11 - OBIETTIVI, FERITE E PASSIONI - FOLLOW THE FLOW - Daniele Penna

Registrazione di una diretta audio-video (Follow the Flow, episodio 11) condotta da Daniele Penna. Il flusso è informale: domande dal pubblico e risposte-sfogo su temi ricorrenti come obiettivi reali vs autoinganno, ferite emotive trasmesse o ereditate, relazioni, manipolazione e pratiche di PNL; il presentatore incoraggia la partecipazione collettiva e offre consigli pratici e aneddoti personali.
Chapters
Benvenuti all'undicesimo flusso di Follow the Flow, la trasmissione audio casuale che segue il flusso dei pensieri e degli eventi del momento. Ormai è un appuntamento fisso, a questo punto direi che alle 20 e 30 ora italiana, alle 2 e 30 ora asiatica, 2 e 30 di notte. sono più che contento di stare con voi. Mi siete quasi mancati ieri, mi siete quasi mancati. La domenica ci siamo presa di festa e ho lasciato a tutti un'ora in più per andarsi a fare gli spritz, come ormai sappiamo. Ma stavo dicendo appunto che follow the flow ormai ha un appuntamento fisso, ma di sicuro non ha né un programma né un tema fisso, perché essendo un flusso di pensieri viene generato da voi. Da voi o da quello che mi può essere capitato, meglio come inizio potrei magari proporre io qualcosa se c'è qualcosa che mi ha colpito durante la giornata. e poi seguiamo il flusso dei pensieri e di quello che mi scrivete, di quello che in qualche modo mi guiderete a canalizzare, perché poi fondamentalmente sono delle vere e proprie canalizzazioni, sto imparando più in queste ore passate assieme che in anni e anni e anni di di intuizioni, di canalizzazioni eccetera. Comunque, quello che so è che nulla accadrà per caso e tutto avrà un significato per voi che la state ascoltando. Ovviamente non per tutti, solo per coloro che si soffermeranno davvero a cercarlo. Follow the flow, segui il flusso e lascia che sia. Buonasera a tutti ragazzi, undicesimo flusso. ormai siamo davvero nel flusso e siamo 105, bene bene bene vi ho lasciato la domenica liberi così magari potevate anche ascoltarvi i flussi precedenti se vi siete persi qualcosa Vi ricordo che li trovate sempre su YouTube, li trovate sempre sulla pagina di follow the flow, li trovate anche su Soundcloud così se non vi volete vedere la chat ma volete ascoltarvi soltanto diventa molto più snello perché potete anche scaricarvelo, potete metterlo sul telefonino, potete fare un po' quello che volete. Nel frattempo sono certo che mentre mi aspettavate avete messo le recensioni con le stelline, possibilmente cinque, sia sulla mia pagina facebook, quella dove sta apparendo questo video, sia su quella di follow the flow. Così la facciamo crescere e sempre più gente la conoscerà. Nel frattempo Vediamo che cosa vi viene da chiedermi o da raccontarmi, o magari da darmi qualche feedback di quello che vi è successo in questi giorni. Tra l'altro una cosa, io vi voglio ricordare che mentre parlo io non leggo la chat, per cui o parlo e seguo il flusso dei miei pensieri o leggo la chat, ma la chat mi distrarrebbe. Quindi, voi scrivete tanto, giustamente, ma voi scrivete anche per far leggere agli altri, perché la vostra domanda, esattamente come crea il flusso a me, può creare qualche intuizione agli altri. Quindi in realtà voi scrivete, non vi preoccupate. Poi se dovrò leggere quella vostra domanda la leggerò, se no magari la leggerò a qualcun altro, se no semplicemente non era il momento per cui si doveva rispondere. Quindi non ve la prendete se non rispondo alla vostra domanda, non leggo la vostra domanda, non leggo tutto. Quando arriva il momento, leggo. E quello che mi capita o che coglie la mia attenzione la porto in diretta. Quindi tranquilli, non vi preoccupate. Non è una competizione a chi scrive di più o a chi... o non vi sentite trascurati o... o non vi sentite colpiti nei vostri bisogni se non leggo la vostra domanda. E se soprattutto qualcosa vi dà fastidio, scrivete! Ricordate il vostro bravo quadernino dei fastidi che spero ognuno di voi ha. A proposito, avete tutti il vostro bravo quadernino dei fastidi? che è fondamentale bene bene bene vediamo allora adesso inizio a leggere quindi so che avete scritto un sacco di roba però adesso leggo bruno b quali sono gli step per creare un rapporto con una persona che non si conosce step numero uno creare un rapporto numero due conoscerla ma questa conoscerla diventa molto difficile e dipende qual è l'obiettivo che hai con questa persona dipende quale bisogno devi soddisfare tu ecco guarda Bruno mi stai dando uno spoon sembra fatto apposta non ci siamo messi d'accordo ma questa domanda casca a fagiolo perché uno dei prossimi video del demotivatore si chiamerà vi do un'anteprima si chiamerà smettila di raccontartela ok Perché smetti di raccontartela? Perché ora Bruno mi dà una frase, mi fa una domanda chiedendomi quali sono gli step per creare un rapporto con una persona che non si conosce. Ora Bruno io ti chiederei qual è il tuo obiettivo, ok? Tu probabilmente adesso se mi dovessi spiegare qual è il tuo obiettivo, mi diresti qualcosa di più o meno accettabile da te e da tutte le persone che ci leggono. Io spero che tra l'altro tu ci scriva così almeno potrebbe essere interessante avere la tua risposta. La cosa interessante è che spesso e volentieri quello che tu racconti agli altri, e che racconti a te stesso, non è la verità. Perché il tuo obiettivo potrebbe essere tutt'altro. Ecco perché dico smettiamo di raccontarcela, perché se noi smettessimo di raccontarcela e definissimo il nostro reale obiettivo, sarebbe tutto molto più facile, perderemo molto meno tempo e soprattutto noi per primi non ce la racconteremo a noi stessi, ma ci muoveremo verso il reale obiettivo senza troppe circumnavigazioni. Ti faccio l'esempio. Non so, io adesso con Anaera mi interfaccio con diversi personaggi. Personaggi che mi dicono, ah perché io voglio cambiare il mondo, voglio aiutare la gente, voglio fare del bene alle persone, ho compreso tante cose, ho una metodologia mia, ho fatto questa cosa qui, può davvero cambiare le cose, la devo insegnare, la devo fare, la gente deve saperlo, perché ho fatto vedere bene un sacco di gente, perché di su, perché di giù, perché sembra il nuovo messia, tutto figo, bello, vuole cambiare il mondo, ha questa nuova ha questo dono, che non si sa come l'ha avuto, però ce l'ha, ha un sacco di feedback positivi, tutti quanti vogliono questa cosa, lui sa perfettamente che questa cosa può fare del bene, ok, perfetto, fantastico, io dico, ok, allora, vai, trasferiamo queste informazioni al mondo, che vuoi fare? Facciamo dei corsi gratuiti, facciamo qualcosa? No, vabbè, il mio corso costa 3.000 euro, 1.500 euro, 4.000 euro, ho fatto scusa. mi parla ad un'ora e mezza dicendo che le tue cose cambiano il mondo e sono fighissime. Ora mi dici che li vuoi vendere a 3.000 euro? Allora, dimmi esattamente qual è il tuo obiettivo. Incassare 3.000 euro a persona o cambiare il mondo aiutando la gente a vivere meglio? Perché sono due cose diverse. Se avessi detto, guarda, io ho una roba che mi sono creato, che mi sono inventato, che potrebbe anche funzionare, ma la voglio vendere a 3.000 euro a persona, ci saremmo risparmiati un'ora e mezza di minchiate. E io sapevo che il suo obiettivo era quello, quindi lo aiutavo, se era interessante per me, nel suo obiettivo. Non mi venire a raccontare 20.000 cagate quando in realtà l'obiettivo è un altro, ok? Lo stesso esempio lo posso fare su mille altre cose, no? Ad esempio, spesso ci raccontiamo tante cazzate, ma dietro c'è uno sfondo, un obiettivo che è il sesso. Quindi, devo trovare un lavoro importante, devo fare carriera, devo fare di su, perché importa, perché io valgo, perché devo farlo, perché mi piace questo, perché è la mia passione, perché di su, perché di giù? in realtà sotto il vero obiettivo è io ho bisogno di trombà di più perché così sento di valere ok? perché sennò non mi sento di valere ad esempio io faccio casi reali, attenzione non faccio nomi e cognomi ovviamente però vi dico casi reali quindi magari il vero obiettivo è, che ne so, arrivarsi a trombà cento donne, ducento donne o uomini o quello che sia prima possibile ovviamente tu non puoi dire questo alle persone, tu non puoi dire qual è la tua missione trombarmi cento donne, no vabbè è brutto dire questo, ma anche a se stesso è brutto Allora, la mente crea un cappello per... non capite male? Crea un cappello di scuse, si chiamano dissonanze cognitive, per farcela stare bene a noi e per farla stare bene agli altri. E quindi cominciamo a dire la passione, voglio aiutare, voglio fare, voglio creare, voglio di... Nel frattempo, alla fine, l'obiettivo è crescere, avere più opportunità, avere più conoscenza, avere più potere