Walter Nudo intervista Roberta Liguori

This content was created by Walter Nudo. This content was uploaded by Walter Nudo. This is a YouTube video titled "Walter Nudo intervista Roberta Liguori" created on May 7, 2020. It features a conversation in Italian between Walter Nudo and Roberta Liguori. Walter Nudo interviews Roberta Liguori, a mental coach and PNL trainer, discussing topics such as meditation, personal growth, and overcoming challenges like cancer. They explore techniques for staying present and the power of the mind in personal transformation.
Chapters
I limiti dell'ambiente fisico di cui ci circondiamo limitano anche la nostra creatività e la nostra immaginazione. Un trucco straordinario per riuscire a stare nei qui ed ora è pensare a ognuno dei cinque sensi. Perché tante volte ci dicono stai nei qui ed ora, ma non ci dicono come fare.
Ragazzi ciao ciao sono molto eh contento eh delle l'ospite che vi sto per presentare eh è una un piacere sono così contento che ha accettato questo invito lei è una mental coach, una PNL trainer internazionale, una schiettrice, una triatleta Ironman. Per voi presentare voglio presentarvi Roberta Liguori. Roberta.
Ciao Walter. Ciao. Ciao a tutti quanti.
Grazie.
È un piacere. Sto bene, sto molto bene. So che in alcuni casi sembra quasi irrispettoso dirlo perché qualcuno se ne ha a male, io sto molto bene in questo periodo. Sono allenata, ho fatto ben due ore di rulli sulla bicicletta, che è la cosa più allenante, però io faccio meditazione, faccio meditazione attiva e la faccio sui rulli e quindi con questo sistema volano queste due ore.
Quindi mentre tu pedali, è una bicicletta appoggiata ai rulli, e tu fai la meditazione mentre stai pedalando.
Esattamente, esattamente. Ho trovato questo escamotaggio, siccome voglio fare tante cose durante la giornata e fare il lavoro e gli allenamenti molto lunghi per l'Ironman, il tempo risultava essere poco, ho iniziato a sperimentare questo tipo di meditazione attiva. Le attività che faccio sono correre, nuotare e andare in bici. Non è che richiedano un grande sforzo mentale, quindi non è che devo fare coreografie complicate. Una volta che entro nel flusso, io inizio a meditare, e tu conosci benissimo la meditazione, e faccio tutti i miei processi, i miei livelli di pensiero, continuando a pedalare, in questo caso specifico, tipo criceto, in una ruota, perché i rulli rimangono fermi, chiaramente, non è che viaggio.
Senti, giusto per capire un pochettino, così la gente a casa può magari prendere qualche spunto, cioè praticamente la visualizzazione che tu fai è una specie di visualizzazione.
In realtà no, io faccio proprio meditazione pura, quindi partiamo dal cancellare tutti i pensieri, dall'annullare tutti i pensieri e fare sì che i pensieri poi vengano fuori naturalmente, quindi proprio la tecnica della meditazione classica diciamo. Se poi ho delle domande a cui voglio trovare risposta, prima della meditazione faccio al mio inconscio queste domande, poi inizio a fare il mio sport, inizio a fare la fatica che questo tipo di sport prevede, e grazie anche alla fatica e allo scatenarsi delle endorfine che vengono prodotte in maniera in quantità importante nel corpo, Io riesco a, a parte essere più felice o dei momenti di estasi proprio, riesco anche a trovare delle risposte importanti a delle domande alle quali magari non riesco a trovare risposte in altri momenti.
Pazzesco, quindi tu parti, fai la domanda, non hai la risposta, fai la domanda, inizia a pensare, inizia a sviluppare queste endorfine, queste sostanze meravigliose nel corpo e...
Soprattutto questi giorni che sto creando un sacco di cose ho avuto bisogno di risposte, ho dovuto prendere delle decisioni. e aiutare a prendere le decisioni. Quando devo prendere una decisione importante io o mi metto a correre o mi metto a nuotare per quattro chilometri oppure mi metto sulla bicicletta o sui rulli. Sulla bicicletta quando posso andare fuori in strada è un po' diverso perché devi prestare molta attenzione alla strada e poi è anche un peccato perché è così bello godersi il panorama, lì faccio altri tipi di meditazione. Però per questa, per le decisioni, è veramente una strategia super efficace.
E senti, per chi ad esempio tu sei una grande atleta, anzi, quando è l'appuntamento? Quando è il prossimo appuntamento importante della gara?
Il prossimo Ironman che per ora è confermato, dovrebbe essere confermato, teniamo le dita incrociate, è il 5 luglio. Sarà l'Ironman di Klagenfurt in Australia. Wow! Wow! Wow!
Facciamo veramente un poco a lungo, con sicurezza. Con sicurezza ti guardi, è veramente un risultato meraviglioso. Una cosa, per le persone che non sono atlete, non sono, sai, non particolarmente sullo sport, possono fare questo tipo di meditazione anche durante, non so, le faccende di casa? Cioè, sai quelle cose che vai quasi in automatico, no?
Certo.
È possibile fare una cosa di questo tipo?
