9 - ANIME, MESSAGGI E PRESENZA - Follow the Flow - Daniele Penna

Episode 9 of the Follow the Flow series: a live, informal audio broadcast (host: Daniele Penna) where the host answers audience questions about awakening, presence, messages from the soul, personal growth practices, symbols/sigils, emotion management, mentoring and teaching, and related anecdotes. The talk mixes pragmatic advice (e.g., don’t make hasty disruptive changes after ‘waking up’; create a strategy to avoid collateral harm), experiential claims (water/mind experiments, past-life recognitions), and practical exercises (presence practice, 90-day monitoring, immediate action to defeat procrastination). Tone is candid, conversational, sometimes humorous and provocative.
Chapters
Passiamo al flusso numero 9. Follow the flow, 108 persone, segui il flusso, lascia che sia, la trasmissione audio casuale che segue il flusso dei pensieri e degli eventi del momento. Ormai, ve lo ripeto costantemente, però magari, anzi, ogni sera c'è qualcuno di nuovo e quindi è giusto che sappia che cosa stiamo facendo. Teoricamente nasceva come un qualcosa che non avrebbe avuto un appuntamento fisso ma mi sta prendendo bene per cui mi sveglio alle due di notte per fare questo appuntamento fisso e per dare a voi la possibilità di ascoltarlo con più tranquillità perché magari se accendo la trasmissione alle 3 di pomeriggio o alle 5 di pomeriggio magari vi diviene un po' più difficile. Di sicuro non ha un programma e non ha un tema perché lo sviluppiamo assieme. L'unica cosa che so è che nulla accadrà per caso e tutto avrà un significato per ognuno di voi che la state ascoltando ovviamente solo se vi soffermerete davvero a cercarlo. Questa è follow the flow, segui il flusso e lascia che sia. Vediamo un po', la prima domanda arriva da Erika domenici o domenici innanzitutto voglio ringraziare tutti perché ci sono molti di voi che stanno davvero aspettando che inizi la trasmissione, state diventando degli affezionati e stanno accadendo cose veramente magiche sia a me che sto facendo tantissima esperienza perché grazie a questo mi costringo a stare un'ora, un'ora e mezza nel flusso e stare connesso, stare in canalizzazione, stare con degli spunti nuovi, con elementi nuovi, con delle persone nuove, sentirvi sempre di più, sempre più legati, per me è davvero un onore e un piacere. ma soprattutto è bellissimo quello che sta accadendo tra di voi, si iniziano a creare dei gruppi, si iniziano a incontrare delle persone, la vostra mente inizia a entrare in un flusso diverso, inizia a comprendere cosa vuol dire il linguaggio universale, inizia a capire e osservare i dettagli, a lavorare nei sogni, a far arrivare intuizioni. Io sto quotidianamente ricevendo da alcuni di voi dei feedback davvero che mi mi fanno svegliare alle due di notte e mi danno la forza di continuare con sempre maggiore energia, perché una cosa nata per gioco come al solito, come un test e come un gioco, sta diventando una vera e propria trasmissione di crescita personale, di evoluzione, di cazzeggio. di un modo per passare il tempo con qualcosa magari di più interessante delle cagate che passano in televisione. Poi magari ogni tanto in televisione passa anche qualcosa di interessante, la pubblicità in genere, che forse è davvero l'unica cosa interessante da televisione. Almeno imparate, si impara un po' di comunicazione fatta bene. Dunque, Dicevamo, innanzitutto fatemi verificare che ho iniziato la trasmissione, sì, e che ho iniziato la registrazione. Dicevamo, Erika. Ciao Daniele, innanzitutto buonasera o buonanotte. Non sono addicto ai fusi orari, sono sei ore avanti Erika. Volevo porti una domanda. Cosa ne pensi di una persona che vive per anni nel torpore, nella paura, che soffoca i propri sogni e desideri, ma che un giorno, così all'improvviso, si sveglia e vede tutto chiaro davanti? a sé e decide di realizzare i progetti accantonati. E vuoi sapere cosa ne penso? Era ora! Cioè, era ora che una persona si svegli ed è già un miracolo perché in linea di massima non è così facile che una persona si svegli così d'un blé, a meno che non è successo qualcosa di traumatico o di illuminante. C'è da dire una cosa e mi dà uno spunto interessante. Il sistema, io chiamo il sistema tutto ciò che ha creato i condizionamenti nella nostra mente, quindi la scuola, le credenze dei genitori, la chiesa, la politica, la televisione, eccetera eccetera eccetera. vuole renderti schiavo e vuole renderti stressato così che tu non pensi ricordati sin dall'inizio dei tempi e dividi e timpera la regola e soprattutto mantieni il popolo nell'ignoranza governerai per sempre questo stile è rimasto da parte dei governanti più si è ignoranti meglio è non a caso poi l'italia è fantastica per questo perché è uno dei pochi paesi dove la maggior parte delle persone non sanno l'inglese quindi è un po' come dire è una sorta di dittatura comunicativa, perché così puoi sorbirti soltanto le cose nella tua lingua, quindi soltanto quello che viene censurato dalla tua lingua. Invece appena inizi a comprendere le altre lingue puoi aprirti a dei mondi e scoprire che non è proprio esattamente come te la raccontano. Comunque, detto questo, qual è il problema? che se tu mi dici che cosa penso di una persona che così d'amble improvvisamente si sveglia e vuole realizzare i suoi sogni. E' fantastico! A patto che lo possa fare. Perché in linea di massima che cosa accade? Accade che, e ho visto diverse persone, ne ho conosciute tante, di persone che iniziano a eliminare l'anestesia, io li chiamo proprio anestetizzati, perché per non dire incoglioniti, però diciamo vengono, non vengono incoglioniti dal sistema, vengono anestetizzati dal sistema. L'anestesia sai com'è, ti addormenta, ti fa andar bene tutto, anche il dolore te lo fanno passare. te lo fa passare e non lo senti. Non è che non hai il dolore, perché ti aprono e ti levano un organo e magari te ne mettono un altro, ma non lo senti. L'anestesia è così. Che succede? Che quando l'anestesia viene meno, e quindi qualcuno magari ti aiuta a toglierla, questi flussi di pensieri aiutano a disanestetizzarsi. Il problema è che cominci a svegliarti e quando ti svegli uno scopri che hai ancora diversi dolori da risolvere. Due, non ti puoi alzare perché sei legato a un letto, perché sei ancora coi punti con tutti i casini che hai. Ora, vediamo la metafora nella vita di tutti i giorni. Tu ti puoi anche disanestetizzare, quindi svegliare, ma se nelle condizioni per cambiare tutto, perché ho visto e ho conosciuto tantissime persone che cominciano a comprendere come funziona e cominciano a comprendere che si sono sposati per bisogno di avere qualcuno vicino. Hanno fatto dei figli per evitare che il compagno o la compagna li lasciasse. I figli diventano il loro più grosso problema, perché adesso non possono fare più quello che vorrebbero e il figlio diventa una rottura di palle. e quindi cominciano a scoprire tutta una serie di cose. Il lavoro lo fanno perché devono soddisfare un bisogno che avevano per mancanze da piccoli. Si rendono conto di vivere una vita assolutamente assurda che inseguono dei bisogni, i quali bisogni nel momento in cui cominci a evolvere e a crescere ti vengono meno, perché non ne hai più bisogno, quindi ti ritrovi in una vita con una famiglia che non c'entra più niente, non senti più niente, non senti più tua, un lavoro che non senti più tuo, magari un mutuo, magari un'azienda con tuo marito, con tuo marito, con