personale per trombarde più. E' sempre lì vai ad arrivare, ma pensa quanto tempo perdi per poter raggiungere questo. Se tu invece definissi il vero obiettivo, quello vero, quello vero, non quello che ti racconti. E, lo dicessi anche agli altri? Sì, è vero che alcuni potrebbero giudicarti male, ma sti cazzi! Almeno quelli che non ti giudicano male è molto più facile. Cioè, se il tuo obiettivo è vendere in corso a 3, 4, 5 mila euro, o a vendere una coaching a mille euro, se me lo dici subito io mi posso orientare, se ti devo aiutare, nella maniera migliore. Non mi veni a far perdere tempo a raccontarmi tutta una serie di minchiate quando in realtà il tuo obiettivo è fare un sacco di soldi vendendo una pseudotecnica che chissà chi se l'ha inventata o chissà dove l'hai copiata. o magari l'hai pure inventata tu, però rimane il fatto che non è per cambiare il mondo, è per fare 3.000 euro a persona, capisci? E così via, eh? È un po' come quando tu vai da una donna e cominci a inventarti tutto, o da un uomo, ti inventi tutta una serie di cose per conquistarla, quando alla fine l'obiettivo è trombartela. Quindi, se tu andavi lì più velocemente e dici, scusa, trombiamo, sì, no, ciao, puh, basta! T'avresti risparmiato un sacco di tempo. mi dicono di alzare il volume, scusatemi mi ero fatto prendere dal flusso allora, allora, allora, vediamo, vediamo, vediamo detto questo, andiamo avanti oh, vediamo, ci sono persone nuove, siamo a 147, non male, non male per chi non lo sa ed è entrato adesso questa è una sorta di trasmissione radio su facebook dove eseguiamo il flusso del momento. Quindi ognuno può far parte di questo flusso. Ad esempio Stefano Livi mi parla. Padre Pio e gli attacchi demoniaci. Secondo te c'è una spiegazione? Stefano vuoi una spiegazione a Padre Pio? Non lo so. Padre Pio è nato e ci sarà una spiegazione perché lui è nato. Probabilmente i genitori avranno fatto qualcosa per farlo nasce ed è nato Padre Pio. Gli attacchi demoniaci a chi? A lui? Boh, ne so poco di Padre Pio, per quanto sia quasi paesano, perché è nato... cioè, no, non è nato, ma la sua chiesa, la sua zona di competenza era dietro casa mia, era molto vicino alla città di cui sono originario, quindi... però ne so poco. Poi se vogliamo parlare di attacchi demoniaci dovremmo far tutto un altro discorso, ma per adesso lasciamo perdere. Vediamo... Ilenia Zarone. Ho una domanda, non so se capita anche a voi, ma da qualche mese ho dei momenti di malinconia ed emotività alta, senza motivo, cosa può essere? Ilenia, sei eseguito qualche flusso precedente? Io ho sempre detto una cosa, qualunque sia il messaggio, qualunque sia l'evento, qualunque sia la cosa che ti capita, contestualizzala. Dimmi tu che cosa sta accadendo in questo periodo. dimmi tu se realmente non è cambiato niente rispetto a prima o se c'è stato qualcosa in concomitanza con l'apparire di questi sensi di malinconia che è accaduto nella tua vita, qualche tipo di cambiamento, qualche mancanza, qualche perdita, qualunque cosa Poi ti potrei dare una giustificazione anche abbastanza tecnica, ma la vorrei sempre contestualizzata. C'è uno stato emotivo, chiamala malinconia, tristezza, quello che sia, irrelevante, in realtà non è mai senza motivo, cioè c'è sempre un un innesco, c'è sempre un ancora, c'è sempre un tastino che qualcuno o qualcosa preme per fartelo partire. Non sorgono dal nulla. Se studi un po' di PNL nelle prime nei primi video gratuiti, se vai su pnl.gratis trovi 17 moduli gratis, diciamo mi ricordo manco quanti, in uno dei primi comprendi come funziona la mente. C'è sempre un evento esterno che genera una rappresentazione interna, la cui rappresentazione interna va poi a generare uno stato emotivo, quindi una scarica di neurotrasmettitori che generano degli ormoni, eccetera eccetera. e quindi probabilmente ti direi, osserva, e questa forse è la cosa più semplice che puoi fare, nell'esatto istante in cui si genera quello stato di malinconia, osserva dentro di te o attorno a te che cosa accade. Perché potrebbe essere generato da qualunque innesco. Potrebbe essere una canzone, potrebbe essere un profumo, potrebbe essere un tuo pensiero, potrebbe essere una stanza, potrebbe essere un luogo, potrebbe essere la mancanza di qualcosa. Potrebbero essere mille gli inneschi. ma comunque sono qualcosa che in qualche modo ti rievoca la sensazione. Questo in genere è tecnicamente come funziona. Poi me la dovresti contestualizzare, perché potrebbe darsi che l'innesco, quindi il tastino che premi, si sia creato in concomitanza di un evento particolare, quindi ricordiamoci sempre il contesto. Contestualizziamo sempre tutto. Gianluca Siro. Ciao Daniele. Ciao Giallou, l'altra sera parlavi del fatto che in una tua vita passata eri un bombarò. Non ero un bombarò, non le buttavo le bombe, una volta le ho fatte esplodere. L'albero della vita, secondo me, ha proprio questo significato. Prima sei radice e quindi prendi. Quell'emozione, conoscenza, consapevolezza, poi diventi frutto e quindi puoi donarla. Bravo Giallou, vedi, anche tu stai entrando nel flusso e tiri fuori anche tu delle perle. Bravo, bravo. Ma noi stiamo iniziando tutti quanti. E' bello questo. Mi piacerebbe davvero che iniziaste anche voi a fare questo tipo di esperienza. Come vi dicevo in uno di tanti flussi, facendo questo sono io che faccio esperienza, voi ascoltate. Invece sarebbe carino che anche voi vi costringeste in quest'oretta che stiamo assieme a fare questo stesso esercizio, cioè a entrare in questo flusso di pensieri. Non deve essere soltanto tutti voi e io, ma è tutti noi assieme. Quindi questa chat tra di voi cominciate anche a darvi risposte, a sfruttare la vostra intuizione leggendo le domande degli altri. e anche in base a quello che dico. Attenzione perché la cosa interessante può essere che, anche se qualcuno fa una domanda a cui io non sto rispondendo, quello che sto dicendo può essere parte della risposta, oppure potrebbe aiutare voi a dare un'ulteriore risposta. Il cosiddetto brainstorming, la tempesta di cervelli, in questo caso E' un po' come se in questo fiume che fluisce non ci sia solo io, ma ci tuffassimo tutti e tutti quanti entrassimo in questo flusso di pensieri. E questo è il bello che si sta creando. Ecco perché più siamo meglio è, perché diventiamo davvero tanti cervelli con tanti stimoli diversi. Ricordate, una cosa interessante, del motivo per cui lo sto facendo sempre di più, è che con le domande si evolve. E finché sono io stesso a fare le domande a me stesso, io potrò generare solo domande che vengono dalla mia esperienza. Invece nel momento in cui mi interfaccio con 164 persone in diretta, le quali mi portano i loro pensieri, le loro esperienze, tutto quello che accade, allora quello che mi può generare l'intuizione, il canale, la canalizzazione e il flusso di pensieri veri e proprio, si altera. Quindi riesco a creare o a vedere cose diverse. riesco finalmente a pensare in una maniera diversa da un altro punto di vista che quello vostro. Quindi questo è un po' il principio. E vi stimolo a farlo anche voi. Per me è veramente un esercizio fantastico perché è molto più di una meditazione, molto più di qualunque cosa. Cioè quello che mi sta dando questa trasmissione non è uguale, non a caso mi dà l'energia di stare alle tre di notte tutte le notti. Sveglio per voi, quindi dormo prima ma a quest'ora sono sveglio perché è davvero una cosa importante. Ok, allora, Emanuele Rozzano. Ciao Dani, ho dei lunghi e frequenti periodi di down, depressione. Down, down. Insoddisfazione continua di tutto e svogliatezza nel fare qualsiasi cosa. Non trovo stimoli, né lavoro, né alcune gratificazioni, né nulla. Ho un senso di apatia. Come posso risolvere? Cambia vita. Emanuele, al 99% stai facendo qualcosa che non ti piace per niente. Probabilmente ci sei anche costretto. quindi o hai una famiglia che non ti soddisfa più o che hai compreso che non non ti soddisfa più in cui non c'entri niente o hai un lavoro una situazione dove ti sta veramente tutto stretto e in genere questi stati qua sono quegli stati in cui non ti trovi costretto, o meglio, ti sei ingabbiato da solo, ti sei reso conto della gabbia che hai messo e adesso te ne vorresti uscire ma ti sei chiuso la porta dietro. Quindi sei ingabbiato nella tua gabbia, sei nel tunnel. Come diceva qualcuno, se non puoi uscire dal tunnel, arredalo. Però si può sempre uscire dal tunnel, è ovvio che devi metterti in gioco, cioè devi poter davvero avere il coraggio di far saltare tutti i paletti, tutti i blocchi e cambiare tutto. Allora Arianna, ciao Arianna, ciao Dani, un po' che vorrei il tuo parere su questo cosa, su questo cosa. Quella persona di cui ti parlai e ti presentai personalmente, l'uomo che mi ha fatto