortemente, quando hai un sogno a un certo punto arriva e puoi non solo godertelo, ma puoi condividerlo con le persone che ami.
Ci sono stati dei momenti in cui hai detto, forse dovrei fare un'altra cosa. Cioè, tu hai iniziato a giocare a tennis. Quando hai capito che il tennis poteva essere la tua vita?
La prima domanda o la seconda?
La seconda, la seconda. Poi facciamo la prima. Quindi a che età hai pensato che il tennis era la tua vita?
È stato un susseguirsi. susseguirsi di cose. Non c'è mai stato un momento che ho detto, ah il tennis dà, no? È perché ero talmente desiderosa, talmente vivevo questo sport, la scuola, casa mia, questa mia routine che io mi ero formata. Eh che è crescendo ogni anno che ho percepito il fatto che io veramente potevo fare qualsiasi cosa nella mia vita. E in quel momento ho iniziato a menare, ho detto io lo faccio, lo faccio, lo faccio, lo faccio. Non ho mai pensato dove arrivo, cosa arrivo, come c'è. Come ci arrivo sì, ma mai stati a capire quando è stato il clip. Sicuramente nel momento in cui ho fatto qualificazioni finale, qualificazioni finale, quei tre tornei che ho fatto in Sud America, che tra le altre cose ero riuscita ad andare, aggregandomi a un sistema, grazie a Dio mio padre è riuscita a pagare quel biglietto aereo, nel momento in cui sono tornata avevo in mano la possibilità di scalare la classifica. Quindi l'ho scalata prima, con dedizione, continuando a fare le mie cose, poi a un certo punto sono andata.
Quindi hai avuto passione, non hai mai smesso di fare le cose che amavi, cioè giocare a tennis, stare con la tua famiglia, hai continuato a fare quello che facevi, quello che amavi così tanto, tutti i giorni, non una volta ogni tanto, lo facevi sempre, quindi la costanza giusto di ripetere le cose, continuare a fare le cose che facevi, e poi sapevi cosa doveva fare, quindi avere una sorta di strategia di continuare a fare gli allenamenti, ok? E sapevi che quegli allenamenti, quella cosa ti piaceva così tanto, avevi così tanta passione su quella cosa e poi i risultati sono arrivati dopo. Ma non pensavi, diventerò campionesco del mondo, pensavi a continuare a stare in un ambiente che ti piaceva così tanto, che volevi così tanto, che era semplicemente stare sul campo e giocare a tennis.
Giusto?
È così che vuoi dire?
Sì, voglio dire questo, ma sicuramente tutto quello che dici tu è alimentato da un sogno.
Che era?
Il mio sogno era di diventare la più forte del mondo, di diventare una grandissima tenista. Io volevo esplodere perché quello spazio lì era il mio spazio, nessuno mi poteva dire cosa dovevo fare, quanto tempo dovevo farlo, perché nel momento in cui io lo capivo, ma anche da piccolina, questo è il mio spazio, è la mia espressione, io mi esprimo qua dentro, amo quello che faccio. Tutto il resto era relativo e sicuramente molto importante ascoltare nel momento in cui vuoi scalare questa montagna.
Ero io. Certo. Quindi avevi un obiettivo, allora amavi una cosa, amavi così tanto questa cosa qui, stavi nel tuo spazio, ti sentivi così a tuo agio in quello spazio lì, perché lo amavi così tanto e avevi fissato un obiettivo. Esattamente quello che parlo della trasformazione, perché quando noi ci trasformiamo facciamo tre cose. Prima cosa, capisci che c'è un tra l'altro è un problema, nel senso che io voglio superare una cosa. Poi troviamo una motivazione per farla, per alzarci e poi fissiamo un obiettivo e non togli mai lo sguardo da quell'obiettivo, facendo quello che ami fare. E quindi tu dici, wow, è straordinario quello che stai dicendo. Allora, ci sono altre cose. Ci sono state altre cose. che cosa secondo te, che cosa ha fatto di te una straordinaria campionessa? Tu non solo sei arrivata ad altissimi livelli, ma hai anche fatto delle cose straordinarie, cioè fuori dall'ordinario. Il fatto di aver vinto la prima donna per vinto il Roland Garros, il fatto di aver fatto la partita più lunga della storia del tennis, cioè sei andata oltre. Che cosa, secondo te, che cosa ha determinato questa cosa qui? Quali sono stati uno, due, tre elementi in te che ti hanno fatto fare quello che hai fatto?
