Walter Nudo intervista Paolo Loner

Italian-language interview (YouTube) where Walter Nudo speaks with Paolo Loner — LifeSport Trainer, Mental Coach and cofounder of Sport for Life — about how sport trains life skills. They discuss coaching’s role in revealing youth potential, listening and observation by parents/teachers/coaches, sport as a fast-feedback laboratory for psychological traits, career transformation from athlete to coach, and hopes for sport and education after the COVID-related disruption. The conversation closes with practical advice and contact info for Paolo.
Chapters
La cosa più importante da fare è quella di restituire a loro ciò che hanno e non incastrarli in quello che dovrebbero diventare. Quando è una cosa scelta da un ragazzo, un adolescente o un bambino, quando è scelta, vive e fa vivere le proprie potenzialità. Quei tempo dedicato con loro si vede come osservano la vita, come osservano e affrontano l'errore, la sfida. Lì dentro c'è la persona.
Ciao ragazzi, ciao a tutti e benvenuti ancora a un'altra fantastica intervista. Allora, la prossima intervista, quella che vedrete, è un carissimo amico mio, ci siamo conosciuti dieci anni fa e il motivo per cui gli ho chiesto, e sono veramente molto onorato del fatto che lui abbia accettato, l'invito. Il motivo che gli ho chiesto di fare questa intervista è perché lui è un esperto di come attraverso lo sport vedere, sintetizzare, analizzare determinate cose che puoi applicare nella vita. Quindi vorrei che facesse veramente un bellissimo applauso al mio amico che voglio prima dire che è LifeSport Trainer e Mental Coach e cofondatore del progetto Sport for Life, lo sport allena la vita. Per favore fate un bel applauso virtuale al mio amico Paolo Loner. Ciao Paolo.
Ciao Walter. Ciao. Grazie. Eh ho talmente ho talmente voglia di.
Iniziare a parlare con te. Come stai Grazie Valtesto.
Bene, tutto bene a te?
Bene, bene, grazie a Dio bene. Allora, quello che non ho detto e l'ho collocato su lui, lo dico in questo momento, noi ci siamo conosciuti dieci anni fa per una cosa abbastanza curiosa. Ora, Paolo è un coach, a tutti gli effetti, un mental coach, e viene tra l'altro dallo sport. Lui giocava a football, ne parleremo dopo su questo. La cosa curiosa è che l'ho conosciuto attraverso mio figlio. Ebbene, dieci anni fa passavo un periodo molto difficile della mia vita, uno dei tanti periodi, Però anche mio figlio, mio figlio più piccolo, stava passando un mito molto molto critico e attraverso altre persone mi ha detto, senti, perché non lo fai parlare con Paolo Lohner, è un allenatore, è un mental coach, soprattutto per i ragazzi, aiuta tanto i ragazzi. Ok, nuova questa cosa qui, l'avevo sentito, mental coach, vengo dall'America. e quindi ho mandato Marti e quando ho visto che lui è cambiato i risultati sono erano proprio fattibili addirittura lui mi diceva le cose invece papà devi capire che aspetta un attimo questa cosa funziona da Paolo Lore ci voglio andare anch'io quindi semplicemente raccontare questa cosa quindi da allora siamo diventati ottimi amici lui mi ha aiutato tanto e continua a aiutarmi adesso Paolo scusami ci tenevo a fare questa cosa Quindi Paolo, allora voglio subito partire su una cosa. Allora, là fuori molte persone parlano di sport e lo sport è inteso come bel fisico, soldi, fama, successo. Che cos'è veramente lo sport? Che cosa insegna veramente lo sport?
L'opposto di questo mi viene da dire. No, nel senso che ha degli aspetti che riguardano anche quei riferimenti culturali a cui tutti accedono perché poi la televisione o i giornali parlano di quello. In realtà lo sport è una straordinaria scuola di vita, lo è stato per me, è una grande scuola di vita. e ho capito tanto tempo dopo. Io ho smesso di giocare a football perché avevo 30 anni e ho capito a 40-45 anni cosa in realtà lo sport mi aveva insegnato. Ma non è tanto la metafora in realtà, ma le vere e proprie competenze che io poi ho applicato nel mondo del lavoro, tant'è che poi è diventato un progetto. Diciamo che se avessi avuto un mental coach quando giocavo a football, sicuramente il percorso mio sarebbe stato identico. Forse un po' più accelerato. Il ruolo di un allenatore è quello di accelerare dei tempi, perché ti mette davanti a una consapevolezza che tu hai. tuo figlio, io non ho cambiato nulla, Martin aveva delle grandi qualità come tutti gli esseri umani e gli ho restituito queste qualità attraverso degli esempi concreti che lui importava. Quindi la forza che lui aveva era averla scoperta, aver tolto la coperta davanti a un potere che lui come tutti hanno e che da soli è un po' difficile vedere individuare.