sentire importante e amata, con il tempo ho scoperto che sta con una lunghezza d'onda diversa dalla mia. Allora io conosco Arianna, quindi so la sua storia, mi sta facendo riferimento a qualcosa che conosco, che sappiamo, comunque sia irrilevante. Non usa leggi di attrazione e negativo, esprime continuamente giudizi contro tutti e tutto. Come faccio e ti chiedo, si può conciliare il suo essere meraviglioso con me e la sua negatività con il mondo che inevitabilmente mi trasmette? Può funzionare a lungo andare? Mi togli una curiosità, Rihanna, come puoi definire, allora, conciliare il suo essere meraviglioso con me e la sua negatività con il mondo. Cioè mi stai dicendo che con te è meraviglioso e col mondo giudica, dice, quindi è un essere completamente diverso. Prima ho visto che qualcuno passava la domanda sul bipolarismo. In realtà lo siamo un po' tutti, più che bipolarismo dovrebbe essere coerenza, che è diverso. Se mi dici, Arianna correggimi se sbaglio, mi stai dicendo che la maschera che mette con te è diversa dalla maschera che mette col mondo? Il problema è, qual è la vera maschera? Cioè, quanto regge la maschera? il maschera che mette con te, qual è il fine? Torniamo al discorso che dicevo prima, non so se sei entrata tardi. Dicevo, smettiamo di raccontarcela, cioè scopriamo il vero fine delle persone, perché, ad esempio, se è una persona che ha paura d'abbandono e tu gli risolvi l'abbandono come lui lo risolvi a te, voi siete meravigliosamente bisognosi in un altro, ok? E quindi pur di risolvermi l'abbandono, quindi pur di non perderti così come tu fai lo stesso, sto ipotizzando e attenzione non sto parlando di te, sto ipotizzando. siete fantastici, però è un fantastico fatto ad hoc, perché poi magari siamo tutti uno, l'amore incondizionato, uh che bella la farfalla, uh che bella la formica, uh che bella l'ape, non l'ammazziamo, poi appena uno gli taglia la strada, scende col cric e glielo sfonda in faccia. E tu dici, oh cacchio, come? Allora, con me, rispetto alla zanzara, poi quando sei in un altro momento, devi comprendere Guarda, allora, Arianna, ti faccio... ti dico una cosa interessante, questo vale per tutti. Volete davvero conoscere una persona? Portatela a un livello di stress molto alto. Incalzatela. Questo per un motivo molto semplice. Mantenere una maschera ha bisogno di tantissima energia, ok? E per mantenere una maschera deve costantemente usare questa energia per per tenere il personaggio. E' un po' come quando state a teatro. Voi, quando state a teatro, dovete stare belli sul pezzo, sempre presenti, perché state rivestendo un personaggio con un copione. Non siete voi stessi. E' il copione, ve lo dovete ricordare. Dovete ricordare come dovete comportarvi, cosa dovete dire, le bugie che avete detto, le omissioni che avete detto. Ve le dovete ricordare, perché se no diventa un casino. Quindi c'è tutta un'energia pazzesca da usare. Ecco perché poi Quando si usano delle maschere non si ha energia per fare nient'altro, perché la maggior parte dell'energia viene usata per le maschere, non potete sperare pure di riuscire a fare qualcos'altro nella vita. Dovete mantenere le maschere, è già quella la grossa missione. Quando invece incalzate una persona e la fate andare fuori dai gangheri, Quando va fuori dai gangheri, vengono fuori tutte quelle cose represse dietro alla maschera. Quindi, attenzione, quando una persona sbotta, non è che dice cose che non pensava, dice cose che pensava. Una persona non crea qualcosa nel momento in cui sbotta, perché nel momento in cui sbotta non ha modo di creare, perché in puro picco adrenalinico diventa stupido, cioè diventa proprio idiota. Quindi può soltanto recuperare quello che c'è dentro, quindi quello che ha represso. Vi sarà capitato qualche volta o qualcuno ha avuto l'esperienza di... magari hai vissuto con delle persone avete vissuto con delle persone che erano d'amore e d'accordo con voi, vi hanno mantenuto tutta una maschera per un sacco di tempo, poi arriva un giorno che sbottano e vi tirano cose, vi tirano fuori cose passate di dieci anni prima. Ma cazzo, ma non me le potevi dire dieci anni prima? Perché hanno mantenuto, trattenuto, trattenuto, trattenuto, trattenuto dietro la loro maschera finché poi non sbottano. Volete conoscere veramente una persona? Fatela sbottare. Sì, ma infatti Arianna, ti ho detto, non sto parlando di te, sto ipotizzando, cioè sto dando delle ipotesi. Cercate di comprendere. Allora, se voi vi toglieste la vostra di maschera e usaste magari un po' di più l'osservazione, i dettagli, tutto quello che poi si insegna, che si impara, che si può imparare, la comunicazione non verbale, potreste comprendere la coerenza. quindi lì vedresti abbastanza veloce, ma se sei un esperto di comunicazione tra il non verbale, il paraverbale, il verbale, se si osservi un po' i dettagli, quindi se sei una brava osservatrice e sei addestrata su questo, non è difficile comprendere una persona, la sgamate subito, soprattutto con la comunicazione non verbale la sgamate immediatamente. Vediamo un po'. Paola. Anna Paola Siotto. Perché fa così paura una persona che non ha più bisogno di una relazione classica e che vive con serenità e gioia la propria solitudine? Anna, fa paura a te. Fa paura a te perché non la puoi controllare. E quella è la cosa bella. O brutta. Io mi trovo in questa condizione. Quando quando impari a stare bene con te stesso, anzi, forse con te stesso è la persona con cui stai meglio, quindi stai da solo, ami stare da solo, ami tutto quello che fai, ami il posto dove stai, ami tutto della tua vita, tu non sei più controllabile. Io sono praticamente una... non solo non sei controllabile, non solo dalle altre persone, non sei controllabile dal sistema, non ti ammali, quindi non sei controllabile neanche dalla medicina, non sei controllabile più da niente. perché sei innamorato di quello che stai facendo e di quello che sei. Non hai più bisogno degli altri. Non hai più bisogni, che in genere hanno bisogno degli altri per essere soddisfatti. Ricorda che il controllo si fa facendo leva sui bisogni, e si insegna nella vendita sta roba qui, cioè dovrebbe ho detto i bambini in prima elementare, il programma dovrebbe essere, in una scuola ideale, dovrebbe esserci l'ABC, la grammatica italiana, che dovrebbe essere insegnata la grammatica italiana, perché vedo che molti la conoscono, e soprattutto dopo, subito dopo, appena hai imparato a leggere e scrivere, le tecniche di manipolazione delle masse, perché così almeno impari come funziona, quindi tecniche di marketing, tecniche di vendita, tecniche di ipnosi, così almeno non ti fai fregare, cioè se li vuoi usare li usi, se non li vuoi usare almeno non ti fai fregare da chi li usa, così lo sanno tutti. Quindi, per questo fa paura. Non sei controllabile. Il bambino come lo controlli? Lo controlli col senso di colpa? Lo controlli in mille maniere? Il compagno o la compagna? Il marito o la moglie? Con che cosa li controlli? Sempre col bastone e carota, no? Col ti dopo e ti tolgo? Ragazzi, detto tra noi, se vogliamo usare a un livello molto più terra-terra, quindi per chi non conosce e vive nei bisogni, la relazione migliore per farla mantenere stabile, ovviamente manipolando, ma tanto è tutto manipolazione, se volete manipolare qualcuno per tenerla legata sempre a voi o per tenerlo legato sempre a voi, voi dovete usare la tecnica di tenere il fuoco sempre acceso sotto al culo. Questa è la tecnica, viene chiamato fuoco acceso sotto al culo, l'ho inventato adesso. Il fuoco acceso sotto al culo deve stare a una temperatura giusta, che vuol dire che non deve né bruciare troppo, né raffreddarsi troppo. Cioè, la persona deve stare sempre con la paura che il suo bisogno non venga soddisfatto. Quindi, per assurdo, se voi avete di fronte una persona, ad esempio, con un bisogno di, che ne so, accettazione, riconoscimento, rispetto, quello che sia, non è importante, uno qualunque, basta che lo scoprite. Qual è il primario? Se leggete il salto quantico, io vi insegno come scoprire i vostri, però, insomma, la PNL insegna a fare tanto altro. Ecco perché dico, sta alla vostra etica usare determinate conoscenze per aiutare o per manipolare. Io le insegno appunto, poi fate voi. Quindi che cosa fa? Se il bisogno è di riconoscimento, per esempio, Non potete sempre trattarlo male. Ad esempio, al lavoro, questo vale per tutto, una persona che ha bisogno di riconoscimento, il riconoscimento è il premio, eh, attenzione, il riconoscimento è il bravo, il riconoscimento è il grazie, una persona che ha bisogno di riconoscimento al lavoro, tu non puoi trattarlo sempre male e dirgli che ha sempre sbagliato, ma devi dirgli bravo quando è bravo, cazziarlo quando deve