9 Vittime e Carnefici - Salto Quantico 2 - La Via dell'Anima per la Magia e i Miracoli

Daniele Penna (Salto Quantico 2) examines the psychological and spiritual dynamics that bind 'victims' and 'perpetrators', tracing the pattern back to childhood and parental authority. He introduces the concept of the "mutaforma"—people who adapt their identity to placate abusive or neglectful parents—and explains how children internalize parental identities as 'gods' that can later act as external/internal entities taking control in low-energy or high-emotion states. Penna warns that anger and pain-based strategies feed an "invisibile oscuro" (predator occult) and urges listeners to recognize these patterns, accept responsibility, and reclaim agency to break the cycle.
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Odio le vittime che rispettano i loro carnefici. Io sono Daniele Penna e questo è il Salto Quantico 2. Odio le vittime che rispettano i loro carnefici. Lo diceva Jean-Paul Sartre. Ed è proprio da questa frase che voglio cominciare, da questa logica, da questo legame, da questo paradosso a volte che lega vittime e carnefici e che spesso li confonde addirittura. Andiamo avanti nella comprensione dei nostri schemi e di quelli dei nostri genitori, o delle persone a cui abbiamo dato autorità, dei nostri dèi, come li abbiamo chiamati nel passo precedente. Perché più comprendiamo noi stessi, più comprendiamo loro, più riusciamo a liberarci, a recuperare il nostro libero arbitrio, liberarci da quella mente condizionata e rientrare in connessione con il nostro vero noi stessi, con la nostra vera anima e quindi accedere a quella magia e a quei miracoli a cui meritiamo di accedere. Vittime carnefici, due parole che vengono spesso usate forse anche in modi impropri, forse vengono spesso anche abusate. Cerchiamo di comprendere meglio che cosa vuol dire questo schema da dove nasce e com'è probabilmente molto più vicino a noi di quello che si possa pensare. Molti di noi, molti di voi, si renderanno conto di vivere in questo schema, o di aver vissuto in questo schema, o di avere qualcuno vicino che vive in questo schema. Analizziamolo meglio. Partiamo sempre da quando siamo piccini e dai nostri genitori. Genitori che, uno o l'altro o entrambi, possono essere considerati carnefici. Chi sono i carnefici? Quelli che in qualche modo ci fanno del male. qualcosa che può essere male per il bambino, che può essere un semplice non avere attenzioni, può essere un non avere apprezzamenti, può essere un non avere... oppure essere messo in confronto negativo con qualcun altro. oppure, peggio ancora, essere picchiati, essere abusati, essere violentati. Rimane il fatto che c'è un genitore o un altro che in qualche modo fanno la figura del carnefice, cioè colui che ci fa del male. È chiaro che il concetto di male all'interno di un bambino è proporzionale alla quantità di male che gli viene fatto, per cui se è una semplice mancanza di amore o di attenzioni, quello per lui è il male, se invece viene picchiato e abusato, quello per lui è il male. comunque sia, è il male, perché il bambino non comprende la differenza tra un male più grande e un male più piccolo. Quindi abbiamo un carnefice o più carnefici, che sono coloro che in qualche modo fanno del male al bambino, qualunque esso sia. Che cosa succede? Che, come abbiamo visto nei passi precedenti, uno degli obiettivi del bambino è ottenere il favore dei propri dèi. E quindi come si fa a entrare nelle grazie di un carnefice? in qualche modo bisognerà adattarsi a diventare ciò che il carnefice vorrebbe che il bambino diventi o che si comporti in un caso di, ad esempio, di abuso è chiaro che se il bimbo o la bimba molto più spesso accade con le femmine ma non è neanche vero perchè spesso accade anche con i bambini maschi se c'è un abuso sessuale ad esempio il bimbo e la bambina cercheranno in qualche modo di fare ciò che vuole il carnefice per evitare che gli faccia più dolore o per entrare nelle sue grazie quindi se il carnefice gli dice stai zitta, lei sarà