Walter Nudo intervista Thomas Biagi

Interview (Italian) on YouTube: Walter Nudo interviews racing champion Thomas Biagi (uploaded May 10, 2020). Topics covered: coping with the COVID-19 lockdown using a racing metaphor (pit stop/prepare to restart); the importance of preparation, precision and discipline in racing and life; Biagi's racing career highlights (official driver for Ferrari and Maserati; championships with Ferrari 550 Maranello and Maserati MC12; 2012 Italian champion with BMW; 2016 GT Open European title with Lamborghini Huracan); testing an F1 car (F1 2002) at Fiorano; dangerous moments and losses (Ayrton Senna — May 1, 1994; Roland Ratzenberger; death of a 19-year-old driver Adrian Campos in 1995 after contact with Biagi's car; loss of friend Alfredo Melandri); dealing with fear (Hockenheim 1998 in heavy rain at ~290–300+ km/h); mental preparation techniques (visualization, music) and lifelong learning/age not a barrier to new pursuits.
Questions this video answers
May 1, 1994
Ferrari F1 2002
Ferrari 550 Maranello (first) and Maserati MC12 (second)
Italian championship with BMW (named BMW's best driver in 2012)
Hockenheim, 1998
Chapters
Noi nella vita abbiamo due possibilità di scegliere. Se rimanere fermi ai box, far raffreddare le gomme, il motore, tutto. Oppure vedere questo momento come un momento per prepararci per quando la gara ripartirà.
Allora ragazzi, sono molto contento e onorato che un grande amico mi ha accettato l'invito di far parte del VALTEN & FRIENDS, di queste interviste. Lui è un grandissimo campione, un campione automobilista, un pilota straordinario. È stato due volte campione del mondo con BMW e Ferrari. è stato due volte campione europeo e tre volte campione italiano. È un pilota straordinario. Lasciatelo presentare, se il signore Thomas piace. Ciao.
Thomas! Ciao a tutti! Ciao, ciao agli amici di Valtter e a tutti i Valtter &.
Friends! Ciao! grazie Thomas grazie ancora di aver accettato questo invito per me è un grande onore io sono lo sai sono un grande appassionato di di auto ho corricchiato un pochettino e insomma poterti poter fare due chiacchiere con te innanzitutto poter dire che sei un amico e seconda cosa poter fare due chiacchiere con.
Te per me è un grande onore eh no l'onore per me è evadere quindi sono emozionato entusiasta di essere qui con voi.
In questa allora io credo che ormai possiamo già parlare di questa situazione che sta uscendo, stiamo uscendo da questo coronavirus grazie a Dio eh che proprio farti una domanda, solo una domanda su questo, poi passiamo su altro. Che cosa rappresenta per te questo momento? Questo momento coronavirus ma questo momento che sta succedendo per te.
Cosa rappresenta? Sì eh Bisogna avere, tu mi insegni, uno spirito positivo, ottimista, vedere il bicchiere mezzo pieno, cercare sempre... A me piace molto, non mi ricordo chi ha pronunciato questa frase, questo aforisma, che dice la vita è fatta il 10% per quello che ci accade e il 90% per come reagiamo. Dunque per me questo è un momento per fare una metafora col mio lavoro, che siamo fermi ai box, la gara c'è bandiera rossa, è stata neutralizzata la gara, però quando viene neutralizzata la gara noi nella vita abbiamo due possibilità di scegliere se rimanere fermi ai box, far raffreddare le gomme, il motore e tutto, oppure vedere questo momento come è un momento per prepararci per quando la gara ripartirà. Quindi mettere a punto la nostra macchina, in questo caso non è una macchina ma è la nostra vita, fare un'ottimizzazione del setup per ripartire più forti di prima. Ecco, dunque, io la.
Vedo così. Quanto è importante non lasciare al caso, cioè essere, non matematici, ma quanto è importante essere categorici su certe cose, cioè essere, come posso dire, essere un po' pignoli su certe cose da fare? Quanto è importante, è in pista e quanto è importante.
Nella vita? Questa è una domanda bellissima, Walter, potremmo stare qui un'ora a parlarne. Parli con una persona che è stata, diciamo, con tutti i pro e i contro, che anche questo può avere, ma sono stato definito da più professionisti, diciamo, nell'ambito anche della psicologia, come una persona estremamente preciso e meticoloso, quindi hai con il massimo esperto di questo, no? Diciamo, io, come dico, qualcuno effettivamente in certe situazioni essere troppo precisi, troppo pignoli può essere anche quasi un difetto, ma uno dei miei più grandi maestri di vita, Jean Tod, mi ha insegnato che in realtà essere precisi e puntigliosi comunque porta a grandi risultati. Non conosco un personaggio eccellente che non sia estremamente meticoloso, preciso, fino al punto di essere alle volte, magari anche apostrofato, passami il termine, come rompicoglioni, però la verità è che se vuoi vincere nella vita come nello sport devi essere molto attento anche ad ogni piccolo e minimo dettaglio particolare. Michael Schumacher, era uno che passava 16 ore al giorno tra preparazione fisica, studiare i libri di ingegneria, non lasciava niente.
