2 - FOLLOW THE FLOW - Podcast 02/02/18 - Daniele Penna

Italian-language live-style podcast episode in which Daniele Penna introduces the online series "Follow the Flow" and answers live audience questions. Topics range across personal-development themes (the flow, coaching, habits/schemas, talents, mission/serenity, interpreting signs), illustrated with anecdotes, examples, and references (films, PNL, kinesiological testing). The tone is conversational, provocative, and coach-like.
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Questo, come al solito, è Follow the Flow. Ormai ci sto prendendo il ritmo, anzi sto proprio prendendo il flow, come si suol dire la... Follow the Flow che cos'è? Segue il flusso. Una trasmissione audio casuale che segue il flusso dei pensieri e degli eventi. Come al solito non ha un appuntamento fisso, non ha un programma, non ha un tema, ma la cosa interessante è che nulla accadrà per caso e tutto avrà un significato per voi che la state ascoltando, solo però se vi soffermerete davvero a cercarlo. Follow the flow, segui il flusso e lascia che sia. La cosa interessante è che sto scoprendo in questi giorni, con questo nuovo progetto nato come al solito per gioco, come tutto ciò che creo, sta nel fatto che stanno accadendo le cose interessanti, ovvero l'obiettivo è proprio quello di seguire il flusso dei pensieri ma è il flusso universale, quindi in qualche modo io sono totalmente aperto e connesso a quello che sto facendo e cerco di far fluire i pensieri che arrivano, le intuizioni che arrivano i messaggi che arrivano in base anche a quello che mi dite voi. Quindi è come è successo già nelle altre occasioni, a volte capita che alcuni di voi hanno proprio la risposta che cercavano o ciò che gli serviva per fare quel passo avanti. e via discorrendo. Quindi è questo proprio l'obiettivo di Follow the Flow. Poi ovviamente se non ci sono problemi tecnici viene lasciata online e viene messa sia su YouTube che sul podcast perché diventa interessante e mi è stato chiesto di poterlo ascoltare con calma magari senza usare la banda di YouTube e quindi ci sarà anche su SoundCloud. Vi consiglio di di mettere il like sulla pagina follow the flow che ho messo in vetrina, nel messaggio iniziale, perché lì sopra pubblicheremo tutto l'archivio delle puntate. Ci sto prendendo, devo dire, il ritmo, ma soprattutto per un motivo molto più semplice, perché è vero che questo è qualcosa che faccio per voi, ma fondamentalmente lo faccio per me, perché questo mi costringe per un periodo limitato di tempo, come può essere questa oretta che passiamo assieme, a stare io per primo nel flusso, quindi ad avere... è come se io in questo momento fossi costretto, mi autocostringessi a mettermi una fibra ottica di connessione con l'universo perché adesso devo stare davvero sul pezzo, quindi non esiste nient'altro che questo, che questo flusso, che voi, che le persone che sono adesso online e gli altri che mi ascolteranno dopo, ma non erano online, quindi non sono stati parti del flusso. La cosa interessante è che Questo programma, quello, chi ci sarà, ci sarà perché ci deve essere. Chi non ci sarà, non ci sarà perché non ci deve essere. Lo so che è una frase scontata, ma ha molto più significato di quello che possa sembrare. Ricordatevi che le cose accadono per un semplice motivo, perché sono inevitabili. Se no non accadrebbero, è ovvio. Questa è una citazione di un film che io consiglio sempre, ma quel film è pieno. di cose interessanti, di frasi interessanti. Parlo di Interstate 60. Se non l'avete mai visto, guardatelo subito dopo questa trasmissione e mi ringrazierete. O potete anche non ringraziarmi, non mi interessa, ma guardatelo perché vi fa sempre bene. Bene, allora, benvenuti a tutti. Luana oggi mi dice di cosa si parla oggi? Di quello che voi volete. Di quello che voi volete e degli spunti che mi darete. Stefania mi dà il primo spunto. La cattiveria è ignoranza? La cattiveria è cattiveria. Ma in realtà la cattiveria è già un giudizio. Già presupporre e parlare di cattiveria vuol dire giudicare un'azione, secondo te, cattiva. Quindi, che cos'è cattivo? E questo è il primo problema. Come facciamo a giudicare qualcosa che è giusto o cattivo? Se tu vedessi una mamma di un cane, quindi una mamma cane, una cagna, un gatto, una gatta, che con il suo cucciolo che si sta affacciando da una sorta di, che ne so, un mezzo dirupo basso, di qualche metro, che però il cucciolo vede come qualcosa di altissimo, se la mamma gatta prende il cucciolo e lo spinge giù dal dirupo, secondo te è cattiveria? Capisci? E' insegnamento, è esperienza. La mamma lo fa per una logica funzionale e spesso e volentieri noi vediamo quello che... cioè noi giudichiamo in base alla nostra logica ciò che può essere bello, brutto, giusto o cattivo. Chi ha avuto la fortuna, forse la sfortuna più che altro, perché ultimamente è una sfortuna starmi vicino, sa questo che cosa vuol dire. Io posso essere estremamente cattivo se la giudichiamo sotto il punto di vista del giudizio classico. Ti faccio un esempio classico. Un esempio reale, no? Ho una persona vicino, ok, con cui condivido un determinato periodo di tempo. Questa persona comprendo i suoi schemi, comprendo che ha uno schema per cui ha bisogno di fare determinate azioni per essere accettata. Una di queste azioni è quello di ammalarsi. Quindi che cosa accade? Lei è abituata che nel momento in cui si ammala, in genere ha quelle attenzioni che magari non ha avuto prima, quando stava bene. Questo ovviamente è uno schema da bambini, moltissimi bambini hanno creato questo schema perché nel momento in cui scoprono che quando si ammalano i genitori improvvisamente stanno sempre attorno a loro e sono a loro disposizione e invece quando stanno bene non se li filano neanche per niente perché magari hanno altri sette fratelli o hanno i loro cavoli da fare, il bambino comprende che malattia uguale attenzioni e quindi quando vuole attenzioni si ammala. Peccato che questo schema spesso e volentieri, che viene dato per scontato, quindi viene inserito nella testa del bambino come una cosa... come bibbia, è così, se lo ripercuote pure davanti, cioè pure più avanti, quindi che vuol dire che a 30, oppure a 60, 70 anni, quando magari i figli sono lontani, la mamma si ritrova da sola, il marito sta a fappare altri cavoli suoi, Lei cosa fa? Per avere attenzioni rifà l'unico schema che conosce. Sa male, se becca un bel buon tumore e scopre che i figli improvvisamente si ricordano di lei e gli stanno di nuovo tutti vicino. Quindi gli viene confermato lo schema. Ora, che cosa accade se io scopro che questa persona ha uno schema del genere e scopro che lei si ammala perché vuole attenzioni? Secondo te darle attenzioni è buono o cattivo? Perché se tu vuoi davvero farle del male, devi darle attenzione in quel momento. Invece, se io comprendo lo schema come lo comprendo, io cosa faccio? Non ti cago neanche. Per me sei scomparsa. Quindi, sei rinchiusa in camera che stai soffrendo come un cane. Più soffri, più io ti ignoro. Perché se soltanto per un attimo io ti venissi a chiedere hai bisogno di qualcosa, io le confermerei lo schema e lei troverebbe di nuovo modo o meglio, quando le servirà, si ammalerà di nuovo e sempre di più per avere attenzioni. Non va mai confermato uno schema, a costo di farsi odiare. Ovviamente devi capire lo schema. Ecco perché divento odioso, spesso e volentieri. Il mio modo di far comprendere le cose alla gente è veramente cattivo. Ma devo essere cattivo, perché tanto essere buoni non si risolve mai niente. Cioè, le persone cercheranno di avere e di creare azioni e schemi per continuare a soddisfare i propri bisogni. Se tutti stanno lì dietro a fare esattamente quello che tu speri di fare, non faranno altro che confermare sempre il comportamento. Chi ha studiato addestramento degli animali sa benissimo che cosa vuol dire. Noi non siamo né più né meno che un cane da addestrare, uguale. Peccato che i cani capiscono prima, i cani o qualunque altro animale. Il cane capisce che se un determinato comportamento ottiene un risultato, lui replicherà quel comportamento per ottenere quel risultato. E' facile. Stiamo parlando degli esperimenti di Pavlov. Campanello, cibo, campanello, cibo, campanello, cibo. Cioè, appena sente il campanello, il cane sbava. Gli umani sono alla stessa maniera. faccio questo mi accetti, faccio questo mi accetti, faccio quest'altro non mi accetti. Bene, quando ho bisogno di accettarmi, di farmi accettare, faccio questo e non faccio quest'altro. Cioè, è talmente banale e ovvio che sembra quasi assurdo parlarne, eppure la maggior parte della gente sta in queste cose. Quindi Stefania tu mi hai chiesto la cattiveria e l'ignoranza. A volte la cattiveria potrebbe essere l'intelligenza. Dipende come la usi. Ovvio che se la usi per sfogare una tua repressione è ignoranza. Se la usi per fare del bene a una persona, ammesso che quella persona voglia che le venga fatte bene e voglia cambiare davvero, allora sì, se