11 BILLY - Salto Quantico 2 - La Via dell'Anima per la Magia e i Miracoli - Daniele Penna

Daniele Penna teaches how to befriend your unconscious mind, formed in your first seven or eight years. Give it a name, a face, and an amulet. A guided meditation walks you down ten steps to meet it, learn what it wants to be called, and receive a childhood object you can use to talk to it every day.
Questions this video answers
Gestation (9 months) through the first 7–8 years of life.
Ten steps (a 10-step descent/ascent).
Billy.
Chapters
Non si muove una foglia che il nostro inconscio non voglia. Io sono Daniele Penna e questo è il Salto Quantico 2. L'avrò ripetuta migliaia di volte questa frase. Non si muove una foglia che il nostro inconscio non voglia. Ma chi cavolo è questo inconscio? Ormai se ne sente parlare dappertutto. Io per primo lo nomino migliaia di volte nei miei video precedenti che si trovano su YouTube. Cosa è fatto il nostro inconscio? Chi è questo benedetto inconscio? Capisco che non si muove una foglia che il nostro inconscio non voglia, ovvero che tutte le nostre azioni, i nostri pensieri, le nostre scelte, i nostri sogni Tutto ciò che facciamo nella nostra vita, tutto ciò che scegliamo di fare o di non fare, tutto ciò di cui abbiamo paura nella nostra vita, tutto ciò in cui crediamo sia vero o sia falso, tutto ciò di cui abbiamo bisogno, conscio o inconscio, viene appunto da questo benedetto inconscio. Ma chi cavolo è? potremmo dire che il nostro inconscio è il cumulo di esperienze, di sensazioni, di immagini, di suoni, di cose che abbiamo visto o sentito o percepito nel mondo circostante, si dice, a quanto pare, dagli studi fatti fino ad oggi, nei primi 7-8 anni di vita, compresi i mesi di gestazione. quindi potremmo dire i 9 mesi di gestazione dal momento del concepimento fino ai 7-8 anni di vita. Questo perché? Perché sembra che una parte del nostro cervello, cioè la parte di mezzo, quello che divide i due emisferi, si formi dopo e quindi praticamente noi non abbiamo una distinzione tra i due emisferi, ma è come se il bambino vivesse costantemente in una fase di sonno profondo, di ipnosi profonda. ovvero in una fase vibrazionale del cervello che è quella che in genere si ha quando si scrive qualcosa all'interno del cervello. Ciò vuol dire che in questi 7-8 anni di vita c'è la cosiddetta fase dell'imprinting, cioè dove viene imprintato, dove viene scritto a fuoco, dove viene inciso tutto ciò che poi diventerà l'identità di ognuno di noi. se fossimo a Roma diremmo Megoioni, scusami il termine, ma ci sta, nel senso che, cavolo, mica poco! Cioè, il nostro inconscio è il cumulo di sette anni di vita, di tutto ciò che abbiamo sentito, percepito, visto dai nostri genitori, dalla scuola, dai nonni, da ciò che abbiamo sentito a livello sensoriale quando eravamo nella pancia di nostra madre, le emozioni di nostra madre, e così via. Ovviamente abbiamo appreso anche i modi di fare, i modi di dire, i modi di muoverci, le credenze, le vere credenze, le false credenze, le abilità o addirittura i sogni, i sogni repressi, le repressioni, i vizi, il fumo, il bere, la violenza e mille altre cose. Tutto ciò accade all'interno di questi benedetti sette anni di età. E questo diventa il nostro inconscio. A questo punto dovrebbe venirci il dubbio. Ovvero, abbiamo questo inconscio che io lo vedo sempre come un personaggio, come una persona vera e propria, che è stato ed è alla base di ogni singola nostra azione. Non si muove una foglia che il nostro inconscio non voglia. E questa persona che sta dentro di noi, che sta e vive dentro di noi sin dall'inizio dei tempi, cioè sin da quando siamo concepiti, e se ne andrà probabilmente, forse, quando moriremo. Questa persona dovrebbe essere, a parer mio, la persona in assoluto più importante della nostra vita, visto che è quella che comanda praticamente la nostra vita. Ogni gesto, ogni paura, ogni credenza, ogni scelta, eccetera, eccetera. Eppure, eppure, la maggior parte delle persone non se ne occupano lontanamente di questo povero Cristo lì dentro che è il guidatore della nostra vita, che è l'autista della nostra vita. Chi studia PNL sa che una delle metafore più usate da uno dei fondatori della PNL fu quella dell'autobus, ovvero noi viviamo in una vita che è questo autobus dove noi siamo dei passeggeri, perché chi guida è il nostro inconscio. E a ridagli è con questo inconscio. Chio' è questo inconscio? Ma st'inconscio c'avrà un nome, c'avrà una forma, c'avrà un'età, c'avrà... ci potremo parlare! E... e dopo tutto è l'autista della nostra vita, quello che ci porta in giro per come vuole lui, dove vuole lui! e noi stiamo lì a guardare il panorama, a vivere i posti, i luoghi, le persone, gli incontri, le esperienze che ci porta, cioè dove veniamo portati, trasportati dal nostro inconscio, perché noi di base comandiamo ben poco con il nostro povero ego, la nostra parte superficiale limitata ha poche informazioni, è letteralmente incapace rispetto alla potenzialità dell'inconscio che ha un potere immenso, oltre che una capacità di gestire dati infinita. Eppure la cosa strana è che di questo benedetto inconscio nessuno se ne occupa. nessuno si occupa di avere un rapporto con questo inconscio che è la persona più importante della nostra vita e che starà sempre con noi perché non è che ce ne possiamo liberare Nessuno se ne occupa di creare un rapporto con questo, di conoscerlo, di parlarci. Se il nostro autista, perché non alzarci dal nostro posto di spettatore, dal nostro posto di passeggero e andare dall'autista a chiedergli, oh, scusa, come ti chiami? Che sei? Che fai? A creare un rapporto con l'autista, perché magari nel momento in cui Andiamo a creare un rapporto con il nostro autista, cioè con l'autista della nostra vita, questo benedetto inconscio, anonimo, che non si sa chi è, che tutti lo chiamano inconscio o in qualche altra maniera, con qualche altra parolina. Nel momento in cui andremo a creare un rapporto di un certo tipo di fiducia, di onore, di amicizia, di complicità con il nostro incoscio, allora diventerà molto più facile accordarci su dove potremo andare, avere un complice, un alleato potentissimo quando dovremo risolvere dei problemi magari, o dovremo superare delle difficoltà. riusciremo finalmente ad alzarci dal nostro posto di passeggeri e diventare noi il coautista della nostra vita. E invece che cosa accade? Lo sai meglio di me. Chi lo chiama inconscio, chi lo chiama bambino interiore.
