Walter Nudo intervista Marco Valerio Ricci

Interview between Walter Nudo and Marco Valerio Ricci (Italian). Marco describes choosing to live near nature with his family, outlines practices for self-discovery (mirror work, tracking daily joyful moments for 21 days), and emphasizes acceptance as emotional separation rather than resignation. He uses metaphors (river, adventure-park pendulum) and a Zen koan to explain surrender and letting go, predicts a post-COVID shift away from mindless consumerism toward higher-quality or DIY preferences, and recounts his personal transformation from egocentrism to service and coaching.
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Tutto il consumismo sfrenato tanto per consumare, tanto per spendere, il beneficio del poter spendere tanto per spendere in maniera incondizionata, non è più, o meglio, si è dimostrato un qualche cosa che non è così necessario. La vita è molto più bella di quello che si pensa, ha eventi così meravigliosi, così belli che trascuriamo, ma io dico semplicemente alle persone che guardano, hai aperto gli occhi questa mattina? guarda che è un miracolo, non tutti li aprono è un miracolo, è una cosa meravigliosa non dare per scontato la tua vita.
Ciao ragazzi, grazie ancora di essere collegati con noi con questa serie di carellate di interviste che faccio con Walter & Friends. Il mio prossimo ospite è un carissimo amico, è colui che mi ha permesso di conoscere sempre più il mondo di Richard Butler della PNL dell'ipnosi. Grazie a lui sono andato in America, ho iniziato a fare dei corsi e sono stati veramente fantastici. ma prima di presentarlo voglio descriverlo un pochettino per tutte le caratteristiche, tutti gli attestati che ne ha, molti di più, ma lasciatemi dire semplicemente che lui è un master trainer in PNL, è uno dei top assistenti del co-creatore, co-ideatore della PNL, è cofondatore dell'Accademia dei Coach, è un grande imprenditore, oltre ad avere questo anche un'altra identità che è RMP Italia, sempre riguardante alla motivazione, posso dire che è il massimo esperto di approccio scientifico e motivazionale che c'è in Italia. Quindi, datemi la possibilità di introdurmi il mio carissimo amico Marco Valerio Ricci.
Ciao! Wow, Walter! Ciao con tutta questa presentazione adesso! Wow! Grazie, amico.
Mio! Fantastico, fantastico! Tutto assolutamente vero, sia per quanto riguarda il fatto che ti ringrazio veramente tanto di avermi aperto questo mondo incredibile e poi il bel fatto che sei veramente un grandissimo esperto di questo, quindi grazie di aver accettato l'invito di di eh di essere qui con.
Noi. Grazie a te Cato, grazie, grazie veramente. Mi fa un piacere.
Enorme. Grazie, grazie Marco Valerio. Allora eh per prima cosa vedo che sei no quello che sta succedendo, siamo ancora sotto effetto insomma coronavirus non si può dire covid diciannove, mettiamola così però tu sei all'aperto perché dove ti trovi? Dove ti trovi di.
Bello? Allora, sono a casa. In realtà ho per scelta la fortuna di vivere sul limitare di un bosco e con un panorama magnifico delle montagne dall'altro lato, in Valle d'Aosta, a mille metri. Per scelta ormai anni fa con mia moglie abbiamo deciso che i bambini devono essere cresciuti all'aria aperta e anche per noi è la cosa migliore. possibile. In più è un discorso anche di congruenza, nel senso vivere laddove si è in armonia con la natura, in armonia con il mondo che ci circonda, con dei ritmi che sono differenti da quelli delle grandi città, pur rimanendo imprenditori, pur avendo un sacco di attività, viaggiando, facendo tantissime cose. Però è proprio per noi stata una scelta di vita e di congruenza e adesso oggettivamente possiamo essere considerati un po' più fortunati degli altri, perché come puoi vedere qui sullo sfondo, da questo lato, c'è il bordo di una montagna, c'è un po' di vento per cui mi sono messo al riparo, sennò vi avrei fatto vedere un panorama fantastico che si godi da qua su, ma oggi rovinerebbe troppo.
L'Audio. Allora Marco, chiediti questa cosa qui, il fatto che tu e tua moglie e la famiglia vi siete ritirati, molto.
Fantastico, netto dalla tua vita, e tu sei un imprenditore che vi ha.
Già.
Visto la tua scelta, la tua scelta.
Che ha favorito il tuo business, oppure.
No? Cioè, ha portato te i tuoi oramenti, oppure no? Stare in mezzo a una compagnia e poter prendere l'energia.
Per Guarda, ti devo dire, è stato un toccasana, è stato veramente un toccasana, perché anche se apparentemente uno dice non sei nel centro dell'azione, in realtà oggi come oggi non vuol dire niente, nel senso che essere in contatto si è in contatto come vediamo in questo momento in cui addirittura.
Teoricamente siamo distanziati quindi non c'è nessun.
Problema e allo stesso tempo dà a me, a mia moglie, alla nostra azienda la possibilità veramente di essere percepiti uno come unici e diversi. A volte veramente addirittura i CEO di grandi aziende arrivano qui e dicono.
Guarda non serve neanche che parli che lavoriamo insieme. Vengo qui e basta, già sono meglio, già ho una visione diversa, più.
Rilassata, mi distacco dalle situazioni. E ti dico anche, da imprenditore ci è voluto un po' di coraggio, perché ci siamo fatti mille domande. È la cosa giusta da fare, non è la cosa giusta. Poi ciò che ha prevalso è stato proprio l'idea. Siamo noi stessi, è inutile essere come qualcun altro perché tutti fanno così, nessuno fa in quest'altra maniera. Se senti che è la tua cosa personale che ti dà benessere, ti dà piacere, che ti fa vivere meglio, alla fine è quello che conta e specialmente nel nostro settore le persone stanno cercando una loro dimensione. Quindi in realtà è una cosa che ispira le persone a fare un qualche cosa di simile, o quantomeno a seguire le loro.