il tuo compagno, con il tuo compagno e adesso che succede? Adesso ti sei disanestetizzato, ti sei svegliato e che fai? Che fai? Non puoi cambiare niente. O mandi tutto a quel paese, il che non è facile, perché ricorda che quando fai un cambiamento Devi anche prenderti la responsabilità del tuo passato. Quindi non puoi mandare a fanculo tutti e magari lasciare una creatura di cinque anni così, senza una madre o senza un padre. Devi assumerti la responsabilità delle cavolate fatte prima. Quindi è vero il cambiamento si lo puoi fare. La risposta a Erika è questa. Va benissimo che realizzi progetti, accompagni. L'importante è che non crede danni collaterali agli altri. Quindi, nel momento in cui ci si sveglia, il consiglio qual è? E' non fare dei cambiamenti drastici, perchè a volte i cambiamenti drastici possono portare delle conseguenze ancora peggiori della situazione primordiale. Nel momento in cui ci si sveglia, con la mente sveglia, e non più addormentata, anestetizzata e imbottita di stress che non vi fa capire più niente, iniziate a creare una strategia valida. Una strategia valida, uno, per sistemare tutto quello che avete attorno, e due, a quel punto cambiare. Cosa vuol dire sistemare tutto quello che avete attorno? Che non è che potete lasciare moglie, figli, mutui, banchi, eccetera. No, dovete risolvere tutto quello che c'è da fare. O dovete creare dei presupposti comunicativi tali che non creino delle bombe a orologeria, o che non creino un effetto boomerang. Quindi se io me ne voglio andare e c'è una bambina dei 10 anni, 12 anni, 13 anni, devo creare tutta una serie di presupposti con quella bambina, quindi parlare, non soltanto parlare, istruire, far capire, ragionarci assieme, lavorarci assieme, per far comprendere che la mamma se ne va e la bambina resterà col padre, o viceversa. Non puoi andar via e basta, ok? Perché sennò poi magari vivi di sensi di colpa. I sensi di colpa ti ritornano a essere stress che non ti fanno vivere come vorresti. Quindi la risposta, Erik, è questa. fantastico se una persona si sveglia di suo, viene svegliata o si sveglia per qualche secchiata di ghiaccio in testa, ma prima di cambiare mi raccomando non fare azioni che possano creare dei danni collaterali agli altri, questo è importante. andiamo avanti allora ragazzi non me ne vogliate ricordatevi che adesso inizia ad essere sempre di più siamo 145 io non leggo tutta la chat io parlo guardando in questo caso il buio perché non vedo niente davanti a me quindi sono davvero nel flusso e nei pensieri e quindi poi che succede che quando che quando smetto di parlare, riguardo la chat, e la prima domanda che mi capita sott'occhio, la leggo. Quindi, Erika guarda un po', mi ritorni a dire, la bambina viene con me a 13 anni ed è d'accordo, grazie mille, risposta molto esaustiva. Perfetto Erika, fantastico. Ma l'ho beccata pure in pieno. Manco a dirlo, manco li conoscessi. Bambina, 12-13 anni, ok. Daniele Pinco. Pinco. Daniele, Daniele, Daniele. Quando parlerai e dirai qualcosa di più sulle comprensioni che hai avuto sullo studio? In che senso? Sullo studio? Di che cosa stai parlando Daniele? Tutto quello che sto dicendo sono comprensioni che ho avuto, quindi di cosa stiamo parlando? Intanto andiamo avanti. Loredana. Molto spesso, quando sono nella presenza, mi vedo in una sorta di moviola rallentatore. Tutto avviene in modo molto lento, come se fossi fuori dal tempo. Puoi spiegarmi come mai? No, non ne ho idea, però... però potrebbe essere un effetto simpatico nel senso che quando ti vedi da fuori e ti vedi da un livello dell'osservatore ok? in fisica quantistica si parla proprio dell'osservatore l'osservatore che poi riesce a manipolare la realtà quindi nella posizione dell'osservatore tu in realtà lo puoi anche manipolare il tempo Cioè, non vedi le cose nella velocità normale. E' un esercizio che puoi fare anche a occhi chiusi. A occhi chiusi tu puoi gestire tranquillamente la velocità di un'immagine o di una scena. Puoi farla andare più avanti, più velocemente, indietro. scusa, puoi farla andare più velocemente o meno velocemente, ci sono esercizi apposta che lavorano proprio su questo, sono sotto modalità. Ma in realtà questo può accadere anche in una fase di presenza, cioè se tu hai bisogno di vedere qualcosa con più dettagli, lo vedi come se fosse il rallentatore, ma in realtà quando sei presente è normale essere il rallentatore. Io sono una persona che mangia, divora. Per me il cibo, se mi devo nutrire, prima me ne nutro, prima me lo levo dalle palle. E quindi mangio abbastanza velocemente, cosa che non fa neanche bene. tranne quando mangio in presenza. Quando mangio in presenza posso stare a mangiarmi un piatto che normalmente magari ci avrei messo tre minuti a mangiarlo, ci posso mettere mezz'ora. Perché? Perché la presenza mi permette di osservare, di gustare, di sentire i cambiamenti di sapore a ogni masticazione. La presenza ti porta a rallentare tutto. Ti ricordo che un esercizio di presenza è proprio la ripassana. Quando fare un passo o due passi potrebbero volerci ore, perché per farlo devi essere completamente presente. Quindi ci sta che la presenza rallenta tutto, proprio perché per essere presente hai bisogno di più tempo per osservare tutto quello che c'è. Quindi ci sta. Allora, Anastasia Galosi, sei un grande, grazie. Gianmarco Del, Gianmarco Del, punto. Gianmarco Del, Del è il tuo proprio cognome. Gianmarco Del, fantastico. Ciao Daniele, cosa ne pensi dei sigilli magici e chi dice che funzionano e perché ci credono talmente tanto che modificano l'ambiente quantico, a ridarglielo quest'ambiente quantico, mi dovresti spiegare che cos'è. Allora ragazzi, i sigilli magici, così come tutti gli oggetti... possono avere un significato, possono essere caricati con determinate cose, così come le pietre e tanti altri. Abbiamo scelto, ad esempio suonera, ci sono dei prodotti, ci sono pochissimi prodotti e alcuni sono proprio questi, i sigilli degli arcangeli, degli angeli, degli arcangioli, un po' perché ci sono molto affezionato e un po' perché sono molto potenti. E' ovvio che ci sono alcuni simboli che rappresentano degli archetipi, rappresentano a livello così antico determinati poteri che già soltanto averli addosso fa la differenza. Masaru Emoto ci ha lasciato, purtroppo ci ha lasciato qualche anno fa, ma ci ha lasciato anche tantissimo materiale su questo e dove ci ha dimostrato come le parole, come i simboli, come i suoni, come determinate canzoni, come i mantra vanno a cambiare letteralmente la forma dell'acqua. Noi siamo fatti di acqua. Quindi essere esposti a determinate parole, a determinati simboli, a determinati suoni migliora letteralmente la vibrazione dentro di noi e la forma fondamentalmente dell'acqua di cui siamo fatti, ok? L'acqua potremmo quasi dire che È una sorta di hard disk perché mantiene, registra, abbiamo fatto diversi esperimenti io personalmente a trasmettere pensieri sull'acqua e farli leggere a qualcun altro e le altre persone leggono quello che noi abbiamo registrato nell'acqua, quindi sono cose particolari ma funziona. Quindi è estremamente importante poter avere con sé cose che possono aiutare invece che possono distruggere. Ad esempio i tatuaggi sarebbero da evitare come la peste, però se proprio uno si deve fare i tatuaggi, se li dovrebbe fare evitando assolutamente tutti i punti della copuntura, quindi tutti i passaggi di meridiani e qualunque punto della copuntura, cioè abbiamo 3.000 sul corpo, oltre 