Bambino interiore. Bambino interiore. Cioè tu chiami una persona più importante.
Della tua vita con una parolina. Bambino interiore, è come se io a te ti chiamassi uomo di strada, ragazza di periferia. Beh, ti girerebbero un po'... scusami, onestamente ti girerebbero un po' le balle se ti appioppassero un'etichettina qualunque. Cioè, a me? Uomo di strada? Ragazza di periferia? Donna da shopping? Che ne so. E io ho un nome, un cognome, un'identità, ho uno status sociale, ho tutta una roba che mi sono raggiunto. Quindi come ti permetti tu di chiamarmi con un appellativo qualunque? E noi ci permettiamo di chiamare il nostro inconscio inconscio? O uno qualunque, inconscio tuo, inconscio mio, tutti uguali sono. Oppure bambino interiore. Ma bambino interiore sei il nostro inconscio? stesse lì ad ascoltarci, probabilmente potrebbe anche un attimo, avrebbe qualcosa da ridire. Dice, sai come, bambino interiore lo dici a qualcun altro, perché io sarò pure il tuo bambino interiore, ma da interiormente ti faccio il comando io là dentro, tu... Se io sarò il bambino interiore, tu sei il mio schiavo esteriore. Questo è poco ma sicuro. Quindi rimettiamo un attimo in ordine i concetti e a questo punto dovremmo magari iniziare a riflettere su come creare un rapporto e soprattutto iniziare a conoscere l'unica persona che sarà permanente.
Nella nostra vita, in un mondo di.
Assoluta impermanenza, dove niente persiste, niente permane, come il buddismo ci insegna, dove neanche noi permaniamo, neanche noi persistiamo, nasciamo, cresciamo e moriamo, quindi siamo impermanenti, ma nel nostro piccolo spazio di vita c'è un'unica cosa che persiste, ed è la nostra parte interiore. il nostro inconscio quello che comanda totalmente la nostra vita e che probabilmente ha un'età di 7-8 anni sarà pure un bambino ma comanda tutto perché proprio con le paure di quel bambino con i traumi di quel bambino con i desideri di quel bambino con i giudizi di quel bambino con le abilità di quel bambino, con le capacità di quel bambino, con le manie, con le ossessioni di quel bambino, la nostra vita scorre e spesso e volentieri non capiamo neanche perché.
Lui sì.