essere cazziato. Non devi mai esagerare in entrambi. perché così lo terrai legato quando lo riconosci e si allontanerà un attimo quando non lo riconosci, ma poi si riavvicina subito perché gli manca il fatto che tu lo riconosceri. Quindi deve essere una... devi avere maestria nella manipolazione per tenere il fuoco alto sotto al culo, così una relazione dura vita. Molto semplice. Ovviamente una reazione del cazzo, passatemi il termine, perché la persona vive nel bisogno e tu vivi nel controllo, quindi vivete con delle maschere. Quindi vi ho dato una tecnica per mantenere le persone sotto controllo, ma è assolutamente assurda. Però ci sono tante persone che lo usano. Manuela, Dani, tu non senti il desiderio di voler condividere delle esperienze sempre con la stessa persona se ci stai bene? Uno, devo capire... cioè, perché solo con la stessa persona? Non è detto che non sia così, ma non vedo perché debba essere solo una. L'estremo egoismo, pensare di poter condividere qualcosa solo con una persona. Cioè, condividere, con-dividere, ok? Vuol dire che io divido, condivido con altri, non con una persona sola. Se no, stiamo proprio in quello che ci racconta la Chiesa. E poi condivido con chi condivide il mio stesso pensiero, con chi condivide la mia stessa strada. Cioè non è che io condivido... Dopotutto, se ci pensi, se tu sei da sola, vai in giro su una strada e ti fermi in un bar, con chi condividi? Con le persone che trovi in quel bar. E quel bar sta sulla strada che tu stai seguendo. Ok? Non è che stanno da un'altra parte. Tu non è che per condividere dici aspetta adesso voglio condividere con qualcuno, me ne vado da un'altra parte in una zona che non ho mai conosciuto. Potrebbe essere un'esperienza, ma in genere tu condividi con le persone che trovi già sulla tua strada. Non è che te le vai a cercare da un'altra strada e poi le vuoi portare nel tuo. Cioè, per capirci, tu non vai nel bar della città a fianco, prendi le persone e le porti nel tuo bar per condividere quello che dici tu. No! Tu trovi le persone nel bar che stanno sulla tua strada e condividi con loro. Quindi presupposto numero uno è che quelle persone con cui condividi le trovi sulla tua strada. Quindi state sullo stesso percorso, state facendo la stessa cosa. Presumibilmente avete gli stessi pensieri. Presumibilmente non hanno delle maschere di convenienza. Ok, quindi ci sono diversi presumibilmente e soprattutto in un bar non trovo una persona sola. Maria Mu. Che brutta cosa, si vive meglio ognuno a casa propria e non scendere a compromessi. Assolutamente d'accordo, Maria. Mai scendere a compromessi. Compromessi sono il modo migliore per stare male. Cioè, proprio il... Il compromesso in assoluto è un modo per reprimere. Io mi comprometto. Io ti do qualcosa a te, tu mi dai qualcosa a me, quindi io mi reprimo qualcosa a patto che tu ti reprimi qualcosa. È una cazzata già di principio. Vivere una relazione di compromessi è il modo migliore per farla andare a rotoli prima possibile. Prima o poi scoppia, per forza, perché si vive di repressioni. Alessandra Grillo, ciao Daniele, cosa pensi dello yoga? Un ottimo modo per fare sport, prima di tutto. Utile, assolutamente utile. Se devi fare movimento, molto meglio lo yoga che tanto altro. Ok, state chiacchiando tra di me nel frattempo. Il compromesso unisce i vizi dei due estremi. Bella, mi piace questa frase. Il compromesso unisce i vizi dei due estremi. L'ho capita, però mi piace. Me la spiegherò dopo. Andiamo avanti, vediamo Alex Ferrara, ciao Daniele, nel padre di tutti i video, cioè uno dei video più importanti che ho fatto si chiama il padre di tutti i video, proprio per ricordarvi che è il padre di tutti i video, prima o poi uscirà il nonno di tutti i video, ha spiegato come al fine di eliminare una paura sia necessaria la conoscenza, facendo l'esempio delle armi. Come applichi questo concetto alla paura di abbandono, rifiuto e umiliazione? Ne parlavo in qualche flusso precedente, comprendendone il dono, è sempre la conoscenza. Alex, alla base c'è sempre la conoscenza, nella maggior parte dei casi tu non ricordi da dove quell'abbandono o quel rifiuto o quell'umiliazione è nata. Nella maggior parte dei casi l'evento reale, cioè il momento in cui la sensazione di rifiuto, la sensazione di umiliazione è emersa per la prima volta nel tuo corpo, tu non lo sai. Ok? Fatti questa domanda. Allora, uno, definisci la sensazione. Questa è una tecnica di coaching, è una delle tecniche principali che utilizzavo quando facevo coaching. Fatti questa domanda, prendiamo l'umiliazione, ok? Quello che tu nomini umiliazione in realtà è una nominalizzazione che fa riferimento a un processo. Un processo in cui di base c'è una sensazione fisica, ok? Quindi, definisci la sensazione di umiliazione, per esempio. Il che vuol dire che ti basta ritornare con la mente a un momento in cui ti sei sentito umiliato e sentirai la sensazione di umiliazione. Attenzione, ricorda che la tua sensazione è tua, non è del resto del mondo, perché quello che per te è umiliazione per qualcun altro può essere rifiuto, per qualcun altro può essere paura, per qualcun altro può essere piacere. La sensazione è qualcosa di fisico, cioè un fuoco nel petto di colore rosso che mi gira da destra verso sinistra, di un'ampiezza tot, di una sensazione X. Un blocco di marmo da qualche parte, una morsa di cemento alla gola. Queste sono le sensazioni. Ora, qual è la cosa interessante? Che queste sensazioni, qualunque sia la sensazione, per l'umiliazione sarà sempre la stessa, per il rifiuto sarà sempre la stessa, per l'abbandono sarà sempre la stessa. Questa è una prerogativa della mente, lo spiego in uno dei primi video del salto quantico. La sensazione è sempre la stessa, ok? La cosa interessante è che nel tuo corpo, da quando sei nato, c'è un momento particolare in cui quella sensazione è nata per la prima volta. E in genere quello è il trauma a cui è legata la nascita di quella sensazione. Se è tua, ovviamente, se è tua. Perché potrebbe darsi che non sia tua. In questo caso nasce sempre, comunque, in un momento particolare nel tuo corpo, ma lo prendi dalla mamma. Ma questo è un po' più raro. Quindi, io adesso ti chiedo, l'umiliazione dimmi esattamente la prima volta in cui ti è venuta fuori nel corpo. Una volta che lo trovi hai trovato il trauma, allora poi lì ci puoi cominciare a ragionare. Ok, infatti mi chiedevi di alzare l'audio, vediamo se così mi sentite avete ragione. Orazio Nardone, come fare a far condividere le proprie passioni ai figli senza forzarli e obbligarli? La tua frase ha un controsenso. Come fare a far condividere le proprie passioni ai figli senza forzarli e obbligarli? Perché glielo devi far condividere per forza? Eh, poniti il dubbio che non le vogliano condividere, quindi lascia i liberi di fare. La cosa migliore, Orazio, non è imporglielo, ma mostrare quanto tu stia bene nel farlo. non devi assolutamente... ecco, guarda, il modo migliore per fare una cosa del genere è farlo tu senza imporlo. C'è una delle... mi ha fatto ricordare un evento da piccolo, fantastico, che usava mio padre per farmi mangiare una cosa. Quando ero piccino, io ho pochissimi ricordi di quando ero piccino, però c'è questo evento che me lo ricordo sempre. A me compravano la seppia da mangiare, ero piccino, stava ancora sul seggiolone, e loro mangiavano un altro tipo di pesce, magari sulle alicette, una roba con le spine, cose qua. Che facevano loro? Quando si ammettavano la seppia, io vedevo che era diversa dalla loro e giustamente pensavo che la loro era più buona, perché se la mangiano loro, che sono i miei dei, loro mangiano meglio di me. È giusto, no? La logica del bambino di pochi anni è ovvio. quindi gli dicevo questa a modo mio nelle quattro parole che conoscevo gliela tiravo via e mi volevo mangiare la roba loro una volta che ha capito lo schema che ha fatto mio padre a me dava quello che si volevano mangiare loro e loro si mangiavano quello che mi dovevo mangiare io quindi mi fottevano alla grande io usavo lo stesso schema e dicevo no questa roba qui ve la mangiate voi io mi mangio quella e mi facevano mangiare quello che volevo Ok? Cioè quello che volevano loro. Quindi, credo che in questo ci sia la risposta a quello che mi hai chiesto. Non imporgielo. Tu, sii felice nel farlo e fregatene, anzi, ignorali. Se loro ti vedranno felici, se loro ti verranno felice, ti vedranno che ottieni risultati, ti vedranno sereno, tranquillo e beato, saranno loro a chiederti, scusa papà, che stai facendo? E allora tu avrai l'autorizzazione a insegnare o a condividere o a fare cose assieme. Perché è una cosa imposta, non è mai, non funziona mai. Ma questo non vale soltanto con i figli, vale un po' per tutto. È