Al caso. Non dobbiamo aver dimenticato una cosa importante così le persone che tu sei stato collaudatore della Ferrari, collaudatore di Formula 1, anche perché, insomma, oltre ovviamente a aver vinto tutti questi campionati, eri così vicino a Schumacher, Jean-Claude.
Eccetera. Perdonami. No, grazie Walter. Per la precisione, sì, ho guidato tantissime Ferrari Formula 1 nel corso di eventi Ferrari, Ho fatto un test con la Ferrari di Schumacher a Fiorano, uno shakedown, come si dice in gergo, con una sua vettura, la F1 2002, un grandissimo onore, ma sono stato per otto anni soprattutto pilota ufficiale sia Ferrari che Maserati, con cui ho vinto due campionati del mondo. il primo con la Ferrari 550 Maranello e il secondo con la Maserati MC12 che è una vettura che è entrata nella leggenda nei libri di storia ed ecco che come tu hai detto i miei capi si chiamavano Jean Todd, Luca Cordero di Montezemolo, Claudio Berro e quindi ho avuto degli eccellenti come esempi di vita e come maestri nello sport che quindi mi sono molto serviti per per.
Crescere. Certo. Senti, è appunto quello che dicevi, essere dignoso su certe cose, se non sei tra virgolette rompi palle eh no, non ottieni risultati, non puoi vincere. Quanto è importante esserlo nella vita? Quanto è importante riconoscere che cosa perché molte persone no eh sono sovrappeso non sanno che devono smettere di fumare, sanno che devono smettere di bere, sanno che certe cose non le devono fare e non le fanno. Quanto è importante essere, no, punti ideologici, no, questa cosa qui non la faccio, quelle 10 minuti, 20 minuti di camminata al giorno la devo fare. Quanto è importante questo per.
Poter vincere? Questo io lo chiamerei soprattutto forza di volontà, motivazione, approccio, quello che si diceva prima, l'approccio positivo. Io spesso ho modo di sentire persone sempre che si lamentano, si piangono addosso. Ma perché questo è capitato a me? oppure parlando a me mi dicono ma tu sei fortunato, sei bravo. In realtà quello che ho fatto io lo potrebbero fare anche loro se non nell'automobilismo, nel lavoro o in un altro sport, ma non si applicano. E' molto più facile per loro passare del tempo a piangersi addosso, a denigrarsi che non a essere propositivi, strong, motivati, faccio questo, mi impegno. Quindi è importante avere lo spirito di sacrificio, sapere che lo sport ci insegna che nella vita non c'è niente di regalato. Noi spesso siamo il risultato dei nostri pensieri e delle.
Nostre azioni. È sempre stato facile, è sempre stata discesa la tua vita, la tua carriera, da quando hai iniziato a correre e vincere sui go-kart, quindi hai iniziato da piccolo. È sempre stato facile, ci sono stati dei momenti difficili. E se sì, quali sono stati i momenti più difficili e come ti.
Sei trasformato? bellissime domande Walter complimenti sei sei non me ne vogliono i giornalisti dell'automobilismo ma sei il più bravo di tanti giornalisti che mi hanno intervistato sinceramente di col cuore allora devo dirti mi piace molto questa tua domanda spesso mi sono detto poi in realtà non è così però in certi momenti mi sono detto se dovessi tornare indietro e pensare di rifare tutte le tappe della mia carriera probabilmente, non so se lo ripeterei, no? E qui posso farti anche un parallelo con questo lockdown, no? Noi in realtà non sappiamo quanto durerà quando torneremo alla vita di tutti i giorni, però se prendiamo questo come anche una sfida giornaliera e pensiamo al presente, passare un'ora, poi un'altra, un giorno, poi un altro, è molto più facile. Se dobbiamo guardare da qui a tre mesi e pensare che magari, speriamo di no, ma che dovremmo stare ancora a casa un mese o due, diventa molto difficile, no? Per rispondere nello specifico alla tua domanda, e scusa se ho divagato, ma mi piace anche fare questi parallelismi, i momenti difficili sono stati tantissimi, non potremmo stare qui delle ore a parlarne di momenti molto duri della mia carriera, e non, per esempio, ti dico uno dei momenti più duri, i momenti più duri sono stati per me eh le perdite, le le perdite umane che purtroppo lo sport in alcune occasioni è crudele e quindi ho perso degli amici, ho perso dei miti eh il primo momento durissimo per me anche se io quel giorno non correvo ma ero lì come ospite della Minardi di Pierluigi Martini e in box la la scomparsa di Ayrton Senna seguite quella di Roland Ratzenberger quello è stato un momento che non dimenticherò mai 94, primo maggio del 1994, quindi tra poco sono 26 anni. Dopo, ti dico, purtroppo per me a distanza di due anni da quel giorno è venuto a mancare Alfredo Melandri, che era il mio migliore amico in un incidente in pista, quindi sono stato colpito in maniera molto diretta. Purtroppo non vi voglio tediare, non voglio fare un necrologio, ma sono i momenti.