Allora è arrivato il momento di innanzitutto elevare quell'inconscio, quel bambino, a quello che merita, quella persona unica e persistente nella nostra vita che da sempre ci guida e per sempre ci guiderà almeno in questa vita e proprio perché lui ci guida e sa come guidarci sa come guidarci perché attenzione uno dei grandi errori che si fa che fa quello schiavo esteriore rispetto al bambino interiore e credere che noi esteriormente, perché siamo diventati più grandi, più fighi, e abbiamo Rolex, o abbiamo la nostra posizione sociale, siamo degli avvocati, degli imprenditori, delle donne di successo, delle influencer, o quello che sia, il nostro errore è credere che il nostro ego pomposo e pompato, da non si sa bene che cosa, possa essere diventato più potente. E quindi a un certo punto, l'errore che spesso in molti fanno, qual è? Quello di alzarsi dal posto di passeggero di quell'autobus, andare verso il guidatore e in maniera un po' sborona, come si suol dire, andare lì a dire, dai per cortesia tu sei piccolo, non capisci più quella roba lì che avevi paura, lascia fare, adesso guido io. E il nostro bambino interiore o il coscio, o come lo volete chiamare, Lui ci guarda dall'alto della sua consapevolezza di essere lui il guidatore, ci guarda quasi con pietà e ci dice tranquillamente, guida, vai tranquillo, guida tu. Hai che sei sereno. Adesso che hai fatto i corsi di motivazione, adesso che hai fatto i corsi di leadership, adesso che ti sei visto tutta una serie di libri, hai fatto chissà quanti corsi, adesso che ti credi... Guida tu. Guida tu. Vai tranquillo, stai sereno. Lascia fare che io sto dentro di te sin dall'inizio dei tempi e so tutto di te e so dove ti devo portare. Tu adesso credi di saper fare qualcosa? Guida tu, vediamo. e si mette lì al posto di passeggero a guardarti come guidi tranquillo, beato, sereno e magari per un qualche periodo di tempo sembra pure che tu diventi padrone della tua vita e ti gasi ancora di più, hai visto, ho fatto il corso di leadership ho fatto il corso di... e ho passeggiato sui carpoi e adesso sono un figo come ando io tu in corso, zitto, cuccia e può capitare può capitare che ti vada bene per un po' può capitare che per qualche periodo, magari per qualche anno, le cose sembrano che siano tutte dalla tua parte. Poi succede qualcosa, un incidente, si buca una gomma e nel momento in cui si buca una gomma il tuo bimbo interiore che ti sta sempre lì osservando così ti guarda e ti dice sì, sì, vai, vai, vai, guida, guida, t'aspetto, t'aspetto al barco Nel momento in cui si buca una gomma, ovvero succede qualcosa, trauma, ti lascia la fidanzata, ti muore il cane, magari ti muoiono dei parenti, ti muoiono delle persone importanti, adesso ultimamente muoiono sempre di più per cause sconosciute, per malori improvvisi. Può capitare un trauma e se sei davvero sicuro di saperlo gestire grazie a qualche corsettino, a qualche intuizione, a qualche meditazioncina che hai fatto e che credi di aver raggiunto, o a quello status di pomposità che credi di aver raggiunto, il tuo incoscio ti guarda e ti dice ok, si è bucata la gomma, prego? Tu stai lì che non sai neanche come si cambia una gomma ad un autobus, perché non l'hai mai guidato? perché si è arrivato ieri, perché ti hanno insegnato solo a coprire i problemi, ti hanno gasato, ti hanno dato autostima, ma non ti hanno dato abilità. Ti hanno dato autostima, ma non ti hanno aumentato le capacità, ad esempio, di comunicazione con le parti interiori, spesso e volentieri. Non sto dicendo però, vedo spesso cose.
Del genere in giro.
Per cui, al primo intoppo, tu rimani basito perché non sai come gestire la situazione. E a quel punto, quando vai in crisi mistica, perché la tua azienda fallisce, perché ti ammali, perché muore qualcuno, perché succede qualcosa nella vita, in un mondo di impermanenza le cose accadono, nel momento in cui il tuo ego, quello pomposo e gasato, e gli è andato bene per un po' crolla il nostro bimbo interiore che è rimasto lì tutto sto tempo a guardarci sorridendo, sghignazzando quando tu non ce la farai più verrà lì vicino e ti dirà ascolta ti levi che ricomincio a guidare io.
Nel momento.
Di crisi mistica o di dolore o di malattia o di bisogno qualunque, non farei altro che metterti di nuovo nel.
Posto di passeggero e lasciarlo guidare ulteriormente.
E cosa farà il nostro bambino interiore? Ritornerà sulla vecchia strada e gli avrai fatto solo perdere qualche anno di tempo. ti ho raccontato la mia storia ovviamente.
Questo è quello che ho fatto io.
Per anni mi è andata bene per una decina d'anni e poi ho gettato.
La spugna mi sono dovuto mettere da.
Parte e far guidare di nuovo a.
Lui ma quando ho capito tutto questo ciò che ho fatto non è stato più essere un passeggero passivo e guardare dove lui mi voleva portare Ho compreso.
La potenza, ho compreso l'importanza di quel personaggio dentro di me, ovvero della parte più importante di me, di quel bimbo, perché è un bimbo, è vero, ma dà un potere immenso. È un bimbo che è un supereroe per noi. O un super villain, come si suol dire, un super cattivo. Ma se un supereroe è un super cattivo, dipenderà da noi. Dipenderà dal rapporto che noi creeremo con lui. Perché quello che ho imparato in questi anni, dopo che io per primo, da.
Sborone, da ego a mille, ho voluto.
Spostare quel povero bambino dalla guida e.
Guidarlo io e avere successo.
E poi fallimenti su fallimenti, problemi su.
Problemi, malattie e così vai.
Quando ho capito questo, il mio rapporto con lui è cambiato, perché umilmente, quando mi sono ripreso dalla batosta, o dalle.
Batoste, perché ce ne sono volute diverse.
Per capirlo, mi sono seduto accanto a lui, a fianco al posto di guida, e ho cominciato a chiacchierarci, tutti i giorni.
A creare un rapporto, a conoscerlo, a.
Comprendere perché mi stava portando da una.
Parte, perché avevo paura di andare da.
Quell'Altra, perché in determinati contesti preferiva non.
Andarci e preferiva invece fiondarsi da qualche.
Altra parte, perché sceglieva una direzione e non un'altra, fino a che non si è creato un rapporto di fiducia, di stima, di reciproco interesse, di reciproca crescita. Perché tutto sommato parlavo comunque con un.
Bambino di 7 anni.
E quel bambino di 7 anni, per quanto fosse estremamente potente, è comunque un.
Bambino di 7 anni. Con l'esperienza di 7 anni di vita.