non vuole cambiare va bene uguale perché così almeno te la sfori dalle pal... se la persona non vuole cambiare è meglio che te l'allontani. Quindi in alcuni casi, anzi, forse in tutti i casi è meglio usare un determinato comportamento a patto che tu però lo sappi usare. Per usare la cattiveria, quella che può essere vista come cattiveria, a scopo di bene devi essere veramente bravo, cioè devi altro che essere ignorante, devi essere l'opposto dell'ignorante, cioè devi avere una qualità di osservazione, una capacità di osservazione, di ascolto, di comprensione, di messa in linea di tante cose che davvero diventa un'arte. Quindi potremmo anche dire che a volte la cattiveria può essere un'arte, ma spesso e volentieri è ragione e ignoranza. Allora, Dario Roxas Amatulli, è possibile che una persona stanca di vivere sia mali per morire? Sì, ovvio, se è stanca di vivere può pure morire senza malarsi, è ovvio. Vediamo, Silvia De Martino, la calunnia è una cattiveria? Quando si è vittima di una persona invidiosa, persone che godono il fare il male. Non è una domanda Silvia, è un'affermazione. Cioè tu dai la calugna è una cattiveria. La calugna, per calugna si intende io dico una cosa che non è vera. Torniamo sempre al suo discorso. Quando si è vittima di una persona invidiosa. Ragazzi miei, si vede che il salto quanti non l'avete ancora visto fino alla fine, a parte che non è ancora finito, però ce ne sarebbe da parlare. Vincenzo, ti giro una domanda di un'amica. Si può usare il test chinesologico per scoprire il proprio scopo? Scopo del che? Scopo in cosa esattamente? Mi sembrava un scopo della vita? Bastanza limitante. Come ho già spiegato l'altra volta, il test gineosologico è molto limitante per un semplice motivo. Perché ha una risposta binaria, quindi o sì o no. E, scusatemi, per chi non sapesse, il test gineosologico è il test muscolare, ovvero si utilizza una qualità del nostro inconscio, del nostro fisico, che permette attraverso la differenza di forza che viene apportata ai muscoli di avere delle risposte inconsce. Si può fare in mille maniere diverse, però il test finesologico è abbastanza semplice, veloce, ci sono diversi studi su questo, però è anche molto manipolabile. Il problema del test kinesiologico è che stiamo con risposte sì-no. Quindi il problema non è se il test kinesiologico riesce a darti il tuo scopo. Il problema è se tu sei capace di fare le domande giuste affinché il test kinesiologico ti dia il tuo scopo. Perché se tu non hai capito il tuo scopo, le domande generate da te non te lo faranno capire. È ovvio. Perché se no l'avresti già capito. Cioè se tu ti facessi le domande giuste affinché il test kinesiologico ti possa rispondere bene vuol dire che tu hai già la risposta dentro di te e quindi hai la domanda giusta da fargli ma se non hai ancora capito il tuo scopo tanto da dover fare il testinesologico per capirlo se sarai tu a fare le domande, fare delle domande che non ti permetteranno di capirlo perché se avessi fatto le domande giuste l'avresti già capito è semplice quindi vi ho un attimo intortato, la maggior parte di voi adesso sarà in transa, potrei dirvi al mio 3 dormite 1 2 3 dormi e vi avrò confuso però se ci pensate e riascoltate questa questa risposta con calma e con attenzione capirete quello che ho detto Quindi Vincenzo, abbiamo risposto. Tiziano. Ciao Daniele. Il professor Malanga, Corrado immagino, specialmente nell'ultimo video, come raggiunge la consapevolezza e la coscienza, parla di universo olografico, dualità e tante cose interessanti. Cosa ne pensi? è la sua visione, la rispetto. Conosco Malanga, ci ho chiacchierato qualche volta e so che ha cambiato tantissimo le sue conoscenze, o meglio, le sue consapevolezze. So che adesso, da prima erano tutti addotti di UFO, adesso parla di altre cose che sono molto simili, tra l'altro le consapevolezze a cui si arriva e che sono arrivato anche in strade diverse, quindi siamo sulla giusta strada. Li chiamiamo con termini diversi, ma insomma, fondamentalmente siamo sempre là. Non ho visto l'ultimo video, però sì, cioè ci siamo. Se mi parli dell'ultimo malanga ti dico sì, se mi parli del primo malanga lui stesso ha detto lasciate perdere. Daniele Bonanni. Ero presente durante il terremoto di Amatrice, mentre intorno a me rollava tutto la crolla tutto, la casa dove alloggiavo è stata l'unica a resistere e mi ha permesso di salvare me e la mia famiglia. Come lo devo interpretare secondo te? E che c'avete ancora qualcosa da fa' su questa terra? E c'avete ancora bisogno di quella casa? Michele Erbucci, è possibile non avere talenti? Sarebbe già un talento non avere talenti? Cioè l'inutilità. Possibile non avere talenti? I miei talenti spesso e volentieri sono fonte dell'esperienza. Poi qualcuno ne ha innati e lì potremmo dissertire in mille modi, facendo mille teorie diverse, ma tanti altri talenti vengono acquisiti. io posso dire di aver acquisito tanti talenti con tanta tanta esperienza. L'esperienza ti permette di avere sempre tanti talenti. Ciao Daniele. Una persona come può arrivare a comprendere quali sono i suoi talenti? Potrei citare anche casi reali di persone che hai conosciuto e che riguardano te stesso, ma ragazzi i talenti non è che li devi scoprire. O ce l'hai o non ce l'hai. Cioè se hai il talento di disegnare appena prendi una madita in mano disegni un una roba spettacolare, capisci che hai un talento per disegnare. Se a tre anni non ti hanno mai messo uno strumento in mano, ti mettono un pianoforte e tiri fuori una roba meglio di Mozart, hai un talento. La maggior parte dei casi la gente pensa ad altro. Considera pure che, ricordiamoci che, il sistema fa in modo di rincoglionirti, in modo tale che tu possa pensare a determinate altre cose. A volte i talenti vengono sviluppati per soddisfare dei bisogni anch'essi. Io rompo sempre le balle su questi ben detti bisogni, ma perché sono alla base della nostra vita, sono alla base delle esperienze, sono alla base delle scelte, sono alla base di tutto. Quindi, a volte si fa di talento virtù. Io avevo un talento, potevo dire che avevo un talento. Una volta che mi hanno messo una pistola in mano gli istruttori mi hanno detto che non avevano mai visto una persona che ha sparato la prima volta in questa maniera così bene. Io facevo centro. Mettevi una qualunque arma in mano, un'arma corta in mano e io ti sparavo qualunque cosa e ho vinto qualunque cosa in quel modo. un tiratore scelto, sono stato nel centro sportivo dei carabinieri bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla E' vero, ero un bla bla bla bla talento naturale con un'arma in bla mano, ma sai perché mi è nato quel talento? bla Semplicemente perché bla bla bla bla bla bla ero così sfigato che non bla volevo fare il militare. bla E mia madre, bla bla visto che ero così sfigato, mi faceva ancora più terrorismo psicologico. Mi faceva un terrorismo psicologico e diceva, eh perché al militare ci sono i nonni, i nonni ti picchiano, ti mettono in mezzo a due materassi, ti legano e ti buttano dal quarto piano. bla Lì devi fare così. Quindi io già mi cagavo sotto di mio già soltanto se passava un'ombra. figurati se potevo pensare di fare il militare. Quindi il mio obiettivo a 18 anni non era trovare il mio talento, era evitare di fare il militare. E quindi per evitare di fare il militare cosa faccio? Faccio un esame all'università e passo un anno, faccio due esami all'università e passo un anno. Poi improvvisamente scopro che di fronte a casa mia c'è sempre stato un poligono di tiro. Entro per sbaglio, non si sa perché, perché poi in regressione mi sono ricordato perfettamente la scena, Entro in quel poligono per chiedere informazioni così per curiosità. Poi scopro, e questo l'ho scoperto in regressione, che mentre io stavo parlando con la segretaria c'erano due persone, poi sono diventato il mio istruttore e il mio compagno di squadra, che stavano parlando dietro nell'altra stanza e dicevano che se eri veramente bravo a sparare, i carabinieri, la finanza, o i gruppi sportivi e forestale, quello che sia, ti prendono da loro, quindi tu cosa fai? Non fai il militare, fai lo sportivo, vieni pagato, giri il mondo e fai quello che ti piace. Il mio inconscio cosa ha fatto? Ha recepito questa informazione, ha detto Figo! Ho trovato il modo e mi ha generato un talento. Mi hanno messo una pistola in mano e io facevo 10 anche ad occhi chiusi. Io ho vinto il mio primo campionato dopo una settimana netta che mi hanno messo una pistola in mano. C'è gente che dopo 10 anni non è capace di via manco il versaglio. Io dalla prima volta che ho sparato facevo 8, 9, 10, 8, 9, 10, 8, 9, 10, poi facevo solo 10, 10, 10. Sai che cosa è accaduto? Sono entrato nei Carabinieri ovviamente, mi sono fatto un anno, quindi 18 mesi minimi che puoi fare come centro sportivo, dopodiché 18 mesi e una settimana e il mio talento è letteralmente scomparso. Ho detto signori io me ne vado. Ho appeso la mia pistola al chiodo e non l'ho più presa. mi hanno chiamato da tutte le