Secondo me sì. Allora, dipende dal tipo di risposta che vuoi ottenere. Se parliamo di ottenere una risposta per una decisione importante, io suggerisco di fare una meditazione che preveda, so che in questi giorni è più difficile, però adesso vi do anche un escamotage, preveda di stare all'aria aperta. Perché questo? Perché tante volte i limiti dell'ambiente fisico di cui ci circondiamo limitano anche la nostra creatività e la nostra immaginazione. Pensa a questa cosa, noi tante volte non ci pensiamo, noi viviamo in scatole, noi viviamo in ambienti chiusi, quindi dalla mattina ci svegliamo in una camera, saliamo in macchina per andare al lavoro, in ufficio e tutto questo, noi viviamo in scatole. La nostra mente è abituata a vedere confini e allora la nostra mente si abitua a ragionare con dei confini. Ecco perché quando abbiamo bisogno di avere punti di vista diversi, quando abbiamo bisogno di prendere una decisione importante o di allargare un attimo la nostra mente, io suggerisco almeno di andare sul terrazzo. Non avete il terrazzo? Aprite la finestra in questi giorni. Perché ragionare senza avere questi limiti ti permette di ampliare proprio la tua immaginazione.
Trovare delle attinge da un sacco pieno di risorse, mentre tu stando in una capola le risorse sono limitate. L'universo è limitato, è quello che ci può dare. Le persone possono fare le cose che fanno durante il giorno, che sono abbastanza automatiche, ovviamente non guidando la macchina.
Certo, certo.
Altre cose che potrebbero essere, non so, pulire fuori, far giardinaggio anche. Giardinaggio è una cosa che fai molto, quindi stare fuori, cioè fai qualcosa che stai fuori e quindi a quel punto fatti la domanda e inizi a fare il lavoro, che è in automatico, e piano piano puoi venire fuori. E c'è qualcosa, durante questo periodo, mettiamo il giardinaggio, è venuto il giardinaggio, mettiamo che le persone mettono la porce sul giardino, sono lì ecco, Devono ripetersi qualcosa? Come funziona? Devono fare qualcosa? Non devono fare niente?
Per questo tipo di meditazione che faccio io non devono fare nulla. Devono stare nel qui ed ora. È importante proprio stare... se io sto curando una rosa, io sto con la rosa. Quindi sono lì nel qui ed ora e un trucco straordinario per riuscire a stare nel qui ed ora è pensare a ognuno dei cinque sensi. Perché tante volte ci dicono stai nel qui ed ora, ma non ci dicono come fare. Vero o no? Come caspita si sta nel qui ed ora? E quindi ora si sta in questo modo, io guardo e osservo tutto ciò che c'è attorno, io in questo momento davanti a me ha una tazza, tazza di tè verde, la guardo, guardo il colore, guardo il colore del tè, guardo il colore della tazza, tra l'altro dei campionati mondiali di Ironman, giusto per fare un attimo. Quindi osservo. Con le orecchie io ascolto tutto ciò che c'è in questo momento. In questo momento sto ascoltando la tua voce o la tua voce. Se sto facendo giardinaggio, ascolto il suono della natura, degli uccellini. Senso tattile. Quindi io in questo momento ho la tazza, è calda, sento la consistenza, sento la temperatura. Se ho la rosa, stando attento a non pungermi con le spine, sento la consistenza dei petali. e nel giardinaggio sento i profumi, gli odori. Quindi questa è la tecnica per stare nel qui ed ora. Se io dovessi fare il giardinaggio, e purtroppo non ho il giardino, mi piacerebbe un sacco, e utilizzare questa attività per fare meditazione, questo tipo di meditazione guidata, farei proprio questo. Curerei ogni pianta, mi farei la domanda prima, poi curerei ogni pianta, stando pienamente nel qui ed ora, E dopo, tanto il nostro cervello è letterale, Walter. Lui deve rispondere alle domande. Una volta che gli facciamo una domanda, lui va avanti finché non trova la risposta.
Wow, fantastico. Credo che forse alla base di tutto questo sia una fiducia nei nostri confronti o di quello che c'è più profondo, che sa la via, sa la risposta. Semplicemente dobbiamo lasciarlo fare. Sono d'accordo. Allora, faccio una domanda per quanto riguarda questo periodo e poi passiamo al resto perché tanto sono convinto che questo periodo sta passando. Che cosa rappresenta per te questo periodo qua? Non voglio neanche chiamarlo, ma questo periodo qui, questo periodo che iniziate a fare, cosa rappresenta per te?
Per me sta rappresentando un momento di grande consapevolezza e di grande cambiamento. Quindi io sto prendendo consapevolezza, innanzitutto per fortuna, sono delle conferme, delle cose che sto facendo, che ho fatto negli anni passati, le scelte che ho fatto si sono rivelate giuste. Quindi la grande consapevolezza che sto acquisendo è che io ho passato anni a studiare il funzionamento della mia mente e in questi giorni risulta essere un grandissimo vantaggio sapere come funziona la mia mente per poter essere comunque sempre serena, attiva, felice. E quindi la mia scelta...
Tu sei studiata nel PNL ormai da quanti anni?
Ma neanche tantissimi, perché io ho iniziato il mio primo corso nel 2010. Quindi rispetto a altre persone che abbiamo conosciuto, al nostro amico Alessandro Mora, loro hanno iniziato tipo 15 anni fa. Io sono più recente come trainer, però ho bruciato tutte le tappe. Ho fatto tutto molto velocemente. Io sono quella delle full immersion.
Scusami, cosa ti ha portato alla PNL? Sicuramente avrei fatto un altro percorso. Come sei arrivata alla PNL?