Inclinazioni. Guarda, ti faccio l'altra domanda subito. Quindi per le persone che stanno sentendo, le persone che stanno ascoltando, magari dice, vabbè sì, loro vedono, magari qualcuno dice, vabbè tu sei quello che monta lo spettacolo. tu sei un grande esperto in motivazione, cioè, beh, voi siete irraggiungibili, no? Io come posso migliorare la mia vita che magari faccio, che non sono a fare quello che fate voi? Ma quanto invece è importante, per quello che vi devo chiedere, quanto invece.
È importante per ognuno di noi, per ognuna delle persone, ascoltare quello che veramente.
Gli piace fare o ascoltare, cioè, imparare ad ascoltarsi di più per potersi, per potersi trovare sempre più in un'ambiente a.
Che a loro fa.
Piacere. Guarda, in una scala da 0 a 100, 10.000. Nel senso, è fondamentale, è fondamentale. Le persone tendono a vivere in un mondo che le porta in una filiera, no? Quindi fai questo, devi andare, vai all'asilo, vai alle elementari, vai alle medie, vai alle superiori, qualcuno va all'università, qualcuno dice no, voglio eh, tutta una serie di cose, poi trova un lavoro, poi fai questo, poi rispetta determinati canoni, si un bravo cittadino, un bravo marito, moglie, partner, un bravo genitore, tutta una serie di routine, perché sono delle routine, che vengono instillate nelle persone e A un certo punto ci si domanda, ma io chi sono? Uno dei primi seminari che ho iniziato proprio a fare, a nominare in maniera totalmente diversa da quelli che si, diciamo che normalmente si conoscevano, poi ormai negli anni l'ho evoluto, l'ho chiamato La libertà di essere se stessi. perché quello che notavo era che le persone non erano loro stesse. Molti mi dicono, no ma io sono libero. Io dico sì, ma se tu in primis non sai chi sei, magari sei libero di fare le cose che ti hanno insegnato gli altri. Se tu non riconosci che cosa vuoi veramente. Molti mi dicono, no ma io voglio X, qualsiasi cosa. E io gli chiedo, lo vuoi tu? o lo vuole la tua cultura, la tua famiglia, il tuo status sociale e così via.
No? Come si fa ad allenare.
Quello? Come fa una persona a trovare di più quello che.
Piace? Allora, come si fa? Ovviamente non c'è una ricettina, magari.
Ci fosse una ricettina e così via.
Però diciamo che vediamo alcuni passaggi. Ci sono alcuni passaggi e sono importantissimi. Il primo passaggio è scoprire se stessi, la scoperta di sé. La maggior parte delle persone non è consapevole di che cosa fa, che cosa pensa. cosa, come vive, ha tutta una serie di automatismi di cui non è consapevole, ha la convinzione di essere libera, di non essere condizionata e così via e quindi il primo passaggio è un lavoro di autoconsapevolezza. che inizia, il primo esercizio che io do da fare alle persone è guardarsi allo specchio. Guardarsi allo specchio, non truccati per esempio, guardati allo specchio, che cosa vedi esattamente? Che cos'è che stai osservando? Quella ruga che ti dà fastidio, ma guardala! Invece di dire no, no, non c'è, devo tirare la zampa di gallina.
Classica, adesso sono un po' bronzato per cui le vedo tutte.
No? Ma guardala! Che cosa sta lì a dirti? Sta lì a dirti che hai un'esperienza, sta lì a dirti che hai fatto tante esperienze di vita, hai una storia. E questa è qualcosa di fondamentale. La prima cosa veramente è guardarti allo specchio senza trucco. Cosa fa? Quando parli a una persona, magari reagisci, rispondi in una maniera un po' forte, un po' sopra le righe, ma a chi stai rispondendo? Stai rispondendo veramente a quella persona o magari a una tua emozione, a qualcosa che è successo dieci minuti fa, venti minuti fa? Ha un fastidio? Questa è la prima fase. Scopriti. Seconda fase, conosciti. Conosciti vuol dire inizia ad applicare delle strategie, delle tecniche diverse per scoprire l'effetto che fa. Che cosa vuol dire? Vuol dire che se ogni... adesso normalmente si dice, no? Quando ti viene da rispondere immediatamente a una persona, conta fino a 10. E tante persone magari dicono, vabbè dai ci provo, vedo La domanda non è semplicemente se riesci a farlo o non riesci, ma qual è l'effetto che ottieni dentro di te in primis quando conti fino a 10, quando aspetti un attimo, quando sei un pochino più centrato. Quindi adesso è ovviamente questa una tecnica banale, ovviamente sai benissimo che abbiamo delle tecniche estremamente più evolute e complesse, ma anche come la meditazione, no? Tante persone dicono dovrei provare a meditare. va bene, inizia a farlo una volta e poi chiediti che cosa è cambiato in me, cioè prendi consapevolezza di quello che avviene, del processo interno. Una delle chiavi è il dialogo interno, perché molte persone per esempio usano un modo per comunicare con se stesse negativo, giudicante, in cui si danno addosso, si danno contro, si dicono ecco vedi che stupido che sono, che stupida che sono, non avrei dovuto fare così, oppure non sono un bravo genitore, quindi sensi di colpa e cose simili. Attenzione, anche qui, se noi vogliamo bene a una persona cerchiamo di trattarla il meglio possibile. Il limite è che molto spesso non trattiamo così bene noi stessi, anzi con noi siamo estremamente severi. Ora non vuol dire passare da buonisti per dirsi delle cavolate, ma comunicare con noi stessi in una maniera produttiva, quindi magari invece di dirsi ho sbagliato, sono un cretino, Magari mi chiedo cosa avrei potuto fare di diverso per ottenere una risposta.