Sicuramente ci sono tre, quattro elementi importantissimi. Sono carattere, quindi parliamo di una cosa che hai dentro, e va lavorato. Coraggio. Bisogna osare, rischiare.
Non aver paura di cadere.
Scusami?
Scusami, te. Non aver paura di cadere. Il coraggio è come dire io vado, anche se non mi sbaglio, io mi rialzo. Non aver paura di dire oddio, oddio, oddio. Perché molte persone dicono e se sbaglio, e se sbaglio, beh, se sbagli ti rialzi. Nel senso che non aver paura di quello.
Mi senti bene?
Sì, sì.
Noi negli tennis diciamo che vince chi sbaglia di meno, non vince chi non sbaglia. Chi non sbaglia ce n'era uno ed è un po' troppo più forte di noi. Quindi vince chi sbaglia, significa che tu sai che ogni volta che fai qualche cosa c'è un rischio e in questo rischio per affrontarlo ci vuole coraggio. E poi sicuramente la parte della mentalità, che lì possiamo spaziare e andare nel tuo campo, nel fatto, come dici tu, di allenare l'attività, perché la testa è un muscolo allenato, come facciamo 500 volte al giorno il bicipite piuttosto che altro. Quindi sono tre elementi sicuramente importanti.
Prima della partita, perché avevo letto il libro di Agassi, Open, diceva lui che prima della partita lui guardava sempre la partita nella sua testa prima di farla. posizione, faceva, vedeva, visualizzava. Facevi anche tu così? Hai fatto qualcosa di simile?
Adesso parlo di me. Abbiamo due cose che facciamo quasi tutti i giorni, a seconda di come vi ordini, che sono una meditazione, chiamala così, comunque per rilassarsi, rilassare il corpo, riconnetterti semplicemente nel presente. ma anche un quarto d'ora è incredibile come esperti, però bisogna farlo. Ci sono delle volte che lo fai di più, perché fai molta più fatica, delle volte dove entri direttamente in contatto. E poi l'altra parte è visualizzazione. Quindi tu hai un colpo che vuoi migliorare piuttosto che hai un avversario e ti immaginate già la tattica con la quale vuoi batterlo e su quello lavori prima del match. giorni prima, oppure nei periodi lunghi di allenamento prendi una settimana e la dedichi a questo piuttosto che a un'altra cosa. Sì, lo facciamo spesso.
Quindi tu visualizzi un certo colpo, lo visualizzi tu guardandoti da fuori, cioè tu guardi te fare il colpo o tu fai il colpo? Capisci?
Ognuno ha i Lo fa come preferisce. Anch'io ho chiesto questa cosa all'allenatore mentale. C'è chi si mette su di lui e chi lo fa su se stesso. Io lo facevo su di me.
Ho capito. E guardavi anche il risultato, cioè tu davi il corpo, guardavi l'altro giocatore cosa faceva, era una specie di filmino che durava, non so, 5 secondi, o erano fotografie che tu vedevi?
Nella visualizzazione non avevo un tempo perché c'erano giorni, momenti o alcuni colpi sui quali facevo molta più fatica. C'erano cose che andavano via facilmente. Secondo me è tutto relativo, non deve esserci un almeno io non so, un'ora di visualizzazione, dieci minuti di visualizzazione. No, questo è il tuo obiettivo. Quanto tempo impieghi è cosa tua, è una cosa molto personale. Poi piano piano più lo fai, più ti eserciti e più veloce ti viene.