Quindi quindi diciamo l'allenatore e in questo caso l'allenatore gli insegnanti qual è quale è il vero eh lavoro, il vero il vero tra virgolette dovere dell'insegnante stesso, dell'allenatore. Cioè molto spesso è quello gli insegnanti io diciamo la scuola non è che l'ho amata tantissimo, andavo lì e loro no appunto cioè e vengono lì ok devi imparare la storia pam pam pam e ci metterono tutti uguali il grambiolino quando si andava all'elementare eccetera eccetera ma qual è veramente il il lo scopo la.
Tocchio un tasto dolente nel senso che devo muovermi con i piedi di piombo, ma lo farò con grande delicatezza come mi contraddistingue il mio moto. In realtà non sono delicato. Intanto, chiunque abbia a che fare con i giovani ha una responsabilità enorme sul nostro futuro. Per cui deve essere appassionato del lavoro che lui fa, ma deve amarli. non deve avere fastidio avere a che fare con i giovani, gli adolescenti o bambini, no? Si deve proprio amare questo mondo. Io penso che la cosa più importante da fare è quella di restituire a loro ciò che hanno e non incastrarli in quello che dovrebbero diventare. Diciamo che valorizzare quello che è, chiamiamo questi potenziali, ma in realtà sono delle attitudini, ci sono aspetti anche vocazionali. Non ai bambini si dice che hanno dei lampi vocazionali, fanno delle cose un po' strane per noi, ma in realtà dentro manifesta delle cose che agiranno poi da grandi. quelle cose vanno tutte valorizzate. Diciamo che l'allenatore, in qualunque tipo di allenatore, compresi maestri, insegnanti, devono avere una competenza, quella dell'ascolto. Dell'ascolto è di guardare qual è il tesoro che sta dentro ognuno di noi. Lo fanno in molti.
Di fatti questa è la cosa. Molto spesso gli insegnanti, almeno quella è l'esperienza che ho avuto io, è che tendono a dirti cosa devi fare. Devi fare così, devi fare così, devi fare così, mentre non si rendono conto di chi hanno davanti, che ogni individuo è diverso dall'altro. Quindi, come hai detto giustamente te, i ragazzi sono il nostro futuro. Quindi quanto è importante veramente ascoltare. Allora passo in un'altra cosa, mi è venuta un'altra domanda, quanto è importante.
Non.
C'È un manuale per il buon genitore, se ci fosse, no? L'avrebbero comprato, avrebbero fatto un sacco di soldi, il genitore lo fa in buona fede ma fa sempre un sacco di sbagli. Quale potrebbe essere un suggerimento, un consiglio semplice per un genitore nei confronti del proprio figlio? Cioè, come fare? Come posso io capire se mio figlio è portato per la matematica, per la storia, per la gimnastica, per la scienza, per la musica? Come faccio a scoprirlo?
Tu sei di quello delle domande facili. Come genitore, sono un genitore, quindi è complesso. Io con mio figlio sono un padre, così come sono un compagno per mia moglie, ma non faccio il coach anche se degli aspetti che riguardano il mio lavoro vivono dentro di me. Diciamo così, oggi questi mesi in cui siamo stati costretti a stare in casa erano mesi straordinari per poter osservare i nostri figli. Tiro fuori il tema dell'ascolto di prima, che è una competenza. L'ascolto richiede attenzione, ascolto dell'uso delle parole, memoria, perché noi poi siamo una memoria storica dei nostri figli. Riuscire a dare delle restituzioni rispetto a quello che ci dicono e non a dire giusto o sbagliato, oppure io farei così, però come dire di incentivarli a proseguire verso il loro percorso. Torno all'ascolto ma torno anche all'osservazione. Poterli guardare non mentre studiano, non mentre fanno sport, lasciamoli studiare con gli insegnanti, fare sport con gli allenatori, guardiamoli nel tempo libero. Perdiamo il tempo per stare con loro. Lì dentro, quando è una cosa scelta da un ragazzo, un adolescente, un bambino, quando è scelta, vive e fa vivere le proprie potenzialità. Quindi tutto il tempo libero che ci hanno regalato in questa situazione, ci ha regalato e ci ha imposto in questa fase, deve poterci dire e imparare che abbiamo del tempo da dedicare a osservare i nostri figli nel tempo libro, giocando insieme, facendo delle attività Anche, vanno bene pure i videogiochi, non mi interessa, io non sono quello del videogioco, no, il telefonino no, cioè in realtà lo sono, ma non sempre, non su tutti gli aspetti e non per certa età. Quando sono piccoli sì, però quel tempo dedicato con loro si vede come osservano la vita, come osservano e affrontano l'errore, la sfida. Lì dentro c'è la persona e qui, e quella persona diventerà grande se allenata a essere se stessa. Leggevo recentemente su un libro che diceva che ai tempi di Shakespeare uscivi dall'università con o senza laurea. oggi esci con una laurea e una serie di voti. Ora, il voto è una sorta di incastrare la persona dentro una valutazione, che poi è un voto, è un numero. In realtà la persona ha mille su accettatura, no? Anche nello sport il feedback da un allenatore, quello su quale lavoriamo tantissimo, è quello di allenare, di dare delle restituzioni che non è vinto o perso, che quello è uguale a un voto. ma tutto ciò che hai espresso dentro a quel gioco, a quel colpo, a quella regata, a quel match, a quel round, parlando di tutti gli sport, che non è un voto ma solo una serie di riflessioni e di osservazioni.