Differente. Potrebbe essere che la cartina con cui dici come posso controllare se la pubblicazione con me stesse buona forse la comunicazione che noi abbiamo con gli altri è la stessa con cui abbiamo noi stessi. Quindi se noi ci ritroviamo a sgridare le altre persone, a puntare il dito alle altre persone, forse è perché lo stiamo facendo anche noi stessi. Quindi stiamo attenti a quello che facciamo agli altri, o meglio, quello che gli altri ci dicono, quindi ci danno del feedback. Quindi a quel punto, invece di arrabbiarci, forse lo sto facendo a me stesso prima di farlo a.
Loro. È verissimo, questa è una cosa importantissima da fare e da usare come feedback. Addirittura, guarda, io dico molto spesso alle persone quando rimangono male perché qualcuno parla loro in una maniera magari che a loro non piace. Io dico a queste persone, guarda, facilmente questa persona sta parlando a se stessa, cioè sta dicendo a te quello che dice a se stessa e quello che stavi osservando e sottolineando è che effettivamente è una cartina di torna solo, è come trattiamo gli altri. è come trattiamo noi stessi. A volte come trattiamo noi stessi in alcuni casi è un po' più.
Dura addirittura, perché con gli altri magari abbiamo dei limiti diciamo comportamentali, sociali che cerchiamo di rispettare, ci tratteniamo, ma poi.
Con noi stessi bam bam, no? In passaggio successivo, quando ti parlavo, tecnicamente è il dialogo che noi utilizziamo, il tipo di domande che ci facciamo. Se io mi dico perché sono sempre così sbadato, perché non me ne va mai bene una juice, è il cavoli, è l'odio. Sto focalizzando la mia attenzione, mi sto in realtà auto-ipnotizzando a credere a qualche cosa che è negativo rispetto a me, rispetto alle mie capacità, rispetto alle mie possibilità e a quello che mi accade. Il passaggio successivo, una volta che abbiamo esercitato questo, il passaggio successivo è un passaggio chiave che nella maggior parte degli approcci tende a mancare, che è il passaggio di accettazione. Ora, il passaggio di accettazione di sé, ovviamente, in particolare, ma anche di ciò che avviene nella vita, è uno dei passaggi fondamentali che nel mondo della crescita personale, nel mondo anche della motivazione Spesso è accennato ma un po' trascurato, nel senso che è accennato cioè moltissimi parlano del devi accettare te stesso, devi perdonarti, devi fare pace con te stesso. Il punto è che spesso le persone lo recepiscono come fosse una rassegnazione, cioè dicono, eh, purtroppo è accaduto questo, non ci posso fare nulla, lo devo accettare. No, no, no, no, quello non è accettazione. L'accettazione vera è lo sgancio emotivo dall'evento, dalla situazione. Cioè ho fatto un errore, l'errore è un dato, è un qualcosa che osservo, ma siccome non sta avvenendo in questo momento, Il lavoro è proprio di separarsi emotivamente dall'errore. Ho fatto una cosa che non andava fatta. Ho detto quella frase che me la potevo risparmiare. L'ho fatto, è un dato di fatto. Il punto è che tante persone continuano a vivere quella cosa che ormai è nel passato. C'è un koan zen che io amo molto, ripeto, ma è breve questa.
Poi sai che io parlo.
Molto. C'è questo racconto zen di due monaci che appartengono a un monastero in cui è vietato toccare le donne. e a un certo punto nella loro strada, mentre camminavano per rientrare verso il loro monastero, incontrano una ragazza che è ferma davanti a un'enorme pozzanghera e non ha il coraggio di attraversarla. Senza esitare, uno dei due monaci, il più giovane, prende in braccio la ragazza e attraversa la pozzanghera, depositandola subito dopo per permetterle di continuare la sua strada. I monaci continuano a camminare. Quando sono quasi arrivati al monastero, il più anziano dei due sbotta e dice, guarda io non riesco a comprendere come hai potuto infrangere le nostre regole e fare questa cosa. Hai toccato una donna che è contro quelle che sono le nostre regole. e il giovane gli dice vedi io la donna l'ho toccata per pochi secondi e l'ho fatta attraversare la pozzanghera, il problema è che tu la stai portando ancora addosso a te e questo è quello che molto spesso succede con le emozioni, con il giudizio che abbiamo di noi stessi e così via. E una delle cose che veramente è fondamentale per le persone è quella di accettare, accettare se stesse. Che non vuol dire non crescere, non vuol dire.
L'Assegnarsi. Perdonami se ti interrompo, molta gente.
Là fuori, e io finché non ho.
Fatto questo switch ho capito, la parola accettazione l'associamo a qualcosa di debolezza, non di forza. Quindi è come se, se tu.
Accetti, perdi qualcosa, sei più basso di qualcuno. E' come se perdessi il controllo che è.
Abbastanza. Tutta una serie di cose associate e negative. Ma la verità, effettivamente, di quello che dicevo te, è di sociare, cioè di accettare quella cosa. non ne fai parte e non perdi nulla ma, come dicevi tu, proprio.
Acquisisci perché capisci un qualcosa in più, ti evolvi, come quel monaco ha fatto un gesto in più perché se fosse rimasto alle regole non avrebbe fatto quello.
Che i monaci devono fare, cioè di spandere la luce e l'amore. E lui è riuscito a farlo, no? Assolutamente. E' proprio questo, il fatto che, ecco, quanto è importante stare attenti, perché molte persone associano a certe parole tra virgolette negatività, cioè con parole qui starci lontano. Quindi quante parole veramente là fuori bisogna riscrivere per dare un altro.
Significato? è importantissimo e io faccio esercitare tantissime persone a giocare con il linguaggio, per esempio proprio la parola accettazione, quando tu dici separazione che è correttissimo, faccio notare alle persone che noi possiamo accettare emotivamente, ma possiamo anche accettare con un'accetta, nel senso che è un ottimo strumento per tagliare via, come se noi accettiamo un ramo, lo stacchiamo dal tronco principale e questo ramo è un ramo di possibilità, è un ramo emotivo, è un qualche cosa che però se lo accettiamo lo separiamo da chi siamo noi. Noi siamo il ramo principale, la nostra essenza, chi sono io, prescinde da ciò che ci che avviene e accettare ciò che avviene vuol dire proprio deciderlo, tagliarlo, usare l'accetta per tagliarlo e giocare con le parole in questo modo è un buon modo, qualcuno dice per raccontarsela, in realtà è per acquisire maggiore potenza, maggiore potere personale, maggiore potere su noi stessi, sui nostri pensieri, riconoscendo che la stessa parola può essere utilizzata in realtà in maniera.