Io sono arrivata la più al nele come tante persone in un momento di disperazione, perché io avevo una vita tutta bella spianata, sono un ingegnere informatico che aveva una carriera strepitosa, in un'azienda strepitosa, guadagnavo un sacco di soldi, sai, la macchina aziendale, telefonino, tredicesima, quattordicesima e ero profondamente infelice. Io ero infelice, perché quello che avevo non mi soddisfaceva, però non sapevo che cosa volevo al posto di ciò che avevo. Non avevo gli strumenti mentali per capire che, caspita, volessi nella vita. E tante persone si approcciano in questo modo, no? Tante persone sanno che cosa non vogliono, ma non hanno idea di che cosa vogliono al posto di ciò che hanno. Per tantissimi, anche nel mio lavoro di coach, vedo la maggior parte delle persone che si approcciano al cambiamento in questo modo. E quindi ho preso la decisione, ho mollato tutto, ho iniziato a fare pensa alla wedding planner perché ho visto il film con Jennifer Lopez. Giuro. Ho aperto con i soldini del TFR la mia piccola società di organizzazione matrimoni, con grande gioia immagina dei miei genitori che avevano una figlia manager strappagata che ha mollato tutto per fare la wedding plan.
Quella che organizza i matrimoni.
Sì, sì, sì, esatto. In questa follia, dopodiché, non organizzavo solo matrimoni, lì vivevo a Bologna, io sono marchigiana, vivevo a Bologna, mi sono trasferita a Riccione, perché intanto mi sono sposata, mio marito è di Riccione, io amo questa città. Sai, organizzo eventi, vivo a Riccione, dove sono finita secondo te? In discoteca, e quindi ho passato anni a organizzare, facevo parte della direzione di Biblos, Paradiso, Cocorico e io ho lavorato a livelli alti in queste discoteche. Mi divertivo un sacco ma non era ancora quello che volevo, avevo dentro questa ansia di ricerca. Sono capitata un giorno per caso in libreria a leggere un libro di Tony Robbins, un tizio che forse conosci. Ho letto questo libro, mi ha sconvolto, mi ha sconvolto completamente perché diceva cose tipo noi siamo responsabili del nostro destino, della nostra felicità, ma no, ma non è vero.
Il libro te lo ricordi?
Sì, è come... da se stessi e dagli altri, aiutami, come...
Allora, non è Sveglia gigante dentro di te?
No, no, quello dopo. Con ottenere il meglio da se stessi e dagli altri? No, quello è dei Carnegie. Qual è il libro famoso di Tony Robbins? Aiutami, ce l'ho lì dietro in libreria da qualche parte. Fammi vedere se lo leggo da qui.
Ti verrà, stai tranquillo.
Sì, mi verrà comunque. È uno dei due famosi che ha scritto Tony. Diceva cose che facevano tanto arrabbiare perché sapevo che erano vere, però non le stavo rispettando. Ho iniziato a essere curiosa. Penso che il mio primissimo corso nella vita è stato il Date with Destiny. Ho iniziato leggera. Wow!
Per chi non lo sa, Tony Robbins è veramente una grande persona ispirazionale in tutto il mondo. Uno di questi conti è Day with Destiny, sono sette giorni intensissimi, 15 ore al giorno. Io ne ho fatti due, ma ti ribalta. Come prima cosa a fare questo è stato veramente buono.
Il secondo giorno avevo la febbre a 39,5. Perché mi ha devastato, mi ha devastato. Mi ha veramente, profondamente cambiato la vita. Si dice che un corso non cambia la vita. È vero, sei tu che ti cambi la vita. Però nel momento in cui vai in un corso e ti danno questi strumenti e tu decidi di accettarli, caspita se la cambi la vita. E lì ho cambiato tutto. e lì mi ha fatto capire che cosa volevo fare da grande. Da lì è venuto fuori che cosa? Che volevo diventare una coach, volevo diventare una trainer di PNL, volevo diventare una scrittrice e fare degli Ironman. E li ho fatti tutti uno dietro l'altro da lì.
Fantastico, straordinario, straordinario. In realtà, cos'è l'ingegnere matematico?
Informatico. Sì, ingegnere informatico. Io sono ingegnere.
Ho fatto un giro passando da tutte le discoteche di Riccione. Adesso, questa è la domanda. Dopo tutta questa cosa tu sei, a prescindere da quello che è la parte economica, sei felice, sei soddisfatta ogni giorno della tua vita?
Io sono molto soddisfatta ogni giorno della mia vita e allo stesso tempo ho questa spinta interiore che mi spinge a cercare sempre di più, a volere fare sempre di più. La mia sfida personale è quella di tenerla bada, nel senso che dobbiamo imparare a godere i nostri successi, quindi questa è la mia propria sfida personale. Io scalpito, io voglio fare un sacco di cose e faccio un sacco di cose, non mi basta mai. Lo sport in questo mi aiuta, perché una volta che faccio le mie sei ore di bicicletta, credimi che dopo sono tranquilla.
Questo aiuta un po'. Grazie di raccontarci la tua storia che è così ispirazionale.
Mi piacere.
Noi siamo conosciuti, il mio primo corso che ho fatto con Richard Bendle, un mese fa era circa.
Era un mese fa, sì.