Più difficili. Ti ringrazio di condividere con noi perché molto spesso le persone vedono i campioni come diceva, beh, lui è un campione, ma io non potrò mai farlo. E forse non pensano al fatto che loro hanno avuto veramente grandi difficoltà. È molto interessante capire come l'hanno sparato. Quindi grazie di condividere questa cosa e sentiti libero di raccontare tutto quello.
Che vuoi. grazie Walter e in ultimo ti dico è venuto a mancare nella mia gara nel 1995 quindi l'anno dopo Ayrton tra l'altro ironia della sorte veramente Beffarda un pilota brasiliano all'ultimo giro della gara del campionato internazionale di Formula 3000 che è l'attuale Formula 2 la categoria subito prima della Formula 1 purtroppo un pilota che si chiamava Adrian Campos di 19 anni toccò la ruota posteriore della mia monoposto che purtroppo decollò e decollando la sfortuna cadette con la testa in giù su un muro di cemento, all'epoca le monoposto non avevano le protezioni di oggi diversamente si sarebbe rialzato dopo un secondo e purtroppo i danni di questa botta gli sono costati la vita. Questo è stato un momento per me durissimo, ci tengo a precisare, non sono stato in quella circostanza nemmeno messo under investigation, come si dice dai commissari, quindi io l'unica colpa che ho potuto avere era quella di trovarmi nel posto sbagliato, al momento sbagliato, Però sai, quando viene a mancare un ragazzo di 19 anni, giovane, con la vita davanti, è un qualcosa di durissimo. Quindi mi viene da dirti che questi sono stati i momenti più duri della mia carriera. Tutto il resto è sport, non è.
Un problema. Ci sono stati momenti in cui hai.
Avuto paura? Sì, anche questa è una bellissima domanda e Senna proprio diceva che per sconfiggere la paura bisogna conoscerla. Chiaramente molti pensano che chi fa il nostro mestiere non ha mai paura o non prova la paura o pensano che noi siamo degli incoscienti, in realtà non è così. Chiaramente siamo in centinaia di piloti al mondo, può essere che ci sia anche qualcuno che ha un approccio diverso, ma i professionisti veri sanno cos'è il rischio, sanno cos'è il pericolo, la velocità e sanno anche cos'è la paura. Io paura vera l'ho avuta pochissime volte nella mia carriera. Mi viene in mente sempre la Formula 3000, un gran premio ad Hockenheim nel 1998, quando Purtroppo pioveva di rotto, ma una pioggia torrenziale, il vecchio circuito di Hockenheim dove si andava per la maggior parte del tempo sopra i 290 km orari e anche sopra i 300. C'era un diluvio universale, non si vedeva niente, ma per esigenze televisive ci fecero prendere il via della gara e io ricordo solo che non vedevo, non distinguevo l'erba dall'asfalto. e andare a 300 all'ora e non capivo neanche quando finiva il rettilineo, ma mi regolavo, per farvi capire la gravità della situazione, in base al suono delle vetture che sentivo attorno a me, davanti a me, capivo quando loro, all'epoca i motori non come quelli di Formula 1 di adesso, facevano molto rumore, sentivo la scalata dei miei avversari e capivo che era il momento di frenare, di iniziare una curva. quindi quello è stato un momento dove non mi vergogno a dire ho.
Avuto paura. Ci sono state delle volte magari perdendo vedendo perdere dovevo perdere queste questi amici che che quando sei salito in macchina no hai pensato potrebbe succedere a me e quindi ti è mai passata quella paura di dire ah oppure quel piede no come diceva Ferrari diceva che ad ogni che ad ogni figlio che nasceva il pilota correva un secondo in meno a giro. Cioè, c'è mai stato avuto quella paura, un momento in cui ti ha detto che hai visto qualcosa che ti è successo? e ti ha fatto bollare un po' il.
Colpo sull'acceleratore? Sì, questo no, è sempre flat out più di tutto, perché la paura, come dicevamo, la devi conoscere se la vuoi superare, Se hai qualcosa che ti frena o ti limita, vuol dire che è il momento che devi smettere di correre, no? E quindi pensieri, può succedere anche a me così, purtroppo... Allora, da un certo punto di vista è brutto da dirsi, ma ti può succedere allenandoti con la bicicletta purtroppo tutti i giorni o facendo bologna a Milano in autostrada o in treno, no? Quindi purtroppo la nostra vita, non sappiamo quello che c'è scritto nella storia della nostra vita, ma per fortuna quello non ho mai avuto modo.