Differente. Questa è fantastica perché accettare invece.
Di dire avere da.
Accettare. accettare, io taglio in questa maniera, tolgo una cosa, la stacco da qui e quindi non è più una cosa.
Che io perdo, quindi i social ha.
Significato che perdo meno, ma no, anzi taglio una cosa, separo questa cosa, wow.
Bellissima, bellissima, grazie, grazie Marco e queste sono cose che sicuramente io sto prendendo tanto perché attraverso queste interviste, attraverso lo tuo scrivo per i documenti, spero che anche i ragazzi a casa lo stiano facendo. Dunque, sono tante cose che ti voglio chiedere. Il discorso quindi di cambiare significato.
Quali altri valori comuni ci puoi dare.
Delle indicazioni di come dargli un altro.
Significato, come vederli in un'altra.
Maniera? Non so, abbiamo paura del... Oh, il fatto anche di arrendersi. Il fatto di arrendersi. Anche questa è una parola negata. Se ti arrendi vuol dire che sei debole, che non vali abbastanza, che non ce la fai. Invece, come possiamo girare? Perché a volte dobbiamo arrenderci a un qualcosa che non possiamo cambiare.
Giusto? Certo, assolutamente. Guarda, sulla parola arrendersi io faccio sempre questo esempio. Io da ragazzo, dopo aver vissuto negli Stati Uniti, sono rientrato in Italia e mi sono messo a fare uno sport abbastanza di nicchia, poco comune, che è la discesa fluviale in canoa. Non lo slalom, quindi in mezzo ai paletti, nelle rapide, eccetera, ma sempre sulle rapide, però velocità. Quindi chi arriva per primo in fondo al fiume, praticamente, per metterla così. E una delle primissime lezioni che ci hanno dato, ci hanno detto guardate, voi vi dovete arrendere al fiume, perché per quanto voi pagaiate forte, siete forti, andate in palestra, vi allenate, il fiume sarà sempre più forte di voi e se voi volete arrivare in fondo prima degli altri, vi dovete arrendere al fiume perché non è quanto forte pagaiate, ma quanto sapete leggere la corrente del fiume con maestria e arrendervi e non averne paura perché lei vi porta. Voi imparate a leggere la corrente, state sulla parte più forte della corrente o su quella che riuscite comunque su cui riuscite a guidare il vostro mezzo, ma arrendetevi a lui, non cercate di andare controcorrente, di fare delle cose strane, perché prima o poi vi batte sempre. E il concetto di arrendevolezza lì mi è diventato estremamente chiaro. Sai quanto lo sport, dato che.
Sono un ipersportivo, sai benissimo quanto lo sport sia una metafora di.
Vita. Cioè questo per me è proprio il concetto dell'arrendersi, come il fatto di fare un passo indietro. Molte persone hanno paura di fare un passo indietro, dicono ma come se adesso sono arrivato qui non posso fare un passo indietro, che direbbero di me, che cosa? C'è un esercizio che faccio fare, sai i percorsi, i parchi avventura in mezzo agli alberi eccetera. Molto spesso ci sono questi parchi avventura dove ci sono, chiamiamoli così, delle corde a cui sono appesi degli staggi, chiamiamoli così, e che sono a una certa distanza. Ma probabilmente sai bene che quando arrivi che la lunghezza delle gambe non è sufficiente per arrivare a quello successivo e magari sei a 3, 4, 5, 6 metri di altezza, uno dice, e mo' come faccio? Cerco di slanciare, e la maggior parte delle persone si cerca di slanciare in avanti. e io dico sempre, questa invece è una metafora per imparare a fare un passo indietro, perché se tu fai un passo indietro, sposti tutto il tuo peso indietro e le corde ti daranno quello slancio proprio per l'effetto pendolo che ti porta a arrivare e avvicinarti al prossimo step e fare un passo indietro nella vita è un qualche cosa che io auguro a tutti perché in realtà molte persone continuano a correre in avanti, a correre, correre, correre e poi non sono più connesse con loro stesse, non sono più connesse con la realtà, sono stanno facendo un qualche cosa, sono totalmente protesi in avanti, ma non hanno più le basi, non hanno più il sostegno. E per esempio proprio questo momento.
In cui stiamo a casa, dobbiamo fare.
Un passo indietro necessariamente rispetto alle nostre vite, rispetto alla routine quotidiana, si permette di riconnetterci con valori molto più importanti, molto più profondi, ed è quello che auguro a ciascuna delle persone che ci sta.
Ascoltando. Wow, questo periodo qui, proprio le parole che abbiamo toccato, che sono così importanti, se riusciamo a cambiarle veramente il.
Significato, a rendersi, a accettare e fare un passo indietro, possono veramente trasformare questo periodo in un momento di grande orgoglio, facciamolo dire, perché in questo momento ci ha fermato quindi rivedere il mio, cosa.
Devo accettare nella mia vita che non accettavo prima, dove devo arrendermi che non mi arrendevo e come posso fare un passo indietro e tutte queste tre cose per poter mettere e lanciare la mia vita ancora più.
Avanti. Quindi è meraviglioso quello che hai detto perché è pazzesco e noi in.
Qualche settimana usufruire dei tuoi suggerimenti e.
Soprattutto di vedere queste cose ognuno nella sua l'idea è di diventare una grande società, una grande società per dire, ok, il mondo ha fermato la mia vita, ha fermato il mio business, ok, dopo posso fare queste cose per poterlo sistemare e lanciare. Come pensi che, quando toccò l'Indy, perché mi piace più dire, non quando.