3.000 sul corpo, quindi quelli non dovrebbero mai essere neanche sfiorati da un tatuaggio e soprattutto se proprio ti devi fare un tatuaggio devi fartelo o dovresti fartelo con qualcosa di sano non con un teschio e la scritta viva la morte cose del genere perché se leggiamo Masaru Emoto o vediamo i suoi studi capiamo quanto siano devastanti per il nostro corpo io personalmente ho fatto più volte l'esperimento del riso, lo trovate anche sul mio youtube l'esperimento del riso cotto, esposto a determinate parole ed esposto ad altre parole, quindi a parole positive e a parole negative. Come il riso cambia in base all'esposizione di determinate soltanto, di solo parole. E vi posso garantire, fate quell'esperimento, vi cambia la visione delle cose, perché lo vedete accadere davanti a voi. Andate sul mio YouTube, sul mio canale YouTube Daniele Penna Training, cercate Daniele Penna su YouTube, lo trovate subito, e cercate esperimento del riso. c'è ed è... e vi consiglio di farlo, vi consiglio di farlo. Attenzione, voi osservatori potete modificare le cose, quindi è importante che anche voi ci crediate e che voi aiutiate l'esperimento. Scoprirete come questo è... quindi quanto siano potenti parole, musiche, mantra, sigilli e qualunque altra cosa. Quindi, sì, dipende dal sigillo o in linea di massima sì. Io ripeto, sono molto legato ai sigilli di, vabbè, per eccellenza il sigillo di Michele, dell'arcangelo Michele, di quello che noi, attenzione, sulla terra chiamiamo arcangelo Michele, attenzione perché se dovessimo parlare di arcangeli non finiremmo più a parlarne. Michele, Raffaele, un po' meno Gabriele, poi tutti, comunque ci sono. Però sì, sì, potenti, sì, utili, sì, meglio tenerli che non tenerli. Alessia Bellasame, come si fa a riconoscere un'anima vecchia dalla barba? Ti direi dalla capacità di comprensione di quello che accade. Io me ne sto accorgendo sempre di più in questo periodo e io mi sento ogni singolo giorno come se stessi imparando una lingua nuova. Io sto imparando la lingua in cui comunica l'universo, in cui comunica la nostra anima, in cui comunica quell'intelligenza che ci vuole guidare dove dobbiamo andare. E comunica non attraverso parole, comunica attraverso eventi, attraverso messaggi, attraverso sincronicità, ma comunica con una chiarezza così... non mi viene neanche un termine così precisa a volte. Il problema è che dobbiamo riuscire a capirla. Quindi è un po' come quando non conosci una parola e te la devi andare a cercare sul dizionario, quindi vai lì, solo che non c'è un dizionario ancora del linguaggio universale. E questa è la cosa difficile. Quindi sto imparando una lingua senza avere nessun supporto. Ora, io penso che un'anima vecchia la puoi comprendere dalla velocità di comprensione di quello che accade. Quindi, se trovi una persona che sta ancora nel io c'ho ragione, tu c'hai torto, quello che succede è colpa degli altri, io non è mai responsabile a me, è tutta colpa tua, tu hai fatto una cazzata, io sono incazzato nero, io direi che uno è decoccio, due ne ha ancora di strada da fare. Ancora di più, ancora più giovane, sono quelle anime, secondo me, che nel momento in cui si ritrovano a trovare qualcuno che gli apre gli occhi, loro preferiscono tenerli chiusi. e a quel punto non ci potete fare niente. Attenzione, questa è una cosa fondamentale ragazzi, non potete aiutare chi non vuole essere aiutato. C'è un vecchio detto che dice, puoi portare il cammello alla fonte ma non lo puoi obbligare a bere. Questo ricordatevelo sempre, soprattutto a chi chiama aiutare gli altri, a volte non li aiutate per niente, a volte li aiutate più lasciandoli soffrire nel loro brodo di sofferenza. Voi potete tendere una mano, ma tendere una mano vuol dire che voi, per poterli aiutare, dovreste aver come minimo già superato il problema che la persona ha ancora. Non li aiutate ripetendo le parole di qualcun altro, non è che voi sentite me o leggete un libro o fate un corso e potete aiutare la gente. No, risolvetevi voi le vostre cose, poi pensate agli altri. Ricordate! il segreto della vita, o meglio il senso della vita, vi viene detto ogni volta che andate su un aereo. Se ascoltate quella roba che vi dicono all'inizio, vi dicono in caso di perdita di pressione vi verranno giù le mascherine. Se avete un bambino vicino, mettete la mascherina prima a voi e poi al bambino. E questo è il principio. Prima pensate a stare bene voi, poi pensate agli altri. Non è che pensate agli altri per stare bene voi. Perché questo è un sotterfugio. C'è gente che aiuta gli altri semplicemente per avere il grazie o per sentirsi importante o per sentirsi di aver fatto qualcosa di utile. Per sentirsi utile, ok? Sentiti utile senza aiutare gli altri. Perché spesso e volentieri non li stai aiutando. Quindi questo è fondamentale. Stefane, non voglio essere aiutate ma poi si lamentano e stanno male, non è buffo? Sì, Stefane, è normale. La gente non vuole essere aiutata, vuole che tu gli soddisfi i suoi bisogni, ok? Punto. Basta. Questo è il principio. Quando tu gli vai a non soddisfare i suoi bisogni, si incazzano. Anche se glielo dici, guarda che sono bisogni, la cosa importante invece è che io te li mostro così che tu li puoi risolvere. E invece no. Si incazzano, è colpa tua, tu non capisci, tu non mi capisci, io c'ho i miei tempi... Ah, invece c'è questa, attenzione. La classica frase, ma io c'ho i miei tempi, ok? Questa l'ho sentita migliaia di volte. No, tu vai troppo veloce, io c'ho i miei tempi. Vabbè, c'hai i tuoi tempi. Fatte altre 7-8 vite a cercare di avere ragione e a cercare qualcuno che ti soddisfa i bisogni, ma non rompe le palle a me. Ci siamo. Il principio è questo. Io c'ho i miei tempi, lo sentirete spesso. Soprattutto quando qualcuno magari diventa come me che va giù pesante, cioè io ti posso entrare con una frase che ti taglia in due magari dopo tre minuti che ti conosco, perché non c'ho tempo da perdere. Cioè nel momento in cui comprendo uno schema te lo faccio notare subito. e ti testo subito per vedere come rispondi. Questo è il bello. Se vedo che neghi immediatamente e la tua comunicazione non verbale è in crisi di panico perché si sente sgamata e messa a nudo, ok, va bene. Andiamo avanti. Bene, andiamo avanti. Siamo 164, ragazzi. Vediamo, vediamo, vediamo. Oh, ragazzi, però siamo sempre gli stessi che parlano. Chiara Rossi, cosa ne pensi di Roy Martina? Allora, Roy è un amico. Io gli devo tanto al primo Roy. non a quello di adesso. Roy è un grandissimo personaggio e un grandissimo venditore, ma ha anche tantissima esperienza. Adesso, secondo me, non sta dando l'esperienza che ha passato prima. Ho avuto la fortuna di fare con lui l'unico corso che fece per i figli. Un mese in Olanda, mattina, notte e giorni. Iniziavamo alle 5 del mattino e finivamo alle 2 di notte. Quel mese mi ha cambiato la vita. Non l'ha mai più fatto. Tra l'altro costò pochissimo. Eravamo 70 persone da tutto il mondo e rimanemmo in 45. Durissimo, veramente durissimo. Quello mi ha cambiato la vita. Non l'ha più fatto. Perché era poco commerciale. Adesso è molto commerciale. In più sta adesso in Italia in mano a un'azienda che è anche molto commerciale, quindi si fa quello che serve per vendere, se devi vendere corsi. Se devi vendere corsi devi fare ciò che vende, non devi fare ciò che non vende. Infatti io preferisco non vendere più niente, perché se devo dire cavolate pur di vendere, preferisco star zitto. E va bene così. Dunque, Anna Paola