Tu eri come trainer, ho conosciuto Alessandro, Marco, Marco Ricci, e quindi è stato veramente un piacere conoscervi, ragazzi, e grazie per tutto quello che fate per le persone che stanno iniziando a capire, vogliono capire sempre di più come potersi muovere. La cosa che mi ha colpito molto da tutto quello che hai detto è il fatto che quando leggevi il libro di Tony, leggevi delle cose che ti davano fastidio. Ora, molto spesso ci troviamo che quando leggiamo una cosa che non ci piace, lo eliminiamo, no? Tendiamo a far questo, no? A andare, no, questo no, no, non fa per me. Allora, che cosa succede? Cioè, succede che a volte proprio quello che non ci piace è proprio quello che dobbiamo fare. Come potrebbe essere un suggerimento alle persone che magari si trovano a leggere delle cose o a pensare di stare lontano da ciò che non ti piace? Cioè, come possono riconoscere le cose e dire, ok, forse questo fa per me in questo momento, forse questa è una cosa che devo fare, superare. potrebbe essere il modo per riconoscerli. Magari non tutto, ma ci sono delle cose che non ci piacciono, ma proprio perché non ci piacciono noi dobbiamo continuare. Cosa ti ha fatto continuare a leggere quel libro lì?
Io ti direi proprio Ti faccio un esempio specifico, una delle cose che mi faceva arrabbiare di più era il fatto che lui insistesse sul fatto che la responsabilità del nostro destino è nostra, quindi se noi ci troviamo in un certo punto della nostra vita è per una serie di nostre scelte e se ci sono capitate delle cose che non dipendono da noi, comunque noi abbiamo reagito a queste cose e da come noi ancora penso metà in inglese Walter, come si dice, reagiamo alle cose e da come noi reagiamo alle cose dipende poi, dipendono le nostre decisioni, il nostro destino e quindi per me questa è una cosa che mi faceva arrabbiare tantissimo perché io in quel momento non ero soddisfatta della mia vita, te l'ho detto no, ero molto frustrata ma davo la colpa sempre agli altri e Davo la colpa agli altri al fatto che io non avessi avuto nessuno che mi avesse insegnato la mia strada, che non avessi avuto una famiglia ricca che mi avesse permesso di studiare all'estero e di capire cosa volevo fare da grande. Io davo sempre la colpa all'esterno e non mi riprendevo mai questa responsabilità. La rabbia nel momento in cui, io ho letto questa frase, ho sentito dentro, proprio dentro, una rabbia così feroce, allo stesso momento io sapevo che questa cosa era giusta, noi questa cosa secondo me la sentiamo Walter, anche sai che si dice spesso quando una caratteristica di una certa persona ci fa arrabbiare è perché noi vediamo questa caratteristica, giusto? La sensazione è quella, la sensazione è quella. Wow, wow.
Il crimine è proprio quello, è proprio il fatto di... Io posso immaginare, magari c'è qualcuno che sta ascoltando in questo momento e dice, mi è successo questo, mi è successo quello, oppure la morte di una persona cara, oppure il fatto che io non riesco a pagare, oppure faccio così fatica a portare il nuovo cibo sul tavolo alla fine del mese per i miei figli. Cioè, quello che posso dire è che è colpa mia. Questo è così difficile. E forse questa è la parte più difficile, è più facile occupare gli altri. Ma nel momento stesso, però, il turning point, il giro, è nel momento stesso che ti rendi conto che tu sei artefice e anche se hai il potere, 100%, di ribaltarla la cosa. Questa è una cosa pazzesca e posso immaginare, anch'io mi sono ritrovato spesso in certi momenti, non è possibile, anche a me mi ha fatto, posso dirlo incazzare, certe cose, non è possibile. Io parlo spesso di trasformazione, trasformazione Dico che nella vita è inevitabile, noi continuiamo a trasformarci, siamo un susseguito di trasformazione. La base dice che nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Il punto è in cosa ti vuoi trasformare e come. Quindi avere questa consapevolezza che puoi scegliere cosa trasformarti e capire come, quindi avere responsabilità e consapevolezza. Quali sono state le trasformazioni più importanti della tua vita?