città d'Italia che volevano che sparassi per loro, ho fatto altre due gare per Roma perché glielo dovevo, perché gli servivo in squadra, gli ho fatto vincere qualche altra cosa, dopodiché la mia pistola è ancora al poligono di tiro di Roma, non l'ho mai più ritirata ed è la mia personale. Saranno ormai 10 anni, dal 1997, anzi sono più di 10 anni. il talento ce l'avevo o me lo sono creato per soddisfare un bisogno, in quel caso per allontanarmi da una paura? E questa è la domanda. Sì, certo, adesso se prendi una pistola in mano ti stappa ancora una bottiglia da 50 metri, va bene, ma quindi e che me ne faccio da quel talento? Mi serviva in quel momento perché era funzionale, quindi chiediamoci se abbiamo un talento o meglio, se il talento non sia veramente funzionale a qualcosa. Perché anche lì, se un bambino di tre anni scopre che il padre lo coccola soltanto quando suona bene Mozart, il bambino imparerà a suonare Mozart perché vuole le coccole del padre. Se il padre non se lo fila, se non suona bene, non se lo filerà. c'è un'amica che il padre la coccolava soltanto se diventava una campionessa di tennis e tutto voleva far tranne che tennis l'ha fatto e è diventata una bravissima tennista poi si è rotto i coglioni perché ha capito che non era quella la sua strada e lo faceva soltanto per il padre quindi cerchiamo di vedere le cose sempre da un punto di vista più alto chiediamoci sempre perché cosa ci spinge a che cosa è funzionale e via discorre Ok. Buddismo e quantistica hanno molti punti in comune. Che ne pensi? Boh, può essere. Se ci rifletto, qualche punto in comune lo troviamo sicuramente. Ah G, mi state facendo parlare tanto. Bene, sto già parlando da 24 minuti. Vi ho zittiti completamente. Nel frattempo la bufera continua dietro di me. Ogni tanto sentirete le folate di vento che non si sa arrivano qui. Io sono sempre una collina per cui sono in mezzo al vento. C'è una casa fatta di vetri. Sono tutto aperto. Ok, allora, vediamo un po'. Coincidenze. Ieri in macchina ascoltavo una canzone dei Coldplay. Poi arrivo al lavoro, accendo lo stereo e trovo la stessa canzone, nel punto che l'avevo lasciata in macchina. Ne parliamo? Era la stessa radio. Mauro Faronato. Ok, hai trovato la stessa canzone. Quindi ti sei visto il testo di quella canzone e cosa vuol dire? Magari lì dentro trovi qualche risposta. Marco Ferrante, curiosità, ho applicato il sistema delle tre ruote che hai insegnato in un tuo video. Le tre ruote? Ah, le ruote da vita, ok. In un tuo video, la tua ruota di fine anno com'è andata? È ancora un po' storta o stai facendo grande? Stai chiedendo a me, Marco? Ah, le mie ruote vanno. Stanno andando alla grande. Devo giusto sistemare qualche... qualche... qualche spicchio un po' sciancato ultimamente, ma tranquillo che si risolve tutto. Come facciamo a interpretare bene i messaggi che ci vengono mandati Omaima? Questa è una bella domanda. Non è facile, ne parlavo l'altra volta, perché i messaggi ci arrivano ogni singolo istante, ogni singolo istante. ho fatto una diretta come questa che non sarà messa online per un semplice motivo perché 1 ho avuto un problema tecnico che mi ha permesso di spegnere all'inizio come è successo qui oggi e che mi doveva far capire che c'era qualcosa che non andava non l'ho capito quando c'è qualcosa che mi impedisce di fare qualcos'altro devo fare attenzione al messaggio infatti ho compreso proprio questo, questa trasmissione si chiama follow the flow io ieri non l'ho seguito non l'ho seguito il flusso perché sono stato interrotto e ho dovuto ricominciare esattamente come oggi questo mi doveva far capire che c'era qualche problema tecnico che dovevo risolvere non me ne sono accorto e sono andato avanti a registrare l'intera trasmissione con una doppia voce di fondo quando lo risentite è inascoltabile perché c'è un ritorno di quello che arrivava da facebook avevo dimenticato acceso una seconda fonte audio quel messaggio cioè quel primo blocco di trasmissione voleva dirmi questo non era un'interferenza di linea era un oh guarda che non puoi andare avanti così sennò questa trasmissione la butti E infatti così è stato, infatti poi dopo ho avuto altre interferenze, la gente non mi sentiva, non mi sentiva a scatti, quindi ho capito che quella non doveva essere messa online, ma soprattutto poi Poi c'era il gatto, esatto, c'è sono entrato di tutto di più, c'ho avuto talmente tante di quelle interferenze che dovevo capire, uno che quel tema di cui stavo parlando era meglio non parlarne, infatti avevo dei dubbi, perché è un po' troppo pesante, e due che o dovevo andare molto più sul leggero o semplicemente non dovevo farlo, basta. Infatti io sto imparando su questo, la cosa interessante, ne parlavo oggi con delle persone bisogna cominciare, questo è un consiglio che do a tutti coloro che fanno gli aiutanti, cioè coloro che pensano di aiutare gli altri, gli psicologi, i coach, i facilitatori, tutti quelli che hanno l'idea, i guru, i goi, gli sciamani, tutti, insomma, chiamateli come vi pare. Loro sono convinti che quando fanno qualcosa agli altri li stiano aiutando. In realtà Se lo vedessimo da un livello un po' più profondo, quando io aiuto qualcuno, o meglio, io adesso sto trasferendo a voi qualcosa, ma l'esperienza la sto facendo io. Sono io che sto facendo l'esperienza di stare connesso con la coscienza collettiva, passare i messaggi, ascoltare voi e attraverso questo mezzo passarvi ciò che mi arriva. Sono io che sto facendo l'esperienza, non voi. Voi state semplicemente acquisendo l'informazione, che non è esperienza. E soltanto se voi farete esperienza di ciò che imparerete o che apprenderete, che farete la vostra esperienza. Cioè, se voi metterete in atto ciò che state ascoltando, ciò che state comprendendo, l'illuminazione che vi arriva, la connessione che vi arriva, lo spunto che vi arriva, l'intuizione che vi arriva, per il momento l'unico che sta facendo l'esperienza sono io. Quindi io non sto aiutando voi, io sto facendo qualcosa per me. Se questo lo comprendesse chiunque fa il lavoro, lo pseudolavoro o la passione di aiutare gli altri, capirebbe che non li sta aiutando, li sta informando. Perché anche quando io faccio un lavoro su una persona, che può essere anche una trans ipnotica o tutto quello che volete, anche un lavoro estremamente profondo, sono io che lo faccio, sono io che sto facendo l'esperienza, sono io che mi arricchisco. La persona sta assumendo quel lavoro. Dopo quel lavoro deve essere la persona che deve alzare il culo e mettere in pratica le cose che sono cambiate, perché se non sarà presente, se non lo metterà in pratica, se non farà tesoro di quello che ha imparato, di quello che ha cambiato in quell'istante, la mente ricreerà esattamente la stessa cosa di prima. Quindi che cosa accadrà? Io mi ritrovo con esperienza in più. La persona si trova con un'informazione in più che non ha messo in pratica. Quindi, cari amici miei coach o come vi chiamate, ricordate, mettetevi dal punto di vista di avere quell'umiltà di dire io sto imparando da voi, cioè io sto facendo un'esperienza in più grazie a voi. Se non ci foste voi oggi qui che mi seguite e che mi seguiste, siete 98 adesso, 101, Siete voi che mi permettete questa esperienza. Se non ci foste voi questa esperienza non accadrebbe. Quindi io da solo questa esperienza non la potrei fare. Ecco perché io ringrazio voi e mi sta piacendo questo, perché questa trasmissione, questa idea mi sta permettendo di darmi un'esperienza in più ogni singolo giorno. Io ogni giorno mi arricchisco. Ma perché? Perché le vostre domande, che arrivano da un piano di conoscenza diverso, da una visione diversa, da vite diverse, da esperienze diverse, mi permettono di canalizzare, di farmi arrivare qualcosa di nuovo. E io imparo da ciò che vi rispondo. Quindi le metafore che arrivano, le risposte che arrivano, sono io il primo ad ascoltarle, sono io il primo che faccio l'esperienza di quello che sto dicendo. E questa è la cosa molto interessante, ecco perché mi sta piacendo, perché a differenza di un video dove io parlo e basta, Qui è diverso, perché io vivo un'esperienza in prima persona e la sto facendo grazie a voi. Voi di conseguenza vivete un'esperienza grazie a me, ma la state vivendo a livello di informazione. Poi quello che farete con queste informazioni diventerà il vero segreto, perché potrete prenderla come, ok, un'informazione, ho imparato sta cosa nuova, ho capito sta cosa nuova e domani continuo a fare quello che ho sempre fatto prima, oppure ci ragiono, ho preso l'intuizione, sono presente, faccio qualcosa, faccio delle connessioni, faccio delle scelte, faccio delle nuove azioni, allora create la vostra esperienza grazie a questo. E allora tutto questo inizia ad avere un senso. Capite? Quindi vi ringrazio per tutto questo, perché è davvero per me importante e soltanto... ho fatto veramente due test, tre test, ma avete notato che lo sto facendo tutti i giorni, perché per me sta diventando davvero un appuntamento molto importante per me. e poi