Siotto, esistono le anime collettive? Noi lo siamo? Non ti so dire, non so cosa intendi per anima collettiva, cioè un'anima che ha più persone. Che vuol dire anima collettiva? Non lo so. Lara, ciao Daniele, ciao a tutti. Andiamo avanti, come capire i messaggi dell'anima? Alessandra, in linea di massima ne stiamo parlando un po' in tutti questi flussi. L'anima in qualche modo ti comunica ogni singolo istante, ogni singolo istante. Se tu riuscissi per un attimo a fermarti e cercare di comprendere il messaggio che c'è o i messaggi che ci sono dietro ogni singolo minimo evento che ti capita, non solo come singolo evento, ma come flusso di eventi. Ecco perché qui stiamo parlando di flusso. Perché quando tu parli con una persona non è che gli dici una parola, non è che gli dici ciao e basta. Poi fra tre giorni gli dici vorrei e basta. Poi fra una settimana gli dici una e basta. No, il flusso è continuo, quindi i messaggi della tua anima sono costanti e continui, è come se ti parlassi costantemente. Quindi una mosca che ti vola davanti, un messaggio che ti arriva su Facebook, un uccellino che vola che ti attira la tua attenzione per i suoi colori sgargianti, un'ape che ti entra dentro casa e ti sibila nell'orecchio e magari ti mette paura, un bicchiere d'acqua che ti cade, una telefonata, il postino, Tutta una serie di eventi che se li metti assieme sono un discorso. E non è facile, attenzione. Però sono esattamente come un discorso che ti fa una persona che è di fronte. Quindi se noi iniziassimo a ragionare come un flusso di parole che ci comunica costantemente, potremmo iniziare a leggere quello che ci sta accadendo, quindi quello che la nostra anima vuole dirci e che, grazie all'universo che si muove con gli eventi circostanti, sta mettendo in atto, sta mettendo in scena, potremmo iniziare a comprenderlo. Ripeto, non è facile. Il mio sogno potrebbe... è proprio quello di cercare di, non dico codificare, perché codificare è un parolone, ma creare qualcosa di fruibile, creare una serie di consigli, una sorta di grammatica del linguaggio universale, quindi proprio le regole che ho scoperto nel mio percorso per comprendere ed interpretare. E non è facile perché ci sto lavorando tutti i giorni e non vi nego che Non vi nego che quello che sto facendo qui mi sta aiutando tantissimo, perché qui sto proprio nel flusso, quindi questo flusso qualunque cosa accade l'abbiamo visto ieri. Faccio un esempio di come funziona la lingua russa per comprendere, mi appare qualcuno con la scritta in russo che ci dà proprio il modo di farlo. Ci sono queste piccole cose, ma che non sono così piccole. Cosa penso di Tony Robbins? Il più grande trainer di tutti i tempi? Il più grande venditore di tutti i tempi? E' bravo, per carità. Io non ho mai avuto modo di vederlo dal vivo, però è indubbiamente molto bravo. È chiaro che è tutto PNL, non ci dimentichiamo che Tony Robbins nasce dalla PNL. Poi dici che non usa la PNL e la chiami in altre maniere perché come al solito devi creare una cosa tua, però ha una forza quell'uomo che è la metà basta, è di un travolgente spettacolare sia la sua storia sia quello che ha fatto. è riuscito a creare qualcosa che solo lui è riuscito. E' Tony Robbins. Ecco, questa è una cosa che va a suo vantaggio ma anche a suo svantaggio, perché è solo lui. Non è riuscito a trasferire... cioè non esiste un altro Tony Robbins. Esiste Tony Robbins, punto. Quindi è un maestro che rimane un maestro, ma non c'è neanche un Tony Robbins che si avvicina a lui. C'è un divario spaventoso tra lui e il mondo. e ciò ti fa pensare che non sta trasferendo le reali informazioni, quindi i suoi reali passaggi. Torniamo sempre a questo discorso. Cosa ti insegno? Voglio che qualche allievo superi il maestro? Perché il vero maestro è quello che riesce a formare degli allievi che lo superino. e sarebbe la cosa più bella del mondo trovare qualcuno che ti supera, perché vuol dire che hai davvero insegnato e trasferito tutti. Quando invece tra te e gli altri c'è un divario della madonna vuol dire che tu non stai insegnando, stai vendendo, cioè stai dando quello che serve per vendere. E non solo, se sei bravo, leghi le persone così che loro compreranno sempre altri corsi. Ho visto molte tecniche applicate in maniera estremamente manipolativa per vendere. è certo che le usi, ma le usi ma non le insegni, è diverso. Perché se io ti insegnassi come si manipola la gente, tu non lo potresti più fare. Cioè, se lui insegnasse come si condizionano le menti come si deve, tu non puoi usare le stesse tecniche che insegni all'interno del corso in cui poi cerchi di vendergli l'accademia da 9, 10, 15, 20 mila euro, ok? Questo è il principio. però che sia bravissimo in dubbio. Alex Ferrara. E' la prima volta che ti vedo, Alex. Benvenuto. Ciao Daniele. E' realmente possibile risolversi i bisogni funzionali attraverso la presenza e il costante monitoraggio delle proprie azioni e schemi per almeno 90 giorni di fila, quindi a livello conscio, come spieghi nel video apposito? Oppure sono necessari avori più profondi come gli stati altreali di coscienza, oppure entrambe le cose, oppure non ho capito una mazza e sto delirando? Tutte e tre, Alex. Tutte e tre sono possibili soluzioni. La presenza sicuramente aiuta, c'è da dire una cosa, la presenza sui propri bisogni è quasi un paradosso, perché è quasi impossibile vedere qualcosa in cui noi stiamo dentro. Ecco perché è utile un aiuto esterno, perché da esterno si vedono delle cose che tu non vedi, proprio perché sono inconsci. Se sono inconsci vuol dire che rientrano in quel 95% di comportamenti che la mente fa in maniera inconscia. Se sono inconsci non puoi essere presente. E quello è il bello. E' quasi impossibile che con quello spicciolo di mente cosciente che hai, che è veramente un briciolo, riesca a essere presente sui non mi ricordo forse 200 milioni di processi mentali al secondo che avvengono. Quindi come minimo potrei essere presente su 1, 2, 3 processi, ma tutti gli altri passano inconsciamente. Ecco perché da fuori è più semplice vederlo. Ti posso garantire che anche persone abbastanza addestrate non li vedono. Io infatti una cosa che dico sempre alle persone è che se notate qualcosa di me, fatemelo notare perché soltanto così io posso porre attenzione su quello che mi dite. Che ne so, un tono di voce, una ripetizione, un qualunque schema, un atteggiamento, qualunque cosa che possa essere un dettaglio di uno schema che io ancora non riconosco, Ditemelo, perché così mi ponete l'attenzione sull'io posso andarlo in presenza. Cioè, posso direzionare il mio faro di presenza su qualcosa che io da dentro non vedo. Cioè io da dentro non vedo le mie espressioni facciali, le posso ipotizzare, ma non sto davanti a uno specchio. Quindi non vedo la mia comunicazione non verbale, se la conosco e sono bravo me la posso anche vedere da solo, ma devi essere presente. Dovresti vivere in una sorta di dissociazione, dovresti vederti come un osservatore esterno. Ti dirò, io lo faccio, ma ho un'esperienza folle su questo, per cui ho fatto talmente tanto lavoro che la mia mente entra, esce, gira, fa quello che vuole. Cioè io riesco veramente a lavorare come se avessi sei telecamere attorno a me e posso muovere, mi posso muovere come un regista come diavolo voglio. ok, ma faccio queste cose qui da quando avevo 18 anni, ce n'ho 40 spicci, sono del 73, quindi insomma la mente è stata addestrata non per 90 giorni, ma per anni. Per cui è utile un aiuto