Nella mia vita sono state, allora innanzitutto ammetto che non sono state Non mi prendo la responsabilità, sono dovute accadere cose esterne per farmi trasformare. Tu sai un pochino la mia storia, sei anni fa ho avuto un cancro molto molto aggressivo, un cancro che i miei medici hanno definito un tumore da Champions League. Parliamo di comunicazione, il mio medico mi ha detto questo. E quindi la prima cosa che mi hanno detto è stata adesso proviamo a fare la chemioterapia, poi vediamo come va. Quindi la situazione era veramente drammatica. Ho fatto la chemio, l'operazione, la radioterapia, ho fatto tutto il pacchetto completo. In tutto questo periodo io mi sono resa conto di Mi sono trasformata nel senso che io ho imparato a comprendere l'enorme potere della mia mente nei confronti di quello che stava succedendo. Perché io vedevo persone che si lasciavano schiacciare completamente anche solo dalla notizia. E' una cosa che capita, può capitare, capitano malattie, sventure. Alcune persone, una mia cara amica tra l'altro, ha dovuto solo, passami il termine, fare l'operazione senza fare chemioterapia, radioterapia, niente e ha fatto proprio un passaggio anche molto semplice dal punto di vista psicologico. Lei non si è mai più ripresa, lei si è lasciata schiacciare completamente da questa piccola operazione perché si sono innescate lei tutta una serie di convinzioni, di previsioni sul futuro che l'hanno devastata. Nel mio caso io, per fortuna di questo sono stata molto grata, avevo già iniziato a studiare crescita personale, PNL, perché io non lo so, Walter, se questa sfida mi fosse capitata tanti anni prima, io non so se avrei avuto lo stesso atteggiamento. Lì ho iniziato proprio a tirare fuori l'atteggiamento più utile, Mi tenevo su dal punto di vista dell'umore, lavoravo sulle mie convenzioni, lavoravo sui miei valori. Sono cambiata da tanti punti di vista. Ho imparato a riconoscere due cose. Uno, che non posso essere perfetta. Cosa difficile. Seconda cosa, che essere fragili e chiedere aiuto è bello, perché è un dono per le altre persone. Permettere a un'altra persona di aiutarti è un dono che le fai, è una cosa bella. Io ho imparato queste cose e alla fine, quando sono andata con tutti i risultati finali di questo anno di cure intense dal medico, il medico ha visto che il tumore era sparito, non c'era proprio più traccia di nulla dopo l'operazione, la radio e tutto, però anche nei mesi successivi non c'era traccia di nulla e lui mi ha detto, un medico mi ha detto, le cure nel suo caso hanno avuto un esito straordinario e tantissimo e di peso dal suo atteggiamento. Io da lì ho iniziato a studiare, anzi ad approfondire, perché già lo stavo studiando. Questo è avvenuto un anno e mezzo dopo che avevo fatto il primo corso da Tony. È avvenuto nel giugno del 2012. Il primo corso da Tony l'ho fatto a dicembre del 2010. E da lì, che avevo già iniziato a studiare questa cosa, ho iniziato proprio a studiare nel profondo la meccanica dell'atteggiamento. Quali sono le cose che dobbiamo fare qua dentro per affrontare le situazioni? Quali domande farci? Quali domande non farci, che non ci sono utili? E da lì questa grande trasformazione mi ha permesso di aiutare non solo me stessa, ma ormai siamo migliaia di persone che stanno, sai, mi hai visto lavorare, ci hai visto lavorare, è il lavoro più bello del mondo perché è impegnativo, perché richiede tanta energia, ma lavori aiutando le persone a prendere possesso dell'utilizzo della loro mente. E questo è stato il più grande cambiamento della mia vita.
Wow, grazie, grazie, grazie per cui mi vivi.
Un piacere.
Molte persone adesso stanno così come sono io, mi hai ispirato, mi hai commosso, anche perché quello che mi ha fatto capire, mi ha fatto vedere, è che come se seguendo il tuo impulso, quello di dire no, questo non fa per me, quando tu un giorno hai deciso di non fare più l'ingegnere informatico, e fa tutto un percorso anche attraverso le discoteche. Ti ha portato poi da Tony, ti ha portato a capire certe cose, ti ha portato a iniziare a prepararti per una grande sfida che era quella che è successa sei anni fa ed è tutto un cerchio. non per te, ma perché le cose non succedono per noi, ma per condividere con gli altri. Tu adesso lo stai condividendo con noi, sei diventata una persona, un coach che aiuta internazionalmente altre persone a prendere potere della propria mente e ad essere esempio per gli altri. Tutto questo non è altro che luce che si allarga sempre di più. Quindi grazie, grazie di averci conosciuto.
Un piacere.
E grazie di continuare ad ascoltarti e di essere esempio.
Grazie, grazie a te Walter.
Ci sono altre cose che volevo chiederti. Quali sono due o tre consigli per Che daresti? Allora, in questo periodo tu sei una mamma, giusto? Hai due figli?
No, no, no, io non ho figli.
Ah, non hai figli, ok.
Vorrei, ma non mi sono mai arrivati. Ho tanti figli, sono i miei allievi, tanti, ne ho tantissimi di figli.
Però sei moglie, quindi c'è un rapporto. Allora, adesso la convivenza... diciamo una convenienza forzata, ok? Quindi nella convenienza ci ci può essere eh sai si si ricondivide, si continua, si condivide molto di più uno spazio chiuso e se non ci sono equilibri possono saltare un pochettino i nervi. Allora tu hai qualche consiglio eh alle donne per come gestire un pochettino questo questo questo fare in modo di mantenere un equilibrio col proprio compagno.
Sì, per me il consiglio migliore vale in questo momento specifico, in questo momento più che mai e anche in generale per qualsiasi convivenza, è definire una sorta di regole condivise Perché i problemi si verificano quando io penso che tu devi pensare, oppure io penso che tu quella cosa la devi sapere, ma non la fai. Ma non la fai non per cattiveria, ma semplicemente perché non ti viene in mente, perché tu ragioni in un altro modo. Ma io do un significato al fatto che tu non l'hai fatto, giusto? Ecco, non mi ha chiesto se è fatto da mangiare da solo e non mi ha chiesto se volevo da mangiare anch'io perché non mi ama. No, perché magari tu avevi visto che c'era il piatto già sporco, per cui hai pensato, lei ha già mangiato, quindi non glielo chiedo visto che ha già mangiato. Quindi sarebbe opportuno, il primo passaggio molto opportuno nelle convivenze è definire una serie di regole. Non regole, diamo un'accezione morbida a questo termine, perché regole sembra qualcosa di restrittivo, limitante. Direi più proprio, come dire, Non mi viene un'altra parola migliore di regole. Assiomi di convivenza.
Ok, suggerimenti che possono essere costanti durante il giorno.