Di pensarlo. quindi il motivo per cui ho fatto questa domanda è perché per capire esattamente che cosa succede quando ti arriva quel pensiero, no? La paura può essere paura in questo caso, ma la paura può essere paura di uscire da un lavoro e farne un altro, di uscire da un rapporto e dire che non stai bene, che vuoi... oppure di fare qualcosa che sai che non stai bene in quella situazione e hai paura del nuovo. E il punto è come lo gestisci? Da quello che mi dici tu è ti rendi conto della realtà, perché molto spesso la paura ti ingigantisce la cosa. Quindi riporti tutto alla realtà, vedi le cose, vedi che, come hai detto giustamente te, le cose possono succedere fuori, quindi se tu fai le cose fatte bene, è ovvio che le cose che succedevano, succedono sempre, ma quando salivi in macchina, i meccanici o tu ti assertavi con tutte le cinture, qualunque cosa, Incidenti arrivano, ma ti accettano. Quindi il punto è che quando fai una cosa, fai un check di tutte le cose che devi fare. Questo può essere anche nella vita. Cioè, fai un check. Devi fare una cosa, devi uscire, devi fare ok, invece di lasciarti prendere dalla testa che dice, ah ok, fai un check. Devo fare questo, faccio questo, faccio questo. e poi c'è quella variante che può girare ma questo nessuno ne ha il controllo. Quindi è forse quello.
Che dicevi? Tu hai toccato un aspetto che è molto importante che è quello da un lato della preparazione, di prepararsi a un qualche cosa e la revisione anche dopo che tu hai fatto una gara, un esame, un evento, fare una revisione di quello che è stato il tuo operato. risponderti, allora l'ansia e la paura non vanno d'accordo con l'azione. Nel momento che io agisco duro, Viene a svanire ogni tipo di ansia o di paura. Tu nella vita devi agire. Se affronti il problema, se affronti un determinato momento duro, lo superi. Quello che ti crea e ti ingigantisce un problema o una paura è proprio la mancanza di azione. dal mio punto di vista e diversamente la mancanza di preparazione, perché se io vado a fare una gara e so che non mi sono preparato per quella gara avrò paura, ma se sono preparato, se come tu hai detto ho fatto la revisione di tutto, ho guardato la macchina, ho fatto la palestra, mi sento bene, carico, no problem, si vince e si torna a casa in.
Qualche modo un altro anche se non avrei vinto almeno avrei dato il cento per cento di quello che l'allenatore dai sempre il cento per cento perché se dai il cento per cento potrei essere sicuro di aver vinto quasi sempre perché questa è la cosa è pazzesca è tirato fuori una cosa molto importante preparazione quante persone purtroppo è successo anche a me che ho iniziato a fare una cosa senza prepararmi poi quella cosa non è andata bene e ho iniziato a dirmi non sono fatto per questo non sono fatto per quello non è fatto per me invece non mi ero preparato non mi ero preparato come giusto come ogni cosa cioè quando vai a fare un esame di algebra ti prepari quando vai a fare un esame di guida ti prepari quando quando devi fare un test ti prepari questo ci ha insegnato quindi prepararci quindi molto spesso noi ci giudichiamo ovviamente non bene perché crediamo di non essere invece non ci siamo preparati quindi basta prepararci questa cosa importante quindi non è che non siamo portati a far certe cose prepariamoci non saremmo campioni del mondo come te, ma magari avremo dei risultati, potremmo dire, ehi, mi sono divertito, ho fatto un po' di giri, ho fatto un campionato e assolutamente, grazie, grazie per questa cosa qui, perché la preparazione è una cosa che le persone che non sono abituate, non sono tra le vete sportive, non sono abituate a questa, a questo concetto, ma credono che le persone nascono imparate, invece no, si preparano, poi certo, e poi c'è gente che ha un talento della Madonna come te e fa delle cose in pista straordinarie. E niente, quindi è... Guarda, io voglio condividere una cosa con te. Io ho corso, ho fatto quattro e qualche gara nella Superstar prima che tu venissi. E mi ricordo che qualche giro lo facciamo bene e tanti altri li facciamo male. cazzavo, no? E allora lì ho capito la costanza. Mi ha detto, devi essere costante. costante, costante. E quello si fa con la preparazione, perché io saltavo, sì, però non avevo certo la preparazione di tanti altri che avevano una corsa, avevano tanta, molta esperienza. E quindi quelle. Quindi a volte avevo la frustrazione di finire in coda e non mettevo in conto e dicevo, Walter, tu stai iniziando adesso, loro lo stanno facendo, sono preparati per questo. Dai il tempo alle cose. E quindi forse questo anche le persone potrebbero capire che non è che non sono portati, ma si devono semplicemente preparare. Senti, io parlo di trasformazione, ci continuiamo a trasformare nella vita, la trasformazione fa parte della vita, continuiamo a trasformarci, soprattutto le volte ci troviamo davanti a un muro e quando tu ti trovi dall'altra parte, che hai superato quel muro, ti sei reso conto che non sei più la persona che l'ha affrontato, c'è stata una trasformazione. e quando c'è stata la trasformazione la chiamo la rivincita. Qual è stata la rivincita più importante nella tua vita.