esterno. I lavori inconsci sono utili, se ben fatti. Non hai capito una mazza? Stai delirando? Puoi essere attenzione io lo do sempre come ipotesi mia personale cioè potrebbe anche darsi che tutto quello che sto dicendo e tutto quello che ho imparato e tutto quello che posso trasferire o posso canalizzare potrebbero essere una valanga di minchiate spaventose ci sta poniamoci il dubbio sono il primo che dice non credo una prova di quello che vi dico e mettiamo in dubbio qualunque cosa io sono il primo che mi metto in dubbio Il mio metro di riferimento è, qualunque cosa stai facendo ti fa star bene, ti fa star sereno e ti fa star sano, è rilevante se è vero o no. Se per te funziona, continua. Quindi il principio è, se funziona, keep going, vai avanti. Se non funziona, cambia qualcosa, è ovvio. io ti racconto quello che per me funziona non mi posso mai dimenticare quando andavo in giro a fare le conferenze sulla legge di attrazione che poi trovate nel mio primo corso online, è stato quello lì che mi ha in qualche modo fatto conoscere, mi ha fatto un milione di visite ci fu una persona da dietro mentre parlavo di legge di attrazione, la mia storia, come ho compreso questo concetto della legge di risonanza eccetera Si alzò, alzò la mano tutt'un cazzato e disse, ma tu come fai a dire che queste cose sono vere? Ho detto, no, mica le dico che sono vere, io dico che questa è la mia esperienza. Tu magari c'hai la tua. E ti dirò, se hai un'esperienza che ti ha permesso di stare sano, essere sereno e ottenere tutto quello che vuoi nella vita, vieni qua sul palco e vienicela a spiegare, così imparo pure io. E lì si è zittito e si è messo al sedere. Sono tutti validi, basta che avete un'esperienza da raccontare, portate la vostra esperienza pratica, quindi, torniamo al discorso di prima, prima di aiutare gli altri, createvi la vostra esperienza, diventate dei leader, l'unica maniera per... aiutare gli altri e diventare un modello. Cioè le persone non vi devono, non devi essere tu a dire guarda io faccio il coach, ti voglio aiutare. No, le persone devono guardare, devono vedere la tua vita, devono vedere la tua salute, devono vedere come stai, devono vedere come parli, come ti poni, come gestisci, come fai, come dici, e poi ti devono guardare e dire, scusa ma come cacchio fai? Ma me lo insegni? E allora a quel punto siete autorizzati a insegnare. A quel punto dettate voi le regole. Sì, ti insegno a patto che queste siano le regole. Se vuoi ti insegno, se no ti arrangi. Va, punto. Così è. Quindi prima di tutto diventate voi un modello per gli altri. Allora, Massimiliano Frattari, sono appena entrato e mi hai dato la risposta di una domanda che mi facevano ora fa. È ovvio, funziona così il flusso. Chiara Rossi, io penso che la moglie ha cambiato a Roy Martina? Io penso col punto interrogativo? Che ne so? Ah, cioè mi stai chiedendo se tu lo pensi? Non lo so, Chiara, tu pensi che la moglie abbia cambiato a Roy Martina? Oh, va bene. Stefano della Monica, ciao Daniele, come si impara effettivamente una università? Puoi fare degli esempi? Come si impara? Ne parlavo ieri, trovando il dono. trovando il dono. Non è molto semplice, la risposta è semplice, ma a volte è facile trovarla. Se sei stato abbandonato da piccolo, oppure se sei stato violentato da piccolo, se sei stato, che ne so, stuprato da piccolo, qualunque cosa, comprendi nel dono. Tu mi dirai che quale sarà il dono nello stupro da piccoli? Non lo so, non conosco la tua vita, ma c'è sicuramente un dono. Ricorda una cosa, Ti faccio un esempio. Tempo fa ho incontrato una ragazza che tra l'altro era online qualche tempo fa. è una ragazza che ha forse 20 anni, 21 anni aveva dei genitori... era straniera aveva dei genitori... fammi ricordare... alcolizzati era lei che da piccola, da quando era piccina aiutava i genitori quindi era lei la mamma di famiglia era lei il genitore dei suoi genitori, ok? Questa ragazzina, 21 anni, aveva un'esperienza che la maggior parte delle persone a 50 non aveva. Ovviamente veniva picchiata, veniva trattata malissimo, se senti raccontare la sua storia ti metti le mani nei capelli. 21 anni. 21 anni lei ha reagito con una ragazza assolutamente indipendente, riesce a fare qualunque cosa, ha un'esperienza pazzesca, se pensi che una ragazza ha 21 o 20 anni, non mi ricordo ma anche quanti ce n'ha, stanno ancora a giocare a bambole e stanno a pensare a pittarsi le unghie, ok? A quel punto lei continua a raccontarmi questa storia perché i miei genitori bla bla bla bla bla bla mi racconta tutto quello che le era successo, una storia drammatica, tragica, violenta, cioè di tutto di più. A quel punto le feci una domanda e le dissi se tu avessi una figlia oggi e volessi che a 21 anni lei fosse come te cosa faresti? Ci ha pensato per un po', il suo volto è cambiato e mi ha detto l'unica maniera per farla diventare come me sarebbe trattarla come i miei genitori hanno trattato me. In quell'istante ha capito il dono. Lei è diventata quella che è diventata grazie, non a causa, grazie a quello che le hanno fatto i suoi genitori. È stato quello il dono. perché se fossero stati come tutti gli altri genitori lei a vent'anni starebbe ancora magari a scuola a pensare ai ragazzini, a pensare ai messaggini, a pensare a chissà le quattro cazzate che magari molte ragazzi di quell'età pensano, non dico tutte, ma molte. Quindi c'è sempre un dono. Va semplicemente cercato. Andiamo avanti. Esmiralda. Alailai. Ho imparato che è importante esprimere le emozioni, ma vorrei imparare a gestirle. Ad esempio, se mi prende una rabbia, a volte fa paura anche a me, sembra un uragano. Esmiralda, a questa domanda ho risposto credo ieri, dove qualcuno diceva che voleva imparare a gestire le emozioni. Perché volete gestire le emozioni? Perché non vi risolvete la fonte di quelle emozioni? Perché non imparate a risolvervi ciò che vi fa scattare il trigger, quindi il grilletto, l'embolo, dove scatta l'embolo. Quando scatta l'embolo, io mi insegno sul salto quantico, c'è una regola che dico sempre all'inizio quando aiutavo qualcuno, ed è se una cosa ti dà fastidio scrivila sul tuo quaderno dei fastidi perché questa sarà la base per iniziarci a lavorare. L'obiettivo secondo me di una crescita personale per arrivare alla serenità è che tu debba arrivare a un punto in cui niente niente ti può toccare, niente ti fa scattare, niente ti dà fastidio. Non è qualcosa da gestire. Cioè non è che mi viene la rabbia e la devo gestire, ma la devo mantenere perché la devo tenere dentro. Quello è reprimere. La repressione è tra le cose peggiori. Puoi esplodere, ok, ma in questo caso è una rabbia che esplode, tra l'altro un'energia che usi nel peggiore dei modi. puoi reprimerla, peggio ancora perché tutta l'energia ti implode dentro e ti fa ancora più male, oppure puoi risolverti la causa. Per cui la prossima volta che ti accade quella cosa lì, te ne freghi. Quando ero anch'io in un comune mortale, con tutti i casini che c'erano da risolvere, io vivevo a Roma. A Roma, non so se sai come si guida, è abbastanza probabile che qualcuno ti taglia la strada. Quando ti succedevano cose del genere, la voglia era di scendere, fermarti, dargli una criccata sulla testa e riandartene via. bestemmiavi, tiravi quattro ma dopo sono tutti stressati a Roma, non se sanno cacchio, vanno, camminano sempre, io sono convinto che sul raccordo anulare di Roma vengono pagati dei figuranti perché cazzo c'è traffico sempre, cioè 24 ore su 24 c'è traffico su