Voglio solo tradurre questa cosa per le persone che non giocano a tennis o che non fanno sport o che ci stanno ascoltando. I due passaggi sono due. Tu ti facevi meditazioni, quindi portavi il tuo stato in uno stato di tranquillità. non è un campione, anche chi non gioca a tennis può attraverso una meditazione, attraverso io c'è una meditazione guidata nel che ho fatto nella di visita punto club e per le persone che non fanno meditazioni, magari molto semplice, si mettono i cuffietti. Allora, Questo perché? Perché li porti la meditazione è una meditazione guidata, guidata in uno stato di calma, di tranquillità, a quel punto c'è molte risorse, no? Quello era il migliore, perché quando noi siamo arrivati siamo tesi, tesi, tesi, non fluisce nulla, oh, pauroso, spaventati. E poi quello che facevi è la visualizzazione, quindi da lì lavoravi nel vedere cosa volevi che succedesse. Quindi è come se tu scrivessi, tra virgolette, un po' il tuo futuro, disegnassi un po' il tuo futuro, si può dire così? Ok, ok, beh, e lo hai fatto, è successo. Quindi si può dire che puoi... perché molte persone magari pensano, no, al futuro, a quello che mi succede, non voglio controllo, no, niente. Invece no. Invece se tu anticipi e porti la tua attenzione a quello che vuoi che succeda, beh, no, ci saranno buone possibilità. Se ci lavori con costanza c'è una buona possibilità che quello che succeda. grazie Francesca è pazzesco.
Una cosa.
Dimmi.
Una cosa. Ovviamente devi unire tutto questo con la dettone e la discina e il lavoro su quello che vuoi fare perché altrimenti non è che ti casca dal cielo eh.
Solo bravissima straordinaria proprio quella grazie l'hai aggiunto cioè non devi solo fare meditazione e visualizzare ma passare la gente dice io dico sempre aiutati che Dio ti aiuta no? C'era una barzelletta che io spesso dico di una persona che andava a pregare a San Gennaro e gli diceva San Gennaro, San Gennaro fammi vincere la lotteria, San Gennaro, San Gennaro fammi vincere la lotteria tutti i giorni, tutti i giorni, San Gennaro, San Gennaro, fammi vincere la lotteria, San Gennaro, dopo una settimana, dieci giorni, San Cioè, se non fai un'azione, non puoi aspettare che il cielo aiutati, che Dio ti aiuti. Quindi, esattamente quello che dici, cioè, fare l'azione, non stare lì in paladia. Assolutamente. Vediamo se c'è ancora una cosa che ti volevo chiedere, allora, sulla revisione, sulla trasformazione. che suggerimento o che tip, che consiglio daresti? Allora, vado un attimo indietro. I ragazzi oggigiorno, secondo te, sono meno portati allo sport rispetto a prima? Cioè, sono meno dediti alla costanza dello sport o no? O tutto uguale come come quando tu hai iniziato.
Non ti sento bene. Senti bene, Walter?
Sì, io sì. Allora, ti stavo dicendo. Mi senti adesso?
Allora, io ho capito. Mi hai chiesto come mai oggi i giovani fanno più fatica?
Se fanno più fatica. Se secondo te fanno più fatica a stare in uno sport, a essere più costanti.
Ci sono due componenti utili per diventare dei campioni. Sicuramente nasci con delle qualità e poi la famiglia. I giovani, come oggi, hanno dietro alle spalle una certa disciplina e quindi torniamo in un certo ordine. genitori, hai una figlia, tutto anche quando sei a scuola, sei più tranquillo, hai più possibilità di mettere attenzione sulle cose. Oggi invece andiamo così veloci rispetto ai trent'anni fa quando siamo cresciuti io e te, che avevamo il pallone, l'altalena e ringrazio a Dio se un altro amico aveva l'ultimo cavolo sicuro Oggi ci sono tantissime cose e quindi il ragazzo, oltre ad avere una famiglia che viaggia, si muove, che non ti dà più dei riferimenti fissi come una volta, oltre a quello abbiamo tantissime possibilità. I ragazzi possono fare questo, quello, quello, quell'altro. che non sembra, ma diventa tutto più difficile. Se invece tu hai due o tre cose da fare, prima le apprezzi, seconda le fai al cento per cento e terzo a un certo punto ti vengono bene, quindi la fiducia ti si alza e si creano tutte le cose di cui stavamo parlando prima. Quindi è un bel casino.