In generale? Bella domanda. Una rivincita recente che mi viene in mente, Walter, è questa. Allora, innanzitutto, prima di dirtelo, voglio far usare un'altra citazione che mi piace molto, quella che dice, quando entri in una tempesta, la certezza è che quando ne uscirai non sarai più quello di prima. Qualcosa del genere. non la conoscevi questa te la devo trovare perché è più e ancora sono sincero amici è ancora più fine di quello che sto dicendo mi manca un passaggio però dice non ti preoccupare di essere in mezzo alla tempesta è dura la tempesta mentre ci sei dentro sicuramente avrai i momenti in cui piangerai disconforto eccetera ma quello che è certo, quando sarà passata la tempesta, quando uscirai dalla tempesta, sarai un altro uomo e ritorni con quello che tu mi stai dicendo, la trasformazione, no? Io penso che una grandissima rivincita mia, recente, diciamo, devi sapere, nel 2012 mi sono laureato campione italiano con BMW, dopo esserlo stato l'anno prima campione italiano ed europeo, mi hanno premiato nel 2012 come miglior pilota BMW al mondo e sì poi nel 2013 nel Superstars proprio dopo che ero stato campione ho sfiorato la vittoria nel campionato e con Mercedes AMG ma vedi un'altra cosa avevo qualcuno purtroppo all'interno del mio marchio, del mio brand che non voleva che io vincessi e così effettivamente è stato perché per vincere ci vuole la squadra, tutte le persone devono tirare in quella stessa direzione. Però comunque era andato molto bene, quindi vittorie, avevo rischiato di rivincere il campionato. Nel 2014 ho fatto un piccolo errore di calcolo andando a correre nella Porsche Carrera Cup con immense difficoltà. il monomarca dove si corre insieme alla Formula 1 e molte persone magari avendo dopo più di vent'anni di podi e vittorie e essendo in un momento di difficoltà sai ah beh è invecchiato, è finito, è da buttare via, no? Proprio così e io tranquillo mandavo giù le mie squintalate di merda però sereno. Silenzio, Zen, 2015 senza tediarvi con i dettagli, ma è stato un altro anno difficile, difficilissimo, nonostante che ho fatto due pole position, eccetera, però ho sbagliato alcune cose. e quindi molti pensavano che io fossi finito. Nel 2016 sono andato a fare il campionato europeo GT Open con una squadra che debuttava in quel campionato, con quella macchina che era la Lamborghini, con un pilota giovane Fabrizio Crestani, bravissimo che anche lui debuttava in quel campionato, e all'età di 40 anni tondi, in mezzo a un parterre di piloti internazionali, ma di un'età media di 25, massimo 28-30, ho dimostrato di poter vincere ancora un campionato europeo e ho potuto vincere a Lamborghini il primo campionato internazionale vero con la Lamborghini Huracan e quindi quella è stata per me una.
Grande rivincita. Wow, wow, straordinario, straordinario. Senti, mentre mi dicevi c'era una domanda che volevo farti e non me la son scritta. Aspetta, aspetta, c'è una cosa. Dunque, era una cosa molto interessante del fatto del... Ah, mi è sfuggito, mi è sfuggito. Questa è una domanda che volevo chiedere. Mi è sfuggito, mi è sfuggito. Senti, quali sono stati... Tu hai avuto la possibilità di conoscere.