un anello di 80 chilometri, la gente gira, forse pensano che sia una pista da corsa che continua a girare sull'anello del Gra. e quindi c'è sempre traffico, è un ottimo modo per incazzarsi perché fai ore e ore e ore di macchina fermo sul raccordo, non si sa perché, a volte perché ci sono dei cesti dell'immondizia o c'è un incidente finito da due giorni ed è rimasto una strisciata di gomma a terra, la gente rallenta per vedere che cosa è successo e si creano 28 chilometri di coda. In quel momento lì ti girano un po' i coglioni, ok? E quindi in quel momento ti veniva quella rabbia? Ma perché ti veniva quella rabbia? Perché sentivi di perdere tempo? Perché nel mio caso sentivo di perdere tempo quindi avrei fatto di meno, avrei fatto di meno e quindi mi sarei sentito in colpa, mi sarei sentito in colpa perché ne sentivo di non valere. Quindi alla fine mi incazzavo con quello lì che gli avrei voluto sfasciancre i chi faccia perché io credevo di non valere, ok? Nel momento in cui io mi risolvo questo, Passami davanti, tagliami la strada. Oggi te lo vedo come un messaggio. Mi hai tagliato la strada? Bene, ritorniamo a quello che dicevo prima. E' uno di quegli eventi che mi sta dicendo qualcosa. E' un messaggio insieme a tanti altri. O forse una parola di un messaggio insieme a tanti altri. Se ti fai prendere dalle emozioni, perdi i messaggi. E quello è il bello. cioè puoi stare con la testa dentro di te a sentire le madonne che urlano dentro di te, oppure puoi ascoltare la persona che è di fronte, ovvero l'universo, ovvero la tua anima, ovvero tutto quello che ti sta cercando di dare una mano. Quando c'hai una persona di fronte, devi ascoltarla. Attenzione, questo è un altro dei grandi problemi delle persone. Nella maggior parte dei casi non siamo abituati ad ascoltare. Noi non ascoltiamo per ascoltare la persona, ascoltiamo per dare una risposta. Quindi per capire quello che dobbiamo dire. Non ascoltiamo per comprendere la persona, le sue ragioni. Se ascoltassimo per comprendere le ragioni, la mappa dell'altra persona, quello che c'è in testa dell'altra persona, si risolverebbero tre quarti dei problemi, perché entreremmo dentro quella persona, ci connetteremo, diventeremo uno. Invece noi tendiamo a essere due e già pensiamo, manco sta parlando, già stiamo a pensare alla risposta che dobbiamo dare. Questa è la stessa cosa con l'universo, con la nostra anima. La nostra anima ti manda dei messaggi, uno ti taglia la strada perché magari devi capire qualcosa su quella strada dove stai andando, dove devi arrivare, e tu invece di capire il messaggio grazie al fatto che quello ti ha tagliato la strada, tu cominci a pensare alle madonne che gli devi di' a quello che gli faresti se lo beccassi fermo all'autogrill a prende' in caffè e gli vorresti sfascià' qualcosa in testa. Stiamo sempre sui due discorso, o ascolti quello che ti arriva o sei dentro di te, quindi non pensate a gestire le emozioni, pensate a risolvervele, che è molto meglio. Michele Erbucci, mi mancava una tua domanda. Come farei senza di te? Daniele, il mondo astrale a spazio e tempo? Aridajevo, sto mondo astrale. Cos'è sto mondo astrale? Il mondo degli astri? A spazio e tempo? Fate delle domande... Allora, Michele, seguiti il corso di PNL, soprattutto il metamodello, ok? Che sono le domande che arrivano alla struttura profonda. Applicati il metamodello alle tue domande prima di farmele e dammi direttamente la domanda della struttura profonda. Tu che fai parte di Anaera e la PNL l'hai fatta, sai, puoi anche usare questo come esercizio. Quindi, vai Michele! Perché si ascolta con il cuore e si sente con le orecchie? E' un'affermazione. Ok, va bene. Andiamo avanti. Manuela, come hai fatto a superare di non valere? Quali sono quelle azioni che ti hanno portato a vincere quella credenza? Studiare dalla mattina alla sera, Manuela? studiare dalla mattina alla sera. Ho acquisito talmente tante conoscenze che a quel punto mi sono reso conto, una dopo l'altra, che quelle conoscenze mi hanno permesso di aumentare il mio valore. Il mio valore è aumentato in base alla conoscenza, non perché qualcuno mi ha detto, oh, tu vali. Cioè, se sei un idiota, rimani un idiota, pure se dieci trainer ti dicono, guarda che tu vali. No! Cioè, se non sai parlare italiano e non riesci a mettere assieme tre parole in croce, Ha voglia che tu ti leggi libri di self-help, che non sai manco che vuol dire perché non sai l'inglese. Non servono a niente. La conoscenza tua, l'esperienza tua ti dà il valore, non perché qualcuno... cioè il valore è qualcosa che acquisisci, non è qualcosa che ti danno gli altri, ok? Quindi come l'ho passata, cioè non c'è stato un momento in cui io ho detto, ah ok, non sono più uno sfigato, adesso valgo. No, è stato un passaggio graduale. È stato un passaggio graduale, a mano a mano, che ho imparato determinate cose e le ho messe in pratica. Quindi, non sapevo comunicare, ho imparato a comunicare, ho imparato. Ho iniziato a imparare, ho testato, testato, testato, testato, testato, finché poi ho ottenuto dei risultati. Non sapevo vendere, ho imparato a vendere, non sapevo parlare in pubblico, non sapevo risolvermi le cose, ho imparato a risolvermi le cose. Poi ho iniziato a creare io, ma ho iniziato a creare io come? Quando avevo più conoscenze che potevo connettere tra di loro e quindi potevo creare qualcosa di nuovo. Quindi il valore è dato, secondo me sempre, perché ripeto potrebbe sempre essere una valanga di cagate, secondo me il valore è dato da quanta conoscenza hai. In realtà anche in Thailandia funziona così. Se ci pensi, quando sposi una thailandese tu paghi la famiglia. Perché? Innanzitutto perché la famiglia non ha una pensione, quindi i figli sono la loro pensione. Ma tu paghi un valore in base alla ragazza. Cioè, in base... chi definisce il valore? Il padre, in genere, in base a quanto ci ha speso per far diventare la ragazza quella che è diventata. Quindi se l'ha mandata all'università, è diventato un medico, un dottore, ci ha speso un sacco di soldi, quella ragazza ha più valore. Il valore monetario, in questo caso, che è un po' quello che prima era la dote, no? Il valore monetario di una ragazza qui in Thailandia è dato da quanta conoscenza ha, non da quando è figa. E questo è il bello, che da un certo punto di vista uno può dire che fa devi pagà. Ci può stare a un senso, perché dopo tutto la famiglia ha speso per istruirla, quindi non è che tu me la togli e ti godi il risultato che io ho buttato il sangue per anni lavorando e dando la mia pensione a lei. Ha un senso. Però è interessante questo. Riflettiamo. Il valore è dato dalla conoscenza, non dalla bellezza. Attenzione, quindi riflettiamoci. Quindi questo è il concetto. Più conosciamo, meglio è. Andiamo avanti. Allora, vediamo un po'. Dani, cosa pensi della vendita? Vendi in qualunque istante. La vendita fa parte dell'essere umano. la gente vede la vendita come una cosa brutta e cattiva o meglio in Italia perché ve l'hanno fatta credere così perché dall'altra parte del mondo i venditori sono i più pagati se lo vogliamo vedere dal punto di vista lavorativo ma ragazzi quando siete tra tre amici e uno dice andiamo a mangiare la pizza uno dice andiamo al cinema e l'altro dice andiamo a berci una birra Indovinate dove andate. Andrete nel posto di chi sa vendersi meglio. Molto semplicemente. La vendita è ogni singolo istante. Voi vendete voi stessi. Quando un genitore deve convincere il figlio, sta vendendo. Quando una