Assolutamente assolutamente no di fatti mentre parlavi eh come al solito quando ti prendo appunti perché ovviamente io faccio queste interviste per concludere ma soprattutto per me perché.
Questa è l'opportunità c'è c'è un confronto un confronto sul metodo, un confronto sul lavoro, no? Allenare persone per per vedere anche un confronto perché sennò si è immersi dentro al lavoro che facciamo e quindi diventa difficile.
L'Occasione di farlo. Wow.
Diventa troppo difficile.
Però quello che ho voluto fuori tantissimo e e mi piace tanto è proprio l'osservazione osservare eh i ragazzi i cioè nel tempo libero, nel momento in cui loro fanno le loro scelte, cioè non devono andare a scuola, non devono andare a tenere, ma nel momento libero. Loro sono veramente scegli, quindi osservarli in quei momenti lì e ascoltarli, quindi osservarli e ascoltarli. Queste sono cose meravigliose e devo dire che da genitore, adesso i miei figli sono grandi, ma da genitore non ci avevo pensato a osservarli, a ascoltarli e effettivamente se qualcuno me l'avesse detto, se ti avessi incontrato molto tempo fa avrei detto wow, avrei potuto evitare no, diversi, diverse cose. Wow, è molto molto interessante. Allora, senti, tu vieni dal dal football, ok? Il football americano, hai giocato fino a trent'anni, hai giocato anche in in Serie A, giusto?
In Italia ha avuto degli anni molto importanti intorno agli anni 90. Dopodiché ha avuto un po' una crisi ed ora sta riprendendo bene. c'è un bello movimento in Italia, sì.
È un bello sport, è un sport in cui si vanno tutti avanti, cioè è un gruppo che si va, cioè si conquista, adesso per quanto lo so io, da quello che vedo si conquista pezzo per pezzo, no? C'è un bellissimo film, quella maledetta domenica, con eh bellissimo che dice, noi conquistiamo inch by inch fino a arrivare alla meta. Quindi c'è una meta, c'è un obiettivo finale e si conquista pezzo per pezzo con una serie di strategie per per andare avanti, insomma.
La cosa, la caratteristica più veramente importante che undici persone in campo devono fare undici cose tutte fatte bene per uscire nell'azione. Oggi quello che ci chiedono, scusa se uso la metafora del momento, oggi è il quattro maggio e possiamo uscire. Ci viene chiesto che tutti facciamo delle cose fatte bene perché riusciamo ad uscire tutti per bene e anche uscire da una situazione. esattamente come il football. Il futbol americano ti chiede in una undici persone di fare undici cose diverse, tutte fatte bene per uscire nell'azione. Questa è una cosa che ho appreso tantissimo, ma è un lavoro di squadra molto complesso, non semplice. Non semplice perché lavorare individualmente su undici ruoli diversi, tant'è che il futbol americano ha un'infinità di allenatori, no? C'è l'allenatore che è specifico per il regista, piuttosto che il portatore di palla, piuttosto che la linea, proprio per questo motivo.
Quindi praticamente c'è undici elementi che devono fare undici cose insieme per poter ottenere...
Diverse in un'azione unica.
In un'azione unica, diversa in un'azione unica che è un po' esattamente quello che hai detto in questo momento qui che il mondo stesso sta lottando contro il nemico quindi sta cercando di recuperare devono bisogno connettersi ecco perché stiamo vivendo un momento anche se siamo separati uno dall'altro non ci possiamo toccare ma molto connessi e credo che sia questo cioè ognuno nel nel football è separato c'è il suo ma è connesso in un'azione che è quella di andare avanti Dunque, quando tu hai smesso di giocare a futbol, che cosa è stata? Allora, io parlo spesso di trasformazione, no? Per me la trasformazione, tre passaggi della trasformazione. Uno, ti rendi conto che hai un problema, accetti e riconosci che hai un problema. Due, trovi la motivazione per andare avanti. E il terzo passaggio è fissi un obiettivo. In quel momento lì avviene la trasformazione. La persona non è più la persona di prima ed è quello che ti ha fatto superare il muro. Qual è stata la trasformazione più importante, o meglio ancora, da giocatore? Non hai deciso di diventare un allenatore di football? ma hai deciso di diventare un allenatore di vita, non solo, no, perché tu alleni, fai il coach per i tenisti, professionisti, quindi sportivi, ma anche per altre persone, per persone che non sono sport, e soprattutto per i ragazzi, come hai fatto per il mio figlio. Che cosa ha fatto trasformare? Qual è stata la cosa che ti ha fatto fare questo passaggio? Cioè, questa trasformazione. Che cosa è accaduto?