Alton Senna? Sì. Bellissima domanda. Posso dirti che è l'unico vero mio idolo, eroe, mito di tutta la mia vita. Non ho mai avuto un vero idolo, un supereroe. Senna per me incarnava, anche se non posso dire di essere stato suo amico, però incarnava il fratello che ho sempre desiderato di avere, il supereroe mio, il mio mito, tutto. Lo amavo veramente. Ho avuto la fortuna all'età di 14 anni, intruffolandomi nel vero senso della parola Imola durante dei test Formula 1 senza passo e senza niente, ed ero un bambino, di parlare con lui perché era un grande uomo. me lo trovai il destino. Io ero in fila con il mio vassoio al self-service dell'autodromo di Imola. Tu pensa se oggi uno potesse incontrare Louis Sennet o una nostra, è impossibile. Io facevo la mia fila con il mio vassoio a un certo punto in Tuca sale ed era di fianco a me che guardavo così era Ayrton Senna. Sì, io col cuore qua, però riuscì a rompere il ghiaccio dicendo a Hilton, sai, io corro in go-kart, sono un tuo fan. E lui, mentre si ordinava le lasagne, tra l'altro doveva salire in macchina dopo mezz'ora, ma un piatto di lasagne. Abbiamo parlato qualche minuto, abbiamo fatto una foto insieme. ed è stato veramente un uomo eccezionale, mi ha fatto domande, poteva benissimo dire senti bambino guarda sono impegnato o comunque liquidarmi in pochi secondi, invece si è fermato a parlare con me Ricordo ancora che rimasi colpito perché per me era Dio Senna e insieme a me arrivò alla cassa con il suo vassoio, tirò fuori il suo bel portafoglio di pelle nera, questi portafogli vecchio stile, pagò le sue 15-20 mila lire, le lasagne e un contorno e si mise al tavolo da solo, era così, dentro il.
Ristorante dell'autodromo. Cos'è secondo te che ha fatto, ovviamente oltre alle doti, ma cos'è che ha fatto di straordinario? Che cosa aveva di straordinario, secondo te, Senna, al di là.
Del pilota? Senna era veramente un grande uomo che parlava alla gente, riusciva a entrare nel cuore della gente, molto intelligente, con una fede molto forte e sincera, parlava correntemente 5-6 lingue, italiano, francese, inglese, portoghese, spagnolo, mi sembra anche un po' di tedesco, quindi era un uomo di una cultura pazzesca. e quindi riusciva anche attraverso la conoscenza perfetta, maniacale delle lingue a parlare con tutto il mondo, ma era un vero comunicatore. Oggi non me ne vogliono i piloti attuali, ma non esiste nessuno che possa avvicinare minimamente la capacità di comunicazione di.
Questo uomo. Senti, oggigiorno secondo te chi è? un vero campione non solo nella pista ma in macchina e.
Anche fuori. Diciamo anche se io non sono, non è il personaggio per me che può incarnare il mio stereotipo di atleta. Louis Hamilton però è una persona che fa molta beneficenza, molto attento all'ambiente, alla salvaguardia dell'ambiente, quindi si comporta molto bene, forse perché viene dai bassi fondi dell'Inghilterra povera. È rimasta una persona valida dal punto di vista proprio di determinati valori. Poi c'è un po' questo fare da rapper, vita anche spericolata, discoteche, feste in giro per il mondo, però ha delle dote umane comunque importanti. messo a fianco di Senna siamo veramente anni luce come persone di distanza a mio avviso, però ha degli aspetti umani.
Molto positivi. Venire da una situazione difficile piuttosto che venire da una situazione facile, parlo in famiglia, parlo a Giante eccetera, ha un ha una prospettiva diversa nel campione, cioè se un campione viene da una famiglia agiata o un campione viene da una famiglia non agiata come Lewis Hamilton. Ribalto la domanda, è importante venire da una famiglia non agiata per essere.
Un campione? Allora, diciamo che Lewis Hamilton ha avuto la grande fortuna, quando era giovane, ma la fortuna te la crei, di conoscere Ron Dennis, a una premiazione degli Autosport Awards, praticamente l'equivalente dei caschi d'oro che abbiamo in Italia, incontrò Ron Dennis, lui correva ancora soltanto in go-kart, e quella volta si rivolse a Ron Dennis dicendo io un giorno guiderò una delle tue monoposto. E Ron.
Dennis... Come? È.
Della Mercedes. Ron Dennis all'epoca era il team principale fondatore della McLaren. La McLaren che ha corso anche con i motori Mercedes, poi si sono separati e Mercedes ha fatto il suo team e McLaren è rimasta McLaren. però Ron Dennis rimase talmente colpito dalle parole di questo ragazzino, di questo bambino, che lo mise veramente sotto contratto. e quindi quando dici il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni è vero perché se lui non avesse creduto così tanto nel suo sogno non ci sarebbe riuscito e anch'io nel mio piccolo altrettanto devo dire mi sarei fermato molto prima se non avessi creduto nel poter riuscire nel mio piccolo anche io sono andato a bussare delle porte senza avere soldi, senza avere una famiglia importante alle spalle, però in maniera determinata, dura, spesso ho detto ci manca solo che mi leggo ai cancelli di Maranello ed ero pronto a farlo per ottenere un cedile, no? Ma ci sono andato veramente molto vicino, quindi.