Questo finirà, ma quando tutto questo.
Finisce. Come pensi che rimetteremo i piedi al nuovo mondo? Cosa credi che girerà nella testa delle.
Persone? Quanto mi vuoi politically.
Correct. Dì esattamente come ti conosco. La verità ci renderà.
Liberi. La questione è come la vedo io. Io la vedo così. Ci sarà una scissione ancora più forte a livello sociale e culturale, nel senso, uso un esempio, lo uso come metafora e poi arrivo a quello che intendo. Nel 2008, quando ci fu la crisi nel 2008, quello che ne è stata la conseguenza è che tutto ciò che è mediocre, nella media, piano piano ha perso di valore, cioè hanno iniziato a prosperare tutte quelle attività o di basso livello, quindi iper risparmio, che vanno a limare sul centesimo, oppure il lusso, quindi il top di gamma, il ristorante veramente bello. Se noi andiamo a vedere prima di questa situazione quello che succedeva era che di fatto i locali per esempio pieni erano o i locali veramente top, veramente di qualità, o i locali dove risparmiavi, qualcuno diceva beh ok costa poco, qualsiasi cosa fosse così come nel vestiario, nell'abbigliamento, tutto quello che era la fascia media piano piano sparita. Oggi quello che vedo, quello che prevedo è che la fascia bassa sparisca, sia la prossima a sparire, ma perché? Perché è diventato evidente in questi due mesi di chiamiamola clausura forzata, chiusura, chiamiamola come vogliamo, che gran parte delle cose che comunque, per cui prima spendevamo, sono inutili, non servono, non possiamo fare da noi. Oggi come oggi, andare a mangiare in un ristorante di bassa qualità, spendendo poco, forse è più sano se le cose le facciamo a casa e così via. È un esempio da questo punto di vista, piuttosto che che la maggior parte dei negozi sono stati chiusi per due mesi, siamo ancora vivi, non mi sembra che siamo messi così male, quindi tutto il consumismo sfrenato tanto per consumare, tanto per spendere, il beneficio del poter spendere tanto per spendere in maniera incondizionata, non è più o meglio si è dimostrato un qualche cosa che non è così necessario. Logicamente si darà una prevalenza invece a quello che è ciò che ci fa veramente stare bene. Ciò che ci fa veramente stare bene è quello a cui noi diamo un valore, che ha un certo grado di qualità, ci dà un certo grado di piacere e così via. Quindi in un certo senso quello che prevedo è che si creerà, e uso un termine forte per questo ti ho chiesto prima quanto devo essere politically correct, si creerà una classe di schiavi, di schiavi mentali, schiavi di un sistema di pensiero che cercherà di vivere la vita di prima, ma di fatto non avrà più libertà, libertà di manifestare veramente la propria idea, di scelta, perché? Perché comunque avrà una minore disponibilità di spesa e si dovrà continuamente accontentare. Nelle attività, specialmente quelle di massa, tenderanno ad eccellere alcune attività che sono di massa e di qualità, ma quelle di massa che limano, che tirano sul prezzo, sul costo, sulla qualità tenderanno o a sporire o a soffrire così tanto che verranno sostituite dal fai-da-te, cioè la persona che tenderà a fare da.
Sé. In questo modo di vivere ovviamente non solo riguarderai anche nel modo di.
Pensare, cioè se continuerai ad alimentarti con cose Io vengo da quel mondo rosso e tattico dove ci sono dei programmi.
Che permettono l'adulso, la Frida e Filippi, che non ti fai.
Voto. Ecco, quella roba lì è esattamente.
Come, credo, quello di bassa qualità che là fuori. Cioè, se tu continuerai a alimentare.
Con quello, purtroppo di quella categoria, l'inversione.
Che ne arriverà non passerà. Quindi anche quello che è necessario che le persone si evolvano è di nutrire il proprio cervello con informazioni più.
Sane, con informazioni che servono più al.
Loro crescita, servono più a.
Migliorare. Quindi, cosa ne.
Pensi? Verissimo, è assolutamente così, perché siamo di fronte veramente a una situazione in cui tutto ciò che non ci porta veramente a un'evoluzione, non ci dà una challenge mentale, una challenge emotiva, una sfida a diventare qualcosa di più di quello che siamo. di sottofondo, magari rimarrà acceso, continueranno a passare determinati messaggi, non è che spariranno dalla circolazione, ma quelle persone che continueranno ad alimentare quel sistema, diventeranno inevitabilmente succubi di quelle persone che riprenderanno la loro libertà di pensiero, la loro libertà di espressione, di parola, di amore per loro stesse, che ci riporta un po' a quello di cui parlavamo all'inizio, cioè chi siamo, che cosa facciamo, guardiamoci allo specchio. Recentemente ho fatto un intervento in un'intervista, in una Human Compassion Conference che stavano facendo e a un certo punto ho detto una delle cose che personalmente a me piace molto nella relazione con una donna, perché stiamo parlando di relazioni tra sessi diversi e il fatto che non mi piace il trucco, tutta la parte del truccarsi, tutta la necessità e dicevo oggi come oggi le donne stanno recuperando sicuramente del tempo perché non hanno l'obbligo di trascorrere venti minuti, mezz'ora, un'ora davanti allo specchio al mattino prima di uscire eccetera e sicuramente ne possono trovare giovamento. In molte persone mi hanno detto, bravo, dillo che non serve truccarsi perché è una maschera che mettiamo, è una maschera che mettiamo a noi stessi in primis, perché tanto una volta che ci siamo truccati non è che è cambiato qualcosa, la realtà è cambiata. Ci può stare un pochino meglio perché ci sentiamo più accettati dal mondo.
Esterno. a tutto il resto che è botox, e tra l'altro sono tutti disperati perché io ho messo anche una storia l'altro giorno, diceva avete notato che quelle persone che facevano tutte le foto stanno mettendo adesso in questo periodo foto.
Vecchie? foto di questo fatto avete notato.