Con le abilità di 7 anni di vita. Nel frattempo io ne ho avute molte di più. Sono cresciuto io tanto di più. Non solo il mio ego. Perché dell'ego non ce ne facciamo niente. ma io sono cresciuto a livello di abilità, di conoscenze e quelle conoscenze del me grande tornavano molto utili al me bambino come a me tornavano molto utili le conoscenze del me bambino per comprendere meglio quello che avevo fatto in passato, gli errori che avevo fatto in passato, le direzioni che avevo preso in passato, le scelte che avevo preso in passato, che in realtà erano guidate da lui, ma io credevo di averle prese io stesso, in maniera conscia, ma in realtà era, era, come dire, non le avevo prese spontaneamente, le avevo prese spintaneamente, visto.
Che lui spingeva l'autobus.
Ebbene, questa amicizia che si è creata è stata una delle chiavi più importanti della mia crescita, della mia evoluzione, del mio successo. E per me successo mentale vuol dire un'amicizia, una complicità tra me e lui, in maniera tale da cercare di far sciogliere i vari conflitti che ci potrebbero essere tra me e lui. e in modo tale da comprenderci a vicenda e da poter scegliere le strade assieme. Perché nel momento in cui assieme decidiamo una direzione, io lascio guidare lui, perché lui è bravo. Non guido io. Abbiamo scelto assieme, ma lascio guidare lui.
Che è molto più esperto di me.
Perché ha un potere di gestione di informazioni, ha una velocità di comprensione, di movimento, di azione, che è enorme rispetto a noi. Tanto per darti un'idea, ricordo sempre la metafora di quando si impara a guidare la macchina. Prima, all'inizio, noi facciamo scuola guida e guidiamo in maniera cosciente. Cosciente vuol dire che dobbiamo fare attenzione a tutto ciò che facciamo. Metti la marcia, il pedale, l'altro pedale, il freno, la frizione, che per noi sembra impossibile perché devi tenere il freno e la freccia e la cosa, troppe cose. Perché? Perché la nostra mente cosciente gestisce, si dice, 7 più o meno 2 informazioni in unità di tempo. Questo una volta, perché ultimamente vedo che la società moderna, le persone sono sempre più intontite dei cellulari e probabilmente 9 informazioni, la vedo difficile che riescono a gestirle, si dice da 5 a 9 informazioni, no appunto 7 più o meno 2. Ebbene, noi ne gestiamo sette più o meno due, quindi se già dobbiamo pensare allo specchietto, alla freccia, al freno, alla frizione, alla marcia, all'acceleratore, a guardare pure quello che succede davanti, ecco lì che i nostri sette cianchi di informazioni, i nostri sette pezzi di informazioni sono stati occupati. L'incoscio ne può gestire centinaia di migliaia al secondo. Ed ecco che, inizialmente ci sembra impossibile guidare una macchina, poi a un certo punto, grazie alla scuola guida, ovvero esercizio su esercizio su esercizio su esercizio, le cose diventano inconsce. E a quel punto lasciamo guidare lui. E oggi, mentre guidiamo, possiamo tranquillamente mangiare, stare al telefonino, fare mille cose, non si dovrebbe, ma molti lo fanno, e nel caso in cui succede qualcosa davanti a noi, ci troviamo a schiacciare il freno, a uscire dal pericolo, prima ancora.
Che noi coscientemente ce ne accorgiamo.
Ed è questa la magia dell'inconscio. Ecco perché, ritorniamo alla metafora, che non è neanche tanto una metafora, della guida dell'autobus. Far guidare lui è la cosa migliore possibile. ma dove andare dovremmo deciderlo assieme, non dovremmo farlo decidere a lui. Quindi, per fare questo, è arrivato il momento di conoscere questo inconscio bambino interiore che già soltanto se lo continuiamo a chiamare così, secondo me, già gli gira le scatole. Dobbiamo dargli un'identità, dobbiamo dargli un volto, dobbiamo dargli un nome, dobbiamo dargli... un modo per poter comunicare con noi non attraverso dei traumi, non attraverso delle malattie, non attraverso delle chissà cosa, ma dobbiamo dargli un modo di comunicare con noi in modo semplice e soprattutto dobbiamo creare un rapporto con questa persona di amicizia costante, direi quasi giornaliero. Dopodutto non ci dimentichiamo che è la persona più importante della nostra vita ed è l'unica persona che persisterà per tutta la nostra vita. ed è probabilmente la persona che si conosce meno nella nostra vita. Quindi, a questo punto del salto quantico 2, è arrivato il momento di conoscere il nostro inconscio. Questa fu una cosa che io feci tanti anni fa, come ti ho raccontato prima. Al suo tempo usai un mezzo abbastanza semplice, era una mezza meditazione, se così si può dire, un leggero stato alterato di coscienza, non è anche tanto complicato. in cui mi presentavo per la prima volta al mio inconscio e lui si presentava a me e ci fermavamo a chiacchierare, creavamo ovviamente un ambiente mentale accogliente e quell'ambiente