Volere potere. Tra l'altro c'è una cosa che voglio Parlando una volta con Massimo Ranieri, Massimo vi disse che lui voleva lavorare per Estrella, che era questo direttore fuori di testa, però lui aspirava tantissimo. Tant'è che un giorno, lui non lo voleva perché era molto giovane, e un giorno andò lì e si spogliò tutto nudo e diceva, maestro, io sono pronto, qualunque cosa. E Estrella rimase così colpito che lo prese e diceva, proprio sono pronto a denudarmi, sono pronto a qualunque cosa pur di avere una possibilità. Parlando con un'altra carissima amica che è Francesca Schiavoni, che è stata la tenista italiana più forte nella storia del tennis, lei mi diceva che prima di iniziare una partita, lei visualizzava, lei usava questo processo di visualizzazione. Volevo sapere se.
Anche tu Nel nostro sport, che è anche molto adrenalinico, è una buonissima tecnica che anche io ho utilizzato tante volte, quello di immaginare la partenza, la gara, certe cose. Indubbiamente ti aiuta moltissimo a concentrarti. nel nostro sport va presa a piccole dosi, nel senso che se visualizzi troppo un determinato evento come la partenza ti può creare un'eccessiva quasi stress, ansia quasi, no? Quindi bisogna prenderlo con le giuste dosi, va fatto, lo facevo anch'io, ma a me carichava molto e mi faceva stare bene ascoltare la musica. Ricordo in maniera molto profonda, perché nel 2008 mi vedevo spesso con Eros Ramazzotti a Milano Maritima e eravamo diventati molto amici. e praticamente ricordo che prima della qualifica della 24 ore di Spa e feci il record della pista e pole position e ascoltai tantissime volte una sua canzone che mi piaceva molto, mi caricava e ci parliamo da grandi e adesso non vi faccio le note perché sarebbe si rivolterà.
A zero. E di cosa parla.
La canzone? Più che di cosa parla, le note, il tono della voce di Eros mi caricava moltissimo, più che la storia in sé di quello che racconta. e andai in qualifica con una forza sovranaturale che mi permise di ottenere una pole position, tra l'altro con un secondo di vantaggio sul secondo, che è una cosa clamorosa, e subito dopo mandai un messaggio a Eros vocale, o lo chiamai, guarda Eros, grazie, e ho fatto la pole position sulle note della.
Tua canzone. Infatti la musica ha questo grande potere che può risvegliare le persone, può portarle alla sofferenza, alla tristezza, alla malinconia, ma può anche svegliarle in uno stato di gioia, di entusiasmo. Anch'io quando mi alleno ho sempre le musiche che mi ascolto e ci sono delle volte che non ho voglia di allenarmi. ho vissuto e se sento la musica, boom, vado, faccio quello che devo fare e poi torno. È curioso vedere anche come ogni campione ha le sue caratteristiche. Guarda, è fantastico, grazie di condividere tutte queste cose. Ti voglio farti ancora una domanda. Ci sono tante domande tecniche che voglio fartele io da appassionato, ma voglio rimanere un po' su C'è un'atmosfera che tutti possono capire. Per chi ha una passione? Per chi ha una passione, ce l'ha lasciata lì nel cassetto, e non è più giovane. E magari adesso sta facendo altro, sta facendo altre cose, sta facendo lavoro, però sente, tutte le volte che gli va il pensiero a quella passione che potrebbe essere, musica, potrebbe essere qualunque altra cosa, perché poi tutto lo sport è uno sport costoso, nel senso non è semplice, non è una racchetta, vai giù a giocare. Allora, per uno che ha una passione, anche tipo la tua, l'automobilismo, che cosa gli consigli? A una persona che ha già 30 anni, ha già una vita, però non ha la passione, ha avuto questa passione qui, di fare magari, di guidarla in macchina, non l'ha mai fatto. Che cosa gli consigli per alleviare un po' quella sofferenza di dire, guarda, è lì nel cassetto, c'è qualcosa che.
Potresti consigliare? Sì, bellissima domanda. Io direi il consiglio che posso dare... Allora, innanzitutto non c'è un limite di età per intraprendere qualsiasi cosa nella vita, no? I limiti sono solo nella nostra mente. Quindi, perché spesso sento persone che mi dicono, ah no, ma io ho già 40 anni, sono vecchio per fare l'automobilismo o 50, non ci sono limiti. Ho un amico, Gio Castellano, che saluto. Lui ha, penso, 76 anni e corre da quando era un ragazzo, ma tuttora corre e vince in gare importanti. Però si tiene giovane, si allena, mangia bene. però non si pone limiti di età di cose e questo è importante. Io porto sempre il suo esempio perché sento persone che mi dicono che adesso è tardi per iniziare. Non c'è niente di tardi nella vita. Ci sono persone eccellenti che hanno fatto la storia, che hanno continuato a leggere e studiare fino ai loro ultimissimi anni della loro vita. E qualcuno magari gli rivolgeva la domanda, ma perché tu ancora studi, che hai già 80 anni? Perché questo è il segreto anche per rimanere giovane. Io mi focalizzo sul qui e ora, crescere sempre e questo è un po' qualcosa che ci rende più, non dico più immortali, ma.