voi ne beneficiate, per carità. Però è una cosa assolutamente selfish, come si suol dire, estremamente egoista. Ricordatevi che noi nasciamo egoisti, quindi questo lo faccio per me, non per voi. Non venite a dirvi che sono un bravo altruista, perché lo sto facendo per me prima di tutto. Bene, detto questo, andiamo avanti. Vediamo qualche altra domanda. Michele Erbucci, sei seduto? Sì. Caterina, vieni a Cervinia, che magico il mate orna! Non sono mai stato a Cervinia, ma chi lo sa? Al solito, lasciamo che il flusso delle cose accada. Non so neanche quando tornerò in Italia, se tornerò in Italia, o meglio, quando verrò in Italia, che non è che torno, vado e non so che giro farò, non so niente. Ormai non programmo assolutamente più niente. Patrizio, come si allontanano i pensieri negativi dalla propria testa? Ma non è che sia tanto difficile. Patrizio, basta switcharli su pensieri positivi, basta attivare una qualunque ancora positiva, se hai visto un po' del salto quantico e sei arrivato alla parte degli ancoraggi, quindi degli inneschi e tutta la parte delle ancore oppure sei seguito il corso di PNL, scoprirai che con gli ancoraggi è una banalità spostare i pensieri negativi. Ti basterebbe avere delle ancore sempre disponibili e i pensieri negativi vanno via al volo. Poi, nel momento in cui lo fai per tante volte, la mente si abitua e non hai neanche più bisogno delle ancore e i pensieri negativi vengono switchati in automatico. Nel salto quantico a un certo punto io lancio la sfida dei 40 giorni, se riesci a superare quella sfida hai vinto. Ma hai vinto non la sfida, hai vinto proprio nella vita. È stata una delle cose che mi ha veramente cambiato la vita. Ester Banino, ti è mai successo che qualcuno si è allontanato da te? Spesso è voi in teso oppure io che faccio tutto per allontanarli? Ma assolutamente sì! Ester, per la nuova modalità io sono il primo che ho degli atteggiamenti estremamente distonici all'inizio, ma per un semplice motivo io te li dichiaro. chi mi si avvicina dovrebbe conoscermi, dovrebbe aver visto qualcosa di quello che ho detto. Quindi comprenderai che io sono l'ultimo che ti soddisferà i tuoi bisogni. Le persone cercano costantemente di avere i loro bisogni soddisfatti. Poi il rischio qual è? Che più sei conosciuto, più diventi, passami il termine famoso, famoso per un modo di dire, però comunque sia, quattro gatti mi conoscono rispetto a tanti altri, Più vieni visto come un mezzo per soddisfare bisogni ancora meglio. Una persona che ha bisogno di ammirazione, se fa capire che è amica tua, è più figa perché si sente ammirata ancora di più. Io che ho questo dono ormai, ho questa esperienza, perché non è un dono, perché l'ho acquisita, di comprendere abbastanza velocemente gli schemi di una persona, appena capisco quello che cerchi, io sono il primo che te lo massacro. Cioè, quando capisco qual è la tua piaga, che tu cerchi di nascondere in tutte le maniere, io sono il primo che ti ci infili un coltello rovente dentro. E poi spero di trovare qualcosa che ti faccia male o che ti dia fastidio, perché, se stai seguendo il salto quantico, Nasce proprio così, cioè se ti dà fastidio scrivi sul tuo quaderno e sarà la prima cosa che dovrai risolvere. L'obiettivo è arrivare a trovare un equilibrio in cui niente più ti dia fastidio, ti faccia male e tutto ti scivola. Ma per fare questo devi conoscerli i tuoi fastidi, devi avere qualcuno che te li sbatte in faccia e te li fa vedere. Sono quelle persone che dovresti ringraziare. Però ovviamente io per fare questo non lo posso fare a tutti. Devo prima spiegare come funziona. Spero che l'abbiano visti i video, spero che l'abbiano compresi. Ma ti posso garantire che a volte manco le persone che te conoscono da dieci anni lo capiscono. E quindi è normale che, io lo dico sempre, capita che io mi possa far odiare. Mi sono fatto odiare letteralmente dalle persone. Non mi interessa che le persone si allontanino, mi interessa come cambiano nel tempo. C'è una bellissima storia sul libro PNL Libertà, di Owen Fitzpatrick, che racconta... lui è uno dei migliori allievi di Reserve Band, il creatore della PNL... e racconta di questa storia di una signora con autostima sotto i piedi. Lei si sentiva proprio un tappetino, si sentiva che tutti si pulivano i piedi sopra di lei. Lei si descriveva come un tappetino, un tappetino di ingresso. e tutti gli psicologi da cui era andata avevano gettato la spugna, non riuscivano in nessuna maniera a aumentare la sottostima, a farli risolvere qualcosa. E quindi la mandarono da Owen. Andò da Owen vestita di bianco quel giorno e cominciò a raccontare il suo dramma, il suo trauma, non valgo niente, tutti mi alpestano, tutti di su, tutti di giù, tutti di qua, tutti di là, bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla E Owen bla bla la bla guardò in faccia bla bla bla bla bla e le disse, signora ha ragione, lei non riuscirà a fare mai nulla nella vita, lei non vale assolutamente niente, la gente ha ragione, è veramente una pezza da piedi, anzi si alza e si pulisce gli stivali sul suo vestito bianco dicendole lei è davvero uno zerbino e questo merita di restare. La signora di fronte a un atto del genere va su tutte le furie, si incazza come una iena e comincia a invire contro lui. Lei come si permette, non capisce un cazzo, lei vedrà, vedrà che cosa farò io, lei non ha capito niente. Insomma, la signora si incazza come una biscia. Se ne va sbattendo la porta, neanche pagando ovviamente. Due anni dopo, gli arriva una mail di questa signora che dice lei brutta testa di cazzo che non ha capito assolutamente niente del mio valore guardi che cosa ho fatto negli ultimi due anni sono diventata questa proprietaria di questa azienda la mia azienda ha fatto così e così e così ho avuto queste reazioni figli bla bla bla insomma aveva avuto mille successi la signora che si credeva uno zerbino aveva avuto mille successi tre anni dopo gli arriva un'altra mail da quella signora con su scritto solo grazie Questa ultima fase, dove c'è il grazie, potrebbe non arrivare mai. Non importa, voi fatelo lo stesso. Il vostro obiettivo non è quello di farvi pagare la coaching o di farvi dire grazie nel momento. Ecco perché dico che bisogna vedere qual è l'obiettivo del coach. Perché se vuole farsi una rendita, un atto del genere non lo farà mai. Se vuole aiutare davvero una persona, un atto del genere lo farà e come? Se è capace. Ed è difficile. Quindi, è cattiveria questa? No, questo è aiuto agli altri. Però non devi avere tu il problema dell'accettazione, non devi avere tu il problema del mutuo da pagarti, non devi avere tu il problema di farti prendere per un bastardo una merda e farti dire in giro che sei una merda. perché tu dentro di te sai di aver fatto la cosa più giusta e probabilmente potrai anche non saperlo mai nel tempo perché in questo caso la signora gliel'ha detto in molti altri casi non lo saprete mai ma saprete che qual è la cosa più giusta questo è il vero coach secondo me Ecco perché vi dico, certo che le persone si allontanano, certo che si allontanano. Quelle che non capiscono si allontanano, ma va benissimo così, non me ne può fregà di meno. Cioè se una persona si avvicina perché vuole soddisfatti i propri bisogni, da me te ne vuoi pure andare, perché tanto Non ci serviamo, non siamo utili a vicenda, non siamo funzionali. Hai il mondo fuori che ti soddisfa i tuoi bisogni. Trovi ovunque gente che ti soddisfa i tuoi bisogni. L'universo te li manda. Appena hai bisogno di qualcosa, tac, ti arriva. Esci fuori di casa e ti arriva qualcun altro immediatamente. basta che cogli l'attimo e poi puoi andare avanti e cercare di capire se vuoi davvero metterti in gioco a risolvere le cose oppure continuare a raccontartela e andare avanti fino alla prossima prosa di un calcio nel culo che arriverà sicuramente prima o poi. Michele Erbucci, provo rabbia ma ormai io direi che da... Allora, dobbiamo vederlo a più livelli. Io non ho più sensazioni interne, intese in questo senso, per capirci. Sono successi a volte... Michele Derbucci sai di cosa parlo? Io sto portando avanti un progetto che è Nera, che è il figlio, il prodico, dove sto facendo confluire tutto quello che sono stati i miei 20 anni di esperienza e adesso si stanno legando tante altre persone che stanno facendo confluire la loro esperienza, quindi diventa un bacino di esperienza. Ebbene, che succede? A volte c'è il millennium bug. Abbiamo avuto il 31-12 di quest'anno. È un software che abbiamo creato noi e che per la prima volta quest'anno ha scavallato l'anno e a fine anno è successo un delirio. La maggior parte di voi non se ne sarà accorto. Però è successo veramente un delirio. In quel momento, un attimo, ma non di rabbia, cioè quattro madonne le tiri. però è la parte più terrena che lo dice, cioè quella che in quel momento dici ma porca due qualche parolaccia ti viene fuori. Però non è legata alla sensazione interna che ti genera stress, perché passato il tempo, quindi quei pochi secondi di quelle quattro