Ma guarda, è stato un malessere. È stato un malessere, quindi io ho riconosciuto che c'era un problema, però i due passi successivi che tu hai ben descritto da solo non riuscivo a farli. Perché avere già un obiettivo significa avere un orientamento verso il futuro. Quando io sono in crisi il mio orientamento verso il futuro non c'era, E quindi è stato complicato perché questa cosa ho provato a farla da sola. Perché uscendo dallo sport con, come dicevo prima, tanti allenatori, nella vita gli allenatori erano più o meno spariti e il mondo del lavoro non te li mette nemmeno a disposizione. Ora esiste il coach per il business, esistono questi ruoli, però io a 30 anni, quindi 22 anni fa, queste figure non esistevano. Tieni presente che io mi sono diplomato nel 2009 e le scuole di coaching nel 2009 erano due o tre in Italia. Oggi sono 110. Per cui c'è un grande investimento su questa figura professionale. Quindi è interessante perché tutti noi abbiamo bisogno di un allenatore. se faccio un inciso, ma l'allenatore non è che io ho un problema quindi ho bisogno di un allenatore, è il fatto che se io sono immerso nel mio problema, chi è che mi guarda da fuori? Perché serve l'allenatore nello sport? Perché nello sport ti guarda da fuori mentre tu sei in pieno flow, nel pieno delle tue azioni e ti dice ti do dei numeri. Basta solo, ti do i numeri. Guarda, hai corso ma è insufficiente quello che hai corso. Dovevi correre un po' di più. Un centimetro in più e ti deve dare degli strumenti per migliorare quel centimetro. Questo è il ruolo di allenatore. Mentre tu pensi di aver fatto bene il tuo dovere, sei uscito stanco, rotto, no? Con qualche smulciatore. Oh, ho dato il meglio di me. In realtà il meglio di te non è ancora il meglio di te. Questo solo un allenatore esterno te lo può dare. Per quello ritengo che il ruolo nostro, quello degli allenatori delle persone, sia quello di dare delle istituzioni, far vedere quello che puoi dare di più e aiutare anche a migliorare alcuni aspetti. Per cui io da quella fase di riconoscimento di un problema, che è già una buona fase, Il tema è quando non lo riconosci, che è un po' più complesso, ma non ci riguarda nemmeno come professione. Nel momento in cui uno riconosce un problema, l'allenatore è fondamentale perché ti allena a capire qual è la strada e ti allena a allenarti, a darti un verso dove. Io lo chiamo, tecnicamente si chiama verso dove. È una direzione. Io ho passato del tempo a andare via da. e andare via da ti continua no? Già solo via da guardi dove stai andando via no? È come se una barca dove se va via da guarda il porto se la prima isola si ferma. Il verso dove uno sguardo in avanti che deve avere fiducia e fiducia in sé nei propri mezzi e avere speranza. Speranza che ci possa essere un futuro nel migliore. Oggi torno all'esempio di oggi. Oggi abbiamo bisogno di fiducia nei propri mezzi e di una speranza che possa esserci un futuro migliore pure di quello che abbiamo lasciato. questo è il ruolo di un allenatore e quindi in quella crisi, che si chiama crisi perché è così che si chiama, io ho impiegato da 30 fino a 40 anni, 38, quasi 10 anni, per riuscire a capire che cosa mi piace fare. La cosa che posso dire è che aiuta a fare tante esperienze. del resto è un po' come una seconda adolescenza, mettiamola così, anche se non è la propria adolescenza. Io venivo dal mondo dello sport e tu sai perfettamente che nel mondo del sport prendi un autobus, un aereo, non hai neanche fatto i biglietti. Io non sapevo come spostarmi da solo perché era tutto organizzato e quindi devi incominciare a svegliarti, anche se nel mondo dello sport sei sveglio, lì nel mondo è un po' diversa. Quindi ho cominciato a fare esperienze, sono andato all'estero, ho provato a lavorare via, uscendo anche dai contesti da cui io derivavo. Io sono un alto tesino, vivevo a Merano ed è una realtà bellissima. ma avevo bisogno di uscire per capire quanto sia bella dovevo andare. Uscire dal contesto dove c'erano i genitori, gli amici, quelle routine quotidiane che ti fanno stare un po' in un'area di comfort, mettiamola così, sempre usare termini sportivi. Lui non cominciato ad andare, E ogni due o tre anni cambiavo un lavoro, una professione. Sono stati anni complessi, i più belli della mia vita, ma al tempo complessi, perché questo verso dove non si vedeva mai. Ero Cristoforo Colombo, ma era sempre al pieno oceano, mettiamola così. Poi ho scoperto che c'era questa professione. Io lavoravo al tempo con una società di consulenza che si occupava di consulenze nelle aziende. e sono andato a informarmi e ho cominciato a studiare. Devo dire che l'altro passaggio valido è lo studio. Abbiamo detto prima della scuola, anche io a scuola andavo malissimo. In realtà io ho un amore per l'apprendimento straordinario, come te. Ciò quanto leggi, quanto studi, queste cose le conosco e le risento e le risuono in me, che però non venivano valorizzate al tempo. Però senza entrare in discussione su quei tempi di vita, ho incominciato a studiare e ho capito che lo studio è un passaporto. e quindi ho cominciato a studiare, a studiare, mi piaceva, mi appassionavo eccetera e alla fine dopo qualche anno di lavoro all'interno delle aziende come coach ho detto basta, il mio posto è su un campo sportivo e ho deciso di investire e creare un progetto che si chiama oggi Sport for Life, qua ci sono oggi quattro colleghi con cui sviluppiamo questo progetto e lavoriamo solo in ambito sportivo. Però insomma questo è stato, per cui sono stati dieci anni Dieci anni che servivano come prerequisiti. Sai, quando ti alleni i fondamentali devi farli, passarli. Questo è stato un po' la barba. Senza perdere la speranza. Sennò rischi di fermarti quando manca un miglio e la terra non la vedi.