Più longevi. Mi è venuta in mente un'altra domanda, non quella là, ma quando correvi, quando eri molto molto attivo nella tua attività di pilota, leggevi, studiavi quanto era importante allenare la testa? nel senso di caricare la testa di un certo tipo di informazioni e.
Quali informazioni. Sì, diciamo che quello che sto imparando e tu mi puoi confermare, Valtere, il nostro cervello è come il nostro stomaco, è molto importante come lo nutriamo. In questo caso non si parla di verdure o carni bianche o così, ma si parla di cultura anche. E quindi quello che dico sempre agli amici che magari in questo momento sono un po' giù di morale eccetera, dico certo ma se tu guardi 15 ore al giorno i telegiornali, come fai a non essere giù di corda? Guardalo due volte al giorno, documentati, ma non puoi dare al tuo cervello tutto il giorno questa informazione, sono morti in 70, con tutto il rispetto delle persone, anzi io mi attengo molto a quello che sono, anche da quello che è il lockdown, però Dobbiamo cercare di staccare, quindi dedicarsi un'ora alla lettura, un'ora a fare un po' di attività fisica in casa, cioè vedere, come si diceva all'inizio della nostra bellissima intervista, cercare di sfruttare al meglio il tempo che abbiamo a disposizione per quello che sono oggi le nostre possibilità. E quando correvo, a me aiutava molto allenarmi tante ore in bicicletta, perché durante la bicicletta meditavo anche al tempo stesso. Allenamenti in montagna, quindi visualizzavo le gare, pensavo a come poter migliorare, eccetera. Questo per me la bici, io andavo sempre volutamente da solo in bici, non andavo in gruppo. perché se vai in gruppo devi stare attento a quello davanti che frena, devi ascoltare, parlare con lui. Invece a me piaceva molto usare la bici per una meditazione e quindi questo era una cosa. Poi studiavo libri di ingegneria, per capire meglio l'assetto. Infatti poi sono diventato un ottimo collaudatore, ero portato, mi piaceva. Quindi queste sono le cose, direi, come tu hai detto, importanti. Dedicarsi al cento per cento in quello che era la.
Mia passione. Quindi continuare ad arricchirsi e continuare a mettere informazioni che ti fanno star bene. È ovvio che più tu informi della tua passione e più ti stai bene. più tu ti informavi della struttura, per una persona che ama la musica, che tipo di musica, come suona uno strumento, come suona un altro. Cioè, più stai in uno stato che ti fa piacere, più provi il piacere. Più ascolti invece roba alla televisione che non ti fanno piacere, più non sai. Quindi, stai il più possibile nella passione, anche se non diventi un pilota, un grande pilota come Thomas, ma ad esempio a me mi piace tantissimo andare a vedere le macchine, sono appassionato di macchine antiche e ogni tanto ho messo su Instagram, non seguo tantissime persone, ma seguo le macchine d'epoca e ogni tanto vedo delle macchine che wow, wow, e quel wow mi dà una gioia nel cuore e mi basta, ogni tanto c'è un occhio wow, è molto di più che guardare il telegiornale o guardare cose che non mi piacciono, wow, vedo delle Porsche degli anni 70, oppure le Ferrari ancora, mi esalta, quindi stare.
Nella passione. Valtela, adesso che hai detto questo colgo occasione per invitarti a questo punto in diretta al concorso d'eleganza di Villa D'Este a Cernobbio sul lago di Como, meraviglioso, sono stato ospite l'anno scorso di BMW e se vuoi venire ti faccio invitare speriamo che quest'anno si possa tenere ma dubito è a maggio la manifestazione ma è veramente meravigliosa in un contesto splendido in questa villa bellissima villa d'estea sul lago di Como fantastico e se ti piacciono questo genere di macchine è l'evento forse numero uno al mondo e quindi ci sono collezionisti da tutto il mondo sei il mio graditissimo.
Ospite grazie. Grazie, grazie, ti ringrazio, ti ringrazio. Thomas, grazie ancora, grazie perché ripeto, anche se le persone non sono magari appassionate di automobilismo, ma il fatto che tu sei eh un campione nell'automobilismo fa capire eh e parlare sempre di più con i campioni fanno capire che sono campioni nella vita. Eh grazie ancora per aver condiviso queste cose eh così importanti per te e per noi e che alla fine la volontà e insomma tutto quello che serve ce l'abbiamo lì e tu sei l'esempio. Quindi grazie Thomas.
Grazie ancora. E grazie a te Walter per avermi ospitato, sei un mio mito quindi.
Sono felicissimo. E poi ci vediamo in pista perché c'è ancora tante cose che devo imparare.
Sulle macchine. Fantastico, sono a.
Tua disposizione. Ok, a presto, a.
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