Come viviamo le nostre giornate? Quali sono i tuoi spazi? Quali sono i miei spazi? Ad esempio, se mi vedi che tutti noi questi giorni, anche noi super coach, abbiamo i momenti di nervoso, perché le emozioni sono una cosa naturale, sono semplicemente dei segnali, e quindi se io mi vedi un po' più scostante, vieni a parlare, oppure non mi venire a parlare e lasciami un quarto d'ora da solo. Cioè esplicitiamole queste cose, perché altrimenti magari io sono per i cavoli miei, ho bisogno di un'ora di stare per i cavoli miei, che non significa che non ti amo, vuol dire che devo stare per i cavoli miei. Queste cose se le esplicitiamo e si definiscono delle regoline, questo periodo di convivenza può essere addirittura qualcosa che rafforza le relazioni, può essere davvero un bello... Innanzitutto sicuramente definisce Se proprio non state bene per niente, fatevi delle domande.
Eh sì, eh sì, se non si riesce fuori. Diciamo che qui, questo è un po' di chiarezza, no? Di disintossicazione a livello planetario, al di là di quello che il virus fa, insomma il pianeta è molto più pulito adesso, ma anche di chiarezza. Io credo che 7 miliardi e mezzo di persone, quello che sono, hanno più tempo e forse qualche domanda in più se la stanno facendo adesso rispetto a un mese e mezzo fa. E quindi forse sono più chiari su certe cose, se si fanno le domande.
Questo passaggio è molto importante, Walter, perché ci sono domande. Se io continuo a chiedermi perché sono sempre così sfortunato, perché questa cosa si è verificata proprio adesso. Io il 5 maggio dovevo pubblicare il mio terzo libro, in pompa magna, era già tutto pronto. Primo pensiero è perché sta roba si è verificata proprio adesso che era tutto pronto. Mi viene, mi è venuto. La differenza è che da me è durato 0,3 secondi, l'ho cancellato. Facciamoci altre domande, ovvero come posso utilizzare tutto il tempo che ho fino alla presentazione che sarà a settembre per creare una presentazione migliore, per addirittura andare a rivedere il libro. Quindi se noi ci facciamo le domande del perché sono così sfortunato in questo periodo, è un disastro. il come posso utilizzare questo periodo per imparare qualcosa, per uscirne fortificato. Io ho questa teoria. Secondo me, dopo questa situazione, il mondo si dividerà in due. Le persone che vivranno, che guarderanno questo recente passato come un periodo terribile, altre persone che guarderanno questo sfidantissimo momento come un'occasione per la loro crescita, per il loro miglioramento personale, professionale. anche sportivo, paradossalmente, perché ci sono tanti sportivi che, costretti a casa, stanno finalmente facendo tutti quegli esercizi di, sai, rafforzamento del core, di ginnastica funzionale, che di solito non fai mai.
Sì, ma io ho letto, non so se me l'ha detto te o me l'ha detto Alessandro, che qualcuno ha fatto una mezza maratone... Sì, te lo dicevo io, sul terrazzo. Ha corso per due ore sul posto, fantastico.
Io sto correndo su quindici metri del mio garage, di sotto ho una casa grande però non riesco a correre, quindi in quindici metri ho fatto anche dieci chilometri. Però in quindici metri facendo avanti e indietro, alla fine si fa.
Cambiamo il giro ogni tanto?
Sì, ogni dieci minuti sono diventata pazza.
Senti, ancora un paio di domande poi ti lascio, però è molto interessante veramente.
Non ho fretta, io non devo andare da nessuna parte.
Molte persone credono, si ha l'idea che quello che succede nella vita, noi non abbiamo potere, Cioè, sentono, la frustrazione più grossa è come senti impotente a quello che ti succede nella vita, a quello che ti succede, io sono qui, sto facendo un lavoro, vorrei un lavoro migliore, non riesco a avere un lavoro migliore. Il rapporto magari, o magari anche col corpo stesso, vorrebbero avere un corpo diverso da quello che hanno e non riescono ad averlo. E loro dicono, prima cosa, non è facile, è difficile. E poi, seconda cosa, inconsciamente probabilmente pensano di non avere il potere. Allora, la mente, e ne parlavo ieri con i miei figli, ho due figli che sono baleni di danza classica, ne parlavo proprio ieri sera, loro vivono in Germania, e io dicevo, la mente deve essere un po' come un cane che tu devi essere, cioè gli devi dire tu una cosa Quindi, vuoi che ti sveglia alle due di notte? Vuoi che faccia così? Vuoi? Oppure devi dettagliare le regole. Allora, tu che lavori, no? Che hai studiato tantissimo proprio su questo, mi piacerebbe che tu ci spiegassi un pochettino che è possibile, cioè, la mente si può gestire o deve essere lasciata libera di fare quello?