interiore diventava il nostro posto dove incontrarci, il nostro luogo dove vederci quotidianamente, perché era una cosa che facevo la mattina appena mi svegliavo e la sera prima di andare a dormire. Era un modo per passare il tempo con lui per tirare le somme della giornata appena passata e per impostarci la giornata prima di iniziare. Questo è il mio consiglio che ti do per creare un rapporto col tuo inconscio. Ma prima di tutto dobbiamo farvi conoscere. E allora Come possiamo fare? Posso proporti la stessa cosa che feci io. Una, chiamiamola, breve meditazione. Che ovviamente non puoi fare se stai guardando questo video magari mentre stai guidando, o mentre hai casino in giro, o peggio ancora se stai ascoltando solo questo video mentre stai correndo. Quindi, se non sei in un posto da solo o da sola, in tranquillità e serenità, senza il rischio di essere interrotto, magari dal gatto che ti salta addosso, o dal figlio che ti salta addosso, o dal marito che ti salta addosso, o dalla moglie che ti salta addosso, l'importante è che non ti salti addosso a nessuno, che non ti interrompa nessuno, spegni i telefonini. spegni i citofoni, spegni le persone, spegni qualunque cosa e trova un ambiente adatto a poter accogliere la persona più importante della tua vita. E non è bello se vieni interrotto mentre stai parlando con la persona più importante della tua vita, ovviamente. Ti consiglio di fare questo, trova un ambiente tranquillo, beato, ferma questo video e quando sei nel posto giusto, nell'ambiente giusto, hai staccato tutto, stacca le notifiche e qualunque cosa, riavvia questo video e andiamo finalmente a conoscere il guidatore della nostra vita. bene, è arrivato il momento di conoscere il nostro inconscio e allora trova una posizione comoda non troppo comoda in maniera da non addormentarti ma abbastanza comoda per non avere distrazioni o dolori muscolari o quel che sia una poltrona o un divano è normalmente la cosa migliore e quando hai trovato la tua brava posizione.
Comoda tranquillamente chiudi gli occhi.
E inizi.
A porre l'attenzione sul tuo respiro sull'aria che entra e che esce che entra e che esce e cominci a notare che il tuo respiro diventa sempre più calmo e regolare e noti come ogni respiro che fai le tensioni, lo stress, si sciolgono, vanno via, escono fuori con l'aria che butti via. Tieni l'attenzione all'aria che entra, che ti purifica e che esce. e mentre continui a tenere l'attenzione al tuo respiro noti che di fronte a te c'è una scala che va verso.
Il basso con 10 gradini in fondo.
A questa scala una porta dietro questa porta sai che c'è una persona molto.
Speciale in un ambiente molto speciale con un regalo molto speciale Dietro quella porta.
Troverai un ambiente molto accogliente.
Forse con.
Due poltrone, forse con un divano.
Sicuramente un ambiente in cui due persone molto speciali si possono incontrare, riconoscere.
Chiacchierare, diventare amici.
In quell'ambiente molto speciale ti aspetterà la.
Persona più importante della tua vita, quella che ti conosce meglio di tutti. Quella persona che sta dentro di te.
Sin dall'inizio dei tempi e che non.
Ti abbandonerà mai fino alla tua morte. Finalmente vi incontrerete, vi presenterete.
Vi darete la mano come due persone che magari si vedono in faccia per.
La prima volta e come si fa, con le buone maniere ti presenterai e lui o lei si presenterà a te.
Il tuo inconscio potrà avere qualunque forma.
Potrà essere un altro te stesso potrà essere tu da bambino o potrà essere qualunque altra cosa Potrà essere un animale, un giocattolo, un personaggio di fantasia, un personaggio dei cartoni animati, oppure una forma astratta. E riuscirai a sentirlo con le tue orecchie, a vederlo con i tuoi occhi. oppure per alcuni a percepirlo sensorialmente con la pancia, con le sensazioni.
Ed in questo ambiente speciale, questa persona.
Speciale che comincerai a conoscere avrà qualcosa.
Da dirti, avrai tempo per dire ciò.
Che vorrai a lui e soprattutto avrà qualcosa da darti. ma questo lo scoprirai tra pochissimo e mentre continui a tenere attenzione al tuo respiro con gli occhi della mente dentro te stesso o te stessa ti avvicini verso quegli scalini e lentamente, molto lentamente cominci a scenderli e scendi così il.
Primo gradino e ti rendi conto che.
Scendendo quel gradino vai in profondità, in maniera pulita, libera, serena, lasciando dietro di te, all'inizio della scala, i tuoi limiti, i tuoi blocchi, le tue paure, le tue convinzioni, il tuo ego, E tutti.
Quei personaggi che dentro di te possono.
Intromettersi alla conoscenza del personaggio più importante che c'è dentro di te. E con questa consapevolezza scendi il secondo gradino. Vedi in alto dietro di te il tuo ego, i tuoi limiti, i tuoi blocchi.
E tu che scendi serenamente sempre più.