la cosa più semplice in assoluto. La tecnica funziona sempre. Ignorare. Cioè fa una cosa ignorando gli altri, non fare la cosa per gli altri, fallo per te. Tu devi godere nel farlo, perché nel momento in cui tu lo fai bene, godi, loro diranno, oh cavolo, mio padre sta godendo di fare questo? E' figo, come funziona? Vediamo un po'. Semplice. Andiamo avanti. Siamo a 169. Oggi stiamo andando belli spediti, bello, bello, bello, mi sta piacendo. Esmeralda, buonasera. Ho visto il film che hai consigliato, Going Clear, molto interessante, guardatelo se potete. Qualche tempo fa mi era stato chiesto qualcosa su Scientology e non ho risposto, perché è sempre meglio non rispondere quando c'è Scientology, se vuoi, se tieni in cara la tua vita, e ho semplicemente detto guardatevi Going Clear, che è un film che trovate. Mi è passata la colite spastica che ho da 33 anni, chissà com'è". Quando Stefano? Adesso in questo istante? Cominciamo a fare le guarigioni sarebbe figo, se si spaggia le voce che facciamo le guarigioni in diretta facendo 10 miliardi di persone. cosa che potrebbe anche capitare, perché in realtà una guarigione è un'intuizione, è un dono, è un istante. Ricordate che la malattia nasce in un istante e scompare in un istante, nel momento in cui comprendete il messaggio, quindi tecnicamente le guarigioni potrebbero avvenire in diretta, ma non lo diciamo in giro. Ci manca solo che qualcuno mi dice, oh sono guarito in diretta, è finita. Ciao Daniele, come rappresenti i topi? In che senso come rappresento i topi? Io non li rappresento, rappresento me stesso. Vederli ovunque? Che vuol dire? Antonio, vedi i topi ovunque? Daniele Pitasi, ciao a tutti. Il sapere e libertà, che è proprio il tuo nome, cioè il sapere, nome, libertà e cognome o viceversa, non si sa. Buonasera, che ne pensi delle bottiglie blu di vetro per l'acqua somatizza? Per l'acqua somatizza? L'acqua somatizza il vetro blu? Sarai forse parlando dell'acqua solarizzata e ti è uscito male dal T9 del telefono? ne ho sentito parlare sinceramente non ho dei riferimenti reali nel senso che potrebbero funzionare potrebbero no però non ho mai fatto dei test effettivi quindi io ti dico soltanto che ho letto probabilmente le stesse cose che hai letto tu di sicuro l'acqua lasciata al sole non credo faccia male però non so neanche se faccia bene non ho esperienza diretta quindi se non ho esperienza diretta io non parlo Luigi Chiariello. Ciao Daniele, quando si comprende un nostro schema interiore, come si fa a distinguere se va cambiato o se è solo apparentemente negativo e quindi va accettato perché funziona nella missione dell'anima? Bella domanda, allora, dipende dallo schema, dipende qual è il fine dello schema prima di tutto, per cui se il fine dello schema è quello di soddisfare un bisogno, cosa molto probabile, Se parliamo di schemi seri, attenzione, perché può pure essere uno schema banale. Abbiamo schemi per tutto. Abbiamo lo schema su quale piede mettere per primo giù dal letto, abbiamo lo schema su quale scarpa allacciarci per prima, abbiamo uno schema su da quale dente iniziare a lavarci. Siamo schematici, se voi non ci fate caso inizierete sempre con la stessa maniera. Vi laverete sempre dalla stessa parte, vi farete la barba sempre iniziando nello stesso punto, se non ci pensate. Attenzione. Quindi abbiamo schemi per tutto. E ovviamente sono funzionali a non farci impazzire, perché tu ti puoi fare la barba e pensare ad altro nel frattempo, perché comunque c'è lo schema che ha imparato a fare sempre la stessa cosa. Quindi determinati schemi non ce ne frega niente. Se parliamo di schemi più importanti, ammesso e non concesso che tu riesca a comprenderli, perché da dentro è molto difficile. Comprendi il motivo. Comprendi prima di tutto il motivo. Se serve a soddisfare un bisogno, in linea di massima dovresti risolverti il bisogno. Quindi dovresti comprendere da dove è nato il bisogno, il trauma, eccetera, eccetera. Se funziona la tua missione, ma li comprendi. Se ti portano a star bene, Vai avanti. Se ti portano a star male, fatti due domande. Se ti portano a star bene subito, ma poi nel lungo termine ti creano dei danni, fatti due domande di nuovo. Ok? Perché a volte uno schema che può soddisfarti adesso, esempio, uno schema valido per portarti una donna a letto, un uomo a letto, Può essere funzionale secondo te, ma se poi quella trombata di quella sera ti diventa un problema due giorni dopo, non è più funzionale. Quindi potrebbe essere che l'hai usato per soddisfare un bisogno, ma che poi si intromette nella tua vita e nella tua missione. Ok? Quindi insomma è sempre da contestualizzare e da fare altro. Orazio Nardone mi risponde a quello di prima. Ti faccio un esempio. Io adoro fare trekking, ma dato che i miei figli non vivono con me, come posso fare a farli venire con me almeno una prima volta senza forzarli? Torniamo sempre a questo discorso. Vuoi controllare le loro scelte? Ragazzi, io vado a fare trekking. Volete venire con me? Sì. No. Ciao. Basta. Non è che li devi convincere. Ah, semplicemente... avvisali. Tutte e due le tue frasi cercano di condizionare i ragazzi a fare quello che dici tu, però la tua domanda mi dice come posso fare a condizionare loro in maniera da non forzarli? cioè, in pratica, come posso condizionarli senza condizionarli? non puoi, o li condizioni o non li condizioni, ok? quindi lasciali liberi di scegliere, è il libero arbitrio, è già così difficile averne un briciolo almeno da genitore, lasciamoglielo per cui per cui semplicemente avvisali, ragazzi io domani vado a fare tracking, se qualcuno vuole venire è bene, se no vado da solo anzi, non neanche se no vado da solo, perché sembra che quasi fai senti in colpa ragazzi, io domani vado a far trekking, se volete venire, alle 6 e mezza mi sveglio, punto, basta! Però con un tono non da imposizione, con una modalità non da imposizione e poi ti ripeto, dobbiamo sempre contestualizzare perché non so che rapporto hai avuto coi tuoi figli, come li hai trattati, quanto potere personale hai, se ti stimano per tutto quello che fai, per mille altre cose, quello lo sai tu, però l'importante è non forzarle. Alessandro Cimbali. Daniele, come gestisci il tuo tempo? Faccio quello che mi pare, quando mi pare. Nel senso che non ho appuntamenti di nessun tipo, non ho impegni di nessun tipo. Seguo semplicemente il flusso di quello che accade. Anna Sumerano. Soddisfare un bisogno sessuale, ci si può innamorare? Specificami la domanda, Anna, perché così non l'ho capito. Daniele, quando si capisce che hai un'intenzione valida? Daniele, che intendi per valida? Ragazzi, metamodellate... Allora, fatemi una cortesia. Seguitevi il corso di PNL e imparate il metamodello. Metamodellatevi da soli, cioè fatevi le domande metamodello alla vostra domanda prima di pormela, perché sennò non si capisce. Cioè, dietro ogni vostra domanda c'è un mondo che vi dovreste prima spiegare voi, e poi ve la posso spiegare io. andiamo avanti, allora... Anna Paola ci dà una sua versione di come fa con i suoi figli, questa è la cosa interessante, vedete, questo è quello che mi piace del flusso, che iniziate a interagire tra di voi, cioè tra un po' sarò inutile, io mi metterò... arriverà un giorno in cui io metto la diretta e voi ghiaccherate tra di voi, io metto solo la musica magari, faccio veramente il dj! bello, bello, mi sta piacendo, così mi piacete, bravi ragazzi Gian Pietro Sperti, Daniele come si apre un'azienda? innanzitutto ecco, cambiamo topics, se no stiamo facendo sempre cose particolari come si apre un'azienda? questa è una bella domanda qui ti potrei dare mille risposte, vai dal commercialista, bla bla bla, tutte cazzate risposta numero 1 se non ricordo male articolo 1321 del codice civile italiano l'imprenditore è colui che si assume un rischio se non ricordo male, l'ho studiato vent'anni fa, trent'anni fa, manco mi ricordo quindi primo già in piedi esperti punto primo devi assumerti un rischio Punto secondo, devi sapere che azienda aprire. Punto terzo, devi essere un esperto di quello che vuoi aprire. Punto quarto, devi essere un esperto di aziende. Quindi, ho fatto il primo video del demotivatore, si chiama Tuvo fa l'imprenditore. E dicevo, una cosa molto semplice, se sei un esperto falegname e hai fatto il falegname da garzone o magari comunque da assistente per 20 anni, non puoi pretendere di essere un genio nell'imprenditoria, perché o fai il falegname o fai l'imprenditore. Sono due cose diverse. L'imprenditore è un lavoro. che è diverso da quello che sai fare. Quindi, per fare l'imprenditore, o meglio, tu mi hai fatto come si apre un'azienda. Uno, ti devi assumere un rischio. Due, devi saper fare l'imprenditore, quindi devi studiare, devi avere conoscenze valide da imprenditore. Ciò vuol dire che innanzitutto dovresti stare vicino ai imprenditori e capire, o comunque devi farti una cultura. oggi come oggi è inconcepibile secondo me e ne vedo veramente io vi posso garantire ragazzi che poi ora comprendo perché chiudono mi pare 400 aziende al giorno in italia c'è un'ignoranza nel marketing in italia che è qualcosa di devastante cioè siamo nel 2018 nel mondo dell'informatica nel mondo dell'intelligenza artificiale nel mondo dove tutti vivono ormai con un telefonino in mano che sono più potenti di un qualunque computer di due anni fa, eppure c'è gente che addirittura, e che per me è sconcertante, non sa neanche presentare la propria azienda. Cioè tu gli chiedi che cosa fai, non ha un pitch. Il pitch è una delle cose più banali che si fa. quando si apre un'azienda è 1. la presentazione, 2. il business plan. Quindi queste sono le prime cose che devi fare in un'azienda. 