zitta, fa finta che gli piace, gli farà finta che gli piace in qualche modo applicherà una strategia tale da entrare nelle grazie, da ingraziarsi il carnefice questo per un abuso, ma anche per una violenza. Se un bambino viene picchiato e si rende conto che per non essere picchiato deve avere determinati atteggiamenti, quindi magari, non so, deve pulire casa, deve stare zitto, deve obbedire, deve fare chissà che cosa, comprende che per ringraziarsi il carnefice ed evitare di essere picchiato, dovrà comportarsi in una determinata maniera. Quindi se si comporta così, bene, se non si comporta così, otterrà la punizione e quindi avrà il dolore. Ma la stessa cosa vale per le attenzioni. Il bambino che si rende conto che il carnefice gli dà attenzioni solo se è malato con la febbre, si ammalerà e avrà la febbre per avere attenzioni. E fin qui sono cose che sappiamo. Ma a volte ci si dimentica che il bambino plasma la sua identità in base a quello che vede dai genitori, quindi dai suoi dei. E se il genitore è un carnefice, è vero che da una parte il bambino o la bambina diventano quelli che io chiamo i mutaforma, cioè persone crescono con la capacità di mutare la propria forma, di mutare i loro pensieri, di mutare i loro comportamenti, di mutare i loro piaceri, di mutare le loro voglie, le loro idee, di mutare tutto per ingraziarsi il carnefice. Ma è anche vero che proprio perché hanno imparato a mutare, a diventare come il carnefice vuole, per diventare come il carnefice vuole, devono conoscere perfettamente la strategia del carnefice. Perché più la conoscono, più possono diventare come lui vuole e quindi ingraziarsi, entrare nelle grazie del carnefice. Questo cosa comporta? Che abbiamo due capacità del bambino. di sapersi plasmare perfettamente alla persona per qualunque sia il suo obiettivo, quindi per entrare nelle grazie di qualcuno, è essere un carnefice. Ed ecco che qui, probabilmente ti sta già venendo in mente, o sei tu così, o hai persone vicino, hai conosciuto, persone che sono in grado benissimo di plasmarsi per la persona che hanno come obiettivo, che può essere il loro compagno, la compagna, la persona da conquistare, la persona con cui vivere assieme, la persona con cui sposarsi o con cui fare quello che voglio, o che può essere anche un capo, la persona da ingraziarsi potrebbe essere il capo, il superiore, Insomma, i muta forma, che siano uomini o donne che hanno vissuto questo schema, sono capaci di adattarsi perfettamente ai voleri dell'obiettivo, chiamiamolo carnefice, della persona a cui vogliono ingraziarsi. E più conosceranno la persona, più conosceranno i desideri della persona, più saranno in grado di plasmarsi, perché è la cosa che sanno fare meglio, l'hanno fatto sin da bambini. Attenzione però. in queste persone, spesso e volentieri, da una parte c'è questa capacità di essere un mutaforma, quindi di plasmarsi perfettamente al volere della persona, ma sappiamo che è un'abilità, non è un'identità. Allo stesso tempo abbiamo l'identità del Dio. Ricordiamoci che il Dio ci crea su immagine e somiglianza, quindi noi acquisiamo l'abilità di ingraziarsi il Dio, ma sappiamo perfettamente com'è il nostro Dio e quindi abbiamo una sua parte dentro di noi o a volte fuori di noi. Perché l'identità del carnefice cioè la parte del genitore carnefice che vive e che si è creata dentro di noi che come sappiamo a volte può diventare una vera e propria entità separata può vivere dentro di noi ma a volte può vivere nella nostra parte invisibile realmente fuori di noi cosa intendo per questo? quando l'identità del genitore, del Dio l'entità del dio, del genitore, vive fuori di noi vuol dire che noi non ne siamo consapevoli quindi noi viviamo nella versione vittima o nella versione mutaforma e siamo convinti di essere questo e basta che questa è la nostra identità punto ma accade che in momenti particolari di forte emozione, di forte rabbia oppure in momenti di forti scompensi ormonali, come possono essere per le donne il ciclo mestruale, oppure in momenti in cui si sta male, quando