Senza perdere?
Speranza.
Ah, speranza. Speranza, ok. E guarda, insomma, io adesso so, ti conosco, so le le grandi coach che sei, lo so perché noi ci sentiamo spesso, io ti chiamo, facciamo, no? Ti chiedo, senti, Paolo, dammi una controllatina, eccetera.
Ognuno di noi deve avere un proprio coach.
E questa è la cosa così importante, perché proprio come hai detto te, quando sei all'interno tu, tu puoi essere anche Maradona, il grande talento, ma quando sei all'interno non riesci a vedere perché il il il livello come che che puoi portare ancora a a prescindere da che livello sei non riesci a vedere un'altra cosa che la puoi fare meglio o se non altro tirar fuori perché quello che mi piace tantissimo che è venuto fuori è tu tiri fuori quello che è già dentro non è che perché molto spesso si pensa che il coach fa il il il il il giocatore no il coach vero coach.
Non riesce.
A fare le cose che in condizioni da solo non riesce a farlo. Quindi il coach è questo che fa, non è che fa. Io dico sempre che la vita è la più grande coach di tutte nel senso che la vita non ti dice quello che devi fare ma ti mette sempre in condizione di tirar fuori tu scoprire quello che devi fare. Come?
No?
Sbattendoti all'angolo e noi sappiamo questa cosa. Però tornando un attimo indietro eh quello che mi sembra e da lì è partito tutto. Cioè, molta gente pensa, pensa, io sto male, tutto va male. Invece no, quello è il primo passo. Quello è il primo passo. Io sto male, quindi vuol dire che c'è una situazione che devi cambiare, devi uscire da una situazione, un lavoro devi cambiare, o il tuo fisico devi cambiare, quello è il primo passo. E poi capisci come. Tu hai raccontato, ripeto, tu sei un grande coach adesso, ma hai passato otto anni, nove anni a provare e immagino cadere, rialzarti, cadere, rialzarti, otto, nove anni. Quindi l'agente che si trova adesso in un momento di non so cosa fare, no, sto male, bene, quello è il primo passo e sappi che devi sperimentare finché troverai la tua strada. abbi fiducia e vedrai che non solo nel percorso tu lavoravi per altre aziende, poi sei andato a lavorare, hai capito che volevi fare, hai fondato questa società Sport for Life. Io mi ricordo dieci anni fa di questo meraviglioso progetto, e ne parlavi già, di costruire questa cosa. Senti, allora, ci sono altre cose che voglio dirti. Rispetto sempre, ripeto, tu sei un esperto dello sport, del coaching nello sport, dell'allenamento, della parola allenamento, no? Soprattutto per gli sportivi, ma anche per non sportivi, imprenditori eccetera. E anche ragazzi. Questa è la cosa più meravigliosa, difatti, è straordinaria. Come vedi, allora, come vedono lo sport i giovani oggi rispetto alla nostra a trent'anni fa?