1. devi sapere che cosa fare, 2. devi sapere gli obiettivi a breve, medio o lungo termine, 3. devi avere la pianificazione di tutto. Dopodiché devi poter presentare questa idea al mondo. Devi avere la tua storia, devi avere la storia dell'azienda, devi avere la missione aziendale, devi avere la visione aziendale, devi avere i valori aziendali, devi avere le basi, sono proprio le basi. C'è gente che prende, apre un negozio e non sa perché, non sa per quale motivo, lo fa E poi chiude. Chiude perché non sa manco come se fa una partita doppia, non sa fare una fattura, non sa i rate, i riscoli, non sa niente, non ha studiato niente. E spera che il commercialista gli faccia tutto. Non è così, ragazzi. Non si apre un'azienda con un commercialista. Il commercialista non fa altro che gestire le carte che voi gli date. Punto. Siete voi che dovete fare l'imprenditore, siete voi che dovete sapere tutto. Quindi, per aprire un'azienda uno devi imparare a fare l'imprenditore, due te devi assumere un rischio, ma il rischio è inferiore, è tanto più inferiore quanto più tu sei bravo a fare l'imprenditore. Fare l'imprenditore vuol dire saper gestire il personale, saper gestire le spese, saper gestire gli introiti, saper gestire i ricavi, saper gestire le tasse, saper gestire ciò che puoi magari Ad esempio, la maggior parte degli imprenditori pagano un botto di tasse non perché in Italia ci sono tante tasse, perché sì, è vero, ma perché non sanno quello che si può scaricare. Ci sono mille modi per pagare meno tasse, realmente, senza evadere, cioè rispettando pienamente le regole, semplicemente non le sanno, né i commercialisti glieli dicono. quindi, fare l'imprenditore è un'arte, ragazzi, è esattamente come fare il falegname, come fare qualunque altra cosa dovete impararla, se no non fate l'imprenditore, se no fate i dipendenti allora, vediamo un po' Lorenzo Cascone, che c'hai mandato? un indirizzo bitcoin? che roba è quella cosa? un codice? che roba è? Alex, grazie per la risposta Daniele, non ricordo la prima volta che ho avuto quella sensazione, ma so come mi sento. È comunque possibile lavorare su eventi più recenti invece che sul primo? No, non ha senso Alex. Se lavori su eventi più recenti, ti rigiro la domanda. se hai un albero che infesta il tuo giardino ti da poco fastidio, ti da veramente fastidio questo albero secondo te togliendo qualche foglia dell'albero ti toglie il fastidio? no, l'albero rimane sempre alla romperti i maroni e hai soltanto tolto qualche foglia, non solo anzi ti dirò quando poti un albero dopo cresce più rigoglioso. Quindi, se cominci a togliere i rami, dopo cresceranno ancora di più. Quindi, meglio evitare. Elizabeth Pallella. Ciao Daniele, tu hai un gruppo di mastermind. Cosa pensi al riguardo? Guarda, io il gruppo di mastermind ce l'ho nella mia testa, tra tutti quelli che ho dentro di me. Visto che siamo una comunità già soldo solo nella mia testa, quando devo fare mastermind, entro in meditazione, li metto tutti nella mia stanza della creatività e faccio mastermind con loro. Faccio molto prima, non devo fissare appuntamenti, non devo mettermi su Skype, faccio molto molto prima. No, non ho un gruppo di mastermind. Può essere utile se fatto bene, con gente con capacità vere e soprattutto con tutti con la stessa missione. Non è facile, non è facile. Lorenzo Cascone, Daniele, gli eventi che ti accadono sono dovuti solo grazie all'anima, può essere che li attrai anche tramite la legge, ma stai dicendo la stessa cosa. La legge è quella lì. Cioè, la legge ti dice che tu attiri la cosa migliore per te, non la cosa più bella per te, la cosa migliore per te. Tu non attiri ciò che vuoi, attiri ciò che serve. È diverso. Poi, se vuoi anche quello che serve, allora attiri la stessa cosa. Diciamo che il segreto è capire ciò che ti serve e attirare quello. Quindi se tu lo attiri anche coscientemente e quindi il tuo ego esterno ragiona con la stessa mentalità della tua parte interiore, allora diventate imbattibili perché siete tutti e due sulla stessa strada. Cioè invece di essere un elastico che uno vuole andare da una parte e uno vuole andare dall'altra e state fermi, Tutti e due state correndo sulla stessa strada, allora sì che diventa tutto molto più facile. Desiree. Daniele, secondo te un luogo può provocarti un pianto inspiegabile? Mi è capitata una cosa del genere tempo fa. Sì, assolutamente, desiree è un ancora qualunque, attenzione. basta che ti rievoca qualcosa di cui non hai ricordo, può essere un dettaglio e te lo rievoca questo è proprio un ancoraggio puro da PNL banalissimo dovresti capire qual è l'innesco, qual è il tastino che si preme in quel momento Potrebbe essere un dettaglio, potrebbe essere un odore, potrebbe essere una pietra, potrebbe essere un pupazzo, potrebbe essere un tasto dell'accensione della luce, potrebbe essere qualcosa che ti ricorda qualcos'altro a cui è rilegata, o meglio, a cui è legato un enorme pianto, vedi quello e parti. Se ti studi un po' gli ancoraggi di pennelle, proprio questo è il classico. Miriam, una ferita è trasmessa da un genitore, come si risolve se non si è creata da un nostro trauma diretto? E come te lo spiego qua Miriam, ci possono essere mille modi. Innanzitutto torniamo sempre sul discorso di comprenderne il dono, perché comunque è tutto funzionale per te, quindi anche quella ferita è funzionale e ti serve avere quell'emozione di base proprio per capire qualcosa che devi ancora capire. comunque sia sul concetto di siamo tutti uno in realtà tu puoi addirittura lavorare su chi te l'ha generata quindi anche su tua madre cioè quando vai in regressione puoi anche andare indietro e lavorare su tua madre però è ovvio non è che devi avere un minimo di esperienza Innanzitutto, comunque Miriam, la cosa fondamentale è essere consapevoli. Cioè il primo passaggio è la consapevolezza, il secondo passaggio è la presenza. Cioè se io sono presente ogni istante e quando mi scatto uno schema comprendo coscientemente che è uno schema che mi è stato generato da quell'evento X oppure che mi è stato trasmesso da mia madre, io posso sempre, con il mio libero arbitrio, scacciare quello e fare qualcos'altro, però deve essere presente. Cioè se hai uno schema che ti porta sempre da una parte, tu quando stai per andare da quella parte, se sei presente, puoi scegliere consapevolmente di andare dall'altra. Così facendo, se fai questo per diverso tempo, creerai una nuova abitudine. Non è facile, ma non è neanche impossibile. Torniamo sempre sul discorso presenza. Allora, Giulia, buonasera, non ho seguito il flusso stasera perché sono appena tornata dalla mia guardia, giusto in tempo per darti un bacio virtuale e via. Ciao Giulia, vedrai la registrata allora. Hai fatto la guardia? Sei una guardia? Giulia se non ricordo mai dovresti essere un'infermiera, quindi avrei fatto... o forse un medico, non mi ricordo. Forse un'infermiera. E quindi avrei fatto qualche guardia medica. Sennò se dici guardia pensano che sei una sbirra. Stefano e Monica, ciao Daniele. Una volta che l'anima e l'ego vanno di pari passo, l'ego da cosa continuerà a proteggerci? Da tutto. Stefano, l'ego è quello che ti protegge dal non mettere due dita dentro una spina di corrente, l'ego è quello che ti protegge nel momento in cui hai un pericolo davanti a te in macchina e ti fa stersare prima che tu te ne accorgi. L'ego è quello che nel momento in cui stai per inciampare senza che tu te ne accorgi cambia completamente il baricentro, sposta la gamba avanti o indietro e ti fa restare in piedi. L'ego ti protegge da tutto. Se non ci fosse l'ego non potresti fare assolutamente niente. Quindi l'ego è assolutamente fondamentale. Lascialo fare che sta a fare lui, fidati. Anzi, guarda, nel momento in cui Lego va di pari passo, tu puoi far fare tutto