Forse perché il parrucchiere è chiuso quello che gli fa il botox è chiuso e quindi tutti che sono coperti tutti.
Incredibilmente sono anche certi uomini sono fatti.
Crescere la barba comunque a parte questo assolutamente esattamente questo cioè il cambiamento io.
Credo che questo sia due o tre mesi fa una persona che fumava lo sai che adesso non è più quel.
Momento adesso sono persone che sono tra virgolette sovrappeso, non tra virgolette sovrappeso, ma che hanno 5, 10, 15, 20 kg.
In più, è il momento di cambiare, è il momento di fare quella massa.
Che ti impedisce di avere la circolazione, di far muovere bene il tuo sangue.
Di far girare bene il tuo corpo, il tuo cuore, di far diragionare come tu puoi, meriti di ragionare, cioè è.
Il momento adesso da sé di svoltare, di fare quelle cose che abbiamo sempre saputo.
Di è.
Felice. Hai detto che da un esperto.
Come te è difficile per le persone.
Dire, ok, devo ascoltare, devo ascoltare cose.
Che mi nutrono e mi fanno veramente stare bene. Esattamente quello che hai detto, mangio.
Un'Insalata che mi fa meglio invece di.
Mangiare una pasta, ok, ascolto questo e ascolto questo. Quindi le scelte sono come potrebbe essere un esercizio che potrebbero fare per.
Un pic.
Molto Allora, guarda, partendo dal concetto che scrivevo prima, quello dello scoprire se stessi, un modo per iniziare a cambiare le abitudini può essere quello di iniziare a prendere consapevolezza delle emozioni che viviamo e delle emozioni belle in particolare che viviamo. Molto spesso siamo consapevoli delle emozioni meno belle perché ci colpiscono, spesso sono lì per lì più intense, ma tendiamo a trascurare tutti quei momenti in cui invece troviamo gioia, troviamo amore, troviamo felicità. Li diamo quasi per scontati. Un esercizio che invito le persone a fare è questo, per almeno i prossimi 21 giorni, quindi le prossime 3 settimane, invitiamo gli ascoltatori proprio a fare questa cosa, a fine giornata prendersi un block notice, un quadernino, quello che può essere e scrivere le 10 situazioni, cose, eventi momenti in cui, nell'arco della giornata, hanno provato un'emozione di gioia, di amore o di felicità. Una delle tre. Non dieci per tre, perché altrimenti qualcuno dice no, ma è troppo difficile, no, ma bastano dieci. ma vi assicuro che se per 21 giorni consecutivi arrivate a 10 emozioni e riconoscete 10 momenti, quello che inizia a succedere è che durante la giornata il cervello inizia a cercare quei momenti e scoprirete che ce ne sono molti di più e che la vita è molto più bella di quello che si pensa. A eventi così meravigliosi, così belli che trascuriamo, io dico semplicemente alle persone guarda, hai aperto gli occhi questa mattina? guarda che è un miracolo, non tutti li aprono, è un miracolo, è una cosa meravigliosa, non dare per scontato la tua vita, hai visto magari una farfalla, hai visto, beh adesso non si vede più tanto il nonno che dà la mano al bambino, ma magari qualcuno che fa un gesto di gentilezza gratuita, che fa un sorriso, cavoli non è scontato, è una cosa meravigliosa e il punto è che la maggior parte delle persone non è allenata, non è abituata a osservarlo, è ipnotizzata dal negativo. Io uso molto spesso la parola ipnosi perché sai che è uno degli.
Strumenti che amo di più proprio anche per le mie competenze, per il mio.
Ruolo e così via, ma in realtà L'ipnosi non è altro che un monoideismo, cioè la focalizzazione su una singola idea. La maggior parte delle persone sono focalizzate su rabbia, su cattiveria, su invidia, su fastidio nei confronti degli altri, su insoddisfazione, giudizio e così via. Ok, succede, va bene, è stata la vita fino a ieri, fino a prima di vedere questo video, va bene, ci sta. Che ne dite se iniziamo a sperimentare qualcosa di diverso, qualcosa di semplice? Ti assicuro, sono circa, guarda, ho creato questo esercizio credo 18 anni fa e non credo che sia neanche originale, devo aver preso spunto da qualche cosa che ho letto o altro, ma Ti assicuro, sono oltre 18 anni che ricevo dei feedback incredibili, perché le persone mi dicono, ma è un esercizio semplice, ma sai quanto ha rivoluzionato la mia capacità di percepire? E all'inizio spesso è difficile, le persone dicono, i primi giorni arrivo a 2, arrivo a 3, arrivo a.
4. Io da tanto tempo faccio le passeggiate, 10 cose per cui sono stato grato quel giorno.
Lì. Quando ho iniziato, tanto tempo fa, è stato.
Difficile. Quando io lo facevo fare ai miei figli, anche loro ci guardavano. Poi, piano piano, io gli ho detto, mandatene. E vedevo proprio il progresso. Vedevo che, piano piano, il focus cambiava. Incredibilmente uscivano cose che magari non dovevamo.
Scoprire. Chissà che cosa la giornata era sempre uguale, ma il loro focus era.
Cambiato. loro sono più concentrati con le cose, quindi è rendersi conto che effettivamente io e te stiamo parlando in questo momento e grazie a Dio riusciamo a respirare l'aria, l'ossigeno. C'è gente che ha avuto grosse difficoltà per poter respirare l'ossigeno, ha dovuto pagare chissà che cosa, c'era una storia di un signore, non so se è vera, 73 anni qui in credo fosse in Lombardia, è guarito dal Covid-19, poi gli hanno presentato la parcella di aver utilizzato il ventilatore e quando ha visto la parcella si è messo a piangere. I dottori gli hanno detto, guarda.
Non ti preoccupare che ci pensiamo noi.