madonne che lanci, dopo comprendi immediatamente il dono, quindi vai immediatamente a cercare il dono. Per chi conosce Naera, Naera sa che negli ultimi mesi è cambiata mostruosamente, cioè abbiamo fatto proprio un salto dall'era glaciale all'era dell'argento, non di arrivare ancora a quelle del loro perché ce ne abbiamo ancora da fare. Ma questi cambiamenti è vero che in parte erano previsti, ma in parte hanno seguito il flusso e sono stati generati grazie ai casini che inizialmente mi hanno provocato le quattro madonne, ma subito dopo mi hanno provocato la comprensione del dono e il cambiamento di strada. Quindi bisogna sempre ragionare a più livelli. Ecco, ecco quello che vi dicevo. Il livello terreno, quello egoico, quattro va fan bene, li pira anche. L'importante è che non vi fate, non vi fate prendere internamente da questo. Cioè, che switchate immediatamente e dicete, ok, è successo. Bene, follow the flow, segui il flusso. Cosa diavolo mi vuoi dire? Perché quello lo switchi immediato. ok? noi per abitudine siamo abituati che se uno ti taglia la strada un baffanculo glielo mandi ma poi subito dopo se sei arrivato a livello di conoscenza che ti dice guarda che nulla ti accade per caso quel taglio di strada potrebbe voler dire oh rallenta calma aspetta dove stai andando riflettici sei sicuro che non è pericoloso lì dove stai andando? e così via prima qualcuno mi chiedeva come facciamo a interpretare i messaggi in questa maniera Dobbiamo mettere da parte un attimo l'ego che comunque ci sarà attenzione. Non è che possiamo dire che l'ego non deve più mandà a fanculo quello che ti taglia la strada e che ti fa rischiare un incidente. L'ego lascialo fare. Ma è anche vero che la seconda parte deve fermarsi un attimo e chiedersi perché è accaduto? Qual è il messaggio? E quando queste due parti convivono mi sta anche bene. L'importante è che non vinca solo quella dell'ego, perché sennò non ci passa più, perché sennò non comprendiamo il messaggio. È un po' come quando mi arriva il postino alle sette di mattina e mi sveglia. A me pure alle dieci mi sveglia. Mi suona il telefono del corriere e mi dice, oh c'ho il pacco, vietto la prende. Io dico, ma porca quest'ora, ma che palle. Però, ok. la prima madonna la tiri appena ti squilla il telefono ti suona il citofono però dopo hai un messaggio da scoprire e in quel pacco c'è un messaggio e quindi se ti fermi alla negatività del fatto che ti ha svegliato o che hai avuto un'emozione negativa o che ti ha fatto del male non imparerai mai se invece apri quel pacco e vedi qual è il dono che c'è dentro allora andiamo avanti Allora, chi c'è c'è, chi non c'è non serve. Bella questa. Antonio Esposito. Totò. Totò Esposito. C'è un significato se una persona è molto sensibile? Se sì, quale? Per sensibilità intendo quella eccessiva, persone molto emotive, eccetera. Scusami se la domanda non è tanto chiara. Allora, Antonio, Totò, chiariscila. Se non te la sei chiarita tu come vuoi che te la chiarisca io? C'è un significato che in per sé è molto sensibile a sti quali. Ce ne potrebbero essere mille di significati che dovremmo capire. La persona, il suo storico, eccetera eccetera eccetera. Come comprendere il dono quando comprendi i tuoi bisogni? Tu pensa a comprendere i tuoi bisogni, poi comprendi il dono. Se hai compreso i tuoi bisogni hai già compreso il dono. Fidati, se no non li puoi comprendere i tuoi bisogni. Daniele Pitasi, questo nome non mi è nuovo, non mi è nuovo, mi dice qualcosa. Ciao Dani. Una domanda. So e sai che sono molto materiale. Mi rendo conto che tutto ciò che dici sul lato spirituale... Ah no, lì non è una voletà. Mi interessa ascoltarlo anche molto, ma non so mai che domanda fare e farti in privato. E' come se fossi al di fuori di tutto. E' una cosa strana, mi spieghi come mai? Beh niente, se non hai da farmi domande in privato, meglio, perché meno mi scrivono, più so' contento. se vuoi fare delle domande in pubblico, bene. Tu, mom, hai fatto una domanda per chiedermi perché non c'hai delle domande? Fai un attimo pace col cervello e fammi una domanda più sensata. Vai! Marco Ferrante, mi trovavo al parco giochi con mia figlia, mentre eravamo su... alzo, qui c'è addirittura scritto altro. Quanto è scritto? Marco Ferrante, madonna. Siate imparati a essere riassuntivi, non ve dilungate, che già so io che me dilungo troppo, se scrivete pure voi così tanto fa me le trasmissioni di sette ore. Mi trovavo al parco giochi con mia figlia, mentre eravamo sull'altalena una signora è andata con sua nipote di sette anni dal custode per farsi dire da lui che un gioco era per grandi. ed era pericoloso per lei. Lui le ha risposto che un bambino era caduto ed è dovuto andare all'ospedale e fargli le punture. Dopo questo terrorismo psicologico stavo letteralmente stringendo con molta forza le catene dell'Alta Lemna dove eravamo seduti. Avrei dovuto intervenire? Sarei al massimo dovuto intervenire. Premetto che mi è partito un pop-up per capire se non mi ho bisogno. Ho capito soltanto che mi dispiaceva da morire per quella bimba anche come da bambino facevano così. Ecco, bravo, anche con te da bambino facevano così. Ti è partito l'ancoraggio. Ti è partito semplicemente un ancoraggio di qualcosa che avevi visto e che ti aveva dato fastidio. Lì torniamo al discorso. Fa fastidio? Scrivi. Cosa ti ha dato fastidio? Che stanno interferendo sui bambini, imputtanandoli nella loro testa dai cagate? Sì, esattamente quello che ti hanno fatto a te. Capisci questo? Cioè, le cose che ti danno fastidio, tu ci sei già arrivato, adesso l'hai detto nella tua domanda enorme. Perché io dico nel salto quantico? Quando una cosa vi dà fastidio scrivete e poi andatevi a cercare la fonte. Perché esattamente quella? Non fa altro che rievocare qualcosa che avete già vissuto. Tu l'hai appena detto. Perché anche da me e da bambino facevano così. Quindi hai rivisto qualcosa che ti ha dato fastidio e che oggi ti dà ancora fastidio su quello. Che cos'è il condizionamento, il controllo? Adesso io mi chiedo però quante volte tu lo fai con tua figlia? Perché tu adesso hai visto questo, ma rifletti un attimo e pensa quante volte cerchi di imporre i tuoi pensieri a tua figlia. Perché una cosa è che il custode ha detto non andare sull'altalena, ma se tuo figlio ti sta per spaccare l'iPhone X e te lo sta per mettere dentro l'acquario con i pesci, tu non gli vai a dire eh no? L'iPhone X non si mette nell'acquario con i pesci perché si rompe e costa e i soldi non nascono sugli alberi. Esattamente uguale all'altalena. Oppure gli permetti di sfasciarti l'iPhone X. Pensaci e fammi sapere. Gabriele Venturi. Daniele, a tuo parere, qual è lo schema che sta dietro una persona non sincera? Che domande, ragazzi. Anche te, altro. Una persona che promette troppo spesso e non mantiene quasi mai. Una persona non coerente fra ciò che dice e ciò che fa. Perché lo fa? La cosa particolare è che non si rende conto della sua non coerenza. Per lui è tutto normale. Gabriele Venturi, guardati il mio video del salto quantico in cui si chiama Coerenza questa sconosciuta e hai la risposta a questa domanda. È perfetta. Antonio Esposito. Antonio! Quanta verità dicono a scuola? A ridargli questa verità. Perché parlate di verità? Parlate di cose soggettive. Verità è un parolone, sei guru, quando qualcuno vi parla di verità preoccupatevi, già appena qualcuno ci dice questa è la verità, ti dirò la verità, già allontanatevi, lasciate perdere. Proprio per principio, perché vuol dire che vuole imporre una sua verità ed è una sua verità, non è la verità assoluta, la verità assoluta non esiste. Il sistema nascolastico quanto influisce a diventare schiavi da grandi? E' fatto apposta, il sistema nascolastico nasce per creare schiavi. Dario, sei felice? La vita che ora ti rende felice? So che ti manca per essere davvero completamente felice. Allora, Dario, io sono passato dal concetto di felicità, lo dicevo l'altra volta, al concetto di serenità. Sono sereno. E oggi come oggi, e questa è una cosa degli ultimi mesi, ho veramente fatto una promessa a me stesso di non permettere mai più a niente e nessuno di interferire con la mia serenità. A costo di rimanere solo, non me ne frega niente, poi sto benissimo da solo, anzi, forse quasi quasi sto meglio da solo che con le altre persone. per cui io direi che il punto d'arrivo, il primo punto d'arrivo dovrebbe essere la serenità. La serenità vuol dire l'assenza di stress. L'assenza di stress vuol dire salute, vuol dire connessione, vuol dire capacità di apertura mentale, vuol dire creatività, vuol dire raggiungimento di tutto quello che vuoi perché non sei limitato da tutta quella chimica che ti occlude la mente, il cuore, la testa, l'anima, lo spirito e tutto quello che vuoi. Quindi parliamo di serenità. Poi durante la serenità avrai dei momenti di felicità, però se proprio dovessi scegliere, anzi dove ho già scelto, la sensazione di fondo che voglio nella mia vita è la serenità. Non voglio la felicità. La felicità è uno stato transitorio. Tutte