La mente si può gestire molto molto bene. Noi alla nostra mente possiamo fare tutto quello che vogliamo. La metafora del cane mi piace tantissimo. La nostra mente a volte va addestrata. Uno dei motivi per cui io faccio gli Ironman è perché per riuscire a fare 12 ore di sforzo continuo tu la mente la devi addestrare. Perché la mente c'è un passaggio fondamentale da fare. Il nostro cervello non è programmato per renderci felici. Il nostro cervello è creato solo con una unica funzione, quella di fare risparmiare energie al corpo, perché è nato per l'istituto di sopravvivenza, cioè con l'idea della conservazione della specie. Tutte le scelte che il nostro cervello ci fa prendere sono dettate, secondo lui, da questa discriminante. Questa cosa è scomoda, difficile, faticosa? Allora io faccio di tutto per non fartela fare. io tendo a farti fare sempre la cosa più facile, perché tu risparmi energia e rimani vivo. Quindi il cervello ragiona così. Una volta che noi capiamo questo meccanismo e una volta che noi comprendiamo e accettiamo che per ottenere invece degli obiettivi più ambiziosi sia anche solo quello di avere un fisico in forma, bisogna fare fatica, allora andiamo anche in maniera facile contro quelli che sono i naturali meccanismi di risposta del cervello. E a me fa arrabbiare quando le persone dicono, sì però è difficile, come se il fatto che fosse difficile li legittimasse a non fare quell'azione. È difficile, risposta. Quindi? Innanzitutto non è difficile, è faticoso. C'è una differenza. Difficile vuol dire che richiede delle abilità che tu non hai. Per me adesso è difficile parlare in tedesco, perché io so Guten Morgen e Dankeschön. Quindi è difficile, mi manca un pezzo di abilità. e invece per me è faticoso fare due ore spinte sui rulli. So fare, è faticoso, non è difficile, ma le persone dicono è ma è difficile. Non è vero, è faticoso e si cerca di addossare all'esterno la responsabilità delle proprie azioni e e adossare, le persone ragionano io vorrei farlo però sai non posso e io mi arrabbio tantissimo quando succedono queste cose, ma mi arrabbio perché mi dispiace vedere le persone che si limitano tanto da sole, ma tanto, quindi sì però è difficile, una volta pensa ricorderò sempre il mio medico stavo facendo la chemioterapia, e c'aveva una collega di chemioterapia, chiamiamola così, che era molto, molto, molto disidratata. Il medico le ha detto in tono perentorio, guarda, se tu non bevi, se tu non bevi, tu muori. Il tuo fisico si sta disidratando talmente tanto che devi bere. Nel momento in cui bevi, quindi parliamo di bere acqua, ritorni in perfetta salute. E lei ha detto, ah ma è difficile, io sono una che non bevo. Come se questo comportamento, l'impossibilità di bere, fosse intrinseca nella sua personalità, pur di non fare lo sforzo di bere. Facile come bere un bicchiere d'acqua. Questa tizia rischiava di morire pur di non fare lo sforzo di bere otto bicchieri di acqua al giorno. È pazzesca sta cosa e mi ha illuminato questa esperienza.
E' un esperto di programmazione neurolinguistica e questa sarebbe la PNL. Quanto importante è il linguaggio che usiamo? Come in questo caso, io non bevo, oppure io non sono in grado di bere. Quanto è importante stare attenti al linguaggio che usiamo? Come esempio difficile, rispetto che fatti un posto. Hanno due significati diversi. Una parola rispetto a un'altra ci precludiamo magari il cambiamento, quindi quanto è importante stare attenti al linguaggio. Quindi come possiamo stare un pochettino più attenti? C'è un consiglio per ascoltarsi un po' di più, per stare un po' attenti alle parole che usiamo?
Certo, io considero che inizio i miei corsi di PNL con questa affermazione, dalla qualità della nostra comunicazione dipende la qualità della nostra intera esistenza. Perché uno pensa di solito a comunicazione soltanto con la comunicazione, quando si fa riferimento a comunicazione si intende la comunicazione con le altre persone. In realtà c'è una comunicazione molto più importante che quella che hai detto tu ora, che è la comunicazione con noi stessi. Il linguaggio che utilizziamo con noi stessi. I nostri pensieri altro non sono che comunicazione. Noi comunichiamo. E quindi nel momento in cui scegliamo delle parole che non ci fanno bene, tipo quando noi mettiamo il verbo essere accanto a cose negative, tipo io sono un ritardatario, io sono una persona che mangia sempre tantissimo, io sono un procrastinatore, questo va a rafforzare la nostra identità di ritardatari, procrastinatori. Se invece, nota la differenza, se io dico io sono una persona puntuale, a volte capita che faccio ritardo, faccio. Fare, il verbo fare è un comportamento, io i miei comportamenti li posso cambiare. Io a volte faccio ritardo, io a volte scelgo di procrastinare qualcosa. Non sono un procrastinatore, questo per il nostro cervello cambia tutto, tutto.
Ecco perché poi le persone si sono identificate in quello che sono. Io sono e sono, quindi no, non posso, io sono così, non posso cambiare.
E un'altra parola a cui fare tanta attenzione è avere, quando facciamo riferimento a cose tipo forza, determinazione. Io mi arrabbio quando le persone dicono, eh Roberta, vorrei avere la tua forza. Ora, Non è che è presente la bella addormentata nel bosco, arrivano le fatine, no, non era, era biancaneve, che arrivano le fatine e donano. Tu avrai la bellezza, tu avrai il canto, tu avrai la forza, la determinazione. Quindi uno ce l'ha o non ce l'ha? No, no, non funziona così, non funziona affatto così. La forza, la determinazione, il coraggio sono cose che si fanno, non che si hanno. Noi invece subdoli cosa diciamo? Walter vorrei avere la tua forza, come se tu fossi stato dotato dalla nascita di questa caratteristica. Io no, quindi sono legittimato e giustificato a non agire con forza. Non è così, basta scuse. Quindi se io dico voglio per avere quella forza lì, semplicemente agisco con forza, avere la forza, avere la determinazione significa semplicemente fare quell'azione con forza e con determinazione. In automatico ce l'abbiamo.