Dei soldi se non ce l'hai, ma io non sto piangendo per i soldi, sto piangendo per il fatto che mi rendo conto che in 73 anni Io ho respirato l'ossigeno gratis e non gli ho mai detto addio, grazie. Sono in debito con lui e quindi la cosa è quante cose banali abbiamo e ce ne andiamo conto solo, come l'ossigeno che non ci abbiamo mai pensato di tanto, quando viene a mancare dici wow, è oro. Quindi anche il fatto di poterci.
Parlare, di muoverti le mani, di tante.
Cose, non diamole per scontato, non diamole.
Per scontato perché poi la vita ci.
Vuole sempre insegnare qualcosa e ci dice guarda che c'hai tanto, sei molto ricco.
Quindi renditene conto, se no, in condizione tale te lo tolgo in modo che tu puoi rendertene.
Conto. Hai detto una cosa molto molto bella, il fatto proprio della condivisione con i figli. E proprio questo, se chi ci sta ascoltando ha dei figli, invito a fare un esercizio con qualche cosa che mamma coach, mia moglie, poi ha conosciuto.
Miriam, quella sorta di vulcano. Costantemente ne.
Pensa. Appena lei è tornata, sai che.
È tornata una settimana prima di noi, anzi dieci giorni prima di noi in.
Italia, è arrivata e ha istituito il barattolo della felicità coi bambini e per cui da allora loro ogni sera prima di andare a dormire si siedono a tavola, intorno a un tavolo e scrivono tutte le cose per cui essere felici durante quella giornata, quindi ciò che è avvenuto e così via e le condividono. e le condividono tra tutti e poi dopo firmano il foglio su cui l'hanno scritto e lo mettono in questo barattolo della felicità che si sta caricando di una felicità incredibile. Ma la cosa più bella è quando poi sento magari i bambini che dicono oggi sono felice perché ho fatto una video lezione e ho rivisto i miei compagni di classe. e dici ok pensa, magari vedere il compagno di classe due mesi fa era scontato, era ovvio, ma guarda quanto invece una persona, un bambino sta iniziando a prendere consapevolezza del fatto che non è per nulla scontato, non è per nulla ovvio, è un qualcosa di cui essere grati. e la gratitudine è un'emozione incredibile da vivere anche perché fa un bene.
Incredibile al cuore, poi noi ne parliamo.
Di questa cosa, ma la gratitudine è una delle emozioni più importanti per il nostro.
Cuore. La gratitudine è di fatto spesso.
Di quanto importante e potentissimo, ce l'abbiamo, basta che noi ci mettiamo semplicemente al fuoco, ci rendiamo conto e iniziamo a scegliere delle sostanze meravigliose nel nostro.
Corpo. Senti, volevo farti ancora una.
Domanda. Allora, io spesso parlo di trasformazione. Trasformazione, mi rendo conto che nella mia vita mi sono trasformato tante volte, tutte le volte che mi sono trovato davanti a un muro mi sono accorto che quando io l'avevo superato quel muro non ero più la persona di più.
D'Alte 1.0, diciamo che non ero ancora capace, avevo altri due punti, e ho capito cosa c'è stata nella trasformazione e quindi ho tirato fuori il suo composto, questi tre passaggi che sono stati un problema, e accettato dovevo sfruttare la motivazione che io ho detto e ti fa passare.
L'Azione. E.
Tre, vorrei sapere, ognuno di.
Noi ha avuto trasformazioni importanti nella nostra vita. Qual è stata la trasformazione più importante della tua vita o quello che ci sei più affezionato o quello che è contato di.
Più? Guarda, probabilmente la prima che mi è venuta in mente, no in realtà è la prima che mi è venuta in mente, è una trasformazione che non è stata proprio di punto in bianco, è stata il frutto di un processo, nel senso che se ti devo dire io ero una persona particolarmente timida, in realtà non ero veramente timido, ero un introverso, nel senso che non avevo questo gran bisogno di relazionarmi con il mondo esterno, per cui non avevo sviluppato delle particolari abilità nella relazione con gli altri e avevo stato educato in una maniera molto diretta, per darti un'idea, se io vedevo una ragazza che mi piaceva io andavo lì e le dicevo ci fidanziamo.
Saltavo tutti i passaggi intermedi e non la conoscevo ancora. se mi riasci, io non è che sono uno poco serio, il mio.
Messaggio era, per me guarda, ci fidanziamo.
Direttamente, poi ci conosceremo, ovviamente puoi immaginare quanto poco questa cosa funzionasse, le volte in cui ha funzionato è rarissima, e mi stupisco a posteriori che qualcuno abbia detto anche di sì. La questione è che questa situazione.
Per me è stata un frutto, in realtà, di una profonda trasformazione, un profondo cambiamento, perché credevo nell'idea della sincerità. Sai, molte persone ti dicono, io sono sincero e ti dico le cose come stanno, esattamente come stanno e non voglio nasconderti nulla. Che se da un lato è una bella cosa, una bella teoria, dall'altro non tieni assolutamente conto che c'è l'altra persona, che quello che l'altra persona ascolta può anche non fargli piacere ascoltarla. Di fatto credevo in quest'idea, io siccome sono sincero, sono una persona vera, ti dico le cose in faccia e il problema è che quello in realtà è egoismo, nel senso tutto quello che penso ti dico senza pensare se o quanto a te può far piacere, se o quanto è il momento giusto, no? E per me a un certo punto è diventata una profonda trasformazione il fatto di ritrovarmi a comprendere, ritrovarmi a capire che in realtà dovevo rispettare prima di tutto anche gli altri e è diventata una trasformazione che poi mi ha portato a fare il mio lavoro, a smettere di pensare, di essere timido. In realtà poi ero egocentrico perché oggettivamente le persone timide molto spesso quando ti dicono eh no perché io non ballo perché mi vergogno, perché se io ballo tutti mi.
Guardano. E adesso dico, ma chi te credi di.
Essere? Sì, sì, anche io ero così. Ti ero fatto il stampo a.