le nostre barriere si abbassano perché tutta la nostra energia deve essere data alla guarigione o alla crisi ormonale o a quello che sia, quando le nostre barriere, quando le nostre energie non hanno più la forza di mantenere alta la maschera del mutaforma, quindi di quello che si è adattato, si è plasmato perfettamente alla persona vicina, qualunque esso sia, ripeto compagno, compagna, marito, genitore o capo, capa, quello che sia, quando ciò accade si apre la porta per l'entità esterna, per il carnefice. io parlo di entità esterna perché in alcuni casi può essere proprio esterno ci sono i casi in cui la persona sa di esserlo ma non lo ammette e casi in cui la persona non lo sa proprio non è assolutamente consapevole e l'entità entra nel momento in cui trova la porta aperta è chiaro che entra indisturbata perché il genitore è quello a cui noi abbiamo fatto di tutto per ringraziarci è il nostro Dio, quindi è ovvio che il nostro Dio ha libero accesso perché il nostro Dio e il nostro Dio che entra diventa il carnefice ed ecco che la persona che abbiamo visto perfettamente desiderabile e credavamo fosse la persona fantastica esattamente come noi l'avevamo immaginata nei nostri migliori sogni ecco che improvvisamente si trasforma quasi inspiegabilmente nel carnefice cambiando completamente atteggiamenti, esplodendo a volte con delle crisi di rabbia, spesso e volentieri la rabbia è una delle forme migliori per dare accesso a questo schema, e allo stesso tempo trasformandosi in qualcosa che non credevamo neanche esistesse. Nel caso in cui questa entità del genitore carnefice sia esterna alla persona, troveremo un post-ingresso della persona che non comprende, che si scusa, che non capisce e che spesso se ne esce con, ero fuori di me. Ricordiamoci, ero fuori di me. Ero fuori di me vuol dire che io non c'ero, c'era qualcun altro, c'era una vera e propria identità. Ora, può essere un'identità condivisa all'interno di una persona, ci sono persone multi-identità, ma ci sono anche entità esterne a noi stessi, quindi di cui la persona non ne ha assolutamente coscienza e potrebbe anche non ricordare quello che è accaduto quando l'entità esterna genitore dio carnefice entra e prende possesso del proprio corpo. Attenzione, non sto parlando di possessioni demonia, che cose strane, no, stiamo semplicemente parlando di un mondo visibile e invisibile, una mente condizionata, cosciente e un una divinità esterna a cui noi abbiamo dato potere, a cui noi abbiamo dato accesso, a cui noi abbiamo dato le chiavi per entrare perché loro sono i nostri dei, a cui noi abbiamo dato autorità e ai quali diamo autorità di entrare e di occuparsi di noi e di proteggerci quando ne sentiamo il bisogno o quando abbiamo bisogno di cambiare qualcosa all'interno della relazione, che sia di relazione amorosa o relazione di lavoro o relazione di qualunque tipo. Capiamo bene che in questo schema non c'è niente di funzionale, perché essere una mutaforma che si sa plasmare, cioè una vittima che si trasforma in un perfetto panetto di plastilina che si plasma attorno ai desideri del suo carnefice per ringraziarsi del carnefice, in realtà non reggerà a lungo perché comunque sia rimane il fatto che è uno schema che veniva fatto per ringraziarsi del carnefice per allontanarsi da un dolore. In questo caso potrebbe essere il dolore, ad esempio, di essere licenziati al lavoro o di essere lasciati in una relazione. Quindi ci rendiamo conto che non è qualcosa di sano nato da una voglia di amore, ma è qualcosa di non sano nato da uno schema vittima carnefice. Cioè mi plasmo per ottenere un obiettivo, non avere il dolore che il carnefice potrebbe darmi. La non attenzione, il non apprezzamento, la violenza o quel che sia. Dall'altra parte, quindi questo è un lato della medaglia, l'altro lato della medaglia è la versione carnefice. Il carnefice che può essere e che spesso cresce come figura genitoriale all'interno o all'esterno di noi se si vuole nascondere meglio e che, nei momenti particolari, entra e può distruggere completamente tutta la