Quindi c'è molta distrazione e soprattutto il discorso di avere questi qui a portare in mano ti distranca perché c'è un sacco di informazione eh tra WhatsApp, Instagram, Facebook, eh Snapchat, adesso anche TikTok, quindi e quello che viene fuori è sempre di più eh se tu hai i numeri allora tu vali, no? Eh se tu hai follower allora tu vali, no? Si c'è questa tu non pensavi, quando giocavi, ai numeri, ma pensavi a fare una cosa che ti piaceva, a stare in quella meta lì. Fissato l'obiettivo di diventare la numero uno, ma di stare in un ambiente che ti piaceva così tanto. Quindi continuare a stare così. Allora, senti, quindi...
Vado a fare io una domanda.
Vai, vai. Certo.
Eh... non lo so, mi è venuto l'istinto adesso, però vedendoti che sei bellissimo lo sei senzato. E e oggi come oggi hai riuscito anche a fare quei passi eh dentro che ti hanno portato a essere chi sei. Eh tante volte in televisione spiegalo ai ragazzi tu che sei molto più bravo e tantissime esperienze in tv. Escono fuori eh dei personaggi da un qualcosa, sono tappati invece altri personaggi e persone che hanno delle qualità. Spiega ai giovani di oggi qual è la cosa importante, qual è il valore vero per poi diventare quello, per esempio, che sei tu, che sei un esempio, indipendentemente da cosa fa vedere la televisione.
Allora, la televisione... Allora, io, sai, nella televisione sono stato 25 anni, no? Ho iniziato nel 1995, quando c'era Dal Costanzo, eccetera, eccetera. Ho fatto programmi televisivi, ho fatto reality, ho fatto fiction, amavo fare l'attore, ho studiato per fare l'attore. Allora, però la televisione è quella dove ho lavorato di più, ho fatto più roba. Allora, il motivo per cui io mi sono, dopo 25 anni, ho deciso di ritirare, di dire ok, basta con la televisione, è perché sono arrivato a un punto in cui ho capito che la televisione stessa fa i suoi interessi, che non è giudicabile, insomma, per carità di Dio, ma lo spettacolo esperto è intrattenere le persone e non necessariamente collegato col fatto di farle crescere. Cioè, le fai divertire, però non automaticamente le fai crescere. Non sempre, ma più delle volte non succede questa cosa qua. E allora io mi sono detto, cosa se lo spettacolo fosse uno spettacolo che fai automaticamente crescere le persone? Se crei spettacolo, fai spettacolo, ma li fai anche crescere. I ragazzi credo che siano portati, come lo ero io, all'epoca anche, dei numeri, no? La fama, i copertini, le cose. Poi ho avuto tutto quello, ho avuto tanto, ho avuto macchine, ho avuto tutto e non ero contento, non ero felice. Sono contento di aver essere arrivato lì, per averlo scoperto e sono contento di non averci messo neanche tanto tempo per averlo scoperto prima possibile, per poter capire che non era quella la mia strada. quello che ho capito era forse che c'è sempre stato dentro di me la voglia di eh di fare quello che ho sempre amato quindi stare in un ambiente come ad esempio mi piaceva stare in un set, stare e non mi importava quanto guadagnavo quando volevo sul set, non mi importava eh quante persone potessero vedere quel quel messaggio o quel film. Esattamente come quando giocavi tu giocavi non so se riesco a rispondere ma è semplicemente dire ragazzi cercate di scoprire cosa volete fare e fatelo Poi i risultati arriveranno. Se voi continuate con costanza e ci credete così tanto e continuate a starci, soprattutto costanza e fiducia, allora i risultati arriveranno e sarete felici. Non dovete aspettare di essere felici quando non sarete famosi, ma essere felici semplicemente nel farlo quella cosa lì. Quando incontro degli attori, io gli dico, ascolta, tu devi essere contento di stare sul palco a prescindere di se una persona davanti a te o un milione di persone davanti a te. Tu non lo fai per loro, tu lo fai per te. E quindi gioisci su questo, senti il divertimento, anche nel momento difficile, divertiti. I miei figli sono balleri di danza classica e sono