Bella, bella domanda. È interessante perché ci sono molte sfaccettature. Al nostro tempo era una scelta che si faceva. Tu volevi fare sport e chiedevi di andare a fare sport. Oggi per tanti è una sorta di parcheggio del pomeriggio. Io potevo stare a casa con mia nonna, Oggi mio figlio può stare a casa con nessuno. I miei nonni suoi stanno a Merano, gli altri stanno qui vicino ma non sempre possono e sono disponibili. Questa è la situazione che si creava. Oggi lo sport rischia di diventare un parcheggio dove vengono portati i ragazzi a passare il pomeriggio perché ci sono tempi che non sanno come tempiere, i genitori non sono a casa. Oggi sono persone che vengono da città diversi, da stati diversi, vivono in una città perché lì c'è un'opportunità lavorativa, quindi le condizioni di vita sono cambiate notevolmente. E quindi questa solitudine dei ragazzi, questo tempo, viene riempito da attività sportive. Oggi le associazioni sportive hanno numeri importanti. I numeri di allora erano... Io avevo iniziato giocando a tennis e giocavamo... eravamo cinque, dieci. Oggi sono cento, centotrenta, centoquaranta bambini che giocano a tennis. Però è vissuto in questo modo, da un lato. Poi dentro a questo ci si mette la passione di un allenatore che ti appassiona questo sport e allora alcuni lo proseguono. E' un problema dello sport che oggi il Corning si pone questo problema serio dell'abbandono. A 13, 14, 15, 16 anni abbandonano lo sport perché la scuola richiede un impegno e elevato e contempla poco l'attività sportiva. Se negli Stati Uniti le due cose vivono insieme, in armonia, oggi qui in Italia la scuola dello sport non dialogano neppure. È un grosso lavoro che noi facciamo e cerchiamo di armonizzare questo rapporto, perché gli ottimi sportivi sono ottimi studenti e viceversa. Perché la parte mentale, l'alleni a scuola su un banco, leggendo, studiando, imparando memorie, imparando a parlare banalmente, il dialogo interiore di un atleta, tanto per parlare di una roba tecnica, più è ricco di parole costruttive e più efficaci, se è povero, è povero anche nel risultato. Per cui la scuola ha un ruolo fondamentale in questo.
Aspetta Paolo, mi ribadisci quanto è importante questo concetto che hai appena detto.
Il dialogo interiore di una persona, ma di un atleta, deve essere ricco di termini precisi e costruttivi. Banalmente, se io dico, no, non sta andando male, posso migliorare, è un dialogo interiore, ma che non dice niente. Ora, se noi non diamo informazioni precise, la nostra mente processa o ci mette quello che vuole. Quindi il dialogo interiore e costruttivo prevede che tu abbia un linguaggio strutturato. Quindi vuol dire che la mappa che hai costruito del tuo mondo è fatta da un linguaggio, riconosciuta da un linguaggio, che ti permette di interpretarlo al meglio. Quindi quando un atleta abbandona la scuola per lo sport fa il più grande errore della sua vita. Parliamo di atleti giovani. Tant'è che oggi gli sport permettono a sportivi anche di 30, 32, molti sport di dare il meglio di loro proprio perché richiedono una maturità e un tempo in cui non c'è più la necessità, a parte alcuni sport specifici come la ginastica artistica piuttosto che altri, la maggior parte ti permette di perseguire un parallelismo tra sport e studio.
E questo non è solamente per gli sportivi, per ogni persona. Cioè ogni persona che si trova, ecco perché no, lo sport, sport for life, allena la vita, cioè lo sport che allena la vita. Cioè questa cosa che hai detto, non è che dice vabbè io non sono un sportivo, non riguarda me, no, riguarda tutti in qualunque momento, giusto?
Assolutamente sì. In un'attività sportiva io posso osservare in un match, in un quarto d'ora, il meglio e il peggio di una persona. In un quarto d'ora. Nella vita, per vedere quello che io vedo su un ring, su un campo sportivo, in piedi degli anni. perché la vita ti diluisce questo tempo. Il sport ha una magia che ti porta in breve tempo a dare il meglio per te. Se io ho un dialogo interiore non costruttivo, mettiamo che gioco a tennis, posso perdere uno, due, tre, quattro game, ma se non reagisco, perdo la partita ed è finita. Nella vita puoi passare settimane, puoi inventarti mille, puoi parlarti male per tanto tempo e continui a vivere senza grossi problemi. In realtà poi quello alla lunga torna e si presenta come conto.
Te l'avessi conosciuto quando avevamo 25 anni e sei diventato campione del mondo di Pugilato dei pesi massimi. Porca miseria!
Il lavoro nostro è accelerare dei tempi di qualcosa che accadrà comunque. Per cui non lo so se era quello. Certo, un percorso di risultati anche inevitabilmente. Migliora la performance, migliora la parte mentale.
L'altro giorno ho rivisto con Roberta il film Coach Carter che è un che è un classico, no? È proprio lui che ha una storia vera, se non avete visto, ragazzi, andatela a vedere, Coach Carter, c'è su Netflix è la storia vera di questo allenatore di basket che eh decide di allenare questo gruppo di ragazzi, no? Eh in un posto dove c'è la malavita, dove insomma crogate, eccetera, questi ragazzi eh aspirano a giocare a basket però gli dà delle regole e gli fa non solo bene a scuola, ma avranno un punteggio superiore alla media, lui allora continuerà a allenarli. A un certo punto loro continuano a vincere e lui scopre che la media è più bassa della scuola e lui chiude la palestra. e in quella maniera lui aiuta quei ragazzi che sarebbero finiti in droga o in carcere o ammazzati, li aiuta a capire quanto è importante studiare e lo sport. Quindi appena quelle due cose si laureano, diventano delle persone, insomma, riescono e di conseguenza aiutano gli altri. Quindi quello che hai detto assolutamente, sai, anche con i miei figli, quante volte gli dico, ragazzi, leggete, e loro si mettono lì, perché loro sono ballerini, però quanto importante quanto è importante leggere proprio per quel motivo anzi grazie per quello che che ci hai restituito e che così importante ora c'è un'altra cosa volevo farti due domande ne ho scritta una però non so che cosa ho scritto l'ho scritto talmente perché vabbè le faccio un'altra come vedi come vedi i ragazzi come vedi lo sport dei giovani fra 5-10 anni di più come hai detto eh no eh è un po' un tempo un parcheggio del pomeriggio tu lo vedi fra cinque dieci anni invece allora.