mamma... Quando un insegnante sta insegnando a dei bambini, gli sta vendendo qualcosa. Tu, insegnante, mi devi iniziare a vendere il perché? io devo imparare la tua lezione, non mi posso mai dimenticare a cos'erano le superiori, avevo 10-12 anni, era il primo anno in cui si poteva scegliere di non fare religione. E il primo appena arrivò e insegnato di religione disse ok, mi dica perché io devo seguire religione. Me lo dica lei, mi dia un buon motivo. Io aspettavo che l'insegnante me la vendesse la religione. Gliel'ho venduta meglio io la mia ora che me ne andavo prima. Cioè mi dica perché io invece di andarmene a casa un'ora prima devo star qua a sentire queste cose di cui manco lei me sa dare risposte. Cioè mi devo una prima risposta. Perché Dio è amore incondizionato e vendicativo? Che da una parte dice una cosa, da un'altra dice quell'altra, mi dica lei. Cioè la fede. No, la fede è una sega. Non funziona così. Non mi ha convinto, ho 12 anni e non ho fatto REGION, non mi ha venduto. Quindi la vendita è in ogni singolo istante della nostra vita. Se non sai vendere, la vendita ti permette di avere maggiore valore. Perché, ripeto, tu vendi te stesso, non vendi un prodotto, non vendi un progetto, non vendi qualcosa. Tu vendi la tua persona. Simonetta, le canzoni che effetto collaterale possono avere su di noi. Simonetta, dovresti dirlo tu. Dovresti dirlo tu, dovresti raccontarla tu la tua storia. Per cui non dovrei dirtelo io. Ho scoperto grazie a te che possono avere un effetto collaterale devastante. Soprattutto se ripetute decine di volte a una bambina di pochi anni. perché vengono infilati a forza come se fossero un'induzione ipnotica, quindi l'ho scoperto da te Simetta, dovresti farla tu una digressione su questo, ti consiglio di fare un video e spiegarlo, che potrebbe essere utile alle mamme. Angela, ciao a tutti, il 17 è un esame universitario, mi inviate intenzioni positive. Angela, ci vendiamo le intenzioni di gruppo. Dai, fai un buon esame, vedrai che andrà bene. Allora... Esatto, già da Bernardi ho detto la stessa cosa. Ok, è vero io sono sottopagato, non so a cosa fare riferimento, ma va bene. Andiamo avanti, forza! Fatemi qualche altra domanda. Cosimo, mi consigli qualche traccia di mantra OM che puoi ascoltare? Beh, è facile, le tracce di mantra OM fanno soltanto OM, non è che sono tracce speciali, eh. Cioè, senti un OM, 108 volte di OM, basta. Cerca su Google, 108 OM, e via. oppure om chant o cose del genere ce ne sono ci sono una valanga di mantra su youtube per cui non su google su youtube quindi ti diverti allora Tiago Ranzani, si possono curare le vertigini? Sì, il fatto che già usi la parola curare sembra che sia una malattia. Attenzione a questo e ricordatevi, le parole sono importanti. Quello, prima dicevo, serve qualcuno esterno per farvi notare quello che avete in testa, perché voi non ne siete presenti, non ne siete coscienti, non ne siete presenti. Tiago mi parla, mi fa una frase dicendo si possono curare le vertigini. Se mi usi il verbo curare, presupponi che sia una malattia. La vertigine non è una malattia, prima di tutto. Ok? È un stato della mente. e soprattutto, spesso e volentieri, sono causate da un trauma, che spesso e volentieri è dimenticato. Quindi, se si risolve quel trauma, risolvi le vertigini, ok? Poi, anche lì, bisognerebbe vedere se sono davvero vertigini o se ti accadono soltanto in un determinato momento, a che altezza, sempre, dove, se sono in alcuni posti o in altri no, quindi comprenderai che spesso dietro alle vertigini c'è molto di più, non è un ho paura dell'altezza, ma Se andiamo a scovare nel profondo, scopriamo la vera causa. Quindi ti consiglio di essere molto più specifico con te stesso. Stefania ci parli del déjà vu. Cosa sono e perché avvengono? A me capitano spesso. Boh, non ne ho la più pallida idea. Nessuno sa ancora cosa siano i déjà vu. Accadono e non ci sono delle spiegazioni logiche. Quindi va bene così. Bruno, dacci tre canzoni italiane, magari italiane meglio perché non sia mai parlare in inglese troppo difficile da far ascoltare i nostri figli. Oddio, canzoni... mi cogli impreparato, mi cogli impreparato. mi viene quella di Michael Jackson ma in inglese che non mi ricordo come si chiama, credo sia Heal the World quindi se la curiamo il mondo, bellissima però canzoni non sono preparato come sui film. I Neuroni. Cosa pensi di Orion Servizio Magnetico? E che è? Boh, non ne ho la più pale idea. Maria, voglio un aereo supersonico, vengo da te, faccio la domanda e riparto, così leggerò la risposta in diretta. Maria, fai prima se me la fai, cioè che se invece di scrivere voglio un aereo e mi fai la domanda, te la leggo. Daniele, hai mai vissuto l'esperienza di 40 giorni chiuso in una stanza? No, purtroppo no, non ci sono ancora riuscito. Non ci sono ancora riuscito. Non ci sono ancora riuscito, nel senso che non sono riuscito a trovare le condizioni, perché quando potevo io non era disponibile la... questa specie di bunker. Adesso che c'è, magari, io 40 giorni non riesco a fa' come faccio a sta' 40 giorni senza follow the flow. Voi mi andate fuori di testa. Essere umile è sempre positivo. Domenico scafetta. Sono d'accordo. Adessi è bella Samy. Cosa utilizzi per connetterti a meglio con il tuo io interiore? ma adesso sinceramente niente nel senso che sono costantemente connesso quindi ti direi l'ascolto e l'ascolto l'ascolto e il silenzio, cioè devi sapere devi sapere ascoltare devi sapere il tuo interiore, non è che ha bisogno di connettersi, non è che ti fanno una telefonata costantemente ti parla, ti può parlare con gli eventi esterni, ma ti può parlare anche dall'interno, quindi devi sapere ascoltare, devi sapere qual è la sua voce, devi saperla distinguere da quella dell'ego e tanto altro. Giuseppe Manno, non torni per votare? No comment. Cosa pensi dei villaggi creati da Osho? Boh, buh, non lo so, non ci sono mai stato, quindi non ti dico niente. Molti mi dicono che io dico le stesse cose di Osho, io non l'ho mai letto. Quindi o sarò Osho reincarnato, ma non credo. Però sembra che diciamo le stesse cose. Io sinceramente se dovessi dirti di visitare qualcuno ti direi vai da Amma, che Amma è una persona che mi ha cambiato la vita e ha dedicato la sua vita agli altri realmente. cioè non facendosi comprare 365 Rolls-Royce perchè doveva cambiare una Rolls-Royce al giorno. Amma prende i soldi, va in giro per il mondo, raccoglie donazioni e le usa lei per prima. quando servono davvero, quando ci sono tsunami, terremoti. C'è una delle donne che ha fatto più bene alla terra in assoluto. Ho avuto modo di conoscerla personalmente, di stare nel suo ashram. Quello che ha creato è fantastico. Quindi se vi capita di andare in India, andate nel Kerala, andate nel suo ashram. magari avrete modo di fare le meditazioni con lei, è la donna degli abbracci, è la santa degli abbracci, se leggete la sua storia è da brividi, veramente da brividi, da brividi nel senso belli, positivi, cioè qualcosa... e lei è una che ha vissuto da piccola un'infanzia pessima, ma veramente pessima, per cui se volete un riferimento io farei riferimento a Dama. Allora, Dani, siamo in tanti alla fine in questo follow the flow, mandiamo un'intenzione positiva per qualcosa di buono? Allora, guardate, vi dirò, quando ci sarà qualche motivo valido, perché no? Perché no? Noi lo facciamo tempo fa per un paio di drammi pazzeschi per la nostra terra, quello sì, però potremmo usarlo, non siamo ancora tanti perché 