a lui, perché lui è quello che crea schemi. Solo che, se crea schemi in funzione di una missione reale, è una figata, perché tu arrivi in automatico lì. Cioè, e lui ti mette il pilota automatico. è ovvio che deve andare dalla stessa parte perché se va dalla parte opposta tu hai un pilota automatico che va indietro e tu ti devi fare un culo quanto una casa in quel 5% forse di tempo e spazio e mente che hai a staccare il pilota automatico e andare dall'altra parte quindi tu immagina che il tuo 5% del tempo vai verso la direzione giusta quindi diciamo quella della crescita e il 95% lui ti porta indietro e quindi non arriverai mai, è ovvio, anzi ogni giorno vieni ancora più indietro. Invece quando comprendete state sulla stessa strada è una figata, andate a una velocità pazzesca. Natascia, da ieri che mi chiedevo sulle relazioni e senza fare domande dirette siamo arrivati su questo argomento per capire la mia direlazione. Niente è casuale, rimango senza parole, avevo dei dubbi su come funzionano le cose che sembrano casuali ma quello non sono i dubbi, speriscono. Ok, più o meno abbiamo capito. Sì, ma Natasha, t'ho detto, lo dicevo prima, non so se sei arrivata dall'inizio. E questo è il bello di quello che si sta creando qui, è un flusso continuo che è di cui voi siete parte, di cui voi fate parte. Quindi, andate avanti, è così che funziona. Alessia, Dani, ci parli di qualche esperienza che hai avuto con delle anime bloccate ancora qui? Uff, a quest'ora, Alessia, dai! No, glisso questa domanda, non c'ho voglia. troppo complicato come argomento, si genererebbe tante di quelle domande che poi non finiamo più lo riprendiamo da qualche altra parte bello perché nel frattempo iniziate voi a rispondere a voi stessi, fantastico, troppo davvero io metterò solo la chat e farete tutto voi, bravi bravi bravi così mi piacete, state facendo voi l'esperienza, bravi, cavolo questa cosa qui di sto follow the flow forse è una delle migliori idee che abbia avuto nel 2018, vabbè è appena iniziato però è già un'ottima cosa Marco Ricci. Non so se ti ricordi dei sogni lucidi come strumento di lavoro sull'inconscio. Marco, non ho grande esperienza sui sogni lucidi. Probabilmente possono tornare utili. Se non ricordo male, a breve dovremo avere anche un corso sonera. e mi ricordo se sui sogni lucidi o sui viaggi astrali però qualcosa del genere e io vedo tutto bloccato qui non so perché speriamo che non si sia bloccato datemi un ragazzi voi vedete io vedo tutto bloccato buh vabbè ditemi se mi sentite perché qui mi si è bloccato tutto e dicevo sì potrebbe essere utile usare i sogni lucidi se sai come usarli in realtà tutto può essere utile ragazzi, ogni singolo istante la vostra vita può essere utile per risolvere qualcosa, per comprendere qualcos'altro quindi non vi fate troppi problemi, state sul pezzo, siate pronti a comprendere, a capire qualunque cosa e non vi preoccupate che le cose arriveranno da sole io non so se voi vedete forse si ok bene si tutto ok sono io che non vedo va bene bene bene bene allora siamo a 153 un'ora 08 che parlo direi che stiamo andando verso la fine direi che vediamo che cosa accade come ultima domanda Rosanna di Fraia. Daniele, tu che sei illuminato? Sì, sono illuminato da una lampadina gialla adesso. Guarda, Rosanna. L'illuminazione che ho adesso è una lampadina gialla che hanno venduto come una lampadina che allontana gli insetti. E sai che cosa succede? Tutti gli insetti sono sulla lampadina gialla. Quindi, fantastico. Questa è la lampadina che mi illumina adesso. Il lumino è sufficiente che lo stia piovendo. spero di no. Tu che sei illuminato da una lampadina gialla anti-insetti che attira gli insetti, non riesco a perdonare le figlie che mi hanno quasi ucciso, eppure dovrei comprendere qualcosa non ci riesco. Cosa posso fare? Eh, Rosanna, non è facile. Nel senso che così, senza un contesto, mi dai un unico riferimento da parte tua alle figlie che ti hanno quasi ucciso e basta, parliamone, dovrei capire per quale motivo, come hanno vissuto la loro infanzia, come ti sei rapportato per loro, le volevi soprattutto, come le hai trattate da piccole, come le hai trattate da grandi, ci sono mille motivi. Se mi dici mi hanno quasi ucciso non le perdono, capito, dovresti spiegare un attimo in maniera molto più ampia tutto il contesto. Ricordiamoci, il contesto è alla base di tutto. ismail come mai una ragazza perfetta per me che mi sono lasciato scappare mesi fa mi ha provocato tanto dolore adesso dopo mesi che non ci pensavo più ismail perfetta per te in che senso cioè che ti soddisfava tutti i bisogni facevi filotto nel senso che tutto quello che ti serviva lo ottenevi e soprattutto ti sei lasciato scappare ti sei lasciato scappare sembra che era un cane al guinzaglio che hai lasciato il guinzaglio e scappato. Era perfetta per te perché? Perché ce l'avevi al guinzaglio controllata e l'hai lasciata scappare in un attimo in cui hai perso il controllo. attenzione a quello che scrivete ragazzi attenzione a quello che scrivete roberta manco intolleranze allergie alimentari da cose sono generate al 99 per cento della tua mente roberta dai tranquilla proprio se vai a vedere da dove si generano quelle che vengono conosciute come come intolleranze alimentari ti viene da ridere ho lavorato a volte su delle intolleranze su delle vere e proprie allergie che davvero la fonte è mi sono lasciato con un ragazzo, il problema con mia madre, ci sono sempre fonti reali, la maggior parte delle cose non c'entra niente con l'alimentare. Poi, per carità, ci possono essere delle cose un po' più logiche, vedi la celiachia, ok, che abbiamo sempre, dobbiamo sempre andarci a chiedergli perché, perché ha sempre un significato, è anche vero che se mangi cereali dalla mattina alla sera, la cui maggior parte di quei cereali è, non se può dire OGM, ibrida, fatta dalla Monsanto, piena di merda, il corpo ti dice pure, ascolta, o se non lo capisci tu che non li devi mangiare, ti faccio diventare celiaco, se no rompi i coglioni. Cioè, capisci? Idem succede per tante altre cose, il latte non si dovrebbe bere, la caseina è dannosissima, se non lo capisci ti fa venire l'intolleranza al latte. Ma è sempre un messaggio, vedi? Cioè, se voi vi nutrite Stranamente, ragazzi, è difficile trovare l'intolleranza, ad esempio, alla frutta o alla verdura. Perché non siete intolleranti alla frutta e alla verdura? Attenzione, alcuni potrebbero, eh, perché ho conosciuto gente che era intollerante al pomodoro, ma era intollerante al pomodoro perché a 18 anni se l'ha lasciata con il ragazzo. Risolto il problema con il ragazzo, non era più intollerante al pomodoro. Voi ora mi direte, che c'entra il pomodoro? molto semplice. Regressione, vai a chiedere la fonte esattamente come nasce un'emozione, nasce un'intolleranza, la ragazza dice base, quindi inizio, 18 anni. Che è successo? Eh, si è lasciata con il ragazzo. Ehi, scusa, che c'entra dal pomodoro? Cosa? Che c'entra? Cioè l'inconscio ti parla così. C'entra che pomodoro, rosso, no era, aspetta, pomodoro, amore, cuore, rosso, pomodoro. Cioè era amore, cuore, rosso, pomodoro. Aveva legato questo. La medicina tradizionale gli aveva detto sei intollerante al nickel. 30 secondi dopo eravamo a mangiarci una pizza con i pomodori sopra che non mangiava da 20 anni. Quindi, esatto, appunto l'allergia al nicolo, esattamente quello di cui ti parlavo. C'è sempre una base, c'è sempre una base ragazzi, andatevela a cercare, la maggior parte delle intolleranze o viene per proteggervi, come oggi come oggi accade su molte robacce che vengono mangiate, oppure viene sempre per proteggervi ma secondo una logica che spesso non vi è chiara. Gian Piero Sperti, Daniele, educare i bambini metodo Steiner o metodo Montessori, differenze? Non le so, secondo me sono dei due, perché comunque sia l'educazione ai bambini andrebbe completamente rivista, rivista e corretta sia nella metodologia sia nelle conoscenze sia in tutto. Date un'occhiata al programma Alice, Alice Project è stato realizzato in India, in realtà inizia in Italia, sono due psicologi italiani che si sono trasferiti in India, hanno creato questo progetto fantastico dove prendono i bambini di una delle regioni più povere dell'India, li portano dalla scuola materna fino all'università, non mi ricordo, tutto lì, fanno tutto loro. Adesso è diventata una fondazione importante, ma ne hanno vissute tante. Io ho avuto la fortuna di conoscere lei, la donna, ma c'è 70 anni, 75 anni, non mi ricordo. Una delle persone più splendide che abbia mai conosciuto in vita mia. Mi ha passato i suoi libri, ci sono le dispense, tra l'altro credo che sul sito si riescano anche a trovare. E la cosa bella, perché si chiama Alice Project? Perché