Dobbiamo fare i conti con il contesto e con la situazione attuale eh oggi è vero che eh sta per qui è una domanda molto difficile da dare una risposta oggi perché il tema è che molti sporti squadra questo periodo e in questa fase non potranno ripartire. Ripartiranno in una forma diversa da quella di prima e in ogni caso tutto sarà diverso da prima. Non so meglio o peggio, io mi auguro che tutto ciò sarà una grande possibilità che ci è stata data attraverso questo virus, lo dico in termini metaforici ed è una grande opportunità che noi abbiamo per cambiare una serie di cose, per dar mano a un cambiamento fondamentale, anzi un miglioramento, perché i cambiamenti sono molto lunghi e complessi, però dei miglioramenti sì. È vero, incominciando dal fatto che dobbiamo prendere in considerazione che noi siamo parte della Terra, come gli animali, come le piante eccetera, quindi siamo un tutt'uno. Noi ci pensavamo degli uomini dei che ci pretendiamo di qualunque cosa, ma se non capiamo che siamo su un'astronave, stiamo lanciati in uno spazio e tutti siamo i piloti di questa astronave che si chiama Terra e non la curiamo. Com'è? Meglio di quello che è casa nostra. La strada è breve e non per noi perché non vedremo nulla, ma i figli, i figli dei nostri figli pagheranno un conto carissimo da questo punto di vista. Questo è il mio pensiero. Rispetto a sport ti direi, guarda, io ti dico cosa mi piacerebbe, qual è il mio sogno, perché dirti cosa sarà ho bisogno di leggere che cosa accadrà nel tempo, in questo momento mi risulta molto complesso. Ti posso dire qual è il mio sogno, il mio sogno, il mio desiderio è che lo sport sia, lo sport come tutto, io parlo di sport perché sono stato uno sportivo, ma tutte le passioni, l'arte, la musica, il teatro, il cinema, la danza, tutte, siano la possibilità, attraverso anche la scuola, di esprimere il proprio potenziale. Il mio sogno è che queste vivano in armonia per tutta la fase più bella della nostra vita. Ora, si dice sempre che gli anni più belli sono quelli di quando ero giovane. Sinceramente, io gli anni più belli li sto vivendo ora, di quando ero adolescente. Io ho quasi un incubo, per cui... Io immagino invece che la vita bellissima che può avere mio figlio che oggi ha dieci anni è una vita di un bambino tra dieci anni o venti che possa vivere la sua passione e lo studio la passione intesa come come ho detto prima di tutto e lo studio eh in armonia che possa vivere portando esplorare il meglio di sé. Eh questo è quello che io mi sogno no? Con allenatori che ti allenano eh ad un percorso di di passione. Ora, quante persone hanno studiato per qualcosa, con una passione, si sono adattate al dio danaro e facendo un lavoro che non è quello che loro volevano e che non gli farà vivere bene. Ora, questa cosa qui non riuscirà a stare in piedi, quindi io spero, e io mi immagino, diciamo, questo mondo che non vedrò mai, ma che, come dire, dandogli forma col pensiero che poi magari si realizza.
Sicuramente stai facendo, stai mettendo le tue cose piano piano e se tutti quanti noi impariamo a fare questo allora piano... no, la montagna da sola non si sposta, ma se tutti quanti prendiamo un sassolino vedremo che la montagna la sposteremo.
Anche perché il mondo non è fatto di sistemi, è fatto di persone. Gli Stati Uniti stanno cercando di trovare la soluzione a questo virus. C'è un nome e un cognome di una persona che sta lavorando per quella cosa lì. E se ognuno capiamo questa cosa, smettiamo di pensare che ci sia qualcosa più grande di noi che fa qualcosa per noi. Siamo noi gli artefici di questo meccanismo. Però è un pensiero che deve scardinare tanti condizionamenti e tante convinzioni che abbiamo. Il sistema è fatto dalle persone, siamo noi nelle singole azioni di ogni singolo giorno.
Assolutamente. Allora, voglio fare veloce perché ho ancora due domande. Una è responsabilità e consapevolezza. Quanto importante è, oggigiorno, più che mai rendersi conto di essere responsabili e consapevoli che siamo noi la guida, come uno sportivo ma soprattutto come un essere umano, siamo noi la guida della nostra vita?