le sensazioni sono stati transitorie. Attenzione, nessuno è incazzato a vita o è triste a vita, però ci sono dei background, quindi delle sensazioni di fondo, delle sensazioni persistenti o comunque abbastanza costanti o che si reiterano per un tempo maggiore di tante altre. Infatti, quando si inizia a lavorare su qualcuno, io inizio immediatamente alle sensazioni, non me ne frega niente di quello che dicono, mi interessa immediatamente sapere qual è la sensazione reale. Tra l'altro Daniele parlava di GDV, questa macchina che legge lo spettro Kirlian del vostro corpo, una delle tante cose che permette di capire quali sono le vostre emozioni di base, quali sono le vostre dissonanze, cosa sta interferendo nella vostra vita, quali sono i vostri problemi fisici o quali potrebbero essere nel futuro se continuate ad avere la vita che state avendo adesso. Tra l'altro la GDV per chi è interessato è a Pistoia adesso, quindi chi vuole trova su Anaera la possibilità di poter prendere una lettura. Tra l'altro che non ci sia un evento tra breve, forse il 10 e il 11 febbraio, se non ricordo male. per chi mi sente in diretta. Quindi, Dario, la mia risposta è sono sereno. Alcune volte c'è qualcosa che me la può rompere per un attimo, però cerco di immediatamente rientrare nello stato e soprattutto allontanare la fonte di non serenità, cioè il generatore di stress, in qualche modo. perché non ne ho bisogno, quindi non dovendo più accettare, non dovendo più dover essere accettato, non avendo più bisogno di soddisfare, non avendo più paura di restare da solo, anzi per cui non me ne frega niente, non devo farmi voler bene da qualcuno, ecco perché dico preferisco a volte più farmi odiare che farmi amare. E' molto più facile farsi amare che farsi odiare, attenzione, che farsi amare basta che soddisfi 3-4 bisogni della persona e la persona sbaverà per te. Farsi odiare devi essere molto più bravo perché devi toccare i punti giusti ed è soltanto così che puoi davvero far crescere una persona. Sei in grado di vedere l'aura delle persone? No. No, non sono in grado. In realtà non mi sono mai messo, sinceramente. Anche perché non l'ho mai reputato utile. Cioè, il fatto che possa vedere l'aura, vabbè, ok, la vedo. Quindi preferisco vedere gli schemi che c'hanno nella testa e che... preferisco osservare le azioni più che l'aura che hai mentre fai quelle azioni. E le azioni mi bastano per capire tante altre cose e per prevedere il futuro. Daniele, come si possono risolvere installazioni ficcate nella capoccia quando si era molto molto piccoli, così piccoli da non poterle ricordare e quindi risolverle? Potrei vedere questi problemi nella mia vita attuale, ma potrei metterci 200 anni a individuarli, capirli e poi comprenderli e risolverli. Quindi come fare? Vengo da te. Carmine, scapperesti nell'arco di pochi giorni? è un po' il problema più grande la fonte in realtà la cosa più semplice ma anche la più difficile che puoi fare è avere la presenza il salto quantico lo faccio apposta per questo per cercare di farvi capire quanto più velocemente possibile quali sono i vostri comportamenti e perché li fate però attenzione perché non è tanto il problema di Cioè, la domanda non è tanto come faccio a scoprirle e come faccio a risolverle. La domanda a monte che ti dovresti fare è sono pronto a scoprirle e sono pronto a risolverle e ad assumermi qualunque responsabilità di ciò che il mio cambiamento causerà? Fatti prima questa domanda, perché è lì il problema. Perché la tua mente nasce per proteggerti, ok? Fondamentalmente la tua mente nasce per non svegliarti. Cioè tu devi stare incoglionito. Perché se te svegliassi cominceresti a comprendere che fai una cosa che non hai scelto tu. Hai una vita che non ti piace? Hai una relazione mossa dai bisogni? Hai fatto dei figli mossi dai bisogni? Hai creato un lavoro mosso dai bisogni? Hai fatto dei mutui mossi dai bisogni? Se tu te levi bisogni, ti trovi una vita attorno a te che non c'entra niente con te. Quindi o sei pronto a sfanculare tutto e cominciare da zero, non è detto che sia necessario, ma potrebbe essere, oppure la mente non te li farà vedere mai. per quiedo vivere. Perché ricorda che il tuo ego, la tua protezione nasce per farti stare sereno. E se tu cominci a ragionare su tutto, comprendere le cose, comprendi che hai fatto tutte cose infilate da altri, per necessità di altri o per condizionamenti di altri, tutte cose che sono state create per soddisfare dei buchi emotivi o delle mancanze da piccolo, tu ti svegli nella tua vita, magari a 30-40 anni, e dici, ma io che cazzo ho fatto? Devo ricominciare da zero, non ho capito niente. E a quel punto però ti ritrovi una moglie, due figli, un mutuo, un lavoro, un'azienda, i debiti, Equitalia. E che fai? Mandi tutto affanculo e te ne vai dall'altra parte del mondo? No! Perché quello che... il trauma, il delirio che andresti a generare attorno... avrebbe comunque delle conseguenze su di te quindi io l'ho fatto un video sul demotivatore dove ti dico conta fino a 10 prima di fare un'azione ma prima di fare un'azione a monte prima di fare un figlio conta fino a 10 ma anche fino a 150.000 prima di creare una relazione conta fino a 150.000 ancora prima di trombarte qualcuno conta tanto invece no perché la gente si dimentica che ci sono delle conseguenze a tutto non puoi sperare di andare a letto qualcuno e poi sperare che questa persona non ti rompa i maroni, te li romperà sicuro! nella maggior parte dei casi, a meno che non hai messo in chiaro determinate cose prima, ma determinate cose che prima non le metti in chiaro perché sennò non ti accetterebbe, ma tu invece vuoi essere accettato e quindi la ruota continua a girare e finiamo sempre nella stessa ruota del cricetto Quindi, capito qual è il concetto, prima di chiederci cosa dobbiamo cambiare e come dobbiamo cambiarlo, chiediamoci se davvero siamo disposti a cambiarlo. Io ho fatto un video all'interno sempre del salto quantico, rimando sempre al salto quantico, il salto quantico nasce proprio per questo. Se lo guardaste tutto fino a dove è arrivato, e poi ne dovrà ancora mettere altri, la vostra vita già sarebbe a un gran punto di miglioramento. Ho fatto un video che si chiama I paletti dell'ego. I paletti dell'ego sono sempre questi. Ricordo una persona che forse mi sta anche ascoltando. Che un giorno mi dice, guarda, io sono disposto a cambiare qualunque cosa, guarda, ma proprio fa di me ciò che vuoi, basta che io cambi. Guarda, l'importante è che non mi tocchi il mio cane, il mio ragazzo, la casa, la città, gli amici, mamma, papà e i nonni. E che vuoi fa'? vuoi cambiare tutto a patto di non cambiare niente e quindi a quel punto che puoi fare puoi cambiare l'ordine del divano con l'armadio dentro casa, puoi cambiare il colore dei capelli, puoi cambiare il colore del tuo abbigliamento classico. Questo è tutto, ma che vuoi cambiare? E questa è la gente che dice, io sono cambiato, sono cambiato, sono cambiato, ma alla fine se ti metti dei paletti mentali oltre cui non vai, il cambiamento non può avvenire. Quindi, la tua mente lo sa e dice, tu hai sti paletti, a posto, io non te faccio vedere niente. Che tanto che te li faccio vedere a far? C'hai già quei paletti. Quindi, prima di tutto mettetevi nell'ottica di mettere in gioco tutto. Quando sarete in grado di mettere in gioco tutto, allora la mente si avvierà e dirà, ah, ok, adesso sei nelle condizioni ideali per poter cambiare le cose. È ovvio. È un po' come quando le persone, quando facevano i corsi del vivo, durante quei corsi gli esplodeva il mondo dentro di sé. Ma perché? Perché sapevano che lì ero in un ambiente controllato. Cioè, non mi puoi far partire un attacco di panico, far uscire un mostro che è represso da una vita, oppure far ricordare un ricordo rimosso, magari di una violenza o di qualunque altra cosa, quando la persona non ha nessuno che lo può aiutare o non saprebbe come gestirlo. Impazzirebbe! Gli avresti fatto solo più male! Infatti, quella è la cosa che... a volte non concepisco gli psicologi che mi tirano fuori dei ricordi rimossi, anche se sono rimossi c'è sarà un cazzo di motivo, della mente, e che lo lasciano lì! Cioè tu gli fai più male che bene! Se se fai riaffiorare un cavolo di ricordo rimosso che la mente ha scelto di rimuovere, se tu a forza glielo tiri fuori, a forza adesso glielo risolvi, lui non esce dal tuo studio finché quel problema non gliel'hai risolto, se sei capace, sennò fa un altro mestiere. Invece ti ritrovi gente che aveva rimosso di aver avuto la violenza dal padre, dal nonno, dallo zio e dal fratello messi assieme. Giustamente l'aveva rimosso. Appena gliela ritiri fuori, cambia completamente il rapporto con tutti. Vive una vita di merda e era meglio prima che era rimosso. Almeno c'era una vita tranquilla, era più serena. Non gli hai risolto una mazza, gli hai rovinato la serenità, gli hai messo qualcosa in più che la mente aveva deciso di rimuovere e non gliela hai risolta. Quindi, capisco che gliela tiri fuori, per fargli