Giù, al terzo gradino, E sei consapevole che quella porta che sta lì in fondo ti aprirà a delle nuove conoscenze, a delle nuove strade, a una nuova potente amicizia. E scendi al quarto gradino lentamente, lentamente, al quinto gradino. E noti che questa porta è sempre più vicina. Il tuo ego, i tuoi limiti, le tue vocine limitanti sono sempre più lontane dietro di te. Scendi al sesto gradino. Stai quasi per arrivare. A breve questa porta si aprirà e incontrerai la persona più importante della tua vita. Scendi al settimo gradino. il tuo ego, i tuoi limiti, le tue credenze ormai sono lì in alto, lontane sulla scala, quasi non le vedi più. Così scendi all'ottavo gradino, sicuro, sicura di non avere nessun limite o blocco al poter conoscere, parlare, comunicare, ascoltare, sentire la parte più importante di te, la persona più importante di te, la persona più importante dentro di te. scendi al nono gradino, sei quasi vicino alla porta, percepisci la sua presenza dentro quella stanza, sai che tra breve vi stringerete le mani, vi conoscerete, vi conoscerete più in profondità e inizierete l'amicizia più importante della vostra esistenza. E così scendi al decimo gradino. e hai questa porta di fronte. Tra qualche istante aprirai, aprirai la maniglia, qualunque forma essa sia, e dietro questa porta noterai questo ambiente estremamente accogliente. Potrebbe essere un ambiente accogliente del tuo passato, oppure potrebbe essere totalmente creato dal tuo inconscio. Magari è il suo soggiorno, la sua stanza degli incontri, dove per la prima volta verrai accolto. Ed è arrivato il momento di aprire questa porta. La apri, fai un passo dentro questa stanza, ti guardi attorno, Com'è fatta? Che dettagli ci sono? Che energia senti? Ci sono delle musiche, dei suoni, dei rumori? Magari c'è un camino con lo scricchiolio del fuoco? Oppure c'è un acquario, una fontana? O forse è all'aperto? Chi lo sa? Ognuno ha il suo ambiente, il suo ambiente speciale. E lì in quella stanza vedi delle poltrone, un divano o qualcosa dove potervi sedere. Lui o lei è già lì. Lo vedete in lontananza. Che forma ha? Ovviamente vi ha visto che siete entrati, si è già alzato e sta venendo verso di voi. E così anche voi Andate verso di lui, verso il vostro inconscio. E a mano a mano che vi avvicinate, lo osservate.
Com'è fatto?
Che forma ha? Che faccia ha? Se ha una faccia. Che emozioni vi dà? Che espressione ha? Che espressione ha? Com'è vestito? Se hai dei vestiti e se è un umano. o potrebbe aver scelto qualunque altra forma per presentarsi a te. Vi avvicinate sempre di più. Siete lì quasi a stringervi la mano. Allungate la mano e finalmente le vostre mani si stringono. E voi vi presentate. Piacere. Io sono, e dite il vostro nome.
E lui dall'altra parte o lei o qualunque altra forma gli abbia vi risponde.
Piacere il mio nome è e ascoltate e ricordate il suo nome piacere il mio nome è e adesso che sapete il suo nome e avete fatto la sua conoscenza andate tranquillamente sul divano, sulle.
Poltrone o su quel posto accogliente che lui o lei ha preparato per voi.
Sedetevi, accomodatevi e chiacchierate un po'.
In questa prima occasione non c'è bisogno.
Di fargli troppe domande. Anzi, meglio stare ad ascoltare. Perché?
Se il vostro inconscio avesse qualcosa da dirvi di urgente che non è riuscito a farvi capire in questo periodo, questo.
È il momento migliore per farvi arrivare.
Il suo messaggio, per dirvelo chiaramente. Ed ora ti lascio un po' di.
Silenzio così da farsi di ascoltare ciò che lui o lei o qualunque sia la sua forma ha da dirti Adesso.
No. Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org ... ... ... ... ... ...
Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org ... ... ... ... Bene.
Adesso che hai ascoltato, sentito, percepito, nel.
Linguaggio che lui ha scelto per te, potrebbe avertelo fatto arrivare a parole, o forse ad immagini, o forse a ricordi.
O forse a suoni o sensazioni, in.
Qualche modo ha cercato di comunicarti quello che per lui è più importante adesso per la tua vita. Ovviamente ci saranno tante altre cose che vi potrete dire, avrete tanto di cui parlare e tanto da conoscere e da scambiarvi in un l'altro. Per cui questo è solo il primo incontro e il mio consiglio è quello di andare in questo luogo almeno una volta al giorno, meglio se due, così da approfondire la sua conoscenza e da decidere assieme i prossimi passi, le prossime scelte nella vostra vita. Ma prima di lasciarvi, questo personaggio speciale vuole darti un oggetto, un oggetto del tuo passato, un oggetto che Se possibile, se ce l'hai ancora, ma lui probabilmente sceglierà un oggetto che è ancora in tuo possesso, magari non a casa tua, magari in qualche altra casa, magari dei genitori o dei nonni. Un oggetto speciale che per lui era importante quando era bambino. Un ancora, un amuleto. Potrebbe essere un vecchio giocattolo. una bambolina, un soldatino, una pistola, un pupazzetto, un peluche, qualunque cosa, qualunque cosa che per voi due è stato estremamente importante quando eravate bambini e che da qualche parte c'è ancora. Lui o lei ve lo darà mentalmente in questa stanza magica degli incontri e sarà il vostro amuleto interiore Così che quando avrete bisogno di entrare in contatto con questa persona, con il vostro inconscio, che da questo momento in poi è un nome, io ancora lo chiamo il vostro inconscio, perché non so il suo nome, ma da.
Oggi in poi tu lo chiamerai con il suo nome. Lo chiamerai con il suo nome e.
Con il suo omuleto, quello che ti.
Sta per mostrare. Sarebbe molto meglio Se.