E sono e vanno allenate, giusto? Cioè, si può allenarla, vorrella coraggio, si può allenarla, da piccole cose, piccoli passi, in modo che poi anche il cervello inizia a avere piccoli risultati. Questa cosa mi piace, è invogliata e ne fa ancora di più finché la cosa non si allarga e diventa, diventa sempre più grande. Allora, wow, fantastico, fantastico. Senti, Roberta, le persone mi stanno chiedendo come ti possono trovare. Io?
Sì.
Come ti possono trovare?
Io sono molto social, quindi vedo come te su Instagram, tanto fai delle cose fighissime su Instagram, diciamocelo, quindi sono su Instagram, sono su Facebook, sempre come Roberta Liguori, e ho un sito che è www.robertaliguori.it in cui racconto tutto quello che faccio. Adesso hai parlato di allenamento mentale, io mi occupo di allenamento mentale, quindi io alleno le persone, alleno i comportamenti e i pensieri utili delle persone, è questo ciò che faccio.
Senti, dacci due consigli pratici, ok? Molto pratici. Voi per le persone dicevate, guarda, io ho sempre gli stessi pensieri, ho sempre le stesse cose, vorrei averne altri, vorrei cambiare. In certe situazioni vorrei... Cosa posso fare quando mi viene sempre quel pensiero? Qualcosa che posso fare che mi aiuti un pochettino a cambiare, a stare in un'altra maniera.
È un bellissimo allenamento che è anche molto utile in questo periodo specifico in cui ci viene richiesto di cambiare delle cose, delle abitudini. Infatti le persone che già si erano allenate prima a questa flessibilità si trovano già più comode. Allora un allenamento bellissimo che io suggerisco è l'allenamento alla flessibilità. Per evitare di avere sempre gli stessi pensieri, sempre gli stessi schemi comportamentali e schemi di pensiero, dobbiamo iniziare a cambiare qualcosa dal punto di vista dei nostri comportamenti. Esempio, noi abbiamo uno schema comportamentale che è quello di come noi ci vestiamo. Noi ci vestiamo, fateci caso, infilando sempre per prima una gamba dei pantaloni, mettendo sempre per prima un braccio della maglia, fate caso, è sempre quello. Cambiatelo. Da domani cambiatelo. È scomodissimo, ve lo dico già. È scomodissimo. Infilo la gamba sinistra dei pantaloni quando di solito infilo la destra, mi sento un po' strano. Per il nostro cervello è un allenamento pazzesco, perché il nostro cervello non distingue fra il contenuto del pensiero e la sua struttura. Noi in questo momento stiamo allenando la struttura della flessibilità, la struttura del cambiamento. Per cui facciamo piccoli cambiamenti. Io consiglio cinque piccoli cambiamenti al giorno. Pantaloni, dall'altra parte. Se fate pantaloni, poi scarpe dall'altra parte valgono come due. Se siete abituati prima a lavarvi la faccia, poi a lavarvi i denti, fate il contrario. Fate questa cosa qua. gusti alimentari. Il cervello si arrabbia tantissimo. Adesso non so se avete il delivery, magari questi giorni vi portano la pizza a casa, io prendo solo la pizza e margherita. Bene, da domani ci metti la rucola. Cambiate anche i gusti alimentari, perché il cambiare il gusto alimentare, il cervello si incasina proprio. Poi ci sono dei cambiamenti forti alimentari, tipo il classico, chi prende il caffè con zucchero o senza zucchero, uno dei cambiamenti più forti per il cervello è, se uno prende il caffè con lo zucchero, improvvisamente smettere di prendere lo zucchero, che all'inizio il caffè fa schifo, però poi dopo, vedete, dopo 3, 4, 5 giorni, io adesso non prendo caffè, però quando lo prendevo ci ho messo penso 6 giorni, non ho più potuto prendere il caffè con lo zucchero, perché mi faceva schifo. Il nostro cervello si abitua alle nuove abitudini. Quindi facciamo piccoli cambiamenti.
In questa maniera, allenando la flessibilità.
Poi.
Succede che nella vita le cose non ti vanno come vorresti, ma tu hai allenato la flessibilità e se riesci a affrontarlo.
Bravo. Vedi più strade. Alla fine questa è la libertà, no? La libertà è vedere più strade, mentre io sono sempre abituata, magari ci sono le altre strade, però non le guardo, perché sono sempre abituata a scegliere la stessa e quindi prendo quella che se ne frega delle altre. Quando potremo magari uscire fuori di casa o chi di voi va al lavoro magari, Fare anche delle strade diverse, fare proprio anche dei percorsi diversi. Questo è un altro ottimo allenamento. Nel momento in cui io vedo anche le altre strade, non sono più schiavo di quel singolo comportamento. Avere più opzioni mi permette di essere libero perché posso scegliere.
Fantastico, fantastico. Roberta, guarda, sei stata meravigliosa.
Grazie.
Con noi e insomma quindi www.robertaliguori.it, giusto il tuo sito. E niente, noi ci vediamo presto, ci vedremo presto.
Molto volentieri, Walter.
Ti mando un grosso abbraccio e grazie ancora.
Anche a te, quando vuoi. Grazie, grazie mille, Walter. Ciao a tutti.
Grazie, ciao Roberta.
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