capire il dono, per farla andare oltre, per risolverglielo, per farla vivere meglio, ma non che gliela tiri fuori e gliela lasci là. Quindi appunto dicevo, il problema non è come fai a scoprirlo o come fai a risolverlo, è se sei davvero pronto a scoprirlo, che è diverso. Lara, a me però è successo di andare in regressione da sola e rivedere la violenza che ho rimosso. Lara, se è accaduto da sola, probabilmente è riarrivata al momento in cui la potevi gestire. Cioè, se la mente comprende che tu sei arrivata a un livello di consapevolezza e di conoscenza che ti puoi permettere di gestire in una determinata maniera non dannosa quel evento, allora te lo fa venire. Se te l'ha fatto venire a 40 anni e non a 15, c'è un motivo. Perché a 40 te lo puoi gestire, a 15 no. capisci? Antonio Esposito devi fare ancora 18 anni, Antonio Esposito quanti anni hai? Oh questa è una cosa che mi fa veramente piacere non il fatto che tu voglia venire in Thailandia perché non te lo consiglio minimamente ma mi fa molto piacere che tu abbia meno di 18 anni perché siete la speranza, siete quel lo sputo di speranza, voglio anche dire un briciolo perché veramente il briciolo ormai ce lo siamo giocati siete quel granello di sabbia di speranza in questa sabbia mobile questa sabbia mobile che è diventato il mondo per cui voi ragazzi giovani se vi avvicinate voi tu per esempio non so quanti altri ce ne sono se vi avvicinate a queste tematiche da giovani potete ancora sperare io ci sono arrivato a determinate conoscenze alla mia età, alla mia veneranda età non so manco quanti ce ne sono, sono del 73, ho smesso di contarli diversi anni fa però sono più di 18 e magari avessi avuto queste conoscenze queste consapevolezze quando avevo 18 anni è vero che tutto quello che ho vissuto mi ha permesso di però se tutto quello che ho vissuto posso evitare di farlo rivivere agli altri e passargli delle informazioni prima è il motivo il motivo per cui faccio tutto questo sennò non starei qua a chiacchierare a luna di notte con una bufera fuori e con la voce che sta andando via con voi ma farei altro ed è questo il motivo per cui continuo a farlo ed è questo il motivo per cui poi la mia mente bacata genera tutti questi modi l'audio, il video, il salto quantico, le supposte, il demotivatore, tutto quello che posso trasmettere. Quanto più posso trasmettere, quanto più posso evitare agli altri di vivere quello che ho vissuto io, tanto meglio è. È vero anche che l'esperienza la devi fare in prima persona, però magari la fai con un'altra consapevolezza, magari non hai bisogno di ricascarci decine e centinaia di volte prima di imparare. Allora, Francesca De Pietri, l'altro giorno parlavi del tempo. L'altro giorno è già tempo. Parlavo del tempo, che tutto accade contemporaneamente. Quindi se tutto accade contemporaneamente non era l'altro giorno, ma è oggi che parlavo del tempo, è adesso. Ma quindi perché il passare del tempo allevia le ferite dolorose? Francesca, nella nostra mente ci sono un paio di cose che sono abbastanza assurde per la nostra mente da pensare perché è stata creata e plasmata sin da piccola con il concetto di tempo e con il concetto di dualità quindi sono due concetti che sono intrinsechi, sono ovunque e non abbiamo proprio l'esperienza opposta. Cioè, la tua mente non ha esperienza del non-tempo, non ha esperienza del non-duale, può soltanto teorizzarla, ma non l'ha mai vista. Quindi, vivendo noi un'esperienza di abitudini e di imitazione, nella maggior parte dei casi, noi non facciamo altro che replicare cose che abbiamo visto e se non l'abbiamo visto come lo facciamo a ipotizzare, a fare? Come faccio a dirti? C'è stato una volta, c'è stato un periodo in cui, vabbè non vi sono raccontato la storia, è veramente un casino, comunque sia, stavo collaborando con una persona che per me è stata importantissima, che mi ha dato dei passaggi evolutivi immensi, una persona che riusciva a entrare in stati profondissimi canalizzare di tutto di più e mi ha dato veramente tante esperienze e ci fu un momento, non vedo questa persona da anni ci rincontrammo a Roma dopo un po' e rifinimmo, le venne un terribile mal di testa e ho detto ok, cerchiamo di capire se posso darti una mano e in realtà poi capimmo per quale motivo insomma venne fuori una... chiamiamola un'entità se così si può dire che ovviamente mi serviva perché serviva a me come serviva a lei e Stemmo Ore Stemmo Stettimo Stemmo rimanemmo rimanemmo rimanemmo Ore rimanemmo Ore a fare questo e questa entità continuava a istigarmi ad avere un pensiero non duale Vi posso garantire che io sono stato ore a ragionare, a interagire con questa entità, chiamiamola con questa forma pensiero, con quello che volete. Con questa intelligenza, via. Sono stato ore a interagire con questa intelligenza cercando di avere un pensiero non duale e non ci sono riuscito. Mi ci sono avvicinato, ma non ci sono riuscito. Vi posso garantire che avere un pensiero non duale è quasi impossibile. Già è quasi impossibile avere un pensiero vostro. Cioè originale. Cioè il pensiero originale è già una chimera. Il pensiero non duale... E siamo proprio alla divinità. E anche lì il pensiero non tempo, quindi un pensiero fatto di non tempo, è anche lì quasi impossibile. Quindi viviamo un po' con queste cose di... con queste complessità. Però ne prendiamo atto e andiamo avanti. Non ho ancora nominato gli spritz oggi. Chi si è andato a fanno spritz? Ce l'ho con gli spritz. Cambiamo, facciamo diventare Mojito oggi. Claude Atlas, in questo film viene spiegato qualcosa del tempo. Tiziano De Luca, Claude Atlas è uno dei miei film preferiti, nonché la fonte di una delle mie più grandi illuminazioni, o meglio, di uno dei miei più grandi passaggi evolutivi. Quindi, guardatelo se non l'avete visto, è di fratelli Wachowski, gli stessi che hanno fatto Matrix, quindi già per capire. Ha un cast spettacolare, l'avranno capito in dieci quel film. Lavora sulle vite passate, sul karma. E' fantastico il film. Dovete vedere almeno 6-7 volte per cominciarlo a capire. Perché la prima volta non capite una mazza. Forse lo capite alla fine. La seconda volta cominciate a capire qualcosa in più. Dalla terza, quarta, quinta cominciate a vedere le sfaccettature abbastanza diverse. Così come dovreste vedere La forza del campione, che è un altro film eccezionale. Con quei film dovreste vedere a ruota per giorni, giorni, giorni. Siclo d'Atlas è un capolavoro. guardatelo, infatti i Wachowskis hanno avuto pochissima fortuna perché effettivamente non l'ha accaduto nessuno però i Wachowskis sono così, non gliene frega niente, loro mandano... lo dicono anche all'interno del film all'interno del film dicono... cioè vabbè non ve lo dicono neanche però alla fine c'è una scena importante dove probabilmente spiegano proprio la loro esperienza il perché fanno questo anche se nessuno, anche se sarà una goccia nell'oceano. C'è questa frase, ve la dico perché è molto bella, perché poi fu proprio quella frase che mi fece partire quell'illuminazione, fu una giornata indimenticabile per me. E a un certo punto uno dei protagonisti viene attaccato da un altro, dal cattivone di turno, che gli dirà tanto è inutile che continui a fare queste cose, tanto le cose non cambieranno mai, sepererai il tuo tempo o qualcosa del genere. Le tue azioni sono una goccia all'interno dell'oceano. E il protagonista risponde, sì è vero, ma l'oceano è fatto di tante gocce e io continuerò a farlo. Più o meno questo è il principio e mi rispecchiamo molto in questo. Tutto quello che faccio alla fine e che fa ognuno di noi a volte potrebbe sembrare completamente inutile. Sapete quante volte mi è venuta la voglia di dire, ma chi cazzo me lo fa fare? Poi è bello, perché ogni volta che tu fai qualcosa che ha un minimo di seguito, ovviamente hai i cosiddetti haters, gli odiatori. coloro che ti odiano, che devono sparlare, devono criticare, devono infangare, sai gente che non c'è un cazzo da fare fondamentalmente, che non ha un castello da costruire proprio e passa il tempo buttando giù il castello degli altri. Fa parte del gioco, anzi, torniamo sempre al solito concetto, se non hai dato fastidio a qualcuno entro le 12 del mattino, vuol dire che quel giorno non hai ancora fatto niente di interessante. quindi va benissimo se c'è gente che ti odia va bene alla grande vuol dire che sei sulla strada giusta ma malgrado ciò non ti devi fermare come diceva madre Teresa anche se vi mettono i bastoni tra le ruote, vi lanciano le pietre, vi criticano, vi bloccano in tutte le maniere voi continuate, non è importante ma continuate per un semplice motivo c'è una vecchia storia zen che racconta del maestro Zen che vede il serpente che sta affogando all'interno del fiume e va lì con la mano e lo aiuta. Il serpente appena lo prende per portarlo sulla riva lo morde e lui lascia il serpente sulla riva e lo lascia vivere. e se ne va col morso. Il giorno dopo ritrova lo stesso serpente, aveva l'allievo accanto, c'era il maestro e l'allievo. Il maestro con l'allievo