160 non siamo tanti, dovremmo essere 160 milioni per andare bene e fare la differenza, però può tornare utile. ma io mi verrebbe da dire potremmo mandare un'intenzione affinché la mente dei politici italiani si svegli o meglio si svegli, se non si troppo svegli, si faccia un esame di coscienza ecco quello sì, si faccia un esame di coscienza ma penso che siamo davvero pochi per fare una cosa del genere Daniele, ti è mai capitato di rincontrare una persona che hai conosciuto in vita passata? Sì, assolutamente sì, più di una, non tantissime, ne parlavo l'altra volta, non tantissime, però me ne accorgo, ho una sensazione molto particolare che mi avvisa, che io la chiamo la sensazione di evidenziazione, cioè potrei in mezzo a 10.000 persone Cioè, vedere una persona e c'è questa sensazione che mi dice, vai, cioè, devi necessariamente dare attenzione a questa persona. Perché, attenzione, non è detto che venga fuori qualcosa di piacevole, cioè, mi arriva la sensazione per cui Dai attenzione a questa persona, poi se mi devo risolvere qualcosa potrebbe essere anche molto spiacevole, perché potrebbe essere un mio nuovo insegnante, come è successo, e sono insegnanti che ti danno delle batoste per poi ti danno una bella botta evolutiva, se sei in grado sempre di capire il dono, se no dai la colpa alla persona e non capisci niente e ti servirà un altro insegnante. Stefania, qual è il tuo piatto preferito tailandese? La massaman, anche se la massaman è un po' più indiano, però... Massaman o green curry? Sono due zuppe. Però devono essere fatte bene. Come hai sconfitto la rimandite? Bella, con questa domanda chiudo. Allora, Bruno, la rimandite... ti rimanderei a una supposta ricrescita personale. Ora, ultimamente sto cercando di applicare... non è facile, perché a volte ti viene voglia di rimandare, rimandare, rimandare... più che altro accumulo, perché avendo tante cose che voglio fare, non riesci a fare tutto. Però inizio ad imparare a fare una cosa. Soprattutto sulle cose banali, non so, che ne so, devo fare un documento, devo fare una stampa, devo fare qualcosa anche di banale, ma prima ero abituato a scriverli sul Tudu, no? Io c'ho una lista immensa di cose da fare, proprio c'ho un quadernino Tudu che poi, quando c'ho un attimo, prendo quello che devo fare e lo faccio. Ma a volte capita che sono cose così banali che perdo più tempo a scriverle sul Tudu che a farle. Quindi, ultimamente mi sto imponendo di fare questo. Cioè, c'è una cosa da fare, la faccio adesso. Non sto più lì a pensare, aspetta, allora domani devo andare, devo fare, devo comprare questa cosa. No, prendo, parto, vado, punto. Ed è così risparmi un botto di tempo, perché innanzitutto ti togli il pensiero, ti togli la scimmia, risolvi il problema e vai avanti. Quindi il mezzo migliore per sconfiggere le rimandite è quando hai qualcosa da fare, la fai subito, immediatamente. Questo poi se avete un'azienda vi va, vi serve molto, molto, molto... vi serve molto di più, vi serve molto di più. Sara Rendiniello. Ciao Daniele, ti ricordi di me? Ma Sara è mia cugina per caso. Allora... Chiara, perché non cominci a fare un corso dal vivo? Ma in realtà io ne ho fatti tanti di corsi dal vivo, mi sono stufato, è diverso. Sai perché, Chiara, non faccio corsi dal vivo? Perché per fare 166 persone in un corso dal vivo, e entro domani queste 166 persone saranno diventate mille e mille e cinque come minimo, che diventeranno 3.000 o 5.000 nell'arco di una settimana. Per fare questi numeri ci vuole un'organizzazione di vendita che non finisce più. Devi muovere soldi, devi muovere persone, devi muovere hotel, accordi, aerei, un casino della madonna, per trasferire più o meno le stesse cose. Se vengo in Italia preferisco farci una mangiata tutti assieme e incontrarci e cazzeggiare un po' piuttosto che andare a fare un corso a pagamento dove devi organizzare, devi vendere, devi fare le fatture, devi incassare le cose... ma che due palle! Quindi visto che non mi interessa il denaro, non me ne può fregare nemmeno, quello arriva da tutt'altra parte. Non vedo perché devo fare corsi dal vivo, anche perché un corso dal vivo è estremamente limitante. O fai una cosa fatta bene da mesi e anche lì comunque lo potresti fare soltanto con poche persone, e l'ho fatto, e spesso e volentieri le persone invece di risolversi loro quando acquisiscono degli strumenti potenti li usano. contro gli altri quindi per i cazzi loro invece che risolverseli a sto punto preferisco preferisco divertirmi così fare ciò che mi diverte andare avanti e se capito in italia magari veramente ci facciamo qualche mangiata ma senza senza corsi e senza niente magari ci facciamo una ghiacchierata in mezzo alla natura così e via detto questo Stefania Ciri mi manda un video su youtube non so cosa si chiamava bene Ragazzi, condividete quando ci sono i follow the flow, magari arriva più gente. Ma allora, Daniele in linea di Massi, ma adesso li sto facendo tutte le sere alle otto e mezza, non so quanto duro, perché per me gli appuntamenti fissi sono una cosa drammatica. Ho vissuto una vita, ho fatto una vita per arrivare a non avere sveglie, a non avere impegni, a non avere niente, quindi per essere totalmente libero. Il fatto che io mi stia impegnando a farlo addirittura in un orario definito tutte le sere per me è un miracolo. Ma è un miracolo positivo perché lo sto facendo con piacere, perché quello che mi state dando voi è impagabile e di questo vi ringrazierò a vita. Io grazie a queste orette assieme mi ritrovo a autocostringermi a stare in un flusso, a stare in un canale, a stare sul pezzo, a stare connesso con voi, ad amarvi al 100% ognuno di voi che siete qua con me. E questo per me è meraviglioso, perché l'emozione che mi date, la serenità, il piacere, non vi nego che io sto da Dio, capite? Quindi, ma perché sento questo flusso attraversare questa... è un po' come se avessi la coscienza collettiva che mi attraversa, ed è una sensazione indescrivibile. indescrivibile, cioè sentirsi un canale attraversato da qualcosa di più grande, credo sia una delle più belle sensazioni del mondo. Ed è un po' come se io quest'ora me la facessi di questo puro piacere, no? Quindi è una sorta di orgasmo mediatico che mi state dando. Quindi finché è così, finché avrò questo piacere, continueremo. Questo è poco ma sicuro. Detto questo, Ragazzi io direi che dopo un'ora e quindici di chiacchierata possiamo salutarci e venerdì sera magari volete uscire a farvi una birra oppure magari ci sono gli amici che vi aspettano per farvi un ottimo spritz! E con lo spritz ci salutiamo e chissà vedremo se ci sarò anche domani sabato, nel caso vi avviso. Nel caso sarà una sorpresa e non mi troverete, vedremo, vedremo, tutto sarà come vorrà il flusso. Grazie a tutti amici, questo è stato Follow the Flow, avvisate i vostri amici, fate venire gli altri, cerchiamo di essere sempre di più perché ormai lo sappiamo, più siamo più il flusso diventa potente, più l'energia diventa potente, più possiamo fare tante belle cose assieme. Questo è Follow the Flow, la trasmissione audio-casuale che segue il flusso dei pensieri e degli eventi del momento, come abbiamo fatto anche questa sera. Ha quasi un appuntamento fisso, non ha un programma e non ha un tema, ma nulla accadrà per caso e tutto avrà un significato per voi che la state ascoltando. Ma solo se vi soffermerete davvero a cercarlo. Follow the flow, segui il flusso e lascia che sia. Ciao a tutti ragazzi, buona serata!