Fondamentale direi guardate invertirei l'ordine consapevoli e poi la responsabilità. La responsabilità è un'assunzione di responsabilità e quello è un passaggio di maturità. È come non fermarsi in terza fila o non buttare la carta dal finestrino. È un'assunzione di responsabilità. Sai eh eh questo è un virus eh che che è trasversale. Questo è un grande livello per cui vale per me, vale per te, vale per tutti, per cui se le impariamo bene, se non le per cui consapevolezza prima di tutto che sappiamo che possiamo noi, noi questo ci troviamo e noi questo possiamo cambiarlo. Impiegheremo degli anni, noi probabilmente saremo dei traghettatori per una vita migliore, non la vedremo neppure. Però questo e quindi dopo diventa una soluzione di responsabilità. Nella soluzione di responsabilità ci metto che dobbiamo sapere o essere consapevoli che qualcosa perdiamo, per forza, essere disponibili di perdere qualcosa.
Beh, come in ogni evoluzione, perdi sempre qualcosa nell'evoluzione stessa, no? C'è una cosa. Allora, siamo in chiusura, volevo chiederti una cosa. Tre passaggi, se ci puoi dare delle indicazioni, se ci puoi dare dei consigli, tre consigli, tre passaggi per allenarci, allenare le persone a rientrare, piano piano, se Dio vuole, di una nuova normalità dovremmo rientrare in una tra virgolette normalità. Adesso conceso la parola normalità non non perché non sarà la normalità di una volta. Una nuova normalità. Ok. Quindi tre passaggi per allenarci per ci puoi dare tre consigli, tre passaggi per allenarci a rientrare in una nuova normalità.
La prima è avere rispetto di ciò che ci viene chiesto di fare, quindi un senso civico forte, dedicando meno tempo alle critiche e più tempo a portarlo avanti al meglio possibile. La seconda è leggere i cambiamenti. vedere che cosa sta cambiando intorno a noi, cosa cambia nel lavoro, nel tempo e prendere ciò che... Nella vita anche.
Di ognuno di noi, cosa sta succedendo. Quindi osservarsi.
Noi e il contesto in cui siamo. E ultimo ti direi di valorizzare ciò che di buono in queste cose stiamo osservando e di renderle eccellenti.
Quindi, Paolo, tu consigli tre passaggi per allenarci a questa nuova normalità, è un senso civico, cioè rispettare quello che ci viene detto di farne, osservarsi dentro quello che succede dentro e fuori, in modo da, ok, un continuo check, come un aereo che va da Roma a Milano, check, check, check, check. ok? Sai che l'obiettivo è quello di rientrare nell'obiettivo, quindi controllo come sto, come sto, come sta l'ambiente e poi valorizzare quello che c'è di buono, che abbiamo di buono in tutto questo, in tutta questa trasformazione, questo è quello che c'è di nuovo di buono. Ok. Wow, wow Paolo, fantastico. Guarda, io, lo sai, terrei ancora un sacco di domande. Dici solo, in chiusura, dove... Allora, tu ovviamente non sei solamente un coach per gli sportivi, per ogni tipo di sforzo che alleni i tennisti, alleni altri sportivi in altre discipline, ma anche imprenditori, anche appunto giovani e adolescenti. Dove ti possono trovare? Se ti vogliono contattare, dove ti possono trovare?
Ah, oh, grazie. Sui social, Coach Loner o Paolo Loner e poi lì sui social c'è un sito che è sportforlifecoach.com e di lì si possono trovare, possono trovare me e i miei colleghi se questi sono i contatti su quali possono accedere. Grazie.
Qualunque livello sei nella vita puoi sempre portarlo a un livello più alto, giusto per tutte le persone?
Sì, è una scelta.
Non è giudicabile.
È una scelta. Non è giudicabile nemmeno chi non vuole, non vuole, chi non è giudicabile, è una scelta. Noi alleniamo chi sceglie di essere allenato.
Assolutamente, assolutamente. Ok Paolo, senti, allora, grazie ancora, grazie per l'invito, grazie per il tuo tempo, so che sei impegnatissimo, quindi grazie ancora e e noi ci sentiamo assolutamente un.
Abbraccio un abbraccio alla famiglia.
Ciao Paolo, ciao, ciao.
More from Walter

Back to REALITY (2/2) #woke #social #lgbt #snowflake #trigger #cancelculture #massmedia

Back to REALITY (1/2) #woke #social #lgbt #snowflake #trigger #cancelculture #massmedia

A NUDO Podcast - Episodio 14: Torniamo nel Mondo Reale con Taiyo Yamanouchi (SamurHyst)

Non cercare SICUREZZA nel tuo rapporto #amore #rapporti #relazioni #coachdelcuore #sesso #coppia

Come funziona la CHIMICA in un rapporto? #amore #coppia #relazioni #rapporti #benessere #rapporto

Che cos'è l'AMORE in un RAPPORTO? #amore #coppia #relazioni #rapporti #benessere #sesso #intimità

A NUDO Podcast - Episodio 13: Consigli per un Rapporto Felice con la Dr.ssa Giovanna De Maio

Costruisci il tuo RAPPORTO su basi SOLIDE! #amore #coppia #relazioni #rapporti #benessere #sesso