scena, tutta la maschera che il mutaforma ha creato. In entrambi i casi, questo schema non è sano, perché non porterà nel lungo termine a nulla di funzionale. se fosse una relazione di qualunque tipo, si andrà a distruggere perché prima o poi ci si renderà conto che non sia se stessi, ci si sta semplicemente plasmando o si andrà a distruggere, spesso e volentieri, quando si arriverà al punto in cui questo sarà arrivato al massimo del livello accettabile e quindi entrerà il carnefice per dire aspetta, guarda che ci sono io, adesso tu che eri la mia tu che eri il mio carnefice diventerai la mia vittima e quella persona a cui ci si era plasmati perfettamente diventando l'oggetto del desiderio o il dipendente modello diventa poi la tua vittima per poterlo massacrare quindi per poterlo far diventare quindi per diventare tu il carnefice e lui la vittima perché tanto adesso è talmente tanto legato a te che sarà lui a dover diventare la vittima e plasmarsi a te affinché non provi il dolore di non avere più quella persona così meravigliosa che si era creata plasmandosi a lui. Quindi comprendiamo questo schema abbastanza malsano ma abbastanza tipico. Attenzione però. Per quanto possa essere piacevole a volte questo schema, è divertente perché non si fanno cose che non siano piacevoli, anche se possano essere disfunzionali e fare del male all'altro, ma il carnefice ama fare del male all'altro, cioè il carnefice è colui che ama fare del male. È il boia, se così si può dire. È anche vero però che bisogna fare attenzione perché questa modalità è un'ottima esca per far sì che quello che abbiamo chiamato l'invisibile oscuro, o quello che Castaneda chiama il predatore occulto, cioè quello che vuole prendere la nostra anima e portarla nel pollaio, ottenerla nel pollaio, trova terreno fertile in questo schema, soprattutto nell'entità esterna. Quindi ricordiamoci che la rabbia è uno dei mezzi migliori per poter donare la propria anima al predatore occulto, all'invisibile oscuro, come lo chiamiamo noi. La rabbia, così come tutti i comportamenti che si basano sul dolore o sull'allontanamento del dolore, sul dolore provocato agli altri, sono tutti atteggiamenti perfetti per abbracciarsi e ingraziarsi ed entrare nelle grazie del predatore occulto. Ora, amico o amica mia che mi stai ascoltando, prima di tutto cerca di comprendere se tu sei all'interno di questo schema. Se pensi di essere solo vittima, ricorda che c'è una parte carnefice. E puoi anche non ammetterlo, e ti darò ragione, perché non è bello, non è comodo, non è simpatico ammettere di essere in questo schema, ma ricorda che la nostra evoluzione, la nostra crescita, la nostra liberazione dai condizionamenti della mente e del sistema e dei traumi e dei genitori. Il modo per far scendere i nostri genitori dall'olimpo e non dover più doversi ingraziare i genitori ancora oggi, quindi replicare i loro schemi, prima di tutto, il primo passo per farlo è rendersi conto e ammettere di stare all'interno di determinati schemi. Finché non si ammetteranno, e si faranno finta di non vederli, e ci si metteranno i paraocchi dicendo io sono l'esatto opposto dei miei genitori, mio padre è il carnefice, mia madre il carnefice, io sono solo una vittima, e così è. Bene. Se così è, ricordati che questo è il tipico atteggiamento di chi il carnefice ce l'ha nella parte invisibile. E verifica, se lo ricordi, se in qualche momento della tua vita, magari in momenti di rabbia o di energia un po' più bassa, il carnefice non è entrato dentro di te attraverso una porta che tu stesso o tu stessa gli hai lasciato aperto. Verificalo dentro di te, fa attenzione alle persone che hai attorno e se lo scopri, prendine atto, prenditi la responsabilità E ricordati che se davvero non vuoi essere come i tuoi genitori, se davvero vuoi essere libera o libero dai condizionamenti della mente, se davvero vuoi scoprire chi sei nel profondo e nella tua anima, fa attenzione a quando una di queste due persone vuole entrare, la vittima o il carnefice. E ricordati che non sei tu. Sì.