ritorna al fiume, rivede di nuovo il serpente che sta annegando, riprende il serpente, il serpente lo morde di nuovo. E lui lo lascia lì e gli salva la vita. Il terzo giorno ritrova il serpente, riprende il serpente, lo morde di nuovo. L'allievo gli dice, ma maestro perché continua a salvare quel serpente se ogni volta che lo salva lo morde, ti morde. E il maestro dice, perché la natura del serpente è mordere, la natura mia è aiutare. E quindi lui continua a mordere e io continuo ad aiutarlo. Questo è quando parlo di missione, no? Quando parlo di missione questo, la gente mi fa sorridere quando dice la mia passione è questa. La mia passione è questa e dura dieci giorni. Il giorno dopo ha già cambiato passione. Non è una passione. Lo stai facendo per per qualche altro motivo, per farti accettare, farti voler bene, perché te l'hanno detto, per mille altre cose. Una passione, una missione ancora di più, non me ne frega niente di quello che accade o di quello che mi dice qualcun altro. Io continuo a farlo. Non cambia la mia passione. La missione, così come le passioni poi sono quelle che ti fanno capire anche la missione, una vera missione è un faro, un faro che ti guida, ma la tua nave ha le vele puntate costantemente verso quel faro. Non è che il faro oggi sta a destra, domani trovo un altro faro e me ne vado a sinistra, domani trovo un altro faro ancora e me ne vado a sinistra, a destra ancora. Quelle sono le navi senza timone, sono le bandierine, quelle che vengono chiamate bandierine, cioè vai dove tira il vento maggiore. E quelle sono quelle persone senza missione, che hanno bisogno di qualcuno che le trascina. Oggi mi vai bene te, aspetta domani c'è uno che parla meglio, vai, adesso vado dall'altra parte. E poi mi dicono, ah perché io c'ho quella missione, stai con me, c'è la missione che c'ho io, stai con altro, c'è la missione che c'è un altro, e via discorrendo. non hanno timone, non hanno una vera missione. Una vera missione è non me ne frega niente di quello che accade attorno. Io vado avanti, non aspetto nessuno. Se ci sei bene, se non ci sei va bene uguale. Non adatto la mia missione agli eventi. e sono gli eventi che mi aiutano nella mia missione. Se no, non sarebbe la mia missione. Se gli eventi mi vengono contro, quindi mi bloccano su qualunque cosa, comprendo che non è quella la strada. Devo trovare un'altra parte, ma quando trovo la mia vera missione, quella diventa davvero un faro che si illumina ed è un faro che si illumina in qualunque istante. La missione è il faro che vi guida anche nei momenti di tempesta, anche quando è tutto buio, anche quando pensate di star sprofondando, quando la vostra nave sta andando a pezzi, quando le onde vi stanno sommergendo. Se voi scorgete un po' la testa fuori, troverete sempre il faro che vi guida. E allora, qualunque cosa stia succedendo attorno a voi, girate le vele, sfruttate il vento, anzi, sfruttate la tempesta per andare ancora più veloci verso la via della vostra missione, verso quel faro che vi sta guidando. Ma dovete avere quel faro, perché se no, starete vedendo dei fari degli altri. Ricordatevi, ognuno di voi si trova in una condizione. Sta comunque seguendo un faro. Il problema è, il faro è il vostro o il faro di qualcun altro? Pensateci, perché qui c'è il segreto della vostra vita. State seguendo il vostro personale faro o state seguendo il faro di qualcun altro? Perché lo troverete sempre il faro, tranquilli. Basta che vi girate, il mare si illumina di fari, non vedono l'ora che voi andiate verso il loro faro. ma su quel faro non c'è scritto il vostro nome. Ricordate, ognuno di voi o segue la propria missione o sta seguendo la missione di qualcun altro. Poi, se hai la tua missione che è simile alla mia, che si incrocia, che è funzionale, possiamo fare un pezzo assieme, fantastico! Ma non far finta di avere la mia stessa missione perché tanto crolla dopo un attimo. Quel faro si spegne dopo un po' e vai tranquillo. Bene, mi sta piacendo. Ultima domanda, chiamiamo a giro. Raffaele. Dani. Alcune... avete capito che me dovete chiamare? Fantastico quando ho iniziato le domande chiamandomi. Dani, come mi dici? Oh, Dani è... come se uno ti chiamasse. Alcune volte mi capita di soffermarmi e pensare, cazzo esisto? Cioè, un cazzo esiste per la serie esisti o cazzo esisto a fare? Spiega di me. Poi provo a immaginare come sarebbe il mondo senza di me ed avverto una bella sensazione quando realizzo di essere ancora qui. Ti è mai capitato? Secondo te quali motivi potrebbe portarti? No, aspetta Raffaele, spiegami questa cosa. Questa la uso come concetto finale. Vediamo un po'. Allora, Raffaele, qual è la domanda? Cioè, cos'è che ti soffermi a pensare? Cazzo esisto? Cioè, per la verità, o esisto anch'io, oppure cazzo esisto a fare? Che sono due cose diverse. Perché? Se ti rendi conto che te o ci sei o non ci sei, il mondo va avanti uguale, vabbè, ok. Ma questa è una cosa che dovremmo capire tutti. Se una persona si rendesse conto che è un granello di sabbia all'interno di un pianeta, che è un granello di sabbia all'interno di un universo, che probabilmente è un granello di sabbia all'interno di altri universi, dovresti prendere la tua autostima, mettertela sotto i piedi e dire, vabbè, che cazzo è questo? Non sono niente. Quindi farsi un bagno di umiltà potessi essere pure il dio in terra, saresti comunque un grenello di sabbia. Quindi, visto che la maggior parte di noi non è neanche un dio in terra, è ancora meno di un grenello di sabbia. Detto ciò... Tiziana, ciao. Non ti offendi. detto ciò il mondo andrebbe bene uguale senza di me non ci dimentichiamo che il mondo è fatto da da un sistema di di una tale distrazione che tu puoi morire stasera stasera ti mettono rip rip rip tutti gli amici che vedono che sei morto domani stanno già a pensare alla coppa italia e se segna il milan invece l'internia ne può fregare di meno che te sei morto quindi è rilevante tutto questo ragioniamo sul fatto che davvero al mondo di noi non ce ne ne può fregà de meno. Che tu abbia scoperto il nuovo motore magnetico, che abbia lasciato scritti come ha lasciato Osh e compagni, sì è vero, puoi lasciare qualcosa, puoi lasciare Qualcosa che può tornare utile? Ma tanto il mondo va avanti uguale senza te. Osh è morto, siamo andati avanti senza te e lui. Tesla è morto, siamo andati avanti senza te e lui. Non è che peggiorava o migliorava. Poi magari sì, potrebbe darsi che sarebbe stato diverso se fossero rimasti vivi. Ma nella perfezione del tutto andava bene così. Quindi, più che soffermarci a pensare che cazzo ci stiamo a fare, soffermiamoci a pensare come possiamo migliorare questo mondo. Tanto male non possiamo fare, male che vada non lo miglioriamo, ma almeno abbiamo usato una vita per qualche senso. invece di stare a... tanto di sicuro se non ci pensiamo lo distruggiamo, cioè ogni singolo passo che noi facciamo, ho fatto un video qualche giorno fa, ogni singola cosa che noi facciamo distruggiamo il mondo quindi qualunque cosa che avete sotto mano adesso l'avete perché avete o distrutto o deturpato o ammazzato quindi soltanto per questo dovremmo essere in eterna gratitudine e in eterno non in eterno senso di colpa, ma in eterno debito verso la Terra che ci dà tutto in cambio della sua vita. Perché tutto quello che avete, tutto, dal cavo di plastica al telefonino di plastica al vetro, al legno, ai vestiti, è tutto morte, deturpazione, fori, buchi, uccisioni, tutto. Quindi già l'intera terra si immola per noi. Ogni tanto se ci immoliamo noi per lei non è che sia così brutto. quindi quindi così è quindi siamo dei granelli di sabbia all'interno di di un granello di sabbia che è sparato nell'universo infinito che è un granello di sabbia sparato in mezzo a tanti altri universi infiniti con questa affermazione direi che potrei chiudere questo follow the flow di oggi 2 anzi per me è già 3 febbraio 2018 ricordandovi come al solito che che è vero che non siamo niente nell'universo non è come al solito perché non l'ho mai detto che è vero che non siamo niente nell'universo ma è anche vero che a volte le cose più grandi sono fatte da gli esseri più piccoli quindi non è importante quanto sei grande ma è importante quanto impegno ci metti se non ci credete pensate A quando dormite di notte è una piccolissima zanzara, ha la capacità di tenervi svegli per l'intera notte. E' piccola, ma se ci si mette può rompere davvero i maroni. Grazie amici, questa era Follow the Flow, la trasmissione casuale che segue il flusso dei pensieri e degli eventi del momento e questa sera ne abbiamo avuti davvero tanti, mi è davvero piaciuta, ho fatto una grandissima esperienza grazie a voi. Al solito non ha un appuntamento fisso, non ha un programma, non ha un tema, ma nulla accadrà per caso e tutto ha un significato per voi che la state ascoltando, esattamente come è accaduto questa sera. ma solo se vi soffermerete davvero a cercarlo. Follow the flow, segui il flusso e lascia che sia! Ci vediamo presto ragazzi, grazie a tutti!