vivono in Germania. Tra l'altro il piccolino è nato lo stesso giorno che sei nata tu, il 23 giugno. Sì, il 23 giugno. E quindi a loro gli dico sempre, ragazzi, voi fate quello che amate, continuate a fare quello che amate e soprattutto divertitevi. Perché alla fine di tutto questo noi vogliamo guadagnare i soldi, essere famosi, perché poi così saremo felici e ci possiamo divertire. Fatelo adesso. Perché aspettare? Perché aspettare? Io non voglio aspettare quando sarò. Fatelo adesso. Trovate un modo per divertirvi. C'è sempre un modo per divertirvi. anche quando le cose vanno male, trovo molto per divertirti. Guarda, proprio io ho fatto una diretta di Viktor Frankl, che è stato uno che durante la Seconda Guerra Mondiale, lui era un psichiatra, neurologo, viennese, austrieco, ebreo, è stato durante il periodo nazista, i tedeschi hanno preso suo padre, sua madre, suo fratello, sua moglie che era incinta del suo figlio. e li hanno portati via con il nidianucismo. Lui l'hanno messo in un campo di concentramento, tra cui Auschwitz, per circa due anni. Lui ne è uscito fuori, non solo ne è uscito fuori, poi ha scritto un libro che è straordinario, Man Searching for Meaning, l'uomo che ricerca il significato. Ha venduto milioni di copie, ha fondato la logoterapia che è in contrasto con la psicoanalisi di Freud e praticamente lui è riuscito a fare perché è riuscito a vedere la situazione in un'altra maniera, cioè ma al grado tutto ha detto cos'altro ci potrebbe essere, cosa potrebbe significare questo per me. E quindi esattamente quello, ha messo un sorriso sul suo viso e ha affrontato tutto col sorriso. Quindi non ti dico che non era certo uno stronzo che gli ha portato via tutti, ma ha scelto di vedere la vita sotto un altro punto di vista. Non solo ne è uscito, ha scritto un libro e ha fatto in modo di influenzare milioni di persone. Ancora adesso, io dopo 75 anni, ne parlo. Quindi lui ha influenzato milioni di persone ed è un libro straordinario. Proprio quello è il significato che dà. Quindi divertiti, perché aspettare, anche se le cose sono drammatiche, diverti. Anche perché quando tu ti diverti e stai bene, abbiamo parlato anche con professori e scienziati nelle altre interviste, se c'è l'idea che il tuo sistema immunitario lo innalza in maniera pazzesca, e metti gli scudi non solo contro il coronavirus, ma contro qualunque altra cosa. Quindi stampare un bel sorriso sul tuo viso non deve avere un motivo per... Allena questa cosa esattamente come hai detto tu. Tra l'altro tu sei l'unica ancora adesso, c'è un altro record che tu hai, di aver vinto uno slam col rovescio a una mano. straordinario. Però come? Come si fa? Allora, io credo che, come si fa a diventare capo? Esatto, esatto, esatto, esatto. Ma si allena, no? Tu alleni, no? Esattamente come il sorriso, lo si allena. Quindi la positività, la si allena, la felicità, la ti sceglie. Quindi, non lo so, so se ho risposto alla tua domanda, ma non farmi parlare, se mi fai parlare mi.
Quattro questo! Dai! Ottimo!
Senti, Francesca, io voglio ringraziarti ancora una volta per aver accettato questa cosa. Sono sicuro che molte persone, anche chi non gioca a tennis, chi non è sportivo, ma può prendere degli spunti per capire che tu sei un essere umano come tutti quanti noi e che semplicemente hai applicato delle cose, hai creduto in certe cose, hai creduto in te stessa, perché quando tu hai detto questo è il mio spazio e non ascolta nessuno, quindi ascoltare la tua voce piuttosto che ascoltare la voce degli altri, e poi vabbè hai ascoltato i tuoi allenatori ma e credo e sono sicuro che molte persone prenderanno spunto da da da te, dal tuo modo di fare, dal e da capire come diventare campioni non solo nel tennis ma campioni nella vita, quindi grazie Francesca, grazie.
Grazie Walter, a te, a tutti, in bocca al lupo eh.
Grazie Francesca, grazie.
Ciao.
A presto. Ciao.
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