Parte. Eh sì, esatto. E lì per me è stata una grandissima trasformazione. È stata una trasformazione che è nata da un momento particolare, un momento in cui, tra l'altro ne abbiamo parlato, ne abbiamo parlato insieme tempo fa, ero con un coltello puntato al petto, puntato all'altezza del cuore, ero nella cucina di casa dei miei genitori e mi chiedevo, ho il coraggio di farlo o no? e lì poi ovviamente visto che.
Sono qua non ho avuto il coraggio.
Per fortuna, in realtà se ci penso a posteriori ancora una volta era un atto di egocentrismo, cioè era un tentativo di attirare l'attenzione con un gesto drastico e drammatico e il fatto di passare da un egocentrismo ha un'attenzione verso l'altro, ha una volontà di aiutare gli altri, ha un amore a trasformare quello che io sentivo? in un vero e proprio amore per le altre persone, è stato un passaggio veramente fondamentale di trasformazione, che ti dirò non è stato immediato, dall'oggi al domani, non è stato un momento in cui, pum, improvvisamente l'illuminazione, è stato un processo, un percorso in cui, io lo chiamo un percorso a cipolla, dove ho.
Tolto un lei un strato dopo l'altro.
Fino a arrivare a oggi e probabilmente ci sono altri strati da togliere perché non dubito che ci saranno altri aspetti. Sicuramente un momento chiave è stato il momento dell'abbandono dell'ego e io ho una teoria sull'ego perché noi viviamo in una cultura che si basa sull'ego, si basa sul dualismo, si basa sulla separazione. Molte culture orientali ci insegnano invece a abbandonare l'ego, ad azzerare il nostro ego. Il problema è che è talmente intrisa la nostra cultura, addirittura il nostro linguaggio, del concetto di ego, che riuscire ad abbandonarlo è un qualche cosa che risulta estremamente difficile per le persone, per cui io propongo sempre questo esercizio. Cosa succederebbe se andassi the other way around? nell'altra direzione. Espandi il tuo ego fino ad avere l'ego di un Dio. Un Dio si occuperebbe di quelle quisquiglie, di dover dire io sono importante, io ho fatto questo, guarda a me, guarda, no, non effegherebbe assolutamente nulla. Quindi se non riesci a ridurre il tuo ego, espandilo così tanto dal non farti toccare da un qualche cosa che è molto terreno e molto basato appunto sulla separazione. perché? Perché un Dio è onnipresente, è tutto. Ovviamente spero che nessuno mi prenda per blasfemo, lo dico con totale rispetto.
Per le convinzioni di chiunque non.
È. È proprio cambiare, dare un altro significato alle parole per poter essere più liberi da quello che è la scavitù delle parole stesse. Quindi è proprio quello, cioè lasciare in modo tale che questo ego non ci limiti, ma ci permetta, dato che c'è, dato che, come dicevi te, è così difficile da poterlo, no, da poter dire, ok, no, mi dissocio, allora farlo diventare così grande in modo tale che non ti chiude, non ti limita, ma ti.
Apre.
Esattamente. Assolutamente. Marco Valerio, grazie per aver condiviso delle cose che io conoscevo e sono così importanti, non solo l'anedoto che hai raccontato, ma anche il fatto di dire del rapporto, di accettare anche lì. Tu sei la prova di quanto potente è l'accettazione. alla rendersi e dire ok, io.
Ero così e come la tua vita si è.
Trasformata. Quindi sei l'esempio che la potenza vera è l'umiltà, cioè lasciare andare, lasciare andare, sapere che ci sono tante altre cose che possono arrivare alla nostra vita, tante altre scoperte che possono uscire, ma come dicevano i grandi che non siamo mai imparati, che siamo sempre lì, che siamo sempre nella zona degli scolari e.
Qui tu sei una persona che ha una grande raccogliere di grandi capacità ma allo stesso tempo sei una persona che.
Continua a mettersi in discussione e il fatto che tiri fuori questa cosa qua che tu hai detto, che hai accettato il fatto di questo ego, è importante, perché le persone, noi tutti, siamo soggiogati da questo ego, dal nostro ego, e non riusciamo a dire, ok, no, questo no, devo rimanere attaccato, attaccato, no, lascia andare, lascia andare, lascia andare libere, in modo che così potrai prendere cose più grandi. Quindi grazie Marco, grazie per la tua testimonianza, grazie per tutto quello che hai raccontato, io ho preso appunti, poi.
Magari altre cose te le.
Chiederò. Senti Marco Valerio, grazie ancora per esserci stato, grazie per averci portato un po' di.
Blu. Il cielo è sempre più.
Blu. Il cielo è sempre più blu, è meraviglioso. Senti, grazie ancora. Dai un abbraccio a Mamma Coach, che tra l'altro Roberta segue, che è meravigliosa e sta seguendo, e un abbraccio ai bambini. Come stanno i.
Ragazzi? Stanno veramente bene. Diciamo giustamente un pochino... vorrebbero anche.
Non avere relazioni solo con i genitori, ma poi del.
Resto... Guarda, ti dirò, stanno diventando, specialmente mia figlia, che è adolescente, ha 14 anni, l'hai conosciuta, sta diventando più coccoloso, specialmente col papà, perché mi dice guarda non posso abbracciare le mie amiche, non le posso vedere e quindi abbraccio te, devo pure abbracciare qualcuno e quindi io.
Da papà ne sono veramente felice di questa cosa, perché veramente sai quanto è bello come papà avere questa relazione con i.
Figli. ma loro stanno molto bene, stanno molto bene, fanno un sacco di cose, ogni sera ci alleniamo insieme, facciamo il.
Nostro WOD, quindi il Workout of the Day, bene, bene, bene, quindi ce la.
Godiamo. Senti Matteo Aurelio, grazie ancora e ci vediamo presto quando tutto questo si aprirà e insomma ci incontriamo e fisicamente ci diamo veramente un gran bello abbraccio.
Ok? Assolutamente sì, non vedo l'ora. Grazie. Grazie a te Valter. Ciao a.
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