educano, o meglio, insegnano i bambini come Alice nel Paese delle Meraviglie. Quindi li educano in collaborazione e non in competizione, non vengono puniti se aiutano, come succede in Italia. Cioè, noi viviamo in un mondo al contrario. I bambini vengono istruiti che uno deve competere, due deve essere migliore degli altri, tre, mi devi venire a dire se qualcuno fa il cattivo, quindi devi fare pure l'infame, e quattro, se aiuti gli altri, vieni punito tu. Cioè, capisci? Quindi non devi far copiare. È assurdo! Questo viene insegnato ai bambini piccoli. Poi si lamentano che c'è il bullismo. solo in fila nella testa il bullismo. Istruitevi in una maniera diversa. In più ci ritroviamo adesso in una condizione completamente diversa, cioè ai miei tempi se tornavi con una nota a casa o se gli insegnanti dicevano tuo figlio sta facendo cagate, andavi a casa e ne prendevi il doppio. Quindi prendevi la cazzata dalla scuola e la cazzata ai genitori. Oggi se la maestra o l'insegnante te mette una nota o ha qualcosa da ridire, tu torni a casa e tuo padre o tua madre ci lascia perdere, quello è un coglione. Quindi, abbiamo totalmente stravolto il concetto. Gli insegnanti non hanno più l'autorità, quindi che cosa gli devi insegnare? E il problema è sempre dei genitori. I bambini non riconoscono più l'autorità, quindi non riconoscono l'importanza di quello che possono imparare, ammesso che ci sia un'importanza, perché comunque imparano una valanga di cagate. sarebbe opportuno che determinate cosa venissero imparate. Vedi la lingua italiana, la grammatica, l'inglese che non esiste in Italia purtroppo, sia uno dei luoghi più ignoranti del mondo e tante altre cose. Quindi andrebbero cambiati i metodi di insegnamento, andrebbero cambiate le materie. Non ci dimentichiamo ragazzi che negli ultimi 40 anni il mondo è cambiato in una maniera spaventosa. le modalità di studio no, cioè i programmi sono sempre gli stessi. Quindi sia le modalità di studio, sia gli insegnanti, sia la formazione degli insegnanti, sia gli strumenti, sì adesso ogni tanto hanno messo le lavagne quelle più fighe, multimediali, che stanno in una classe su dieci e nella maggior parte sono rotte, quindi parliamone, andrebbe rivoluzionato completamente poi adesso, permettetemi questo pensiero perché mi viene anche il dubbio adesso c'è questa voglia di fare le homeschooling le homeschooling sono la cosa che io a mio figlio non lo mando a scuola, me lo curo io a casa poi giustamente i genitori che fanno lavoro non se lo possono tenere in mezzo alle palle a casa, lo danno a qualcuno che fa l'homeschooling. Ora, il mio dubbio è, visto che il sistema tende a generare ignoranti perché sono più controllabili e comunque la scuola un minimo di conoscenza te la dà, da gente che comunque qualcosina ha studiato, quando si fa l'homeschooling a chi li mettete in mano? Sti bambini? Che formazione hanno? Che conoscenza hanno? Che obiettivo hanno? Poniamoci sempre questa domanda, perché ultimamente sto vedendo cani e porci che stanno facendo l'homeschooling. L'homeschooling non è, tiè questo è il libro, studiatelo, come ho visto anche fare. l'homeschooling dovrebbe essere un'esperienza completamente nuova, completamente diversa. Allora ragioniamo di nuovo sull'Alice Project, cioè se qualcuno mi creasse qualcosa stile Alice Project, con gente con i controcoglioni, formata come si deve, ma come si deve, con conoscenze di un certo tipo, vere, non quelle inutili che spesso e volentieri vengono insegnate, Allora, ne possiamo parlare. Insegniamo meditazione, insegniamo yoga, insegniamo le conoscenze della mente, insegniamo la gestione, insegniamo le emozioni e la gestione delle emozioni, insegniamo il funzionamento della mente, insegniamo la comunicazione, insegniamo l'arte della comunicazione, insegniamo tante cose. Io preferisco non sapere qual è la capitale dell'Islanda, ma saper parlare in pubblico. Preferirei non conoscere la storia degli antichi romani, tanto la maggior parte di voi l'ha studiata ma non se la ricorda, ma magari a sei anni, sette anni, otto anni preferirei saper gestire le emozioni e saper risolvermi magari la paura con il coraggio e sapermi fare tante altre cose. Quindi, si potrebbero fare davvero tante cose. Il problema è che dovresti farlo da piccolo, dovresti rivoluzionare tutto. Io non vi nego che un progetto, ce l'ho, ma è talmente tanto grande, avrebbe bisogno di talmente tante risorse, ma proprio di risorse vere, cioè di denaro per poterlo realizzare, che l'ho messo da una parte, in un cassetto delle idee. Certo, semmai un giorno arriva un finanziatore che magari ci mette in mano 3, 4, 5 milioni di euro possiamo iniziare a fare qualcosa, non creare il progetto, possiamo iniziare a fare qualcosa perché vorrebbe dire creare un progetto che sostituisca la scuola dalla materna alle superiori. Cioè non stiamo parlando di qualche video fatto su YouTube, stiamo parlando di un progetto titanico che avrebbe bisogno di fondi a non finire perché ovviamente la gente che poi dovrebbe fare tutto questo dovrebbe essere strapagata perché bisogna di gente con i controcoglioni. E quindi il sistema per adesso vince sempre. Così è ragazzi, per adesso ce la teniamo così. almeno diventiamo consapevoli noi, facciamo attenzione a quello che facciamo, a quello che pensiamo, soprattutto quando abbiamo i bambini, quando ci sono bambini vicino, mi raccomando, mi raccomando a quello che fate, a quello che dite, a quello che pensate. Mamme, genitori, so che qui mi sta ascoltando qualcuno che ha dei bambini piccoli, lo so, Ricordatevi, il bambino o la bambina ascolta, percepisce, comprende e registra senza discernimento, senza giudizio, senza filtro qualunque cosa accade da quando viene concepito. Ciò vuol dire che una discussione fatta tra i genitori, mentre sta nella pancia della madre, viene registrata. E se ne quella discussione è su quel bambino che sta lì dentro, magari sul fatto di o Dio non è nel momento, o Dio di su o Dio di giù, quel bambino potrebbe prendere la paura, o meglio, l'idea di non essere accettato. Nella maggior parte dei casi i traumi nascono nella pancia della madre. Non dopo, il danno è già stato fatto dopo. Quando nasce è già un casino. A volte, il trauma avviene nell'esatto istante in cui il padre gli ecula. Gli viene dentro e dice, oh cazzo, sono venuto dentro. In quell'istante il bimbo dice, oh cazzo, non mi voleva. E intanto sta già lì. Quindi quello entra, già fa una corsa, arriva per primo e dice, che cazzo sono arrivato a fare per primo che manco me volevano? E da lì inizia la sua avventura. Poi arriviamo a 40 anni e vi trovate in chat con me a follow the flow e mi chiedete, ma perché ho la paura di abbandono? O perché non mi sento accettato? Eh, così funziona ragazzi. Quindi detto questo, con questo pensiero finale, direi che dopo un'ora e ventidue vi posso lasciare anche questa sera ad andarvi a prendere un bello spritz! Ricordatevi, lo spritz per chi non lo sa, è il simbolo, secondo me, della... non secondo me, ovviamente, è diventato una sorta di tormentone di follow the flow. Perché lo spritz? Perché potete decidere di usare il tempo a cazzeggiare tutte le sere con gli amici che fanno come voi, cazzeggiano tutto il tempo davanti a uno spritz, oppure potete scegliere di utilizzare il tempo per accrescere voi stessi, per comprendere, per studiare, per conoscere, oppure semplicemente per seguire follow the flow che in realtà comprende un po' tutto. Quindi, ragazzi miei, grazie per essere stati con noi, grazie per grazie per essere stati con noi, stavo chiudendo e mi sono perso l'atterraggio lo rifaccio, per chi fa public speaking sa che l'atterraggio è una cosa importante, ok? Quindi, ragazzi miei, siamo stati 140 questa sera, grazie a tutti, domani ancora 20 e 30, stessa ora, stesso canale, stessa pagina, stessa pagina dove spero abbiate messo le vostre 5 stelline e anche sulla pagina di follow the flow, seguitela, mettete sempre la spunta per essere i primi e per averla sempre in primo piano così che quando appariamo in diretta vi arriva la notifica e anche lì sicuramente state per mettere le cinque stelline, vi ringrazio per tutto questo, questa è Follow the Flow, la trasmissione audio casual che segue il flusso dei pensieri e degli eventi del momento e anche questa sera abbiamo avuto un bel flusso di un'ora e ventiquattro, che flusso abbondante stasera ragazzi! Ormai è un appuntamento fisso, non ha un programma, non ha un tema, ma nulla accadrà per caso. avrà un significato per voi che la state ascoltando, ma solo ovviamente per quelli di voi che si soffermeranno davvero a cercarlo. Follow the flow, segui il flusso e lascia che sia! Ci vediamo domani ragazzi, buonanotte e buon spritz!