Quello che ti sta per mostrare tu non lo avessi soltanto come amuleto interiore.
Ma riuscissi ad averlo anche come amuleto.
Nel mondo esterno. Potresti andare a recuperare quell'oggetto in chissà quale casa che hai o chissà dove e tenerlo con te sempre davanti, magari sul tuo altare, per onorarlo, per ringraziarlo ogni giorno. e soprattutto per entrarci in contatto, perché quello per te diventerà il mezzo di comunicazione immediato con il tuo inconscio, con il guidatore della tua vita, con la persona più importante della tua vita. Tra qualche istante conterò.
Fino a tre e schioccherò le dita.
E il tuo inconscio, in qualunque forma egli abbia scelto di apparire, ti darà, ti mostrerà qual è l'amuleto che lui ha scelto per te. Te lo mostrerà e da quel momento diventerà il vostro canale di comunicazione. Al mio 3 questo oggetto ti verrà mostrato nella tua mente. 1 2 3 eccolo lì magari non lo ricordavi neanche più eppure ci è passato tante ore quando eri piccino o piccina era davvero importante forse ti scorrono le lacrime solo a rivederlo questo è il suo messaggio questo è il suo dono questo è il tuo dono interiore, è quel pulsantino che ti servirà per chiamarlo quando avrai bisogno di lui, quando dovrai fare delle.
Scelte, quando sarai in difficoltà, quando dovrai.
Risolvere dei problemi. Se non potrai entrare mentalmente nella stanza come hai fatto adesso perché magari non hai tempo, non hai modo, ma prima di fare una scelta, prima di prendere una decisione, Ricorda l'amuleto, riporta nella mente e tra le tue mani virtuali, all'interno della tua testa, quell'amuleto, in maniera da entrare in contatto con lui, chiedergli un aiuto e fare la scelta assieme, in maniera tale che la direzione sarà scelta da entrambi e poi sarà lui a guidare, senza bisogno di doverti sabotare, senza bisogno di Dover fare casini in futuro per farti capire che lui voleva andare dall'altra parte. Questo amuleto, questo giocattolo, questo oggetto, qualunque cosa esso sia, cercalo nella vita reale e se possibile tienilo sul tuo altare, tienilo davanti a te, tienilo in tasca se è piccolo, ricordalo. Ogni giorno entracci in contatto. Materialmente vai in meditazione verso questa stanza, verso questo posto speciale, verso quest'amico speciale, portando tra le mani l'oggetto fisico, se avrai la possibilità di poterlo trovare. Ed ora è arrivato il momento di andare. Ringrazia il tuo inconscio che adesso finalmente.
Ha un nome. per quello che ti.
Ha detto, per quello che ti ha dato e promettigli di andarlo a trovare molto più spesso. Ma soprattutto chiedigli di apparire, di farsi sentire quando c'è bisogno, quando lui o lei ha bisogno di dirti qualcosa. e per farlo userà l'immagine del tuo omuleto. Potrebbe apparire nella tua testa mentre stai facendo le cose più svariate. Se la tua mente ti riporta l'immagine o la sensazione di quell'oggetto che lui ha scelto, lei ha scelto per te, è una sua chiamata, ha bisogno della tua attenzione. Da oggi in poi Avete un mezzo di comunicazione. Avete un mezzo per chiamarvi. È una sorta di numero.
Di telefono speciale. Non è un numero.
È un oggetto. Un po' come quando ti squilla il telefonino e tu vedi apparire un numero e sai di chi è, bene, quando nella tua mente apparirà quell'oggetto, sai chi ti sta cercando. Ed è proprio lì il momento in cui ti dovrai fermare. Andare dentro. reincontrare questa persona speciale e comprendere perché ti ha chiamato. La stessa cosa farai tu quando avrai bisogno prenderai l'amuleto tra le mani o lo riporterai nella tua mente e lui o lei capirà che hai bisogno del suo aiuto e vi incontrerete nel vostro luogo speciale o se non si può avrete una risposta immediata e diretta. Ringrazia per tutto questo, saluta, e con la promessa di incontrarvi sempre più spesso e di usare l'amuleto nel giusto modo, di ringraziarlo e di onorarlo ogni giorno, torni indietro, verso la porta, attraversi la stanza, attraversi la La chiudi e ti ritrovi davanti alla scala ai 10 gradini in salita. Così lentamente ti risali. Sali il decimo gradino e sei onorato, onorata di quello che è accaduto. Sali il nono gradino e porti con te questa esperienza, questo messaggio che ti ha lasciato. Sali l'ottavo gradino. e già ricordi probabilmente dove sta quell'oggetto speciale nel tuo mondo reale. Sali il settimo gradino, consapevole che lo andrai a cercare prima possibile e che diventerà da oggi in poi parte della tua vita. Sali il sesto gradino e se per caso non riuscirai a trovarlo perché magari tuo amico speciale ha trovato o ti ha dato un oggetto ormai scomparso, distrutto, allora sei consapevole che quell'amuleto sta dentro il tuo cuore, sta dentro la tua testa, sta dentro di te, esiste nel mondo invisibile, esiste in quel mondo in cui c'è il tuo amico speciale che guida la tua vita. Sali il quinto gradino e sempre più grato, grata di quello che è accaduto, ricominci a renderti conto che stai per tornare nel mondo reale, ma con delle nuove consapevolezze, conoscenze e soprattutto una nuova persona speciale come amico o come amica. Sali il quarto gradino e ti avvicini sempre di più. al mondo reale. Sali il terzo gradino e noti come il tuo ego, i tuoi vecchi limiti e tutto quello che c'era prima della discesa ti stanno aspettando lì, sopra la scala. Sali il secondo gradino. Diventi sempre più consapevole del posto in cui ti trovi. Sali il primo gradino. ti rendi conto che sei nel mondo reale, su quel luogo, su quel posto, su quella poltrona, su quella sedia, su quel letto, dove è iniziato questo viaggio. E così lentamente riprendi consapevolezza del tuo corpo, del tuo respiro, del luogo in cui ti trovi, così che tra qualche istante conterò da 5 a 1 e all'1 riaprire gli occhi, sarai sereno, serena Sarai totalmente rilassato e rilassata e con un bellissimo sorriso sulle labbra. 5. Riprendi consapevolezza del tuo corpo. Inizia a sciogliere i muscoli delle caviglie e dei polsi. 4. Diventa consapevole delle altre parti del tuo corpo e fa un bel respiro profondo. 3. Ritorna consapevole del posto in cui.
Ti.
Trovi, di tutto quello che c'è attorno a te. 2. Ricorda l'esperienza che hai fatto e come questa cambierà.
La.
Tua vita da oggi in poi nel mondo reale. 1. Ricorda perfettamente il messaggio che ti ha dato l'amuleto e un bel respiro profondo e occhi aperti e.
Ritorna tra noi. Ed eccoci qua.
Di nuovo assieme, io, te, e Billy.
Il mio amuleto. Ovvero un pupazzetto distrutto.
Un piccolo peluche, che ho praticamente da.
Quando ho memoria, da quando ero piccino.
Forse un anno o due, non lo.
So quando mi è stato regalato.
E da chi, ma so che lo ha sempre avuto. l'ho ritrovato in un.
Cassetto della mia vecchia stanza di foggia dove vivevo e la cosa interessante fu che questo pupazzetto che ormai perde i.
Pezzi, cade a pezzi ma è ancora simpatico e ha la sua funzione questo.
Pupazzetto aveva questo nome io lo chiamavo.
Billy ma non lo ricordavo e la cosa interessante fu che quando credo 20, forse 30 anni fa, quando feci per la prima volta l'incontro con il mio inconscio, lui si presentò con.
Questo nome, Billy. Ed all'ora in poi.
Io lo chiamai, lo chiamo costantemente, Billy, ogni qual volta lo devo incontrare o ci devo parlare o ho bisogno di lui. Ma soltanto 30 anni.
Dopo, quando sono tornato a casa dei.
Miei genitori, nella mia vecchia stanza, in un vecchio cassetto, quando poi ho dovuto pulire tutto, L'ho ritrovato e finalmente.
Ho capito perché si chiamava Billy, perché.
Era lui, Billy. Ed è proprio con Billy che andiamo a chiudere il nostro undicesimo passo del salto quantico 2. Adesso hai un amico speciale, adesso hai un modo per chiamarlo, adesso hai un amuleto, entrare in contatto.
Con il tuo inconscio grazie ad un.
Amuleto così importante, perché carico della sua energia, della tua energia per anni, è enormemente importante ed enormemente più veloce e più facile. Per poter parlare con.
Il mio inconscio, con il mio Billy, dovrei entrare in meditazione, dovrei stare in un posto comodo, dovrei fare tutto quello che abbiamo fatto.
Adesso, soprattutto all'inizio, finché le cose non.
Diventano più veloci. Mentre grazie all'amuleto mi basta tenerlo tra le mani, guardarlo, fargli la domanda o parlargli del problema e il.
Contatto diventa diretto. È come se avendo in mano lui lo stessi.
Chiamando al telefono, né più né meno, nella stessa maniera. Quindi, se il tuo inconscio ha.
Scelto un oggetto che esiste ancora, vallo a trovare subito. Vallo a trovare subito e.
Portalo con te. E se hai un altare con le nostre aiutanti, con le.
Donazioni, con le offerte, con quello che fai, bene, io ti consiglio di mettere anche lui. Perché lui, il tuo.
Amuleto, lui il tuo inconscio, lui il rappresentante del tuo inconscio, il simbolo del tuo inconscio, il simbolo del tuo bambino interiore, che da oggi in poi non useremo più questa parola, ma ognuno userà.
Il proprio nome, o il nome del proprio inconscio, perché lui o lei è la persona più importante della nostra vita, più dei nostri genitori, più di chiunque.
Altro, perché i nostri genitori sono stati dei trasporti, ci hanno trasportato, ci hanno.
Dato la vita, ci hanno istruito, ci hanno infilato in testa un sacco di cose buone o cattive, utili o non utili, ma loro.
Passano, purtroppo passano. Lui sarà sempre dentro.
Di noi e ci aspetterà.
Sempre e soprattutto sarà sempre alla guida.
Della nostra vita. Quindi creiamo un rapporto potente, complice, di amicizia vera, di onore, di lealtà con il nostro inconscio, in modo che da oggi in poi lui con noi seduti a fianco, potrà guidarci.
Nella nostra nuova versione di una vita.










